Viva la Fica, Toponomastica Fantastica: Le Opportunità della Sinistra

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Viva la Fica, Toponomastica Fantastica: Le Opportunità della Sinistra" è stato scritto da diabolicomarco

Capita che durante una seduta straordinaria del consiglio comunale di Firenze, convocata per discutere del decreto Gelmini e per questo disertata dal PDL,  partiti e partitini della sinistra abbiano trovato il modo per discutere (e infine scannarsi) su una questione di nessun valore. Come i musicisti del Titanic, noncuranti di tutto quello che accade in Italia e nel mondo, votano una delibera definita dalla promotrice “un atto importante nella battaglia per le pari opportunità e soprattutto per Firenze”: l’introduzione delle quote rosa nella toponomastica. La metà delle strade DEVE essere dedicata alle donne.

Io stesso, qualche giorno fa, mi sono divertito ad immaginare per le strade della mia città nuovi nomi, differenti soluzioni. Fossi stato fiorentino avrei potuto immaginare per Via XX settembre un nome diverso. Non è stata forse per colpa di quella dannata breccia che Firenze perse il titolo di Capitale del Regno? Perché invece non dedicare quella strada a Beatrice Portinari? Deve aver fatto un ragionamento altrettanto fantasioso Lucia Matteuzzi, consigliera comunale del Pd, quando “indignata” ha chiesto: «Dedichiamo il 50 per cento di strade e piazze a personaggi femminili».

Delibera approvata con il consenso di PD, La Sinistra, Rifondazione, Socialisti e Unaltracittàunaltromondo, lista civica di sinistra.  Contrari Comunisti italiani e Verdi che si meritano gli strali dell’ex ministro alle Pari Opportunità Katia Bellillo (Pdci), che aggiunge: “Se si vuole essere alternativi al partito democratico, lo si faccia su cose più serie”. Ecco, appunto. Un po’ di serietà, per favore.

Personalmente trovo il discorso sulle “quote rosa” imbarazzante e degradante anche quando viene applicato a questioni più importanti come la rappresentanza in politica o nell’economia. E’ imbarazzante anche solo pensare che invece di parlare di “quote di genere” parliamo di “quote rosa“. Ma è nulla rispetto all’assurdità di questa delibera. Forse è il caso di concentrarsi sulle “quote” che la sinistra italiana ambisce ad avere nel futuro. Sempre che abbia ambizioni di questo tipo, ovviamente.

La nuova legge elettorale per le europee potrebbe definitivamente sancire la fine dei partitini, soprattutto quelli che occupano il vasto spazio alla sinistra del PD. Non a caso molti sostengono che lo sbarramento al 5% non sia in realtà poi tanto malvisto da Veltroni e i suoi. Come biasimarli? Nelle amministrazioni locali, in quelle che giornalisticamente vengono definite “roccaforti della sinistra” o “città rosse” il centro-sinistra di una volta continua ad esistere, si continuano a cercare accordi e compromessi. E come vanno le cose? A Cacciari non gliene frega niente, Chiamparino prova a smarcarsi da destra, Cofferati molla tutto per fare il papà. Resta solo Domenici, sindaco di una città in cui la sinistra governa e sta all’opposizione mentre la destra sta a guardare.

Se guardo il sito del sindaco Domenici mi prende il magone. Mi accoglie una insopportabile introduzione in flash che mi ricorda che il 26 e 27 giugno (di che anno scusa?) bisogna votare per il centrosinistra, per Leonardo Domenici. Una volta entrato cerco di vedere il video “serve anche il tuo voto” ma non è disponibile. Cerco di vedere il programma della serata del “Venerdì 25 giugno a partire dalle 18:30 in Piazza dell’Isolotto“con: Leonardo Domenici, Walter Veltroni (!), Sergio Cofferati (!!) ma putroppo la Sezione è in costruzione. Visto che probabilmente l’incitazione al voto si riferisce al ballottaggio del 2004 è quantomeno curioso che non si sappia ancora il programma della serata che si è svolta 4 anni fa. Oppure si può dire che il fatto di non avere ancora un programma quattro anni dopo è tutto un programma! Un resoconto della serata è disponibile grazie all’archivio storico del Corriere: Domenici dichiarava «Dopo il voto l’ accordo fra le due sinistre sarà obbligatorio. Solo insieme si può vincere. La nostra lista non era per isolare, era per stimolare». Per sostenerlo in questa ardua impresa è calato da Bologna Sergio Cofferati con mortadella e lambrusco mentre più tardi è “salito” anche Walter Veltroni, che a Roma governa una giunta che va dalla Margherita a Rifondazione. Domenici promette molte grandi opere, dagli 8 chilometri di attraversamento sotterraneo dei treni ad alta velocità, alla terza corsia dell’ autostrada, al termovalorizzatore per i rifiuti. L’avversario, il candidato del centrodestra in tutta la campagna elettorale, da Berlusconi nemmeno una telefonata. Una vittoria annunciata. Ma come è andata a finire? Spero non come il sito internet di quello che ha buone probabilità per diventare un “nuovo” esponente di spicco del PD. Mentre, intanto, l’Italia va a picco. Naturalmente. P.S. Per risolvere la questione delle pari opportunità nella toponomastica delle nostre città propongo di adottare il sistema escogitato dal comune di Mercato San Severino (SA).

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