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Vulpio e De Magistris: Candidati Eccellenti

23 marzo, 2009 - 9:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest




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Qualche giorno fa è giunta la notizia che Luigi De Magistris si candiderà alle elezioni europee con l’Italia dei valori di Di Pietro. Personalmente ho un’ottima opinione di De Magistris; non sono ovviamente in condizione di valutare il suo lavoro, ma da quello che ho visto succedere intorno a lui negli ultimi anni, e dalle tante cose lette e dibattute, mi sono convinto che si tratti di una persona per bene che svolge con responsabilità il suo lavoro di magistrato. E che l’accanimento che si è scatenato contro di lui altro non è che il tentativo di mettere a tacere una persona che ha scoperto fatti gravissimi a carico di molti personaggi di spicco del mondo politico.
Evviva! Finalmente un partito candida facce nuove, facce pulite, facce rispettabili.
Sì, finalmente… però c’è qualcosa di stonato in tutto questo.




Ovviamente ogni cittadino (magistrati compresi) ha il pieno diritto di fare politica come meglio crede, e questo non è criticabile in sé; anzi, ben venga l’impegno politico di persone per bene, persone che nel loro lavoro quotidiano hanno dimostrato di essere serie ed affidabili. Eppure, sarà che io non sono mai contento, che devo sempre andare contro corrente, la cosa mi lascia quanto meno perplesso.
C’è, se non altro, un aspetto di natura strategica che va valutato. Un magistrato che ha indagato sul malaffare che gira intorno al mondo politico, che per questo è stato attaccato dai suoi indagati e non solo, che è stato accusato (pretestuosamente, secondo me) di voler fare una battaglia politica attraverso le sue indagini, non può impegnarsi in politica senza dare il fianco ai suoi detrattori. Non dubito delle sue buone intenzioni, ma ora tutti gli daranno addosso (qualcuno ha già cominciato) sostenendo che “Visto? L’avevo detto io che la sua era solo una battaglia politica.” I suoi nemici avranno gioco facile a delegittimare lui e le sue inchieste, arrivando a sostenere, con una logica assurda ma perfettamente efficace, che tutti i suoi indagati sono innocenti.
I ruoli di vittima e di persecutore verranno invertiti, e tutto il suo lavoro sarà gettato alle ortiche. Con buona pace della giustizia, dello stato di diritto, dei diritti delle vittime e di chi pagherà per i tanti misfatti, Cioè tutti noi.

magistris

Se dopo il massacro a cui De Magistris è stato sottoposto, le speranze di vedere la fine delle sue indagini e di portare finalmente a giudizio i responsabili erano ridotte al lumicino, ora sono definitivamente scomparse.
Non critico De Magistris per essersi arreso; anzi lo capisco, e in qualche misura mi sento solidale con lui. Ognuno di noi ha dei limiti, e da nessuno si può pretendere l’eroismo. Ma la sua resa è la resa della giustizia, il suo fallimento è il fallimento di chi crede che l’onestà possa comunque essere vincente. Veramente un pessimo segnale per tutti.

E per proseguire lungo il filone delle candidature di cui rallegrarsi, leggo oggi che, sempre con IdV, si candida anche Carlo Vulpio. Un giornalista che, per conto del Corriere della sera, fino a dicembre aveva seguito (guarda un po’ che coincidenza!) proprio le inchieste di De Magistris. Un lavoro dal quale erano usciti ottimi reportage, con tanto di dettagli ed approfondimenti forniti senza paura di andare contro gli interessi dei soliti noti; un lavoro che ha permesso agli italiani di sapere cosa succedeva realmente a Catanzaro, andando oltre la propaganda della stampa di regime. Un lavoro che è stato bruscamente interrotto dal suo direttore all’indomani della pubblicazione di un articolo in cui, evidentemente, c’erano troppi nomi.
Evviva anche per Vulpio! Però…

vulpio

Però non posso fare a meno di ricordare che neanche due mesi fa (il 30 gennaio per la precisione), in occasione di un incontro pubblico, durante il quale veniva presentato il suo ultimo libro “Roba nostra”, Vulpio abbia sostenuto che non si può assolutamente accettare di votare con le leggi che abbiamo, perché sono antidemocratiche e perché servono solo a mantenere il potere dei due grandi schieramenti di potere; schieramenti che, fingendo di darsi battaglia, si dividono il potere per mantenere lo status quo. Secondo lui, partecipare alle elezioni in queste condizioni, per i cittadini è un controsenso.
Lui si riferiva alle elezioni politiche, ma è evidente a tutti come anche per le altre contese elettorali la situazione non sia molto diversa; in particolare poi le europee, alle quali da poche settimane sono state applicate alcune delle scandalose regole già esistenti per le politiche.
Ero presente all’incontro, e ho ribattuto alla sua posizione. Concordo con quello che ha detto, ma non condivido la conclusione; non partecipare al voto serve solo a rendere ancora più forti i due grandi schieramenti; solo votando si può cercare di cambiare qualcosa; votare senza accontentarsi del meno peggio.
Non mi aspettavo certo che avrebbe cambiato idea sentendo le mie osservazioni, ma la sua reazione, quasi incazzata, mi ha sorpreso per la veemenza: ha ribadito che non si può e non si deve votare perché è una presa in giro, perché non serve a niente, perché si fa il loro gioco, e così via. E’ finita lì, con questo scambio di opinioni.
Oggi, lo stesso Vulpio si candida, e quindi mi chiede di votare per lui e per un partito che fa parte di quel sistema che lui stesso denunciava. Se la coerenza è una virtù, lui sicuramente ne ha delle altre.

Non ne faccio una questione personale: sono abituato a questo genere di confronti, come pure a sostenere idee che trovano pochi alleati.
Ancora una volta però resto con l’amaro in bocca, perché anche Vulpio, come De Magistris, entra in quell’ambiente che fino a ieri denunciava e combatteva; ancora una resa, che umanamente comprendo, ma che rappresenta il fallimento di un certo tipo di giornalismo. Quel giornalismo d’inchiesta che tanto servirebbe e che viene fatto quotidianamente bersaglio di attacchi violentissimi.

Beato il paese che non ha bisogno di eroi.

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Comments

15 Risposte a “Vulpio e De Magistris: Candidati Eccellenti”
  1. fma scrive:

    “Beato il paese che non ha bisogno di eroi.”

    Giusto.

    E di questi eroi fanno certamente parte sia i piemme afflitti da incoercibili pruriti mediatici, sia i fustigatori dei pubblici costumi in servizio permanente effettivo, che sulla sete di “sapere” delle massaie di Voghera ci costruiscono delle fortune in diritti d’autore.

    Se fosse possibile preferirei un paese in cui i giudici facessero i giudici anziché andare in televisione, dove le inchieste non finissero come le bolle di sapone, i procedimenti non si esaurissero per prescrizione dei termini.
    Dove i giornalisti più che cavalcare gli scandali fornissero elementi per capire.

    Un paese con più ingegneri e meno dottori in scienza della comunicazione.
    Ma pare che non sia possibile, che gli italiani preferiscano la pancia e considerino la matematica una materia arida e soprattutto troppo vincolante.

    • Condivido pienamente sia il post che il commento.

      Sarebbe interessante fare una valutazione sull’influenza che il cattolicesimo ha avuto sugli italiani in contrapposizione al calvinismo degli anglosassoni.

      La differenza tra mercimonio delle ipotesi e trattamento della sostanza potrebbe essere tutta lì.

      • fma scrive:

        Per quel che riguarda il cattolicesimo faccio mie le parole di Ernesto Rossi nella prefazione a “Il sillabo e dopo”:
        “Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello stato laico contro le ingerenze della Chiesa in Parlamento, nella scuola, nella pubblica amministrazione e ritengono che quest’obiettivo sia, nel nostro paese, più importante di qualsiasi altro – politico, giuridico o economico- in quanto il suo conseguimento costituirebbe la premessa indispensabile per qualsiasi seria riforma di struttura.”
        Quanto all’influenza del calvinismo credo che “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” di Weber sia ancora la trattazione più acuta che c’è in circolazione.

    • Elle Driver scrive:

      Bravo, condivido le tue osservazioni. ;-)

    • Tritumbani scrive:

      gli ingegneri non guadagnano molto se non entrano in certi giri e come ingegnere che si è interessato di scienza della comunicazione, anzi di “pragmatica” della comunicazione confermo che questa è molto più divertente

  2. mattions scrive:

    Articolo condivisibile.

    tuttavia la domanda è: come cambio un sistema che è stato messo sotto scacco da un numero di persone che cercano di deligittimare la giustizia e distruggere lo stato di diritto, utilizzando le stesse strutture e metodi che cercano di stravolgere?

    Il problema è che il parlamento è pieno di un sacco di gente che è realmente inettta a governare e ragionare, e l;unico modo per cambiare le cose è portare un maggior numero di persone capaci di farlo.

    Credo che un impegno preso in maniera personale sia migliore di una denuncia fatta da lontano. La distanza dall’arena non porta a nulla, anche se la denuncia è fatta in maniera chiara e netta.

    La denuncia serve per creare il movimento di opinione, ma poi questo deve trovare una maniera per esprimersi.

    Posso anche giustificare la scelta di Vulpio ed il cambio di opinione. Anche se sembra assurdo, io credo che segua una logica ben precisa. Seguitemi, ho quasi fatto :)

    Io, elettore, mi trovo a votare una compagine di partiti che non mi rappresentano. Forse, gli unici schieramenti in cui mi riconoscono sono l’IdV e le nascenti liste civiche, che tuttavia non scalano ancora a livello nazionale. In questa compagine sono molto incerto se votare, o meno. Inoltre il mio voto, con la vigente legge, perde moltissima della sua forza (leggi preferenze).

    Ora, a me elettore, viene data la possilità di cambiare le regole del gioco, candidomi e avendo la possibilità di essere eletto. A questo punto io metto la mia reputazione ed esperienza come garanzia delle mie future azioni.

    A questo punto un altro elettore, che si trova nello stesso stato d’animo dell’elettore uno, ha due possibile scelte:
    votare il candidato elettore 1, oppure seguire lo stesso principio e candidarsi, ponendosi come garanzia.

    E’ ovvio che per candidarsi deve trovare il proprio spazio politico, che può essere di ogni colore. Il fatto principale è che se riempiamo il parlamento e veniamo rappresentati dalla nostra eccellenza dovremmo in teoria avere una buona politica, se invece veniamo rappresentati da un gruppo di bifolchi, avremo una pessima politica.

    L’unico modo per spezzare questo circolo vizioso è conquistare uno spazio politico ben preciso, pieno di persone capaci, competenti ed eccellenti, o almeno volenterose ed umili abbastanza da affidarsi a veri esperti, quando la questione diventa troppo specifica.

    Detto ciò credo che la candidatura di Vulpio e De Magistris sia un segnale molto chiaro e forte che l’IdV ha voluto dare.

    • ilBuonPeppe scrive:

      Sì, il segnale che arriva dall’IdV è estremamente chiaro: hanno bisogno (per loro stessa ammissione) di facce nuove e pulite, perchè al loro interno non ne hanno. Quindi aprono le braccia a chiunque possa raccogliere un po’ di voti.
      Che poi IdV faccia pienamente parte del sistema di lottizzazione partitica, che continui a portare avanti politiche devastanti sul piano ambientale, che continui ad essere una monarchia, questi sono particolari di cui poca gente si interessa.

    • ilBuonPeppe scrive:

      Sì, il segnale che arriva dall’IdV è estremamente chiaro: hanno bisogno (per loro stessa ammissione) di facce nuove e pulite, perchè al loro interno non ne hanno. Quindi aprono le braccia a chiunque possa raccogliere un po’ di voti.
      Che poi IdV faccia pienamente parte del sistema di lottizazione partitica, che continui a portare avanti politiche devastanti sul piano ambientale, che continui ad essere una monarchia, questi sono particolari di cui poca gente si interessa.

  3. Paolo Marani scrive:

    Non condivido completamente la tua analisi su vulpio.

    Se la politica è marcia, chi propone di cambiarla (anche se all’interno di un partito tradizionale) non può solo per questo essere tacciato di essersi arreso al marcio. Ci vedo molto qualunquismo in questa posizione.

    Non pretendo certo di convincerti, però se provi a metterti nei panni di chi ha a cuore la legalità, l’unico modo per cercare di migliorare la situazione è proprio quello di “contaminare” i partiti tradizionali (IdV si è comunque distinto, a mio parere) proprio per offrire questo cambiamento morale dal basso che tanto si auspica.

    Oppure doveva fondare la sua ennesima lista civica alla grillo e immolarsi sull’altare della coerenza ?

    Mi sembra chiedere troppo! Vorrei sapere cortesemente la tua opinione su queste considerazioni.

    Con affetto, tuo lettore,

    Paolo Marani
    MIZ Cesena

    • ilBuonPeppe scrive:

      Non chiedo a nessuno di immolarsi, ci mancherebbe altro. E non pretendo neanche una coerenza assoluta ed eterna, perchè riconosco a tutti il diritto di cambiare.
      Vulpio cambia attività, smette di fare il giornalista e va a fare il politico: niente di male in questo, ma non riesco a rallegrarmi del fatto che un giornalista valido come lui abbia rinunciato a portare avanti certe battaglie.
      E’ stato messo in un angolo dai suoi nemici e si è arreso. Umanamente lo capisco, ma la cosa fa male per il significato che assume.

  4. Riporto qui di seguito il testo di un mio commento a proposito della candidatura De Magistris:
    Vivo questa candidatura come una sconfitta: dall’inchiesta di “why not” in poi, la magistratura non potrà più presentarsi come qualcosa di diverso dal resto di questa decadente classe dirigente che ci sta portando al tracollo.
    E non mi piace per niente che singoli magistarti si buttino in politica: oggettivamente tolgono spessore al loro stesso operato precedente come magistrati.
    Vorrei poi aggiungere che questa operazione IDV, che alcuni sembrano osannare, mi lascia molto perplesso. Che politica sarà mai lottare per la legalità? La legalità dovrebbe essere solo la necessaria premessa per una politica di proposte. Mi pare infine evidente che, in presenza di una situazione politica così marcia come quella attuale, è lecito il dubbio che qualcuno copra semplicemente un vuoto politico per fini strettamente personali.
    Credo che un rinnovamento della politica possa venire soltanto dalla capacità di darsi un’ideologia alternativa, come quella che propongo nel libro che ho recentemente pubblicato.

  5. mattions scrive:

    A dir la verità l’IDV ha sempre presentato proposte e politiche di più ampio respiro che la legalità.

    E’ ovvio che finchè in parlamento abbiamo dei parlamentari che hanno avuto i mafiosi dentro casa o dentro la stalla ed il ministro della giustizia è stato ai matrimoni dei boss mafiosi, allora lottare per la legalità diventa un preciso dovere nonchè una necessità.

    Inoltre, io credo che preso atto che non c’era la possibilità di continuare a fare il proprio lavoro per mancaza delle condizioni, queste persone hanno deciso di impegnarsi personalmente per cambiare la situazione.

    Non la vedo come una sconfitta, ma come una mossa necessaria. L’unica domanda è se sarà vero, ma credo che, basandosi sui dati che abbiamo, una possibilità la meritino.

  6. GBALSAMO scrive:

    Concordo un po’ sul discorso di De Magistris che gettando la spugna e buttandosi nella bambagia della politica darà adito a dubbi sulla sua personale indipendenza politica precedente alla candidatura……

    Non sono d’accordo invece sull’analisi veso il giornalista…..non andare a votare può essere un segnale, ma in America non so da quanti anni andranno si e no il 50% degli aventi diritto e nessuno mi sembra ha mai messo in risalto questo malessere…..quindi….andare a votare in un sistema che non mi rappresenta (la posizione di questo signore) è grottesco ma non inutile. La speranza è che un qualcuno di nuovo entrando in questo teatrino palazzaro della politica faccia smuovere qualcosa dall’interno, e per la gente che andrà a votare IDV saranno i vari De Magistris, Vulpio e compagnia bella……una cosa è denunciare i loschi intrallazzi del palazzo (a dove porta realisticamente nella realtà italiana?), una cosa è far si che nel palazzo questi intrallazzi non si verifichino.

  7. COMUNICATO STAMPA
    Il Senatore Carlo Vizzini, rispondendo attraverso i media ai Magistrati palermitani, afferma d’aver sempre contrastato duramente i comitati d’affari e “cosa nostra” ed si dice fiducioso nel fatto che troverà una sede dove è certo, che potrà tutelare il suo onore.
    La risposta del Vizzini, agli occhi di chi, come lo scrivente, conosce bene la sua storia politica, i suoi interessi clientelari, lo spessore è la qualità del sistema di potere a cui ha fatto sempre riferimento all’interno delle istituzioni, appare come un ben definito messaggio a quei centri di potere che ancora oggi – vedi De Magistris e Forleo – sono in grado di mettere con le spalle al muro i Magistrati degni di tali funzioni, contro i quali fino al 19 luglio 1992 veniva utilizzato l’infame braccio armato di “cosa nostra”.
    Ancora oggi, Lui, ha delle certezze, mentre allo scrivente è sempre stata negata una sede Istituzionale dove potersi confrontare con quella magistratura “alla Vizzini”, annidata dentro la Procura palermitana.
    All’interno di tale sede istituzionale avvenivano le omissioni che, salvarono Fincantieri – le Partecipazioni Statali -, la triplice sindacale e lo scenario politico consolidatosi dopo il 12 marzo 1992 (assassinio di Salvo Lima) che vedeva protagonisti fra gli altri le teatrali finzioni di Leoluca Orlando (la primavera di Palermo sic.) e Carlo Vizzini, che già agli inizi dell’anno 1990, aveva fatto da indegna spalla a quei suoi compari annidati dentro la Procura di Palermo per proteggere il modello criminoso di Fincantieri, tracciando così il solco della mia morte civile.
    Prefetti e Questori, nelle loro sedi istituzionali, già scrivevano nelle proprie relazioni di servizio che Gioacchino Basile era uno psicolabile.
    Dal momento che chi scrive ha numerose e fondate ragioni di non fidarsi del potere della Magistratura dominata da Nicola Mancino e da un capo dello Stato che – chissà perché – sembra mettere sempre sul banco degli imputati i Magistrati scomodi, affermo pubblicamente che il killer di Salvo Lima – Francesco Onorato –, seppur “ricercato” per altri fatti, il giorno dopo aver commesso l’omicidio andava tranquillamente in giro e per case di amici e parenti distribuendo loro i fac simile elettorali di Sergio Mattarella ed il fraterno invito a votarlo.
    Mi chiedo e chiedo a tutti voi: perché un killer di “cosa nostra” fungeva da galoppino elettorale per un nemico diretto di quel Salvo Lima, che 12 anni prima aveva goduto da impunito, del vantaggio criminoso della morte di Piersanti Mattarella?
    Vi chiedo: è mai possibile pensare che un fatto di tale importanza non sia mai stato confessato all’autorità Giudiziaria dal “pentito” che fù protagonista d’un omicidio così importante?
    Sono ormai ben più di 7 anni che grido forte ed a tutti i livelli che, muovendo proprio dal cuore istituzionale di Fincantieri e dagli infami criminali da essa utilizzati peri progetti affaristici, societari e politici, Paolo Borsellino avrebbe devastato lo scenario politico…
    La strage di via D’Amelio è la strage di Stato, che salvò la democrazia di quegli stessi interessi a cui ora il Sen. Vizzini sembra rivolgersi con i propri messaggi criptati nelle dichiarazioni alla stampa: queste dichiarazioni somigliano moltissimo a quelle che il Vizzini fece già negli anni 90, quando da indagato per i falsi invalidi assunti nell’amministrazione pubblica, minaccio di chiamare in causa ed a tutti i livelli, tutti i suoi compagni di merenda delle assunzioni clientelari: ecco perché non credo che otterremo mai giustizia, ma spero, vivamente, di sbagliarmi, almeno questa volta.
    Sapendo che Carlo Vizzini dall’anno 2000 grazie alle presunte “minacce mafiose” che, a dire dei “pentiti” sono scaturite per motivi disonorabili, ha per lunghi anni recitato quel ridicolo copione di “antimafiosità”che grazie al silenzio di circostanza dei professionisti dell’antimafia siciliana (sic.) gli ha consentito di risalire i piani alti del potere, resto molto preoccupato per quello che m’appare un messaggio alle alte sfere del potere reale, anche perché proprio oggi ho ricevuto la notizia che mi è stata revocata la tutela- scorta – su Palermo.
    E una coincidenza oppure un messaggio Prefettizio, di vecchia maniera?
    Gioacchino Basile

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