Lance Hahn, cantante del gruppo californiano punk-rock J Church, formatosi nel 1992, è morto il 21 ottobre 2007 all’età di 40 anni in seguito a complicazioni legate a problemi sempre più gravi ai reni. E’ stato fatale un collasso durante una seduta di dialisi che lo ha portato in coma farmacologico dal quale non è più riuscito a svegliarsi. Queste sofferenze andavano avanti da qualche anno e Lance aveva bisogno urgente di un trapianto di un rene, visto che la cura antibiotica non portava benefici ed anzi, stava man mano debilitando il suo fisico. Purtroppo (e suona strano dirlo per una persona che ha dato tanto alla musica, suonando la chitarra anche per Beck nel 1994) Lance, come quasi 50 milioni di americani, non aveva un’assicurazione sanitaria che gli poteva garantire cure più costose, e le cose non hanno fatto altro che peggiorare da aprile.

Suona strano che la nazione tra le più ricche del mondo e avanzate nella ricerca medica non sia in grado di prendersi cura dei suoi cittadini: Lance e la sua famiglia hanno persino aperto una donazione paypal sul sito web per far fronte alle spese, contando sulla solidarietà di fans e amici. In questo senso varie etichette indipendenti si sono mosse (No Idea, Cat Food Money, Vinehell, Jerk Off e Tic Tac Totally) con raccolte tributo della band per sovvenzionare le spese, anche se ora sono servite solo per una dignitosa cerimonia funebre. Invece che prendersela (spesso giustamente) con le inefficienze della sanità pubblica guardiamo l’altra faccia della medaglia: vogliamo veramente un sistema basato esclusivamente su costo/servizio e chi non ha fondi è in mezzo ad una strada? Ci hanno provato a impostare il tema della sanità pubblica e di diritto alla salute a metà anni novanta negli USA, ma la macchina delle case farmaceutiche e delle lobby assicuratrici tramite politici conniventi ha messo a tacere tutto definendo l’idea pericolosa in quanto innesterebbe principi di socialismo malsano e antipatriota. “But we don’t want to have SOCIALISM, now do we.”
Linkaci - Sostienici Gratis -Feedati - Scrivi Per Noi - Partecipa Agli Speciali
Tag: affari, sanità, servizi-pubblici, stati-uniti
Marci di Yastaradio
Stampa questo Articolo









8 commenti
Feed ai commenti per questo articolo
Trackback link
http://www.mentecritica.net/una-storia-moderna/oltre-il-confine/marci-di-yastaradio/2305/trackback/
12 Dicembre, 2007 a 21:06
MenteCritica
La questione mi interessa molto ed ho ritenuto di chiedere informazioni ad una persona che vive negli Stati Uniti e della cui opinione mi fido:
Ecco quanto mi ha detto sull’argomento. Insieme alle considerazioni di Marci da Yastaradio, le affido alle vostre valutazioni:
“Parlando di sanità, quella americana non è certo perfetta ma non prendere nemmeno per oro colato tutte le descrizioni negative che si leggono in giro. Intanto non si tiene mai conto di un aspetto che è invece significativo, vale a dire le diverse mentalità dei popoli. Quello che è l’assistenzialismo di stampo italiano od europeo, l’americano non lo concepisce. L’italiano aspetta sempre che sia lo stato ad intervenire, l’americano è più portato a cavarsela da solo. Così come, per fare un altro esempio, l’italiano che finisce di studiare a 25 anni vorrebbe subito un impiego fisso, con stipendio, pensione e liquidazione assicurate. Qui non è così.
Quando Clinton (democratico) cercò di introdurre una riforma sanitaria sul tipo europeo il suo progetto fu bocciato dal Congresso a maggioranza democratica. La riforma sanitaria sarà sicuramente uno dei temi principali della campagna elettorale ma chi pensa di prendere a modello i sistemi assistenzialisti di tipo europeo, come per esempio il democratico Edwards, non andrà da nessuna parte, semplicemente perché questo non è il modo di pensare americano.
La realtà è che negli USA, non essendoci ritenute sindacali sugli stipendi, tutto ciò che uno guadagna se lo porta a casa. A questo punto sta a lui scegliere un’assicurazione che gli garantisca un’adeguata copertura in caso di malattia. Molti, di loro iniziativa, non fanno nulla ma va anche detto che dei circa 40 milioni di persone che sono sprovvisti di copertura sanitaria la metà di questi sono giovani professionisti che guadagnano 60-70-75 mila dollari all’anno e che, di loro scelta, non si assicurano, anche perché, pensano, se dovessero avere bisogno di cure sarebbero in grado di far fronte con i loro soldi.
Nella maggior parte dei casi chi lavora ottiene una copertura sanitaria dal proprio datore (il quale ha naturalmente delle agevolazioni fiscali). Non sono poi tantissimi quelli che si fanno l’assicurazione privata. Un po’ per quella mentalità di cui dicevo e che spinge la maggior parte delle persone giovani, in salute, benestanti o con guadagni alti, a “non pensarci”. Anche perché, qualora ne avessi bisogno, puoi fare l’assicurazione quando vuoi, scegliere il tipo di durata e di copertura che vuoi, interromperla quando vuoi…Ci sono centinaia di tipologie di assicurazioni, con costi e servizi differenti. Posso farti l’esempio personale. Io ho un’assicurazione molto semplice, nel senso che ho tenuto conto della mia età e del fatto che fortunatamente godo di buona salute. Così ho scelto di essere coperta solo per eventuali gravi malattie improvvise. Mi hanno visitata (per accertarsi che non fossi in realtà in punto di morte), mi hanno chiesto se fumo o faccio uso di droghe, ecc…Non ricordo la cifra esatta che pago ma è tra gli 80 e 90 dollari al mese…Questo lo può fare chiunque. E’ una cifra così impossibile? Comunque ci sono tantissime altre possibilità, dipende da cosa vuoi, dal tuo stato familiare… E le cose potrebbero anche migliorare se vincesse Giuliani, il quale pensa soprattutto che la cosa giusta sia incentivare la concorrenza tra le varie compagnie assicurative in modo da avere contratti a prezzi più bassi e con agevolazioni.
A restare scoperti sono cittadini della middle-class, che non se la sentono di sborsare soldi per un’assicurazione, oppure i clandestini che non sono al corrente dell’esistenza del Medicaid, la formula che garantisce cure gratuite a chi non è in grado di pagare presso qualsiasi ospedale pubblico. Ci sono donne messicane che entrano appositamente in California e si presentano a qualche ospedale pubblico per poter partorire senza dover pagare.
Nessuno dice che le cose vanno bene così, però c’è anche chi nel presentare la situazione sanitaria gioca sporco per motivi suoi. Ritengo anche che quando si prende in esame la sanità USA bisognerebbe tenere conto pure del livello raggiunto qui dalla scienza medica, dalla ricerca, il livello dei medici e delle cure stesse.”
Esprimerò le mie valutazioni in un commento successivo.
[Rispondi a questo commento]
14 Dicembre, 2007 a 17:40
marc
bene tutto quello scritto…però applicare il libero mercato sulla salute dei cittadini mi sembra un’estremizzazione tutta americana.”L’italiano aspetta sempre che sia lo stato ad intervenire, l’americano è più portato a cavarsela da solo”: peccato però che la vita media di un americano sia di molto inferiore a quella di un italiano (alla faccia del progresso innegabile nella ricerca), e da solo fatichi a cavartela, soprattutto se hai un tumore bello tosto. in canada per esempio esiste da non molto la sanità pubblica e un canadese avendo provato i due sistemi se ne guarda bene dal tornare indietro. anche se paga ovviamente più tasse. lasciando perdere i casi limite come i pazienti lasciati in mezzo ad una strada (purtroppo capitati), persino chi è assicurato in america è poco tutelato, visto che le assicurazioni non pagano di buon grado cure costosissime (sono assicurazioni, no?), perciò le polizze hanno un sacco di clausole vessatorie un pò come le nostre ass. sull’auto. peccato si applicano direttamente sulla persona e non su un rottame. io penso che il liberismo sfrenato che produce spesso disastri in economia - maggiore concorrenza uguale minor prezzo. però minor prezzo può significare taglio del personale, scarsa qualità del prodotto o illeciti d vario tipo a danni del consumatore finale- sulla pelle delle persone è agghiacciante. purtroppo per far fronte al contenimento delle grosse spese e inefficienze della nostra sanità, questa non è la strada, sarebbe come ricorrere alla decapitazione per curare un mal di testa.
[Rispondi a questo commento]
14 Dicembre, 2007 a 22:01
roberto
Primo: in Italia, in campo sanitario e non solo, esiste una cosuccia che gli americani si sognano; cultura, condizione necessaria ma non sufficinete (ndr) per comprendere che il diritto alla salute non può essere un bene da commercializzare; ma si sa, dall’America riusciamo e si vogliono carpire solo gli atteggiamenti peggiori del loro modus vivendi.
Secondo: il livello scientifico in America non è avanti anni luce rispetto al nostro e comunque non rappresenta una giustificazione per indirizzarlo ai soli abbienti.
Quanto al livello dei medici, diciamo che gli americani sono degli ottimi professionisti la cui cultura medica è molto differente dalla nostra, sono degli ottimi operatori-tecnici, che probabilmente è ciò che interessa maggiormente al paziente e non a torto, ma dal punto di vista fisiopatologico non c’è confronto. In sostanza in Europa le cose si pensano loro le realizzano grazie ai quattrini.
Terzo: in America c’è il medicaid. In pratica un sistema che se sei mezzo morto vieni rianimato solo per sentirti dire che non hai abbastanza soldi e devi morire. Artisti del sadismo. A noi tocca la politica a loro la sanità.
E’ ovvio che un livello minimo di assistenza deve essere garantito altrimenti ci sarebbe la rivoluzione.
Quarto: l’educazione alla salute, unitamente ad una gestione oculata delle risorse rappresentano a parer mio gli unici elementi in grado di limitare costi ed evitare abusi del diritto alla salute.
In definitiva, suonerà strano ma se sei povero e malato essere italiano è una fortuna.
[Rispondi a questo commento]
14 Dicembre, 2007 a 23:37
Emanuele
Giusto in questi giorni ho visto Sicko di michael moore. Davanti ai fatti documentati c’è poco da dire, è scandaloso. Quoto roberto in tutto
[Rispondi a questo commento]
15 Dicembre, 2007 a 4:55
amosgitai
Giusta la citazione di Sicko che stavo anch’io per introdurre. Agghiaccante, non ci sono parole per descrivere la situazione!
[Rispondi a questo commento]
15 Dicembre, 2007 a 10:58
Doxaliber
Michael Moore non le ha certo mandate a dire..
Comunque dal servizio sembra che gli Stati Uniti, la nazione più ricca e potente al mondo, debba e possa accontentarsi del 37mo posto, appena un posto sopra Cuba! Fanno confronti con Cuba! Ah ah ah… 
[Rispondi a questo commento]
15 Dicembre, 2007 a 21:41
Miguel
Secondo me è necessario dire qualcosa senza criticare quanto sposto prima, semplicemente voglio dare altri riferimenti.
Il mio suocero, messicano che ha lavorato negli USA per 30 anni e vive attualmente in Messico anche se ha la cittadinanza americana, ha diritto al “MediCare” fornito dal governo USA, ha 5 bypass nel cuore, li hanno fornito gratuitamente tutta l’assistenza medica in USA per controlli, spostamenti, ed anche un appartamento arredato di 200$ al mese se ha bisogno di restare in USA per un periodo durante i controlli medici.
Un altro amico messicano diventato cittadino americano (ex Vietnam), prende la sua pensione dalla Exxon dove lavorava, prende la pensione da veterano di guerra, ed ha tutte le medicine scontate al 90% dal costo reale.
Io vivo in Messico, se vai al ospedale del governo (IMPS) muori aspettando che ti diano assistenza, pago 1.400$ all’anno per avere assistenza in ospedale privato con livelli di professionalità pari a quelli dei dottori di Houston (TX) e dei dottori cubani, considerati dei migliori del mondo.
Il problema è che se non hai soldi o non hai “versato”, sei per strada, cioè morto……..
[Rispondi a questo commento]
16 Dicembre, 2007 a 0:51
roberto
Medicare e Medicaid non sono la stessa cosa.
Medicare è un sistema che fornisce cure come ben descritto da Miguel, bisogna precisare che è un servizio per anziani ovviamente contribuenti.
Medicaid invece è per così dire un sistema di fornitura limitata di cure per chi è un poveraccio e che sventuratamente decide di ammalarsi.
Il problema più rilevante interessa coloro che non sono sufficientemente poveri per il Medicaid ma nemmeno abbastanza “ricchi” per pagarsi un’assicurazione privata, tralasciando gli immigrati clandestini ovviamente.
Inoltre Medicaid non è un sistema con “parametri” univoci in tutti gli stati che costituiscono gli USA; in pratica un cittadino potrebbe usufruire del Medicaid nello stato X e non nello stato Y.
(I medici cubani non sono tra i migliori al mondo, sono semplicemente fenomenali).
[Rispondi a questo commento]