Voglio Riprendermi la Notte *

Prendo spunto da una frase del messaggio con il quale è stato lanciato questo speciale di MenteCritica per avviare la mia riflessione.

Come uomini abbiamo fatto molti errori, leggere di voi sarà un modo per capire e migliorare…

Volete “leggere di noi”. Leggere le donne. (Ho timore di sbagliare accento e trasformare un verbo in un aggettivo, “leggère“, che ha “condizionato” la nostra vita). Cosa volete che vi scriviamo, cosa dobbiamo raccontare, dire più di quanto è stato già detto? Più di quello che sapete già?

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La “dichiarazione dei diritti umani” parla di noi. Quattro conferenze mondiali sulle donne, negli ultimi 30 anni (da città del messico 1975 a pechino 1995) e le “sessioni speciali dell’Assemblea Generale” (i cosiddetti +5) hanno ribadito e scritto nel tempo:
La differenza tra uomini e donne nella società, anziché essere strumento di subalternità, deve diventare una importante fonte di cambiamento
La violenza perpetrata nei confronti delle donne ha prodotto come effetto il “potere degli uomini” e la conseguente discriminazione che le donne hanno patito, ha rallentato lo sviluppo dell’autonomia femminile..” (Pechino art.18).
Esistono, inoltre, numerosi documenti ufficiali in cui vengono menzionate le violenze e le discriminazioni che hanno come soggetto le donne.

Può bastare?

Potrei sottolineare che, nonostante le conferenze, i dibattiti, il riconoscimento di “colpe”, la violazione dei diritti delle donne continua ad essere all’ordine del giorno. In alcuni Paesi poveri si traduce in vera e propria “eliminazione fisica”! Di quali altre notizie avete bisogno?

Del peso in grammi del burqa?

Della soglia del dolore delle ragazzine costrette alla infibulazione?

Tradurre in parole l’orrore ed il dolore delle donne afghane, trattate come bottino di guerra, costrette a subire una violenza che in seguito verrà “condonata”, giustificata in quanto considerata “utile” per fiaccare il nemico e ricompensare i miliziani?

Il conteggio delle telefonate e denunce fatte da Maria (nome inventato) alla polizia prima di essere “uccisa a botte” dal marito geloso?

In questo 8 Marzo fuori stagione non ho nulla da dire.

Ho qualcosa da chiedere: cambiare, cambiare, cambiaTe

Niente mimose ragazze.

Peccato, è il mio fiore preferito!

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* “Voglio Riprendermi la Notte” fu uno slogan femminista dopo il massacro del Circeo

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Luna Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo
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Ora ho capito!
Sono alta 1.60 per 53 kg. (vado in palestra almeno 4 volte a settimana e questo sicuramente fa di me una velina..), mi curo (denota superficialità)
Bionda(questo fa di me una stupida..) capelli quasi ricci, occhi grandi (taglio orientaleggiante,che coincidenza!)lineamenti delicati..(da proteggere..)

Contenti?
Ora avete capito qualcosa in più di me? Di una donna?

Sono caustica lo so, ma il punto è che non ci credo.
Non credo ci sia volontà di cambiare.
Perchè scendere dal trono?
Perché rinunciare, a favore delle donne, ad un potere che vi contendente già tra di voi?

Datemi qualche motivo per sperare.

Intanto dico a me stessa e a tutte le donne che spetta a noi darci da fare, lottare (anche con le unghie e con i denti visto che ne siamo capaci) per riprenderci ciò che ci spetta di diritto, senza attenderci nulla da “loro”!

Luna

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Lo dicevo che dopo la provocazione del pezzo di apertura (quello del giornalista inglese) sarebbe grandinato…
Ecco qui la grandine, ed i fulmini per giunta, di Luna.
Arrabbiata, incazzata direi, con l’altra metà del mondo, quello maschile.

Non ha tutti i torti, Luna
Ma non credo che i suoi toni, battaglieri ai limiti dell’intransigenza, aiutino coloro che davvero vorrebbero garantire la completa parità di diritti e sarebbero disposti a lottare per essa, a fianco del mondo femminile.
Continuo a pensare che il dialogo, la tolleranza, alla lunga paghino nelle contrapposizioni. Non penso che quella tra donna ed uomo, che indubbiamente ancora resiste nonostante le tante vittorie ottenute dai movimenti femminili, sfugga a questa regola.
Auguri Donne, se volete anche “senza di noi”.
Ma io preferirei “insieme a noi”.

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Esasperata Fully, esasperata…

Non ti sei soffermato ad ascoltarmi, chiedendoti il perché dei miei toni battaglieri (sofferenza?soprusi subiti? discriminazione?)ed eventualmente, a partire da essi, avviare un dialogo..
No, hai preferto evidenziarli sottolineandone l’incongruenza in un contesto che richiederebbe dialogo e tolleranza (anch’io penso che alla lunga paghino..)ma talvolta non bastano, (qualcuno, ed è accaduto, li scambia per remissione..)ed è necessaria una buona dose di grinta per farsi valere..
E certo che le femministe di grinta ne hanno da vendere! :):)
Non abbiamo cominciato bene..:)
“ritenta sarai più fortunato” ! :)

Luna

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@ GdA (1)
Attenta al fluoro pero` … :-)

Sopraffazione, violenza psicologica e altri comportamenti scorretti non sono rari (purtroppo), pero` in questo contesto oltre a portare esempi negativi e/o da evitare, si accettano anche suggerimenti su comportamenti o azioni desiderate.

Le modalita` italiane di acquisizione e gestione del cosiddetto potere non danno fastidio solo alle donne.

In campo lavorativo ritengo che dovrebbe essere dato molto piu` spazio alla possibilita` del part-time; se in un certo periodo della propria vita si preferisce lavorare 6 ore al giorno invece che 8 perche` un tale orario consente un agevole svolgimento di altri compiti (es. studio, aggiornamento professionale, cura della famiglia, ecc.), non vedo perche` non dovrebbe essere concesso sia a un uomo che a una donna.

In campo sociale si potrebbe fare molto per migliorare o alleviare certe situazioni pratiche che definire lontane dall’ottimale e` eufemistico.

In breve credo nella politica del migliioramento costante fatto con i piccoli passi.

Per tutto il resto, rimango in “ascolto”.

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adetrax, mi allaccio un po’ off topic all’esempio del part time. A me l’hanno appena negato, e ho il pisellino, quindi non credo a queste discriminazioni a senso unico.
forse che il mio capo è una donna c’entra qualcosa? bah. scusate ho il dente avvelenato ma per altri motivi.

quoto luna, questa volta siamo molto d’accordo

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@Luna.
Ritentare non mi spaventa… anzi. :-)
Non c’è bisogno di chiedermi il perché dei toni battaglieri. Lo so il perché, o almeno ho la presunzione di intuirlo: lo hai bene sintetizzato nelle domande retoriche che hai formulato.
Il metodo dell’invettiva è un artificio retorico che riesco a comprendere anche se non mi è proprio.

Fatta questa inutile premessa a carattere personale, vengo al punto.
Partirei, per concentrare un po’ il discorso, dalla situazione italiana e in particolare dalla condizione della donna nel campo del lavoro e delle professioni. In Italia la donna è ancora discriminata in molti campi, credo su questo possiamo essere d’accordo. Io sostengo che un motivo c’è, ed è innanzitutto storico: lo è stata nei secoli e solo da poco (il suffragio universale risale ad appena 60 anni or sono) ha cominciato ad allinearsi alla popolazione maschile in quanto a diritti costituzionalmente garantiti.
E’ un processo lungo, sicuramente molto, troppo lento ma costante. Leggevo giorni fa che la prima donna in magistratura è entrata nel 1961, ma che oggi nel corpus della magistratura le esponenti di sesso femminile hanno superato numericamente quelli di sesso maschile. Nella scuola lo hanno fatto ormai da anni, nella pubblica amministrazione ormai la parità (numerica) è un dato acquisito.
A questo discorso si potrebbe obiettare: “Sì, numericamente, ma non in termini di posizioni apicali”. C’è chi sostiene che è solo questione di tempo: le progressioni di carriera si sviluppano ovviamente negli anni, quindi se le donne sono entrate più tardi, c’è da attendere ancora un po’, ma presto o tardi si arriverà anche per le posizioni apicali ad una sostanziale equiparazione.
Ora si dirà: anche ammesso che sia così, la donna, a parità di condizioni intellettuali e di preparazione, fa una fatica doppia rispetto all’uomo, specie quando ha da conciliare le sue aspirazioni professionali con la famiglia.
E’ vero, verissimo. E allora? Probabilmente, una volta rimosso lo scoglio “storico” di discriminazione, occorrerebbe rimuovere anche il problema delle diverse opportunità nel conciliare professione e famiglia, problema che per i maschi è (ingiustamente, a mio avviso) meno sentito, almeno in linea generale.
Occorrerebbe allora mettere mano a politiche di seria tutela per le donne che intendano far convivere le vocazioni al lavoro e alla famiglia.
Come? In realtà non ho una risposta a portata di mano: potrei dire, (sciattamente, me ne rendo conto): con un sostegno economico, con la creazione di più asili nido, con una maggiore tutela “reale” della gravidanza e del puerperio,….
Ma… Chi meglio di una donna saprebbe rispondere a questo interrogativo?

E allora ecco che in me sorge un dubbio: perché in Italia le donne non votano le donne? Perché non mandano a governare il paese coloro che meglio di un uomo potrebbero affrontare il problema?

Non so, forse sono andato un po’ fuori tema, oppure ho affrontato il tema solo parzialmente. Vi prego di perdonarmi anche per la prolissità.
Resto comunque “in ascolto”, se il lvello di decibel resta sopportabile… :-)

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Luna, trovo il tuo post assolutamente MIO!
Grazie.

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Fully:
E allora ecco che in me sorge un dubbio: perché in Italia le donne non votano le donne? Perché non mandano a governare il paese coloro che meglio di un uomo potrebbero affrontare il problema?

E come ti sei risposto?
(io posso immaginarlo..)

Luna

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perché in Italia le donne non votano le donne? Perché non mandano a governare il paese coloro che meglio di un uomo potrebbero affrontare il problema?

In verità le donne non possono votare le donne, perché spesso questa possibilità non è loro data. Nelle ultime coalizioni i candidati premier erano due uomini di 70 anni ed i candidati alla Camera ed al Senato erano inseriti in liste bloccate già decise dai partiti. Anche ai tempi del maggioritario le scelta era tra due candidati, spesso solamente uomini. Questo comunque è un problema in generale del paese, non c’è solo scarsa presenza femminile in parlamento, ma in generale uno scarso ricambio generazionale della classe politica. Un giovane maschio che volesse intraprendere la carriera politica non si troverebbe certo la strada spianata.

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@Luna.
“Perché le donne non votano altre donne?”. Ti devo una risposta, anche se in ritardo. Ma nel ritardare sono stato fortunato: c’è chi ha già dato per me la risposta che avrei abbozzato io, certo in maniera più rozza e meno argomentata.
Ecco qui:

http://www.mentecritica.net/donne-le-vere-maschiliste-siamo-noi/oltre-le-righe/anima-sola/2227/

Dal pezzo che segnalo pare evidente che le prime a non credere nella donna, sono proprio le donne.
Verrebbe da chiedersi “perché?”… Ora prova a rispondere tu. :-)
E, se così fosse, forse la tua esortazione finale: “Cambiare, cambiare, cambiaTE…” andrebbe rivolta (anche e forse addirittura prima di tutto) a voi stesse.

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Ho risposto nell’ articolo di cui sopra e anche qualche commento fa (10 100 1000 Bobbit).
Stiamo muovendo i nostri primi passi, riconoscere limiti e difetti non significa non credere nella donna, ma realizzare che è necessario riuscire a superarli per procedere speditamente verso quei traguardi che richiedono coerenza e onestà intellettuale.

Luna :)

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p.s. scommetto che tu non ammetteresti un tuo “ipotetico” difetto neanche sotto tortura! :)

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@Luna.
Hai perso la scommessa…
Sarei disposto ad ammettere tutti i difetti che ho…
… se soltanto ne trovassi qualcuno… :-)

Battute a parte, sono d’accordo con te: “riconoscere limiti e difetti non significa non credere nella donna, ma realizzare che è necessario riuscire a superarli…”.
Ecco, ora mi (ti) chiedo: non ritieni sia più facile superarli attraverso un confronto “alla pari”, schietto, leale, con l’altro sesso, piuttosto che attraverso una contrapposizione da barricate?
Questo era il senso del mio commento precedente.

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Ma e’ proprio quello che chiediamo/vogliamo:
Un confronto alla “pari”!

Di fronte ad un “potere degli uomini” (art.18 pechino) che discrimina le donne non posso che contrapporre le mie ragioni(riconosciute come diritti) e se qualche volta mi barrico è per difendermi..:)

Questo era il senso delle mie risposte.

L

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