Zero Nove Zero Sette: It was a hot sunny Sunday


Ogni tanto mi chiedo se io abbia mai fatto veramente qualcosa per amore. Se ripenso alla lunga sequenza di scelte seminata lungo il percorso che mi ha portato fino a qui, vedo solo lucidissime decisioni, molto spesso disattese dagli eventi successivi, la pertinace applicazione del senso del dovere, la silenziosa resilienza di chi è nato per servire.

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Mi ricordo di quel pomeriggio rovente d’estate, di quella strada dritta come una spada luminosa, di quei riflessi tremolanti sull’asfalto scuro, di quella bandiera immobile, di quelle finestre socchiuse che si aprivano su stanze ombrose, di quella radio accesa, di mia madre dai lunghi capelli scuri che mi guardava da lontano, del fucile di legno che portavo sulle spalle, della paura che avevo di dare il primo passo, dello sforzo che ho fatto per non voltarmi indietro e del lungo viaggio che quel giorno è iniziato e della strada che ho fatto per arrivare fino a qui.

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Se un giorno parlerai di me, non voglio che tu pensi a ciò che ho dato, ma quello che a questo mondo ho preso. Le spighe che ho falciato, l’acqua che ho bevuto, il sangue che ho versato, il tempo che ho rubato. E non voglio che tu ricordi ciò che ho fatto, ma le lunghe attese silenziose, le notti passate seduto senza dormire, il tempo lunghissimo che ho dovuto percorrere per intercettare la tua rotta impercettibile nello spazio sterminato degli eventi.

Se un giorno parlerai di me, non ricordare quello che ho scritto, ma pensa alle parole che mi sono rimaste dentro e che non ho saputo raccontarti, alle storie che ho voluto dimenticare, a quello che avrei dovuto dirti e non ho mai avuto il fegato di dire.

Se un giorno parlerai di me, sappi che io non ti potrò ascoltare perché nasciamo come universi separati, regolati da fisiche l’una all’altra aliene, che collidono per oscuri infinitesimi, ma che nonostante la distanza siderale, per qualche misterioso motivo si sono cercati, brancolando nel buio della notte, e si sono sfiorati.

E tutto questo ci deve bastare.

Tutto questo ti deve bastare.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi. Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.