Sono rimasta profondamente turbata, questa settimana, da tre fatti, tre notizie che secondo me avrebbero dovuto farci riflettere molto più di quanto non abbiamo fatto finora.
Se ne è parlato si, ma troppo poco, nei circoli ristretti dei blog coinvolti e dei loro lettori aficionados, tra amici insomma, quando invece avrebbero dovuto scattare gli allarmi di coloro che ancora hanno a cuore la libertà, cioè potenzialmente di tutti.
Sparo una banalità, ma quando c’è di mezzo il concetto di libertà di espressione siamo tutti coinvolti, anche chi d’abitudine tiene la bocca chiusa per non avere rogne. Potrebbe esserci sempre qualcuno che, nonostante il nostro silenzio, per sicurezza, la bocca ce la venga proprio a cucire con ago e filo.
Comincio dall’odissea di Dacia, blogger ma soprattutto militante politica, caduta in un incubo kafkiano che l’ha sbattuta fuori di casa e gettata in mezzo ad una strada con i suoi figli. Anche se i suoi guai paiono aver origine da un pasticcio immobiliar-fraudolento che ha a che fare con una casa che non si sa a chi appartenga, appare strano che da quello si passi addirittura ad accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, scomodando principi del Foro e affini.

Leggendo il resoconto dei fatti si rimane basiti di come sia facile sbattere una famiglia fuori di casa, nonostante normalmente si pensi (o si speri) il contrario. Il dubbio che il ruolo di Dacia come militante possa aver contribuito ad aggravare le accuse nei suoi confronti è forte. Una ragione in più per seguire la faccenda e preoccuparsi affinché siano ristabilite giustizia e verità, per Dacia e per tutti coloro che potrebbero trovarsi nei suoi stessi guai, senza avere magari nemmeno un blog per farsi sentire.
Il secondo fatto inquietante riguarda ancora una blogger, Cloroalclero, che nei giorni scorsi è stata fatta oggetto di intimidazioni e minacce che l’hanno raggiunta addirittura sulla porta di casa, tanto da dover far intervenire la Digos. Cloro è spaventata, e ci credo, lo saremmo tutti nei suoi panni. Magari si tratta di dementi che non sanno come far sera, di qualcuno che non meriterebbe nemmeno il quarto d’ora di notorietà che ha avuto grazie ai post di Cloro che raccontavano delle intimidazioni, però bisogna vigilare ed impedire che l’intimidazione possa riuscire. Anche qui c’è il dubbio che la sua frequentazione recente di Dacia, la militanza e la voglia di dire sempre e comunque ciò che si pensa possa aver attizzato in qualcuno la voglia di farla tacere.
Il terzo ed ultimo fatto riguarda ancora una blogger, Anna di Critica dell’interfaccia, querelata, ebbene si, da un giornalista RAI per un post, questo. Se lo leggete vi renderete conto che siamo tutti in pericolo, noi che scriviamo sui blog non di pugnette, cuoricini e “ma quanto mi ami” ma in qualche modo facciamo politica, dicendo ciò che secondo noi non va nella comunicazione, nella società e di riflesso nella nostra vita.
Basta un post come quello, ben scritto e ironico ma che in qualunque paese democratico sarebbe considerato assolutamente innocuo, per far scattare la censura. Oggi a lei, domani a chi?

Ragioniamo un attimo. Se uno di noi si becca una denuncia, una querela, per aver esagerato nel denudare l’Imperatore e aver mostrato il suo cazzetto piccolo, non avendo le spalle larghe dei giornalisti professionisti (che magari vengono difesi dalla corporazione dell’albo), dei politici, dei satiri e comici di professione cosa potrebbe fare? Sapendo quanto può venire a costare una causa a chi deve contare solo su una busta paga e non volendosi vendere le terga per sfamare gli avvocati, la risposta sarebbe chiudere il blog e tornare ad occuparsi di maglia e giardinaggio.
Questo il Potere, qualunque forma esso assuma, lo sa ed è per questo che si gingilla con i comma del cazzo invece di fare una legge che magari tuteli, visto che la Costituzione non basta, la libertà di espressione anche di noi bloggers.
Sarebbe bello che di questi fatti gravi si parlasse ancora, che si facesse solidarietà attiva, tenendo l’attenzione vigile su ogni episodio che possa far pensare al desiderio di qualcuno di limitare la libertà. Ricordiamo che è nelle dittature che i bloggers sono costretti a chiudere. E’ da poco passato il 28 ottobre. Se non ci difendiamo da soli non lo farà nessuno.
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Tag: censura, democrazia, libertà, libertà-civili, web
Lameduck
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4 commenti
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1 Novembre, 2007 a 20:16
Daniele
Intanto.
Grazie per aver segnalato, anche a me, che non sapevo nulla, questi tre casi.
Poi.
La cosa che più mi inquieta è la mancanza di Libertà a cui tutti siamo sottoposti. Se neanche sulla “Rete” esiste un minimo di democrazia, di auto-ironia (querelano, i Soloni, figli di questa ipocrita Italietta), siamo alla fine.
Ma la fine sul serio.
Mi chiedo cosa vorrebbero che Io insegnassi a mia figlia: forse che saper fare il segno della Croce è più importante che amare, aiutare, comprendere il prossimo e le sue opinioni?
Andassero a ‘fanculo.
(Perdona lo sfogo).
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1 Novembre, 2007 a 20:24
Fully
Grazie per la segnalazione.
Mah…
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2 Novembre, 2007 a 1:05
Silent Enigma
Non se n’è parlato abbastanza, grazie Lame!
In verità pericoli non ne vedo realmente, ma questa è la logica del colpirne uno per educarne cento. E non va, non va per niente bene.
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2 Novembre, 2007 a 16:16
Laura Costantini
Non ne sapevo nulla e rimango allibita!
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