Vorrei votare Matteo Renzi 19


In questi ultimi mesi mi sono tenuta lontana dalle vicende politiche il più possibile, credo di averne le scatole piene. Non ho letto quasi mai i giornali, ho ascoltato una sola volta un telegiornale e avrò scrutato con diffidenza le versioni web dei quotidiani sì e no un paio di volte al mese. Per correttezza, ci sono – di conseguenza – delle cose su cui non ho diritto di pronunciarmi.

Ma un paio di cose restano. Ricordo che quando il nome di Mattarella è iniziato a girare poco prima delle elezioni del Presidente della Repubblica, non avevo mai sentito il suo nome. Sebbene avessi rimediato in fretta alla mia ignoranza, quando ho sentito il suo primo discorso non ho potuto fare a meno di provare un po’ di speranza. A dire il vero è stata una sensazione strana: da un lato molte delle parole mi colpirono, mi era sembrato che cogliessero delle sfumature che ritenevo importanti, si presentava bene. Dall’altro sapevo bene che le parole possono facilmente essere vuote, solo una vecchia insegna di un locale abbandonato. E poi, più passava il tempo e più tutte quelle trovate sensazionalistiche e semiperbeniste mi davano a noia, e più quelli si alzavano ad applaudire e più mi irritavo, e più i minuti passavano e Mattarella s’imbarazzava e più mi ricordavo dei giochi politici dei partiti che vi erano dietro. Eppure, un po’ di speranza, un pizzico, era rimasta. Quindi ho deciso di valutarlo quando (e se) si fosse arrivati all’approvazione del cosiddetto “italicum” (volevo far notare, comunque, il simpatico gioco di parole che viene se ci scordiamo il latino e lo leggiamo all’inglese, lingua tanto apprezzata dal nostro Matteo). Quindi lo ribattezzerò Italycum, di produzione renziana.

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A dire il vero, per qualche tempo ho davvero pensato che questo Italycum non sarebbe passato. Sul serio, pensavo ci fosse un’opposizione un po’ più organizzata; non chissà quanto organizzata (in fondo l’ho sempre saputo che sono un gruppo allo sbaraglio), ma pensavo che riuscissero a compattarsi almeno sui punti principali; almeno sul punto principale. Quando invece è passato, non sono rimasta stupita più di tanto, ma delusa sì, un po’, e sfiduciata, molto, e il senso d’impotenza mi ha invaso. Dopotutto è il loro Italycum, non il mio.

Adesso guardo con impazienza alle prossime elezioni politiche. Se si votasse oggi, voterei per il partito di Matteo Renzi, e soprattutto vorrei che lo facessero tutti i miei concittadini. Vorrei che si prendesse tutto il Parlamento, vorrei togliergli la soddisfazione di potersela prendere con le opposizioni, vorrei appioppargli tutte le responsabilità, vorrei distruggere il nodo centrale del suo Italycum e portarlo al punto di non averne bisogno perché detiene già il 100% dei voti. Vorrei scuotere la democrazia, darle una bastonata in testa per vedere come reagisce. Vorrei, per una volta, sapere che il mio voto conta qualcosa: vorrei votare Matteo Renzi.


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I governi non mi piacciono in generale, che siano produttivi o fallimentari. Non mi aggrada che pochi scelgano per molti, anche quando i pochi siano scelti dai molti in una più che utopica unanimità.

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