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Una Rassegna Stampa Senza Notizie

16 ottobre, 2007 di dellefragilicose  
Archiviato in Rassegna Stampa



Stamattina la giornata inizia con una leggera pioggia. È buio e fa freddo. L’estate e le giornate di mare scuro e cielo limpido che l’hanno resa calda e bella come sempre, è finita. Prima di imbarcarmi sull’autobus che mi porta nella città dove lavoro, faccio un lungo tratto a piedi. Luogo la strada mi confondo con il silenzioso popolo dell’alba.

Un uomo con il giaccone giallo fosforescente canta a bassa voce mentre getta cartoni in un furgone con un lampeggiante arancione acceso nella foschia, due bevono il loro caffè senza parlare dietro la vetrina appannata di un bar, i camminanti montano le bancarelle del mercato, i fornai tornano a casa con il pane caldo e croccante che hanno appena sfornato nel sacchetto marrone, i camion del latte scaricano i loro cartoni colorati davanti agli ingressi di servizio del supermercato.
Una ragazza alla fermata aspetta l’autobus insieme a me. Ha le braccia strette al petto. L’arrivo improvviso dell’autunno l’ha tradita e ora cerca di coprirsi in qualche modo dal freddo pungente. Non diciamo una parola. Lei guarda fissa la strada. Quando si gira un attimo a guardare nella mia direzione, i suoi occhi verdi sono tristi e bellissimi.

occh-verdi-stamattina2.jpg

È a bordo dell’autobus che mi viene servita la mia prima rassegna stampa. Ancor prima di quella geniale che ho il privilegio di leggere per primo quasi ogni mattina, sbirciando i giornali che vengono spalancati, vengo proiettato in un mondo fantastico e molto lontano da quello silenzioso e fatto di faticoso sacrificio nel quale sono stato immerso fino a pochi minuti prima.

Stampelle offerte a premi nobel, satelliti spia che risolvono delitti al posto della polizia, uomini vecchi nell’anima che ridiventano nuovi per mandato elettorale, gente naufragata nella vita che cerca salvezza in un’isola, banche che giurano sulla loro affidabilità, storie di persone che ancora muoiono o uccidono perché per divertirsi hanno avuto bisogno di alcol o droga.

Allora, proprio quando l’autobus percorre quel tratto sinuoso di autostrada dal quale posso vedere la prima luce sulla mia città e il mare silenzioso su cui si affaccia, proprio allora quando sono a mezza strada tra terra e cielo, giorno e notte, in quel territorio incerto della mente che precede la fredda consapevolezza della veglia, è proprio allora che mi chiedo quale sia il mio paese.

È quello che vedo all’alba? Quello silenzioso e serio che ogni mattina scaccia la notte a forza di braccia o quella specie di circo di cui leggo a scrocco le inutili imprese sulle pagine dei giornali? Secondo me la risposta è un’altra ed è più triste.

Il paese siamo noi ed il nostro duro sacrificio di esistenze combuste in lavori che spesso non amiamo e facciamo con muta onestà. Il paese siamo noi con le nostre facce tutte uguali e i giubbotti di poco prezzo comprati al centro commerciale. Il paese siamo noi e i nostri patti traditi ogni giorno da chi ci ha chiesto fedeltà e poi non l’ha ricambiata.

La nostra colpa è stata delegare in bianco e disinteressarsi in blocco della gestione di qualcosa che ci appartiene intimamente per diritto di nascita e per ciò che diamo ogni giorno.

Allora potrebbe essere proprio questo il punto da cui ripartire. Convincersi che parte della nostra vita è anche governare la nostra comunità, assumerci le nostre responsabilità e chiudere, una volta e per sempre, il circo.

Il vaffanculo day? Le primarie? La lotta personale ed efficace contro chi approfitta della legge per arricchirsi sul nostro lavoro? Litigare con chi cerca di precederci nella fila? Denunciare chi non ci fa la fattura ed evade le tasse?

Va bene tutto, l’importante è riprendere il timone in mano e difendere con forza ed energia il proprio diritto ad essere padroni di un paese che è stato costruito e rifondato anche con il sangue ed il sudore delle nostre famiglie.

Ho già scritto che il tempo della delega in bianco è finito. I risultati di questo atteggiamento sono sulle pagine di tutti i giornali ogni mattina. E’ tempo di vivere di nuovo da uomini e non da pupazzi. E’ a questa pacifica rivoluzione individuale alla quale siamo chiamati, ormai in maniera inderogabile.

Ora che è giorno pieno e sono già di fronte al portone del luogo dove spendo la mia vita, mi viene da ripensare agli occhi verdi e tristi che ho visto stamattina. Forse le contingenze e la pigrizia mi hanno portato a sacrificare le aspirazioni, ma potrebbe essere nel rendere di nuovo felici quegli occhi la mia possibilità estrema di redenzione.

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Comments

18 Risposte a “Una Rassegna Stampa Senza Notizie”
  1. VOLTaire scrive:

    Caro DFC… Come sai mi trovi ben d’accordo in tutto quel che scrivi… Mi permetto solo di aggiungere che tantissimo dipende anche dal fatto che troppe persone malvagie “inquinano” il mondo… E quegli occhi tristi, forse, lo erano non solo a causa di questo mondo spietato e sempre più complesso… Ma anche a causa di qualche schifoso che dalla vita ha imparato solo a sfruttare ed usare quel che gli serve senza troppo pensare al dopo… Tristemente…

    Per ogni persona per bene ce ne sono troppe “per male”…

    Buona giornata a tutti, che sia positiva…

  2. MenteCritica scrive:

    Io credo che sia esattamente il contrario.
    Ci sono tantissime persone per bene e pochi “per male”, solo che i “per bene” sono meno motivati e compatti.

    I “per male” fanno cupola e creano strutture organizzate, i “per bene” pensano ai fatti loro e lasciano fare.
    Non va bene.

  3. VOLTaire scrive:

    Ci penserò e cercherò di farci caso… Ma per il momento voglio fidami :D

  4. Giorgio scrive:

    “Ci sono tantissime persone per bene e pochi “per male”, solo che i “per bene” sono meno motivati e compatti”: lo credo anch’io.

  5. Emanuele scrive:

    Gran pezzo!
    Leggerlo è stato un buon inizio di giornata

  6. MAMMA scrive:

    anch’io abbraccio la tesi di MC. Ci sono le votazioni per i rappresentanti dei genitori a scuola, mi è capitato di ascoltare le chiacchiere delle mamme sull’argomento “candidati” e mi ha colpito una mamma in particolare: – mi hanno infinocchiato una volta, ora non ci casco più!-
    Ed io che pensavo di candidarmi! Pensavo e penso che collaborare con la scuola sia un modo per contribuire alla crescita dei miei figli e della collettivita’ in genere. Meglio fare che stare a guardare. O no???

  7. tusaichi scrive:

    non è ancora inderogabile capo.
    e se lo è non è sentita.
    ci daranno sempre di che sopravvivere e fino ad allora non spero in nessuna rivoluzione, pacifica o violenta che sia.

    Il peggio ha ancora da venire. E speriamo si sbrighi.

  8. ssjSerpico scrive:

    Sarò breve..
    @Serpiko
    Come vedi ho risolto il problema con un ssj davanti al nick.. che genio vero?? :D
    @dellefragilicose
    Sono stato via delle settimane..Mi sono perso qualche tua lezione di fisica?? L’articolo lo leggo stasera perchè scappo, sono di fretta..

    Ho aperto anche un blog ma fa già schifo.. e io che avevo chiesto aiuto a Vortex.. O_o
    Ciao!!

  9. administrator scrive:

    No,
    ho aspettato te. bentornato.
    Visto il blog, ma non ho ancora letto nulla.
    Comunque c’è sempre sto Mario Giordano che turba i tuoi pensieri.
    Domani linko il tuo blog sulla home di MC fra i sostenitori.
    ciao

  10. marco il buono scrive:

    Credo che quest’articolo dovrebbe essere il manifesto ufficiale di MC.
    Grandioso come quei tristi occhi verdi.

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