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Orgoglio

16 giugno, 2007 - 13:49 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti




Condividi Orgoglio. marco il buono ti ringrazia.
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Oggi per le strade di Roma sarà possibile vedere una quarantina di carri allegorici, tra i cento e i duecentomila partecipanti, 220 pullman arriveranno da tutta Italia, 50 associazioni, per chi gradisce una macchina gigante per le bolle di sapone e per i più fortunati 3000 preservativi da usare possibilmente non per fare gavettoni.




pride20041.jpg

Queste sono alcune delle cifre della manifestazione; poi ci sono aspetti politici: l’adesione del governo in carica, anzi no, anzi si ma con sobrietà, insomma una specie di visita mordi e fuggi.
Poi ci sono le battutacce dei politici del partito con più pregiudicati (per chi non lo sapesse è l’UDC), e per non farci mancare niente ci sono i manifesti di Forza Nuova (no more gay, niente più froci).
Questo più o meno è quello che vi diranno i mass-media, frasi condite da immagini che ben conoscete, drag queen, drag king (donnoni vestiti da uomini), lustrini, eccessi, seni finti e chiappe sode al vento, ragazzi bellissimi e muscolosissimi che noi maschietti guarderemo con invidia e voi femminucce guarderete con ingordigia, e le immancabili ragazze folgoranti, quelle che ti tolgono il fiato e che ti fanno chiedere…ce l’avrà ancora o si sarà operata?
Ma l’aspetto che più mi preme sottolineare è l’orgoglio che non vedrete in tv, non lo sentirete per radio, e non riuscirò neanche io a descriverlo, perché la cosa più bella di questa manifestazione potreste vederlo e ancor meglio sentirlo solo sfilando.
Io ho partecipato molte volte ai Gay Pride e quello che più mi ha colpito è stato quello svoltosi a Bari qualche anno addietro.
Ovviamente da pugliese mi aspettavo pomodori e uova marce, insulti e parolacce ma per fortuna le mie paure erano infondate.
Sfilando tra le strade della città ho provato emozioni fortissime quando la gente affacciata ai balconi urlava e si sbracciava per dimostrare il proprio sostegno, rompeva rametti di gerani e fiori vari per lanciarlo bonariamente verso i partecipanti, sventolava bandiere di vario genere pur di farsi vedere, pur di partecipare in qualche maniera.
Il serpentone della manifestazione ringraziava con un saluto o con un sorriso smarrito, una specie di ghigno tipico di chi non capisce e si interroga, tipico di chi non si aspetta questo affetto e questa vicinanza.
Io guardavo quegli uomini, quelle donne, quei ragazzi e in loro vedevo mio padre, mia madre e tutte le persone che mi conoscono che, per una volta nella vita, mi appoggiavano, mi facevano sentire la loro vicinanza, erano con me.
Questo è l’orgoglio di cui si parla, l’orgoglio di chi ha passato tutta la vita a vergognarsi di se stesso e si accorge che ha fatto male, si accorge che la tv è falsa e manipolata, la gente anche quella estremamente religiosa la pensa diversamente da quello che dicono i mass media e le gerarchie.
Se siete brava gente e non commettete reati, siate orgogliosi.

Del redattore di MenteCritica: Marco il Buono

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Con l’augurio sincero di MenteCritica che, presto, ogni giorno possa essere di orgoglio per i nostri connazionali discriminati.

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Comments

25 Risposte a “Orgoglio”
  1. gda scrive:

    Marco, mi sono emozionata leggendoti!

    Orgoglio e coraggio, per uscire dall'anonimato, per rivendicare il diritto all'amore e al riconoscimento..

    Ti abbraccio, ti bacio, ti sono vicina con le parole!

    Luna

  2. Doxaliber scrive:

    Marco, vivissimi complimenti per questo articolo! ;-)

  3. diabolicoMarco scrive:

    Verrà il giorno, io mi auguro, in cui una parata per l'orgoglio omosessuale suonerà stramba quanto una parata di coloro che "bevono il caffé rigorosamente amaro".

  4. spes74 scrive:

    Complimenti anche da parte mia Marco.

    Un bacio

  5. elena scrive:

    verrà quel giorno, in cui certe manifestazioni saranno pleonastiche, un po' come la festa della donna.. ;)

  6. tusaichi scrive:

    :)

    speriamo vada così anche qui.

  7. MenteCritica scrive:

    Gli organizzatori: Siamo un milione. La polizia: sono ottantamila.

    Un giorno dovrò approfondire questo mistero del metodo di conteggio di polizia e manifestanti.

  8. diabolicomarco scrive:

    @Mc ottima idea.

    Io, intanto, vorrei capire se questa cosa capita solo in Italia…

  9. Gatto Assassino scrive:

    Un applauso Marco… :)

  10. Abramo Levi scrive:

    Non ti sapevo un così feroce cacciatore di nazisti ultranovantenni. Guarda che sei in ritardo. Ormai ce ne saranno in giro pochini, e di grado militare sempre più basso.

    In compenso ce ne sono molti altri che hanno preso il loro posto, con ben maggiore successo e duraturo appoggio mediatico.

    Domande:

    1) porti per caso un cognome di città?

    2) Sei mai passato dalle parti di Hebron, così, tanto per indignarsi un poco?

    (mi riferisco al post "E' vecchio, malato e con il pannolone? Lo sbatterei dentro lo stesso"

  11. diabolicomarco scrive:

    A questo punto ne abbiamo la conferma definitiva. Sui media le cose sono andate esattamente come (da te) previsto.

    Le foto di "drag queen, drag king [...], lustrini, eccessi, seni finti e chiappe sode al vento, ragazzi bellissimi e muscolosissimi [...] e le immancabili ragazze folgoranti" proposte da repubblica e la stampa sono addirittura le stesse. Forse sono le stesse per ogni gay pride?

  12. MenteCritica scrive:

    L'anno prossimo a Gerusalemme Joseph.

  13. Demetrio De Sio scrive:

    E' triste una società che considera i propri appartenenti come cittadini di serie A e di serie B, persone che non hanno diritti, e persone per cui la legge è uguale per tutti, tranne per loro.

    Ne abbiamo, di strada, da fare.

    Poveri ipocriti, quelli che difendono "la famiglia" e non sanno curare la propria, se pure ce l'hanno.

    Poveri ipocriti, quelli che parlano in nome di chi non conoscono, per difendere "valori" inventati da loro e incastonati un una costruzione "religiosa".

    La mia più convinta solidarietà a quelli che oggi combattono per far conoscere e valere i propri diritti.

    Ieri erano ebrei, neri, nativi d'america. Oggi sono gay e transessuali. Tutti a combattere contro lo stesso nemico: l'ignoranza arrogante di chi ha scheletri nell'armadio da nascondere e getta fango sugli altri.

  14. silvio scrive:

    Tempo fa sentii questo metodo di conteggio: la via (o la piazza) in cui si trovano i manifestanti è lunga ics e larga ipsilon, il che equivale a una superficie di tot metri quadrati. Dato che per gli assembramenti si considera una densità di quattro persone per mq, il calcolo si riduce a una semplice divisione. Poi è chiaro che i manifestanti "arrotondano" per eccesso perché preferiscono sentirsi numerosi, mentre la polizia "arrotonda" per difetto per motivi opposti.

  15. MenteCritica scrive:

    Silvio rimane un punto di riferimento in termini di precisione e pertinenza dell'intervento. Grazie per l'informazione.

  16. silvio scrive:

    Ringrazio per l'apprezzamento di MC.

    Utilizzando il metodo "spannometrico" da me citato è possibile avere un ordine di grandezza piuttosto che un dato preciso. Credo di non dire una boiata se affermo che un conteggio teorico basato su dati oggettivi (superficie occupata) o ragionevolmente convenzionali (densità della folla) resta migliore di un numero approssimato con criteri meramente propagandistici.

    Nel caso specifico delle cifre riportate nel commento di MC (un milione per gli organizzatori, ottantamila secondo la polizia), il divario tra le due quantità mi sembra eccessivamente sproprzionato: è come se, davanti al medesimo gruppo di manifestanti, il questore ne contasse soltanto 8 e l'organizzatore ne contasse addirittura 100. In medio stat virtus?

  17. miriam scrive:

    Marco…mi unisco ai complimenti. Grazie per quello che hai scritto, non posso che condividerlo. Ti abbraccio

  18. Giorgia scrive:

    Oi grazie Marco!!

    Vedere le cose tramite le emozioni degli altri è una cosa bellissima.. Grazie per aver condiviso le tue emozioni con noi! ;)

  19. MenteCritica scrive:

    @silvio

    in effetti la sproporzione è molto maggiore di quella usuale in questi casi.

    Credo che il metodo sia proprio quello di farci abituare ad una trattativa da suk su quelli che dovrebbero essere dei dati puramente di cronaca. Io mi rifiuto di essere trattato così e mi limito a classificare il dato come non pervenuto.

    L'ennesima conferma che l'informazione, in questo paese, è un concetto largamente approssimativo.

  20. temple scrive:

    Ieri sono stato al Gay Pride e credo che sia stata la festa più folle e divertente che si fa in Italia (da noi anche le feste sono bigotte e pesanti!).

    C'è un doppio modo per intendere il Gay Pride:

    1) un meraviglioso carnevale

    2)un grande momento di aggregazione: tanto per dire ho visto numerosissime famiglie (quella famosa: madre-padre-figli) sfilare insieme a travestiti con tettoni siliconati al vento e a carri sui quali c'erano uomini e donne completamenti nudi e dipinti dei più svariati colori. Mi sono accortio in quel momento che noi abbiamo un pudore verso il corpo nudo ancora forte di cui mi sono liberato proprio sabato;

    il corpo nudo mi è sembrato la più bella forma di protesta!!

    Ovviamente era una festa, è molti erano lì per la festa e non per i diritti civili: se ne fregavano! Nel bus dell'Arcigay all'andata uno degli organizzatori con il microfono provava a parlare a comunicare le motivazioni, la tipologia delle lotta, ma molti omosessuali l'hanno zittito dicendo che loro volevano soltanto divertirsi!

    Ma è giusto che sia così!

    L'unica discriminante deve essere verso gli stupidi: quelli non hanno colore, non hanno razza, non hanno sesso: sono OVUNQUE e in numero ESORBITANTE!

  21. Atena scrive:

    Le manifestazioni del Gay Pride hanno la mia assoluta approvazione e simpatia e mi è piaciuto molto il modo in cui marco ce ne ha descritta una.

    Resta invece in me qualche perplessità circa le espressioni più "carnevalesche" di queste riunioni. Capisco che una festa degna di questo nome debba anche sfidare dei tabù e delle convenzioni, ma rimango dubbiosa.

    Soprattutto non sono sicura che siano utili alla rivendicazione di diritti per gli omosessuali, perché hanno un tono a tal punto sopra le righe (rispetto alla nostra cultura corrente) da poter risultare controproducenti.

    Restando sull'esempio citato da temple.

    Personalmente mi ritengo una persona dalla mentalità piuttosto aperta; eppure la vista di corpi nudi esibiti per le strade di una città mi crea qualche disagio.

    Non è un problema di "morale", bensì di intimità: la nudità è per me qualcosa di assolutamente naturale, di cui non ci si deve vergognare, che non deve essere velato a tutti i costi; ma che neppure deve essere ostentato (e imposto).

  22. temple scrive:

    il problema è che "velato a tutti costi" porta a "ostentato a tutti i costi"…

    tra i due è chiaro che, al momento, è più importante il secondo, e poi magari la bilancia si riequilibrerà…

  23. Atena scrive:

    Non esageriamo… Oggi, in un paese come il nostro, non esiste il "velato a tutti i costi". Aggiungo anche "per fortuna", senza però dimenticare che purtroppo si assiste anche a tanta mercificazione "autorizzata" del corpo (basta accendere la TV).

  24. temple scrive:

    quello di cui parli tu è il corpo semi-nudo che diviene "merce" (letterine, veline, etc. etc.) volto a creare morbosità…

    immagina se, con questo caldo, si andasse in giro, magari in bici, completamente nudi: ora o verresti preso per pazzo (1. perchè non hai il fisico delle veline, 2. perchè una cosa è la tele, e un'altra è il decoro pubblico) o per esibizionista (e si torna alla sessualità morbosa)

    Questo è il problema dei corpi nudi…

    ieri c'erano tanti ragazzi e ragazze magari brutti ma nudi semplicemente e non c'era morbosità…

  25. MenteCritica scrive:

    Io sarei sempre cauto sulle forme di espressione che non danno scelta a chi le subisce.

    Mi spiego

    se scrivo, in genere non do fastidio a nessuno e, nella maggior parte dei casi, chi legge può scegliere se farlo o meno.

    se suono o canto in un luogo pubblico, chi non vuole ascoltarmi deve andarsene.

    Non sono un fan del nudismo, ma in genere non mi impressiona, specialmente in certe situazioni è anche piacevole. Però penso che ci sono persone che lo vivono con imbarazzo e quindi è una forma di espressione che, a mio parere, non dovrebbe essere imposta.

    In questo senso mi sento più vicino alla posizione di Atena, ritenendo che festa o manifestazione, certe scelte non sono sempre condivisibili.

    E lo dico con la massima semplicità di chi, ritenendo l'omosessualità un'espressione di gusto e non una condizione, si sente libero di fare qualche critica senza l'obbligo di apparire sempre politically correct.

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