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Vicende Vissute. Una Partita Iva Racconta



Ciao! Sono una partita iva, evasore per definizione, single, nel senso di felicemente ditta individuale.  Sono stata una società anch’io, fino al 1995, quando  ho rilevato  i debiti e i crediti e liquidato la quota all’ex socio.   Avevo mille problemi e poco tempo e quindi affidai la contabilità alla consulente. A novembre del ’98 arrivò una bella comunicazione: c’era a mia disposizione il credito Iva della società.
Nell’agenda del ’99 che può andare benissimo quest’anno, al posto di marcare le entrate e le uscite scrivevo:

ogni giorno faccio un patto
con me sola
senza scrivere mai niente,
fra noi basta la parola,
ogni giorno punto quel che ho
per fare una scommessa ,
vinco sempre però pago
perché l’ho fatta con me stessa,
ogni giorno io mi sfido
in un duello
per cercare di morire,
il motivo è sempre quello,
ma ogni notte nello specchio
ancora mi ritrovo,
ho vinto e ho perso,
mi esalto e mi consolo.

Cominciavo l’anno nelle peggiori delle situazioni, continuavo a leccarmi la ferita di un lutto improvviso che sia sul piano umano che su quello pratico mi aveva distrutto: non potevo più contare su una persona carissima. Non voglio parlarvi di sentimenti, sono una partita iva,  ma della sensazione pratica che avevo: mi sembrava che tutto il positivo e il negativo dipendesse da me, al massimo dalla cattiva o buona sorte o da chi, fragile, mi stava accanto obbligandomi ad andare avanti.
Ora  non è la mazzata fra capo e collo a mettermi ko, ma sento la stanchezza di chi si sente trascinare in un circolo vizioso e tutti gli sforzi sono solo per non farmi inghiottire, mai per andare avanti. E’ come se qualcosa di strisciante, asfissiante o di paludoso, facesse suoi questi versi, modificandoli:

da quel giorno ho fatto un patto
mica con te sola
e senza rispondere di niente
- basta solo la mia parola -
ogni giorno punto quel che prendo
per fare una scommessa ,
vinco sempre perché pago
togliendo da te stessa,
ogni giorno io ti sfido
in un duello
per cercare di snervarti,
il motivo è sempre quello,
e ogni notte nello specchio
sempre più stufa ti ritrovi,
io ho vinto e tu hai perso,
mentre tutto mi perdono.

Due mesi prima ero andata dalla mia commercialista per chiedere come potevo fare per avere subito quel credito Iva già annunciato, non per fare i lavori di restauro come avevo progettato, ma per ”Piumogena”  in coma per un terribile incidente. Pensavo di utilizzarlo per cure particolari o per la sua riabilitazione. Mi aspettavo una risposta tipo: si, ma bisogna pagare diritti d’urgenza, o se ne può avere solo un anticipo. Invece lei mi fece il classico segno allungando la mano come per spingere una mazzetta. Nessun testimone, e io non ero nella situazione di ragionare, comunque gli eventi precipitarono senza farmi accettare nessun compromesso: i soldi non servivano nemmeno per il suo funerale,  sua sorella non li accettava subito ma quando le avrebbe fatto la tomba definitiva vicino al padre.

Ricordo benissimo che alla commozione di questa scelta si contrappose la necessità di mettere insieme i soldi per pagare le trattenute e i contributi sulla tredicesima e sulla liquidazione. Anche se morta, lei era un codice fiscale con un reddito di lavoro dipendente e io un sostituto d’imposta. Il fisco non si ferma davanti a nulla. Non so se pagai tutto, magari in ritardo, dopo la chiusura per lutto o no. Si vede di no, visto che me lo chiedono adesso. O forse…Dovrei cercare ancora senza farmi annebbiare la vista dalle lacrime, ma forse tutto è in quella borsa piena di documenti che mi hanno rubato.

Una cosa è certa: devo pagare l’Inps di dicembre ’98 per la sua pensione. Gliela mandano in Paradiso, credo. Un’altra cosa ancora più certa è che i soldi non ce l’ho, anche se quel credito iva poi l’ho avuto. Rivedendo la pratica, tra quello che non ho preso, la polizza fideussoria pagata, le multe pagate perché non ero congrua con gli studi di settore (avevo avuto l’impalcatura e un cantiere davanti l’ingresso per un anno e avevo due dipendenti, di cui una però in maternità, quindi assente, e soprattutto perché  la commercialista ha tenuto in piedi quella fottuta partita iva societaria anche nel mese di gennaio del ’96,  senza fare le dichiarazioni annuali, nonostante le avessi detto che volevo fare solo per conto mio facendomi così passare per evasore) ho capito perché adesso mi mancano 19.009,79 euro, più interessi pagati nel frattempo, e la crisi mondiale non c’entra niente.

La commercialista, al posto di ammettere il suo errore, o cercare di spiegare il malinteso, mi ha accusato di averle fatto fare brutta figura perché prima ho promesso e poi non ho dato niente! Mi ha urlato  “Si vergogni, lei non sa vivere!”. Il commercialista che ho adesso mi ha dato dell’anarchica, dovevo seguire il suo consiglio di chiedere il condono.

Sono un numero di partita iva controllato anno dopo anno, appunto perché non ho chiesto il condono.   Il mio giorno di riposo il più delle volte se ne va per cercare ricevute di anni addietro per poi portarle all’ufficio. Nel mio disordine, a volte ci capisco. Quando non possono negare le ricevute sotto gli occhi, poi appare anche la schermata nel loro PC,  non possono controllare prima di mandare gli avvisi? Ho vinto la  battaglia dell’anno 2000, l’ho combattuta da sola, perché la matematica non è un’opinione. L’hanno dovuto ammettere anche loro, ma come iene attaccate a scorticare le mie ossa, mi hanno detto che comunque dovevo pagare e poi fare causa alla commercialista.

Ho scoperto che esiste il garante del contribuente e sono andata a cercarlo. Come in tutto, c’è l’eccezione che conferma la regola, ed ho trovato UNA PERSONA che ha fatto quello che poteva fare: far rivedere la pratica e quindi non farmi pagare perché non dovevo pagare. Ho scoperto che su internet  si può entrare nel proprio cassetto fiscale e mi è sembrato d’aver scoperto l’America: lì c’è quello che ho pagato alla faccia delle ricevute che la commercialista mi ha ridato o no. Peccato che partono dal ’98, mancano i tributi locali,  è sempre più difficoltoso entrarci, bisogna richiedere il cambio di password spesso , non si vedono i pagamenti appena fatti e soprattutto all’ufficio delle entrate non mettono a disposizione nessun PC, né, tanto meno, ti aiutano o ti spiegano come si fa.

Però qui da me sono gentilissimi, a volte anche simpatici, una volta mi hanno regalato l’opuscolo “stiamo lavorando per te!” che non ho letto perché so già il finale guardando il film della mia vita. C’è una bella sala d’attesa con le poltroncine dove si possono ammirare alle pareti i disegni dei bambini che dicono di pagare le tasse. L’ufficio più bello è quello dei rimborsi con vista al cimitero, e alla parete c’è il poster di Toro Seduto che dice: « Quando l’ultima fiamma sarà spenta, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce catturato, solo allora capirete che non si può mangiare denaro! » Si continua a sentire un coro da stadio in sottofondo “Devi fallire….Devi morire” o forse è solo la mia impressione.

Dopo il controllo dell’anno 2000 ci avevo preso gusto e avrei voluto farli andare avanti. Fargli controllare se la commercialista aveva pagato la sua parte di tasse sulle fatture che le avevo pagato, e fargli controllare il mio conto in banca per vedere se tutti gli interessi e le spese da me pagati erano giusti, ma si sono fermati. E’ risultato che dovevo avere un rimborso. Sono andata più volte per cercare di averlo. L’ultima volta mi  sono seduta appendendo il mio ombrello alla sedia. Ad un certo punto è scivolato per terra. La funzionaria l’ha raccolto e messo vicino a lei. Sono uscita senza nulla perché c’era l’anno ’98 ancora da discutere, ma non intendevo rimetterci anche l’ombrello e così gliel’ho chiesto anche se non pioveva più ed era un ombrello dimenticato tempo fa non so da chi. Lei si è scusata dicendo che credeva fosse il suo. Forse era vero perché me lo ha fatto vedere, era nel retro uguale. Sarà per questo che prendono i nostri soldi. Anche i nostri euro sono uguali ai loro, è facile sbagliarsi.

Per il ’98 non è andata altrettanto bene. Era troppo doloroso per me riprendere tutto in mano e mi sono affidata al commercialista di adesso che non ha potuto fare niente, devo pagare, secondo la commissione tributaria, che sono andata a trovare, affinché sappiano chi sono. Ho colto sorpresa nei loro occhi, come se non sapessero che dietro alla loro vittima decisa a tavolino c’era una faccia, la mia.

Comunque mi hanno dato delle risposte convincenti tipo che  il commercialista l’ho scelto io ed è di mia fiducia, e che sono solo un’altra senza disponibilità come  tanti. A questo punto si può solo dire quello che mi hanno detto in Regione, quando ho chiesto i contributi promessi a chi faceva lavori di restauro: sono finiti i fondi. Ho richiesto il rimborso del 2000 che mi viene e la risposta è stata ancora: non lo possiamo dare perché c’è il ’98 da definire. Logicamente rispondo che ormai il ’98 è stato definito e che se mi danno quei soldi,  posso pagare qualcosa. Come se mi avessero letto nel pensiero, dove c’era scritto che una volta presi avrei invece pagato l’affitto, mi hanno detto che non li potevano dare. Me l’aspettavo, e quindi ho detto, bene, allora li scaliamo da quelli che devo. Risposta: no, perché sono due cose diverse. Ancora una volta ho dovuto ricorrere al garante del contribuente, ma mentre per quello che devo, sempre secondo loro,  c’è una sfilza di multe, soprattasse e interessi per il mio rimborso non dato, ma scalato, l’Equitalia l’ha contato persino di meno calcolandosi il compenso.

Appenderò il poster di Toro seduto che dice: « Quando l’ultima serranda sarà abbassata, l’ultima cosa intelligente sarà il vostro ponte , l’ultimo pesto non un piatto di trenette ma uno picchiato, solo allora capirete che non si può mangiare denaro! »
Forse è ora che cambi attività. Che metta su una “lavanderia”, che metta alla cassa il dispositivo per clonare le carte di credito o che faccia la croupier per giochi d’azzardo legalizzati. Io voglio cambiare solo il mio numero codice fiscale.

EVA SOR 10V01 O666P

per dirglielo così : evasori o voi o diavoli  potenti.

Vedi anche lo speciale evasione fiscale di MC.

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Marechiaro
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Comments

38 Risposte a “Vicende Vissute. Una Partita Iva Racconta”
  1. La signora Marechiaro è un’artista “naturale”.
    Racconta in modo così spontaneo che anche un’arida vicenda di denaro e di crediti da riscuotere diventa piacevole e commovente da leggere.

    Il nostro paese spreca talenti con colpevole indifferenza.

    • marechiaro scrive:

      Grazie, ma fin che è un’artista naturale ad essere stressata dalla burocrazia, è niente. Pensa a un dottore, a un autista, per fare qualche esempio, poi con che lucidità può curare o guidare dopo incazzature del genere. E quanti genitori si devono privare del loro unico giorno in famiglia per queste rotture di scatole.

  2. Giacomo scrive:

    Domenica scorsa ho lavorato. Il cliente ha voluto andare a pranzo con altri sei o sette suoi colleghi in un ristorante all’interno di un noto circolo sportivo romano. Alla fine del pranzo, visto che s’è fatto “alla romana” ho chiesto la ricevuta per la mia parte visto che ho diritto al rimborso da parte della ditta. Mi sono sentito dire che come circolo sportivo non erano tenuti…nemmeno la presenza del cliente che li conosceva da tempo mi ha impedito di minacciare di chiamare i finanzieri se non mi avessero fatto la ricevuta.

    • marechiaro scrive:

      …e magari sono circoli frequentati da persone ricchissime che ci vanno tutti i giorni senza pagare l’Iva, perchè sono anche i soci stessi e quindi non pagano niente nemmeno come titolari del circolo, tutto regolare perchè la legge lo permette. Forse caro Giacomo te la sei presa solo con l’ultima ruota del carro, una testa di quiz messo in cucina. Comunque il problema non è tanto il fatto di pagare le tasse o no, che sarebbe il meno, ma tutte le spese accessorie e la perdita di tempo, lo stress, i mille cavilli fatti apposta per multare. L’obbligo del registratore di cassa è stato messo per salvare l’Olivetti, per incassare ogni anno circa 200 € di bollo, per fare multe approfittando di attimi di distrazione o di confusione, e poi morale della favola non prova niente perchè ci sono gli studi di settore. Allora se già in partenza, dite che guadagno tot e devo pagare tot, perchè devo spendere e scocciarmi anche a fare gli scontrini? E perchè devo pagare l’Iva anche su fattura che il cliente non paga o su merce che mi rubano, senza che nessuno mi assista almeno legalmente?

      • Giacomo scrive:

        Certo che la micro evasione della mancata emissione di scontrini o fatture è soltanto la punta dell’iceberg e posso anche ammettere sia l’ultima ruota del carro. Ma così come in caso di bilanci inguaiati i governi spremono le masse questa micro evasione fa massa critica. E’ verissimo che sono i grandi e grandissimi evasori a creare le immutabili condizioni nostrane e non certo il gestore del bar a conduzione familiare che magari ripaga disgraziatamente in termini di rapine quanto riesce a nascondere al fisco (…). Ma è altrettanto vero che a fronte di persone come il sottoscritto che ai tempi della mia partita IVA pagava quasi 50 centesimi per ogni euro incassato (tra IVA, IRPEF, INPS ecc) sono le decine di migliaia di “ditte individuali” a far pagare a tutti gli altri quanto essi evadono.
        E’ allucinante pensare che in Italia se ognuno pagasse quanto deve potremmo poi tutti pagare almeno un terzo in meno di quanto paghiamo ora; ma come non giustificare il “così fan tutti” che da più parti ci viene ripetuto e suggerito oltre all’atavico malcostume trasversale ad epoche e governi: elusione ed evasione.
        Mali antichi e praticamente non curabili per i cittadini che in un paese che come il nostro hanno iniziato a non pagare le tasse ai Borboni, al Vaticano od ai Savoia perché nulla ricevavano indietro in termini di servizi ed hanno proseguito nei secoli sempre perché nulla ricevono indietro.

        • marechiaro scrive:

          Se rileggi con attenzione il mio post, dove non c’è nessun estro creativo ma purtroppo vicende veramente vissute, noti che non è in discussione la percentuale di Irpef o di iva da pagare, bensì il sistema di chiedere più volte tasse già pagate, il pretendere da parte degli addetti velatamente regali per rimborsi iva già definiti, non inventati, e questo molte volte è possibile per tutte quelle attività che hanno corrispettivi al 4 o al 10% o tassate a parte nel mio caso una volta con la SIAE, ora con l’F24 mentre si pagano merci o per esempio la luce, il gas, il telefono, l’arredamento, i macchinare ecc, con l’iva al 20%, soprattutto succede perchè i locali che si possono trovare in affitto non sono a norma e se li vuoi li devi adeguare a tue spese, se no paghi multe madornali ai nas. Quindi la grossa palla che il commerciante non paga l’Iva perchè la scarica sul consumatore finale non sempre è vera, l’iva sulla luce la paghiamo subito ed è anche calcolata non solo sui kwh consumati ma anche sulle altre tasse, in pratica paghiamo l’Iva che è una tassa, anche sulle altre tasse: accisa, enti locali e una volta anche i cip 6 che non sono uccellini e non c’entrano niente con i ciop . Altra cosa assurda è il fatto che se l’Ufficio delle Entrate decide di controllare le tue dichiarazioni e al posto di esserci un’evasione risulta che hai pagato di più, nota bene per puri errori contabili della commercialista che si vuole vendicare, se devi avere delle sovvenzioni, se sei a credito PERCHE’ MA PERCHE’non li danno o non li compensano con quello che devi pagare al momento senza fare storie, e non dico chiedendo scusa e dando interessi correnti, ma almeno senza farti pagare il compenso? Guarda che qui ogni giorno c’è gente che si lamenta per tasse richieste di nuovo ma già pagate, per studi di settori folli. Qualcuno mi speghi perchè devo far pagare a un operaio un toast al prezzo che lo mettono in passegiata a mare o nel corso principale se sono in periferia, o farglielo con roba scaduta per starci dentro come dicono loro, e comunque, anche se fossi in passeggiata, non mi andrebbe di rapinare un turista che arriva, già fregato dal mare che c’è. Perchè l’assurdo è questo: o non paghi il personale, o rapini i clienti, o vendi anche qualcos’altro o non ce la fai e chiudi, se vuoi stare dentro gli studi di settore, che per chi non lo sapesse, tengono conto del movimento della merce, della metratura del locale, dei giorni lavorati (e questa è bella io non faccio ferie perchè non me le posso permettere e loro dicono che ho guadagnato perchè ho tenuto aperto, il mio panettiere vicino che lavora all’ingrosso e solo poco al minuto, tiene aperto solo mezza giornata e gli hanno detto che se non tiene aperto turro il giorno vuol dire che guadagna…se l’aggiustano sempre a modo loro!). Riassumendo: si chiede solo coerenza, nient’altro.

  3. alex scrive:

    Vogliamo parlare del fatto che gli scontrini emessi devono essere riportati a mano sul registro dei corrispettivi, e se uno non li riporta che succede?
    FAcciamo il caso che uno compra 1000 rubinetti e ci paga l’iva, iva a credito. Quanto li rivende emette gli scontrini, ma non riporta i corrispettivi, e quindi incassa il costo del gelato, + l’iva a debito pagata dal consumatore.
    E l’iva che ha già pagato, la cosidetta iva a credito, che fine fa?
    Non sarebbe ora che anche il consumatore finale possa detrarsi l’iva dall’imposta e che l’emettitrice dello scontrino invii telematicamente l’importo all’agenzia delle entrate?

    • marechiaro scrive:

      Già, l’Iva che paghiamo che fine fa? Per pagare un certo Soria, che per ristrutturare il castello ha fatturato tutto? O per pagare le ville Certosa, di Arcore dove si denuncia magari tutto, e si scala tutto perchè usate per fini istituzionali? E viva pure le Onlus che fatturano tutto e dichiarano tutto, tanto le manteniamo noi. E pure le scuole private che si pigliano le sovvenzioni pubbliche e incassano le rette…

      • alex scrive:

        A me questa mi pare una divagazione, ho posto una domanda precisa mi pare, non sarebbe ora che si mettesse anche in italia lo scontrino telematico e la detrazione iva del consumatore finale sull’imposta da pagare?
        Siamo nel 2010 e ancora il registro dei corrispettivi viene aggiornato a mano, ma vi pare possibile?
        Quando a sondrio si compra all’esselunga su internet arriva il furgoncino ed emette lo scontrino con il bancomat telematico collegato con la centrale operativa del suo centro commerciale.
        basta farne uno analogo collegato all’agenzia delle entrate, e si risolvono un sacco di problemi.
        Certo, ci vuole la volontà politica per farlo. E quella manca da sempre. Risultato: 120 miliardi l’anno di evasione fiscale.
        Se provate a calcolare il montante di 120 miliardi per 65 anni al tasso del 4% vien fuori il nostro debito pubblico.
        Provare per credere!

  4. alex scrive:

    Vorrei far presente che la partita iva che vende un bene fissa il prezzo, molto spesso, e altrettanto spesso rivende al doppio o al triplo.
    Ci son grossisti di rubinetti per esempio, che se compri come artigiano di scontano del 50% del prezzo in catalogo.
    In questo caso il margine di reddito e di sconto ovviamente sale, e ci stan dentro tutte le ive pagate anche non detraibili.
    Se poi il mercato italiano è saturo di pensionati da 700 euro al mese e da dipendenti da 1200 euro al mese, ovvio che poi questi per vivere accettano lo sconto in cambio del nero.
    L’unico sistema è quello di:
    A) consentire la detraibilità dall’imposta a pensionati e dipendenti, almeno fino ad un certo limite di reddito
    B) Obbligare il pagamento con apparecchio che invia l’importo telematicamente all’agenzia delle entrate
    IN questo modo, o emerge il nero, oppure salgono gli sconti e si dà luogo ad una maggiore distribuzione del reddito. IN entrambi i casi sale la domanda e aumenta il pil, e tutti ci guadagnano, anche le partite iva.

    • marechiaro scrive:

      copio e incollo un post scritto dopo aver letto “Esazione Italiana
      Pochi conoscono il sistema di esazione fiscale italiano: si tratta di uno dei più complessi d’Europa,…” che gentilmente MC: ci ripropone
      Grazie MC di esistere, leggo quest’articolo solo adesso, dopo lo stress per entrare nell’Inps, perchè sono testa di cacchio, visto che “Chi possiede una partita IVA inevitabilmente paga le tasse alla cacchio. Glielo impone lo Stato.”
      Visto che ci sarebbe il diritto di entrare nella posizione Inps, ho provato il fai da te. Entrata nel sito Inps, entrata nella pagina per chiedere il codice Pin.sbattuta per compilare il modulo, appare la prima parte, che non si può memorizzare sulla chiavetta, e così se non hai la stampante pronta sei fottuto perchè poi sparisce. Dopo più di una settimana, mi hanno chiamato per telefono per dirmi che mandavano per posta la seconda parte. benissimo, arriva, e metto insieme il codice pin. Provo a entrare – ci riesco perchè la caccia al tesoro è sempre stato il mio gioco preferito, non perchè sia commercialista nè tanto meno informatica, – c’è da inserire il codice Pin. Finito? NO!bisogna modificarlo, questo non è più valido, e bisogna stampare quello nuovo, SUBITO, perche non si memorizza. OKEY ho il mio codice pin, ma non riesco a visualizzare i miei pagamenti. Eh eh eh… una cosa per volta….quando ci riuscirò sarà da ricambiare di nuovo tutto, perchè il codice non dura più di tre mesi. Infatti anche nel cassetto fiscale dell’agenzia delle entrate non ci posso entrare più, la password è scaduta. E tutto non per entrare nel mio forziere con i soldi dentro, ma per vedere cosa è stato pagato! Insisterò, fino a quando, stremata, l’arteriosclerosi mi prenderà sotto le sue ali protettive per farmi avere la pensione….forse!
      Nel sito dell’Agenzia delle Entrate ci entrai prima che cadesse il governo Prodi, non mi fu facile, ma insistendo ci riuscii. mi feci dare il codice Pin , che poi è provvisorio e stampai per fortuna tutto lo stampabile. Riuscii ad entrare nel cassetto fiscale, ma non a fare i pagamenti, poi però non riuscii a fare più nulla, il mio sistema e PC erano piuttosto vecchiotti. Ora mi accorgo che il codice è scaduto, dopo poco cade la cannessione non so se per il mio portatile o è così e dovrei rifare tutto, ma francamente ho altri problemi più urgenti. Mi duole darti il consiglio di non contare sul rimborso, ma insisti ad avere il tuo dovuto, ciao!

  5. marechiaro scrive:

    Dò per scontato che s’inventi un sistema informatico centralizzato efficiente, a prova di pirati informatici che registri tutte le tue spese giormaliere dall’1,29 del latte, 0,90 pane, 0,50 prezzemolo (registrazioni più care dell’Iva da riscuotere),ai rubinetti, alle medicine, al superalcolico che ti tracanni, , alla macchina che cambi più spesso di quanto dovresti, alle cure estetiche, alle vacanze che ti fai, caro consumatore finale, e che registri tutto quello che incasso io, titolare di P.Iva. A questo punto io non evado e dovendo pagare tutte le tasse mi dovrò limitare solo alle prime spese. Domande :
    qualcuno mi risarcisce del danno arrecatomi dandomi dell’evasore ingiustamente?
    qualcuno si chiede perchè dipendo da medicine dannose o inutili?
    Se non vado a nuotare anche se mi farebbe bene alla schiena, se non vado dal parrucchiere anche se dovrei presentarmi meglio al pubblico qualcuno si chiede se dipende dal fatto che non posso permettermelo?
    qualcuno prenderà di peso l’ubriacone e gli farà fare una cura per disintossicarsi o potrà tranquillamente continuare a farlo, picchiando, sfasciando o semplicemente accollando alle spese della collettività la sua cirrosi epatica? gli si permetterà di scaricare l’Iva pagata su tutti gli alcolici e superalcolici comprati e gli si dirà anche bravo perchè ha rimpinguato le casse dello stato?
    succederà che chi butta via, spreca, cambia arredamento e guardaroba ogni anno, si concede ogni vizio e coccola, potrà detrarsi l’Iva, sostenere in dichiarazione dei redditi che ha sostenuto delle spese, essere a credito, non pagare niente ed avere agevolazioni?
    Chi comprerà un rubinetto alla settimana, sarà sospettato come idraulico in nero o verrà premiato per il suo controllo meticoloso delle perdite d’acqua?
    qualcuno controllerà come mai certi disoccupati, invalidi, pensionati, immigrati possono spendere tanto in beni voluttuari?
    qualcuno risarcirà il commerciante o l’artigiano quando verrà derubato o non verrà pagato? Si potrà licenziare il dipendente che al posto di battere lo scontrino non batte niente e mette i soldi in tasca?
    qualcuno darà ai lavoratori autonomi i più elementari diritti: mutua, infortunio, maternità, indennità di disoccupazione, ferie, licenze matrimoniali, giornata pagata in caso di testimonianza, per donazione del sangue ecc. ecc.?
    Siamo sicuri che a qualche mente eccelsa non venga l’idea di detassare per decreto il tale prodotto o di premiare il contribuente che va a comprare sempre in un certo supermercato?
    Se non sapete dare una risposta a tutte queste domande, allora vuol dire che l’emissione dello scontrino fiscale serve solo a consumare corrente, carta e a far aumentare i rifiuti elettronici. Secondo me dovremmo smetterla con questa lotta fra lavoratore autonomo, dipendente e consumatore. Ogni individuo in grado di poter lavorare deve pagare le tasse creandosi un lavoro o lavorando per conto terzi e quando ciò non è possibile le istituzioni devono trovargli un lavoro per la collettività. Il lavoro autonomo deve essere controllato per far si che il guadagno dell’imprenditore non sia a scapito della qualità e della correttezza commerciale, poi basta decidere: o si tassa in base agli studi di settore (ben fatti ) e si toglie la scocciatura dello scontrino, o si prende per base lo scontrino, nella buona e nella cattiva sorte, leggi chiare, adempimenti semplici , assistenza gratuita da parte dell’Ufficio delle Entrate, e se poi c’è il creativo o il perfezionista che guadagna più degli altri perchè è più bravo che male c’è? perchè un calciatore deve essere miliardario e un lavoratore autonomo quando va bene non può nemmeno pensare a un tetto sulla testa per quando va male? Non sarebbe piuttosto il caso di controllare chi gioca d’azzardo, chi gioca in borsa, chi va spesso all’estero, chi fa la bella vita o il barbone con il conto in banca o il piumone imbottito di banconote e chi in questo periodo spende un sacco di soldi in pubblicità elettorale al posto di rompere le scatole sempre a chi lavora?

    • alex scrive:

      Dove ho scritto che tu evadi?

    • alex scrive:

      Una misura non esclude l’altra. Per combattere 120 miliardi di evasione l’anno ci vuole il combinato disposto di tante norme nuove, come, per esempio, ma solo esemplificativo:
      A) galera per 10 anni per evasione, come negli usa
      B) controllo sulle spese voluttiare da parte di soggetti incongruenti
      C) trappole della finanza ai potenziali evasori, come negli usa, paese liberista per eccellenza
      D) tracciabilità totale, nelgi usa quasi nessuno paga senza cc ed è subito sospettato di qualcosa
      E) riduzione delle imposte ai pensionati e ai dipendenti via via che viene recuperata evasione
      F) creazione di un sistema di concorrenza tra le partite iva e i consumatori finali, esattamente come negli usa. Per esempio, se il pensionato può detrarre tutta l’iva dall’imposta si farà fare la fattura per godere della garanzia, via giudice di pace. Se non può detrarre nulla o quasi nulla, ovviamente non chiederà la fattura per avere uno sconto, che però paga lui stesso attraverso le tasse, dato che il 20% di sconto che potrà avere, la partita iva lo fa con l’iva appunto che non versa, risparmiando ben di + in termini di evasione fiscale.

  6. marechiaro scrive:

    Bel programmino per dare lavoro ad avvocati e giudici di pace, e per far morire di speranze il vecchietto. E’ piaciuto anche a me, quando ho letto dei dieci anni di galera, qui si parla di costruire galere galleggianti e sarebbe l’unico modo per andare al mare. Peccato che poi dovrei mostrare anche le spese voluttuarie che non ho. un’altr’altra domanda che mi dirai che non c’entra niente, ma forse è la chiave di tutto: non è che si vuole annullare l’iniziativa privata per far rimanere solo la grande distribuzione?

    • alex scrive:

      Le cose che ti ho detto sono applicate negli usa da 35 anni, nessuno si lamenta mi pare, con 270 milioni di persone, hanno meno di 20 miliardi di dollari di evasione annui. Noi, con nemmeno 60 milioni di persone, e un debito pubblico + alto del loro, abbiamo 120 miliardi di euro di evasione.
      Credo che i dati parlino da soli.
      Semplicazione e punizione severa, non si sfugge al fisco, negli usa. Qui da noi è un colabrodo.

      • marechiaro scrive:

        Questa cosa di fare come fanno all’estero mi dà veramente fastidio, lo dici tu che non si lamentano, magari qualcuno s’ammazza anche quando va sul lastrico, e non te lo vengono a dire. In pratica il più delle volte succede così che vai dal commercialista di fretta e stanco morto dal lavoro, quello sembra che parli cinesi e dici si, la scadenza è vicina e non c’è tempo per le discussioni. Oppure cerchi di capirci, di fare tutti i conteggi, ma allora cosa lo paghi a fare? Ora col telematico poi, è lui e il suo PC che fanno le cose. Per questo io insisto per una riforma fiscale che ci metta in condizioni di fare da soli, direttamente l’Ufficio delle Entrate. Perchè la parcella del commercialista ancora un’altra tassa su cui tante volte si pagano anche le multe.

        • alex scrive:

          Insomma ogni argomento è buono per non risolvere il problema, vogliamo parlare dell’inghilterra, della francia, o addirittura della svizzera, dove l’evasione non è reato ma ci sono 7 anni di carcere per la scrittura di falsa documentazione contabile?
          Siamo l’unico paese nel mondo cosidetto avanzato ad avere un’evasione di 120 miliardi l’anno, e si vede, nei servizi che mancano, nelle pensioni basse e sempre + lontane, e in tutto il resto.
          Mai sentito di francesi o inglesi suicidatesi per aver pagato le tasse, dato che se le pagano tutti, ne pagano meno, ovviamente.

          • marechiaro scrive:

            Mi sembra di ricordare di uno che col falso in bilancio, poi depenalizzato ha l’imbarazzo della scelta per ville, yacht, imprese ecc. ecc.,ma dicono che tutto è a posto. E’ un genio, io non ci riesco, nemmeno se non pago più le tasse. Sarò un’incapace io.

            • alex scrive:

              Il tipo che ricordi tu, l’han votato in tanti, vorrà dire che sa farsi fidare, mi pare sia un protettore degli evasori, diceva che è moralmente giusto evadere sopra il 33%.
              Cmq non sei sola, nemmeno i 5 milioni di pensionati al minimo di 500 euro mensili si possono permettere castelli e ville.
              Ma vedo che divaghi, io parlavo di scontrino telematico, tu mi salti fuori con le ville e gli yacht????

              • marechiaro scrive:

                il divagatore sei tu, perchè nel post parlavo di come quando la realtà è quella che è, e l’ammettono anche loro, si fa di tutto per non dare al contribuente quello che gli spetta, per un controllo che hanno voluto fare loro, non perchè abbia un tenore di vita che non si giustifica ma PERCHE’ NON HO CHIESTO IL CONDONO. mi sembri il direttore del Secolo XIX che ad un convegno all’Ufficio delle Entrate di Genova di cui pur essendoci non aveva scritto una riga nè prima nè dopo, anche se era un invito per tutti, che mentre si parlava di tassare i trasferimenti di denaro, e il commercio on line, ripeteva come un disco rotto cjhe a Genova un panettiere non aveva fatto lo scontrino due volte (immagino per qualche sfiloncino, mentre i nostri altro che sfiloncini si fanno legalmente con i soldi anche tuoi, e in senso più che figurato)

        • alex scrive:

          Cioè, fammi capire, vuoi dire che su 365 giorni non trovi qualche giorno in vacanza per studiare la tua posizione fiscale?
          Per la riforma fiscale per facilitare le cose, sono d’accordo, c’è proprio bisogno di una bella semplificazione. Ma ci vuol poco, davvero poco.
          Scontrino telematico e via, + semplice di cosi, ti calcola il netto l’agenzia delle entrate, non c’è bisogno di commercialista, come in francia, semplice no?

      • marechiaro scrive:

        certo anche negli Usa quelli che s’ammazzano perchè finiti sul lastrico non si lamentano, e nemmeno la nostra mafia e quant’altro che continua a fare affari d’oro non si lamenta…, basta pagare le tassee tutto fila liscia, droga armi e prostituzione.

  7. nianse scrive:

    Scusate ma qual è il sito per poter verificare la posizione fiscale? La mia commercialista sostiene di aver richiesto il compenso dell’iva a credito e dell’inps ma dopo aver chiuso il negozio 3 anni fa mi ritrovo a dover pagare più di 4ooo euro all’inps perchè non risulta nulla anche se la commercialista dichiara di aver fatto tutto il dovuto…. e all iva non risulta il mio credito sembra… ma io ho acquistato una vettura per il negozio prima di chiudere per mancanza di guadagno e chi li ha presi quei soldi dell’iva? possono essersi sbagliati?? Chi sa cosa devo fare? ora sono disoccupata e quei soldi dove li prendo??

    • alex scrive:

      La tua commercialista dichiara a voce quanto hai detto, o ha sottoscritto una memoria di quanto hai detto?

    • marechiaro scrive:

      ecco l’indirizzo che ho salvato
      https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Servizi/login.jspPer accedere ai servizi occorre indicare l’identificativo utente e la password.
      Si ricorda che l’identificativo utente di chi è registrato a Fisconline è il proprio “codice fiscale”, per gli abilitati a Entratel è invece il “nome utente” riportato nella sezione 2 della busta assegnata dall’ufficio in sede di abilitazione.

      All’atto dell’autenticazione viene creato un cookie di sessione che garantisce la riservatezza delle vostre informazioni; è quindi opportuno configurare il browser affinché tali cookies siano abilitati. I cookies di questo tipo sono temporanei ed hanno una vita limitata alla sessione del Browser.
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      Si consiglia in ogni caso, al termine delle proprie attività, di chiudere la sessione di lavoro utilizzando la funzione USCITA presente nella barra di menù in alto a destra.
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      • marechiaro scrive:

        Il per in fondo non fa parte dell’indirizzo, scua ma ho dovuto postare più volte non riuscivo. Purtroppo devo consigliarti di non fare affidamento sui rimborsi, ma insisti… Ciao e auguri

  8. alex scrive:

    E cmq, non riportare importi sul registro dei corrispettivi è già un piccolo falso in bilancio, non trovi?

    • marechiaro scrive:

      Allora, te lo spiego pazientemente come vanno le cose in pratica. Dopo una giornata di lavoro il commerciante deve fare la chiusura fiscale e registrare sul registro i totali. Di per sè niente di difficile una volta che ci si è fatto la mano, ma una rottura di scatole. Se viene un finanziere e chiede il registro, deve esserci marcata la chiusura del giorno prima, pena una sanzione. Nel mio caso, le dichiarazioni sono trimestrali, quindi io non evado proprio un bel niente se mi metto il giorno prima che finisce il trimestre a registrarle tutte, d’altra parte quello che fa fede veramente è quello che c’è scritto nella memoria del registratore di cassa che ti ricorda è controllato ogni anno a nostre spese, comprato da noi, e funziona con la nostra corrente e la carta che compriamo noi. Per i piccoli importi l’iva evasa per uno scontrino non fatto è minima, ma il sistema funziona per poter incassare le multe, che a volte sono giuste a volte, credimi, no. Tento per cominciare è già una violazione della privacy spiare sia me che il cliente, poi tutto sta a come risponde il cliente, se mi odia può dire che non l’ho fatto quando invece l’ho fatto, se si confonde lo stesso, per contro posso anche non farlo ma se beccano una mia amica scaltra se la può aggiustare in mille modi. Poi ti ripeto: se è la mia commessa che non li fa perchè vuole intascarsi un pò di extra chi mi tutela? Se mi rubano la merce, vuoi che il ladro dica se fermato: “L’ho rubato?” Ovvio no, dirà che non gli ho fatto lo scontrino. E alla fine della favola, se faccio tutti gli scontrini, loro tireranno gli studi di settore per farmi pagare. Insomma, bisogna viverle le cose, prima di parlare, se tanti negozi chiudono e falliscono, se tanti non ci stiamo dentro, un motivo ci sarà. Sono tempi da controllare anche chi paga tutto, molto spesso sono “lavanderie”.
      Ma a te sta bene, e vuoi mandare in galera noi. Non è che hai interessi sugli appalti delle galere?

      • alex scrive:

        Scusa, se viene il finanziere, e se non viene? Quante probabilità ci sono che non venga, con 15 mila controlli l’anno, se va bene su 6 milioni di partite iva. Io cono sco tante persone che non hanno mai avuto controlli in vita loro.
        La memoria del registratore di cassa quale, basta avere due registratori di cassa, e il gioco è belle che fatto, una settimana usano l’uno, non sto parlando di te, ovviamente, dico in generale, e l’altra settimana l’altro, e poi riportano solo i corrispettivi che servono per pagare il mezzo.
        Il furto è un altro sistema usato per evadere, per far scomparire il magazzino, tanto chi può dire il contrario, se uno fa una denuncia mica possono andare a controllare tutte le denunce per furto, o no.
        se uno ha venduto merce in nero, senza fattura, poi si ritrova con il magazzino vuoto, anche se risulta che la merce venduta l’ha ancora in magazzino, e allora che si fa?
        Una bella denuncia di furto, e via, risolto il problema. La merce è sparita e l’iva è incassata. E tutto questo perchè non c’è lo scontrino telematico. Ora, se in inghilterra hanno un pil di 45 mila sterline procapite e qui di 30 mila euro pro capite, e li con lo scontrino telematico c’è un’evasione di 14 miliardi di sterline e qui di 120 miliardi di euro, un motivo c’è ed è che lo scontrino telematico insieme alla detraibilità delle spese riduce l’evasione. Basta copiare da loro e il gioco è fatto. Buona pasqua

  9. Marechiaro scrive:

    Ti dico le denunce che ho fatto io, non tanto per giustificare le merci, ma lo scasso e perchè non avevano manomesso solo le mie serrande ma anche quelle di altri nella zona, sono finite con una perdita di tempo da parte mia e degli altri derubati e il tipo con 17 (diciassette) denunce di cui due filmate con telecamera ha scorazzato un bel pò prima di finire qualche volta dentro. A me personalmente è andata bene, perchè non mi sono mai assicurata contro il furto, a un mio collega, che pagava l’assicurazione anche per questo comunque non gli hanno dato nulla perchè hanno aperto con chiavi false e quindi non c’era scasso. Poi ci sono stati altri piccoli ammanchi come in tutti i negozi ed esercizi, alcuni dei quali smascherati personalmente senza ricorrere, visto l’inutilità, alle denunce. Questi si mettono in conto, tra l’altro un episodio è stato simpaticissimo. Da me scappava sovente un bimbetto di circa 4 anni, la mamma lo sapeva e quando non lo vedeva mi telefonava, o glielo facevo sapere io, soprattutto per il pericolo dell’attraversamento della strada. Un bel giorno candidamente mi ha confessato: “Sai Anna, che ti frego le BigBabol e tu non te ne accorgi?” Eh, si, continuavo a metterle, e mai avrei immaginato che il piccolo Gionni, che non arrivava neanche al banco allungava la manina e se le intascava. E va bè ridiamoci sopra, si è trasferito ed è venuto a salutarmi apposta dopo anni, alto più di me…non è questo il problema, anche se poi tutto fa.
    Il problema è un altro. In tre mesi di fila, ci sono stati prima due furti e poi un’aggressione di cui non sono stata risarcita, anzi ho avuto delle spese oltre alla chiusura forzata. Per i furti non è tanto la cifra della merce in se stessa, o del poco fondo cassa, quanto i danni alle serrande e alle inferriate, ma quello di cui non mi capacito è questo. Mi è stata portata via una borsa con documenti. Bada bene, potevo approfittarne e dire che era sparito anche il registratore di cassa, le fatture o qualcos’altro che mi facesse comodo e non l’ho fatto. Ma l’Ufficio delle Entrate mi ha chiesto più volte cose già pagate, di cui per fortuna avevo le ricevute, o fotocopie e anche una abbastanza consistente, che io non trovandola non ho potuto allegare alla dichiarazione. Ora ripeto, se io, quando il governo Prodi ha dato la possibilità di entrate nel cassetto fiscale l’ho vista, perchè loro, quando controllano la mia dichiarazione non ne tengono conto? Proverò anche a fare questa battaglia, ma quanto mi costerà di tempo, di nervoso, e di ritorsione su altri anni? Tornando al doppio registratore di cassa e a scontrini fasulli ho sentito che una grossa catena di supermercati lo faceva, non faccio il nome perchè non ne ho le prove, da me son venuti sempre di sorpresa, anche a mezzanotte e di domenica. Per quanto mi riguarda, ci vuole tutta che ne compri uno di registratore e se è questo il problema, non è solo evasore il commerciante ma chi li fa di frodo, perchè sono registrati e bollati, nonchè soprattutto ai finanzieri compiacenti che in cambio di regalie avvisano dei controlli. E questo succederebbe anche con lo scontrino telematico, con modalità trovate per l’occorrenza. E ora la conclusione finale: chi può corrompere, andare a comprare la merce in nero e falsificare i furti? Io? che potrei dargli si e no 600 E? Tanto vale che pago la multa, e che lui me la faccia per fare carriera. Io che non ho nemmeno la macchina? Io che non ho fatto nemmeno l’assicurazione? io che non ho nessuna proprietà e non ho mai portato soldi all’estero? Vedi che gli evasori non sono i piccoli, ma i grossi commercianti.

  10. alex scrive:

    Con lo scontrino telematico non può succedere nulla perchè
    A) viene tolto il registro dei corrispettivi
    B) la cassa invia subito via rete l’importo all’ufficio entrate
    C) NOn c’è + bisogno di controllare nulla dato che fa fede l’importo telematicamente inviato
    d) possono fare due casse diverse ma il codice di ognuno è univoco, certo, ci sarebbero sempre i crakkatori di codice, ma in tal caso, in inghilterra hanno pene severe per coloro che crakkano le casse, so per certo che han condannato un panettiere a 3 anni senza condizionale che da loro non c’è. Mandi un panettiere in galera per 3 anni e vedi che gli altri ci pensano 50 volte prima di fare lo stesso, e infatti, li l’evasione + molto + bassa.
    Infine, dato che sotto una certa sogli di reddito possono scaricare le spese, i consumatori si fanno dare lo scontrino sempre, o quasi.
    Non c’è nemmeno bisogno degli studi di settore, perchè fa fede la somma degli importi telematici inviati. Semplice, sicuro e garantito.
    Se non lo fanno è perchè il pdl perderebbe gran parte dei voti, e il pd aveva paura di perderli. E tanto li ha persi lo stesso, che han cambiato. Poveri illusi.

    • marechiaro scrive:

      ecco appunto i crakkatori. Me ne immagino già uno, un programmatore: cliente distinto, ce ne fossero così…ma sai com’è a volte io sembro un prete e si confessano….dopo che l’ho sentito dire spontaneamente due tre cosette ho deciso di rompermi la testa ma farmi da me il programmino per le mie cosucce. E immagino già l’innocente panettiere che va in galera non perchè evade ma perchè sta sulle palle a qualcuno, mentre il suo forno lo prende uno che ci farà mangiare farina OGM. CAro Alex, abbiamo già visto come ha funzionato il voto telematico e poi dimmi, tu che sei favorevole a queste moderne tecnologie, perchè in tutta fretta hanno tolto il peer to peer per la pubblicazione delle denunce dei redditi? E tu pensi che il suddetto programmatore che sbandiera suo zio finanziere sarà ricercato per le sue conoscenze informatiche o per lo zio? (che ricordo LO ZIO, o PAPI che dir si voglia?)

  11. alex scrive:

    Guarda che non ho mai detto che tu evadi, sto solo rispondendo alla tua storia, per un’onesto come te, ce ne sono altri 50 che evadono e ti fanno pure concorrenza sleale. Grossi e piccoli.
    Grossi o piccoli c’è chi evade e chi non evade, non dipende dalla dimensione, ma dalla moralità. C’è chi considera evadere come rubare, e ci tiene a non peccare, e chi non gli frega nulla di peccare e di rischiare di dannarsi e ruba a man bassa, tanto ha la probabilità dalla sua, i finanzieri sono troppo pochi rispetto al numero di partite iva, e c’è sempre la speranza di esser perdonato da nostro Signore.

  12. alex scrive:

    Be, in inghilterra hanno evasione a 10 miliardi di euro e pil sopra il nostro, quest’anno con la crisi avranno un deficit annuale superiore, ma una volta passata la crisi torneranno a macinare pil come prima.
    In italia ci sono 120 miliardi di evasione annua, debito consolidato a palla. il secondo debito pubblico europeo, il terzo nel mondo, pil in caduta costante, domanda interna quasi zero.
    Bisogna imparare da chi funziona meglio di noi, non cercare critiche al loro sistema che funziona per tenerci il nostro che non funziona.

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