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Vacanze Trevigiane (Treviso a Cattivo Gioco)

7 ottobre, 2008 di diabolicomarco  
Archiviato in Caffè nel Deserto, Strange Days



Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un’idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un’impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da tutti quelli che erano con me, sicuramente.

In una calda notte di settembre mi sono trovato a passeggiare per le strade semi deserte di una città ordinata e piacevole. Ho notato subito la pulizia delle strade e dei molti fiumi e canali che l’attraversano. Fino alla piazza centrale gli unici rumori erano prodotti da noi, branco di romani in cerca di un bar per brindare alla salute del nostro amico di una vita, scapolo per l’ultima notte.

Parcheggiamo a ridosso dell’area pedonale del centro davanti alla vetrina di un’armeria. La nostra attenzione è immediatamente focalizzata sul sogno di ogni giocatore di ruolo: uno spadone con l’elsa intarsiata e una lama di un metro e mezzo o forse più. Solo dopo noto un adesivo sul vetro. Una signora di mezza età con tailleur e capelli perfettamente phonati è ripresa nell’atto estrarre uno spray antiaggressione dalla sua borsetta.

foto di marcella bona

foto di marcella bona

Lo sceriffo e i saloon

Mentre ci incamminiamo verso la Piazza dei Signori mi ricordano che questa è la città di Gentilini o meglio la città che ha eletto come sindaco per due mandati Gentilini e che, quando non è più stato possibile rieleggerlo, l’ha nominato vice-sindaco o “prosindaco”. Cosa vuol dire me lo sono chiesto solo in seguito.
Procediamo verso la Piazza dei Signori. Ci sono un paio di bar affollati e mondani. Proprio dietro alla torre una vineria dall’aspetto più invitante. Gli ombrelloni esterni erano già chiusi, come i tavoli e le sedie che già erano stati accatastati sotto i portici. Era da poco passata l’una e mezza.
L’oste vorrebbe cacciarci ma un po’ perché siamo una decina e son sempre soldi un po’ perché siamo qui per una specie di addio al celibato ci serve e brindiamo, fuori, in piedi.
Qualcuno ordina presto un altro giro. L’oste improvvisamente cambia di espressione al primo rintocco del campanile che segnava lo scoccare delle due. Se vogliamo qualcosa dobbiamo ordinarlo (e berlo) in fretta! Ce l’ha detto quasi bisbigliando come se chissà chi potesse sentirci. Avrebbe potuto benissimo essere una scena di qualche film horror di serie B: il suono delle campane indicava chiaramente che bisognava rintanarsi in casa e l’oste non voleva rischiare la pelle per colpa di una decina di forestieri. Stare fuori è pericoloso, lui glielo aveva detto! Se loro non volevano ascoltarlo pazienza, lui doveva mettersi in salvo. Gentilmente ma con fermezza ci requisisce i bicchieri e spegne le luci.
Leggendo il giornale locale, qualche giorno dopo, ho capito il perché di tanta fretta. Proprio il giorno successivo la polizia avrebbe effettuato controlli a tappeto su tutti i bar della piazza per verificare il rispetto delle regole. Alle due di notte, il sabato, la gente per bene sta a casa a dormire.

foto di simonecasadei

foto di simonecasadei

Mentre passeggiavo sentivo crescere un senso di inquietudine. Proprio non riuscivo a capire il nesso tra la bellezza di alcuni scorci e il marcio di certe affermazioni. Perché è sicuramente sbagliato giudicare un’intera città in base alle azioni di una sola persona ma in questo caso sembra proprio che una fetta consistente degli abitanti di questa città si identifichi nel suo sceriffo.  Non riesco a credere che chi abita quelle piccole terrazze e quei giardini affacciati sui fiumi trasparenti possa coltivare fioriere gonfie di colori e allo stesso tempo un odio così bestiale nei confronti di tutto ciò che può essere definito “altro”.

Pulizia etnico-avicol-cinofila

Dettaglio: lungo tutti i cornicioni dei lunghi aghi anti piccione. Sotto i portici delle reti. Ingenuamente penso che un piccione possa accorgersi del pericolo e che di fatto questi non siano che un deterrente. Evidentemente penso ad alta voce. Qualcuno mi riporta bruscamente alla realtà: “a’ da’ vedè come ce se ‘nfirzano certi. Uno spettacolo veramente macabro, ce stanno pure a Roma ’sti cosi…”
Ci sono, certamente. Ciò che mi colpisce qui è la metodicità, sono ovunque. Anche dove – mi sembra – un uccello non riuscirebbe a posarsi.

foto di occhichiusi

foto di occhichiusi

Dal mezzo delle fronde di un salice che accarezza il pelo dell’acqua emerge uno splendido cigno bianco. “La madre di Kyashan“, dice qualcuno e mi viene da ridere. Poi leggo un cartello “Vietato nutrire cigni e colombi”. Perché mai? Cosa c’è di più bello, specie per un bambino? Mi raccontano altri aneddoti su Gentilini, su Gentilini e gli animali e mi rendo conto che la realtà supera ogni mia fantasia.

A quanto pare i cigni rappresenterebbero un grave problema per la città e sarebbe necessario sterminarli. A colpi di fucile, mi hanno detto ma non ho trovato conferme scritte. Fossero stati veramente 700 in città come diceva lui avrei anche capito. Ma… a fucilate? (secondo l’ENPA erano 350 lungo tutto il corso del fiume, comunque).

Altro grande problema della città sono i cani. Gentilini non solo ha messo al bando i cani stranieri (“Dobbiamo dire no, invece a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell’ecoflora nostrana e del nostro ambiente“) ma ha condotto anche una feroce battaglia con i proprietari di cani che si ostinavano a volerli portare a passeggio per le – pulitissime – strade del centro. All’inizio ho continuato a ridere. Poi un velo di tristezza mi è calato addosso.  Ho continuato a guardare in silenzio il cigno-androide che si allontanava.

foto di SerialK

foto di serialk

Ordine e disciplina

Continuavo a non capire cosa ci fosse di “sbagliato” in quella città così piacevole e così, indubbiamente, ben amministrata. Mentre percorrevo quelle strade mi resi conto che il mio è un disagio personale. Provavo lo stesso imbarazzo di quando, da ragazzino, andavo a casa di alcuni amici i cui genitori tenevano candidi teli o rivestimenti di cellophane sulle poltrone e io ero costretto a sedere sul bordo con il terrore di sporcarli o sciuparli. Anche quando mi offrivano dolci o altre delizie non riuscivo a gustarmele, ero sempre in tensione. In particolare, in una di quelle case, c’erano così tanti soprammobili in cristallo che avevo anche paura di respirare. Non era un’esagerazione, evidentemente. In quel salotto le finestre erano sempre chiuse e i divani inaccessibili a noi ragazzi. Tutto era sempre perfettamente pulito e in ordine e l’aria irrespirabile. Sedevamo accanto al pianoforte su degli sgabelli costantemente monitorati dallo sguardo attento e severo di sua madre che mai e poi mai avrebbe permesso a noi “ragazzi” di godere della morbidezza di quei cuscini. A che serve avere tanto se non si può godere di nulla? Non era una casa ma un museo dove tutto è bello ma inaccessibile, dove c’è tutto ma non si può usare niente.

foto di bentegazza

In una piazza candida e illuminata a giorno girano lente le pale di un mulino. Seduto su una panchina alzo gli occhi e conto sei, sette, una decina di telecamere che scrutano ogni angolo, anche il più remoto. Inconsciamente scivolo fino al bordo della seduta e mentre sono lì, scomodo, verifico di non aver sciupato nulla.
Bella Treviso, però adesso torniamo a casa.

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Comments

89 Risposte a “Vacanze Trevigiane (Treviso a Cattivo Gioco)”
  1. Doxaliber scrive:

    Treviso è davvero una bella città, forse una delle più belle città venete, anche se probabilmente è anche una delle più sconosciute. Peccato per tutto il resto. :-(

  2. Simone scrive:

    L’impressione è che sei più tu quello negativo e che cerca il marcio per il gusto di dire che in certi posti si vive male. Lamentarsi perché una città è pulita e in ordine mi pare il colmo, mentre i cigni credo che non vadano nutriti per motivi ecologici. Non è che c’è qualcuno malvagio dietro che si diverte a vederli schiattare.

    Simone

  3. simona_rm scrive:

    ” (”Dobbiamo dire no, invece a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell’ecoflora nostrana e del nostro ambiente“)”
    :lol:
    i cani stranieri!!!!!
    maledetti chow chow che abbaiano in mongolo!
    orrendi setter irlandesi che camminano contromano!
    e quei mostruosi pastori tedeschi che si credono chissachì!

    Grande Marco! Ho capito perfettamente cosa intendi…..da bambina mia mamma aveva il mito della “casa museo”: il soggiorno era zona off-limits, se invitavo qualcuno dovevo stare in cameretta, al massimo in cucina. In soggiorno non ci andavamo mai neanche noi, solo se si invitava qualcuno a cena: una stanza inutile, inutilmente pulita.

    Comprendo anche il disagio di ristrovarsi in una città ordinata in maniera “artificiosa”….ti sei pulito le scarpe sullo zerbino municipale prima di entrare in Treviso? ;)
    Bentornato a casa.

    • diabolicoMarco scrive:

      La mia è tutta invidia. Quanto mi piacerebbe che Roma fosse un po’ più pulita! Non dico pulitissima. Una via di mezzo, insomma.

      • simona_rm scrive:

        roma -igienicamente parlando- fa assolutamente schifo. Ci sono interi quartieri dove l’odere della c… di cane predomoina sullo smog.
        Davanti casa mia hanno piazzato 2 cassonetti che ci hanno portato dei topoloni in giardino! E i vicini ci scaricano qualunque cosa: dai pc rotti ai materassi!!!! Io cazzio continuamente i ragazzi della pizzeria che ci buttano quintali di vaschette di plastica, che invece dovrebbero depositare nel cassonetto apposito, 30m più in là….ma non gli va! (prima o poi nel cassonetto ci trovano me, assassinata con una pala per pizze!)
        L’umana inciviltà è il problema di Roma, non sono convinta si combatta con l’inquisizione alla Gentilini.

        L’anno scorso sono stata a Torino. Mi sono meravigliata della pulizia della città e della civiltà innata nelle persone! I commercianti non hanno paura dei controlli municipali e non ci sono telecamere ovunque. Mi sono sentita in Europa e mi sono sentita un’italiana inferiore. Ecco, Roma mi piacerebbe più prossima a Torino.

        • fabio scrive:

          d’accordo Roma e’ zozza e molti romani sono provinciali ,superficiali e indolenti. Pensano che la romanita’ si esprima con atteggiamenti eccessivi e trasgresivi…. (sono Romanissimo)… che tutti gli altri diano l’esempio, ogni giorno.

          Brava Simona

          • Pierluigi scrive:

            2 considerazioni su questo bell’articolo:

            1) è vero che noi del centro sud spesso ignoriamo anche l’esistenza di città del nord bellissime, o sappiamo che esistono ma pensiamo siano del tutto insignificanti, invece sono bellissime, vedi (in Lombardia, io vivo a Milano) Pavia, Bergamo alta, Crema, etc.

            2) secondo me è poco produttivo il dibattito se Gentilini sia un grande sindaco o un pessimo sindaco, a seconda delle posizioni politiche di ciascuno.
            Lui è uno che vuole davvero amministrare la sua città, come ad es. anche De Luca Salerno e sempre più sindaci sia al nord che al sud, mentre il costume italico, specie fino a qualche decennio fa, era quello del vivi e lascia vivere, del fare politica, anche locale, all’insegna dell’inciucio, non dell’amministrazione della città.
            Ciò non toglie che secondo me si possa, e si debba, amministrare bene senza prendersela con gli immigrati, senza affamare i cigni, deportare i pastori tedeschi e infilzare i colombi…

  4. psc scrive:

    ragazzi, scusatemi
    ma ho bisogno di una mano:

    sto affogando nella retorica di questo pezzo,
    mi aiutate a uscire?

  5. Adetrax scrive:

    Bell’articolo, tuttavia ci sono anche le posizioni opposte.

    Perchè non pensate invece che c’è gente che sta male se vede le cose come sono in altre città ?

    C’è sicuramente una differenza fra l’avere delle regole e il non averle, ora capisco che chi nota certe cose può sentirsi a disagio, mentre per altri rappresenta un’ideale di vita.

    Fra l’altro mi ricordo che nella puntata del 2 ottobre di Anno Zero, il sindaco Tosi ha evidenziato che in una classifica delle città italiane ritenute più accoglienti per gli immigrati, Treviso è risultata credo in seconda posizione e questo perchè limitando al massimo gli ingressi e ponendo dei paletti molto chiari, si migliorano le condizioni generali di vita.

    Eh si, perchè gli immigrati neri del Commonwealth, in particolare quelli di lingua inglese, hanno certe esigenze ormai e si trovano particolarmente a disagio in certi ambienti un po’ troppo italiani.

    In ogni caso per quanto mi riguarda è bene che tale città rimanga semi-sconosciuta, scambi eccessivi di persone non sono mai una cosa positiva.

    • diabolicoMarco scrive:

      Fra l’altro mi ricordo che nella puntata del 2 ottobre di Anno Zero, il sindaco Tosi ha evidenziato che in una classifica delle città italiane ritenute più accoglienti per gli immigrati, Treviso è risultata credo in seconda posizione e questo perchè limitando al massimo gli ingressi e ponendo dei paletti molto chiari, si migliorano le condizioni generali di vita.

      Tosi è sindaco di Verona, non Treviso. A parte questa imprecisione e la mia naturale diffidenza verso certi tipi di classifiche sono comunque convinto che per gli immigrati integrati le cose possano andare molto bene anche a Treviso. O forse più a Treviso che a Roma.

      Come i terroni di una volta capita anche oggi che coloro che sono più intolleranti verso i “nuovi” venuti sono proprio quelli che sono arrivati per penultimi, non ti sembra?

      • Adetrax scrive:

        Tosi è sindaco di Verona, non Treviso.

        Era sottointeso, avendo visto l’intera puntata di Anno Zero e avendo approfondito il tema Gentilini ;-) in realtà volevo scrivere “il sindaco leghista Tosi” poi ho pensato che leghista poteva essere una parola eccessiva e allora l’ho evitata, a scapito della comprensione ovviamente (purtroppo avevo parecchia fretta).

        Come i terroni di una volta capita anche oggi che coloro che sono più intolleranti verso i “nuovi” venuti sono proprio quelli che sono arrivati per penultimi, non ti sembra?

        Si, questo è un ragionamento interessante, a dire il vero l’ho osservato in parecchie parti del mondo indipendentemente dalla nazionalità e dalla razza; la reazione non è infondata dato che chi ha visto la differenza non torna facilmente indietro e logicamente è prevenuto verso chiunque mostri propensione a peggiorare le cose per renderle simili alla situazione in cui era prima, una sorta di “Not in my backyard” allargato.

        In ogni caso anche questa è solo una piccolissima parte della complessa realtà in cui viviamo.

        Sul possibile senso di disagio la descrizione data è perfetta (l’ho provato anch’io qualche volta anche se in maniera molto blanda); dopo averci pensato, sono arrivato alla conclusione che, personalmente, una città iperpulita in cui i bar e i locali chiudessero fra le 23.59 e le 02.00 del mattino non mi metterebbe per niente a disagio, anzi.

        Certo, come è stato detto, sarebbe auspicabile una via di mezzo, dando un “colpo al cerchio e un colpo alla botte” come si suol dire, però pare che le vie di mezzo, magari tendenti più al pulito e all’ordine che allo sporco e al caos, siano difficili da percorrere.

        P.S.
        L’articolo mi è piaciuto.

        • diabolicoMarco scrive:

          una sorta di “Not in my backyard” allargato

          Esattamente.
          La questione ruota intorno al valore che diamo ai vari aspetti della nostra vita quotidiana e quali mezzi riteniamo validi per ottenere il nostro scopo.
          Le dichiarazioni di Gentilini, quelle che fanno notizia, sono ingiustificabili. Se però gli diamo una bella “limata” allora possiamo ottenere una dichiarazione accettabile e, probabilmente, largamente condivisa dalla maggior parte dei Trevigiani (e assolutamente condivisibile da chiunque altro).

          P.S.

          L’articolo mi è piaciuto.

          Mi fa piacere. Ma anche se non ti fosse piaciuto non sarebbe stato un problema sa’ !

  6. fabio scrive:

    Forse il problema degli extracomunitari e’ la punta di un iceberg. Tanti o pochi che siano non importa, quando le posizioni del sindaco sono di intolleranza addirittura sui cani…..La convivenza urbana e’ civilta’ e la civilta’ e’ tolleranza….chi non rispetta sbaglia, sia che si manchi di rispetto sporcando, sia che si manchi di rispetto con atteggiamenti intolleranti e fobici.
    Nel dire: “effettivamente gli stranieri sono troppi” si rischia di avallare le tesi piu’ estreme anche se si e’ in buona fede. Non so se avete visto Londra…..o New york….quanti sono in giro gli Inglesi o gli Americani “puri”?

    • diabolicoMarco scrive:

      Come diceva anche Simona più su in molte zone di Roma la puzza di merda di cane che si trova copiosa sui marciapiedi ti farebbe voglia di istituire la legge marziale. Per i padroni, non certo per i cani.

      per quanto mi riguarda è bene che tale città rimanga semi-sconosciuta, scambi eccessivi di persone non sono mai una cosa positiva.

      Anche a me ha colpito molto questa affermazione che per molti versi racchiude l’ambiguità di quel modo di concepire la propria città e quindi la vita che ho cercato di descrivere nel pezzo.
      Il giorno seguente sono stato a Venezia. Ho dovuto constatare che Treviso è molto più bella di Venezia in quanto più curata, meno invasa dai turisti che ne hanno deturpato -inevitabilmente- l’aspetto e la sostanza. Però… si può pensare di chiudere le porte della città e lasciare il mondo fuori? Non dico se questo sia giusto o meno. Mi chiedo se sia possibile.

    • Adetrax scrive:

      Non so se avete visto Londra…..o New york….quanti sono in giro gli Inglesi o gli Americani “puri”?

      Infatti, due ottime città veramente sicure e soprattutto appartenenti a nazioni a misura d’uomo, due vere città di babele.

      • diabolicoMarco scrive:

        Non è che puoi paragonare una città di provincia con Londra o New York! In realtà una situazione come quella che si può trovare in una città come Treviso non si può confrontare nemmeno con Roma, che pure è una capitale piuttosto provinciale. E’ una questione di numeri.
        Mi sembra tuttavia che una realtà come quella di Treviso sia molto più “autenticamente italiana”.

  7. bentegazza scrive:

    Sono contento per la mia foto pubblicata, sono un Trevigiano doc e amo molto la mia città.
    Gentilini ha il difetto di esprimere la propria opinione (e quella di molti trevigiani, ma non tutti) in modo decisamente eccessivo, ma il modo migliore per giudicare un politico non è tanto quello di soppesare le parole che dice ma di andare a guardare in concreto i risultati ottenuti.

    • Francesca scrive:

      Mah…quando uno incita all’odio razziale forse è meglio che vada in pensione o che beva meno (o magari entrambe le cose).
      Le cose che ha detto sono gravissime e per fortuna qualciuno stavolta se n’è accorto.

    • Iniquo scrive:

      I risultati ottenuti sono che a Treviso si combattono i morti di fame ma si lasciano in pace gli sfruttatori.
      Le parole di Gentilini no sono eccessive, sono reato.
      Di conseguenza se maggior parte dei trevigiani la pensa come lui si può considerare Treviso una città abitata prevalentemente da delinquenti nazisti.

      • diabolicoMarco scrive:

        Di conseguenza se maggior parte dei trevigiani la pensa come lui si può considerare Treviso una città abitata prevalentemente da delinquenti nazisti.

        Chiaro che si possono imputare a Gentilini la responsabilità delle sue (gravi) affermazioni. Ma trasferire queste colpe su buona parte di una città non ti sembra un po’ eccessivo? Come dire: il sindaco della tua città si ubriaca quindi voi siete tutti ubriaconi, il sindaco della mia città ruba quindi siamo tutti ladri. Mah

    • simona_rm scrive:

      bella foto veramente.

      ps: secondo me, Gentilini ha il difetto…di esistere. (senza rancore ;) )

    • diabolicoMarco scrive:

      Le tue foto sono molto belle. Ho scelto questa perché mi sono fermato nello stesso punto e ho goduto della stessa vista, anche se era già notte e l’Ombralonga era presente solo nei racconti di chi ci era stato.
      Anche se da questo pezzo potrebbe non sembrare a me Treviso è piaciuta molto! Ho anche toccato con mano i risultati di una gestione amministrativa indubbiamente efficiente.
      Personalmente non riuscirei a prescindere da certe dichiarazioni e non credo che riuscirei a votare o comunque a sostenere una persona che le pronuncia, nemmeno sapendo che è un ottimo amministratore. Una questione ideologica, di principio, lo so, un mio limite.
      Ricopio qui quello che ho scritto in redazione quando ho proposto questo mio pezzo:

      cosa mi aspetto ? Magari che un trevigiano (o si dice trevisano?) arrivi e mi dica: tu della mia città non hai capito un cazzo.

      • Francesca scrive:

        Personalmente non riuscirei a prescindere da certe dichiarazioni e non credo che riuscirei a votare o comunque a sostenere una persona che le pronuncia, nemmeno sapendo che è un ottimo amministratore. Una questione ideologica, di principio, lo so, un mio limite.

        Secondo me non è affatto un limite.
        Ci sono cose davvero imprescindibili e affermazioni naziste e razziste lo sono ancora per qualcuno, per fortuna.

        Ps. l’hai trovato quello che te lo ha detto! :mrgreen:

  8. Francesca scrive:

    Mah…secondo me la via di mezzo è sempre la più corretta.
    E’ chiaro che un “forestiero” nota certe cose ormai diventate abitudinarie nel cittadino che la città la vive tutti i giorni.
    Però ragazzi la città è fatta per vivere!In modo civile, certo, ma è fatta per socializzare, per divertirsi, per camminare, per chiaccherare con amici…
    Qui sembra che parliamo di una città fantasma che si spegne col tramonto.
    A me pare un pò esagerato ma considerando che è la città di Gentilini, non mi scandalizza nemmeno un pò.

    • diabolicoMarco scrive:

      La via di mezzo in teoria è l’ideale, siamo tutti d’accordo.
      Però in pratica quando devi gestire una città e tenerne pulite strade e muri come fai?

      • Francesca scrive:

        Non credo che il problema siano solo le strade e i muri puliti.
        Anche perchè per questo la soluzione è multe salate: in diverse città è servito e parecchio. Abbinando sempre una buona educazione civica altrimenti è un palliativo.
        Credo che le repressione svuoti le strade e non faccia vivere la città da parte dei cittadini.
        E’ un diritto pure questo mi pare.

        • diabolicomarco scrive:

          Certo, il problema delle strade pulite è il problema minore.
          Proprio per questo però se non si riesce a risolvere questo come si possono risolvere gli altri?

          • Francesca scrive:

            Non bisogna guardare gli altri paesi, si dice, ma dalla mia esperienza all’estero ho potuto constatare che l’educazione su come si vive la città (e non solo) è basata su una ferrea (auto)disciplina. Senza di quella non si raggiunge nessuno scopo.
            E su questo noi italiani siamo duri…

  9. drugo scrive:

    vivo 15 km da treviso. E provo la stessa identica sensazione. L’unica cosa che faccio è scoreggiare liberamente, per pura necessità fisiologica. Per il resto, molti provano la stessa sensazione senza dovre per forza tirare in ballo la retorica.

    Tra l’altro mi spiace che per una serata andata male tu l’abbia buttata così in vacca. Ti spostavi in zona industriale e potevi godere di un pò di produzione di divertimento bandita in centro-città. Musica, troie, alcool, droga e fichette in tiro.

    • Francesca scrive:

      maronna…da un eccesso all’altro.
      e poi retorica decchè?
      E’ possibile che uno non possa esprimere le proprie sensazioni nel deserto emozionale nel quale stiamo respirando?Boh…

      • drugo scrive:

        retorica perché mi sembra un pezzo costruito su stereotipi. La Mente Critica mi sembra un pò ottenebrata dall’effettovetrina. Treviso è una città di 80 mila persone. Non una vetrina. Per i resto qualche cosa l’ha colta, anche se neppure il divieto di sputare cicche per terra è poi così rispettato. In India la legge vieta di baciare la propria donna in pubblico e non mi sembra che tutti si gettino a giudicare gli indiani come dei fascisti malati di ordine e disciplina…

        • Francesca scrive:

          Bhè..forse perchè non hanno uno come Gentilini vice sindaco! :mrgreen:

          • drugo scrive:

            ti giuro che Gentilini in osteria è uno spasso, peccato che governi la città e gli permettano di parlare. In fondo sono come lui, io. Lo bandirei dalla vita pubblica perché mi sta sulle palle come politico. Come ubriacone invece è tutto il contrario.

            • Francesca scrive:

              me l’immagino lo spasso!se non c’è nessuno da denigrare e offendere diventa una serata noiosa, no?
              La lega pensa che la politica sia come la sagra della cipolla e del novello coi marroni.

              In bocca al lupo ai vostri fegati!

        • diabolicoMarco scrive:

          Il discorso sulla retorica non lo capisco poi molto, non ho tesi da proporre o teorie da dimostrare. Non ho mai nascosto, anzi l’ho sottolineato più volte, che io di Treviso non so nulla.
          E’ naturale farsi un’idea di un posto, anche solo dopo averlo visto per un paio d’ore soltanto. E’ inevitabile dare un giudizio. Non pretendo che la mia idea e il mio giudizio siano corretti anzi sono certo che sono molto fallaci. Per questo ne parlo.

          La Mente Critica mi sembra un pò ottenebrata dall’effettovetrina.

          Sono una Mente Critica ancora imperfetta, per me non avere questioni di principio è un obiettivo, non ancora una realtà.

    • simona_rm scrive:

      “Tra l’altro mi spiace che per una serata andata male tu l’abbia buttata così in vacca. Ti spostavi in zona industriale e potevi godere di un pò di produzione di divertimento bandita in centro-città. Musica, troie, alcool, droga e fichette in tiro.”

      ecco, appunto.
      Quindi riconosci che l’ordine del centro-città è pura apparenza? Mentre in centro scende una sensazione di coprifuoco, la “città” si svolge altrove. Il disagio esposto è tutto qui: nella sensazione che questo ordine sia un artificio, che bene fa alle coscienze e all’immagine della Lega, ma poco a che vedere con l’ordinarietà di un centro città. Senza retorica.

      • drugo scrive:

        apparenza un cavolo, il centro di treviso è sempre pieno di gente il sabato e la domenica, la città è vissuta a suo modo. Diciamo che c’è una perfetta suddivisione della fruizione dello spazio pubblico. La piazza per le vasche pomeridiane agli adolescenti e alle famigliole, i locali per le ’serate in compagnia’ alle zone industriali. Un città bisogna conoscerla, non puoi pretendere di trovare ‘la tua città’ dappertutto.

        • diabolicoMarco scrive:

          Penso che il centro di ogni città sia dedicato alle vasche pomeridiane, non ci vedo nulla di eccezionale.

          Mi hanno detto che la zona attorno alla stazione è “riservata” allo spaccio, alle donnacce e alla gentaccia in genere. Confermi?
          Anche questo è abbastanza comune. E’ naturale che ci siano delle zone di tolleranza. Meno normale se sono “ghetti”.

        • Francesca scrive:

          A Bologna ci sono posti per “serate in compagnia” sia nelle zone industriali che in centro città e non ci vedo nulla di strano.
          Non saremo perfetti come i trevigiani ma non abitiamo certo nel far-west.
          Chi non ha la macchina non può raggiungere le zona industriali di notte e quindi gli tocca stare a casa.

          Boh…io la vedo un pò ipocrita come soluzione e che spinga la gente a rimanere a casa la sera.

        • simona_rm scrive:

          Grazie, bella cartolina. Saresti un ottimo tour operator.

          se questo sono costretta a correggerti:
          “non puoi pretendere di trovare ‘la tua città’ dappertutto.”
          quello che non cerco quando sono altrove, è proprio la mia città.
          bye

      • Francesca scrive:

        la Simo, da applausi!

    • diabolicoMarco scrive:

      Quindi vuoi dire che ho semplicemente scelto la guida sbagliata? Può darsi. Sai qual’è il problema? che ero con dei veneziani.
      Comunque la serata non è andata affatto male. La passeggiata è stata molto gradevole ed è venuta dopo una cena durante la quale ho bevuto un pinot grigio locale veramente ottimo.

  10. Sara scrive:

    Treviso a cattivo gioco è veramente orribile!!!
    Ma sto continuando a sogghignare ininterrottamente…

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  1. [...] un post su MenteCritica, dove si parla di Treviso, della sua pulizia, dell’ordine imperante, della sua bellezza [...]



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