Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Uot Uimen Uont (senz’altro vero probabilmente)" è stato scritto da la Donna Cannone
«È senz’altro vero probabilmente – circostanzia una relatrice – che gli uomini hanno la vita facile e una volta ottenuto il posto si soffermano a sfumacchiare in corridoio invece di lavorare».
È senz’altro vero che le mie non basse speranze sulla serata si sono strepitosamente sfracellate al suolo scivolando sul finto broccato del barocco arredamento di un hotel di Trento.
Da giorni aspettavo l’appuntamento, organizzato da Terziario Donna, (Confcommercio) – intitolato Donne e successo professionale a 30, 40, 50 ….. anni

L’immagine sull’invito raffigura una creazione di «Devis Venturelli, che ha vestito i cestini in strada per manifestare una prospettiva diversa», introduce la presidenta di Terziario Donna, annunciando compresa che «la discriminazione (delle donne) rappresentata in modelli e ruoli mediatici si reitera nella vita quotidiana, coltivando stereotipi di genere. Diverso – ci comunica – il tenore nella fiction televisiva, dove primeggiano avvocate rampanti. ..ma come donne, non possiamo accontentarci dei ruoli delle fiction».
A.A.A. Apolitica Apartitica Ancella?
La prima domanda alla caporedattore Rai di Trento – l’ospite centrale della serata – è «Ancelle o signore della comunicazione? Tanta visibilità e poco potere?» Seguono statistiche: donne sempre più presenti alla direzione dei TG, (tranne Rai1). Si ricordano Angela Buttiglione e Bianca Berlinguer.
L’ospite ci assicura di non essersi preparata. (Condividerà alcune riflessioni).
Pare che il 63% della conduzione dei programmi televisivi in Italia sia maschile, (dati ISTAT 2006). E che le ”ancelle” assurgano a ”signore” solo come esperte di
- astrologia
- natura
- artigianato
- letteratura
Si dice che per l’affermazione della professionalità femminile televisiva gli USA siano fulgido esempio di modernità, apertura mentale, disponibilità, parità di genere, uguaglianza di opportunità.
Si mormora, tra le sedie accanto alla mia, per voce di una signora borbottante che ha vissuto 10 anni in America, «che sia una società che sta crollando a pezzi. L’esempio degli americani ci ha stufato, è fuori luogo, inattuale, inutile».
Loche ti tocchi?
La signora caporedattore Rai ribadisce che il potere non ha sesso e le donne devono essere pronte a rinunciare a qualcosa per fare carriera. Ma, – denuncia – di fatto, di solito, non la fanno; «e infatti nemmeno la Buttiglione e la Berlinguer sono diventate dirigenti, perché le donne non sanno fare strategia. (…) E non hanno cambiato i modelli famigliari. (…) Gli asili e i servizi per la 3° età non riguardano solo le donne, ma la famiglia».
Obietterei che centrare la società sulla famiglia mi sembra un tantino anacronistico. Per non dire papista. Dove stanno i diritti di single, lesbiche, bisessuali, zitelle, suore, divorziate, separate, donne non fertili?
Si è fatto tardi….
L’orchestra diretta da una consigliera, accompagnata da una non meglio identificata presidenta, ai fiati giovane pubblicista, scortica speranze e pazienza; risuona il cahier de doléances «…che invece di lavorare gli uomini stanno sul corridoio a sfumacchiare, mentre “donne squalo” single o separate o senza figli si immolano tristemente sulla carriera; donne senza cuore».
Poi si discetta su passione, spirito di squadra e merito: «i tre punti di forza delle donne, per cui le donne possono credere che il loro merito sarà riconosciuto».
Mi spella i neuroni, questa fiera di banalità.
L’applauso del pubblico (non) pagante lo sottolineerà.
Resisto un’ora e mezza all’impietoso assalto uterino. Quando la consigliera (alle pari opportunità?) plaude a «questo nostro incontro molto profondo» adducendo che «studiare le materie di cui un’assessora o una consigliera devono occuparsi è molto difficile e che dai colleghi maschi invece non ci si aspetta che sappiano di cosa si occupano, ecco, non è giusto!» e dal coro greco la-non-meglio-identificata-presidenta riprende la staffetta anti-uomo lamentando che «fare le riunioni alle 7 di sera è un atto discriminatorio contro le donne» e «soffre perché è madre e vorrebbe accudire il suo impegno come un figlio» – senza portare a casa una osservazione fondata, un dato scientifico, una considerazione innovativa, me ne vado.

Mesta, mi sento. Abbattuta e triste. Lo sconcerto mi dirocca la testa. L’intelligenza offesa. La mia professionalità violata.
Non lamento molestie o maschilismi, nella mia vita professionale e privata.
Sciocchezza, ottusità, auto-esclusione, ignoranza, giostra politica, maschilismo introiettato, svilimento di sé e della specie, ipocrisie, fra donne – invece – ne trovo spesso.
“È senz’altro vero probabilmente” – che non mi sento rappresentata da questa congrega.
“È senz’altro vero probabilmente” – che non voglio siano loro a rappresentarmi.
“È senz’altro vero probabilmente” – che inghiottendo il ruggito (che avrei lanciato sul finto broccato), meditavo in che città scappare. In quale Paese rifugiarmi.
Lituania?
La Liberia ha avuto il primo capo di stato femminile nella storia dell’Africa…. Forse lì i dibattiti sono precisi, circostanziati, ponderati.
Intanto, per non sbagliare, al prossimo incontro su temi di genere ci vado solo se lo organizzano cassiere della Coop.



Il disincanto viene sempre dall’averci creduto.
Spesso ci crediamo senza che vi siano delle buone ragioni, soltanto perché ne abbiamo bisogno, o ci fa comodo.
I miei disincanti, perlomeno, hanno tutti, o quasi, origini del genere.
Per questo, quando mi colgono, non li degno di alcuna attenzione.
O almeno ci provo.
“Non lamento molestie o maschilismi, nella mia vita professionale e privata.
Sciocchezza, ottusità, auto-esclusione, ignoranza, giostra politica, maschilismo introiettato, svilimento di sé e della specie, ipocrisie, fra donne – invece – ne trovo spesso”.
Complimenti, veramente… Hai espresso alla perfezione un concetto che mi è caro da sempre, su cui vale la pena che noi donne ragioniamo. Spesso ci facciamo male da sole. Lo vedo ogni giorno, al lavoro, per strada, nei negozi, tra le mie vecchie zie o tra le amiche di mio figlio che ha 9 anni.
Nella televisione delle ancelle dei conduttori maschi io ci lavoro. E dico che e’ vero che le riunioni alle sette di sera si fanno in barba alle esigenze delle moltissime madri presenti in redazione. E’ vero che a decidere a chi sara’ affidato il servizio piu’ ganzo sono i capi uomini. Ed e’ vero senz’altro (senza probabilmente) che lo fanno in base all’eta’ e all’avvenenza dell’ancella favorita di turno. Questo spiega perche’ alcune donne, serie professioniste e stimate per questo (tra cui senza false modestie la sottoscritta) non vanno in diretta, vanno pochissimo in video, non vengono certo mandate all’Aquila in occasione della settimanale visita del capo del governo per la consegna di qualche altra casetta prefabbricata.
Certo, il convegno per come si e’ svolto non ha certo fornito speranze su una possibilita’ di cambiamento, ma molte delle cose denunciate sono vere. Ivi compreso che agli uomini e’ consentito girarsi i pollici nei corridoi perche’ (udite udite), pur non avendo un bel paio di tette in questo ambientino qui (la televisione) ci sono molti piu’ raccomandati dal politico potente tra loro che tra le donne. Il che, visto il caso Marrazzo, dovrebbe cominciare a causarci serie preoccupazioni
Ops, mi sono persa il commento…
niente affatto. ora è ok.
Ah, ecco. Grazie
Care Menti Critiche, voglio condividere anche con voi il ”simpatico” follow-up della serata
http://blog2piazze.blogspot.com/2010/01/dc-digos-controls-me.html
Ricevo dai blogger di Doss Trento copia di questa comunicazione, riferita al mio post del 21 gennaio u.s. Uot uimen uont (senz’altro vero probabilmente) http://blog2piazze.blogspot.com/2010/01/uot-uimen-uont-senzaltro-vero.html
Gentile xxxxxxxx
La ringrazio per la sua segnalazione, che mi risulta essere pervenuta via
mail anche a numerosi altri dipendenti della Provincia.
Considerato il particolare tenore provocatorio e diffamatorio dei commenti
contenuti nel blog sottoriportato dal titolo: “PARI OPPORTUNITA´ : LA
PALPATINA A BECKAHAM E QUELLA ( MAI DATA ) ALLA BELTRAMI! , che peraltro
coincidono con tutta una serie di minacce rivolte all’assessore alla
solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami,
provvedo a trasmettere ai competenti organi di Polizia la sua
segnalazione, affinchè accertino la provenienza lecita e l’identità certa
dei responsabili del sito Doss Trento e degli autori del blog (Donna
Cannone) nonchè dei successivi autori dei commenti. Lo stesso sito,
totalmente privo di riferenti ufficiali o nomi di responsabili riporta
inoltre un commento dal titolo “PERCHE´ SONO DIVENTATA ANARCHICA! di
CloroalClero.
Si chiede pertanto all’Ufficio DIGOS della Questura di Trento, a cui la
presente è diretta per conoscenza, di voler provvedere agli opportuni
accertamenti ed indagini del caso.
Cordiali saluti
PAT
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
xxxxxxxxxx
Vorrei evidenziare che la lettera contiene alcune imprecisioni.
Il mio post – nel caso specifico – non contiene minacce,
bensì il resoconto di un incontro pubblico e la manifestazione di
un parere diverso da quelli espressi in tale sede.
Dalla lettera si evince che a chi l’ha scritta
non è ben chiara la differenza tra un post e un blog,
tra un articolo e un commento.
Non vi sono commenti diffamatori nei blog citati.
Il brano di Cloroalclero è un post a sé stante.
Mi sembra che tra gli incontri organizzati da Terziario Donna si discuterà anche di donne e media. Visto il tenore dell’incontro del 20 gennaio, avevo deciso di non seguirne altri, ma se chi mi interpella lo riterrà opportuno, potremmo andarci e poi discuterne insieme.
Confido che i soldi pubblici possano essere impiegati per motivi seri, ma sono curiosa del dibattito che si potrebbe creare con i signori suindicati. Chissà se mi verranno a trovare?
Notte serena,
DC
ps: Per gli aggiornamenti sulle repliche: http://www.dosstrento.net/dosstrento/modules.php?name=News&file=article&sid=83
libertà d’opinione e femminismo sono finite, insieme ad altre cose, nel bel cestino rifiuti vestito dell’immagine, prendiamo atto anche se fa male. spero di poter mettere a punto altre mie riflessioni, ma soprattutto, confidarvi qualche via d’uscita che ho trovato.
è chiaramente una stupidaggine.
Quello che ci hanno scritto? Un accanimento fuori di testa, perché hanno pensato che abbiamo minacciato l’assessora. Finora siamo ancora a piede libero. Nel caso, ci porterete torte e arance?
Nel caso veniamo in cella con te
Facciamo una bella orgia tra tutti in barba alle loro teste ben pensanti
Ovviamente quello che hanno scritto.
Per torte e arance dovremo cercare un’altra occasione. Credo che questa non sia sufficiente