Veltroni è un Pessimo Blogger, ma fa il Segretario del PD. Elogio dell’Autocritica

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Veltroni è un Pessimo Blogger, ma fa il Segretario del PD. Elogio dell’Autocritica" è stato scritto da Comandante Nebbia

Chi avesse avuto la ventura di collegarsi ieri pomeriggio sui siti delle principali testate d’informazione italiana le avrebbe trovate dominate dal faccione gommoso di Walter Veltroni e dalle sue roventi dichiarazioni. Finita la vacanza in spiaggia, lasciata la casa al mare, sistemata l’urgente faccenda dell’abbronzatura, parte la grande campagna autunnale. Parole di fuoco. Chi lo conosce sa che, dopo averle pronunciate, per dormire stanotte avrà dovuto prendere le goccine di valeriana.

La destra sta rovinando il paese, è anche responsabile di un vero e proprio “genocidio dei valori”, di “un deserto storico e culturale”, della deriva di una società “egoista e spietata”, L’Italia si renderà conto a breve che sette anni di governo della destra l’hanno ridotta nella condizione drammatica in cui si trova oggi. C’erano i democratici, non la destra, con le prime suffragette; con i braccianti che si battevano per la terra; per far finire una guerra (la seconda mondiale, ndr) che aveva fatto milioni di vittime; a sostenere la battaglia per la chiusura dei manicomi; a lottare per i diritti dei neri d’America; contro l’apartheid. Per stroncare mafia e alla camorra, al governo ci vuole gente che non pensi che i mafiosi sono degli eroi. La destra sta rovinando economicamente, politicamente e moralmente l’Italia. Solo noi possiamo essere l’alternativa nuova di cui il Paese ha bisogno. Dobbiamo saperlo e lavorare perché al tramonto del berlusconismo corrisponda l’alba di una stagione di riforme, di modernizzazione e di moralizzazione della vita pubblica.

Non contenta di aver subito un danno di 8 miliardi di tagli, di aver detto che 87mila precari diventeranno guide turistiche, del ritorno al maestro unico, e del fatto che si ridurrà il tempo di insegnamento, il ministro della Pubblica Istruzione ha annunciato che si ridurranno le ore di studio e le materie da studiare. Il governo della destra sia così accanito: perché per il pensiero della destra, il pensiero di Berlusconi la scuola è la sua televisione, è così che vuole siano formati gli italiani.
In una logica vanamente e unicamente repressiva, che finisce per essere solo oppressiva, si parte dalle impronte ai bambini rom, per arrivare alle celle negli stadi e al carcere per le prostitute e per i loro clienti.

Il dramma di questo Paese è che non ha mai avuto, ad eccezione del primo centrosinistra e del primo governo Prodi, una maggioranza riformista che lo abbia cambiato.

Ho citato pezzi del discorso a caso tratti da varie fonti, disponendoli con l’identico criterio. Quello che ne viene fuori è molto simile a un post di un blogger sfigato che critica Berlusconi ed il berlusconismo. Roba del genere è molto diffusa sulla rete ed è stata largamente presente anche su MC in alcuni articoli (pochi per fortuna) e in tantissimi commenti. Solo affermazioni generiche di critica, nessuna vera proposta, la pretesa di essere migliori per definizione (a livello genetico probabilmente) e la certezza che il paese l’ha rovinato la destra. Non la sinistra, quella no, la destra, la destra soltanto.

A questo punto ci si chiede chi abbia governato fino a ieri l’altro. Quali siano state le sue scelte su mercato del lavoro, politiche sociali, conflitto d’interesse, giustizia e chi più ne ha più ne metta. In fondo non è importante, perché tanto il paese l’ha rovinato la destra. Solo la destra.

Se Veltroni fosse un blogger sarebbe uno della schiera, uno di quelli che per cercarlo nelle classifiche devi arrivare a pagina 30. Starebbe li con i suoi quattro lettori a dirsi che Berlusconi è merda, che la sinistra è superiore geneticamente e che i fascisti sono tutti stronzi. Invece è il segretario del partito democratico e quando scrive un post e lo recita davanti ai microfoni, tutti i giornaloni nazionali lo mettono in prima pagina.

Basta. Veramente basta. Basta con questo modo di fare e di pensare. L’attuale situazione politica e sociale italiana è colpa di tutti noi indistintamente. Alcuni hanno lavorato per rubare, scannare, occupare posizioni di potere, spartirsi bottini, trombare veline. Altri hanno lasciato fare per pigrizia, perché il problema non li toccava direttamente, perché si sentivano superiori culturalmente quindi attendevano che la bufera passasse senza sporcarsi le mani. Poi ci sono stati “almeno tolgono qualche negro dalle strade” e “un contratto a progetto è meglio di niente“. Altri ancora hanno guardato fare perché pur desiderando fare le stesse cose non avevano mai avuto il coraggio di farlo e godevano ad impersonarsi nelle gesta degli stupratori del paese. Altri, infine, e secondo me sono i peggiori, hanno lasciato fare perché sapevano che nel corso del grande banchetto dal tavolo sarebbe caduto qualche ossicino da sgranocchiare e dei bei pezzettoni di pane appena smangiucchiati ai quali attaccarsi voracemente. Gli scarafaggi.

Il paese è degenerato integralmente e in solido. L’attuale classe politica ne è la precisa rappresentazione. Se una parte politica volesse ripartire e proporsi come innovativa e rivoluzionaria dovrebbe iniziare da una feroce autocritica che sarebbe il primo, vero e importante segno di rinnovamento. Fino a quando rimaniamo al “sono stati loro”, è solo fuffa.

In quanto a noi, alla piccola realtà di MC, io che sono il promotore di questo sito, faccio la mia personale autocritica. Una serie di vicende personali, il periodo estivo e il desiderio di vedere se la creatura fosse in grado di andare avanti da sola senza guida hanno fatto in modo tale che la “direzione” del dibattito si sviluppasse in maniera autonoma e incontrollata.
Questo ha condotto a momenti di luce e momenti di ombra. Genialità e qualunquismo si sono alternate su queste pagine in una sorta di balletto schizofrenico dove ho avuto modo di leggere offese gratuite, critiche all’aspetto delle persone, ma anche pensieri delicati e profondi.

MC è il mio modo per dimostrare che si può ripartire da soli ed essere cittadini migliori dicendo ciò che si pensa e confrontandosi lealmente con gli avversari senza mai usare gli stessi sistemi. Insieme ai miei ragazzi cercheremo di fare in modo che le cose siano e rimangano così. Questo vuol dire un lavoro più duro, forse meno proposte al giorno e magari meno giorni con proposte. Questo, però, dovrebbe lasciare spazio a chi ha qualcosa di nuovo, di forte e di bello da dire.
Vi aspettiamo, maledizione, vi aspettiamo. Abbiamo bisogno di leggervi per credere che sia possibile cambiare. Vi aspettiamo.

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