Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio …
27 aprile, 2009 - 10:52 di Comandante Nebbia
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Le imminenti elezioni hanno dato vita ad un fenomeno al quale non ero più abituato. Uno degli effetti meno nefasti della legge elettorale vigente per le elezioni politiche è l’eliminazione totale della propaganda individuale dei candidati.
Ora invece ci sono le preferenze e sui muri sono spuntati, come gemme di maggio, i manifesti di propaganda.
A esplicitazione preventiva degli intenti famelici, ogni spazio utile, anche il più improbabile, è occupato militarmente. Cabine telefoniche, serrande di negozi chiusi, inferriate, pali della luce e perfino alberi sono oggetto di spietata lottizzazione. Il presidio è senza regole e ogni superficie è contesa fino all’ultima pennellata di colla in ordine alla creazione di stratificazioni geologiche di grande interesse.

Poi ci sono le facce.
Chissà per quale oscuro arcano cerebrale i candidati pensano che l’esposizione delle loro fotografie debba attivare il meccanismo del voto in loro favore. Forse si reputano belli o pensano di avere uno sguardo magnetico. Se è così, con me almeno, non funziona.
Io mi incanto a guardare quelle foto a volte sgranate e brutte a volte studiatissime e posate dove c’è quello col maglioncino sportivamente acconciato sulle spalle di fianco all’altro che non rinuncia alla giacca blu con cravatta regimental. Poi c’è la signora che ha ceduto alla lusinga di photoshop e quella che si fa fotografare col suo cane dall’acuta espressione intelligente lasciandomi nel dubbio di chi, tra i due, sia il vero candidato.
Tuttavia, nonostante le differenze, c’è qualcosa che accomuna tutti i candidati. Quella cosa è lo sguardo. Quello sguardo che sembra andare oltre chi guarda e perdersi nella contemplazione del giardino di delizie per il quale l’elezione è fastidioso ma inevitabile prodromo.
A me, queste silenziose e sorridenti presenze appaiono inquietanti. I manifesti svolgono un’azione opposta a quella dei monumenti. Mentre le statue mi fanno pensare a ciò che dovrei essere e non riesco ad essere, i manifesti mi raccontano spietatamente quello che sono e rimango.
Vedere così esplicitamente rappresentata la pochezza dei miei connazionali mi ricorda continuamente quanto poco valgo e quanto sia meschino l’ambiente in cui mi dibatto.
Sui muri si disegna silenziosa la mappa della mia mediocrità che si specchia in quei volti vuoti ed inutilmente sorridenti, alla fine tutti uguali e, per questo, anonimi.
Preferisco di gran lungo l’autunno elettorale quando, come le foglie, i manifesti iniziano a staccarsi e a disperdersi in minuti frammenti portati dal vento. Trita, ma ancora efficace metafora delle vacue promesse e delle speranze che ogni elezione ci porta e che poi, inevitabilmente, disattende.
Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio … è di Comandante Nebbia












Dai Comandante,
non essere così pessimista…tutto sommato è probabile (troppo, diciamo possibile)che sia uno specchio parzialmente deformante quello che ci rimandano i nostri manifesti elettorali.
Hummm, chiaro che se penso a chi ci governa questa botta di ottimismo mi passa subito…
Bell’articolo comunque.
non faccio testo. in questo periodo sono depresso
sarai depresso,
ma i tuoi articoli sono lucidi come non mai…stai in gamba Comandante.
concordo con francy68
Bello e fresco. Ispirato e illuminante. Bravo Comandante!
Aggiungo solo il triste rituale delle ronde incrociate perché la concorrenza non strappi o mortifichi i manifesti così valorosamente appiccicati stuprando i posti più vietati della città, secondo l’antica legge che chi riesce ad inquinare di più, probabilmente vince le elezioni.
Sarà questo l’arcano che “essi”, i tristi figuri del faccione, conoscono?
Comandante…..qualche volta la nebbia si dirada , è per questo che vedi i manifesti dei candidati.
e ci voleva proprio un articolino sui manifesti elettorali!
anche a me hanno portato riflessioni in alcuni casi simili alle tue (lo sguardo perso , oltre, in un radioso infinito giardino incantato…);
ma non mi è sfiorato nemmeno per un attimo l’idea che io possa essere rappresentata da uno qualunque di questi cartelloni.
già che li critichi e i osservi così come li hai osservati tu, vuol dire che non ti rappresentano.
E che, se proprio fossi costretto -spalle al muro- a doverne fare uno tuo, di cartellone slogan, probabilmente lo faresti diverso.
e allora perchè concedere a quei miserrimi volti il valore di unìimmagine che ci identifica, se è proprio per quanto ci sono distanti e falsi che ci disgustano????
a me il cartellone che ha colpito di più è stato quello di casini.
Sembrava proprio la pubblicità di una nuova colomba pasquale ho pensato le stesse cose
Poi casini ha cominciato a farsi fotografare con una serie di bambini (miodio)…
“Smettetela di litigare” … e poi candida Sgarbi!
Mi sfugge qualcosa…
e savoia!
SA-VO-IA cazzo!
bleah.
bellissimo, bellissimo, bellissimo.
Comandante siamo con te!
Caro Comandante Nebbia,
sottoscrivo il tuo post.
Sono una candidata al Parlamento europeo per la terza circoscrizione nelle liste dell’Italia dei valori e ho deciso, per la mia campagna elettorale, di non stampare manifesti. Ma non solo. Come ho scritto sul blog “elettorale” , i materiali che produrremo saranno in modica quantità e stampati su carta riciclata: per il rispetto che nutro verso l’ambiente che ci circonda; perché la sobrietà mi pare quanto mai necessaria con i tempi che corrono; infine perché, pur avendo imparato ad amare la mia faccia, non penso essa debba essere propinata in ogni dove agli abitanti del nostro Paese.
Non sopporto la guerra dei manifesti, non mi piace vedere costosi lenzuoli in carta patinata depositati a mazzi negli androni dei palazzi e neppure la pioggia di “santini” gettati per la strada.
Coerentemente con quanto affermo nel programma, non attenderò di essere eletta per prendermi cura del mondo intorno a me: lo farò durante la campagna elettorale come accade già nella mia vita di ogni giorno.
Buon lavoro
Luisa
Buonasera signora Capelli e benvenuta su MC.
Prendo piacevolmente atto delle sue parole e non esito a credere ai suoi ottimi intendimenti.
Purtroppo, come ho scritto, ritengo il Parlamento Europeo un’istituzione largamente inutile se non negli intenti, quantomeno nella realizzazione.
Sono certo che un suo impegno diretto nel panorama politico italiano sarebbe stato maggiormente incisivo. Peccato che con l’attuale vergognosa legge elettorale che, d’altra parte, la formazione a cui lei fa riferimento durante il periodo in cui ha partecipato al governo del paese non ha fatto nulla per cambiare, ci avrebbe impedito di darle una preferenza nominale e diretta.
Inoltre, penso che la democrazia interna non sia il forte dell’Italia dei Valori. A dire il vero non è il forte dell’Italia sic et simpliciter ultimamente. Riterrei questo un problema prioritario se facessi politica, ma non la faccio e la mia opinione lascia il tempo che trova.
Voglia accettare i miei auspici personali per un’esperienza che le auguro piena e soddisfacente.
Complimenti per le buone intenzioni.
E vista la sua volontà di prendersi cura del mondo anche prima di essere eletta, se permette le do un paio di suggerimenti per mettere in pratica questa volontà in un modo che la distinguerebbe dalla cialtroneria media dei politici italiani.
Convinca i suoi colleghi di partito a fare come lei, evitando quindi uno spreco di carta vergognoso, e magari ad utilizzare i soldi risparmiati in qualcosa di utile.
Aurelio Misiti è, se non vado errato, il responsabile per il settore ambiente di IdV, ma non mi risulta che sia particolarmente preoccupato dalla drammatica situazione ambientale in cui viviamo; anzi non perde occasione di sostenere l’uso degli inceneritori e, più in generale, la costruzione di tutte quelle grandi opere che hanno impatti solitamente devastanti sul territorio.
Provi a lavorarlo un po’ ai fianchi, cercando di spiegargli quali sono le conseguenze del suo disprezzo per l’ambiente in cui lui stesso vive. E magari, visto che non credo possa avere molto successo in questo, proponga alla direzione del suo partito di prendere lei il posto di Misiti; ne guadagnerebbe l’IdV, l’ambiente e tutti noi.