Voto: Tra Male e Peggio mi Rifiuto di Scegliere! 31


Da quando sono diventato maggiorenne – tanto, ma tanto tempo fa – ho sempre espresso il mio voto, e sempre a sinistra, tranne un attimo di coscienza/smarrimento nel 2006. Da allora, il senso di distacco dalla nostra classe politica si è sempre fatto più grande e non c’è più il coraggio, la forza e l’idealismo della giovinezza a farmi forza e superare quel senso di schifo che mi prende a guardare certe facce (sono nati proprio brutti o perlomeno tutti finiscono così?).
Ho deciso di non decidere, dunque, ho deciso di non votare.

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Forse sarò diventato qualunquista, forse non mi rendo conto che il momento è drammatico, ma trovo assolutamente insensato il decidere di votare comunque.

Le ragioni che dovrebbero spingermi a votare dovrebbero essere: c’è chi ha combattuto, anche con il sangue, per rendere effettivo questo diritto; il non voto premierebbe Berlusconi; ci sono programmi più condivisibili di altri, scegli un partito di cui apprezzi almeno una pagina del programma; la classe politica, seppur corrotta, rappresenterebbe fedelmente la società italiana e questa per essere migliorata comunque ha bisogno della politica anche a livello istituzionale.
È vero, c’è chi ha pagato un amaro prezzo per darci il diritto di votare – e ne ho profondo rispetto – ma forse non aveva pensato al Porcellum e ai suoi derivati.

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L’astensionismo di sinistra premierebbe Berlusconi? Beh, almeno lui ci prova a compattare e premiare il suo elettorato.
Scegliere un partito per qualche scampolo di programma? Abbiamo voglia di ridere? Sarà un luogo comune, ma in Italia i programmi sono scritti per lo più sulla carta igienica, e per convincermi a credere alla ferrea volontà di adempiere agli obblighi sottoscritti un partito dovrebbe consegnarmi personalmente una fideiussione rilasciata dai Lloyd’s di Londra. Soddisfatti o rimborsati, insomma.

È vero, infine, che i partiti siano lo specchio della società, ma fino a un certo punto. C’è una fetta di società che, secondo me, non viene affatto rappresentata, soprattutto al sud.
Quello che stiamo vivendo, al sud, credo che sia inquadrabile in un fenomeno di assoluto sottosviluppo, e quindi inciviltà, politica di favori, panem et circences. Ma anche qui c’è gente che sa (o crede di sapere?) che cosa possa essere una vita civile, di rispetto per l’altro, che sogna una vita che non sia solo sopravvivenza, e non parlo solo di materialità. Un sogno socialmente trasversale, se volete, ma che tale resta per vigliaccheria, sicuramente, incapacità di sporcarsi le mani e disillusione verso politici contenti di rappresentare solo l’altro.
Contrariamente a molti, credo che il PD possa rappresentare una novità politica importante – nonostante i compromessi con certo cattolicesimo imperante e la volontà di rappresentare troppi estremi contemporaneamente -, ma se in Campania non ci si affranca dal bassolinesimo non andiamo da nessuna parte. E questo Veltroni non ha il coraggio di farlo.

Che cosa resta da votare, allora? Rifondazione, che con Bassolino ha sino ad oggi governato ed ora mette in scena una fronda popolare mentre i consiglieri lo appoggiano? Oppure i Verdi, che non rappresentano certo un ambientalismo responsabile e che, comunque, coltivano clientele pecorarie? Di Pietro, dite? Lasciamo perdere, visto il regalo che ci fece con De Gregorio e le alleanze locali con politici di destra.

Non voto, allora. Non voto, comunque. Non voto, e mi va bene così.

 

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E non è vero che il non voto non sia rappresentabile. Al di là di un’iniziativa popolare che possa rappresentarlo in maniera efficace (posti vuoti in Parlamento, quorum da raggiungere per validare le elezioni, ma ci sto pensando solo ora e magari sto scrivendo cazzate), è importante dare la dimensione del rigetto di questa politica. È importante diventare una massa talmente imponente da far decidere quei pochi politici con coscienza (e ne esisteranno, a quanto credo e a quanto mi dite) di non giocare più con la pelle degli Italiani e di rivoltare l’Italia come un calzino e rammendarlo, magari ritesserlo in altro modo e calzare meglio lo stivale.

E poi mi sono stancato di votare la merda perché dall’altra parte c’è la diarrea.


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31 commenti su “Voto: Tra Male e Peggio mi Rifiuto di Scegliere!

  • lucaspazio

    Perché non PS o PerIlBeneComune?
    Un non voto premierá comunque la “Merda o la diarrea” come la definisci tu che continuerá a sedersi impunita sullo stesso scranno. Sarebbe bello che nessuno andase a votare in modo che nessuno posa sedersi sullo scranno e si possa ripulire la politica del paese, ma dato che cosí non é e che basta 1 che vada a votare per portare i 1000 politicanti nostrani di nuovo al loro posto che il castello del non voto cade. Potresti dire c’é sempre tempo per convincere tutti a non votare prima del 13 aprile…beh no, non é vero…a meno che il mio voto non si perda tra gli uffici postali francesi…io ho giá votato…

  • Paolo

    Il funzionamento della democrazia si basa sul fatto che con il voto ciascuno di noi esprima la sua preferenza. Cose come voto utile o voti di ripiego non fanno altro che inceppare il meccanismo della macchina democratica e mandare tutto a rotoli.

    Io personalmente non me la sento di dire che la mia preferenza va a PS (che hanno provato ad arruolare De Gennaro). Ancora meno per quanto riguarda PerIlBeneComune (che sembra una specie di sottoprodotto della filosofia di Beppe Grillo), o qualsiasi altro partitino nato con il principale obiettivo di raccimolare qualche voto dalle persone deluse dalla politica.

  • mattions

    Come detto da lucaspazio, basta che uno vada a votare e il parlamento è legittimato.
    Il voto nullo non serve a nulla e non cambia nulla.

    Questo bisogna che sia chiaro. Se non voti non conti nulla. Voti chi ti pare, uno dei partiti piccoli, non le corrazzate PD o PDL, smontiamo i sondaggi del caso.

    Serve un elettorato mobile in Italia. Se non voti non sei mobile.

    Per inciso, Di Pietro lo ha buttato fuori de Gregorio dal partito, e l’IdV mi sembra lo strunmento più utile, oggi, per avere qualcuno di sensato in parlamento.

    Il voto nullo è nullo, ed io non capisco perchè volete contare zero. Zero. E non mi venite a dire quanto è bello e quanto no. Il punto è che non sei efficace. Votando nullo, non cambi nulla. Non votando fai anche peggio.

  • ilBuonPeppe

    Quoto mattions
    Chi non vota, non conta. E non ha diritto di lamentarsi.

    Caro Cima, quello che dici è tutto vero e tutto condivisibile, tranne che nelle conclusioni. Ma proprio perchè la situazione è quella che tu dici, che diventa ancora più importante partecipare.
    Il panorama politico non è ristretto a quei 4-5 partiti sui quali vogliono farci concentrare l’attenzione. Tocca a noi scovare soluzioni alternative, sostenerle, dargli una possibilità. E darCI una possibilità.
    Si dice “non voto per i partiti piccoli perchè non hanno possibilità”, ma è sbagliato; si dovrebbe dire “se non voto per i partiti piccoli, non avranno alcuna possibilità”.
    Infatti i partiti più grandi stanno facendo di tutto per non farci votare i piccoli: ti dice niente questo?
    Nessuno dei partiti grandi invece si scaglia contro chi invita all’astensione: ti dice niente questo?

  • Paolo

    Ma che senso ha dare possibilità ad un partito di cui non condivido le idee?

    Inoltre votare i piccoli partiti significa garantirgli il rimborso elettorale (basta superare lo sbarramento dell’1% , art. 9 comma 3 della legge 515/93). Per quale assurdo motivo dovrei far ottenere un rimborso a gente che fa spot con “Gesu’ primo socialista”, partiti con simboli anacronistici di falce e martello (e sono almeno tre), partiti di estrema destra, la “lista grilli parlanti”, la lista fiore di loto, Giuliano Ferrara…

    Trovatemi in mezzo a tutti questi uno qualsiasi che sia votabile.

    A questo punto aveva piu’ senso la lista “Io non voto” (che pero’ non e’ stata accettata), partito fantasma in cui il ricavato del rimborso elettorale sarebbe stato devoluto alla ricerca sul cancro.

    x ilBuonPeppe: se sei ad un bivio e tutte le strade (2 o N che siano) portano ad un precipizio, che strada prendi. Io preferisco fermarmi e non scegliere. Essere mobili serve solo ad accelerare la caduta.

    Non mi sembra un discorso difficile da capire. Votare un partito minore a caso, che neanche mi piace, solo per sollevare un po’ di polverone non ha alcun senso.

    Infine, chi non vota conta! Non votare e’ un mio diritto cosi’ come lo e’ votare. La rinuncia al voto non e’ eterna, ma solo fino a quando non mi sentiro’ veramente rappresentato.

    In una democrazia vera, sulla scheda dovrebbe esserci posto per un simbolo dal significato “rimandiamoli tutti a casa” (partiti minori compresi).

  • Paolo

    Lapsus: sopra ho scritto De Gennaro invece di Mastella (forse pensavo al santo).

  • ilBuonPeppe

    @Paolo
    Ma io non ho detto (e non penso) di votare a caso. Certo che voto per qualcuno di cui condivido le idee. Ma l’obiettivo non è “evitare il rimborso elettorale”, bensì “sostenere qualcuno che porti qualcosa di nuovo e di positivo”. Tra l’altro, che il partitino X prenda o no il rimborso ci cambia ben poco, visto che se non lo prende lui lo prende qualcun altro: cambia la ripartizione.
    Quanto all’astensione, non ci piove che sia un diritto e che sia perfettamente legittima. resta il fatto, innegabile, che non incide sul risultato.

  • Giulio

    Non credo il test sia molto utile, visto che i partiti raramente si attengono al programma elettorale. Non bastano i buoni propositi per fare buona politica.

  • Francesco Orsenigo

    Io probabilmente voteró “per il bene comune”.
    A parte il nome ridicolo, hanno un programma che condivido appieno e mi sembrano gente pulita.
    Devo fare un po’ di ricerca su di loro, ma riuscire a votare in massa un partitino ambizioso é piú efficace che astenersi in massa, e sottrae effettivamente potere ai partitoni.
    Non mi dispiacerebbe fare un po’ do campagna per loro.

  • Paolo

    Vorrei ricordare che il senatore Fernando Rossi, figura principale di “Per Il Bene Comune” assieme al candidato premier Montanari, è uno dei tiratori liberi che ha fatto cadere il precedente governo (di cui faceva parte). E’ dura fidarsi di chi volta le spalle ai propri alleati, di chi sta al governo e all’opposizione allo stesso tempo.

    Montanari è diventato noto per la sua amicizia con Beppe Grillo. Nonostante ciò Beppe Grillo ha dichiarato di non approvare nessuna lista nazionale, neppure quella di Montanari, e questo è quantomeno sospetto.

    Le sue argomentazioni sulle nanopolveri trovano oggi ampia eco
    sui media (sempre grazie a Grillo), ma assai meno nella letteratura scientifica. Anche questo è sospetto.

    E’ vero, nella lista non ci sono condannati. Ma basta davvero essere un non-condannato o una “persona pulita” per essere in grado di fare politica?

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    Semi off topic: qualche parola in più sulle ricerche di Montanari.

    Riguardo alla pericolosità degli inceneritori, ci sono numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste con referee. Nessuno di questi articoli appartiene al dott. Montanari. Se cercate gli articoli pubblicati da Montanari e Gatti su google scholar, ne escono solo due e con quasi nessuna citazione. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha sospeso il giudizio sulla pericolosità delle particelle ultrafini per mancanza di prove scientifiche.

    La voce “nanopatologie” su wikipedia è stata scritta dalla dottoressa Gatti, moglie di Montanari (su wikipedia inglese non c’è la voce “nanopathologies”). Se provate a cercare “nanopatologie” con google, escono migliaia di link e tutti rimandano a Montanari e consorte. Se cercate “nanopathologies” troverete solo link al loro libro tradotto in inglese (tra l’altro devono spiegarmi il legame tra nanotecnologia ed inquinamento da nanoparticelle).

    Nota a margine: attenzione! Qui non si discute dell’esistenza delle nanoparticelle (anche il mio didietro sfregando sul divano produce nanoparticelle) ma della loro incidenza sulla salute. E del modo poco ortodosso di condurre gli esperimenti (studiare la percentuale di tumori negli esposti alle nanopolveri senza confrontarlo con un campione di non esposti).

  • Francesco Orsenigo

    @Paolo: si, infatti, a leggere la voce di wikipedia Montanari é un genio del corpo umano, ma poi cercando sue pubblicazioni si trova poco o nulla…
    Speravo di aver trovato qualcuno di votabile, temo che anche costoro risulteranno una delusione… -sigh-

    @ComandanteNebbia: credevo andasse contro le regole di MC far.. ehm “propaganda”, buono a sapersi anche se ormai poco importa: mi sono informato un po’ e il mio entusiasmo si é raffreddato parecchio, e la conferma di Paolo ha solo peggiorato la situazione.

  • Comandante Nebbia

    abbiamo una sezione: dichiarazioni di voto.

    è una cosa che si fa anche in parlamento. uno dice cosa vota e perché.
    E’ una cosa civile e democratica. Incoraggia la discussione e il confronto.

  • Cima

    @ lucaspazio: quanta fretta, ma dove corri… 😉

    @ mattions: Di Pietro ha espulso De Gregorio, dici? E non ti sembra una pantomima? Davvero credi che un segugio come Di Pietro non potesse annusare il tanfo che proveniva da De Gregorio? A me è sembrato un accordo, come quello che spinse Mastella a portare Cirino Pomicino in Europa e poi espellerlo un anno dopo…

    @ ilBuonPeppe: è vero, forse non mi sono eccessivamente informato sui piccoli partiti, ma non vedo in giro nulla che mi spinga a votare; a me pare, inoltre, che nel PD siano piuttosto preoccupati per l’astensione, visto che sembra oggi caratterizzare elettori un tempo attivi e consapevoli

    @ Paolo: l’idea del simbolo “mandiamoli tutti a casa” ha un certo fascino…

  • ilBuonPeppe

    L’ottimo Paolo Flores D’Arcais, come al solito, è di una lucidità eccezionale: il suo ragionamento non fa una piega, è perfetto e indiscutibile. Ma è una scelta matematica, quella del “male minore”.
    Ed è proprio grazie a questi ragionamenti che ci ritroviamo da decenni sempre con le stesse facce.
    Se la situazione (politica, economica e sociale) italiana è disastrosa, il motivo è che la classe politica e dirigente è composta sempre dalle stesse persone; una situazione incancrenita che non permette, anche a quei pochi coraggiosi che ci provano, di far nascere niente di nuovo.
    E se la classe politica italiana è sempre la stessa la colpa è la nostra che : questo dà tranquillità ai politici che così non si preoccupano di fare qualcosa di meglio.

    Tra due settimane avremo un parlamento che è la copia di quello passato, e la colpa sarà la nostra.

  • Paolo

    Io non voterò non per “salvare l’anima”, come dice Flores D’Arcais, ma perché non saprei chi votare.

    Di facce nuove da votare proprio non ne vedo.

  • 3eowulf

    Inizialmente ero anche io per votare il male minore, ma oggi sulla via per Damasco ho avuto un conato di vomito, ed ho scelto per l’astensione.

    Non ho idea di quanto sara’ efficace, ma e’ mia intenzione andare la mattina di sabato 12 aprile (il giorno prima delle elezioni per intenderci) davanti al Quirinale a bruciare la mia scheda elettorale.
    Questi partiti non sono rappresentativi e le istituzioni che verranno elette non saranno rappresentativi, percio’ non avranno il mio voto/consenzo.

    Se qualcuno volesse unirsi sara’ il benvenuto.

  • GdA

    Non credo che l’astenersi dal votare sia la scelta migliore.
    Stando a quanto ho potuto leggere e ascoltare, la non partecipazione è il desiderio di coloro che, più degli altri, hanno chiara la situazione del nostro paese: corruzione, sperequazione, associazioni mafio/camorristiche & Co.
    Di coloro che vogliono credere alla politica, a partire dall’esperienza greca dell’agorà, e viverla come servizio e non disservizio.
    C’è bisogno di noi!
    La politica, quella che stiamo subendo, credo si alimenti e cresca grazie anche alla nostra indifferenza..al nostro “pragmatismo alla giornata”..
    Un paese non si fa con gli astensionisti.
    Sappiamo quanti e quali sono i problemi che ci affliggono, forse non serve “sostenere qualcuno che porti qualcosa di nuovo,”ma individuare chi finalmente si muova a risolverli..(noi per primi), concedergli il voto (fiducia), voto che denota consenso si, ma deve avere valore di aut-aut. Un ultimatum, devono e dobbiamo rendercene conto:Questo lo spirito con il quale andare a votare (e non parlo dello spirito santo!)
    Qualcuno parla di “votare per le idee condivisibili”, in passato forse.
    Oggi abbiamo bisogno di mediare tra i principi ideali che ispirano l’agire politico e la realtà nella quale si deve intervenire.
    Davanti ai nostri occhi partiti politici tradotti in mali minori o maggiori, ma da qualche parte si deve pur “ricominciare”, conta il dopo.
    Io voterò per una persona che secondo me, in questo momento rappresenta uno “strano caso di credibilità”.
    Forse sbaglio.Forse no.
    Conta il dopo.

    E il dopo spetta anche a noi, un dopo “votato” e da contestare vivamente qualora non avvenga ciò che è necessario affinchè siano ripristinate determinate condizioni a partire dall’uomo e dalla sua dignità, perchè non si scateni la “collera dei poveri”, perchè la prossima “rivoluzione colorata” non abbia le sfumature della nostra bandiera.

    O pensano forse di lanciarci, “dopo” delle brioches?

    Davvero potremmo ancora permetterglielo?

    Luna

  • Cima

    @ Luna: sarò un vecchio pedante, ma un aut aut io l’avrei già dato qualche elezione fa (a Roma stanno ancora morendo dalle risate)

  • diabolicoMarco

    Sicuramente non voterò PD tanto quanto non voterò PDL.
    La storia di Di Pietro sinceramente non l’ho capita bene. Se voto Italia dei Valori non voto comunque PD?
    Ho sempre votato per quelli che oggi sono la sinistra arcobaleno. Hanno avuto tempo e modo di riunirsi. Ho, per mesi mesi fa, seguito la faccenda della “cosa rossa” sul manifesto, che compravo quotidianamente. Sono veramente poco credibili, soprattutto non è per niente credibile Bertinotti (anche in questo caso, essendo romano, voterei per lui e proprio non mi va).
    Ovvio quindi che non posso votare la destra, nè tantomento uno come Casini.
    Non mi va di non votare. Mi sembra una resa.

    Senza contare che a Roma si voterà anche per il comune (quindi anche per il municipio) e la provincia. 5 schede…

  • lupoalburnino

    Quando si hanno idee così radicali e radicate ogni ragionamento vale un… cavolo. Non intendo accusare alcuno di qualunquismo, ma mi sembra poco corretto non solo politicamente, ma anche eticamente dire che sono tutti uguali. Basterebbe ricordare chi ha voluto questa legge elettorale e capire la differenza. Non dico di più, perchè affido all’intelligenza di ognuno la capacità di ragionare serenamente…

  • Comandante Nebbia

    Purtroppo non basta vedere chi ha voluto la legge, ma anche chi non ha fatto nulla per cambiarla perché gli faceva comodo così.
    Da una parte la sinistra radicale che ha sempre amato questa legge che, probabilmente, le ricordava le liste bloccate dei regimi stalinisti, dall’altra i DS che, incredibile ma vero, hanno preferito baloccarsi per un anno a far la guerra (persa) ai tassisti invece di cancellare questa ignominia dal nostro ordinamento.
    E’ facile ricordarsene, poi, quando con il coltello alla gola si cercava qualche altro mese di vita, magari per arrivare a metà legislatura.

    Il disappunto di Cima è giustificato e io lo condivido pienamente.

  • Beppone

    Beh Cima… hai spiegato in maniera encomiabile il mio pensiero.
    Io ho usato una metafora nel mio post su “La Dieta”, ma tu sei stato molto piu’ preciso!
    Mancano diverse centinaia di argomentazioni su Dal Molin, Indulto, ecc. ma direi che quello che hai espresso basta e avanza.
    Grazie di avermelo segnalato.
    Beppe

  • Cima

    @ lupoalburnino: sono assai consapevole di non essere un granché come scribacchino, ma evidentemente sto peggiorando. Non credo affatto di avere idee radicali, né tantomeno radicate, anzi; navigo in un mare di dubbi e mi cospargo il capo di cenere, mi vergogno quasi delle mie scelte, ma non ritengo assolutamente uguali i contendenti. Anche se, a dirla tutta, a guardarli da vicino si assomigliano non poco. È che sono stanco di votare “contro”, stanco di una sinistra che non ha provato a cambiare legge elettorale, non ha provato ad emettere una legge sul conflitto di interessi, non ha provato a scardinare il sistema “bassolino”. Di ultimatum ne ho già inviati tanti, troppe volte mi son turato il naso. E stavolta non voto. Serenamente.

    @ Beppone: il tuo post sulla Dieta è bellissimo 🙂

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