Vuoi Pacsarmi?

fedi.jpgIo trovo le religioni (tutte quelle monoteistiche) un’insopportabile intromissione tra me e Dio. Non posso definirmi credente ma nemmeno atea, diciamo che sono borderline in ambito teologico. Semplicemente, chi sono io, piccolo insignificante rifiuto umano per decidere se Dio c’è o non c’è?

Se c’è un Dio lo rispetto e ci parlo io quando voglio senza farlo sapere a tutto il condominio e se non c’è, poco male, parlare da soli è un esercizio sempre salutare.

La figura di Cristo mi attrae moltissimo, soprattutto quel suo modo totalmente rivoluzionario di voler spezzare la catena dell’”occhio per occhio” con l’Amore e il perdono. So che è difficile perdonare e amare anche chi ci sta sui maroni o peggio ci ha fatto del male ma è proprio qui la grandezza del suo messaggio. Non è un caso che l’abbiano crocifisso.
Se la cosa fosse stata facile avrebbe fatto lo psicologo, ci avrebbe scritto un libro e fatto i soldi a palate e sarebbe invecchiato annoiandosi a fianco della Maddalena (ma si, danbrowneggio un po’ anch’io).

Il bello è che del messaggio di Cristo la religione Cattolica ha rimasto ben poco e quel poco tende a travisarlo.
Cristo amava tutti incondizionatamente, prendeva con sé prostitute, ladri, assassini e non faceva differenze.
L’Amore era la chiave per la redenzione. Bastava che tu facessi un gesto verso di lui, che dimostrassi di aver capito il messaggio, e lui ti accoglieva a braccia aperte.

bonosubito1pg3.jpg

Non era sessuofobo. Se lo fosse stato avrebbe tuonato contro la lussuria come un Savonarola qualsiasi dalla mattina alla sera. Non risulta da nessuna parte che chiedesse a coloro che lo avvicinavano se avessero scopato prima, con chi e in che modo.
Si incazzò pesantemente solo due volte nella sua breve vita: contro i mercanti, dove si comportò proprio come un no global, ricordate il racconto evangelico della sua furia nel tempio dove sfascia tutto?, e contro i pedofili, l’unica volta che non perdonò nessuno ma li invitò a “legarsi una macina al collo” e a buttarsi a mare.
Che strano, la Chiesa che si rifà a Lui sembra avere un occhio di riguardo proprio per i pedofili e i mercanti, ricordate Mons. Marcinkus e lo IOR? E la lettera che Ratzinger inviò alle Diocesi americane?

La Chiesa è sessuofoba. I fatti sessuali sono l’unica cosa che interessa al prete al quale ti vai a confessare in qualunque periodo della tua vita, anche da bambina innocente.
Tu magari hai strangolato venti persone e ti sei cibata delle loro carni, lui ti perdona. Hai rubato la pensione a dei vecchi e malati per farti la Ferrari, lui ti perdona. Se però gli dici che convivi allora ti caccia via negandoti l’assoluzione, oppure la soluzione è presto trovata: “Potete continuare a vivere insieme ma come fratello e sorella”.
Questo magari mentre lui si tromba la perpetua. Eh si, io avevo un prof di religione che si mormorava si fosse fatto tutte le compaesane del villaggio dove viveva. Infatti era una persona molto aperta, con la quale ci si poteva parlare. L’ipocrisia, ecco il problema.
I preti dovrebbero poter avere una moglie alla luce del sole, e anche se vogliono un marito.
Sono pienamente e totalmente per i matrimoni gay. Orrore, scandalo, i froci no, si distrugge la famiglia! Quale, quella dove al 90% avvengono gli abusi sessuali sui bambini, da parte di padri, nonni, zii, amici di famiglia nella più totale omertà?
Io trovo insopportabile che i “cattolici” debbano decidere della mia vita privata e sessuale. Anche perché ho l’impressione che in molti casi si tratti di persone che vogliono fare i virtuosi col culo degli altri (tanto per citare il noto filosofo Stefano Ricucci).

La Chiesa oltretutto è classista. Se appartieni all’upper class puoi essere tutto: omosessuale, bisessuale, trisessuale, convivente, divorziato, bi-divorziato, suicida. Allora non ti negano nulla e ritornano veramente Cristiani. Dì solo una parola, VISA, e sarai salvato.
Guardate i politici che tuonano contro i PACS: due, tre famiglie, convivenze “more uxorio”, “chiappe chiacchierate”, la Sacra Rota della fortuna gira per tutti ed elargisce annullamenti e benedizioni. La Comunione la si nega a me, ma a Berlusconi e Casini no, ci mancherebbe.

A questo punto mi chiederete, ma sei proprio d’accordo con i PACS e i DICO? Si, anche se la frase che ho sentito una volta: “Vuoi pacsarmi?” la trovo agghiacciante.

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E questo dà la buonanotte al mio articolo anti-dico ;-)

Totale, Lame!

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marco il buono

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sempre grande lame

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Da quando è cominciata la discussione intorno ai Dico, mi prudono le mani.

Sono contraria al riconoscimento delle cosiddette coppie di fatto eterosessuali. Non c’è motivo, a mio parere, che debba esistere un’alternativa al matrimonio civile: esso infatti fissa diritti e doveri che mi sembrano condivisibili da tutte le coppie.
D’altra parte l’unica contestazione che mi è stata mossa sull’argomento riguarda i tempi lunghissimi necessari per ottenere il divorzio. Io però trovo semplicemente triste che ci si metta insieme pensando già alla possibilità di una separazione.

I Dico garantirebbero però un riconoscimento anche alle coppie omosessuali.
La nostra classe dirigente, assolutamente priva del coraggio di opporsi agli anatemi della Chiesa contro l’omosessualità, sta quindi cercando di realizzare per vie traverse e assai discutibili un obiettivo che invece è soltanto doveroso (peraltro pare che in certi àmbiti i Dico introdurrebbero dei peggioramenti rispetto alla situazione attuale delle coppie omosessuali: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local//1509590).

I Dico sono superflui! Quello che andrebbe fatto è riconoscere la possibilità di sposarsi anche agli omosessuali. Punto.
Questo farebbe un paese moderno, coraggioso e laico!

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@Atena:

I Dico sono superflui! Quello che andrebbe fatto è riconoscere la possibilità di sposarsi anche agli omosessuali.

Va rivisto l’art. 29 della costituzione. Sorvolo su ciò che penso io in merito al concetto di “famiglia naturale”.

I dico vanno fatti perchè l’unione europea chiede norme in tal senso, e se non si fanno, tra l’altro la direttiva 38 è già in vigore in Italia dal 11/04/07, incorriamo in sanzioni. Ora se tali sanzioni le pagherà la CEI mi può pure andare bene, ma se le devo pagare anche io NO! L’europa chiede la regolamentazione delle convivenze omosessuali, non il “matrimonio” o lo stravolgimento del concetto di “famiglia naturale”.

Per cui tecnicamente, salvo avere oltre che la volontà, anche i numeri per poterlo fare, grossi problemi non ci sono!

Sia il matrimonio che i Dico o quello che saranno, sono solo contratti, nulla di più.

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La “famiglia naturale” NON ESISTE. E mai possibile, non lo sapevo, che è presente anche nella Costituzione italiana ed europea tale nozione?

“Sia il matrimonio che i Dico o quello che saranno, sono solo contratti, nulla di più”
concordo a pieno e come ogni contratto può andare a buon fine o essere una inculatura! :-)
Proprio perchè sono contratti giuridico-economici (che c’entrano molto spesso poco con quelle cose tipo amore), DOBBIAMO permettere il matrimonio agli omosessuali.
E’ una questione di diritto e di vantaggi, sulla questione di principio quando parlo con alcuni di loro dico sempre: “ma chi ve lo fa fare a sposarvi?” :-)

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Se non sei credente ma nemmeno laico magari sei…agnostico ;) Sono più che d’accordo con le tue riflessioni! Sto portando avanti una ricerca di antropologia/pubblicità proprio su questi argomenti a questo indirizzo. Scusa la pubblicità non richiesta, mi auto-segnalo come link di approfondimento!! :) PS non so se vi invidio di più il nome o la grafica ;) complimenti!!

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Sono d’accordo con l’UE, per quanto possa interessare a chicchessia.
Circa la regolamentazione ideale, personalmente, non la riconosco nei Dico; questo è tutto. E la moltiplicazione dei “contratti” possibili non mi sembra nemmeno razionale, oltre che, nella fattispecie, inopportuna.

Quanto alla Costituzione, l’articolo 29 parla di famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”.
L’espressione “società naturale”, a ben riflettere, è ambigua e si apre a svariate interpretazioni (cfr. http://www.rassegna.it/2007/granditemi/articoli/famiglia/01.htm), sicché mi sembra che possa accogliere in sé tutti i significati necessari. Purché lo si voglia. (cfr. http://www.arcigay.it/show.php?1762).

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@ temple
Qui sarebbe d’uopo (bello “d’uopo”, eh?) un tuo intervento filosofico approfondito sull’ambiguità della formula “società naturale”.
;-)

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Ho un intervento “in coda di moderazione” da un quarto d’ora… Che c’è scritto mai di così potenzialmente eversivo? :-)

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Grazie per il tempismo, redazione! :-)

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@Atena
nessuno è stato ancora in grado di costruire un sistema informatico in grado di “leggere”uno scritto e valutarne i contenuti eversivi. Questo, a volte, è difficile anche per un uomo.

Il sistema blocca chi tenta di commentare con nick diversi, chi mette troppi link nei commenti o quello che slui, secondo criteri non pubblici, identifica come messaggi automatici.

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:-) Lo so: come sai, ho chi mi spiega tutte le diavolerie informatiche che non comprendo da sola. Erano solo battute. ;-)

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Silent@faculty

Silent@faculty’s avatar

@ Atena: la penso esattamente come il tuo primo commento.
Ma la riscrittura delle norme sul divorzio appare necessaria, a mio avviso.
Inoltre il matrimonio omosessuale, che è in effetti l’unica lacuna importante nel diritto di famiglia, non osta all’art. 29 in quanto, imho, la “società naturale” che si prefigge di tutelare non è rappresentabile con papi-mami-bimbo, ma con i coniugi, che hanno la facoltà di fare (più o meno) i cazzi loro.
Au revoir

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so per esperienza personale che 3 anni tra separazione e divorzio, in assenza di bambini e interessi condivisi, sono un’assoluta cattiveria.

Io però trovo semplicemente triste che ci si metta insieme pensando già alla possibilità di una separazione.

si indossa la cintura di sicurezza prima di fare un’incidente

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Sono d’accordo su una revisione delle norme relative al divorzio, assolutamente: tre anni sono troppi anche a mio avviso.
Ma appunto a questo si deve puntare, non ad una proliferazione di contratti “matrimoniali”.

@ MC
Ognuno fa le proprie esperienze e ne trae degli insegnamenti. Personalmente ho imparato che ha senso sposarsi solo se si ha intenzione di fare tutto ciò che è possibile per far funzionare il rapporto. Che può finire, certamente; ma non è una delle prime cose a cui si dovrebbe pensare.

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@MC: beh per quello si indossa anche un giubbotto quando fa freddo, ma essendo un romantico non posso che condividere la considerazione di Atena.

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Il divorzio è una cosa per ricchi. A meno di non trovare una consensualità totale tra i coniugi, che con interessi economici di mezzo è quasi impossibile, andare per avvocati significa dover mettere in conto una marea di spese, che un normale stipendiato non può permettersi.
Pensate che solo per scrivere una lettera alla moglie da parte dell’avvocato, per la richiesta di separazione, un amico ha speso 600 euro.
Chi può permetterselo? I ricchi. Quegli stessi ricchi che vogliono difendere il loro privilegio di poter avere e sbattere fuori quante mogli vogliono e per far ciò sbraitano contro l’attacco alla famiglia.

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Fare del divorzio una questione di ricchezza e povertà, mi sembra fuorviante.
Che le parcelle degli avvocati siano esose spesso oltre ogni decenza, è cosa che ho sperimentato sulla mia pelle, seppure per motivi diversi. Ma non credo che il discorso vada impostato in questi termini.

La scelta di sposarsi non l’impone nessuno. E sicuramente va fatta con ponderazione: qualunque contratto, d’altra parte, non va sottoscritto con leggerezza.
A me talvolta sembra che i Dico piacciano a chi del matrimonio vuole solo i vantaggi, senza doversi assumere le responsabilità di una scelta che dovrebbe essere, almeno nel momento in cui la si compie, “per sempre”.
Se la convivenza è un impegno serio, allora il matrimonio ne è il suggello migliore e non deve fare paura. Se la convivenza è un esperimento, allora che non si pretendano gli stessi privilegi di chi si impegna a fare l’impossibile affinché una unione duri per sempre.

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Atena,
grattando la sottile scorza rivoluzionaria e progressista, viene fuori un’anima romantica che non ti riconoscevo.
Che dirti. Tutti partono con le migliori intenzioni, poi si possono commettrere degli errori. A volte è insipienza, altre volte è sfortuna.
Le assicurazioni servono proprio per mettere riparo ai danni del romanticismo.
Comunque la speranza rimane sempre quella di non fare incidenti.

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Non esiste rivoluzione senza romanticismo, e questo vale anche per te (pensaci!). :-)

( Mi dovete perdonare, ma si avvicina il decimo anniversario di matrimonio e io sento gli uccellini cinguettare più forte del solito… :-) Per fortuna mi aiuta l’autoironia, altrimenti sarei da sopprimere insieme agli uccellini :-) )

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Silent Enigma

Silent Enigma’s avatar

Atena, è ora di un bel divorzio, che ne dici? :-D

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