Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Una Storia Piccolissima" è stato scritto da Fully
Mi ero ripromesso di provare a ripescare qui e là qualche storia positiva, capace di dare un raggio di speranza ad un domani che sembra sempre più cupo. Oggi ho trovato questa.
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Ieri sera Ale, la mia nipotina di 9 anni, mi ha raccontato che giorni fa si è ritrovata nella tasca del giubbetto un biglietto con su scritto: Io ti amo. Massimiliano

Un bigliettino scritto a mano, con qualche cuoricino fatto proprio da Massimiliano (che è un suo compagno di classe) e tanti disegni a colori. Insieme al biglietto Massimiliano le ha lasciato una caramella incartata di giallo e di rosso, i colori della Roma, la squadra del cuore di Ale: chissà quanto gli deve esser costato, poverino, visto che lui tifa Lazio.
All’uscita di scuola, salutandola, Massimiliano ha chiesto ad Ale, serio serio: “Hai trovato il mio biglietto?”. E prima che lei, superato l’imbarazzo, potesse rispondergli ha aggiunto: “Non mi devi dire nulla adesso, pensaci con calma, ne parliamo domani”.

A raccontarlo, Ale era ancora emozionata.
Perbacco – mi sono detto – forse il piccolo Massimiliano non saprà ancora cosa vuol dire “fare la corte”, ma è sulla buona strada per diventare un uomo. Uomo nel senso di “maschio”. Avete presente? Ma sì…. Quella specie in via di estinzione che non si spaventa a pronunciare alcune parole ormai fuori moda, come ad esempio: “passione”, “sentimento”, “seduzione” o “virilità”, e non ha paura a tirare fuori le proprie emozioni dal cuore.
Mi è simpatico, questo piccolo Massimiliano, quest’uomo vero in formato ridotto.
Gli auguro che questa disposizione al sentimento, alla seduzione, che considero il seme e il sale dell’amore, non gli venga demolita in pochi anni a colpi di videogiochi inneggianti alla violenza e di pornografia spacciata per sensualità.

Gli auguro che tra qualche anno, quando vedrà passare una bella ragazza, si volti a guardarla con ammirazione e magari provi ad avvicinarla con garbo, anziché non accorgersene neanche, per continuare a discutere di playstation e degli ultimissimi cellulari con il gruppuscolo dei suoi amici, tutti maschi, tutti con una birra in mano, tutti con le cuffiette ipod d’ordinanza, tutti mezzi “fatti” già dal primo pomeriggio.
E gli auguro pure che quella bella ragazza conservi ancora abbastanza femminilità da saper distinguere un corteggiamento da una molestia sessuale e che non lo faccia perciò stramazzare al suolo, dolorante, con due colpi di kick boxing mirati nei posti giusti.


…più che la playstation e la birra saranno le ragazze a fargli perdere la voglia di corteggiare.
Dipende…
Cio’ che e’ accaduto alla ragazza romana e accade ogni giorno, mi fa essere di parere diverso.
Fosse solo “giocare alla playstation” non sarebbe un problema. Il problema e’ che passata l’eta’ dell’adolescenza, sempre piu’ spesso i maschietti formano “branchi” al fine di ottenere con la forza qualcosa che non spetta loro di diritto.
Pensavo ci fosse un antico ius generis purtroppo deprecato nelle legislazioni più recenti (ma periodicamente riportato agli antichi fasti da qualche buon tradizionalista).
Battuta a parte il radunamento in “branchi” (almeno per qualche anno) è un comportamento che consente di fare cose un po’ diverse dal solito e di conoscere un po’ più a fondo certe persone, imparando così a riconoscere le differenze caratteriali, fra cui quelle più “filibustiere” che spesso attraggono di più le fanciulle inesperte.
Detto questo sappiamo tutti che certe persone, quando si sentono mimetizzate o protette dal branco, tendono a fare cose che probabilmente non farebbero mai in ambienti più controllati, ed è per questo che un po’ troppo spesso il termine “branco”, ovvero gruppo poco organizzato, assume una connotazione più negativa che positiva.
Riguardo ai comportamenti negativi, penso che entrino in gioco molti fattori, non solo l’educazione o l’ambiente in cui si vive, ma a parità di condizioni anche dell’attività del “cervello arcaico” e delle parti preposte all’aggressività fra cui l’amigdala, ecc. rif. attacchi di aggressività; recentemente sono stati identificati nel DNA dei marcatori che indicano la predisposizione ad atteggiamenti più aggressivi del normale.
Inoltre, come sappiamo, anche l’aggressività e l’odio possono provocare un sottile piacere tanto più subdolo quanto più non è riconosciuto e dominato (fra l’altro l’uso continuato di determinate sostanze, fra cui l’alcol, può favorire i comportamenti aggressivi, specie in soggetti predisposti).
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Il fatto che tu attribuisca a un genere la maggior frequenza di comportamenti aggressivi è sicuramente supportato dalla sterminata casistica reale; questo potrebbe dipendere, oltre che da quanto sopra accennato, anche da qualche differenza fisica e dal fatto che la selezione naturale ha comunque favorito, fino a poco tempo fa e in maniera variabile, la diffusione (immeritata sia chiaro) dei soggetti più aggressivi e con meno scrupoli in concomitanza con molti altri fattori ambientali cosiddetti “potenziatori”.
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Ad es. la sovrappopolazione unita ad assenza di regole o di legislazioni protettive effettivamente applicate favorisce il “mimetismo” (in pratica la capacità di farla franca) di chi compie delitti a sfavore di soggetti meno aggressivi e magari più produttivi ed organizzati.
Fra l’altro nell’antichità il consumo di determinate droghe, fra cui erbe allucinogene, alcol, ecc. era spesso riservato solo ai maschi (che tuttora conservano il primato dei comportamenti a rischio), così come determinate iniziazioni tribali non del tutto pacifiche.
In questo senso le condizioni ambientali (interne o esterne) possono effettivamente favorire, specie nel lungo periodo, determinate evoluzioni di gruppi che condividono le stesse abitudini; solo da poco tempo si sono diffuse società un po’ più sensibili e protettive dei diritti umani in genere che hanno invertito certi processi.
Infine bisogna considerare che solo da pochi secoli la vita media generale è aumentata; 1000, 2000, 3000 o 10.000 anni fa si “metteva su famiglia” molto prima e con molti meno mezzi di quello che si può fare oggi in cui si fanno tutta una serie di calcoli sulle persone in base alle caratteristiche fisiche, di carattere, spessissimo di censo e posizione sociale con pesi e valutazioni sicuramente più severe di una volta; i cambiamenti della società hanno quindi determinato un dilazionamento di certe attività di 5, 10 e anche 20 anni che, obiettivamente, sono parecchi nell’arco della vita umana.
In queste condizioni, con condizioni paradossalmente più avverse in termini di accresciuta competitività sociale, i soggetti meno capaci, più aggressivi o più tentati da strane pulsioni possono essere tentati di abbreviare i “preliminari”.
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Cosa ha a che fare questo con l’amore, i sentimenti, il rispetto e tutto il resto ?
Forse tutto o niente, molto dipende anche da quanto siamo consci dei nostri comportamenti meno nobili, quello che è certo è che il percorso di vita di una persona è sempre un po’ un mistero.
Spesso da piccoli si fanno gesti autentici, spontanei, che poi quando si è più grandi si reprimono perchè giudicati inopportuni o non convenienti, ad es. per calcoli e valutazioni di altro tipo.
Ecco, forse ogni tanto sarebbe utile dare più spazio alla spontaneità naturale del “bambino” che rimane nel fondo del nostro cuore.
Sono perfettamente d’accordo. Peccato che poi tutto cio’ resti solo nelle intenzioni.
Forse la ragazza violentata l’ultimo dell’anno, per una volta, ha dato spazio alla sua spontaneita’ ed e’ rimasta fregata… chissa’.
E magari adesso, dopo tale esperienza, qualsiasi Massimiliano si possa proporre a lei con un fiore, potrebbe pagarne le conseguenza pur non avendo alcuna colpa.
Mah, l’aggressione è avvenuta in un bagno, quindi neanche all’aperto; comunque andare all’una del mattino in una specie di orgia “rave” chiamata “Amore09″ in cui girano chili di droga, non è il massimo della sicurezza, soprattutto se il tutto è patrocinato dal “comune” che si è autonominato l’esperto del momento in sicurezza.
Sono cose che dispiacciono, non dovrebbero mai accadere, ma ho avuto esperienza di persone che, in determinate condizioni, sarebbero state tentate di fare queste cose; ho potuto intuire come pensano (o meglio non pensano) e come possono arrivare a questo.
Poi la spontaneità è concessa solo a mente lucida …
Non mi pare che il taglio “doveva essere lei a stare attenta a dove andava” sia in un certo senso “educativo”. Non si tratta di una giungla o di una savana, oppure di Gaza sotto i bombardamenti. Si tratta di Roma, di una festa “autorizzata” dal Comune.
Una cittadina italiana ha il diritto di potersi muovere sul territorio senza aver paura di essere sbranata da uomini trasformati in lupi, e se esistono i balordi non e’ a causa della sua scelta di andare a quella festa. Se non fosse capitato a lei sarebbe capitato a qualcun’altra, oppure se quella festa non fosse stata fatta, sarebbe capitato altrove perche’ quei balordi sono feccia che scorrazza in giro, magari coperta da chi, sotto sotto, considera le donne solo prede sessuali, rompicoglioni e meritevoli di essere punite, ed un giorno quella feccia oppure i loro figli educati ai loro valori potrebbero colpire anche Ale, oppure tua figlia se ne hai una, o tua moglie, com’e’ accaduto alla Reggiani.
Sinceramente sono un po’ stanca che, ogni volta che accade un fatto come questo, si vada sempre a cercare almeno un motivo da imputare alla vittima: la Reggiani non doveva ribellarsi e forse sarebbe stata viva, Eleonora avrebbe dovuto restarsene a casa e forse non le sarebbe accaduto niente, Tizia non doveva mettersi la minigonna, Caia non doveva fare la stronza, e cosi’ via.
Sai una cosa Adetrax? In tutto questo io ci vedo (forse a torto) un’inconscia difesa del machismo. Quasi che gli uomini non possano farne a meno, geneticamente, cercando sempre una minima scusante per chi compie atti che sono iscritti nel loro DNA.
Personalmente, come donna, non sono soltanto disgustata ma anche terrorizzata da un certo modo “strisciante” di affrontare il problema. Di questo cerchiobottismo atto soltanto a rendere uomini e donne ugualmente responsabili di un dramma che pero’ colpisce solo e soprattutto le seconde.
Ho letto l’intervista di Eleonora, la ragazza violentata, e posso dirti che nessun uomo potra’ mai minimamente concepire cosa possa significare una violenza di tale portata.
http://blog.libero.it/taniarocha/6234829.html
Sospettavo una reazione del genere e quasi volevo mettere una precisazione per mettere le mani avanti, ma per chiarire occorre spendere qualche riga in più e quindi lo faccio ora (grazie per l’occasione).
Non dico che in certi casi umani non sia vero, ma in moltissimi altri è l’esatto contrario, proprio perchè si sa fino a che punto può arrivare la pirlaggine e la vigliaccheria umana.
Capisco che le considerazioni a posteriori sono odiose, ma le mie erano appunto valutazioni scontate sull’evidenza della situazione e il precedente commento relativo ai possibili fattori che favoriscono questi episodi dovrebbe essere abbastanza convincente per avvalorare questa posizione.
Il ragionamento è di partire dal fatto che queste persone ci sono, si mimetizzano e non sono sufficientemente contrastate per consegnarle alla giustizia; l’Italia non è la Finlandia, è una via di mezzo fra il nord (che comunque non scherza) e il sudafrica (Cape Town = capitale mondiale degli stupri, almeno fino a qualche anno fa).
Il punto è che se si va a una festa di quel tipo, a tarda notte, con migliaia di persone di cui si sa in anticipo che una parte saranno probabilmente drogate, impasticcate o comunque di “incerta provenienza”, è ovvio che i rischi aumentano, quindi se ci si allontana da una zona frequentata / pubblica bisogna farlo in due, tenere il telefonino con il numero già attivo su quello di un conoscente, della sicurezza interna o del 113 (ma io preferisco le prime due opzioni perchè con la terza prima che rispondono sei già morto), entrare nel bagno con circospezione, ecc. se dopo 1-2 minuti il conoscente non ha notizie, deve allarmarsi, verificare, ecc.; è chiaro che tutto questo può non bastare ma almeno si rendono le cose un po’ meno facili a certi “esseri”.
Si, lo so, siamo tutti convinti che questo non è normale, che non dovrebbe funzionare così, ma il fatto è che anche chi assale non è normale, quindi sono necessarie queste tattiche, soprattutto perchè la sorveglianza pubblica non è ovunque e spesso latita (sempre per volontà superiori naturalmente).
Una volta queste cose le dicevano, anzi le insegnavano i genitori (notare il plurale) ma ormai pare che non si usi più.
Posso dire che non aver messo delle telecamere all’entrata dei bagni è da rincoglioniti, anzi da criminali per un comune che ha una lunga tradizione in questo campo e che “vorrebbe” installare telecamere ovunque ?
A questo punto però, visto che nessuno ha più pensieri innocenti, sorgono almeno due ipotesi:
A) lo stupro è stato commissionato per aumentare la pressione sulle prossime spese per la “sicurezza” (sempre a posteriori mi raccomando);
B) è stato uno stupro nato da iniziativa privata anche in seguito all’assunzioni di opportuni “disinibitori”.
Ne sono convinto, si può al massimo intuire, e mi dispiace tantissimo.
Il fatto è che, come ogni problema, andrebbe affrontato, anzi “aggredito” con opportune contromisure tecniche superando l’imbarazzo che una cosa del genere può creare.
Per esempio, cosa farebbero in Finlandia o comunque in qualsiasi suo avamposto:
1) cercherebbero di migliorare l’informazione e la consapevolezza dei rischi e delle conseguenze sia verso le potenziali vittime che verso i potenziali aggressori;
2) istituirebbero da una parte dei mini-corsi gratuiti sulla sicurezza per le ragazze, dall’altra delle dimostrazioni pratiche per i ragazzi;
3) nei punti a rischio installerebbero dei pulsanti di chiamata ed eventualmente fornirebbero a richiesta dei telecomandi personali;
4) installerebbero opportune telecamere e provvederebbero a verifiche periodiche dell’andamento di queste feste selvagge, in modo che vigili e poliziotti non servano solo a regolare il traffico in entrata e in uscita;
5) aumenterebbero moltissimo le pene per questi reati;
6) potenzierebbero i controlli sul DNA, spesso è facile che gente del genere sia già stata arrestata o che sarà arrestata per qualche motivo; avendo pazienza alla fine si dovrebbe arrivare all’homongous di turno.
Adesso però faccio una domanda provocatoria e mi trattengo dal fare qualche colorita esternazione.
Com’è che nel 2009 la quasi totalità della popolazione femminile (soprattutto quella giovane) non conosce assolutamente almeno l’inflessione della maggioranza dei dialetti italiani e le parlate del bacino del Mediterraneo, mentre per una parte di quella maschile non è così ?
Capite che è una lacuna enorme in casi del genere ?
Un’ammissione del genere: “dalla parlata strana non so se erano del nord o del sud” (o magari albanesi, rumeni o marocchini) mi fa semplicemente impazzire, vuol dire che siamo all’anno zero e per me questa è un’altra vergogna del sistema educativo italiano (fermo restando che potrebbe anche essere un modo per far capire al giornalista di turno – che non sa neanche cosa significhi privacy – di essere meno invadente).
Se attivassero un registratore in questi casi almeno sarebbe già qualcosa.
Grazie della chiarificazione sulla quale, ovviamente, concordo.
Il fatto e’ che per la prima volta, secondo me, dopo molti secoli, assistiamo ad un’involuzione generazionale, ed il problema da te evidenziato, la scarsa conoscenza che poi e’ solo il risultato della progressiva pigrizia coltivata ad arte dal sistema che desidera sudditi sempre meno dotati d’intelletto, e’ uno dei sintomi di questo nuovo medio evo prossimo venturo.
Scusate, con riferimento al commento precedente, il massacro del Circeo, come esempio, non è proprio azzeccatissimo dato che il crimine fu un po’ più grave da quello di cui si è discusso e non fu commesso a Roma e tantomeno in zona pubblica, ma è vero che sarebbe potuto succedere anche li dato che l’auto con le vittime fu trovata vicino alla residenza di uno degli assalitori.
L’ho citato come il classico caso di associazione di psicopatici alla dottor Jeckill e Mr. Hide.
parole sante a.
Prima di poter corteggiare una ragazza al giorno d’oggi devi fare un allenamento alla rocky con tanto di sedute psichiatriche
Scherzi a parte,la cosa peggiore che ci “insegnano” al giorno d’oggi è la vergogna per i propri sentimenti,il vero duro è chi non ha emozioni o non le lascia trasparire.
Secondo me sono solo duri di cervello,ma questo è un mio personale punto di vista
Questo articolo e’ in antitesi di quello che qualche mese fa scrisse il Comandante Nebbia e che incitava le donne a difendersi con maggior forza contro le molestie sessuali e le aggressioni.
Il fatto della ragazza romana stuprata l’ultimo dell’anno e’ indicativo. A volte ci si fida di chi, per attirare, e’ dolce e gentile e magari ti conduce in una trappola dove un branco e’ in attesa di sbranarti.
Purtroppo la cultura generale e’ ancora basata su uno scarso rispetto per la donna che troppo spesso e’ considerata solo un trastullo sessuale per il maschio di turno. Iniziando, nei casi piu’ gravi, dalle violenze che alcune subiscono da bambine ad opera di persone che fanno parte della loro famiglia.
Mi pare che proprio ieri la Donna Cannone ha segnalato un link in cui una ragazza stuprata dal cognato raccontava la sua triste storia.
Spero anche io che i bambini di oggi possano vivere in un futuro diverso in cui i ruoli non siano stabiliti dai canoni attuali. Ma tutto cio’ parte da un’educazione che noi genitori dovremmo dare loro, impedendo ai messaggi subliminali che giungono costantemente dalla TV, dal cinema e da tutta una serie di stimoli che fanno parte di una societa’ malata giungano a corromperli.
ma no Chiara. Perchè è in antitesi con l’articolo che invita a difendersi dalle molestie? Anzi, invita alla distinzione tra la molestia e il corteggiamento. Se si riesce a riconoscere le due situazioni, si hanno buone possibilità di tenersi alla larga dai guai (come donne). Se chiami in causa anche i “branchi” non c’è più storia. I branchi non vanno distinti, vanno evitati.
e se anche fosse in antitesi?
mica questo e il PCUS
Non era una critica, DFC. Era solo un punto di partenza per un mio ragionamento, ed un constatare come a volte fra i desideri e i rimedi ci sia un abisso.
E’ sparito un mio commento. Forse e’ finito nello spam?
Giusto, vanno evitati. Ma spesso non e’ cosi’ facile, Se fosse facile non esisterebbero cosi’ tante violenze sulle donne. A meno che le donne non siano caratterizzate da una diffusa ingenuita’. Quasi stupidita’.
Tu dici che “se si riesce a riconoscere le situazioni si hanno buone possibilita’” e con questa frase gia’ indichi un percorso ad ostacoli che ogni donna deve fare per “avere buone possibilita’”. Che’ poi “buone possibilita’” non e’ un termine incoraggiante. E’ piuttosto un arrendersi: “per avere buone possibilita’ di non essere colpita dal cecchino che sta sparando, non tentare d’eliminare la guerra, ma corri piu’ veloce che puoi.”
Ti sembra una cosa “civile” per una donna dover “subire” questo stato di cose? Cioe’ essere costretta a muoversi in un ambiente ostile? Fin da quando e’ bambina?
Ebbene, ammesso che sia impossibile evitarlo, uno dei modi piu’ sicuri per “avere buone possibilita’”, a questo punto e’ la diffidenza massima. Finanche col rischio di sbagliarsi.
E qui torniamo al discorso di Fully, che’ poi e’ quello che alla fine penalizzera’ il piccolo Massimiliano il quale, magari, non a ragione si ritrovera’ steso da un pugno per fatti non commessi da lui ma dai suoi “colleghi” con meno scrupoli.
Come si elimina questa propensione alla diffidenza e all’eccesso di legittima difesa della donna?
Non lo so. Pero’ sicuramente non attenuando le pene allorquando un violentatore uccide una donna che si ribella, oppure permettendo al “machismo” di sopravvivere in ogni piega della cultura. Anzi, consentendogli di essere un valore “ammirato” e sinonimo di successo.
questo racconto è di una terezza che non so spiegare. Se un bambino della Lazio, incarta una caramella con i colori della roma, questo è vero amore.
terezza=tenerezza
(non perdo più lettere per strada, ora tralascio intere sillabe)
Uno scampolo di orwelliana umanità
Oh… Che teneri!!! Che gentile lui, un gentiluomo “pensaci fino a domani”, una dolcezza infinita, anche nei piccoli gesti oltre che nelle parole. Speriamo che cresca bene com’è cresciuto fino adesso questo simpatico bambino, e che anche la tua nipotina si emozioni ancora e continui a riconoscere la grandezza di questi gesti.
Anche la mia cuginetta (4 anni) mi ha raccontato che ama un suo compagno di classe alla scuola materna. Però lui vuole sposare un’altra bambina, allora si sono messi d’accordo che fa niente, rimangono amici e continuano a giocare e a divertirsi come prima, solo non si sposeranno.
E’ con racconti come questo, e quando vedo la mia cuginetta che penso che i bambini sono i più grandi e i più belli del mondo, e che gli adulti devono muoversi come sulle uova per non toccare la delicatezza e la sensibilità di questi prodigi della natura, solo gli adulti possono rovinare queste creature stupende.
Bellissimo articolo, queste cose dovrebbero raccontarcele nei telegiornali, queste si che sono notizie che vanno amplificate.
Concordo però con “tusaichi” nel suo primo commento: la purezza che hanno i bambini spesso, troppo spesso, si perde con le prime brutte esperienze, con le prime delusioni amorose. La cattiveria non è una disgrazia divina, ma una difesa dal male che subiamo. E’ un’eredità che chi ce l’ha si sente in diritto di tramadarla facendo del male ed incattivendo.
Ed è molto difficile (nonché doloroso) tentare di restare puri, ed aprirsi a nuovi amori quando si viene feriti, trucidati barbaramente.
Cioe’ concordi con questa frase?
Cioe’ il piccolo Massimiliano perdera’ la voglia di corteggiare a causa delle ragazze? Come se fosse da loro che avra’ origine tutta la problematica futura del maschietto?
Io la leggo cosi’ ed ovviamente non concordo. Se per caso l’avessi letta in modo sbagliato prego qualcuno di spiegarmi.
Anche in questa questione, come in molte altre, non è essenziale stabilire chi ha cominciato per primo.
E forse neppure possibile.
Beh… qui mi pare abbastanza semplice individuare chi inizia per primo.Ed il fatto che per te non sia essenziale e’ solo perche’, probabilmente, essendo uomo non ti poni ne’ ti sei mai posto il problema.
La tua, inoltre, mi pare un’affermazione alquanto maschilista che tende a confondere la vittima con i carnefici, ed e’ oltretutto pericolosa. Il piccolo Massimiliano, da grande, potrebbe sentirsi giustificato qualora volesse “provare” il brivido di ottenere da una donna qualcosa che non gli spetta con la forza.
se non avessi una educazione contraria, io qualche donna l’avrei menata più di una volta, ma non per farmela dare, quello fortunatamente mi è stato concesso anche quando non volevo…
La violenza sulle donne è sicuramente da condannare, peccato che la violenza che spesso alcune donne fanno non sia altrettanto palese…
Beh, io parlo di quella palese.
Ma tu con il tuo discorso, giustifichi anche chi ruba ed uccide solo perche’ qualcuno, subdolamente, ha gestito l’economia in modo da renderlo povero, oppure ha gestito la politica cosicche’ qualche suo parente e’ rimasto vittima di un attentato. E quindi in modo ‘non palese’ gli ha usato violenza.
Manca un punto interrogativo alla fine della mia frase.
Non l’ho capita lo stesso… mi chiarisci la domanda?
Era solo per capire se e’ solo il fatto di avere un’educazione contraria che t’impedisce di applicare la “legge del taglione” o della “rappresaglia” oppure della “guerra preventiva” in quei casi in cui pensi di aver ricevuto (o di poter ricevere nel futuro) una violenza anche se non palese, oppure se e’ perche’ dentro di te capisci che tale violenza e’ tutt’altro che oggettiva e forse e’ piu’ causata dalle tue errate valutazioni e aspettative che da un’effettivo comportamento fetente da parte dell’altra persona.
Se non fosse cosi’, con la stessa logica, si potrebbe giustificare furto ed omicidio nei confronti di persone che “riteniamo” responsabili di violenze che crediamo di aver subito, anche se non palesi.
Scusami se sembro contorta, ma non saprei in quale altro modo spiegarti il mio pensiero. Comunque, qualcosa di attinente all’argomento l’ho appena scritto nel mio blog:
http://chiara-di-notte.blogspot.com/2009/01/mri-varzsl-una-favola-damore-e-follia.html
Non picchio nemmeno gli uomini, figurati una donna che potrebbe farsi davvero male.
Ciò non significa però che le donne siano immuni da aggettivi come bieche, infime, calcolatrici, bugiarde…
Non giustifico l’omicidio e altre violenze, solo che spesso, specie quando non mi riguardano direttamente, riesco anche a cercar di valutare il punto di vista del offendente, se non altro per allenare il mio senso di obiettività, quando la ragione me lo permette.
Posso assicurarti che le delusioni amorose sono divise più o meno equamente tra maschietti e femminucce. Perché in ciascuno dei due generi esistono “gli stronzi” e “le stronze” che se ne fregano dei sentimenti dell’altro e li calpestano senza tani complimenti.
Con rispetto parlando, è ovvio
Se si parla di delusioni amorose, sono d’accordo. Esse sono equamente distribuite.
Ma le delusioni amorose spesso sono causate da una nostra errata valutazione dell’altro, non quindi necessariamente attribuibili ad una stronzaggine di cui l’altro e’ artefice.
Cioe’, non mescoliamo le patate con le carote. Da una parte esistono “delusioni soggettive”, che noi interpretiamo come tali anche se oggettivamente non lo sono, e quindi afferenti a situazioni nelle quali e’ impossibile stabilire se veramente esista un sentimento tradito o un atteggiamento fetente da parte dell’altro. E’ il caso (ad esempio) di un uomo (o una donna) che non accetta che l’altro non l’ami piu’ e non si rassegna. Dall’altra parte esistono “delusioni oggettive” e quindi in cui le colpe possono essere ben riconducibili ad uno dei soggetti. Ad esempio un partner che ruba tutti i soldi all’altro oppure che gli usa violenza fisica.
Mah…
E se fosse che questi teneri ometti ci deludono proprio perché talvolta li carichiamo di aspettative che sarebbero impossibili da portare per chiunque?
Può un ragazzo di sedici anni avere le stesse tenerezze di un bambino?
No, se gli ormoni hanno preso a girargli regolarmente nel corpo.
Si può pensare di “porvi rimedio” con la “l’educazione”?
Si e no. Dipende dall’educazione dell’adulto preposto alla bisogna. Cosa buona e giusta sarebbe che questi ricordasse perlomeno quel che vuol dire concretamente quell’età.
Senza distorsioni ideologiche.
Tra Enrico e Franti ho sempre trovato di gran lunga più autentico il secondo.
Divento immediatamente fan di questo bambino, e spero che come lui ce ne siano sempre di più. Ma voglio fare un paio di appunti al tuo articolo.
“Gli auguro che questa disposizione al sentimento, alla seduzione, che considero il seme e il sale dell’amore, non gli venga demolita in pochi anni a colpi di videogiochi inneggianti alla violenza…”
Videogiochi inneggianti alla violenza? Sei sicuro che sia davvero quello a trasformare un bimbo dolce e sensibile in un maschilista violento e sopraffatore? È la società che purtroppo ti fa diventare così, oltre ad una predisposizione caratteriale. Più sei macho, e “disinvolto” con le ragazze e più sei accettato socialmente come vero uomo.
Io sono cresciuta con film western violenti e thriller dove saltano tutti in aria (vedi Arma Letale, Terminator, tutti i film di Sergio Leone, ecc.). Secondo il tuo ragionamento dovrei essere una serial killer?
Secondo appunto, per cui mi piacerebbe una tua risposta (anche gli altri sono invitati a farlo ovviamente).
“E gli auguro pure che quella bella ragazza conservi ancora abbastanza femminilità”.
Io sono un alieno che viene da Proxima Centauri (e non porto droghe allucinogene come nel romanzo di Philip Dick). Definiscimi femminilità e l’insieme di elementi che ti fanno considerare una ragazza “femminile” o meno. Mentre lo fai, ragiona quanti di questi ti sono dettati dalla tua mente e quanti dagli stereotipi sociali.
Un caloroso saluto,
Lisa
…ehm… per rispondere alle tue questioni occorrerebbe scrivere una serie infinita di articoli, oppure richiamarsi ad una letteratura di dimensioni spropositate. Quanto di noi è insito nel dna e quanto è determinato dall’ambiente in cui cresciamo?
Potrei provare a rispondere con una domanda: secondo te, a parte le evidenti differenze di carattere fisico, quali sono le differenze di carattere psicologico (se ve ne sono) tra un uomo ed una donna? Ne esistono in natura o sono tutte determinate dagli “stereotipi sociali”?
Un caloroso saluto anche a te
Così come per l’esposizione a fatti violenti (fittizi o reali), le reazioni possono essere molto diverse a seconda delle persone e forse del genere.
In ogni caso ci sono studi che indicano che determinate simulazioni non sono neutre verso i successivi comportamenti.
In questi casi subentrano tutta una serie di fattori che ho brevemente elencato in una risposta (probabilmente in coda di attesa per la sua lunghezza) a Chiara di Notte.
Si, soprattutto dalle fanciulle inesperte; attenzione però questo tipo di valutazioni NON sono uguali in tutte le società e variano molto a seconda delle “zone” geografiche.
Premetto che stiamo parlando di qualcosa che è altamente soggettivo e penso anche parecchio in disuso, così come accade per le qualità dei cosiddetti “gentleman”.
Per sincerità confesso che se dovessi chiarire il concetto a un mio gruppo di conoscenti modello “macho-godzilla” userei dei termini leggermente diversi da quelli considerati socialmente corretti, tuttavia in questa area l’uso di termini civili è imprescindibile quindi non ci si stupisca del seguito.
Dunque una ragazza o una donna è femminile quando presenta gli attributi che comunemente (almeno nell’immaginario maschile) si associano alla femminilità.
Questi “attributi” non sono come si può volgarmente pensare solo di tipo fisico, bensì soprattutto caratteriali.
Lo so, è una cosa che può sorprendere ma il peso dato a queste due categorie si sposta inevitabilmente verso la seconda con il passare del tempo (e anche piuttosto rapidamente dopo i 5 lustri di età); certo “esternamente” si possono mantenere delle valutazioni più terra-terra, ma “internamente” le cose sono diverse.
Per esempio fisicamente è indubbio che evitare gli estremi aiuti (quindi le aspiranti lottatrici di Sumo così come le anoressiche rendono pensosi), tuttavia non è solo questo che può attrarre o respingere, senza contare che il leggero sovrappeso ha il suo fascino per i maschi ed è considerato un tratto molto “femminile” se ben distribuito in determinati punti (sempre in onore della venere paleolitica).
Per la categoria “caratteriale” è necessario distinguere fra gli incontri “fugaci” e quelli di “più ampia durata” (fidanzamento, convivenza, matrimonio, ecc.) perchè è solo con una conoscenza un po’ più approfondita che si possono apprezzare o meno certe qualità (poi l’amore all’inizio è un po’ cieco).
Ad esempio un carattere femminile, considerato desiderabile non è inutilmente aggressivo, ipercritico, eccessivamente venale, sprezzante, insensibile o eccessivamente arrendevole, bensì è intelligente, perspicace, con un minimo del senso dell’umorismo, fedele, possibilmente non morbosamente geloso e asfissiante, capace di sorridere e soprattutto di “comprendere” e “prevenire” le situazioni spiacevoli.
Ecco adesso dico qualcosa che spesso si lascia in secondo piano ma l’educazione, la bontà di carattere e una naturale classe comportamentale sono qualità che influenzano molto positivamente il grado di femminilità.
Poi è chiaro che ogni persona ha dei “fenotipi” da cui si sente più o meno attratta e dei modelli di carattere con cui può condividere certe affinità o apprezzare certe diversità.
A questo punto dovrei procedere con degli esempi ma termino ricordando solo che ci sono innumerevoli classifiche internazionali tipo “ask men”, ecc. che “potrebbero” far capire qualcosa (anche se chiaramente infestato da stereotipi che devono essere opportunamente “interpretati”).
ah ah ah
Adetrax non si sottrae alla sfida di Lisa, ma cade – mi sembra – nella sua trappola: ora mi aspetto una risposta del tipo “eh, ma non sono altro che i vostri soliti stereotipi maschili(sti)”
Si’.
Soprattutto quando scrive:
praticamente io ci leggo: “Non deve rompere le palle!”
In soldoni: non vuole una donna.
Desiderare è lecito
Almeno non 24 ore al giorno
Povere vittime…
Comunque a volte, ascoltando i discorsi di certi uomini che hanno piu’ o meno il medesimo tono, mi vengono in mente quelli che costantemente si lamentano dei programmi che la TV propina loro e continuamente criticano dicendo che non e’ possibile stare a guardare certe cose…
Salvo dimenticarsi che sul telecomando esiste un tastino magico che se si vuole, riesce a spegnere il televisore evitando cosi’ la “tortura”.
Si, può essere, ma ho volutamente omesso qualcosa, così giusto per lasciar spazio a qualche critica (il lavoraccio l’ho delegato all’ask men)
Ah, Fully, una cosa importante: grazie, perchè quando incontrerò qualcuno che mi risponderà in modo duro, quando incontrerò una freddezza che mi tocca e che non posso ignorare, rileggerò questa piccola grande vera storia.
Hai detto bene Fully e cioè che qualche ragazza conservi la femminilità. Il resto verrà da se, come ai vecchi tempi. Poi è arrivato il femminismo e i bambini hanno preferito rivolgersi ad altre cose. Mentre da grandi hanno incominciato a viaggiare verso paesi come Cuba, eccetera.
La femminilità!
Cito Lisa, piu’ sopra:
Qualcun’altro ha condensato il tutto in : che non rompa le palle per 24 ore al giorno.
Tu, invece?
Grazie Fully, mi ha fatto tornare indietro con gli anni.
Spero che Alessandra decida di dare un’opportunità a Massimiliano.
Dopo questo gesto e le sue parole, se lo merita…