Denudatevi: Qualcosa (Vedrete) Accadrà 113


Attenzione: il contenuto di questo scritto potrebbe non essere adatto a tutti per alcune immagini di nudi femminili e maschili particolarmente esplicite. Cliccate su “continua a leggere” solo se siete maggiorenni e pensate di non essere turbati/e dalla visione di tali immagini.

Da qualche tempo su MC si discute molto di nudo, del suo utilizzo a fini pubblicitari o promozionali e della sua presenza nell’arte. Un po’ di questa discussione è nata a seguito della mia discutibile – e altroché se discussa! – scelta di inserire questa foto di Michelle Hunziker in un articolo che parlava di centrali nucleari.

 

La foto in questione ha scatenato reazioni accese, specie da parte femminile, dando luogo ad una poliedrica discussione, ben più vasta e coinvolgente di quella nata dalla lettura dell’articolo.

Perché? Sicuramente perché è stata vista come un volgare e superfluo tentativo di catturare l’attenzione, del tutto scisso dall’argomento dell’articolo e niente affatto ironico (contrariamente alle mie intenzioni).
E’ stato stigmatizzato l’uso su MC del sistema tipico di alcune riviste che mettono donne nude in copertina proprio per sollecitare (o meglio: “solleticare”) l’interesse da parte dei potenziali acquirenti, senza andare tanto per il sottile nella valutazione del nesso tra immagini e contenuti.

Eppure quella foto non mostrava le parti del corpo femminile normalmente coperte (anzi, talora lasciate scoperte in una qualsiasi spiaggia): era però suggestiva di significati erotici, vuoi per lo sguardo intenso e sensuale della bella Michelle, vuoi per la pelliccia di muflone che le fa da tappeto e che rende il tutto un po’ “selvaggio”, vuoi per il  “furbo” schermo pubico costituito dalla stessa pelliccia sistemata in modo strategico, ecc.

En passant, a proposito di foto “nude” in copertina, vorrei ricordare che non sempre quello che si intende solleticare è la “voglia” del tanto vituperato maschio=maiale (ma sì, quello che sa pensare solo con una sola parte del corpo). Guardando ad esempio questa copertina di una rivista femminile, si intuisce che altre siano le leve psicologiche che si vorrebbero sollecitare.

Ma non vorrei rischiare di divagare.

Tornando alla Hunziker, chissà, forse una reazione ci sarebbe stata anche se la sua foto fosse stata molto più castigata, ma altrettanto scollegata dall’articolo, come quella seguente, perché uno dei problemi sollevati è stato proprio il “che c’azzecca?”.

 

Ritengo però che sarebbe stata una reazione sicuramente meno vivace, perché in questa seconda foto l’atteggiamento “sexy” è sostituito da una risata simpatica, per nulla evocativa di cose sessuali e come tale molto più accettabile da parte di chiunque, adulti e bimbi, maschietti e femminucce.

La reazione sarebbe stata ancora diversa se avessi scelto una foto come questa:

 

Non me ne vorrà l’on. Rosy Bindi se mi spingo a supporre che il “che c’azzecca?” sarebbe prevalso su ogni altro tipo di messaggio subliminale ed il lettore e la lettrice si sarebbero interrogati, chessò, su un eventuale  legame del personaggio politico col mondo delle scelte energetiche.

Un ben diverso effetto l’avrebbe ottenuto una foto come questa:

 

Le nostre lettrici avrebbero fatto un leggero sorriso – proprio ciò che avrei voluto suscitare con la Hunziker seminuda – ed avrebbero sorvolato sulla incongruenza di Alessandro Gassman rispetto ad una centrale nucleare?

Si sarebbero sentite coinvolte in “fantasie”, tutto sommato abbastanza speculari a quelle maschili innescate da Michelle? Oppure se ne sarebbero sentite turbate allo stesso modo?

E i lettori (maschi) di MC, da questa foto si sarebbero sentiti offesi come si sono sentite offese le donne per la foto della Hunziker? Avrebbero stigmatizzato così duramente MC, alludendo alla mercificazione del bell’attore che avrei compiuto usandola?

Qualcuno avrebbe forse eccepito che la foto di Gassman, nudo-non-proprio-nudo abbarbicato ad un albero può provocare scandalo, turbamento o imbarazzo ai minori? Qualcuno avrebbe colto il senso del ridicolo di un uomo nudo nell’atto di abbracciare sensualmente…. una pianta?

Mi piacerebbe proprio scoprirlo.

Come pure mi piacerebbe verificare le reazioni delle nostre lettrici ad un evento come questo, dove alcune donne hanno tentato di richiamare l’attenzione sulla precarietà del loro posto di lavoro esibendosi in uno striptease collettivo (velato da un lenzuolo ma non per questo meno… suggestivo).

Io credo che di fronte a questo spogliarello le reazioni femminili siano state diverse da quelle esplose per il nudo-non-proprio-nudo della Hunziker. Qualcosa mi dice che vi sia stata maggiore tolleranza per questa esibizione altrettanto gratuita.

Forse perché il fine dello spogliarello viene percepito come più “nobile” che vendere una rivista o alleggerire un articolo pesante (per la serie: “il fine giustifica i mezzi”). Oppure (mio Dio cosa sto per dire!) perché queste donne sono ben più racchie della Hunziker, e quindi non scatenano l’istinto di competizione “estetica” che è fenomeno tipicamente (ancorché non esclusivamente) femminile (Mio Dio, l’ho detto!).

Ecco, ed ora linciatemi. Ma dolcemente, please.


113 commenti su “Denudatevi: Qualcosa (Vedrete) Accadrà

  • Chiara di Notte - Klára

    Ciao Fully. Come posso linciarti per un articolo che condivido totalmente?

    E’ stato stigmatizzato l’uso su MC del sistema tipico di alcune riviste che mettono donne nude in copertina proprio per sollecitare (o meglio: “solleticare”) l’interesse da parte dei potenziali acquirenti, senza andare tanto per il sottile nella valutazione del nesso tra immagini e contenuti

    Non so chi abbia stigmatizzato, eccetera, ma ritengo che il nudo femminile, come il nudo maschile, se non palesemente pornografico, non debba essere motivo di alcuna censura, neppure inerente al contesto di “scollegamento fra articolo e foto” imputando una sottile mercificazione dell’immagine femminile.

    Sarebbe forse ora di finirla con questo luogo comune della mercificazione dell’immagine femminile che pare invece una specie di alibi (come scrive Fully) “perché queste donne sono ben più racchie della Hunziker, e quindi non scatenano l’istinto di competizione “estetica” che è fenomeno tipicamente (ancorché non esclusivamente) femminile.”

    Certi atteggiamenti di chi trova da ridire su Fully che, invece di un cavolo ha inserito una foto di una bella donna, fanno parte di una cultura talebana che non condivido. Chi ha un bel cervello mostra quello, chi ha un bel corpo mostra quello. Non vedo alcuna differenza fra le due azioni.

  • beat

    I foto: non la reggo vestita, figuriamoci nuda.

    II foto: non mi suscita niente; ho due bambini e sono piu’ che sufficienti!

    III foto: bella foto…”che simpaticona”, ma non usiamo questi “che c’azzecca”, o si parla in italiano o si usa il dialetto (e a me mme sta pure bbene se vojamo parla’ bburo).

    IV foto: odddio!

    V foto: perche’ quel ragazzo abbraccia l’albero? non si fara’ male…?

    VI : povere donne…cosa si deve fare per campare. mi sembra chiaro, e lo spero, che non sono delle esibizioniste.
    Comunque sia ci suggeriscono uno spunto di discussione sul lavoro delle donne. Esiste un problema in Italia? Da quanto ne so esiste anche in molti altri paesi occidentali. Nel caos del mondo del lavoro e’ vero che le donne sono ancora svantaggiate rispetto agli uomini?

  • Carlo Fronteddu

    Concordo Fully!

    La foto di Gassman è uno stratagemma per nascondergli le gambette striminzite e fare leva sulla parte superiore del corpo ben più ricca di chiaroscuri muscolari 😀

  • Sara

    Ahah Fully concordo!
    Secondo me l’unica differenza tra il nudo femminile e il nudo maschile è che il corpo femminile al giorno d’oggi è il più “usato” per altri scopi purtroppo, ma in altre sedi, non certo qui su MC!
    Per quanto riguarda la foto di Gassman…Ma l’hanno allungato tirandolo con le corde questo povero ragazzo? E’ uno stecchetto lunghissimo!

  • missblue

    Grandissimo Fully! Che bell (sotto ogni punto di vista!) articolo!
    CLAP CLAP CLAP!!! 🙂

    Non commento oltre…a quello già scritto nell’altro post.

  • Oris

    Personalmente, sarei molto più contento di censurare atteggiamenti di scarsa tolleranza verso idee diverse, o epiteti lanciati a “avversari” politici che nudi di donne/uomini.

    Ma non si può avere tutto.

    Mi limiterò a leggere.

  • Francesca

    Mr.Fully non posso linciarti, se pur dolcemente.
    Concordo pienamente come già scritto in occasione dell’altro post.
    Il “ecche c’ha azzecca?” era una l’unica cosa che avevo pensato sorridendo perchè avevamo già affrontato l’argomento qui su Mc ancora prima del tuo ultimo pezzo sulle fonti energetiche.

    L’unica differenza come ha sottolineato Sara è di quantità di mercificazione diversa fra corpo donna e corpo uomo.
    Com’è diversa la mercificazione dei cervelli donna – cervelli uomo in campo lavorativo come diceva anche Beat più su.

    Fa’ riflettere parecchio che alcune donne abbiano fatto lo streap-tease per denunciare un sistema lavoro che sta affondando sempre più.
    Il vero scandalo è proprio questo, vedere affossare i diritti senza alcun senso di giustizia.

  • gda

    Ribadisco che, secondo me, l’immagine debba essere inerente al testo/argomento che si intende proporre.
    Immagine e parole devono accompagnare il lettore, sollecitare approfondimento e riflessione. L’immagine evoca ciò che le parole suggeriscono.
    Più evocativa della pelliccia della Hunzincher sarebbe stata una foto raffigurante una esplosione nucleare, l’inquinamento del pianeta o quanto altro.

    Non credo che la foto nuda di una donna possa alleggerire un articolo pesante: potrebbe infastidire il lettore seriamente interessato(pensa se parlando di Autismo io dovessi subire immagini di donne nude, o di gente che inneggia alla leggerezza del viveare…) e indurre gli altri, meno interessati, a spostare il discorso “altrove” (quanto in realtà è accaduto).

    Lo spogliarello delle centraliniste, è una provocazione semplice ma, secondo me, azzeccata: vuole attirare l’attenzione sul problema e la nudità, nel loro caso, evidenzia lo stato di povertà nel quale cadrebbero trovandosi dall’oggi al domani senza più un ‘entrata sicura.

    Lo spogliarello è comunque tollerato perchè vuole evidenziare un problema serio reale.(nel loro caso quasi quasi il fine giudtifica i mezzi).
    La pelliccia della Hunzincher con il problema serio e reale dell’energia…Mah!

    Luna

    • zippole

      ops nel mio commento più sotto non avevo visto il tuo.. mi sono autodefinito la voce del dissenso, chiedo venia! Bello l’esempio degli autistici!
      E mi sorprende che Fully metta allo stesso livello la sua Hunziker con lo spogliarello…
      PS ma sei la Luna dell’articolo di oggi o gda?

  • lupoalburnino

    Ciao, Fully! Ti sei voluto divertire? Anch’io. Grazie!
    Può darsi che non abbia capito niente, ma per me è un articolo divertente anche se scritto molto bene.

    • zippole

      hei Lupo, scommetto che tu non guardi il programma Veline, vero? Tu sì che sei uno dritto, altro che sti 40enni di paglia!

      • lupoalburnino

        Ho qualcosona (qualcosona, non qualcosina) di più di un quarantenne e non ti nascondo che qualche volta ho visto Veline, ma con spirito…tanto per cambiare programma.
        Anche gli occhi, soprattutto ad una certa età, visto che il resto è tabù, vogliono la loro parte.
        Bada bene che la regola o la voglia non è di sola pertinenza maschile!

  • luminal

    Ciao a tutti!
    Devo anzitutto fare i complimenti a Fully per l’eccellente articolo, del qual condivido al 100% i contenuti, a parte i cavoli, sotto i quali sembra non nascano più i bambini, ma si nascondono certe cose che qualcuno non vuole vedere, benchè si parla proprio di questo, e non certo di cavoli.

    Certamente ci sono certe altre immagini che non farei proprio vedere ai bimbi, tipo i ditini di Bossi, le urla belluine di Sgarbi, o le battutaccie del Banana.

    Sicuramente un nudo, maschile o femminile, ancorchè intriso di bellezza, percepita o nascosta, può nascondere tanti significati, che possono essere inerenti o meno al contesto di un certo argomento, per quanto interessante e coinvolgente possa essere. Sicuramente chi vuole vedere altre cose, in un nudo o in un corpo più o meno svelato, dovrebbe scandalizzarsi di ben altre cose, che non son mica poche…

  • zippole

    Provo per primo (e ci scommetto.. ultimo!) a sostenere qualche tesi di chi non ha mandato giù il rospo. Credo che chiunque non fosse d’accordo non abbia dato la sua testimonianza, quindi tutti questi capi che vanno su e giù nei commenti non possano rappresentare una schiacciante vittoria delle argomentazioni proposte. Lo dico giusto per preparare il terreno 😉
    Dici che l’argomentazione più comune fosse la pertinenza, e mi sento di confermarlo. Come difesa attacchi la disparità di reazione tra un’immagine della Bindi, o un non-nudo, rispetto a un’immagine palesemente sensuale. Direi che quella Hunziker (anche se non credo sia veramente lei, piuttosto un buon photoshop col copia/incolla del volto) è particolarmente sensuale per il messaggio che lancia. Quando ti capita di vedere una donna nuda in quella posizione? Stiamo sublimando un atto sessuale, lei ti sta dicendo “sono tua”. Un po’ come certe fighe accostate alle automobili che dovresti comprare. Non puoi dire che si tratti solo di un nudo greco, piuttosto di un messaggio mediato da un nudo. Qui cosa ci vendi? Niente, non credo che MC sia arrivata al punto da vendere automobili, penis enlargement et similia, piuttosto credo che chi ripropone tali schemi ne sia stato assuefatto. Puro e semplice. E non significa che questo sia giustificabile. Certo siamo su MC, nessuno deve niente a nessuno ecc ecc.. ma vogliamo dare un certo tono a questo luogo giusto? Ci sono dei presupposti dietro a tutto questo lavoro o no? Ad ogni modo si è aperto un dibattito, e se questo luogo non è in grado di tenerne uno in piedi parlando di se stesso, dubito sia in grado di parlare dei problemi Italiani o quant’altro in maniera sufficientemente seria. O siamo alla NIMBY? Polemica sì, ma non su casa mia.
    Bene, questo era il preambolo.
    Siamo tutti (o quasi) sinistroidi ed ecologicamente sensibili. immaginare di vedere una tale crème de la crème di persone (non che sentirsi di sinistra ci renda cremosi ovviamente) che non solo NON puntano il dito genericamente ma cercano anche di non fare le bandierine al vento, e propongono a volte sommovimenti sociali, buttare la carta del gelato a terra in piazza scusandosi “ma se lo fanno tutti!” mi farebbe rabbrividire.
    Riallacciandomi al messaggio veicolato dal nudo, credo che una mente sufficientemente allenata alla critica sana sia in grado di notare il sessismo di fondo. E qui siamo a Gassman con la pianta, sempre sessismo è, purtroppo eviti di notare che tale immagine se proposta differisce profondamente dai messaggi mediatici (televisivi?) comuni, e la cosa sarebbe stata più simile ad una “gentilezza” da uomo superiore nei confronti delle donne. Sempre buoni punti per te, difensore delle donne! Sempre di sessismo di tratta.
    La piccola frecciatina finale la trovo interessante, perchè questa competizione è proprio quello che induce le donne a riferirsi e compararsi guardando le riviste di moda femminile. Vien detto quello che si deve vestire, ma sopratutto come il corpo deve essere. Non importa il non poter raggiungere l’obbiettivo, l’importante è aver un metro di misura per se stesse e le altre. E questo spiega la foto della donna incinta in una rivista di moda, che continua ad essere perfetta nonostante la gravidanza. Lì il messaggio non è per te ma per loro donne, forse ti era sfuggito.
    Sono meccanismi crudeli, è un peccato che non ci hai mai fatto su un pensiero, altrimenti non mi spiego tale cinismo in questo articolo che se non altro per la cura impiegata sarebbe potuto esser ottimo.
    Alla prossima 🙂

  • Fully

    Un momento: nella tua analisi parti da un presupposto che non mi appartiene: quello che questo articolo sia una difesa. Invece non lo è. Ho già detto (e lo ripeto qui) di aver commesso un errore nell’accoppiare la Hunziker alle centrali nucleari. Punto.

    E allora cos’è?
    E’ – almeno nelle intenzioni – un tentativo di analizzare quanto è successo in occasione dell’articolo incriminato. Nelle intenzioni è anche – o almeno vorrebbe essere – condito di un pizzico d’ironia.

    Cominciamo dalla Hunziker: certo, lo capisco perfino io che l’immagine della Hunziker sul muflone non è esattamente da educanda: era ed è un chiaro richiamo sessuale. Bene: proprio per questo evidente scollamento con il contenuto dell’articolo e l’altrettanto evidente inutilità di tentare di “vendere” qualcosa che invece è “regalato” (in un sito come questo, senza fini di lucro, ci si illude che quello che si scrive serva a tutto tranne che a guadagnare soldi o fama) io pensavo fosse chiaro l’intento ironico – la goliardata, come qualcuno l’ha giustamente definita – di accostare quella foto a quell’argomento. La foto era infatti una risposta ad una sorridente sollecitazione emersa nel corso della discussione sull’articolo precedente della serie, in cui una lettrice aveva suggerito – sempre ironicamente – di mettere qualche foto oseé per aumentare l’audience di pezzi altrimenti un po’ ostici e noiosi.

    Questo pezzo parte dal putiferio scatenato dall’articolo sul nucleare per provare a soffermarsi insieme sulle mille sollecitazioni che un’immagine accoppiata ad un testo può innescare e di come a volte si reagisca in modi diversi quando non diametralmente opposti ad una medesima evidente incongruenza.

    Per il resto hai colto perfettamente il senso di questo pezzo. Tutto quello che tu sostieni è non solo vero, ma sono i ragionamenti stessi da cui sono partito nello scriverlo.

    Solo l’intenzione non hai colto: ma è evidentemente un problema mio, cercherò in futuro di essere più chiaro. Grazie in ogni caso per l’attenzione che mi hai dedicato.

    • zippole

      visti i propositi.. geniale! Perversamente geniale! 🙂
      Purtroppo non ho letto tra le righe questa chiave di lettura, converrai con me che cosi’ come proposto suona piu’ facilmente come un ceffone (o una pernacchia) a chi ha sollevato il problema. Buon tentativo comunque !

  • Laura Costantini

    Oppure (mio Dio cosa sto per dire!) perché queste donne sono ben più racchie della Hunziker, e quindi non scatenano l’istinto di competizione “estetica” che è fenomeno tipicamente (ancorché non esclusivamente) femminile (Mio Dio, l’ho detto!).

    Rispondo con un ricordo di quasi infanzia, ok?
    Seconda media, compagna di classe graziosa, capelli lunghi neri, sopracciglioni sardi (infatti e’ sarda) e tanti ormoni in circolo. probabilmente molti di piu’ dei maschietti ancora impuberi. Amava provocare, ingenuamente ma con quel tot di malizia che io, sua coetanea e gia’ fisicamente donna ahime’, potevo tranquillamente veder trapelare da ogni suo gesto. Pensava di essere bellissima, di essere irresistibile, di essere apprezzata e adorata dalla parte maschile della classe. Poi un giorno mi trovo ad ascoltare un capannello di maschietti che disquisivano dottamente su quanto fosse put…, tr…, zoc… e mign… la ragazzina in questione. Sono inorridita e, pensando di metterla in guardia, sono andata a dirle che forse era meglio se cambiava atteggiamento, visti i risultati. Lei mi ha guardata come l’avessi insultata e mi ha detto, testuali parole: “tu dici cosi’ perche’ sei invidiosa”. Quel lontanissimo giorno ho imparato una dura verita’ riguardo la sincerita’. Una verita’ che, a quanto pare, trova riscontro anche da queste parti. Quindi la protesta contro la foto della Hunziker (di un cattivo gusto unico, direi), che io nel post originale non ho neanche visto perche’ ho letto e sono intervenuta a cavolo sostituito, sarebbe dettata dall’INVIDIA nei confronti della suddetta Michelle e di tutte coloro (ovviamente bonazze) che hanno la possibilita’ di farsi fotografare senza veli? Mi dispiace Fully che proprio da te venga questa abnorme banalita’ da bar dello sport e da surplus di testosterone. E non aggiungo altro.

    • missblue

      “Mi dispiace Fully che proprio da te venga questa abnorme banalita’ da bar dello sport e da surplus di testosterone. E non aggiungo altro.”

      Ciao Laura,

      poi ti risponderà, credo, anche il diretto interessato ma, intanto, ti volevo dire anche la mia: giusta la puntualizzazione che le donne NON ragionano SOLO e SEMPRE per invidia.
      Sarebbe limitativo, ridurre il tutto a questo semplice e superficiale “ragionamento”.
      Ma credo che Fully, davvero, abbia l’indole del provocatore…nel senso che, palesemente, tenta di far uscire allo scoperto ogni prospettiva possibile dalla quale nascono certe valutazioni.
      Ma non credo sia il testosterone a guidare le sue provocazioni.. Dai. 🙂

      Scusami se sono intervenuta e mi sono permessa, ma mi sei parsa “offesa”…e mi dispiaceva..

      • Laura Costantini

        Si missblue, sono offesa. Non solo da questo post, sono offesa da questo mondo. Delusa. Mi rendo conto che le parole che io amo sopra qualsiasi altra cosa sono strumenti che possono essere usati per manipolare qualsiasi opinione, qualsiasi pensiero, qualsiasi piu’ intima sensazione. Esiste una teoria della relativita’ della quale credo che il Comandante Nebbia dovrebbe quanto prima occuparsi, ed e’ quella che giudica cio’ che dici e pensi in base a cio’ che sei: sei di sinistra? Allora sei uno snob. Sei un giornalista? Allora dei casta. Sei una donna? Allora sei una racchia invidiosa delle bonazze o in alternativa sei una tr… che si vende per un posto di lavoro, il successo, una bella automobile. Sinceramente non ne posso piu’ di questo tipo di generalizzazioni, anche se vengono da “provocazioni”. Il nudo gratuito e porco mi offende in quanto donna, ho il diritto di dirlo oppure devo tacere?
        Detto questo chiarisco che il mio stato d’animo attuale non e’ colpa di questo post, tantomeno di MC che rimane un nido in cui mi piace rifugiarmi. Anche se trovo qualche spina nella paglia.

        • missblue

          Condivido in pieno le tue osservazioni sui luoghi comuni che “snaturano” qualsiasi fonte dalla quale provenga un pensiero, un ragionamento. E sempre più spesso ci troviamo ad essere catalogati, accomunati anche a chi, in comune con noi, non ha proprio nulla. Ma la teoria della relatività, secondo me, sottolinea anche questo: c’è davvero chi si sente invidiosa di quello che non può avere. E’ sempre una questione d’intelligenza, come scriveva Francesca.

          Condivido quindi proprio la “natura” (scusami il gioco di parole) di questa tua riflessione.

          Sono solo interventua perchè mi spiaceva che Fully venisse considerato però come il colpevole intenzionale. Ma poi hai sottolineato anche tu che così non è, quindi siamo più che d’accordo. 🙂

        • Chiara di Notte - Klára

          Il nudo gratuito e porco mi offende in quanto donna, ho il diritto di dirlo oppure devo tacere?

          Scusa Laura ma non posso condividere questa tua breve affermazione. Essa chiama in causa anche me, in quanto donna.

          Non credo che “in quanto donna” ci debba offendere il nudo. Se ci offende e’ forse per altre ragioni ma non per l’appartenenza al genere femminile.

          A me il nudo (e l’ho scritto sopra) non disturba affatto se non si tratta di chiara manifestazione di pornografia.

          Come del resto non disturba il “vestito”, anche se ci sono foto “caste” assai piu’ oscene di quelle nude.

          Buona giornata 🙂

        • Comandante Nebbia

          Laura,
          non intervengo sul merito, ma sul metodo.

          Quando si accetta il principio che ciascuno esprime le proprie idee liberamente e civilmente, questo spesso comporta leggere cose che magari non condividiamo o, al limite, non ci piacciono affatto.

          Se all’espressione di certe opinioni si risponde manifestando il disappunto per un’offesa ricevuta, secondo me ci si comporta come le chiese che si rifiutano di discutere di certi argomenti perché li ritengono offensivi per la loro morale.

          Questo per dire che, secondo me, bisognerebbe intervenire sui contenuti contrapponendo altri contenuti e non un disappunto personale che, in quanto personale, non è percettibile compiutamente alla generalità delle persone che leggono.

          In ultimo, mi sembra che ti sia sfuggita la nota largamente provocatoria che abbiamo voluto dare a tutta la questione ed ad una serie di considerazioni espresse in quanto percezione diffusa e non personale dell’autore.

          Sulla teoria della relatività passo. Ho già dato :mrgreen:

          abbracci

          • Laura Costantini

            Comandante,
            mi starei quindi comportando come una chiesa per il fatto che ritengo oggettivamente offensivo accostare immagini di donne in contesti volgari ad argomenti che non hanno niente a che spartire con quei contesti? E dimostrerei chiusura mentale per il fatto di non riconoscermi in un’affermazione in base alla quale solo per invidia della fisicità della modella in questione non sarei in grado di apprezzare la foto? Chiedo, senza polemica, quali contenuti dovrei opporre se non un mio personale disagio nel vedermi, in quanto donna, accomunata in un giudizio/pregiudizio di bassa lega? Capisco perfettamente che quella di Fully è una provocazione, ma mi sento a disagio lo stesso. Se questo fa di me persona non in grado di argomentare… beh, ne prendo atto e prometto di non esprimere più opinioni riguardo l’ostentazione, qui o altrove, di immagini mercificanti la femminilità. Fermo restando che la femminilità mi appartiene e mi sento in diritto di difenderla da coloro che, in quanto maschi, non hanno la più pallida idea di cosa significhi, nel bene e nel male, essere donna.
            Un abbraccio 🙂

          • zippole

            credo che il comandante si riferisse al fatto di protestare usando come parte delle argomentazioni la propria persona (coscientemente o meno). Quando vien detto “mi ritengo offeso personalmente” tale persona cerca di influire sulle tue posizioni tramite il peso della sua figura.
            Riguardo ai tuoi argomenti hai tutta la mia comprensione, se ti va leggiti il mio commento più su.

          • Comandante Nebbia

            Laura,
            premetto che ho le mie difficoltà a trattare avverbi del calibro di “oggettivamente”. Non li riesco ad inquadrare sia con un approccio riduzionista che olistico. Limite mio.

            Per il resto ho una sola domanda:
            Dal mio intervento si deduceva che ti attribuissi chiusura mentale, invidia o incapacità di valutare un contenuto?
            Se è così, merito la tua risposta e me ne scuso. Se non è così, credo di non meritarla.
            Mi fido di te e quindi mi atterrò al tuo giudizio senza oppormi.

            ciao.

        • luminal

          Ciao Laura.
          Posso capirti fino a un certo punto, visti certi ritorcimenti che mi può provocare la Michelle… ebbene lo confesso, si, sono invidiosa! 😳 , ma i risentimenti riprovevoli che mi provoca quella persona sono di ben altra natura, e riguardano lei come persona e come indegna rappresentante del genere femminile, visto che quello che riesce a produrre di buono è semplicemente l’ostentazione del proprio corpo, che a me non disturba affatto, anzi, vedo nel corpo svelato semplicemente una rappresentazione carica di significati, come ho scritto sopra…
          C’è nudo e nudo, maschile o femminile che sia. Nè quello della Huzinker nè Alessandro Gasmann mi ispirano qualcosa, almeno quanto mi possa ispirare un nudo di Tina Modotti o di Betty Page, certamente molto più espressivi e carichi di significato, che vanno ben oltre, credo, a certe inevitabili pulsioni ormonali da surplus testosteronico o di estrogeni (che confesso, un pò la foto di Alessandro Gassman mi può provocare, ma non solo… :mrgreen: )
          Un bacio.

    • Francesca

      Ciao Laura,
      come Miss credo si stata un’ulteriore provocazione di quel cattivone di Fully.
      Io odio generalizzare però un pochino dobbiamo ammettere che le donne sono molto più invidiose fra di loro degli uomini.
      Questo però nnon vuol dire che appena una donna apra la bocca sia per una forma d’invidia, anzi m’arrabbio spesso con gli uomini che ragionano così…bhè forse “ragionano” è una parola un pò forte.. :mrgreen:

      L’esempio che hai fatto purtroppo è successo in modo simile anche a me.
      Ma alla fine la mia amica ha capito che la mia sincerità era una forma d’aiuto.
      Credo sia sempre questione di intelligenza.

      • Chiara di Notte - Klára

        però un pochino dobbiamo ammettere che le donne sono molto più invidiose fra di loro degli uomini.

        Beh, gli uomini lo sono di altre cose. Magari non della fisicita’ ma del “possesso”. Prova a guardare gli occhi di certi uomini quando vedono passare un qualche loro “collega” magari bruttino, o che comunque non reputano “all’altezza”, con un’auto strepitosa oppure accompagnato da una donna molto bella. Ti accorgerai che gli uomini lo sono (invidiosi) come e piu’ delle donne… sempre che le donne lo siano.

        • Francesca

          Sì ma io parlavo dell’aspetto fisico.
          In questo senso non ho mai notato invidia da parte degli uomini.
          Se invece parliamo di auto, moto, mazze da golf…o degli attempati col Cayenne che stanno con ragazze che potrebbe essere le loro figlie, hai ragione.
          Mi hai fatto venire in mente questa barza:

          Ci sono un’oca e un cavallo che stanno passeggiando in un bosco.All’improvviso il cavallo cade nelle sabbie mobili e chiede aiuto all’oca la quale corre a casa,prende il Porsche Cayenne del padrone,tira una fune al cavallo e lo tira fuori dalle sabbie mobili,salvandogli la vita.Pocotempo dopo i due tornano nel bosco.L’oca,per far fede al proprio nome,cade nelle stesse sabbie mobili in cui era caduto il cavallo.Allora disperata urla al cavallo:’Corri a prendere il Cayenne del padrone cosi potrai salvarmi ‘Allorché il cavallo,per far fede al proprio nome,anziché andare a prendere il Cayenne apre le gambe e salva l’oca.Morale della favola:Se cel’hai grosso come un cavallo non serve un Cayenne per rimorchiare un’oca.

          E’ una cavolata ma mi ha fatto ridere… :mrgreen:

          • Chiara di Notte - Klára

            Bellissima ‘sta barza. Non la conoscevo 😀

            Per quanto riguarda l’aspetto fisico, in quanto donna (e qui lo posso dire), essendo oltremodo sincera non posso disconoscere che, un po’… sotto sotto ma a volte anche sopra sopra, quelle molto molto belle attraggano la mia attenzione per un duplice motivo. Uno di questi e’ la “comparazione” intrisa d’invidia pura e semplice.

            Perche’ mentire ed inventarsi giustificazioni? E’ cosi’ e basta. Lo so benissimo che e’ un atteggiamento penoso e non razionale ma checcedevofa’?

            Ora, al di la’ dell’aspetto psicologico che e’ inconscio, quindi una reazione come quella di ripararsi di fronte ad una minaccia, ci sono due modi per “reagire” a questo atteggiamento poco piacevole della mia personalita’: rassegnarmi oppure essere stimolata a migliorarmi.

            Sara’ per la mia educazione di base, avvenuta in un contesto assai diverso (forse) da quello italico, in cui per andare avanti si doveva lottare molto con le nostre foze e la competizione era serrata in quanto, anche solo per studiare oppure per seguire un programma sportivo si doveva dimostrare di essere le “migliori” oppure il destino era quello di fare l’operaia o la contadina, ed in questo contribuiva ANCHE e soprattutto il comportamento genitoriale, che la mia scelta e’ sempre caduta sulla seconda opzione.

            Ed ancor oggi, a distanza di tanto tempo, il mio incubo ricorrente e’ quello di “non farcela” a superare qualche prova.

          • Sara

            Ahah ha fatto ridere anche me! :mrgreen:
            Grazie, ho appena finito di guardare raidue resistendo 8 minuti, mi hai facilitato il recupero! : smile:

          • Sara

            Eh ho capito…Ma metti che finiscono i simpson no…Tu hai in mano il telecomando e dici “vabbè una volta al giorno lo uso”, tanto sai che sei abituata a pigiare i tasti in modo meccanico, passando al canale successivo dopo un secondo. Dato che da noi ci sono 8 canali (3 rai 3 mediaset la7 mtv) parto dall’uno (non mi ricordo neanche cosa ci fosse), dopo un secondo passo al due e sento “fare esercizi per le fossette” e penso “eh????” e poi scopro che erano le fossette dei glutei della belen di cui ho parlato poco sotto. A quel punto un pò devi capire come funziona un dibattito sull’aria fritta, e devi cercare di resistere!
            Il succo del discorso era: meglio l’aria fritta nell’olio di semi di girasole o nell’olio di semi vari? Ai posteri l’ardua sentenza.

        • Oris

          Gli uomini hanno l’invidia del pene (riflessa poi nei beni materiali), che è molto più subdola e squalificante… non siamo privi di difetti, ne di quà ne di là.

          • Francesca

            non volevo essere così “dura” :mrgreen: visto che poi dicono che sono caustica! :mrgreen:
            Era quello che intendevo, aspettavo un maschio che lo ammettesse e non potevi essere che tu! 😉

          • zippole

            ahime’ povero Rocco.. lui sempre a dover sfaticare per dimostrare e mantenere il suo trono! Manco lui e’ libero :'(

        • davide

          Distinta Chiara,

          “”Beh, gli uomini lo sono di altre cose. Magari non della fisicita’ ma del “possesso”. Prova a guardare gli occhi di certi uomini quando vedono passare un qualche loro “collega” magari bruttino, o che comunque non reputano “all’altezza”, con un’auto strepitosa oppure accompagnato da una donna molto bella. Ti accorgerai che gli uomini lo sono (invidiosi) come e piu’ delle donne… sempre che le donne lo siano.””

          condivido al 100%.

          Ciao

    • luna

      OT:
      E’ successo anche a me, quando ero poco meno di un’adolescente, di ascoltare due maschietti disquisire sulla “moralità” di una mia amica…Ho riferito all’amica e…li abbiamo picchiati! 🙂

  • pacatoegentile

    e’ che il femminismo da tempo immemore si lancia contro la mercificazione del corpo femminile, con conseguenza della stigmatizzazione “maschio maiale ecc. ecc.”

    La mercificazione del corpo maschile e’ ancora cosa nuova ergo non suscita indignazione da parte di – quasi – nessuno.

    Il corpo nudo attira ed e’ marketing certo, tuttavia se l’articolo e’ ben fatto allora si puo’ dire che una foto “ose'” (magari 2: una maschile e una femminile) diventano un packaging o – se preferisci – la ciliegia sulla torta.
    E in questo non ci vedo nulla di male: hai preso un bel regalo ad un amico/amica, come glielo presenti ? dentro un sacchetto della spazzatura oppure in un pacco colorato e magari divertente ?
    io preferisco la seconda.
    Se quindi ritieni di inserire foto di nudi nei tuoi articoli io non ci vedo nulla di male, che questo comunque generi critiche e’ certezza, sta a te ignorarle o meno, credere in quello che fai o meno.

    • luminal

      Sicuramente la mercificazione del corpo maschile non suscita indignazione perchè (purtroppo per noialtre) di nudi maschili in giro se ne vedono, rispetto a quelli femminili, una quantità pressochè trascurabile, quindi non si può ancora parlare di mercificazione, ma di semplice ostentazione di certe “qualità”…
      Non invoco certo una sorta di “par condicio”, ma sicuramente delle belle foto di corpi nudi, nè banali e tantomeno esplicitamente pornografiche, soprattutto maschili, non vedo come possano offendere, al di là delle logiche di mercato o dell’immagine (la mia è una considerazione puramente stilistica…)

    • Francesca

      e’ che il femminismo da tempo immemore si lancia contro la mercificazione del corpo femminile, con conseguenza della stigmatizzazione “maschio maiale ecc. ecc.”

      Già. Poi arrivano le veline e la Mara Carfagna e possiamo buttare tutto nel cesso…

        • Francesca

          A me fanno solo una gran tristezza tutte quante, pure le veline.
          Avere 20 anni con la testa cotta va bene giusto fintanto che hai 20 anni.

          • Chiara di Notte - Klára

            Fra’, ma loro HANNO 20 anni.

            A volte, quando penso, con il senno di oggi a queste ragazze, magari posso anche essere d’accordo con quanto dici. Poi mi fermo un attimo e ricordo com’ero io.

            Cioe’ anche io a 20 anni pensavo a quello che pensano loro. In un altro contesto, in una diversa cultura, forse ero un po’ piu’ matura, ma comunque le pulsioni erano piu’ o meno le stesse.

            Poi col tempo tante cose perdono di valore mentre altre, che prima non ne avevano, acquisiscono importanza.

            E’ un po’ la metamorfosi della vita, no?

            Ricordo che quando avevo 20 anni le donne con 10-15 anni piu’ di me dicevano le stesse cose che potrei dire oggi io, e questo mi dimostra che in fondo la vita non e’ altro che un eterno déjà vu.

            Forse anche che quelle donne che mi criticavano magari provavano quella stessa amarezza che provo oggi io quando parlo delle ragazze piu’ giovani e carine. Non e’ che mi piacerebbe tornare, magari con la testa di oggi, a quella che ero fisicamente 10-15 anni fa?

            Chissa’… so che e’ stupido, pero’ mi capita di pensarci.

          • Francesca

            Bhè l’invecchiamento fisico non piace a nessuno, bisogna ammetterlo, chi dice il contrario mente spudoratamente.
            Anch’io ho avuto 20 anni nemmeno tanto tempo fa’ e non sono mai stata un “topo da biblioteca” (per intenderci) ma ti assicuro che fare la velina (o comunque qualsiasi cosa avesse a che fare col corpo) non è mai stata una mia aspirazione.
            Poi capisco anche che i tempi sono cambiati (peggiorando), ma non troppo in fondo…

  • lupoalburnino

    Caro pacatoegentile, sarò vecchio, ma a me la merdificazione del corpo maschile fa più “senso” di quello femminile e non parlo di prostituzione.
    C’è poco da dire, ma un bel corpo di donna è uno spettacolo, direi per le donne stesse, molto più piacevole e attraente di un corpo maschile.
    Devo riflettere ancora sul problema. Può darsi che abbiate ragione voi: forse sono rimasto al secolo scorso, ai calendari dei barbieri come venivano chiamati una volta. Oggi si chiamano acconciatori e non regalano i calendari profumati.
    CN, forse tu lo sai o sei pure tu troppo giovane per ricordartene.

    • Sara

      Bè ma scusa è molto più attraente per te una donna! E’ ovvio che per la maggiorparte delle donne il discorso è opposto, cioè che preferiscono un bell’uomo. La mercificazione del corpo comunque adesso riguarda per il 98% il corpo femminile, è questo in realtà il problema. Il problema è lo sfruttamento anche qui del ruolo sociale ahimè ancora diverso.
      (per anche qui non intendo su MC ma anche nella mercificazione del corpo)

      • Chiara di Notte - Klára

        E’ ovvio che per la maggiorparte delle donne il discorso è opposto, cioè che preferiscono un bell’uomo.

        E’ vero, pero’ io credo che il corpo femminile, per una ragione o per l’altra, per attrazione o per sindrome da comparazione o per pura invidia, attragga sia uomini che donne, sia omosessuali maschi che omosessuali femmine. Intendo dire che il corpo femminile, quando e’ bello, e’ soggetto ad essere in qualche modo messo ‘in discussione” da piu’ parti, mentre quello maschile resta puro appannaggio di noi donne se non siamo omosessuali del tutto.

          • Sara

            Ma è messo in discussione da più parti perchè chi manovra queste cose ha interesse che la società funzioni così. E io aborro questa cosa. Se penso al bombardamento mediatico intorno a tutto ciò…E comunque secondo me anche questa è prostituzione in un certo senso.
            Prima ho acceso la tv per vedere i simpson, dopo facendo un giro sono capitata su raidue, e stavano discutendo sul fatto che una certe belen (non so come si scriva ne chi sia) governasse gli altri concorrenti dell’isola dei famosi con le fossette dei suoi glutei. E nel frattempo la telecamera li inquadrava in primo piano. Ora, se non è prostituzione questa…Ed è uno degli esempi con cui si può dimostrare che i media hanno interesse a porre questo “tema” in primo piano. Cioè io non so chi è questa ma so come sono fatti i suoi glutei. Non l’ho neanche mai vista in faccia e non l’ho mai sentita parlare. Però conosco la sua immagine. Posteriore.
            Ah, per la serie “facinoroso”, cioè la neolingua che prende piede, il “lato B” è diventato termine comune.

          • Chiara di Notte - Klára

            perchè chi manovra queste cose ha interesse che la società funzioni così

            Resto dell’opinione che un bel corpo, come del resto una vivace intelligenza o altre doti “invidiabili”, siano comunque “vezzi”, e chi li possiede si vanta. In questo non ci trovo niente di particolarmente abominevole.
            Ed anche sul fatto che chi sa di possedere certe doti (fisiche e/o intellettuali) le metta a frutto per guadagnare quattrini la ritengo cosa lecita.

            Chi manovra queste cose?

            Il mercato ma anche la cultura. Fin da tempi antichissimi le donne sapiens si sono “imbellettate” per attirare i maschi. E’ stato proprio grazie alla consapevolezza del “lato estetico” che il sapiens ha prevalso sul neanderthal. Perche’ il “lato estetico” ha in se il germe della fantasia e della creativita’, ed e’ insito nel DNA del sapiens “tendere al bello”.

            Ora, i canoni estetici si sono modificati nel tempo ma una cosa e’ rimasta uguale. Le donne hanno continuato ad imbellettarsi ed a mostrare il posteriore e gli uomini hanno continuato a guardare, con la lingua penzolante e la bavetta, quelle con il posteriore piu’ appetibile.

            E’ sempre accaduto, Sara, e credo che sempre accadra’. Anche quando l’elemento di “bellezza” dovesse mutare e dovessero crescerci le antenne, ci saranno maschi pronti a sbavare dietro a quelle con le antenne piu’ lunghe. 😀

            Credo che l’accettazione di questo fatto, anche se difficile da affrontare per alcune donne, sia il punto di partenza per iniziare, forse, un nuovo percorso culturale.

          • Sara

            Ma io sono assolutamente d’accordo su questo, mi dà fastidio quando questo è indotto e non è un processo indipendente. Mi dà fastidio quando questo è indotto per spostare l’attenzione dei media, mi dà fastidio quando è indotto per passare messaggi di potere e di stupida dominazione, mi dà fastidio quando delle veline lo chiamano arte, che dicessero che lo fanno per soldi, sarei la prima a dire che fanno bene!
            Poi mi dà fastidio quando questo è sfruttato dai giornali di gossip che stanno proliferando e che aiutano a innescare il luogo comune, mi dà fastidio quando è coinvolta una ministra, mi dà fastidio quando questo è usato per far passare messaggi politici. In pratica detesto il conflitto d’interessi che c’è dietro!

          • Sara

            Chiara credo di aver trovato l’esempio calzante (almeno per me) in grado di spiegare come la penso!
            Esempio: il calcio.
            Il problema non è il calcio in sè, chiunque è libero di dare calci a una palla approssimativamente rotonda, anch’io lo faccio.
            Il problema è nella costruzione attorno, è nel potere che ha assunto, è nell’illegalità che questo potere anche mediatico ha creato, è nella sopraffazione e nella giungla che è diventata, è nel fatto che ci sono telecamere in campo che a momenti fanno vedere se le ciglia sono pettinate, è nel fatto che uno paghi la tv satellitare apposta per vederlo, è nel fatto che se la tv non avesse comprato i diritti ci sarebbe stata la rivolta, è nel giro di soldi sporchi.
            Per questo motivo io non riesco a scindere il gioco del calcio che vedo in tv da queste cose, motivo per cui non odio il calcio, se capito su un canale che fa vedere i gol (ma accade molto di rado dato che ultimamente guardo poco la tv) li guardo ma senza ammaliarmi. Non sono coinvolta, punto. E non sono coinvolta perchè non divido il gioco da tutto quello che c’hanno costruito attorno.
            Per me avviene la stessa cosa con la mercificazione del corpo. Il problema non è nello star nudi o nella bellezza in sè, è in tutto quello che ruota attorno. E non riesco a dividere le due cose. Però se vedo una foto seminuda o nuda non provo nessun sentimento negativo, sono semplicemente distaccata come quando vedo i gol del calcio. Tant’è che io la famosa foto della hunziker non l’avevo proprio neanche notata…
            Sono stata abbastanza chiara? Non lo so, prolissa di sicuro. (scusa!)

          • Chiara di Notte - Klára

            Mai prolissa quanto me :mrgreen:

            Comprendo il tuo fastidio, che e’ comunque un fastidio che si esplica nell’indifferenza e quindi “fate cio’ che volete a me non fa ne’ caldo ne’ freddo”.

            Ma qui pare che non ci sia stata indifferenza. Pare che la foto abbia causato una polemica notevole dato che, sia il Comandante sia Fully, ci hanno scritto un articolo a posteriori… ehm… forse il termine “posteriori” in questo post non e’ molto “felice”. :mrgreen:

          • Sara

            Ahah! Il nuovo sinonimo è “sia il comandante sia fully ci hanno scritto un articolo a lato B” :mrgreen:
            Si lo so che la foto ha causato un ambaradan notevole, ma non mi sento responsabile! Nel senso che in quell’articolo credo proprio di non essere intervenuta in merito! Io ho cercato di dire come stanno le cose per me, poi per gli altri non lo so…
            Certo è che non sono di ghiaccio, però ecco questo è un pò quel che provo in linea di massima.

      • Francesca

        Io penso di essere etero ma bisogna ammettere che un corpo nudo di donna è molto più bello di quello dell’uomo…

        • Chiara di Notte - Klára

          A comprova di cio’ potrei ad esempio citare le scene erotiche in cui sono coinvolte due donne invece che due uomini.

          Credo sia diversa l’impostazione con la quale si osservano i ddue corpi (il maschile o il femminile) che non dipende solo dall’appartenenza ad un genere.

          Una donna ha tratti somatici meno duri, una pelle piu’ liscia, poca peluria. Evoca “dolcezza erotica”. Un uomo invece (quando e’ bello) evoca “potenza erotica”.

          Sono due mondi. 🙂

        • Sara

          Boh…Secondo me è un confronto che non ha molto significato…
          Il discorso secondo me non è più bello-meno bello, è più sfruttato-meno sfruttato. Sinceramente non lo so cosa sia più bello in senso assoluto, certo che tra la foto della hunziker e quello stecchetto sorretto (per fortuna) da un albero in attesa dei famosi quattro venti è più bella la foto della hunziker, però non lo so. ad esempio un pò di tempo fa ho fatto un miniarticoletto sulla mercificazione nello sport il cui senso era più o meno che la mercificazione dello sport non avviene a causa dei calendari dei singoli ma con ore e ore di programmazione tv, telecamere e potere in tutte le salse. Io li ad esempio ho messo la foto dei due fratelli Bergamasco, nazionali di rugby, nel calendario in bianco e nero di qualche anno fa. E allora tra quei due di fronte e la hunziker non c’è paragone! 🙂

          • Chiara di Notte - Klára

            E allora tra quei due di fronte e la hunziker non c’è paragone!

            QUOTO! :mrgreen:

            Anche perche’, come dice Luminal, la Hunziker un po’ sulle gonadi rimane.

            Non certo per il corpo che ha obiettivamente bello, ma per la sua personalita’. E la personalita’ influisce moltissimo sul “significato” estetico oppure erotico che diamo ad una persona. 🙂

            Per quanto concerne lo sfruttamento. Se assumiamo il fatto che (scusa il francesismo) avere un bel culo aquivale ad avere dei begli occhi, allora le foto in cui si mostrano solo due occhi fantastici, e che non viene accusata di mercificazione, dovrebbe avere lo stesso valore della foto della Hunziker dove mostra il famoso “posteriore Roberta”.

            Ma volendo si potrebbe estendere questo concetto all’infinito arrivando finanche a criticare le immagini di Gandhi usate per pubblicizzare una qualsiasi cosa.

            Cioe’, le immagini fanno parte del nostro mondo, ed e’ logico che vengano utilizzate in ogni campo. Senza immagini, ti assicuro, tutto si ridurrebbe ad un grigio mondo in cui non ti auguro di vivere.

            Che poi ogni cosa sia sfruttata o sfruttabile questo e’ un’altro discorso che non afferisce al significato dell’articolo scritto da Fully.

  • pacatoegentile

    ahm lupo, hai confuso una c con una d o era apposta ? 😀
    capisco la tua posizione ma facciamo un discorso molto serio e semplice.
    con una premessa:
    – al di la’ dei gusti sessuali personali di ognuno (etero M, omo F -> donna, etero F, omo M -> uomo ) .

    ora prendiamo alcune immagini d’esempio (aprire a vostra discrezione)
    masculi nuddi :
    http://memoria-inventada.weblog.com.pt/arquivo/m-les_dieux_du_stade3.jpg

    http://accel23.mettre-put-idata.over-blog.com/0/36/78/32/les-dieux-du-stade/les-dieux-du-stade-making-of-du-calendrier-2004-080-0001.jpg

    femmine nudde:
    http://www.nsfwmodels.com/wp-content/uploads/2007/12/playboy-destiny-white.jpg
    http://www.centerfoldblog.net/img/previews/camilla-amaral.jpg

    mediamente le ultime due suscitano critiche, le prime due no.

    p.s.
    una simpatica segnalazione
    http://bp1.blogger.com/_cHYeTpsQJ7g/RwFA5NyS4UI/AAAAAAAAA8E/bprJ37O803s/s400/reef+girls.png

    c’e’ un errore nella foto, di solito le donne lo trovano prima 🙂

    • Fully

      Beh, il perché della diversa reazione mi pare evidente: i maschi sono bei fustoni, freddi come statue, le femminucce (io ho potuto aprire solo la seconda) sono in pose stile “offresi”.

      L’errore della quinta foto è il 4 rovesciato.
      T =1 sec, ma senza i glutei ammetto che sarebbe stato la metà. 🙂

  • Monica

    Premesso che tutte le foto, a mio avviso, sono poco pertinenti con il tema energia, proviamo ad analizzarle ad una ad una.

    Immagine n° 1
    Non mi crea turbamenti né offende la mia sensibilità. Quando questo genere di immagini sono fuori luogo, e praticamente lo sono sempre, le ritengo la solita trita, triste, ormai abusata mercificazione del nudo. Maschile o femminile poco importa. La realtà però è che su 100 immagini femminili ce n’è 1 maschile, per quella, per l’eccezione, non starei a rivedere il mio giudizio che trattasi di mercificazione del corpo femminile. Lo studio della statistica e un minimo di metodo scientifico me lo impongono.
    Le conseguenze che questo genere di bombardamento sta producendo sulla nostra società, sulla visione dei due generi, è sotto gli occhi di chi vuol vedere, per gli altri consiglio un buon oculista. 😉
    Immagine n° 2
    Non mi crea turbamenti né offende la mia sensibilità. Questo genere di foto sono ad arte inviate alla donne per rafforzare l’effetto delle foto n° 1.
    La tensione ad un canone immaginario ed artefatto non è salutare tanto per l’uomo quanto per la donna, non è salutare per gli equilibri fisici, psichici e sociali e tutto ciò è sotto gli occhi di chi vuol vedere, per gli altri consiglio un buon oculista. 😉
    Immagine n° 3
    Non mi crea turbamenti né offende la mia sensibilità.
    Senza parole, salvo notare un’innaturale contentezza. Non ricordo a mia memoria di aver mai visto nessuno in quella posizione. Sarà arte anche questa?
    Immagine n° 4
    Non mi crea turbamenti né offende la mia sensibilità. La Sig.ra Bindi è in una posa rispettosa e corretta. Forse mi sarei chiesta se partecipava a qualche commissione sull’energia. Su questa foto avrei potuto trovare una pertinenza, per quanto del tutto arbitraria.
    Immagine n° 5
    Non mi crea turbamenti né offende la mia sensibilità. Sono la sopra citata eccezione alla foto n° 1

    Per quanto riguarda il discorso dell’invidia delle donne nei confronti delle altre donne, personalmente non mi riguarda e lo trovo un altro luogo comune. Ci sono donne invidiose e ci sono uomini invidiosi, spesso l’insicurezza genera questo sentimento.
    Certamente con l’aumentare di immagini rappresentanti un’esigua minoranza di “eccezionalmente belle” (spesso artefatte belle) a rappresentare tutto il genere femminile, posso facilmente comprendere come le giovani possano sempre più sentirsi inadeguate, soffrire di anoressia e di complessi di inferiorità, fino ad arrivare a quel nichilismo di cui parla Galimberti nel suo ultimo libro.
    La società, che tante “grazie” pone sotto gli occhi delle giovani donne di domani, non si premura di porre alla loro attenzione altrettanti esempi di genio, capacità, inventiva e forza femminili. Le grandi figure della storia delle donne sono oscurate, ignote alla massa, la donna torna nell’oscurità, le sue doti, quelle del cervello e della mente, non solo quelle fisiche, inesistenti e di lei, anche alle olimpiadi, si parla solo se fa gossip o se è carina. Che tristezza. 🙁

    Due ultime considerazioni.
    Ho trovato questo tuo articolo molto criptico e se tu non fossi intervenuto a fornire la chiave di lettura a zippole, non avrei saputo cosa pensare … o forse avrei pensato quello che ha espresso Laura, la cui amarezza è stata presa a pretesto per “ramanzina sul metodo” quando ben più chiare ed inequivocabili mancanze di rispetto dei metodi e dell’educazione sono invece, in passato, passate sotto silenzio. Non ammiro le disparità di trattamento, mi trovo più a mio agio dove riscontro uniformità di comportamenti e dove non noto la presenza di figli e figliastre.

    La frase ironica: –
    “Attenzione, cliccando sul cavolo potrà apparire un’immagine offensiva per la vostra sensibilità. Cliccate solo se maggiorenni e sotto la vostra personale responsabilità. MenteCritica non si assume alcuna responsabilità per i turbamenti derivanti dalla visione dell’immagine.”
    che sembra diretta maggiormente al genere femminile, soprattutto per la presenza della parola “turbamento”, cade nell’errore di tentata tutela, protezione del genere femminile stesso e quindi mancanza di vero rispetto paritario. Fu l’atteggiamento paternalistico delle prime leggi che affrontavano il tema dei diritti da concedere alle donne alla metà del 1900 in ambito lavorativo, sociale, politico, ecc.
    Molte partivano dal presupposto di dover operare una tutela delle poveri donne sensibili ed inesperte.
    La frase avrebbe potuto essere meno di bonaria, fraterna tutela, ma più di parità, in questo modo:
    “Attenzione, cliccando sul cavolo potrà apparire un’immagine non indicata ad un pubblico non adulto. Cliccate solo se maggiorenni e sotto la vostra personale responsabilità. MenteCritica non si assume alcuna responsabilità sulle conseguenze generate dalla visione delle immagini in violazione presente avviso.”

    • Chiara di Notte - Klára

      La società, che tante “grazie” pone sotto gli occhi delle giovani donne di domani, non si premura di porre alla loro attenzione altrettanti esempi di genio, capacità, inventiva e forza femminili. Le grandi figure della storia delle donne sono oscurate, ignote alla massa, la donna torna nell’oscurità, le sue doti, quelle del cervello e della mente, non solo quelle fisiche, inesistenti e di lei, anche alle olimpiadi, si parla solo se fa gossip o se è carina. Che tristezza.

      Quoto in particolare questa parte del tuo post. E su tale punto mi trovi perfettamente d’accordo.

  • Fully

    @Monica.
    Mi pare un’ottima analisi di molti luoghi comuni.
    Forse un po’ troppo seriosa (almeno per i miei gusti 🙂 ).
    Comunque i miei complimenti.
    Anche a me, come a Klara, è parso particolarmente interessante quel passaggio sull’assenza di esempi di genio femminile che si offrono alle attuali generazioni. In questo i movimenti femminili dagli Anni Settanta in poi hanno fallito clamorosamente. Sarebbe interessante indagare sul perché.
    Solo per rispondere alla tua ultima osservazione con la tua medesima autoptica precisione, ti invito a considerare che nell’avviso iniziale del post si parlava non a caso di “turbati/e”, dal che può dedursi che il timore di eventuali turbamenti era rivolto ad entrambi i sessi 🙂

    @Laura Costantini
    La tua reazione è ai miei occhi pienamente comprensibile ancorché, a mio avviso, eccessiva. Una reazione del genere è tra quelle che avevo ovviamente preventivato, una di quelle sulle quali avevo cercato di giocare la mia provocazione.
    Tuttavia, mentre una reazione forte era attesa, l’offesa non era certamente voluta o cercata, e questo mi dispiace sul piano personale.

    In ogni caso grazie a voi (e a tutti gli altri) per l’attenzione.

    • Monica

      Mi piace imparare parole nuove:
      Autoptico agg.
      1 TS med., relativo all’autopsia: reperto a.; eseguito tramite autopsia: esame a.
      2 TS filol., di esame di un manoscritto, eseguito direttamente sull’originale

      Bellissima parola.
      Hai ragione quando affermi che nell’avviso iniziale del post “si parlava non a caso di “turbati/e” ma ammetterai anche che nel corso del lungo post il messaggio originale possa perdersi e restare quel costantemente ripetuto “turbamento” che ammetterai oggi si usa per riferirsi ad un sentimento femminile oppure a prendere per i fondelli un uomo. Forse un pareggio potrebbe essere accettabile, o no? 😉

      Per quanto attiene all’uso dell’ironia mi spiace ma riesco ad utilizzarla solo con persone che conosco bene e so capaci di capire tra le righe, di solito evito per non essere fraintesa. Anche il tuo post credo debba far riflettere su quanto dell’aspetto ironico sia stato davvero compreso.

      Come già detto sopra, se non fossi intervenuto a chiarire con zippole, non avrei avuto la chiave di lettura. Non riuscivo ad afferrare il senso.
      Bello saper ammettere i propri limiti. 😉

  • Michail Tal

    Bell’intervento Monica. Sono totalmente daccordo con te.
    In particolare quoto anche:

    “Per quanto riguarda il discorso dell’invidia delle donne nei confronti delle altre donne, personalmente non mi riguarda e lo trovo un altro luogo comune. Ci sono donne invidiose e ci sono uomini invidiosi, spesso l’insicurezza genera questo sentimento.
    Certamente con l’aumentare di immagini rappresentanti un’esigua minoranza di “eccezionalmente belle” (spesso artefatte belle) a rappresentare tutto il genere femminile, posso facilmente comprendere come le giovani possano sempre più sentirsi inadeguate, soffrire di anoressia e di complessi di inferiorità, fino ad arrivare a quel nichilismo di cui parla Galimberti nel suo ultimo libro.”

    E complimenti per il riferimento a Galimberti, autore dalle vedute profonde, mai banale.

    Anch’io credo che la mercificazione dell’immagine femminile non sia un luogo comune ne tantomeno una banalità. E’ un dato di fatto. E’ stata una grande, ma al contempo sottile, sconfitta del femminismo.
    Lo dico con rammarico, perchè non era questo il modello di donna a cui aspiravano le grandi pensatrici femministe e le movimentiste degli anni ’70.

    • Chiara di Notte - Klára

      Ciao Michail.

      Credo che se e’ un luogo comune quello dell’invidia (e poi chi e’ che stabilisce quali siano i luoghi comuni? Esiste forse un “prontuario”?) perche’ non dovrebbe esserlo anche quello sulla mercificazione del corpo femminile?

      Ogni caso e’ a se’, e come non si possono considerare TUTTE le donne invidiose di quelle che loro considerano piu’ carine, neanche si possono considerare “mercificazione della donna” utilizzi d’immagine che hanno presupposti o finalita’ diverse.

      Fully, nel suo articolo, ci ha dato un ottimo esempio.

      Poi tu sai come la penso a riguardo al discorso della mercificazione. Si parla soltanto della mercificazione del corpo o comunque dell’aspetto esteriore di una persona mentre si tende a glissare sull’aspetto interiore.

      Io credo che mercificare “qualcosa” di noi sia quasi fisiologico allorche’ ci sia qualcosa da mercificare. Certo che l’atteggiamento ricorrente di chi non possiede nulla da offrire o comunque ancora non ha scoperto in se’ qualita’ che possano essere oggetto di mercificazione, e’ quello di criticare chi invece ha qualita’ tali da interessare, diciamo, il mercato.

      Che si tratti di un bel culo piuttosto che due begli occhi, piuttosto che il saper cantare bene, piuttosto che la capacita’ di cucinare il pollo alla diavola, concettualmente non c’e’ differenza.

      Pensa che ci sono fior fiore di scrittori che da una parte fanno tanto gli intellettuali progressisti eccetera e dall’altra si fanno pubblicare i libri da case editrici appartenenti a chi (per loro) dovrebbe rappresentare tutto il contrario del loro ideale umano.

      Pecunia non olet. Questo si dice.

      Io non ho mai condiviso questo concetto. Pecunia olet… eccome se olet e di questo ognuno/a dovrebbe far un’autocritica partendo innanzi tutto da se stesso/a.

      Prim’ancora di giudicare chi mercifica il proprio corpo, sotto forma di immagine o altro, dovrebbe pensare a quanto sono mercificate le sue capacita’ intellettuali, il suo cervello.

      Il corpo si lava con un buon sapone profumato. Per il cervello cio’ e’ piu’ difficile.

      • missblue

        “Io credo che mercificare “qualcosa” di noi sia quasi fisiologico allorche’ ci sia qualcosa da mercificare. ”

        Mi trovi daccordo. Succede però, molto spesso, che quelle persone che utilizzano il proprio corpo per lavoro, si fermino solo a quello,
        sorvolando sul fatto di avere anche “altro” da poter sviluppare.
        Nulla di male, ma lo trovo solo un pò triste.

        Credo anche io che quanto ho esposto sopra, non fosse proprio il tipo di libertà per la quale si sono tanto battute le donne negli anni ’70.

        E poi, personalmente, ritengo riduttivo – forse risulterò impopolare- per una ragazza che è, anche, carina far ruotare tutta la sua vita solo intorno a questa immagine.
        Infatti, non c’è dato sapere se la Hunziker di turno legga anche Freud…ma sarebbe bello, da donna, se si preoccupasse di far emergere anche questo aspetto di lei, con lo stesso interesse.

        • Chiara di Notte - Klára

          Infatti, non c’è dato sapere se la Hunziker di turno legga anche Freud…ma sarebbe bello, da donna, se si preoccupasse di far emergere anche questo aspetto di lei, con lo stesso interesse.

          Sinceramente Missblue, il mio pensiero, un po’ pettegolo anzicheno’, e’ che dubito che la hunziker sia tutto il contrario di cio’ che sembra, ma mi pare sbagliato giudicare una persona in base a cio’ che fa (e qui faccio la mia autocritica).
          A volte e’ il mestiere che ti porta ad essere cio’ che non sei.

          Quando ero bambina al mio Paese ogni tanto stazionava una specie di circo. Erano zingari e ricordo che fra i tanti personaggi c’erano due clowns in cui uno faceva la parte dello sciocco. Assumeva persino espressioni da sciocco.

          In seguito, quando sono cresciuta ho avuto modo di conoscere questa persona e’ stata una fra le persone piu’ squisite ed erudite che abbia mai incontrato.

          Spesso, molto spesso, le persone non sono cio’ che sembrano. L’ho imparato quella volta ed il mio lavoro, che mi ha fatto incontrare tanta gente, poi, l’ha confermato. 🙂

  • Monica

    Hai ragione, non era questo il modello di donna a cui aspiravano le grandi pensatrici femministe e le movimentiste degli anni ‘70, il regresso è evidente.
    Come non era questa l’idea degli altrettanto grandi uomini, pensatori, politici, filosofi, che hanno combattuto a fianco delle donne per le stesse battaglie.

    Quello che credo avessero in mente, ma forse è solo quello che ho in mente io, sono un Uomo ed una Donna, fieri, indomiti, orgogliosi, liberi. Esseri capaci di incedere insieme regali, autorevoli e caritatevoli su questa terra. Dei sovrani benevoli e lungimiranti.
    Ce lo vedi un essere fiero e regale nelle vesti della Hunziker?
    I sentimenti che mi ispirano questo genere di immagini non sono di turbamento, né feriscono la mia sensibilità, generano solo tanta tristezza e delusione. Sono immagini di donna che divergono completamente dalla mia visione della donna, e dalla visione della donna che cercherò di trasmettere a mia figlia, a costo di portarla all’estero.
    Al posto di Regine oggi io vedo solo schiave o concubine, al posto del genio vedo la meschinità.
    Provo pena tanto per per gli uomini che perdono così la loro regine come per le donne che accettando di trasformarsi in cortigiane, perdono se stesse.
    Dov’è il Re, dove la Regina.

    Perdona le digressione … 🙁

    • Chiara di Notte - Klára

      Provo pena tanto per per gli uomini che perdono così la loro regine come per le donne che accettando di trasformarsi in cortigiane, perdono se stesse.

      Fino a “perdono se stesse” avrei potuto pensare ad un’opinione condivisibile. Purtroppo per esperienza personale (per cio’ che vale e forse vale solo per me stessa), devo dissentire.

      Non mi pare di aver perso me stessa e non mi sento assolutamente inferiore a chi non si e’ mai trasformata in cortigiana.
      Ammetto di averlo fatto, per lunghi hanni, ma questa la reputo un’esperienza che mi ha arricchita sotto ogni punto di vista. Non ultimo quello umano.

      Scusa se ti chiedo: ma con quella frase hai voluto significare che tu, come donna, ti senti “migliore” di chi e’ o ha fatto la prostituta perche’ ritieni (a differenza di chi ha mercificato il proprio corpo) di non aver perso te stessa?

      Chi lo stabilisce il confine dove perdiamo noi stesse? Ma soprattutto che significa “perdersi”?

      E’ solo la mia visione del problema. Un problema con il quale mi sono scontrata molte volte in Italia con chi attribuiva al sesso, all’erotismo, alla fisicita’ tutta una serie di mali che, personalmente durante la mia vita (e non sono giovanissima) non ho mai riscontrato in nessun Paese nel quale abbia viaggiato o abbia risieduto.

      L’Italia e’ un Paese molto strano in cui il chi si dichiara progressista e liberale a volte combacia con le sue idee con chi, progressista e liberale, non lo e’.

      Una visione progressista e liberale e (se proprio vogliamo aggiungere per chi la pensa come me) atea, almeno secondo il mio punto di vista, non giudicherebbe mai chi mercifica il proprio corpo (e le prostitute lo fanno) con dei termini come “perdere se stesse”. Termini che hanno obiettivamente un’accezione negativa e non neutrale rispetto al problema.

      Con simpatia e senza alcun spirito polemico. 🙂

      • Monica

        Ci sono donne che fanno le prostitute e sono regine e regine che non sono regine affatto, era una metafora da non prendere alla lettera.
        Non ho parlato di prostitute e non le avevo in mente. Credo tu abbia letto nelle mie parole qualcosa di diverso da quello che cercavo di esprimere.
        Lo sapevo che era meglio restare scientifica che lasciarsi andare a pensieri… 😉
        Credo che l’analisi parola per parola di un testo ne snatura spesso il messaggio ed accende polemiche dove forse una lettura complessiva le elimina.
        Comunque provo a spiegarmi meglio. Il perdere se stesse è per me un male generalizzato di chi elide le più parti importanti del se per concentrarsi solo su una.
        Ritengo che le donne abbiano immense capacità e non amo siano racchiuse solo, o forse è meglio dire “prevalentemente”, nell’essere un oggetto sessuale.
        Lo trovo estremamente limitativo. Riguardo al tema della prostituzione non mi sento di entrare nel merito perché ho idee confuse e non mi piace parlare senza aver riflettuto a sufficienza sull’argomento, ma ti posso assicurare che “nel perdere se stesse” avevo in mente più le tante signore bene che vivono in finti matrimoni la cui unica razio è il denaro, o le donne che svelinando in giro aspirano al matrimonio con Totti, che la ragazza che si prostituisce.
        Trovo l’incongruenza e la maschera di perbenismo fastidiose, ma non mi permetto di giudicare neppure loro.
        Spero di essere riuscita a chiarire il mio pensiero e grazie di avermene dato modo.

  • Michail Tal

    Ciao Klara

    No non esiste il prontuario..era solo la mia opinione personale..:-)

    Io non giudico male con chi vende la propria immagine, o il proprio corpo per lavoro, ci mancherebbe, ognuno sbarca il lunario come meglio crede.
    (Il mio metro di giudizio su un lavoro è strettamente personale, e come già ti dissi dipende dal contenuto intellettuale e dalla possibilità di esprimere al meglio le proprie potenzialità.Ma questo è un altro discorso).

    Il fenomeno in questione prorpio questo implica: glissare sull’aspetto interiore di cui parli. E’ questo l’aspetto desolante della cosa.
    Le femministe degli anni 70 hanno combattuto anche per costruire un’immagine di donna nuova, al di fuori di schemi precostituiti (l’angelo del focolare, la cagafigli, la sottomessa…) . Certo oggi è molto meglio di quegli anni, ma la donna resta ingabbiata in clichè molto riduttivi secondo me. E lo si vede dalla pubblicità. Se fossi una donna non sopporterei l’equivalenza femmina = animale erotico sensuale.
    E’ un’immagine ad uso e consumo degli uomini a cui le donne si sono adagiate e che trovo assolutamente svilente.

    Se poi sei cosi figa che c’è qualcuno che ti paga per farti fotografare il culo (mentre tu comunque ti leggi Proust) non c’è nessun problema. Io parlavo del fenomeno sociale, mica me la prendevo con la Hunziker, che probabilmente è una bravissima ragazza, chi lo sa.

    • Chiara di Notte - Klára

      Appunto…

      Solo chi conosce la Hunziker molto bene puo’ sapere se legge Proust o no quando non e’ in studio fotografico.

      Magari ha una sensibilita’, una sagacia, una personalita’ e delle capacita’ strabilianti e viene giudicata solo in base alla rotondita’ del suo posteriore (faccio un esempio citando la Hunziker ma ovviamente non e’ un discorso riferito a lei nello specifico).

      Questo giudicare chi ha un bel culo cretina o comunque inconsistente e vuota a prescindere, mi pare un metodo assai strano per dimostrare di avere una mente critica.

      Per questo a volte, lo posso dire per esperienza personale (altre qui hanno riportato i loro sentimenti personali), molte persone parlano e dicono cose che sembrano avulse da ogni motivazione legata all’invidia ma spesso non e’ cosi’. L’invidia ha una parte preponderante nel comportamento umano e non si puo’ non riconoscere che, chi piu’ chi meno, essa fa parte di noi.

      Quando sento dire “ah io non sono invidioso/a” a me viene in mente il discorso sui puttanieri italici: sono 9 milioni ma in giro non se ne trova uno che ammette di esserlo (a parte Davide, ovviamente) 🙂

      • davide

        Distinta Chiara,

        “”Quando sento dire “ah io non sono invidioso/a” a me viene in mente il discorso sui puttanieri italici: sono 9 milioni ma in giro non se ne trova uno che ammette di esserlo (a parte Davide, ovviamente)””

        Purtroppo siamo una categoria non compresa.

        Ciao

  • Michail Tal

    L’invidia è un sentimento umano naturale. Adeguatamente elaborata e circoscritta puo’ perfino essere un sentimento positivo. Esserne pienamente coscienti ci puo’ aiutare a conoscere noi stessi ed essere obbiettivi in discorsi come questo.
    Prendersela con le veline parlando di costumi è come prendersela coi vigili che fanno le multe applicando le norme comunali. E’ sul piano sociale complessivo che va impostato il discorso.
    Dopodichè ogni persona, ogni donna, è un modo a se’, aldila dei cartelloni pubblicitari. Io lo so. Ma milioni di adolescenti che vengono bombardati dai media che messaggio ricevono?

    • Chiara di Notte - Klára

      Ricevono un messaggio sbagliato… qui in Italia ed anche laddove certe TV diseducative arrivano tramite il satellite. Cio’ e’ evidente.

      Non posso negare che tante ragazze delle mie parti, ma soprattutto nelle zone piu’ povere dei paesi confinanti (Ucraina, Moldovia, Romania) hanno iniziato proprio col “sognare” un certo tipo di mondo sfavillante quell’ecalation che le ha poi portate a percorrere certe strade che di sfavillante non avevano niente.

      I soldi facili fanno gola a tutti/e e non sempre si ha la sensibilita’ (soprattutto a quell’eta’, di “capire” esattamente cosa si sta facendo e dove ci portera’ quella strada. Quando si hanno 18-20 anni le prospettive di vita, le aspirazioni, le illusioni sono tante ed anche esagerate. inoltre si deve considerare che molte di queste ragazze provengono da situazioni d’indigenza che anche per il piu’ precario dei precari italici sono inimmaginabili.

      Alcol, droga, abiezione personale possono essere il punto di arrivo di tanti fallimenti quando si percorrono strade ignote senza esserne consapevoli, ma c’e’ anche chi ha la fortuna di riuscirci ad ottenere una vita “discreta”.

      Monika, piu’ sopra, ha scritto: “Sono immagini di donna che divergono completamente dalla mia visione della donna, e dalla visione della donna che cercherò di trasmettere a mia figlia, a costo di portarla all’estero. ”

      E’ giusto che una madre educhi i propri figli ad avere “valori” positivi o, quanto meno, a non avere valori negativi… quelli che lei ritiene che lo siano, ma non sempre i valori positivi di una madre combaciano con quelli di un’altra madre.

      Ci sono madri che sognano per le loro figlie un futuro da velina, Non importa quanto saranno stupide, l’importante e’ che di fronte al pubblico sappiano muoversi bene. Ci sono madri che per la propria figlia indicano un percorso fatto sempre di prove da superare, cercando d’inculcare in lei che deve essere sempre la migliore in tutto, sport, studio, bellezza. Ci sono madri che, con i loro discorsi, fanno capire che per una donna, piuttosto che sbattersi qua e la’, e’ meglio sposare uno ricco ed appoggiarsi su di lui sfornando dei figli.

      Insomma i valori non sono sempre uguali, e cambiano da persona a persona ma anche e soprattutto in base alle NECESSITA’ del momento. E’ chiaro che in una famiglia ricca i valori spesso saranno diversi da quelli di una famiglia povera, ed in una famiglia ungherese i valori saranno diversi da quelli di una famiglia italiana.

      Quello che posso dire e’ che ciascuna vita e’ a se’ ed i figli non sono un’estensione dei genitori, quindi e’ giusto che prendano la loro strada.
      L’unico valore che insegnerei sarebbe quello di essere “responsabili” ed onesti con loro stessi. Tutto il resto dovrebbe essere affar loro.

  • Michail Tal

    Il perdere se stesse è per me un male generalizzato di chi elide le più parti importanti del se per concentrarsi solo su una.
    Ritengo che le donne abbiano immense capacità e non amo siano racchiuse solo, o forse è meglio dire “prevalentemente”, nell’essere un oggetto sessuale.

    Totalmente daccordo. Splendida sintesi.

    • Chiara di Notte - Klára

      Ovviamente condivido anche io allorquando si e’ racchiuse “prevalentemente” nell’essere un oggetto sessuale.

      Ma le donne, e credo anche quelle che fanno spettacolo, oppure che donano il loro corpo per le immagini, per la pubblicita’, per gli spettacoli o “altro”, non sono solo questo. Ne conosco tante e posso assicurare che non sono solo questo. sono ANCHE questo ma non prevalentemente questo.

      Sono certi uomini che credono che siano prevalentemente solo questo ed e’ contro tale concezione che mi batto da anni.

      Essere una “donna immagine” o se preferisci un termine piu’ abusato una “donna oggetto”, per mestiere, non significa esserlo davvero.
      Un’attrice che recita una parte non e’ davvero il personaggio che interpreta. Questo lo posso affermare perche’ lo so e non per sentito dire.

      E’ vero, la cultura da SEMPRE, cioe’ da quando i kurgan 5 millenni fa fecero pulizia della societa’ matriarcale esistente, dando inizio al cosiddetto “patriarcato secolare”, ha individuato nella donna un ottimo prodotto da “vendere” all’uomo. Sotto ogni forma, dimensione, colore. E’ cosi’ lo sappiamo. Lo abbiamo detto tante volte fino a stancarci.

      Non va bene. Si sa, non va bene ma quelli femministi sono davvero i metodi giusti per opporsi a tale stato di cose?

      Cio ho pensato a lungo e devo dire che ancora ho dei dubbi.

      Sono dell’idea che la donna non sara’ mai se stessa fintanto si opporra’ a quelle che sono le palesi prevaricazioni patriarcali se cerchera’ di utilizzare gli stessi metodi degli uomini. Ci sono altri metodi per ottenere lo scopo.

      Gli uomini non possono fare a meno delle donne. Se potessero le donne non sarebbero “un prodotto”. Sono disposti a pagare, a rovinarsi economicamente, a gettare al vento il lavoro e la loro esistenza per le donne e questo fatto evidenzia la loro grande debolezza.

      C’era, tempo fa, un articolo del Comandante che quasi esortava le donne a “picchiare duro”, a fare come gli uomini, ma ci sono geishe, donne apparentemente sottomesse e disponibili che sono assai piu’ forti e risolute di qualsiasi “celodurista clitoridea”.

      • Michail Tal

        “Ci sono altri metodi per ottenere lo scopo”

        Quali?

        Se ti conosco un minimo mi sa che alludi ad una soluzione stile “Lisistrata” di Aristofane.
        La vedo dura ahime’…il fratello della mia ragazza ha 16 anni e quando esce si deve mettere il repellente per femmine per respirare…:-)
        Le ragazzine di oggi sono molto aggressive sai?

        Quanto ai bisogni secondo me sono reciproci, benchè diversi. Io sono stato “solo” per diversi anni, e non l’ho vissuta con tutto questo disagio. Di contro, alcune mie compagne di liceo e università, alla fine delle loro storie non riuscivano a stare sole per piu di una settimana…ma guarda un po’..:-)

        Mi sembra che una cosa importante che Monica ha sottolineato sia come anche degli uomini nella storia si siano battuti insieme alle donne per cambiare le cose. Questo per dire che i cambiamenti sociali devono essere per forza condivisi per essere durevoli e per incidere nel profondo delle relazioni umane. La sua, e anche la mia, è la visione di un cambiamento condiviso, un cambiare insieme.

        • Chiara di Notte - Klára

          Ho sempre fatto l’esempio di chi per anni e anni ha rubato al prossimo avendo accumulato una grossa fortuna. Poi, quando il prossimo si incazza e dimostra di essere diventato forte tanto da minacciare una ritorsione, propone l’impunita’ par il passato e la “condivisione” per il futuro.

          Personalmente, negli ultimi 3000 anni, non vedo molta “condivisione”. Vedo piuttosto “imposizione”, ma e’ solo un’opinione mia. 🙂

          • Michail Tal

            E sia, ci meritiamo un punizione 🙂

            Secondo me la condivisione fra i generi delle istanze sociali è un grande traguardo di civiltà…e poi quella forza di cui parli non deriva forze da quelle lotte di cui dubiti?

          • Chiara di Notte - Klára

            E sia, ci meritiamo un punizione 🙂

            Secondo me la condivisione fra i generi delle istanze sociali è un grande traguardo di civiltà…e poi quella forza di cui parli non deriva forze da quelle lotte di cui dubiti?

            Che traduttore usi? 🙂

            Comunque e’ vero, sarebbe un grande traguardo se solo fosse riacquistata quella fiducia che, onestamente, non mi sentirei di dare tout court a chi per secoli quella fiducia l’ha sempre bistrattata.

            Ci vorrebbe un forte segnale da parte del genere maschile.
            Solo allorquando nel mondo le donne avranno reali posti di responsabilita’ e non da gregarie, cioe’ solo quando da una parte si abdichera’ unilateralmente per lasciare il posto non piu’ agli “eredi maschi”, sara’ possibile stabilire un dialogo su basi di “condivisione”. Fino a quel momento, cioe’ fino a quando gli uomini saranno arroccati su posizioni di privilegio e potere non vedo perche’ le donne dovrebbero accettare le loro proposte “concilianti” che a tuttoggi mi paiono solo l’ennesimo tentativo per tenerci buone.

            Tu mi dirai che molte cose sono cambiate dai tempi passati. E’ vero, ma e’ ancora troppo poco. Di questo passo ci vorranno ancora tremila anni.

            Tu li aspetteresti 3000 anni se fossi dall’altra parte?

            Per quanto riguarda il tuo paragone con Lisistrata, non e’ quello a cui pensavo. Ti assicuro che una societa’ formata da sole donne funziona benissimo. E’ il contrario che tende ad autodistruggersi.

            Il vendersi, cioe’ il far pagare cio’ che normalmente il maschio tenderebbe a volere gratis, e’ gia’ un primo passo verso l’autonomia economica e verso quel tipo di societa’ utopica dela quale tante volte ho discusso con te e con altri amici di blog. 🙂

          • Michail Tal

            Scusa la mia dislessia…!
            volevo dire:
            …e poi quella forza di cui parli non deriva da quelle lotte di cui dubiti?

            “Il vendersi, cioe’ il far pagare cio’ che normalmente il maschio tenderebbe a volere gratis, e’ gia’ un primo passo verso l’autonomia economica e verso quel tipo di societa’ utopica ”

            Questo è un nodo che non ho mai del tutto compreso nella tua visione.
            Mi spiego: finchè parli di prostituzione come di un lavoro degno come gli altri, se non meglio per certi punti di vista, concordo con alcuni distinguo.
            Ma la frase sopra, che ho letto spesso nel tuo blog, sembra sottendere una visione piu’ generale, molto conflittuale, con la quale non posso che discordare.
            Vorresti dire ad esempio che la mia ragazza è una fessa a far sesso “gratis” con me? TUTTE le donne dovrebbero farsi pagare?
            Spero che non la pensi cosi.

          • Monica

            “Secondo me la condivisione fra i generi delle istanze sociali è un grande traguardo di civiltà…”
            Concordo pienamente.

            I ruoli che uomini e donne stanno perpetuando, ruoli stretti come maglie di un’armatura, non ledono solo il genere femminile, i bambini, gli anziani, i diversamente abili e i GBTL, ma anche gli uomini.

            Accenno solo ad un piccolo esempio reale.
            Dove lavoro il regolamento del personale ha introdotto dei “permessi compensativi” a valere sullo straordinario per esigenze familiari e in generale per la conciliazione lavoro-famiglia.
            Le donne ne possono usufruire con una semplice richiesta, gli uomini devono portare idonea certificazione che attesti che non c’è una donna che se ne possa occupare al posto loro.
            Conclusione: agli uomini è reso più difficile (ai limiti dell’impedito) di avere cura dei propri cari, dei propri figli, dei propri genitori. Gli uomini devono solo ed esclusivamente interessarsi al lavoro, alla carriera e al successo.

            Siamo sicuri che siano più soddisfatti della propria esistenza alla fine del percorso? Siamo proprio sicuri?
            Personalmente nutro dei dubbi. Gli uomini quanto le donne subiscono gli schemi stretti in cui vengono rinchiusi, a modo suo ognuno di noi soffre la prigionia…

  • zippole

    Direi che la maniera in cui è cambiato il modo di affrontare l’argomento nei commenti dimostri l’intima validità del metodo MC. Non ci avrei mai creduto, ben fatta staff 😉

    PS: non sarà mica che alla lunga ci volete far votare il B. eh?? :p

  • Marcoilbuono

    Io ci vedo benissimo anche se non condivido quello che dice Monica, mi devo preoccupare?

    • zippole

      Non condividere una cosa può essere motivo di preoccupazione?
      Comincia a dirci cosa non condividi e perchè, in modo da condividerla con noi 😉

  • Mauro

    Questo è un commento che dovevo mettere su Answers ma che non ci sono riuscito. E’ riferito alla manifestazione in piazza ma ha a che fare con questo argomento.

    Ho talmente letto su questo argomento che tra poco vomiterò. In primis credo che la manifestazione che c’è stata «Se non ora, quando?» sia stata molto manipolata dai poteri forti. Si sa che in tutte le manifestazioni c’è sempre qualcuno che manovra come burattini tutte le persone, basta uno slogan, uno striscione, frasi ad effetto per mobilitare una serie di individui che dell’argomento non sanno praticamente niente. Per capire fondamentalmente il problema bisogna analizzarlo su tutti i punti di vista, non focalizzare su ciò che dice un giornale o una televisione piuttosto che un’altra. Credo che sia stata una scelta sbagliata sia dai poteri forti, sia da coloro che hanno acconsentito la manifestazione, di scegliere quel giorno per andare a manifestare. Quello che è stato creato è stato una divisione tra le donne, piuttosto che un unione, e questo ha fatto sì che ci fossero e che ci siano mille discussioni su questo argomento, il quale, sta diventando un problema etico difficile, a mio parere, da superare. Se fosse stato realizzato in un altro contesto, nel quale non c’era come obiettivo quello di attaccare anche Berlusconi, sicuramente avrebbe unito più persone, invece, ha creato e acuito ancora di più divisioni. Siamo già una società profondamente frammentata, ci manca solo che queste divisioni diventino ancora più nette.
    Ecco la mia opinione su questa diatriba che si sta verificando nel panorama italiano.
    Molti danno la colpa a questa specie di patriarcato maschile diffuso sin dall’antichità, allo strapotere del maschio che ha il potere di influenzare e di ponderare decisioni in grado di strutturare una società nella quale la donna è subordinata all’uomo. Credo prima di tutto che la colpa non è solo del maschio, ma anche di quelle donne che hanno dato spazio alla libertà di creare questo tipo di pubblicità. La mia non vuole essere una critica a chi ha accosentito ciò, ma a coloro che ripetutamente accusano sia i maschi e sia queste donne ad essere state così strumentalizzate. Se una ragazza, una donna si sente così colpita, basta non farsi rappresentare da questo stereotipo femminile che è stato creato.
    Viviamo in una società multiculturale, una società in cui ognuno è libero di respirare e di decidere come vuole, perché fare dell’inutile moralismo?Se una donna ha avuto il dono della bellezza perché non può mostrarlo e farne a scopo di lucro?E’ sempre una qualità che una persona mette a disposizione, come l’intelligenza, la quale, ogni giorno attraverso il lavoro di essa viene venduta. Io sinceramente non ci vedo niente di male, la bellezza delle cose è un qualcosa che ci rende la vita così piacevole. I nostri sensi, che stimolati danno piacere, sono ogni giorno attivati da certe immagini che comunque ci rendono più confortevole la giornata. La visione di certe immagini, aldilà dello scopo commerciale di alcune fotografie, ci danno la possibilità di venire a contatto con forme di arte create dall’uomo per l’uomo. Lo scopo commerciale poi ha quello di creare degli stereotipi di persone che rendono gradevole l’uso dell’oggetto su un corpo piuttosto che su un altro. Fino a quando si rispetta il buon senso(anche se alcuni dicono che è stato superato il limite) che male c’è creare una pubblicità del genere? Chi si metterebbe un reggiseno indossato dalla Iervolino, a chi farebbe piacere avere le mutande che in una pubblicità sono state indossate dalla Gelmini? Io credo che a nessuno piacerebbe, il fatto è che questo tipo di soluzioni sarebbero un danno solo per l’economia e si annullerebbero anche certe forme d’arte. La società poi crea certi artefatti che sono difficili da eliminare. Lo stravolgimento di certi caratteri della cultura creano solo danni e inutili polemiche.Non solo oggi, ma anche nel corso della storia, dall’antica Grecia fino ai giorni nostri, l’immagine del nudo è stata sempre riprodotta, perché attaccarla oggi? Io vedo un po’ anche di eccessivo femminismo, dove le donne attraverso questo vogliono accelerare questa voglia di rivolta contro la subordinazione della donna nei confronti dell’uomo. Più che altro bisognerebbe lavorare cooperando, non creando capri espiatori e accuse futili.
    A me dispiace anche per le donne offese da questo giudizio solo perché magari si prestano a fare certe cose solo perché hanno voglia di farlo e vorrebbero lavorare in un certo modo. Non siamo fortunatamente dei Papa che possono sentenziare in questo modo, ognuno è libero di scegliere di vivere secondo certi valori che ritiene importanti senza ovviamente ledere la dignità e la libertà personale altrui. Non vedo che lesione della dignità ci sia da parte di una ragazza di prestarsi ad un servizio fotografico; ripeto, basta che le donne non si rispecchino in quel tipo di modello. Sento troppo, forse anche voci di corridoio, di donne che vengono premiate solo in base alla propria bellezza. Tutte le imprese che conosco fanno affidamento alle potenzialità di un certo tipo di alcune donne e credo che sia logico anche nel profitto dell’impresa di far lavorare una ragazza usando certe doti che altre. Mi piacerebbe che si evitassero accanimenti di un certo tipo nei confronti di certe ragazze.
    Personalmente un giorno sono stato attaccato da una donna perché facevo un complimento alla Senicar accusandomi che facevo parte di questo sistema brutale in cui viene la donna diventa oggetto. Credo che da parte sua ci sia stata invidia, in quanto un altro mio amico le ha fatto comprendere che il nostro commento era non malizioso e riferito solo alla bellezza della ragazza, senza alludere a riferimenti sessuali.
    Ho letto molti commenti di donne che hanno paura di come vengono veicolati certi tipi di messaggi, di come hanno e avranno paura di educare figli con certi tipi di valori. La risoluzione sta nel fatto di educare i figli con i propri valori, in quanto ognuno è libero di farlo. C’è stata la possibilità di mettere al mondo dei figli, perché non educarli con i nostri valori? Credo che i mali di una società non siano da combattere esternamente, con manifestazioni, con prese di posizione forti, le “rivoluzioni” devono partire dall’interno di noi. Solo noi siamo in grado attraverso le nostre azioni di modificare la realtà sociale, senza travolgerla con inutili prese di posizioni che abbracciano anche la politica; ci deve essere un dialogo intelligente: quello che c’è stato a Matrix ad esempio è stata una discussione nella quale si è cercato di convergere verso una soluzione.

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