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Vivere e Morire per Decreto di Berlusconi

5 febbraio, 2009 - 9:08 di  
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Triste è il paese dove le grandi questioni della vita e della morte sono decise sull’onda emotiva dei sondaggi d’opinione.
Triste è il paese dove la libertà di disporre di se stessi è regolata per decreto di stato.
Triste è il paese dove la religione si fa legge civile e ti conduce dalla culla alla tomba. Che tu creda o no. Che tu voglia o no.




1-blind-eye

Lo stato deve incoraggiare il benessere e la vita. Non può accettare supinamente il suicidio, questo è giusto. Ma quando non esiste alternativa, non esiste più coscienza e non esiste più speranza si tratta lo stesso di suicidio o di scelta consapevole, dignitosa e personalissima?

Questa è una risposta che spetterebbe a ciascuno di noi perché è parte della nostra responsabilità umana decidere di tali questioni. Anche se qualcuno ama definirci pecorelle, noi non siamo pecore. Abbiamo coscienza, sapienza e diritto di scelta.

Quello che sta per avvenire è grave, gravissimo(1). Va aldilà del singolo caso, della vicenda individuale e stabilisce il principio che, sull’onda dell’audience, tutto è lecito, anche intervenire nella scelta del destino individuale e intimo di ciascuno di noi.

Ed è tanto più grave perché dietro non si vede alcuna legge morale, ma solo l’opportunistico scopo di compiacere la parte più becera ed oscurantistica di questo maledetto paese la cui vergogna ci perseguiterà per sempre.

E’ questo, più di ogni altra cosa, che ci dà la misura dell’oscura dittatura del pensiero nella quale ci siamo colpevolmente precipitati. Per pigrizia, ignavia, distrazione abbiamo delegato, delegato, delegato. Ora la delega, come un cancro maligno e famelico, si è impossessata anche della nostra dignità e, per decreto, ci impedisce di morire.

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Note
  1. Eluana, Berlusconi in campo. Il governo ora pensa al decreto. []
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Comments

34 Risposte a “Vivere e Morire per Decreto di Berlusconi”
  1. Elle Driver scrive:

    Rischiamo davvero di toccare il fondo, bravo Morpheus.

  2. Oris scrive:

    Per me il problema è squisitamente politico.

    Credo che il clero non voglia perdere ulteriore influenza e il caso Englaro rompe un ulteriore confine inviolabile: la libertà di gestire la propria morte.

    Dopo l’aborto non credo molleranno l’osso facilmente.

    Questo non toglie che la questione sia eticamente complessa e che ne vada analizzate tutte le possibili conseguenze…

  3. FMA scrive:

    Non mi pare che la questione riguardi Berlusconi e neppure la parte politica che governa attualmente il paese.
    La questione sarebbe la stessa se a governarlo fosse la parte opposta.
    Il problema non é di oggi, riguarda il ruolo che la chiesa cattolica si é autoassegnata nella determinazione della morale pubblica.
    La domanda da porsi é piuttosto se l’etica abbia un fondamento naturale e quindi partecipi della creazione divina, oppure no.
    Se la risposta é sì si ascolti il papa, per definizione il più vicino a Domineddio, e la si faccia finita con i lamenti e i distinguo.
    Se la risposta é no si scelga la soluzione a cui conduce la ragione, si segua il metodo empirico, si formuli un’ipotesi, la si sperimenti e la si aggiusti in funzione degli esiti, fino a raggiungere il risultato migliore.
    Che é quello che soddisfa il maggior numero di persone, tutte destinate a passare dalla medesima porta stretta.

    • ilBuonPeppe scrive:

      La questione sarebbe la stessa se a governarlo fosse la parte opposta.

      Non credo proprio. Non credo che la parte opposta arriverebbe a minacciare ritorsioni contro la clinica. O ad emanare un decreto apposito.

      il papa, per definizione il più vicino a Domineddio

      Il più vicino al “suo” Dio. Come la mettiamo con le altre religioni?
      Ammesso (per usare le tue parole) che l’etica debba partecipare alla creazione divina, questo non può riguardare una religione sola.

      • Fully scrive:

        @Peppe
        “Non credo proprio. Non credo che la parte opposta arriverebbe a minacciare ritorsioni contro la clinica. O ad emanare un decreto apposito.”
        Non ne sarei tanto sicuro.
        Dopotutto c’è sempre una Binetti, di qua o di là.

      • FMA scrive:

        Non ho detto che il papa lo sia, ho detto che lo sarebbe, per definizione, se e in quanto si considerasse l’etica come un “portato” della creazione divina (come lui stesso propugna).
        Un’ipotesi che, per quanto suoni strana, non è estranea a molti, malgrado Darwin e quel che ne è seguito.
        Questi molti, a mio parere, farebbero bene a seguire l’insegnamento del loro Pastore, visto che ne accettano i presupposti, e buonanotte.
        In soldoni: mi pare una perdita di tempo dichiararsi cattolici e contestare il papa.
        Mi spiego ancora meglio: personalmente, se avessi un paio di scarpe strette, sceglierei di buttarle piuttosto che starci dentro con dolore.
        Per quanto riguarda la questione di cosa ne sarebbe se governasse la parte opposta, Fully, come spesso accade, mi ha levato le parole di bocca.

        • ilBuonPeppe scrive:

          La questione “cosa farebbe un altro governo” è chiaramente oziosa perchè non c’è modo di verificarlo. Però possiamo vedere cosa ha fatto in casi precedenti: su Welby non mi risulta che si sia ricorso a ricatti, decreti o altro. (questo non per difendere il governo precedente, che non lo merita, ma solo per stare ai fatti)
          Sulla questione del papa in linea di massima sono d’accordo con te. Però non capisco per quale motivo un cattolico non possa contestare il papa. Forse che un cittadino italiano non può contestare il suo governo? O un tifoso contestare l’allenatore della sua squadra?
          Fortunatamente c’è sempre qualcuno che contesta, in tutte le organizzazioni, e questo spesso contribuisce al loro miglioramento.

          • FMA scrive:

            C’è una leggera differenza tra contestare un governo che è/dovrebbe essere l’espressione della volontà dei cittadini e un papa che è/dovrebbe essere l’espressione della volontà dello Spirito Santo.
            Comunque, siccome non tutti i gusti sono alla menta, come si dice,
            chi lo ritenga meritorio può benissimo tenersi le sue scarpe strette e sperare che la sofferenza serva ad allargarle.
            Sull’inutilità di disquisire sull’operato ipotetico dei governi sono d’accordo con te. Quel che mi premeva di dire era che il problema non sono tanto i governi quanto la proclive remissione della nostra politica a santa romana chiesa.

  4. Framaulo scrive:

    Fa ridere la Chiesa Cattolica! Davanti a migliaia di morti ammazzati, in guerra e fuori della guerra, fa finta di non vedere. Braccetto e convenevoli con George W e delinquenti simili.

    Davanti ad una donna che è già morta da 17 anni, solleva “il problema etico”.

    Signore onnipotente, se ci sei, batti un colpo.

  5. Charlie scrive:

    Ed è tanto più grave perché dietro non si vede alcuna legge morale, ma solo l’opportunistico scopo di compiacere la parte più becera ed oscurantistica di questo maledetto paese la cui vergogna ci perseguiterà per sempre.
    da imprimere ad imperitura memoria

  6. pacatoegentile scrive:

    Ci sono delle osservazioni da fare su questo caso:
    La sentenza stabilisce che si stacchi la spina, in pratica si stabilisce che la persona venga lasciata morire per fame.
    Nessuno vuole, anzi per legge, nessuno puo’ ucciderla dolcemente, con un iniezione letale e dolce, no perche’ altrimenti sarebbe eutanasia.

    Cioe’, questa poveraccia deve essere LASCIATA morire di fame per colpa di ignobili giochi di parole e di principi parafilosofici del Razzo.
    E’ questa l’assurdita’ di tutta la questione, ovvio che poi vi sia chi fa finta di non vedere tutto il discorso e quindi dica, ma no! non possiamo farla morire di fame e’ crudele! .
    Come dargli torto, ha perfettamente ragione, morire di fame e di sete e’ un atto in se crudele, peccato che sia l’unica cosa possibile in questo marasma di leggi illogiche e di distorsioni.
    La societa’ insomma ha costretto quella famiglia a scegliere tra:
    - commettere un reato ma dare una morte dolce e immediata alla figlia
    oppure
    - lasciarla morire di fame ma rimanendo nel legale.

    che schifo

  7. anna m. caputano scrive:

    Che si sappia: io nelle piene facoltà mentali dichiaro che non venga praticato nessun accanimento terapeutico e non voglio vivere come un vegetale.

  8. michelangelo scrive:

    “Le bugie di padre Beppino”

    PASSAPAROLA
    Non dovrebbero esserci esitazioni:
    - portare la lettera aperta di Crisafulli ufficialemente e formalmente a conoscenza di tutte le autorità parlamentari, istituzionali e giurisdizionali
    - aprire un inchiesta per accertare fatti e circostanze.
    - procedere penalmente per chi risulterà di aver detto il falso.
    E NELLE MORE BLOCCARE IMMEDIATAMENTE LA PROCEDURA DI SOSPENSIONE DELL’ALIMENTAZIONE ARTIFICIALE AD ELUANA ENGLARO.
    Chi ha possibilità di intervenire non faccia lo struzzo

    “Eluana non voleva morire” Lettera aperta di Pietro Crisafulli
    La redazione di Tgcom ha ricevuto questa lettera da Pietro Crisafulli
    (fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di
    stato vegetativo nel quale era caduto dopo un grave incidente
    stradale) e ha deciso di pubblicarla integralmente:
    “Le bugie del padre Beppino”
    In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.
    Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro.
    Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”.
    Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni.
    Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente (la foto in alto a destra lo testimonia, ndr).
    Dopo l’appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita.
    Da quel momento le strade si divisero.
    All’epoca anch’io ero favorevole all’eutanasia.
    Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco.
    Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto,mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.
    Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’.
    In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni, che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro’ anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.
    In quella circostanza anch’io ero favorevole all’eutanasia e gli risposi che l’unica soluzione poteva essere quella di portarla all’estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.
    Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l’aiuto del partito dei Radicali ce l’avrebbe fatta. (…) Questa è pura verita’. Tutta la verita’.
    Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei
    familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale.
    Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un’assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.
    E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse
    cambiare idea. Ma invece no.
    Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico.
    La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia
    famiglia.
    Troverete tutto nel sito internet http://www.salvatorecrisafulli.it
    Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l’inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
    Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l’individuo, non per ucciderlo.
    Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi”.
    Pietro Crisafulli
    Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.
    Catania, 04 Febbraio 2009

    Michelangelo 5 febbraio 2009
    Le confessioni di Pietro Crisafulli sono FULMINANTI e come tali devono, finché si è in tempo,essere portate a conoscenza nei siti e nei giornali più accreditati del mondo informatico e della carta stampata.
    Invece, ahimè, tranne qualche redattore coraggioso che le pubblica per il resto vengono tutte cestinate.
    l’Italia è nelle mani dei radicali.
    Sembra un paradosso ma temo proprio di non sbagliarmi.
    Mi domando: chi c’è dietro i radicali?
    Le holding miliardarie che stanno per inaugurare il testamentificio biologico propedeutico all’eutanasia, linfa inesauribile di materie prime per i trapiantifici nazionali.
    Italiani: guai ai vinti!!!

    P.S. Vuoi vedere che questo articolo che invierò alla redazione “scrivi per MC” verrà cestinato come tutti gli articoli che non sono in linea con i radicali?
    Scommettiamo?

    • staff scrive:

      Pubblichiamo quello che ci va. E’ nel nostro diritto. Non sei l’unico a fare i capricci perché non esci su MC. Almeno tu sei gentile.

      Tu e Crisafulli vi assumete in toto la responsabilità civile e penale di quello che affermate.

    • O-ren Ishii scrive:

      l’Italia è nelle mani dei radicali.

      ahahahahahah AHAHAHAHAH
      non pensavo di poter ridere tanto leggendo di cose così tristi e drammatiche.

      Se ragionassi come te direi che questo crisafulli nelle mani del vaticano, che lo usa per i suoi scopi.
      Per fortuna non ragiono come te.

    • Charlie scrive:

      e scrive al tgcom? al tgcom?????

      dov’era crisafulli durante le udienze in corte d’appello?
      aspetta aspetta…forse era da vespa.

      “l’italia è nelle mani dei radicali” è la più grossa che abbia mai sentito dai tempi di peter sellers

    • Fully scrive:

      “Ridicolo… semplicemente ridicolo” (cit.)

  9. Marco Bastianello scrive:

    @pacatoegentile: Se il suo cervello è in grado di sentirla ancora, la fame.

    Il vero problema di democraticità del governo del Cavaliere è il ricorso, anche in materie per nulla urgenti (es. la riforma con tagli della scuola) ai decreti anzichè alle leggi ordinarie, determinando un drammatico sbilanciamento nell’equilibrio dei tre poteri a favore dell’ esecutivo. Contrastare di fatto una sentenza è anch’esso non illegale ma scorretto.
    E non lasciatevi ingannare dallo stile paludato: è una cosa terribilmente concreta.

  10. a67 scrive:

    io mi chiedo solo una cosa … poteva il padre fare meno “rumore” ed arrivare dove voleva arrivare senza andare a finire sotto i riflettori ? mi sembra che abbia fatto la domanda alle persone sbagliate (politica e quindi clero italiano) che NON potevano rispondere diversamente, conoscendo i “nostri polli” … mah …

    • Fully scrive:

      @a67
      Ammiro molto la dignità di Beppino Englaro e la sua pervicace ricerca di Giustizia nella Legalità.
      Dalle interviste che ho ascoltato e letto mi pare traspaia la tempra e la dignità di un Uomo colpito da molte amarezze ma che ha saputo continuare a meritare la U maiuscola.
      Ha deliberatamente scansato le comode soluzioni all’italiana, le tipiche scorciatoie che sconfinano nell’illegalità. Si è fidato delle istituzioni del suo Paese. Il fatto è che un Uomo così avrebbe meritato un Paese diverso.

      • FMA scrive:

        E’ sicuramente così.
        Ma visti gli ultimi sviluppi, il rammarico del Vaticano e la replica di Berlusconi alla onesta lettera di Napolitano, mi vien da dire, sarà che stasera sono particolarmente ottimista senza che ve ne sia motivo, che forse ce lo meriteremmo pure noi.

    • ilBuonPeppe scrive:

      Sono d’accordo con Fully. Non mi sembra che Peppino Englaro abbia cercato la ribalta; da molti anni va in giro per tribunali per poter chiudere una vicenda tragica seguendo la legge e senza cercare scappatoie.
      Questo naturalmente ha dato fastidio a molti, e non gliela hanno perdonata. Un italiano che cerca testardamente di rispettare la legge? Ma siamo matti?

  11. Charlie scrive:

    secondo me, tra l’altro, un decreto del genere (immagino già la sintassi perfetta) non può vedere la luce né essere applicato.
    qualora malauguratamente venisse emanato non credo sarà convertito in legge e se dovesse essere impugnato per incostituzionalità verrebbe quasi certamente censurato.
    per fortuna abbiamo istituzioni che ragionano ancora col cervello e col diritto, a differenza del nostro cosiddetto “legislatore”.

    (spero di non sbagliarmi!)

    • ilBuonPeppe scrive:

      Devo smentirti purtroppo.
      Quando un decreto viene emanato, costituzionale o no, con o senza sintassi corretta, è immediatamente esecutivo e va applicato.
      Se poi non viene convertito in legge, vorrà dire che dopo due mesi scompare e cessa di avere efficacia, ma per quei due mesi è legge e va rispettato.
      Se questo succedesse, il risultato sarebbe di rimandare la cosa di alcuni mesi (considerando tempi morti, iter e altre manfrine); e magari nel frattempo fanno una leggina.

    • Fully scrive:

      Concordo con Peppe. Un decreto legge è immediatamente operativo, quindi impedirebbe da subito la sospensione dell’alimentazione di Eluana.
      C’è tempo ancora 36 ore perché le attuali pratiche mediche che stanno diminuendo l’alimentazione non arrivino ad uno stadio di irreversibilità e quindi alla morte.
      La cosa singolare è che, qualora venisse emanato il decreto, Eluana resterebbe in vita. Se poi fosse approvata la proposta di legge sul testamento biologico attualmente in corso di stesura, stando alle anticipazioni giornalistiche, nel caso di Eluana non sarebbe possibile sospendere l’alimentazione, perché questa fattispecie sarebbe poi vietata dalla nuova legge.
      Il che crea un’aberrazione sotto il profilo giuridico: in caso di non emanazione del decreto Eluana sarebbe infatti l’unico caso italiano nel quale sarebbe stata sospesa legalmente l’alimentazione.

  12. gianfranco scrive:

    non avevo mai approfondito nei mesi passati la vicenda di Eluana da un punto di vista medico, fermandomi al sentimento di umana solidarietà e ammirazione per il padre. Non essendo credente, ero anche pregiudizialmente incazzato contro le strumentalizzazioni dei politici cattolici o dei giornalisti cosiddetti atei devoti. Poi ho sentito parlare la suora che accudiva Eluana. E deve averla sentita anche Berlusconi. Quello spezzone di intervista ha una potenzialità dirompente. Che sicuramente il re della pubblicità sfrutterà in tutti i modi, avrà già fatto fare sondaggi che lo avranno spinto a questa ennesima forzatura oscurantista. Qualcuno mi conforti, con argomentazioni scientifiche, che ho capito male, che non è vero che ci potrebbero volere 20-30 giorni perchè Eluana muoia. Non oso immaginare di cosa sarebbero capaci i Vespa e sodali. Sarebbe una ulteriore tragedia per lei, il padre e la residua resistenza laica di questo paese.

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