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Zombies

17 settembre, 2009 - 12:31 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, Informazione, latest, Oltre le Righe




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Al momento le fonti riportano 8 vittime, i due attentatori e 6 paracadutisti italiani, altri 4 soldati sarebbero feriti gravemente. Non sembra ci siano, fortunatamente, vittime tra civili(1).

Non voglio entrare nel merito militare della questione, ne so poco. Non sarebbe professionale. Nemmeno mi va di dibattere, qui e ora, dell’opportunità o meno di coinvolgersi in operazioni puramente militari inizialmente presentate come missioni di soccorso.




170909

Ora partiranno le polemiche, i dibattiti, le interviste strappalacrime, i funerali di stato come quelli di Mike Bongiorno, per intenderci, i Porta a Porta. Il consueto carnevale(2). Come se i soldati italiani fossero in Afghanistan dall’inizio della settimana e non da anni.

Quello che mi viene da pensare è che mentre in Italia tutto gira introno all’asse Silvio-Noemi-Patrizia-Vespa-Gianfranco, il mondo continua ad andare avanti e decisioni importanti, vite e futuro sono delegati al capriccio del destino.

Siamo entrati in una specie di stato alterato dove la sessualità degenere di un degenerato, il fatto che per trombare debba farsi pagare le zoccole da qualcuno, le polemicucce con l’amichetto Gianfranco e lo slittamento di Ballarò per favorire Porta a Porta, sono la realtà, il baricentro dell’esistenza, il fulcro della vita politica ed intellettuale. Articoli, film, dibattiti, opinioni.

Là fuori, invece, continua a piovere e la gente si bagna. In milioni lavorano, si ammalano, non riescono a studiare, rischiano il licenziamento, occasionalmente crepano.

Siamo tutti, dal primo all’ultimo, posseduti fino al midollo, anche quelli che pensano di essere da tutt’altra parte e di combattere il Maligno. 60 milioni di zombie che, da anni, hanno il cervello imbottito della stessa cosa.

Uscirne sarà dura. E’ un percorso da fare da soli.
Ci rivediamo oltre la siepe, almeno spero, perché io, di me, non più sono tanto sicuro.

Si ringrazia Repubblica.it per la sua involontaria collaborazione.

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Note
  1. nemmeno il tempo di finire di scrivere che di morti civili ce ne sono 10, oltre che a 55 feriti []
  2. ore 13.24, già iniziato: eroi, famiglie, lutto, minuto di silenzio, exit strategy, democrazia, vigliacchi aggressori, … []
Fine delle Note

Comments

9 Risposte a “Zombies”
  1. maria scrive:

    E’ difficile lasciare commenti a cose simili….
    Dalle mie parti, un ex pm ha già annullato tutte le feste….
    E si chiede cosa ci facciano ancora li i soldati…. sono cominciati i commenti dei…. “commendatori”…. Ogniuno dice la sua dimenticandosi ciò che magari ogniuno disse in precedenza…. Credo che la tua ipotesi finale, non sia tanto errata…. Magari ci emozioniamo pure se qualcuno esprime rabbia e dissente dalla “missione” Ma alla fine sono sempre loro a turno che a seconda degli avvenimenti esprimono esprimono ecc.
    Tanto, finchè c’è “guerra” c’è guadagno!

  2. Zag scrive:

    E dobbiamo ringraziare che gli afghani ora non hanno una superpotenza che li addestra e li arma (tipo la CIA ai tempi dell’invasione Russa), altrimenti saremmo già tornati a casa.

    Ci sono afghani che per tutta la vita non hanno fatto altro che combattere contro un invasore… vallo a convincere che noi vogliamo portargli la democrazia e non fare i nostri sporchi interessi… Sono ignoranti (e non per colpa loro) mica scemi!

    Quindi ora c’è da scegliere:
    - ammettiamo di essere in guerra e tentiamo di vincerla con ogni mezzo (leggi radiamo al suolo l’afghanistan e prendiamoci il petrolio)
    - ammettiamo di aver fatto ‘na cavolata e ce ne torniamo a casa nostra all’istante (leggi mavvaff… il petrolio con quello che mi costa sta guerra invento la fusione a freddo)
    - non ammettiamo nulla e continuiamo a fa crepare in malo modo ed inutilmente giovani di tutte le nazionalità

    Secondo voi che succederà? -_-’

  3. Giovanni Volpe scrive:

    Il valore di ogni singola vita umana, continua a non essere tenuto nella giusta considerazione.
    Provo disgusto, ad assistere al solito teatrino di circostanza di tanti politicanti, preoccupati di un eventuale calo nei sondaggi.
    Al momento, provo solo dolore per la morte di questi ragazzi, soldati per scelta o per bisogno!

    http://www.giovannivolpe.it

  4. holamotohd scrive:

    Ecco un articolo tratto dal sito mediconadir.it che mi sembra in tema:

    Non si capisce il perché. O forse il perché è ben chiaro, ma è troppo ripugnante per crederci.
    In una città come Kabul, di quattro milioni e passa di abitanti, durante eventi violenti come quello di oggi non esiste la minima possibilità di coordinare le risorse di chi fa attività sanitaria e si occupa di feriti civili, perché buona parte dei pazienti viene trasferita con mezzi militari nell’unico ospedale militare della città: le zone colpite vengono infatti cordonate da militari afgani e di ISAF e alle ambulanze civili non è nemmeno permesso entrare.
    Ai rappresentanti dello stesso Ministero della Sanità afgano è stato impedito oggi di entrare nell’Ospedale militare di Kabul e, quindi, solo il ministero della Difesa ha potuto render conto del numero delle vittime civili
    Dopo il tragico attentato di oggi, oltre a piangere la morte di alcuni ragazzi italiani, dovremmo piangere la morte e il pessimo trattamento ricevuto da alcune decine di pazienti afgani che sono stati forzatamente trasferiti ed ammassati nella struttura sanitaria dell’esercito, che solo in occasioni come questa si ricorda che può trattare anche civili. Se la motivazione fosse la possibilità di garantire un trattamento migliore, lo si potrebbe comprendere: purtroppo la motivazione vera e non troppo nascosta è che così i pazienti possono essere “interrogati meglio”. Nell’Afghanistan democratico, non è tanto importante quanto sei ferito ma quanto sei utile alle indagini.
    Il Centro chirurgico di Emergency a Kabul riceve quotidianamente decine di feriti che vengono da tutte le province vicine, ma quando una bomba esplode a 500 metri dall’ospedale, ai pazienti viene reso impossibile esercitare il proprio diritto ad essere curati: per motivi che chi fa attività sanitaria, come me, trova difficile comprendere.

    Marco Garatti

    Marco Garatti, chirurgo d’urgenza, lavora con Emergency da dieci anni, molti dei quali passati in Afghanistan. Attualmente è coordinatore medico del Centro chirurgico di Emergency a Kabul.

    http://www.mediconadir.it/no_war_24.html

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  1. [...] Per chi desidera eventualmente approfondire, può prendere in considerazione di navigare sul sito http://www.esercito.difesa.it o per leggere un ulteriore opinione sull’attentato, segnalo un post sul blog http://www.mentecritica.net. [...]



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