Zingari, Rom e Fascismo. Quando il Passato non Conta Nulla… 11


Qualche tempo fa scrissi che nella mia lontana infanzia vivevano nel mio paese natio gli zingari. Oggi sono chiamati rom! Lavoravano il ferro e commerciavano in asini e cavalli. Avevano un non so che di “fascinoso” per noi bambini: la mia invidia sarà nata allora! Nessuno, neppure per un attimo, si permetteva di cacciarli e neppure lontanamente di trattarli con sufficienza. Mia madre non trovava nulla in contrario che io giocassi insieme ai loro figli e spesso in casa loro. Anzi, mia madre non me lo diceva neppure che erano zingari: erano persone come gli altri e i figli frequentavano la scuola come gli altri bambini del paese.

Non intendo fare paragoni con i nostri comportamenti di adesso. Non voglio dire che forse si era più tolleranti una volta anche perché il termine tolleranza non si pronunciava neanche: forse si praticava, sic e simpliciter! Né mi permetto di dire che tra i rom non vi siano dei delinquenti. Come non mi permetto di affermare che tutti gli italiani siano angioletti, immacolati e puri, ai bassi e agli alti livelli (Cecchi Gori è stato arrestato: chi sa perché?). Non voglio neppure dire se i leghisti abbiano ragione o meno di non volere la costruzione di case a favore dei rom di Venezia che vi sono nati e vi vivono già da molte generazioni. Come si fa oggi a dire, con tutto il consenso che hanno ottenuto dal Nord al Sud, che sono razzisti? Rischierei di passare per un amico dei rom con tutti i risvolti non solo politici, ma anche sociali che me ne potrebbero conseguire: sarei radiato dalla società come un appestato!

Non sono amico dei rom, non ne conosco neppure uno, non mi sono particolarmente simpatici soprattutto quando si sentono sul loro conto comportamenti di violenza e di stupri che commettono nelle città e nei borghi italiani, non li difendo assolutamente perché non conosco le dinamiche sociali e psicologiche dei loro comportamenti. Niente di tutto questo. Vorrei toccare solo un aspetto che potrebbe sembrare marginale rispetto a tutto ciò che li riguarda: i bambini!

Anche i bambini rom hanno le loro “colpe indotte” da almeno tre fattori: la fame, i genitori, la scuola. Ma è la scuola il versante che più mi sta a cuore forse per pregressa formazione professionale. In tutti i campi rom “brulica” una miriade di bambini che si danno all’accattonaggio e agli scippi diventati un po’ più grandi. Nessuno pensa che molti frequentano anche la scuola soprattutto là dove gli accampamenti o le roulotte in cui vivono si fermano in un posto per lungo tempo. I bambini di Venezia, per l’appunto, che sono nati in Italia frequentano le scuole italiane e ne hanno tutti i diritti proprio perché cittadini italiani. La Lega in particolare ricorre ai picchetti e alla protesta urlata non solo perché non si costruiscano alloggi per i rom veneto-italiani, ma perché vengano anche allontanati: sono rom!

E quei bambini che hanno frequentato la scuola e che l’anno prossimo continueranno a frequentarla con gli stessi compagni, non è importante se con profitto o non, subiranno un incalcolabile sradicamento culturale, sociale ed umano. Quando ero in attività di servizio erano i genitori a “pregarmi”, naturalmente non ero il solo, perché seguissi i loro figli fino in quinta elementare, ma anche una sottintesa direttiva ministeriale per la famosa (chi non ne ha sentito parlare?) “continuità didattica”, che sottintendeva vari significati didattici, pedagogici, culturali, psicologici, affettivi, perché i bambini hanno dei punti di riferimento ben precisi che non sono solo i genitori per motivi ben precisi: il loro milieu si allarga e si restringe a fisarmonica e comprende tutto e tutti, la famiglia e la scuola in particolare. Tutto ciò avviene in una società normale (!?). Perché ai bambini rom deve essere precluso? Per una malintesa differenza razziale? E questo non è razzismo? Io non so trovare un altro termine o un’altra catalogazione.

Ho sentito il ministro Gasparri (vorrei tanto scrivere il suo nome con l’iniziale minuscola!) difendere a spada tratta le posizioni dei leghisti veneti. Ho provato disgusto e orrore. Sì, anche orrore, perché durante il nazifascismo si arrivò alle “Leggi Razziali” discriminando prima gli zingari, poi gli omosessuali, infine gli ebrei per giungere alla razza pura. Mi pongo una domanda: “ma la razza pura è quella dei Gasparri, dei Bossi, dei Berlusconi, dei naziskin nostrani?” Se così dovesse essere, per favore trasferitemi in Birmania: non ci sarebbe nessuna differenza tra l’Italia e la Birmania.

Da qualche tempo a questa parte non ho più stima degli italiani, me compreso!


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11 commenti su “Zingari, Rom e Fascismo. Quando il Passato non Conta Nulla…

  • Iniquo

    Quella del triangolo nero appuntato sulla giacca fu un’iniziativa di Vauro Senesi (vignettista e giornalista), sono molto combattuto se seguirla o meno.
    Ogni volta che vedo Gasparri ed i vertici della lega mi chiedo: se quella è la classe dirigente, come sono ridotti i loro elettori?

  • Francesca

    x Iniquo: qual è l’iniziativa del triangolo?

    x Lupoalburnino

    Ti consola se ti dico che non sei l’unico?Anzi, per dirla tutta, io provo quasi vergogna di essere italiana e la cosa più sconcertante come ricordi tu nel titolo è proprio che l’uomo ha dato più riprove che i libri di storia li usa come carta straccia (x non dire peggio)

  • Iniquo

    Una mattina Vauro si presentò ad Omnibus di La7 con un triangolo nero appuntato alla camicia dicendo che lo faceva per ricordare quello che successe con le leggi razziali e le deportazioni volendosi autodenunciarsi come “asociale”. Alla manifestazione di solidarietà a Rom, Sinti e Camminanti molti partecipanti lo portavano.

  • ormando

    Quando, molti anni fa, ho letto in un locale pubblico quel cartello con scritto”prohibited to the dogs and the Italians”mi sono sentito come se avessi addosso la stella di Davide e la scritta “judeo”.
    Il razzismo è una di quelle patologie più inguaribili di cui soffre l’uomo.
    La cosa più orribile è che chi ne soffre ritiene di essere sano;sono gli altri gli ammalati.

  • Francesca

    Sì avevo visto le immagini della manifestazione ma non Vauro.
    Non sarebbe una idea malsana visto che i tempi..

    Ma avete notato che da lunedì non si parla più di romeni?
    Chissà com’è?
    E’ possibile che nemmeno uno di loro in questi giorni abbia struprato o rubato o ucciso?

    Potenza mediatica.

  • lupoalburnino

    Siamo in sintonia tutti su temi come quelli del razzismo e della solidarietà. Io ho molti anni sulla groppa, ne ho viste di cotte e di crude come credo abbia fatto Berlusconi. Possibile che egli non ricordi nulla? Allora davvero “i libri di storia, aggiungerei per molti le esperienze personali, sono usati come carta straccia”? Mah! Che mondo di…

  • lupoalburnino

    Ti devo credere, caro Iniquo? A dire il vero, io ci ho sempre creduto. Ho solo un dubbio: l’età non conta nulla? Quei piccoli malori da cui ogni tanto viene colpito non gli dicono nulla? Oppure intende instaurare una sorta di dittatura dolce o morbida al di là del dittatore, perchè ritiene che gli italiani non meritino di vivere in una democrazia compiuta? L’ho buttata lì la mia idea, però ritengo che su questa ipotesi potrebbe svilupparsi un dibattito approfondito e ampio a meno che la mia non sia considerata una specie di boutade. Mi farebbe piacere conoscere il tuo pensiero e quello degli altri amici sulla vexata quaestio.

  • Iniquo

    Lui vuole passare alla storia (frase infelice detta da molti dittatori), l’ha sostenuto più di una volta.
    La sua prima priorità è evitare le condanne cambiando le leggi e lo sta facendo di nuovo; in più è riuscito a “fare gli Italiani”, ma non proprio come auspicava D’Azeglio.
    Ha partorito delle deformità create a suo uso e consumo: esseri non pensanti che si nutrono di gossip e TV monnezza, che non leggono mai (i due terzi), che hanno un’istruzione a livello di Paese in via di sviluppo (quasi metà con la sola terza media), che concepiscono la politica come se fosse il calcio e quindi tifano invece di scegliere.
    Ha azzerato quel poco che si era fatto da punto di vista della cultura democratica riabilitando fascisti vecchi e nuovi, ha ulteriormente affossato il senso pressochè nullo della legalità che c’era prima, ha portato gente come Dell’Utri in parlamento, la laicità dello Stato non è mai stata tanto ridicolmente formale come ora, ecc…
    Tutte queste cose non le ha fatte da solo, ma con la complicità di TUTTE le forze democratiche; compresa la sinistra cosiddetta radicale che da anni vive di autoreferenzialità, ha rinunciato ad un ruolo di civilizzazione delle masse incolte (chi si esprime e vota come gli operai leghisti non può dirsi civile) e si frantuma ad ogni alito di vento. Non parlo dei cosiddetti riformisti perchè siamo in fascia protetta.
    Sì, passerà alla storia.

  • lupoalburnino

    Sei duro, Iniquo, e a ragion veduta. Non ho visto in vita mia tanta piaggeria (è solo un eufemismo) quanta ne vedo oggi anche da persone colte, perchè, è la cosa è strana, su Berlusconi piovono consensi anche da persone che ho stimato e stimo per la loro preparazione culturale e onestà intellettuale. Cosa è successo? In questo sono un pò in disaccordo con te. I consensi ottenuti da Berlusconi vanno al di là di “esseri non pensanti che si nutrono di gossip e TV monnezza, che non leggono mai…”. Mi ripropongo la domanda: “Cosa è successo?” Un ottuntamento mentale quasi generale o motivi più seri e profondi? Con molta modestia credo che tutta l’opposizione, sinistra radicale compresa, ha snobbato gli elettori, è diventata spocchiosa, ha sottovalutato la “permalosità” degli italiani, i quali, quando gli dici che sono ignoranti e leccaculi (e in molti casi è vero), si offendono e ti colpiscono alle spalle. Però una classe politica che non conosce i suoi polli forse farebbe bene a fare un pò, forse molta mea culpa…

  • Iniquo

    In effetti ho semplificato molto, troppo.
    Le persone colte che conosci o si son formate l’opinione alla base del voto sui media compiacenti magari di proprietà di Berlusconi (biasimabili) o semplicemente conviene loro che egli governi (assolutamente egoisti, ma esenti da biasimo).

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