Una Stella Come Tante
2 maggio, 2007 - 18:00 di cruman
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
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Mi chiamo Stella, sono un’insegnante di religione. No, non mi interessa che avete scelto di non avvalervi, adesso mi ascoltate come avete ascoltato tutti quei servizi morbosetti sul professore sessualmente indeciso e sulla supplente invece meno. Ma partiamo dall’inizio.
Per motivi che si perdono nelle piogge dei poteri temporali l’insegnamento della mia materia è istituzionalmente IRC (insegnamento religione cattolica) indi per cui non obbligatoria. Se durante la mia ora si facesse etica, storia delle religioni e compagnia bella, non diventerei una educatrice facoltativa, come succede in diversi paesi europei, ma obbligare la catechesi non è politically correct. La notizia però è che nelle mie lezioni e in quelle dei miei colleghi si fa proprio etica, storia delle religioni, educazione civica eccetera. Risultato: noi siamo figure precarie perché in teoria insegniamo una materia facoltativa, pur insegnandone una obbligatoria. Primo mistero gaudioso.
Dal punto di vista didattico contiamo come il due di coppe con briscola a bastoni. Il nostro voto non fa media e le alternative alle nostre lezioni sono andare a casa prima, venire a scuola dopo, appoggiarsi al bancone del bar dell’istituto e praticare fori nel tramezzo dello spogliatoio delle ragazze. Ardua scelta. Mentre, per esempio, in Germania chi non si avvale dell’insegnamento della religione fa etica, educazione civica e via discorrendo. Proprio le cose che noi non dovremmo fare per via dell’IRC, ma che in realtà facciamo per via del politically correct. Secondo mistero gaudioso e pure un po’ buffo (del resto io fo’ religione).
Insegno da 17 anni e i ragazzi sono cambiati. Meno concentrazione, più superficialità, fretta, quantità e poca qualità. Il problema è che rispecchiano qualcosa, non sono così casualmente. I genitori (spesso troppi più di 2) li affidano a noi come si affida a un addestratore un cane che non da la zampa. Salvo poi difenderli anche se sbranano un bidello. L’alcool e la droga sono paurosamente dilaganti… il sesso li annoia già a diciassette anni, tanto che le ragazze si spogliano in maniera proporzionale al disinteresse che suscitano, arrivando ad indossare francobolli (il che da un nuovo senso a certe pratiche sessuali). Paradossalmente i più dissoluti sono quelli provenienti da culture cattoliche alla faccia di chi dice che il cattolicesimo è opprimente, bigotto e restrittivo. Gli evangelici, i protestanti, i mussulmani hanno invece un pudico senso di rispetto, quasi un timore.
Insomma le famiglie fanno la loro parte, dando sempre tutto, salvo poi lamentarsi della perdita di controllo (che si argina con un cellulare da 600 euro) ed affidarsi alla scuola. La scuola punta tutto sulla frenesia, la quantità di scarsa qualità: corsi sperimentali, di ceramica spaziale, teatro no, scambi ludoculturali, tutto ammassato, tutto per far bella figura come istituto ed attirare iscrizioni e soldi. Per questo stesso motivo la dirigenza tende a difendere i ragazzi, già spalleggiati dalle associazioni genitori aumentando in loro un pericoloso e irreale senso di potere e diminuendo drasticamente la mia possibilità di gestire questo immenso puzzle di razze, lingue, religioni, ormoni, capacità e incapacità.
Non sono goldrake, sono una donna e provo a fare del mio meglio senza essere messa in condizioni di fare ciò che si pretende da me. Un ragazzo che ha problemi ha insegnanti di sostegno, corsi di recupero e programmi speciali. Per noi non c’è niente. Puoi anche impazzire, ma tutto quello che puoi ottenere è una bella denuncia, un filmino su internet e un processo mediatico sommario, giusto a metà tra il periodo dei pruriti degli adolescenti e il boom delle inchieste shock.
D’accordo mi sono sfogata un po’, ma ci tengo a dire che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge (durante il corso di pittura olistica). Il rapporto con i ragazzi, anche se non con tutti, può darti molto dal punto di vista umano. Se riesci a non farli allontanare e non farli avvicinare troppo, al punto di metterti le mani nei pantaloni, diventi una sorta di punto di riferimento. Il che significa stima e considerazione. Il che si traduce in meno persone che ruttano in classe. Ma soprattutto significa servire a qualcosa, far considerare dei valori, uscirne arricchiti e spendere molto meno in benzodiazepine.
A causa di un bislacco evolversi della situazione della didattica italiana e degli stili di vita familiari, il ruolo di insegnanti come me è stato sempre più spinto a sovrapporsi a quello di un educatore, ma di tutti i genitori disperati con cui ho parlato, che si sentivano inermi di fronte alla refrattarietà dei propri figli verso una qualsiasi forma di disciplina, se ne trovano pochi che capiscono che se due genitori che si occupano di un ragazzo non ottengono risultati, è praticamente ridicolo che una sconosciuta in un’ora a settimana abbia successo con centinaia di “figli”.
Non voglio dilungarmi in anacronistici discorsi “missionari”, anche se solo la passione, la forza interiore e il credere in qualcosa possono spingerti a resistere e a continuare a provare. Però ora che è molto di moda il “dagli al professore” pensateci bene prima di giudicare una persona da un titolo ad effetto fatto ad arte per sfruttare proprio quella mancanza di valori di cui tutti si lamentano.
Ora devo andare, io non posso non avvalermi, anche se non c’è più religione.
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Una Stella Come Tante è di

Sono tornato nella mia scuola, tempo fa, dopo 5 anni dal termine della mia maturità e la “popolazione” di quella scuola era lontana anni luce da quella dei miei tempi. E’ una cosa che stento a credere, se penso come è cambiata la cultura giovanile in solo 5 anni. Se ci penso bene e guardo nell’intorno della mia generazione posso dire che questo cambiamento era già in atto ai tempi del mio essere studente delle superiori, forse sono solo un caso riuscito un tantino meglio, ma sono sempre stato fuori dai canoni e fuori dai gruppi “standard”per dirlo.Non riesco a spiegarlo, non riesco ad aggiungere altro a quanto già scritto, ma la situazione culturale tra i giovani non è affatto rosea.
eheheh è sempre stato così, non solo adesso…
salve a tutti. prima di tutto preciso una cosa: non sono Stella e non insegno religione. Questo post l’ho scritto dando forma ai racconti di una mia cara amica docente. Ottima persona che molto ha dato ai ragazzi e che molto ha subito da un ambiente davvero poco gestibile (e una stellacometante è solo un gioco di parole).
Per gerardo, io non ho mai detto che gli insegnanti di religione debbano avere un peso “didattico” stavo solo ponendo l’accento sul fatto che di fronte agli studenti sono privi dell’arma più potente: la minaccia della bocciatura e non ne hanno una “di scorta”. E spesso questa loro vulnerabilità viene sfruttata a tutti i livelli.
Mai detto nemmeno che non bisogna condannare gli incompetenti. Ho solo descritto una situazione da un punto di vista diverso da quello con cui in questo periodo si giudicano certi contesti.
Sinceramente non capisco perchè sia diventato uno scontro del tipo “i ragazzi sono capre, no i professori sono buoi”. Non era il mio intento. Molti non conoscono le incongruenze dell’IRC e certi aspetti umani che questa professione determina. Ho solo voluto approfittare della mia vicinanza a un punto di vista competente di una persona che stimo e rispetto.
grazie a tutti
Ciao cruman.
Gli atteggiamenti anti-docente che descrivi non danno fastidio solo a te, che li vivi sulla tua pelle. Danno fastidio anche a chi come me non poteva nemmeno arrivare a concepirli, a chi rispettava almeno l'istituzione quando non anche l'uomo che la portava addosso, a chi conosceva i limiti tra i ruoli e non si sentiva di varcare mai quella soglia, sapendo quali sarebbero state le conseguenze.
Nutro ancora lo stesso grandissimo rispetto nei confronti delle figure di insegnanti e professori; trovo però che gran parte della loro perdita di autorità sia da addebitare a loro stessi e alla scuola in generale.
Ne avevo già parlato io, lo fai notare anche tu: state pagando l'incongruenza di una categoria frastagliata in troppe classi sociali, state pagando l'incompetenza di chi vi dirige. Se chi dovrebbe appoggiarvi viene meno al suo ruolo, inevitabilmente il vostro perde peso.
Se il vostro ruolo perde peso, inevitabilmente non avremo più il miglior chirurgo, il miglior ingegnere. E un domani, nemmeno il miglior professore.
Un sentito augurio di tempi migliori.
>Dal punto di vista didattico contiamo come il due di coppe con briscola a >bastoni
mi sembra anche giusto che non incidiate per nulla sulla carriera professionale di uno studente.
>Insegno da 17 anni e i ragazzi sono cambiati. Meno concentrazione, più >superficialità, fretta, quantità e poca qualità.
confermo , me li ritrovo nei bar , manco sono capaci più di bere come dio comanda.
>Insomma le famiglie fanno la loro parte, dando sempre tutto
confermo anche questo , pessime famiglie che fanno un pessimo lavoro su pessimi figli istruiti da pessimi professori , più o meno l'immagine che vedo io è questa.(salvo rare eccezioni)
>Non voglio dilungarmi in anacronistici discorsi “missionari”, anche se solo la >passione, la forza interiore e il credere in qualcosa possono spingerti a resistere e a continuare a provare.
mi fa piacere che qualche insegnante a cui piace il proprio lavoro ci sia ancora.
per concludere il mio punto di vista:
su più di 80 insegnati incontrati in 20 anni solo una decisa si salvavano (tra questi alcuni mi hanno fatte anche le scarpe), gli altri erano braccia rubate all'agricoltura, speccho dei tempi , nel lavoro che faccio adesso ho la stessa proporzione se non peggiore , per cui non mi si venga a dire che non bisogna condannare qualcuno che fa il suo lavoro solo perchè una minima minoranza l fa mentre la maggioranza fa finta(?).
l'episodio che più racconto è : liceo classico , professoressa di chimica che in prima liceo faceva le ossidoriduzioni , io sedicenne che la coreggevo dal posto (e a scuola sono sepre stato una chiavica , per i professori)
adesso tiratemi pure gli anatemi , ma i professori non li amo proprio salvo prova contraria.
Cruman, sei più realistica di una bella fotografia, ottimi dettagli e favoloso gioco di chiaro-scuro… Ce ne fossero di insegnanti come te in giro !
Vai avanti, non puoi fermarti. Dovresti tenere lezioni ai genitori, non ai figli.
In bocca al lupo per il prosieguo della tua (stavo scrivendo “professione”, ma mi correggo…) MISSIONE !
E' vero! Anche la nostra prof di chimica non capiva un cazzo…ma lei non ci stava più con la testa.
In compenso invece posso dire che ora, dopo anni, ho stampati ben in mente parecchi insegnamenti delle prof di inglese e lettere, e anche di quello di fisica – che odiavo. Io devo molto a loro, e – come dice emanuele – se dopo 5 anni andiamo ancora a trovarli significa che qualcosa ci hanno insegnato.
Coraggio Stella, fallo per quei pochi che se lo meritano.
Ecco il problema dell’istruzione: pochi professori pensano all’etica e all’educazione civica, e quei pochi che lo fanno per legge non lo dovrebbero fare.
Hanno fatto diecimila riforme della scuola negli ultimi venti anni, ma nessuna di queste ha proposto la vera rivoluzione: potenziare le ore di educazione civica, obbligare lo studente a seguire un’altra materia (seconda lingua, sociologia, antropologia, per esempio) se non fa religione, e dare a tutti i professori le stesse armi per educare gli studenti.
Sarebbe una riforma poco costosa e che darebbe i suoi frutti in cinque anni.
Ma no, noi Italiani preferiamo fare riforme nebulose ogni legislatura, spendendo sempre soldi nelle cose sbagliate e facendo crescere i nostri figli nella totale ineducazione…
P.S. nelle mia riforma sono previste bacchettate alle famiglie che “difendono” a prescindere i propri figli. E che cacchio…
Per quanto riguarda gli insegnanti di religione riporto un documento:
Il contributo dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana: il comunicato finale dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente di marzo 2007.
Mons. Betori, Segretario Generale della CEI, ha presentato il 3 aprile 2007 in conferenza stampa il comunicato finale dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente che si è riunito a Roma dal 26 al 29 marzo 2007. In esso possiamo trovare un riferimento al contributo dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana:
Riflettendo sulla situazione dell’insegnamento della religione cattolica, i vescovi hanno voluto sottolineare il notevole contributo da esso arrecato alla formazione delle giovani generazioni, grati per la dedizione competente e appassionata dei docenti, con il particolare auspicio che non venga meno in questo ambito la presenza dei sacerdoti. L’alta percentuale (91, 6%) di alunni che anche nell’anno scolastico 2005-2006 ha scelto di avvalersi di tale insegnamento nella scuola statale sta a dimostrare, infatti, che genitori e studenti ritengono che esso possa aiutare a una corretta conoscenza della fede in Cristo e a maturare una personalità in grado di comprendere i processi culturali in atto, in un momento in cui si assiste anche in Italia a un rinnovato interesse nei confronti delle religioni. In definitiva, si tratta di un insegnamento quanto mai pertinente in vista della formazione globale della persona, perché favorisce la ricerca di senso, il confronto con la proprie radici storiche e l’apertura alla spiritualità. In tale prospettiva, i vescovi hanno altresì confermato la necessità che le potenzialità dell’insegnamento della religione, non solo nella scuola statale ma anche in quella cattolica, siano adeguatamente valorizzate nell’azione pastorale, invitando le Chiese particolari a impegnarsi nella formazione iniziale e nell’aggiornamento permanente dei docenti, a loro volta chiamati a sentirsi parte viva e integrante della comunità diocesana e a dare uno specifico contributo nel campo dell’educazione e della “inculturazione” della fede, con particolare attenzione alla pastorale della cultura, a quella giovanile e vocazionale. Non dovrà inoltre mancare attenzione specifica e disponibilità a offrire collaborazione alla vita della scuola da parte delle stesse comunità parrocchiali, soggetti sociali significativi del territorio.
Rispetto quanto scritto da cruman mi pare che la cosa sia diversa… O la CEI non la racconta giusta!
———————–
Peso didattico: si può dare un voto "alla pastorale della cultura, a quella giovanile e vocazionale"? Oppure si misura la "fede"? Su una scala da 1 a 10 io ho voto 0……
Per quanto riguarda le altre cose sulla situazione generale della scuola solo "cui prodest" che la scuola resti così?
per cruman
>Per gerardo, io non ho mai detto che gli insegnanti di religione debbano avere un peso “didattico” stavo solo ponendo l’accento sul fatto che di fronte agli studenti sono privi dell’arma più potente: la minaccia della bocciatura e non ne hanno una “di scorta”. E spesso questa loro vulnerabilità viene sfruttata a tutti i livelli.
con la mia risposta forse un po troppo sintetica volevo sottintendere anche che un professore di qualunque cosa non deve usare 'armi' deve solo usare curiosità e voglia di conoscenza che ogni persona ha in varie forme, con questo non voglio dire che non devono bocciare ma non devono usare il voto come mezzo ma come fine.
So che sto filosofeggiando a vuoto, ma l'insegnante che vedo io è uno che mi da 2 e che si prende i ringraziamenti dello studente per il voto che sa che si è meritato.
molto stile libro cuore , ma che alcune volte ho visto o provato.
>Mai detto nemmeno che non bisogna condannare gli incompetenti. Ho solo descritto una situazione da un punto di vista diverso da quello con cui in questo periodo si giudicano certi contesti.
hai descritto la posizione di uno/a che si lamenta di non poter bocciare,non avere risorse , di avere poche ore e di avere 30 bestie che non riesce a gestire (questo è quello che ho percepito io).
Non so a che contesti ti riferisci in particolare ma questo lo pensavo già 20 anni fà per cui è fuori da ogni contesto di sicuro.
>So che sto filosofeggiando a vuoto, ma l’insegnante che vedo io è uno >che mi da 2 e che si prende i ringraziamenti dello studente per il voto che >sa che si è meritato.
l'insegnante che da un 2 meritato esiste è lo studente che ringrazia che non esiste.
>un professore di qualunque cosa non deve usare ‘armi’ deve solo usare >curiosità
parli sempre di relazione tra un "ideale" professore e un gruppo di "ideali" studenti. le armi non sono per attaccare gli studenti ma per difendersi (quando è necessario) da loro, dai loro genitori e dalle istituzioni scolastiche che non mettono in condizioni nè di lavorare bene nè mantenere un minimo di equilibrio mentale. Io ho frequentato una scuola "bronx" e ti assicuro che nei panni di professori di certe classi avrei avuto una paura blu e io sono uno e novanta per novanta chili
>hai descritto la posizione di uno/a che si lamenta di non poter bocciare
assolutamente no. nemmeno per sbaglio.
Forse se si studiasse un pò di più la religione nelle scuole ci sarebbero meno intolleranze poi nella vita di tutti i giorni…
Ricordo che all' Istituto Tecnico avevamo due professori assolutamente in gamba nella loro materia, ma purtroppo fragili… Racconti narrano che uno dei due abbia anche pianto in classe. Queste cose mi inorridiscono!
Noi tutti siamo capaci di cattiverie abominevoli… Che brutto!
Con uno si giocava a calcio in classe con l'altro la classe si svuotava…
risultato: so poco o niente di Diritto ed Impianti!
Però tutti gli altri proff ci facevan rigare dritto… Altroché!
Il punto di tutti i discorsi a partire dalla politica a tutto quel che volete è la cattiveria che ci contraddistingue…
Nel momento in cui ognuno pensa per se ed è disposto a tutto pur di ottenere vantaggi personali si perde la speranza di un mondo migliore.
Giriamola in alto, in basso a destra a sinistra… Come la guardi la guardi il mondo è denso di interesse economico. Non c'è spazio per la giustizia.
Sono sfiduciato ed ho solo 27anni…
Forse se si studiasse un pò di più la religione nelle scuole ci sarebbero meno intolleranze poi nella vita di tutti i giorni… Sono d'accordo in parte con te anche se mi attiro una mezza crocifissione da parte dei miscredenti. Considero le religioni un bagaglio culturale. Io la vedo così: più che tante polemiche( si all'ora, no all'ora, ecc.), andrebbe fatta la storia e l'analisi delle religioni compresa la miscredenza e sarebbe lecito bocciare, più che la sola religione cattolica come inteso nel documento della CEI che ho riportato sopra. Cmq le loro conclusioni non quadrano tanto con la situazione attuale!
Per il resto, la butto là così, qualche decennio fa l'etica (morale) in senso generale (bart non si incavoli), era gestita dalla chiesa e dove non sopperiva la chiesa dal partito per cui diciamo che bene, male seppur discutibile un qualchecosa c'era (fede/ideale). E' stata osteggiata la nascita di una morale alternativa miscredente (non legata alla religione, né a partiti, ma ai diritti dell'uomo un'etica miscredente/laica o neutrale), per cui sempre attirandomi una crocifissione, ora come ora nelle "masse" non si è assimilata una "etica" miscredente/laica, e di fatto non c'è quella religiosa, non c'è quella del partito, e non c'è neppure quella miscredente/laica. Inutile che si mi si rimproveri di dire che un'etica laica esiste: di fatto non c'è altrimenti perchè i casotti? La morale laica/miscredente deve essere sentita o perlomeno non contrastata dalle masse non da quattro gatti… Ritenendo l'etica religiosa o del partito anacronistica le masse se ne sono staccate, e non avendo qualcosa di alternativo ben assimilato (da quello che leggo non penso che la scuola abbia inculcato grandi cose…), in pratica sono finite in maggioranza nelle braccia dei modelli dati dalla TV, dai maghi, dai maghetti, da sette strane, ed altre cose strambe, fatti salvi gli zoccoli duri di tutti gli schieramenti (che sono piuttosto pochini) … La chiesa d'altronde con i suoi anacronistici comportamenti ha contribuito! Ora il papa dice che la TV è male, ecc. ecc., ma di fatto le linee di comportamento/modelli sono quelle che si apprendono dalla TV ed assimilati (lo vedo da mia figlia che mi chiede se ciò che vede in TV è/non è)… Vedi anche i casi di violenza nelle scuole ripresi col telefonino… roba da grande fratello quello televisivo non di Orwell…
Maubra capisco la tua sfiducia, la vedo nera anche io che ho 20 anni più di te … D'altronde il 1818 del catechismo parla di Speranza (virtù teologale). Se muore anche quella come la mettiamo?
@Maubra
le cose lentamente migliorano. Al posto tuo non mi abbatterei così.
Non capisco come mai in Italia si debba fare una lezione di religione quando ai ragazzi non importa nulla, secondo me sono soldi buttati per far perdere tempo agli studenti che potrebbero essere investiti in altre attività.
Ultime notizie svegliaaa, non sono soldi buttati quello è potere dei vescovi, infatti noi paghiamo i prof di religione con le tasse,ma chi deve fare il prof. lo sceglie il vescovo.
Te la vedi la fila di prof. di religione ad elemonisinare una cattedra?
e i politici?
NOn mollare prof., tu nutri le anime, chi altro lo può fare: Mamma.