Quella che segue è la traduzione integrale di un articolo apparso su OpenDemocracy, l’autore del pezzo è un giornalista esperto di politica italiana, che tra l’altro sulla politica italiana ha scritto un libro, intitolato “Not a Normal Country”, distribuito anche qui in Italia dalla casa editrice Effepilibri, con il titolo “Un paese anormale”. Come avrete modo di leggere nella traduzione qui proposta, anch’egli, come molti di noi, nutre poche speranze su Veltroni, il Partito Democratico, ed in generale sulla classe di oligarchi che domina questo paese.

Un’altra falsa alba

Questi dovrebbero essere tempi eccitanti nel panorama politico Italiano. Un nuovo partito è stato lanciato il 14 Ottobre 2007, con un leader carismatico eletto da una chiara maggioranza nelle elezioni primarie, a cui più di 3 milioni di cittadini italiani hanno partecipato. E’ stata una “grande celebrazione di democrazia”, secondo i candidati, quel tipo di partecipazione che, ritengono, possa fornire l’impulso necessario al rinnovamento democratico e costituzionale.

walter_veltroni_01.jpg

Walter Veltroni, il primo leader del nuovo Partito Democratico d’Italia – principalmente un concentrato di persone provenienti dai Democratici di Sinistra e della Margherita – è appassionato di aforismi su John F. Kennedy e da tempo aspirava ad applicare il sogno modernista e riformatore di Kennedy nel decadente sistema politico italiano. Veltroni l’ha tirata un po’ per le lunghe prima di presentare se stesso come la risposta all’inesorabile crisi politica dell’Italia, inizialmente attraverso una serie di letture sull’importanza “dell’etica politica” e successivamente infilando la sua candidatura alla leadership in una chiara agenda di riforme. Il suo libro “La Nuova Stagione”, pubblicato durante la campagna per la leadership, chiede una “nuova stagione” o un nuovo inizio per l’Italia (vedere “Walter Veltroni: l’uomo italiano per tutte le stagioni, 3 Luglio 2007).

Veltroni, che ha ricevuto il 75% dei voti per la leadership del nuovo partito, appare e suona anche come uno statista in un paese che è stato guidato per sei anni da un venditore; Egli di fatto ha usurpato Silvio Berlusconi nelle classifiche di popolarità, un’impresa al di là dell’attuale primo ministro, Romano Prodi. La sua popolarità è parzialmente basata sul suo primato, dal 2001, come sindaco di Roma, città in cui ha introdotto un impressionante range di iniziative culturali, fornendo all’Italia quel feel cosmopolita di cui si sentiva veramente bisogno. La strategia estetico-centrica di Veltroni ha anche avuto un certo appeal in un paese con una scarsa identità nazionale, che si compara sempre in modo sfavorevole rispetto ai suoi alleati internazionali.

cheveltroni.jpg

Un sistematico discredito.

Tuttavia, ci sono poche speranze di un nuovo inizio. Invece, ciò che abbiamo visto nel corso delle ultime settimane, è stato lo spettacolo pubblico di una classe politica moribonda e degenerata, che è incapace di fare riforme, ed è ora prossima a diventare lo zimbello dell’Europa occidentale. Quasi ogni settimana, in Italia, viene alla luce la storia di qualche politico compromesso, ed i loro poco convincenti tentativi di districarsi dalle accuse hanno fornito molto materiale ai comici italiani, che con i loro interventi iniziano a mobilitare un dissenso molto significativo.

Ad essere onesti, il governo – danneggiato dalle divisioni interne e schiacciato da una ristrettissima maggioranza al Senato – al momento ha lavorato ragionevolmente bene; particolarmente nell’area delle riforme sociali ed economiche, in cui Prodi ha dimostrato di essere un tenace negoziatore ed un leader molto elastico nei momenti di crisi. Questo non è bastato a prevenire un autunno di scioperi, né una mobilitazione dei partiti di destra (e controproducenti manifestazioni sinistra) in attesa di elezioni anticipate; nel giorno della vittoria di Veltroni, i post-fascisti di Alleanza Nazionale hanno organizzato a Roma una manifestazione con 500.000 persone, chiedendo maggiore sicurezza e tasse più basse. L’Italia, spaccata a metà dalle elezioni dell’Aprile 2006, non mostra alcun segno di unità. Non c’è da meravigliarsi se gli italiani guardano con invidia alla Germania dove, dopo un risultato elettorale altrettanto stretto nel 2004, una grande coalizione centrista ha supervisionato una qualche ripresa economica, preservando nel contempo la stabilità politica.

220px-walter_veltroni_02.jpgOgni italiano sa che le riforme politiche sono la condizione preliminare del tanto necessario ammodernamento dell’economia e della vita pubblica. Potrebbe essere un’attesa lunga: i politici italiani raramente si ritirano e, grazie al particolare sistema elettorale, sono effettivamente ancora nominati dagli apparati burocratici del partito. E’ sbalorditivo che 15 anni dopo la crisi di tangentopoli del 1992, l’elite italiana dei politici intoccabili sia rimasta al suo posto (come recentemente dimostrato da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel loro best-seller “La Casta”), unicamente protetta dai potentati. Molto di questo ha a che fare con il governo di centro-sinistra del 1996-2001, con il fallimento nel portare a termine le riforme avviate dagli investigatori di “mani pulite”, e con il rifiuto di introdurre una legislazione sul “conflitto di interessi”, che avrebbe impedito il ritorno al potere di Berlusconi. Walter Veltroni fu vice primo ministro in quel periodo.

Dopo la luna di miele

Il malcontento nei confronti dei politici italiani ha preso un’inusuale e significativa piega nelle ultime settimane, nella forma del popolare blog del comico Beppe Grillo. Grillo è stato un pioniere dei blog come veicolo di interventi politici creativi nella sterile atmosfera politica italiana: dirigendo una campagna per un parlamento pulito che escluda dai pubblici uffici coloro che sono coinvolti in reati criminali (un numero significativo nella politica italiana), chiedendo ai membri più importanti del governo (in particolare il Ministro della Giustizia Clemente Mastella) di rendere conto delle loro azioni, e, più in generale, promuovendo internet come uno spazio di liberi scambi e dibattiti (che, egli sostiene, non è più possibile attraverso la rete televisiva RAI, controllata dai partiti).
Paul Ginsborg ed altri hanno notato un paradosso della politica italiana: l’inerzia delle istituzioni politiche è esistita accanto ad una società civile storicamente vibrante. Grillo rientra in questa tradizione, ed attraverso il suo blog ha mobilitato un significativo numero di cittadini italiani nella piazza del V-Day dell’otto settembre 2007 – un licenziamento pubblico a due dita dei politici italiani – pur mantenendo una sostenuta, aspra critica sullo stato della nazione.

Viste da un’altra prospettiva, tuttavia, le reazioni all’intervento di Grillo confermano solamente la profondità della crisi politica italiana. Entrambi gli schieramenti politici hanno reagito stando sulla difensiva e con falsità: qualche volta addirittura con paura. Grillo è stato accusato di “populismo”, descritto come un “Umberto Bossi di sinistra” (in riferimento al rozzo separatista della Lega Nord) e – più contorto di tutti – negativo per la democrazia. Ma il più grande risultato ottenuto da Grillo è è quello di aver svelato il bluff del centro sinistra nel suo dichiarato intento di portare trasparenza e legalità nella politica italiana dopo gli anni di Berlusconi.

veltroni1.jpg

Può il centro sinistra, sotto la leadership di Veltroni, rispondere: affrontando parte del malcontento dei cittadini, che Grillo ha articolato, e presentando un suo persuasivo pacchetto di riforme? Veltroni ha promesso di introdurre proposte per ridurre il numero di parlamentari e per cambiare il sistema elettorale entro i primi otto mesi della sua leadership, se prenderà ufficio. Alcuni commentatori hanno ironicamente sottolineato che questo sarà probabilmente il periodo di tempo che intercorrerà prima che Veltroni, appoggiato da un crescente sostegno, abbia la possibilità di presentare se stesso come il candidato Primo Ministro del centro-sinistra, a spese dell’impopolare Romano Prodi.
Walter Veltroni può aspettarsi un periodo di luna di miele. Ma il suo nuovo partito contiene molte figure note, che difficilmente si daranno da fare per portare all’ordine del giorno una nuova politica di riforme. I presupposti non sono buoni.

Linkaci - Sostienici Gratis -Feedati - Scrivi Per Noi - Partecipa Agli Speciali

Tag: , , , ,

doxaliber Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo
Fa SchifoMi piace (Vota questo Articolo!!11!!)
Loading ... Loading ...

Sarebbe veramente molto utile poter leggere più articoli stranieri.
Avremmo un quadro alternativo della situazione che servirebbe a capire meglio come stanno le cose.

[Rispondi a questo commento]

Hai ragionissima Mc. Bisognerebbe sapere le lingue; in generale come conoscenza delle lingue straniere, inglese in primis siamo molto sotto la media europea. Io per primo, le lingue sono sempre state il mio limite, l’inglese lo bazzico il tanto che basta per “capire” un articolo e si può dire che l’ho imparato grazie all’informatica e alla musica

[Rispondi a questo commento]

“come conoscenza delle lingue straniere, inglese in primis siamo molto sotto la media europea”: di sicuro, e questo secondo me è principalmente colpa di come le lingue vengono insegnate. Vi faccio un esempio: io studio anche francese al liceo, e dal terzo abbiamo iniziato la letteratura. Questa consiste ovviamente nello studiare la vita degli autori, le trame delle opere, leggere i testi importanti e saperli analizzare. E poi ripetere a pappardella il tutto in classe. Così mentre vi so ripetere l’Avaro di Molière o i Discorsi sul metodo di Cartesio, non so come me la caverei se un francese mi chiedesse indicazioni stradali. E con l’inglese sarei allo stesso livello se non fosse per l’informatica e ai progetti Comenius.
Tornando all’argomento dell’articolo (scusatemi per essere andata fuori tema), purtroppo i nostri politici sono troppo occupati a mantenere i loro privilegi per occuparsi dell’immagine che stiamo dando all’estero. Quando succede qualche fatto particolarmente “risonante” (tipo l’aereo di servizio usato dal politico per andare in vacanza) la notizia fa un pò di scena nei telegiornali ma cade subito nel dimenticatoio, aggiungendosi alle tante liste di fattarelli “dimenticati”.

[Rispondi a questo commento]

Lisa, anch’io alle scuole superiori ho studiato due lingue (a dire la verità una solo per due anni, l’altra per 5), però ricordo che lo studio era incentrato maggiormente su conversazioni pratiche e linguaggio commerciale. Probabilmente dipende dalle scuole. In ogni caso sono convinto che la scuola non debba insegnarti tutto, lo scopo della scuola dovrebbe essere quello di sviluppare cuorisità e interesse e far si che lo studente appassionato cerchi la conoscenza oltre i libri scolastici, per pura passione personale. Tutto ciò che viene inculcato con la forza prima o poi viene dimenticato, ciò che resta è invece la nostra passione ed il nostro vissuto.

[Rispondi a questo commento]

Ottima l’idea della traduzione.
L’articolo in sé offre uno spaccato impietoso ma - ahimé - realistico della situazione. Il problema della nostra classe politica è l’autoreferenzialità, gli apparati di partito che servono a mantenere in sella di tutto e di più.
Non vorrei sbagliarmi, ma i due politici italiani ad un certo livello più giovani (si fa per dire) sono Berlusconi e Dini, “scesi in campo” nel 1994, che ora hanno soltanto 13 anni di vita politica attiva alle spalle. Sono “bambini” rispetto agli altri. Credo che i vari Veltroni, Bindi, Casini, Fini, Fassino, Rutelli, Bertinotti, Mastella possano vantare militanze dell’ordine dei 30 anni. E’ da costoro che ci vogliamo aspettare un vento di innovazione?

[Rispondi a questo commento]

© 2007 (MC-Team) Aggiornato: 03/12 - 00:37 Visite: 2,048,653 Ultime 24h: 10,208