Stamattina la giornata inizia con una leggera pioggia. È buio e fa freddo. L’estate e le giornate di mare scuro e cielo limpido che l’hanno resa calda e bella come sempre, è finita. Prima di imbarcarmi sull’autobus che mi porta nella città dove lavoro, faccio un lungo tratto a piedi. Luogo la strada mi confondo con il silenzioso popolo dell’alba.
Un uomo con il giaccone giallo fosforescente canta a bassa voce mentre getta cartoni in un furgone con un lampeggiante arancione acceso nella foschia, due bevono il loro caffè senza parlare dietro la vetrina appannata di un bar, i camminanti montano le bancarelle del mercato, i fornai tornano a casa con il pane caldo e croccante che hanno appena sfornato nel sacchetto marrone, i camion del latte scaricano i loro cartoni colorati davanti agli ingressi di servizio del supermercato.
Una ragazza alla fermata aspetta l’autobus insieme a me. Ha le braccia strette al petto. L’arrivo improvviso dell’autunno l’ha tradita e ora cerca di coprirsi in qualche modo dal freddo pungente. Non diciamo una parola. Lei guarda fissa la strada. Quando si gira un attimo a guardare nella mia direzione, i suoi occhi verdi sono tristi e bellissimi.

È a bordo dell’autobus che mi viene servita la mia prima rassegna stampa. Ancor prima di quella geniale che ho il privilegio di leggere per primo quasi ogni mattina, sbirciando i giornali che vengono spalancati, vengo proiettato in un mondo fantastico e molto lontano da quello silenzioso e fatto di faticoso sacrificio nel quale sono stato immerso fino a pochi minuti prima.
Stampelle offerte a premi nobel, satelliti spia che risolvono delitti al posto della polizia, uomini vecchi nell’anima che ridiventano nuovi per mandato elettorale, gente naufragata nella vita che cerca salvezza in un’isola, banche che giurano sulla loro affidabilità, storie di persone che ancora muoiono o uccidono perché per divertirsi hanno avuto bisogno di alcol o droga.
Allora, proprio quando l’autobus percorre quel tratto sinuoso di autostrada dal quale posso vedere la prima luce sulla mia città e il mare silenzioso su cui si affaccia, proprio allora quando sono a mezza strada tra terra e cielo, giorno e notte, in quel territorio incerto della mente che precede la fredda consapevolezza della veglia, è proprio allora che mi chiedo quale sia il mio paese.
È quello che vedo all’alba? Quello silenzioso e serio che ogni mattina scaccia la notte a forza di braccia o quella specie di circo di cui leggo a scrocco le inutili imprese sulle pagine dei giornali? Secondo me la risposta è un’altra ed è più triste.
Il paese siamo noi ed il nostro duro sacrificio di esistenze combuste in lavori che spesso non amiamo e facciamo con muta onestà. Il paese siamo noi con le nostre facce tutte uguali e i giubbotti di poco prezzo comprati al centro commerciale. Il paese siamo noi e i nostri patti traditi ogni giorno da chi ci ha chiesto fedeltà e poi non l’ha ricambiata.
La nostra colpa è stata delegare in bianco e disinteressarsi in blocco della gestione di qualcosa che ci appartiene intimamente per diritto di nascita e per ciò che diamo ogni giorno.
Allora potrebbe essere proprio questo il punto da cui ripartire. Convincersi che parte della nostra vita è anche governare la nostra comunità, assumerci le nostre responsabilità e chiudere, una volta e per sempre, il circo.
Il vaffanculo day? Le primarie? La lotta personale ed efficace contro chi approfitta della legge per arricchirsi sul nostro lavoro? Litigare con chi cerca di precederci nella fila? Denunciare chi non ci fa la fattura ed evade le tasse?
Va bene tutto, l’importante è riprendere il timone in mano e difendere con forza ed energia il proprio diritto ad essere padroni di un paese che è stato costruito e rifondato anche con il sangue ed il sudore delle nostre famiglie.
Ho già scritto che il tempo della delega in bianco è finito. I risultati di questo atteggiamento sono sulle pagine di tutti i giornali ogni mattina. E’ tempo di vivere di nuovo da uomini e non da pupazzi. E’ a questa pacifica rivoluzione individuale alla quale siamo chiamati, ormai in maniera inderogabile.
Ora che è giorno pieno e sono già di fronte al portone del luogo dove spendo la mia vita, mi viene da ripensare agli occhi verdi e tristi che ho visto stamattina. Forse le contingenze e la pigrizia mi hanno portato a sacrificare le aspirazioni, ma potrebbe essere nel rendere di nuovo felici quegli occhi la mia possibilità estrema di redenzione.
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dellefragilicose
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18 commenti
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16 Ottobre, 2007 a 10:12
VOLTaire
Caro DFC… Come sai mi trovi ben d’accordo in tutto quel che scrivi… Mi permetto solo di aggiungere che tantissimo dipende anche dal fatto che troppe persone malvagie “inquinano” il mondo… E quegli occhi tristi, forse, lo erano non solo a causa di questo mondo spietato e sempre più complesso… Ma anche a causa di qualche schifoso che dalla vita ha imparato solo a sfruttare ed usare quel che gli serve senza troppo pensare al dopo… Tristemente…
Per ogni persona per bene ce ne sono troppe “per male”…
Buona giornata a tutti, che sia positiva…
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16 Ottobre, 2007 a 10:18
MenteCritica
Io credo che sia esattamente il contrario.
Ci sono tantissime persone per bene e pochi “per male”, solo che i “per bene” sono meno motivati e compatti.
I “per male” fanno cupola e creano strutture organizzate, i “per bene” pensano ai fatti loro e lasciano fare.
Non va bene.
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16 Ottobre, 2007 a 10:24
VOLTaire
Ci penserò e cercherò di farci caso… Ma per il momento voglio fidami
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16 Ottobre, 2007 a 11:10
Giorgio
“Ci sono tantissime persone per bene e pochi “per male”, solo che i “per bene” sono meno motivati e compatti”: lo credo anch’io.
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16 Ottobre, 2007 a 11:34
Emanuele
Gran pezzo!
Leggerlo è stato un buon inizio di giornata
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16 Ottobre, 2007 a 13:04
MAMMA
anch’io abbraccio la tesi di MC. Ci sono le votazioni per i rappresentanti dei genitori a scuola, mi è capitato di ascoltare le chiacchiere delle mamme sull’argomento “candidati” e mi ha colpito una mamma in particolare: - mi hanno infinocchiato una volta, ora non ci casco più!-
Ed io che pensavo di candidarmi! Pensavo e penso che collaborare con la scuola sia un modo per contribuire alla crescita dei miei figli e della collettivita’ in genere. Meglio fare che stare a guardare. O no???
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16 Ottobre, 2007 a 13:10
tusaichi
non è ancora inderogabile capo.
e se lo è non è sentita.
ci daranno sempre di che sopravvivere e fino ad allora non spero in nessuna rivoluzione, pacifica o violenta che sia.
Il peggio ha ancora da venire. E speriamo si sbrighi.
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16 Ottobre, 2007 a 14:39
ssjSerpico
Sarò breve..
@Serpiko
Come vedi ho risolto il problema con un ssj davanti al nick.. che genio vero??
@dellefragilicose
Sono stato via delle settimane..Mi sono perso qualche tua lezione di fisica?? L’articolo lo leggo stasera perchè scappo, sono di fretta..
Ho aperto anche un blog ma fa già schifo.. e io che avevo chiesto aiuto a Vortex.. O_o
Ciao!!
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16 Ottobre, 2007 a 19:15
administrator
No,
ho aspettato te. bentornato.
Visto il blog, ma non ho ancora letto nulla.
Comunque c’è sempre sto Mario Giordano che turba i tuoi pensieri.
Domani linko il tuo blog sulla home di MC fra i sostenitori.
ciao
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16 Ottobre, 2007 a 21:01
marco il buono
Credo che quest’articolo dovrebbe essere il manifesto ufficiale di MC.
Grandioso come quei tristi occhi verdi.
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16 Ottobre, 2007 a 23:41
ssjSerpico
Ma no, c’è anche altro..
Non è lui l’amore della mia vita, l’ho solo incontrato a Rosswell e mi ha dato un passaggio, ci siamo scambiati il cel, ma non ci siamo più visti da allora..
spero.. )
Che faticaccia, mi fanno male gli occhi.. dai va a vedertelo che io vado un pò a nanna e poi lo modifico in meglio.. DEVO modificarlo in meglio.
Non ho ancora letto il tuo articolo, Magnifico Rettore.. lo farò stamattina alle 5.. (dormo poco
Gli dò comunque 5 stelle tanto so che le vale
Sto collaborando con Miguel.. lo sto un pò incasinando a dir la verità.. ma dice che ha pronto un pezzo per voi, solo è un pò nel pallone ultimamente, come tutti del resto..
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16 Ottobre, 2007 a 23:42
ssjSerpico
Quei tristi occhi verdi mi hanno fatto innamorare a loro tempo, ma la donna in questione è un pò invecchiata nel frattempo.. Peccato, davvero..
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16 Ottobre, 2007 a 23:48
ssjSerpico
Non farmi questo onore capo, arrossisco.. No, sul serio.. almeno finchè non trovo una mia ggiovane redazione, una mia comunità e non scrivo qualcosa di più intelligente…
Non sono degno della tua mensa ma dì soltanto una parola e io sarò salvato.. (Era così vero?? E chi se lo ricorda più.. Elì, elì, lema sabactani??)
Non linkarmi finchè non mi organizzo un pò meglio.
NON LO MERITO ANCORA. Ciao
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17 Ottobre, 2007 a 2:47
ssjSerpico
Sei Fortunato. Hai vinto una nottata in bianco. E domani oggi comunque si parte alle 7.30, per un appuntamento alle 9 e fortuna che sta settimana non lavoro ;).. a dir la verità è un pò che non lavoro, ma definirmi precario sarebbe un pò troppo visto che tra un pò si riparte di brutto..
L’ho letto e merita le 5 stelle. Se mi va leggo anche gli altri articoli persi.
Adesso però mi dirigo al mio blog che ho fatto un bel pò di casino..
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17 Ottobre, 2007 a 16:35
Silent Enigma
E’ tempo di vivere di nuovo da uomini e non da pupazzi. E’ a questa pacifica rivoluzione individuale alla quale siamo chiamati, ormai in maniera inderogabile.
Amen, fratello
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17 Ottobre, 2007 a 20:10
ssjSerpico
Vorrei scrivere qualcosa anch’io per MC, perciò a quattro mani sto cercando di scrivere un pezzo sulla ricerca di un noto Istituto per la prevenzione dei tumori.. (piccolo piccolo) sempre se vi va.. (??)
In teoria andrebbe a fare cazzotti con la linea editoriale?
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18 Ottobre, 2007 a 11:06
MenteCritica
Vediamo …
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18 Ottobre, 2007 a 15:02
ssjSerpico
Come hai trovato il mio blog?
Hia già capito che non son degno di te..?
Non son degno di te, non ti merito più,
ma al mondo no, non esiste nessuno
che non ha sbagliato una volta!
E va bene così me ne vado da te,
ma quando la sera tu resterai sola
ricorda qualcuno che amava te.
Sui monti di pietra può nascere un fiore…
in me questa sera è nato l’amore per te!
E va bene così me ne vado da te,
ma al mondo no, non esiste nessuno
che non ha sbagliato una volta, amor!
Sui monti …
Non son degno di te, non ti merito più,
ma quando la sera tu resterai sola
ricorda qualcuno che amava te.
Amore, amor! Amore, amor!
…
Si tratterebbe dell’Istituto Ramazzini e su alcuni studi sulla prevenzione dei tumori, ma non preoccuparti. Ho detto a QUATTRO mani, cioè mi faccio dare ripetizioni da qualcuno più esperto e socio, io mi limito a studiarmi un pò la parte medica (eh si, ho anche questa passione..
) e poi ti invio. Decidi tu. Comunque presto ti farò una marketta ufficiale e recensirò dfc, per il momento sono solo un infante, perciò recensirò blog amici più che fare post seri. Lasciatemi crescere e vedrete..
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