Uno Cinque Zero Sette. Per Sempre


La morte

Quando una persona muore ci lascia soli. Le giornate si riempiono della sua assenza. Nei gesti quotidiani, nella disposizione degli oggetti, nel silenzio, nella consapevolezza che sarà così, da ora e per sempre. La vita non è giusta. La vita non è nemmeno ingiusta. È semplicemente indifferente. Per questo, le cose continuano come sempre per tutti tranne per chi muore e per chi ha subito la mutilazione della perdita. Chi muore si distacca. Lascia ogni incombenza e ogni opportunità e si consegna ad un’eternità inconsapevole nella quale non esistono pentimenti. Chi rimane si trasferisce in un universo parallelo, dove tutti hanno cose inutili da dire e niente è più ciò che era prima. La sofferenza diventa una specie di ombra invisibile dalla quale è impossibile staccarsi.

Uno Cinque Zero Sette

Voglio ricordarti a partire dai tuoi difetti. Difetti che ho imparato a colmare rinunciando all’orgoglio e diventando un uomo migliore man mano che riuscivo a contenerti nelle mie braccia e nel mio amore. Sei stata una persona testarda, a volte fino all’autolesionismo. Eri avara di parole al punto che, all’inizio, non riuscivo a capire cosa pensassi. Eri capace di tenere il muso per settimane, senza cedere un millimetro. Quando iniziavi a fare qualcosa che ti piaceva questa assumeva una dimensione totalizzante ed era quasi impossibile distrarti. Nello stesso tempo eri ammalata di una generosità principesca, costruivi meravigliosi giocattoli di carta e sei stata la madre che avrei voluto avere. Onesta non per scelta etica, ma per pura attitudine personale. Affidabile, essenziale, premurosa, bellissima.

Zero Nove Zero Sette

Da quando sei morta sto lentamente morendo anche io. È un decadimento della mente e del cuore che nulla ha a che fare con l’età ed il passare del tempo. Ha più il carattere di una malattia erosiva che mangia con lenta progressione le mie cellule lasciandomi ogni giorno più debole e più inerte. La gente, la gente che sa sempre tutto, dice che io devo vivere per Due Uno Zero Otto, che è mio dovere. Non credo nelle questioni di principio e le affermazioni basate sulle convenzioni mi insospettiscono fino al punto di considerarle errate a prescindere. La vita è un atto di scelta consapevole e Due Uno Zero Otto, prima o poi, farà la sua strada. Io e te diventeremo due ricordi sbiaditi, compagni evanescenti dei momenti di smarrimento. Non voglio che diventiamo dei santini. Se potessi esprimere un desiderio, vorrei che Due Uno Zero Otto ci dimenticasse e si avviasse per la sua rotta, carica di insegnamenti, ma libera dai ricordi.

Per Sempre

Sono uno scienziato. Ogni volta che uso “per sempre”, sento il gesso stridere sulla lavagna. però, con la stessa lucidità che mi ha fatto quello che sono, io so che il vuoto che hai aperto nel mio petto è una ferita mortale. Ora è solo questione di tempo perché il male faccia giustizia e mi consegni allo stesso oblio nel quale sei confinata tu. Ciò che è stato è stato e ciò che non è stato non sarà mai più. Di quello che abbiamo vissuto io rimango l’unico testimone. Per questo mi faccio carico di averne memoria. Tu rimarrai in questo mondo fino a quando io ce la farò a tenerti qui. Da buon soldato cercherò di risparmiare le forze, sottrarmi al combattimento e rimanere vivo per onorare la consegna del ricordo. Quando morirò, spero di avere qualche secondo per focalizzare la tua immagine e lasciarti come ultimo pensiero. Questo impegno non mi è di nessuna consolazione, ma è tutto quello che posso fare.

Ti amo nella disperazione più totale.


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