Una Brutta Storia di Sesso, Danaro, Corruzione e Ipocrisia 49


Quando sono passato stamattina il manifesto era ancora lì, lungo via Galileo Ferraris, una strada che è una ferita purulenta nel tessuto malato e livido di Napoli.
Un bel 4×3, giusto prima dell’imbocco dell’autostrada, tra la pubblicità di uno spettacolo comico e quella di un candidato alle elezioni provinciali o europee (non importa a nessuno) che lo fissa lubrico dando l’impressione di pregustare in anticipo le delizie che l’ingresso nel dorato mondo della politica gli servirà su un piatto d’argento.
Per capire di che sto parlando ci vuole pazienza, perché come tutte le questioni veramente importanti non è semplice. Per non essere banali e dire le cose giuste ci vuole tempo, metodo e, soprattutto, freddezza. Non è facile.

La Brutta Storia

Andate sul sito www.martinababy.it. . Vi tocca fare copia e incolla dell’indirizzo perché non mi va di mettere il link a certa roba.
Parte una pagina in flash. Cliccate all'”Entra nel sito” che sta a sinistra, sotto il logo Martina Baby. Attenzione,  c’è anche una musichetta.

Sotto la lolita in mutandine rosa c’è una barra di indirizzi. Cliccate su “Prodotti e Servizi” e poi “Collezione“. Parte una carrellata di foto. Guardatele. Poi andate su “Comunicazione” e “Advertising“. Cliccate su “19 dicembre 2008 – Corriere del Mezzogiorno“. Il 4×3 di via Galileo Ferraris è quello.

Il Sesso

E’ solo a me che queste foto sembrano inquietanti? No. Posso dire di no. Prima di scrivere questo pezzo ho consultato persone di cui mi fido. Anche a loro le cose non sono sembrate a posto. E a voi?
Che cosa vende Martina Baby? Costumini per bambine o biancheria intima? Quanti anni hanno le modelle? 10, 12? Perché le bambine sono tutte truccate come se di anni ne avessero 25? Che ci fa la bambina di colore su una moto che non può guidare? Perché non c’è nessuna foto di una bambina che gioca? E soprattutto, a chi si offre e per che cosa la biondina in mutandine rosa che, non a caso, viene usata come presentazione del sito?

Come qualcuno che legge sa, è da tempo che impegno un’aliquota dei miei molteplici quanto inutili talenti per un lavoro che personalmente, scusate l’ossimoro, considero un impegno civile di carattere militare. Fornisco consulenza tecnica specialistica per indagini su reati commessi con l’ausilio di alte tecnologie. Mi è capitato, purtroppo, anche di avere a che fare con reati a sfondo sessuale.
Se nel corso di una perquisizione avessi trovato immagini di questo tipo sul computer di qualcuno avrei pensato ad una cosa sola: pedofilia.

Il Denaro

Me lo sono già chiesto nel caso del culo minorenne di Noemi Letizia. Photoshoppato o no qualcuno dovrà averne autorizzato la pubblicazione. Anche se mi piacerebbe che fosse così, non credo che sia stato il nostro beneamato Premier. Credo che certe scelte le abbiano fatto i genitori.

Già, i genitori. Chi sono i genitori delle modelle di Martina Baby? Forse degli immigrati che non riescono a sbarcare il lunario e, quindi, mettono a disposizione le loro bambine per racimolare qualcosa?
Se è così, la cosa non mi piace, ma non giudico. Non ho mai provato l’indigenza e non so quali scelte induca a fare.
Se invece, come credo, si tratta di persone comuni che non hanno difficoltà a mettere insieme pranzo e cena, mi chiedo in cambio di cosa abbiano permesso che le loro figlie e la loro infanzia sia stata rappresentata in quel modo degenere.

Ci siamo già chiesti cosa vende Martina Baby. Dice che sono costumini per bambine anche se la sua pubblicità sembra quella di biancheria intima per ragazze molto più grandi. La vera domanda che bisogna farsi è, invece, chi vuole colpire con la sua pubblicità.
Non credo che uno metta su un ambaradan del genere per attirare l’attenzione dei pedofili. Sono un ciuco nel campo degli affari, ma perfino io arrivo a capire che non si farebbero molti soldi vendendo costumini a pervertiti. Forse voleva mettere su una di quelle campagne scandale nel qual caso io sto solo dando una mano, ma non credo.
Il mio sospetto è che Martina Baby voglia attirare l’attenzione delle bambine e, questo è sicuramente peggio, delle loro madri.

La Corruzione

Per la terza parte di questo lungo contributo lascio la parola ad una mia amica che, dopo averle chiesto un opinione sulle immagini, mi ha aperto uno squarcio su un mondo che non conosco ancora:

Scrive C.:

Le avevo già notate anch’io, sono inquietanti.
Però forse non sai una cosa.
Mio figlio fa la terza elementare, quindi in classe con lui ci sono bambine dagli 8 ai 9 anni. Ebbene: per loro è già normale atteggiarsi così, perché già aspirano ad avere quel tipo di abbigliamento e di espressione. Al momento non è per sedurre qualcuno, ma solo per essere la bambina più alla moda tra le compagne e la più carina. Se il contesto familiare è tale da inibire questo comportamento, le bambine riescono a ritardare di qualche tempo l’esplosione della femminilità, ma ci sono delle mamme che fanno di tutto per metterle in mostra, perché loro magari hanno quaranta anni e sono sfiorite, perché magari non sono mai state belle e alla moda, perché sono ancora belle e vogliono che le bambine lo siano altrettanto e non le facciano sfigurare. C’è un mondo dietro che tu nemmeno immagini, e comunque non sarebbe facile parlartene per e-mail.
In ogni caso queste bambine non sono pronte alla seduzione, perché lo stesso contesto familiare che le spinge verso una giovinezza prematura non è in grado di educarle al sesso, sia perché esso stesso impreparato, sia per inibizione, sia perché “tanto è ancora presto”. Non hai idea di cosa si nasconda dietro quelle pubblicità, non è solo inquietudine, è proprio un problema sociale. Addirittura le maestre di mio figlio si sono impuntate sull’uso del grembiulino a scuola, in modo da mettere un freno all’esibizione e quindi alla critica continua di chi non era all’altezza. Ti sto parlando di bambine di 8 anni. Ed inoltre ad ogni riunione sono sempre le stesse lamentele: sono bambine troppo cresciute, non è normale che sia così, fate attenzione, noi possiamo solo segnalare il problema ma ci dovete pensare voi a casa.
Inoltre tieni conto che il contesto in cui io vivo è abbastanza medio, sia culturalmente che economicamente. Immagina cosa succede li dove ci sono più soldi o dove ce ne sono molti di meno, dove non c’è cultura educazione e senso civico.

Ecco, il punto è proprio questo. Il problema non è solo la pedofilia e l’incoraggiamento subliminale che certe immagini inducono. Il problema non è il danaro per il quale si è disposti a fare anche di peggio. Il vero problema è la mentalità che si è formata per la quale l’infanzia non è più un valore di per sé, ma si esprime solo ed esclusivamente in funzione dei valori, o peggio, dei disvalori degli adulti.
Un bambino non è bello per la grazia intrinseca nel suo essere bambino, non stupisce per l’infinito splendore della sua innocenza, ma è bello in quanto oggetto sessuale fruibile, una sorta di primizia da gustare prima che venga la sua stagione. Lo stesso che accade per gli adulti la cui bellezza non è quella che deriva da ciò che sono, ma da ciò che appaiono.
L’aspetto degenere non è solo questo, ma anche il fatto che tirando su in questo modo i bambini di oggi, gli uomini di domani, non avranno dubbi. La loro vita ed il loro corpo saranno oggetti di consumo e loro vivranno questa condizione senza percepire la profonda corruzione che sussiste in questo concetto.

L’Ipocrisia

Sui giornali, sui siti web e in TV, quando appare un minore, viene rappresentato con la faccia zigrinata per non farlo riconoscere. In questo modo “tuteliamo l’infanzia”.
Perché la faccia delle modelle di Martina baby e il culo di Noemi Letizia non sono zigrinati? Quelle facce e quei culi non meritano di essere tutelati?

Non credo che esistano gli estremi per costringere Marina Baby a cambiare il modo con cui pubblicizza i suoi costumini. Anzi, vi dirò di più, per quello che mi risulta nessuna legge è stata infranta.
Ad una certa età non si ispessiscono solo le arterie, ma anche la pellaccia. E’ per questo che all’ingiustizia, all’interpretazione “libera” delle leggi e al fatto che i criminali la facciano sempre franca (è così, purtroppo, alla fine quelli che becchi sono solo l’eccezione) ci si fa un po’ l’abitudine.
Quello che non riesco a digerire è che questo autorizzi chi produce costumini e noi tutti a privare i bambini dell’opportunità di essere migliori di noi.
E’ dura da mandar giù, maledizione.

articolo originale del 25 maggio 2009


49 commenti su “Una Brutta Storia di Sesso, Danaro, Corruzione e Ipocrisia

  • Darsch

    Condivido perfettamente il tuo senso di inorridimento dinnanzi a tutto ciò. Il punto è spiegato in modo cristallino dalle parole della tua amica: ci sono fenomeni del genere perché esiste il relativo target, qualcuno che li recepisce. Il problema è che ci sono genitori che snaturano l’infanzia dei figli, la deviano dal loro corso naturale, per inseguire traguardi e ideali che ai loro bambini proprio non appartengono. E’ una cosa che mi fa molta rabbia. Perché l’innocenza e la spensieratezza di quell’età sono una delle poche cose rimaste ancora pure in questo mondo infettato. Non tocchiamola.

    Questa storia mi ha ricordato il film “Little Miss Sunshine”, che racconta una realtà un po’ più estrema, ma dall’impalcatura identica.

  • albyok

    Boh, onestamente è inquietante. Pensavo proprio l’altro giorno che la gente che noi odiamo oggi, qualche decennio fa, non era altro che un gruppo di innocenti bambini. Com’è che ci si forma? La famiglia. “Si, ma poi alla fine ognuno fa quel che gli pare”. E’ vero in pochissimi casi. Io son dell’opinione che la famiglia ti da un’impronta troppo forte, dal battesimo (a breve scriverò qualcosa proprio riguardo a questo) fino appunto alla scuola e al modo di vestirsi. Ci vuole la patente per guidare una macchina, ma i genitori li possono far tutti… Tanto cosa vuoi che sia la formazione di un bambino, rispetto ad un graffio sul paraurti…

    Concludo dicendo che secondo me la pubblicità è lo specchio di quello che noi vogliamo e che se ci troviamo con pubblicità del genere, è perchè per una persona che si scandalizza, ce ne sono 100 che gradiscono.

    • silvio

      Basta farsi dieci minuti di una strada qualunque per rendersi conto che sì, “ci vuole la patente per guidare la macchina”, ma, evidentemente, avere la patente non è una condizione sufficiente per saper guidare l’auto con cognizione di causa. Lo testimoniano le migliaia di morti e feriti che restano sulla strada ogni anno.
      E’ fin troppo facile, purtroppo, constatare lo scarso livello di tanti genitori per i quali un figlio è solo una cosa che esce fuori nove mesi dopo la copulazione. E guai a dir loro qualcosa, sono capacissimi di replicare proprio “i genitori li possono far tutti… Tanto cosa vuoi che sia la formazione di un bambino”.

      • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

        Sono d’accordo.
        D’altra parte, l’idea che sia necessario fare un esame per avere un bambino mi sembra veramente pericolosa.

        Forse la soluzione è, come spesso accade, nella scuola.
        I bambini, i loro problemi, la responsabilità dell’educazione dovrebbero essere oggetto di studio nelle scuole superiori.
        Lo scrivo e poi mi chiedo: ma di cosa stiamo parlando? Siamo in Italia. Lasciamo perdere.

        Ognuno per sé, Dio per tutti.

  • SKA

    “Perché la faccia delle modelle di Martina baby e il culo di Noemi Letizia non sono zigrinati? Quelle facce e quei culi non meritano di essere tutelati?”

    Dalle mie parti – e quindi pubblicità – si chiama Liberatoria. E la firmano i genitori, gli stessi genitori – lo stesso tipo di genitori – che hanno partecipato ad un focus group del reparto marketing di Eman e che tutto sommato non ci trovano niente di male a mettere in mostra dei bambini in quella maniera. Proprio per questo ha assolutamente ragione albyok quando dice che è la pubblicità è lo specchio di quello che vogliamo, ma soprattutto – ed è fondamentale – di quello che siamo in un determinato momento storico. Il discorso sarebbe molto più lungo da farsi.

      • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

        avete lo stomaco troppo debole.

        il diavolo è brutto. molto più brutto. se uno vuole combattere per i buoni deve farsi coraggio.

        • pacatoegentile

          Non e’ una questione di stomaco ne di diavolo, e’ un qualcosa di piu’ sottile che supera le barriere e si insinua nella mia sfera personale.

          Parliamone francamente: fino ai 18 anni sono i genitori i responsabili dei propri figli; e’ ovvio che ci sia stata una liberatoria per tale foto e quindi – almeno spero – non v’e’ stato sfruttamento.
          Nel bene o nel male sono i genitori che influenzano le idee di un figlio, quello che a 6 anni si allena per diventare il futuro totti o del piero, quell’altro che sta davanti al pianoforte (o ai libri) 6 ore al giorno per diventare il futuro musicista/scienziato/filosofo… le “classiche” pressioni di genitori che vogliono che il figlio “sfondi” o riesca dove loro hanno “fallito”; cose gia’ viste e riviste .

          Guardando alcune foto poi sembra che le ragazzine abbiano fatto il tutto piu’ per gioco che per altro.

          Quello che mi disturba e’ vederle atteggiate in pose “finto-sexy” l’usare la loro eta’ per proporre una pubblicita’ “border line” solo per fare scalpore e fare presa su un crimine come la pedofilia per farsi pubblicita’, crimine che per sua natura tocca i nostri tabu’ piu’ nascosti .
          Il tutto poi inserito nel contesto attuale dove la lotta alla pedofilia e’ diventata una caccia alle streghe, esasperata da leggi molto spesso fatte sull’onda delle emozioni o dell’accaparrameto dei voti che altro.

  • shainer

    Condivido l’opinione della tua amica al 100%.
    Mia madre è maestra elementare, e adesso insegna a bambine di 8 e 9 anni. Già dalla terza elementare le vedi con lucidalabbra, specchietto, un accenno di trucco. Vai nei negozi per bambini e vedi magliette con scritto Sexy girl (giuro). A 9 anni sexy girl? Accendi la televisione e qual’è il tormentone delle bambine? High School Musical, cioè storie di adolescenti che si confrontano con le prime esperienze amorose.
    Se poi si parla delle ragazze che hanno come unica aspirazione quello di fare le veline sventolatette, ecco io immagino che queste bambine siano l’anteprima. Come hai giustamente fatto notare, sono i genitori che acconsentono a tutto questo, e secondo me non si rendono conto di togliere l’infanzia ai figli.

  • Mapomo

    Bellissimo post, di cui condivido pienamente le impressioni e l’orrore. Aggiungerei che, pur in misura minore e pur facendo leva su aspetti diversi (o forse no), la cosa riguarda anche il mondo maschile. Ho un figlio di due anni, e quindi mi capita a volte di andare a fare spese in quei centri tipo “io bimbo” che vendono un po’ di tutto per i bambini. Forse io e mia moglie abbiamo un’idea un po’ naif dell’infanzia, ma spesso ci siamo trovati in difficoltà nel cercare qualcosa per nostro figlio che fosse “da bimbo”. Salvo alcune marche francesi che si trovano solo in determinati negozietti (ma anche italiane come la Chicco), il trend è quello di vendere vestiti per bambini che ricalchino i modelli adolescenziali. Quindi, per i maschietti, abiti da “duro”, con grandi scritte in inglese, numeri incomprensibili, stili un po’ militareschi o hipoppari con giubbotti alla “top gun” e cose così. Probabilmente è solo l’altro lato della medaglia… il modello del maschio duro applicato ai bambini in un mondo in cui le bimbe sono “sexy girl”, come dice il commento di Shainer. Evidentemente hanno capito che spostando un po’ indietro l’ago dell’adolescenza si fanno più soldi che non vendendo vestitini con orsacchiotti e pupazzetti.

  • Oris

    Ti dirò che non avevo mai visto questa pubblicità o questa ditta… esistono altri casi simili o è un caso isolato?

  • anna

    non guardo il sito e quelle pubblicità per non fare il loro gioco, ma le immagino. Penso come in tutte le cose, che se c’è l’offerta è perchè c’è la domanda e c’è chi lo permette. Lo sfruttamento minorile è stato sempre visto come una fatica da adulti fatta da un bambino, invece è molto più ampio, e coprende anche far diventare i figli quello che non siamo stati noi, anche spingerli ad essere dei geni, se non si segue solo la loro curiosità naturale è sfruttamento, e penso ai bambini incitati ad essere sempre i primi anche nello sport. Le leggi vigenti vietano di usare i minorenni per chiedere l’elemosina, senza dargli alternative, ma permettono questi utilizzi: chiedere la notorietà, e comunque ricordo al CN che se si vietassero in Italia, all’estero (per esempio in Thailandia) vengono permesse non solo le pubblicità ma ben altre cose sui bambini. Inoltre, dobbiamo anche valutare il fatto che dallo Zecchino d’Oro a Saranno Famosi, (scusate il retrò ma non guardo la tele) passando per i “pulcini” del calcio dietro ci sono stuoli di genitori disposti a pagare sottobanco per far selezionare i loro “eredi”. Perchè è solo da eredi che tanti vedono i loro bambini.

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      invece dovresti guardarle Anna perché è importante capire dove ci si trova.
      In Thailandia la pedofilia è un reato come in Italia.

    • anna

      ok l’ho guardate. IN effetti la cosa sconcertante è che non hanno niente d’adoscenziale, e il mare neanche si vede. Ma un’altra faccia della realtà che non viene fuori nè dal post, nè dai commenti è che l’adolescenza negata c’è sempre stata, ricordiamoci dei matrimoni precoci di una volta e di certe storie tipo “Lolita” di Nabokov del 1955, o “L’ultimo tango a Parigi” con Marlon Brando. I 70 enni di adesso, sono cresciuti spaventati dal femminismo nascente e da questi sogni: bambine o poco più da avere nelle loro mani, per contro parecchie bambine di allora hanno interpretato incoscienti la parte di Lolite senza aver nessun risarcimento per danni da pedofilia, in quanto non se ne parlava, nè pur sfilando seminude davanti ai bavosi, sono state pagate. E non è sempre detto che i loro genitori non controllino, a volte è strana la voglia di diventare grandi o sono tante le fatalità. Ma nel servizio in questione si tratta di foto a quanto pare legalmente pubblicate che si perdono tra le tante, chi ha avuto occasione di guardarle, a parte noi che ne stiamo parlando non ci darà peso più di tanto o non dice nulla per paura di sembrare retrogrado o moralista, le ragazzine in questione chissà come l’hanno vissuta e come vivranno questa cosa. Posso dedurre, a vederle così imbronciate che la loro naturalezza sarà stata di certo annullata ed immagino anche le liti in famiglia tra i favorevoli i contrari, nonchè sull’uso dei soldi eventualmente incassati.
      P.S. perchè tante storie per mezzo metro si e no di costumino? per dei corpicini così che stanno bene con tutto ci vuole poco a farli in casa, magari anche all’uncinetto!

      • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

        Perché all’uncinetto non sarebbero sexy.

        Comunque concordo con te che in passato c’era maggiore indulgenza per certe cose.Lo stesso vale per il cannibalismo e la schiavitù.
        Le cose, per fortuna sono cambiate o stanno cambiando.

  • ilBuonPeppe

    A 8 anni sono oggetti di consumo pompati dalle madri.
    A 10-11 anni (mio figlio è alle medie) ci sono ragazzine che nel bagno della scuola si fanno pagare per una “toccatina”.

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      tu l’hai detto alle mamme delle bambine?

      se non l’hai fatto dovresti farlo, secondo me.

      i genitori dovrebbero cooperare tra loro.

      • Oris

        Come minio ti querelano, dopo averti pestato…

        Su una cosa (e basta) do ragione agli insegnanti, noi genitori siamo ottusi quando si tratta dei nostri stesi figli.

      • Charlie

        secondo me finché la cosa rimane confinata fra coetanei non c’è nulla di male: semplicemente scoprono la sessualità un po’ prima di quanto abbiamo fatto noi.

        magari sono solo ingenuo…

    • Charlie

      per 5 mila lire alle medie (quando ci andavo io, ’94-’97) certe ragazzine non vuoi sapere cosa facevano.
      solo quelle di terza, però, e una significativa minoranza.
      le più giovani che provavano ad imitarle venivano per così dire indotte a cambiare idea

  • Jef

    Il guaio è che nessuno ti insegna a diventare genitore. Impari facendo, e facendo errori, tentando di evitare gli errori che hanno fatto i tuoi genitori con te (e magari esaggerando nella direzione opposta), emulando i genitori dell’amichetto/a di tuo figlio/a che reputi riusciti nell’impresa (non sapendo che dramma c’è nella loro vita familiare e privata), leggendo il Dott. Spock e le rubriche dei periodici più seri, ma alla fine gli errori li fai, eccome! I nostri genitori avevano più figli, con (a) la possibilità di fare confronti, e (b) un certo autocontrollo fra fratelli, dove quelli più grandicelli esercitavano un’influenza sui più piccoli. Noi genitori di oggi abbiamo (dicono i statistici) 0,7 figli a testa – no, a coppia; sarebbero 0,35 a testa – per esercitarci. Ed è qui che si rivela l’assoluta importanza della scuola, delle maestre ed i professori che hanno visto di tutti i colori, anno (scolastico) dopo anno, e che la partecipazione attiva alle riunioni di classe diventono fondamentali.

    • diabolicomarco

      Non sono d’accordo.
      La scuola ha la sua importanza ma non si può delegarle tutta la responsabilità.
      Non bisogna essere medici per capire che una persona con la pancia squarciata e sanguinante è in pericolo di vita! Allo stesso modo certi errori dei genitori ci sono e ci saranno sempre. Mentre per altri non c’è giustificazione alcuna.

      • Jef

        Grazie per il tuo intervento. Hai ragione, e scusami se non mi sono espresso con la necessaria chiarezza. Non volevo in alcun modo proporre di delegare alla scuola “tutta la responsabilità”. Intendevo invece segnalare l’enorme esperienza del personale didattica con centenaia di ragazzi/e di questa età difficile e delicata, e proporre che i genitori senza esperienza (come lo siamo tutti la prima volta) farebbero bene ad ascoltarli, a collaborare con loro, di coinvolgersi attivamente nelle riunione di classe ed altre occasioni. Ciò che confesso di aver capito fin troppo tardi. Nondimeno, sono orgoglioso di mio figlio e di quel che è diventato; ma il merito spetta poco a me, ma piuttosto a lui stesso e ad alcuni professori meravigliosi. Potendo ricominciare da capo (stupida espressione!), approfitterei molto di più del sostegno di chi, con una paga miserevole e un carico di lavoro enorme, è quasi sempre disposto a fare da guida.

    • Oris

      A me basterebbe che facesse il suo mestiere, innanzitutto: insegnare il valore dell’impegno e della istruzione.

      Ma la nostra meravigliosa scuola, tanto inneggiata (da chi ci lavora) come una delle migliori del mondo non fa nemmeno questo, figuriamoci fare le nostre veci.

      Intanto i nostri ragazzi passano con la media del 6 diventando i meno eruditi d’europa.

      Ma è colpa sicuramente d berlusconi.

      • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

        provochi

        vuoi tirarlo in mezzo anche dove non c’entra.
        ma non funziona, ormai la tua controparte istituzionale ci ha lasciati con disprezzo. 😉

        • Oris

          Ho una controparte? 😀

          Allora aveva ragione… peccato. 😀

          Io non tiro in mezzo il berlusca, tiro in mezzo l’idea che il berlusca sia IL problema, invece di un mero sintomo del PROBLEMA.

  • daniela

    Avevo già espresso la mia approvazione per questo articolo, e a suo tempo l’ho inoltrato. Giusto riproporlo oggi, comunque.

  • Laura Costantini

    Mercificati. Siamo tutti mercificati. E che lo siano anche i bambini e’ solo l’estrema conseguenza, la piu’ grave, la piu’ probante. Tutte le pubblicita’ dove ci sono bambini mi appaiono sotto una luce equivoca e certe volte mi viene da pensare che la mente malata sia la mia. Ma le bambine impuberi che fissano l’obiettivo come la piu’ scafata delle Lolite mi mettono addosso un’inquietudine che mi spinge a guardare con sospetto ogni moina anche delle mie stesse nipotine. Il contagio del piacere di apparire, di attirare sguardi, di solleticare l’attenzione altrui e’ inarrestabile?

  • Grazia

    Da decenni ormai il movimento femminista, anzi i movimenti femministi studiano, scrivono, dibattono su questo e lo fanno dal punto di vista storico, filosofico, culturale, antropologico, sociologico,etc. etc. Chissà perché però le diverse prospettive femministe sono spesso tacciate di parzialità ed ideologismo…lo stesso non succede per i “lavoratori” , gli “immigrati” etc. etc. Categorie? Si! Ma la categoria più parziale di tutte è quella delle donne. La relazione tra sistema economico liberista/selvaggio e la vita reale dei lavoratori si riesce a cogliere…la relazione tra razzismo/utilitarismo economico e le discriminazioni/violenze vissute sulla pelle dei “non italiani” si coglie, la relazione tra sistema androcentrico/falsamente universale (qualcuno si irrigidisce ancora al solo sentire pronunciare queste parole, senza neanche comprendere il senso,mah!) e la vita/il corpo (fisico e culturale) delle bambine/i e delle donne? Frutto di una visione parziale! C’è qualcosa che non va nello sguardo e nella mente, uno strabismo quasi congenito di cui anche i più “consapevoli” non possono/vogliono rendersi conto…la critica più lucida e lungimirante si arresta di fronte al punto di vista femminista, si ritrae come colto da un moto irrefrenabile, una ridicola riluttanza su cui non vale la pena riflettere, forti dei saperi “forti”, spalle ben coperte da secolari impliciti meccanismi autoreferenziali, la cui ovvietà è bene non mettere in discussione…
    Abbiamo abbastanza elementi per affermare che la nostra “cultura”, quella ufficiale certo, sia filo-pedofila. Un esempio facile facile ce lo da il diritto: non molto tempo fa lessi di un tizio che aveva stuprato due bambine ed era stato condannato a 4 anni di carcere… Non che io creda che il problema si risolva semplicemente a colpi di sentenze, ma l’aspetto più importante del diritto è quello culturale, delinea un sistema, la gerarchia di valori di una comunità e se consideriamo il modo in cui i crimini contro le/i minori e le donne vengono puniti, non possiamo che concludere che l’integrità psicofisica, la libera e consapevole crescita personale, la dignità di questi soggetti abbiano ben poco conto…Ma questo è solo un banale esempio, le considerazioni da fare sono ben altre, investono le radici profonde delle nostre conoscenze e dei modi in cui leggiamo, comprendiamo, agiamo…

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