Una Parola
17 febbraio, 2009 - 14:47 di redazione
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è parola che ho usato sempre con cautela, ma bisogna pur cominciare a farlo. parola che spiega la disuguaglianza, la prevaricazione del forte sul debole. parola che descrive il senso delle ronde autorizzate a pretendere l’esibizione dei documenti da chi abbia la pelle scura. parola che risolve l’interrogativo su quale forma di governo viga oggi in italia.

parola che illustra la supinità di massa, obliata dalla droga mediatica. parola vecchia e nuova, di vecchio serpente di nuova pelle. parola che traduce la lentezza, la pigrizia, la miopia e la vecchiezza della classe dirigente dell’opposizione. parola che interpreta e dà forma ai rivolgimenti intestinali dei meschini. parola che ha un passato e parola che mette radici nel futuro.
la parola è fascismo.
dal nostro lettore Salvo
Una Parola è di redazione

Fascismo non è la parola migliore per descrivere quello che sta accadendo. Necessita una parola più aderente, più adeguata. Questi sono peggio. Tutto sommato, del ventennio, qualcosa può pure essere salvata (potenziamento delle infrastrutture, della sanità pubblica, della scuola) certo briciole, ma pur sempre qualcosa di “utile”. Questi sono peggiori e di molto, chiamarli fascisti è quasi un complimento. Ci necessita un vocabolo nuovo, più aderente alla realtà di oggi, un vocabolo che li qualifichi senza confonderli con qualcosa di precedente. Purtroppo non so suggerire una parola migliore, nell’attesa di trovarne una più adatta, sottoscrivo il tuo articolo.
Concordo. Questi sono molto peggio.
al peggio non c’è mai fine…stiamo andando verso un buco nero…
Mi viene in mente solo “telecrazia totalitaria”, ma non rende lo sdegno che provo
fascismo è troppo poco
se accettate una perifrasi io propongo “Teocrazia telemafiomassonica”.
molto descrittiva, mi rendo conto, ma secondo me abbastanza precisa…
Adesso si rischia la manganellata solamente perché non è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un “italiano vero”.
La marcia su Roma avvenne il 26 ottobre 1922. Il 27 ottobre il gabinetto Facta, espressione di un parlamento democraticamente eletto, si dimette. Giolitti, convocato dal presidente del consiglio, non riesce a raggiungere Roma per l’interruzione delle linee ferroviarie.
Il 28 ottobre il re si rifiuta di firmare lo stato d’assedio sottopostogli da Facta, malgrado intorno a Roma bivacchino 25000 uomini armati.
Il 29, a Milano, i fascisti impediscono l’uscita dei giornali.
Il 30 Mussolini sottopone al re la composizione del suo governo.
Il 16 novembre Mussolini si presenta alla camera per la fiducia e pronuncia il famoso discorso: “ Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”
Oggettivamente, a non voler fare il processo alle intenzioni, niente di simile é avvenuto finora.
Né di paragonabile.
Né sembra essere alle viste.
Il signor B. governa col consenso degli italiani, potrà non piacere ma ne ha titolo. E quando ha perso le elezioni, per due volte, hanno regolarmente governato i suoi avversari.
Non troppo bene, purtroppo.
A me non pare fascismo, piuttosto insipenza, magari con quel pizzico di iattanza tipico del personaggio…
Infatti non sta succedendo niente di paragonabile.
Mussolini fece tutto alla luce del sole, non cercò scuse ignobili, non si presentò come il liberatore di un popolo assediato.
Questi invece lavorano di nascosto, un pezzo alla volta stanno demolendo lo stato, ma con modi e tempi ce nascondono il disegno complessivo fino alla fine. Fino a che non sarà troppo tardi.
Infatti tanti, troppi, italiani ancora non capiscono quello che sta succedendo.
E comunque anche Mussolini governò col consenso degli italiani.
…e anche Hitler.
Chi dovrebbe spiegare agli italiani quel che sta succedendo, e con quali mezzi pedagogici, posto che non ci si debba accontentare dei fatti, perché alcuni di questi sarebbero celati al fine di nascondere il disegno complessivo fino alla fine?
nessuno può farlo,
o lo capisci da solo o non c’è verso…dovremo sbattare la testa contro il muro prima che qualcuno cominci a riscuotersi dal torpore televisivo. Speriamo solo che rimanga qualcosa da salvare a quel punto…
le modalità sono diverse, ma i fini sono gli stessi.
Così come oggi non si uccidono più i magistrati ma si emarginano e si trasferiscono per non fare rumore, così oggi non si fanno più parate militari ma si manipolano le coscienze con dosi da cavallo di propaganda mediatica televisiva, si imbavaglia l’informazione, si sfrutta la parte meno colta della popolazione facendo leva sui “bassi istinti” di presunta insicurezza e senso deviato della giustizia. Quella che viviamo non è democrazia, è matrix !
Marani, copiare senza citare è una cosa un tantino maleducata. Sarebbe una questione di rispetto per Salvo, il lettore che ci ha proposto il pezzo.
Siamo certi che si è trattato di un equivoco.
Chiedo umilmente scusa per l’accaduto.
Di tanto in tanto capita di prendere le parti migliori dei post più interessanti e originali, ma generalmente cito le fonti.
Ho provveduto immediatamente.
grazie
Non so se fascismo sia la parola giusta,ma finché rimarranno in pochi a gridare dalle loro torri d’avorio,contrastati dal fragore mediatico,che ci propone un’italia in cui pare che per strada ad ogni angolo ci siano stupratori in agguato mentre sul lavoro si combatte una guerra in termini di vite umane,temo che andremo poco lontano.
E sì che basterebbe poco per cambiare le cose se lo facessimo tutti insieme,nessuno ci chiede di dare la vita come fecero i partigiani(come sottolineò giustamente un mio professore quando ero ancora al liceo).
Ci basterebbe guardarci intorno,ci basterebbe dare segnali alle multinazionali non comprando più,ci basterebbe far capire il nostro sdegno nei confronti di chi appoggia le ronde.
Non dovremmo per forza ospitare a casa nostra un immigrante,basterebbe non guardarli storto solo perché sono diversi e ci ricordano qualcosa che eravamo,e che rischiamo di tornare ad essere.
Quando sento che c’è gente che capisce tutte le contraddizioni di berlusconi,ma lo vota lo stesso perché tanto sono tutti uguale,salvo che gli altri sono comunisti,allora la sfiducia mi assale.
Si potrebbe capire “l’operaio ignorante” che vota per berlusconi,il problema è che al giorno d’oggi per essere (così)ignorante devi proprio impegnartici,nella stragrande maggioranza dei casi.
Non so se è importante la parola oppure il concetto, il pensiero. Dilaga la paura del futuro e l’angoscia del presente anche perchè si vuole che si veda il nemico nel vicino di casa, barbone, disabile o immigrato che sia.
Si vuole che ognuno di noi faccia l’esame del sangue all’altro onde evitare che sia diverso. Agli strateghi del terrore forse non basta neanche l’esame del DNA. Abbiamo già letto e sentito di queste ventate di razzismo, stiamo marciando lentamente sulle orme di un recente ed atroce passato?
Direi che parlare di fascismo è decisamente eccessivo. Se così fosse nessuno di noi sarebbe qui a parlarne. Potremmo fare la facile battuta ed usare la parola “sfascismo” quanto viviamo da troppo tempo. Parola che è quasi sinonimo del “disfattismo” che tanto usato fu allora per dare olio di ricino e sprangare dapprima, deportare ed assassinare dopo.
Mi rivolgo ora soprattutto ai più giovani che forse non hanno avuto le storie raccontate dai genitori o da nonni troppo stanchi per ripetere quanto andrebbe ripetuto ogni giorno. Se volete avere soltanto una pallida idea di cosa voglia dire pensare fascista, essere fascista, agire da fascista, basterà ascoltare (e Youtube ne è pieno) le dichiarazioni, i commenti, le conversazioni nei salotti buoni della TV nazionale che, ad ogni ospitata, Alessandra Mussolini rilascia. Non ai suoi comizi si badi, ai quali accorrono i suoi accoliti.
Ed ogni volta sentenzia, su qualsiasi argomento, lo fa dimenticando che qualcuno, democraticamente, glielo ha concesso. Ed ogni volta è fascista fin nel midollo. Ed in ognuno di quei momenti, personalmente, mi sento come si sentiva qualunque partigiano accecato dalla vendetta.
il fascismo è durato a lungo. e nessuno aveva la parola giusta per definirlo mentre occupava il potere. oggi ce l’abbiamo, e credo vada usata (“o vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vstri nati torcano il viso da voi”).
del resto è vero: ci vorrebbe forse un’altra parola, perché la forma è diversa. ma il delirio di onnipotenza è uguale.
Fuanto fa ricordare il fascismo nei provvedimenti di questo governo, non è tanto la modalità, ma il fine. Controllo manipolativo dell’opinione pubblica, conformismo, culto della personalità … (aggiungete voi)
gentili tutt* – intanto che a sinistra si dibatte del nome, a destra lo sfascio continua. Diciamo che l’etichetta ”fascismo 2008/09” è più che sufficiente e passiamo all’azione??