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Una Bella Lezione

3 gennaio, 2009 - 9:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Storia e Memoria




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Incidentalmente (ora che è morta la Fallaci, li comincio io i pezzi con un avverbio, altrochenò), anche io ho frequentato l’università. Ho assistito a corsi, ho rincorso assistenti, dato esami, talvolta ho financo studiato. Poi l’università se n’è accorta. Si vede che io non lo sono stato (accorto). Ora lei è andata al cepu dove finti studenti si fanno bocciare e simulano disperazione.

Eppure è facile mimetizzarsi in un’università. Se vedi qualcuno girare spesso per l’ateneo, sicuramente non è un professore. Se ti capita di incontrare uno indaffarato nel suo lavoro è possibile che lo vedrete guardarsi intorno e dire “ma che posto è questo?”.




La mia era un’università di quelle avvenenti, con un sacco di cattedre e mica prese all’ikea. Professoroni, come si diceva una volta. Tutti nomi altisonanti. Li ho visti tutti scritti sul depliant….solo lì li ho visti. Per questo ce li scrivono, perché incontrarli è faccenda al di là delle capacità di uno studente. Loro sono sempre da un’altra parte, per motivi molto più sexy di te, anche se hai la minigonna, le calze a rete e ti sei fatto la barba. Una volta ho parlato per un’ora con uno di questi docentoni, poi mi sono accorto che era da un’altra parte.

In università però non ci si annoia mai. Ci sono corsi per tutti i palati. Materie a palate. E non è come alle superiori, dove le lezioni riguardavano un argomento preciso, breve. Chiaro. Oggi faccio latino, domani greco poi passo alla storia (a forza di studiare lingue morte si finisce come loro). In università no. Puoi scegliere corsi con nomi acrobatici creati mica per te, lurido studente, ma per il professorone. Io per esempio mi sono iscritto a semantica della geografia storica della matematica applicata alla fisica moderna e suoi influssi sull’hip hop. All’esame, come argomento, ho portato il titolo.
Come se non fosse assai, a zonzo per gli atenei puoi incontrare gente di varia umanità. Assistenti che non assistono, papi che non papano, terroristi che hanno terrorato sì, ma che ora sono fighi.

E così ci risiamo (word mi dice che risiamo non esiste e mi suggerisce ridiamo, ma non mi viene). Questa volta è il caro compagno che ha sbagliato Morucci ad essere invitato a tenere una lezione alla Sapienza e lui è uno che di belle lezioni ne ha date. Fin da quando faceva il fomentatore nelle scuole o quando giocava alla roulette russa (con la testa degli altri) per ottenere risposte. O come quando in Via Fani, insieme ad esimi colleghi, bocciò cinque uomini della scorta di Moro.

Morucci prese una manciata di ergastoli. Poi, visto che erano proprio tanti, ebbe un profondo ravvedimento dell’anima e decise di dissociarsi. Non perché venne a sapere che grazie alla legge sulla dissociazione, i suoi ergastoli sarebbero diventati uno sputo d’anni. No, no, no.
Poi, condono di qua, sono bravo di là, scrivo un libro di su, ho amici in parlamento di giù, di anni se ne farà si e no una decina.
E qui io mi perdo. Come ci si dissocia da ciò che si è fatto? Cioè se un tizio uccide il suo vicino di casa perché fa cadere le briciole di soppressata sul suo balcone, può dire “ok ragazzi sono un uomo che ha sbagliato, mi dissocio da me stesso”?. Schizofrenia evasiva.
D’accordo, Morucci si è dissociato dalle BR, ma le persone le ha ammazzate uguale. O no? Perché se no io fondo le brigate condominiali e faccio una strage.

E questo è il punto: l’esempio.
L’organizzatore delle lezioni alla Sapienza si è così spiegato: “un poliziotto mi ha detto che può servire ai giovani”. Sorvolo sull’evidente insicurezza di questa affermazione conto terzi e mi faccio venire due dubbi:

dubbio numero A: io giovane virgulto desideroso di succhiare il midollo stesso della vita (che mi fa un po’ schifo, ma fa molto poeta in via di estinzione), preferirei apprendere da uno a cui le cose sono venute bene, uno che i problemi li ha risolti, non gli ha sparato. Poi fuori di qui mi interesso a tutto quello che volete, ma in termini di insegnamento gradirei un compagno che non ha sbagliato. Se no da chi copio.
È come se il mio allenatore di basket, portasse a un allenamento un ex giocatore che non ne ha fatta una giusta, che ha una media da tre di uno su settecentocinquantasei e ogni partita esce per cinque falli dopo ventisette secondi e mi dicesse “guarda questo è un cestista fallito, da lui puoi imparare molto”. Sicuramente mi insegnerà ad accettare la sconfitta e che al mondo esiste un giocatore peggiore di me, ma non mi sarà utile per migliorare il mio pickandroll (lo so che non sapete che fuffolo sia, ma non lo sa nemmeno il mio allenatore che ne parla sempre).

dubbio numero B: anche se il signor Morucci (signor è eufemistico ma anche Morucci lo è) fosse la persona più redenta del mondo, che persino il Redentore lo guarda e dice “porca paletta quanto è redento questo”, anche se fosse talmente commovente e profondo da far sciogliere in lacrime gli studenti, il magnifico e chiarissimo rettore, i magnifici bidelli e i magnifici quattro, rimarrebbe una controindicazione che con tutta la buona volontà né lui né nessun altro potrebbe evitare:
nel momento stesso della sua apparizione, Morucci incarnerà l’esempio di chi si è arrogato il diritto di imporre i suoi ideali dando la morte a chi non li condivideva e che ha ottenuto da ciò spiccioli di carcere e poi notorietà, appoggi politici, lavoro, case editrici a disposizione e cattedre per cui qualsiasi altro mortale dovrebbe spaccarsi la schiena tutta la vita o essere magnifico parente di qualcuno.

ex-assassini-pp

Questo inghippo non è facilmente risolvibile. Magari sarebbe gentile far tenere delle lezioni a quei giudici (quelli ancora vivi) che hanno onestamente lottato contro chi si credeva talmente nel giusto da poter uccidere gli ingiusti. Magari proprio insieme agli ex terroristi. Oppure qualche vittima, tanto per capire prima la sofferenza dei deboli.

Ed è proprio a loro, alle vittime, che voglio chiedere scusa. Per i vari Morucci sì, ma anche perché non si fa mai abbastanza (includendomi in questo impersonale) e soprattutto perché ho usato due parole che loro odiano: ex terrorista, perché come i morti non diventano ex morti, gli assassini restano assassini. E deboli, perché chi affronta la realtà e il destino con dignità e rispetto e finisce per soccombere ai violenti, non è un debole. Debole è chi deve sparare alle spalle per imporsi o per colmare carenze mentali e sessuali (che spesso sono la stessa cosa).

La debolezza non è quella che impariamo dai film americani, altrimenti Gandhi sarebbe una mozzarella.

Posto Scritto:Proprio al termine del mio sudato articolo ho appreso della rinuncia da parte dell’organizzatore dell’evento: Giorgio Mariani, ordinario di lettratura angloamericana. Ora Morucci e il Papa possono fondare un club molto esclusivo dal nome “La vita senza Sapienza, dalle crociate alle brigate”.
Vorrei trattenermi, ma se qualcuno non mi dice perché un docente di letteratura angloamericana, nei giorni in cui ricorre il 90esimo compleanno di Salinger e il centenario della nascita di Edgar Allan Poe, fa fare una lezione sul terrorismo in Italia, credo mi verranno delle convulsioni spastiche.

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Comments

15 Risposte a “Una Bella Lezione”
  1. Doxaliber scrive:

    nel momento stesso della sua apparizione, Morucci incarnerà l’esempio di chi si è arrogato il diritto di imporre i suoi ideali dando la morte a chi non li condivideva e che ha ottenuto da ciò spiccioli di carcere e poi notorietà, appoggi politici, lavoro, case editrici a disposizione e cattedre per cui qualsiasi altro mortale dovrebbe spaccarsi la schiena tutta la vita o essere magnifico parente di qualcuno.

    Proprio vero e purtroppo non è l’unico caso. In realtà questa nazione, in tal senso, fornisce molti spunti negativi ai giovani: galeotti che diventano parlamentari ed in quanto tali parlano di riforma della giustizia, assassini che vengono trattati da star, truffatori che ottengono ospitate televisive e creano abiti a la page….

  2. lastrega scrive:

    concordo con l’articolo
    ottima analisi

  3. ilBuonPeppe scrive:

    Purtroppo (si ripete fino alla nausea ma non basta mai) la memoria in Italia è un esercizio che non si pratica. Indipercui qualsiasi ex-idiota può diventare un professore a-la-carte.

    condono di qua, sono bravo di là, scrivo un libro di su, ho amici in parlamento di giù, di anni se ne farà si e no una decina

    Se poi ci metti che nessuno in Italia sconta la pena che gli è stata inflitta, il quadro è completo. E nauseante.
    Bravo Cruman

    • cruman scrive:

      mah alla fine morucci non è nemmeno un idiota e il libro che ha scritto non è male (tra i libri che parlano del terrorismo in italia) anche se probabilmente è stato ben rimaneggiato da ottimi editor, il problema è che 9 volte su 10 la memoria dei carnefici interessa perchè stimola la morbosità e quindi fa audience e quindi soldi.
      La memoria storica e quella delle sofferenze subite annoiano.

      è questa morbosità travestita da interesse culturale che non sopporto.
      come non sopporto vedere i vari mastella, moggi e compagnia bella invitati a programmi per decerebrati dove fanno i fenomeni e vengono riveriti dagli stessi che hanno campato con i loro sputtanamenti.

  4. Framaulo scrive:

    Non so più cosa pensare… se non che questo sia un mondo alla rovescia. Insostenibile. Inconcepibile.

  5. simona_rm scrive:

    Bello. Ottima riflessione.
    ….ho la sensazione di avertelo già detto….

  6. Sara scrive:

    Già, un’offesa per i sani cittadini, per le persone uccise e per i loro famigliari, e la riproposizione della solita revisione su persone ignobili per gente senza memoria e senza spirito critico. Oppure per gente morbosa, che ci tiene a entrare nelle vicende come i turisti del noir o come quelli che vanno nelle aule per sentire le sentenze che riguardano gli assassini diventati ahimè famosi.

    P.S. quando noto che so cos’è il pick&roll e non so chi è Chesterton mi sento terribilmente ignorante. Adesso sfoglio qualche enciclopedia…

  7. Fully scrive:

    Eccellente riflessione. La condivido

  8. harlot scrive:

    Vorrei trattenermi, ma se qualcuno non mi dice perché un docente di letteratura angloamericana, nei giorni in cui ricorre il 90esimo compleanno di Salinger e il centenario della nascita di Edgar Allan Poe, fa fare una lezione sul terrorismo in Italia, credo mi verranno delle convulsioni spastiche.

    Forse voleva tracciare un parallelo con Pastorale Americana di Roth.

  9. Pienamente d’accordo.

  10. lupoalburnino scrive:

    Molte volte mi dico e dico: “Sono meravigliato che gli italiani…” Poi mi dico di non esserlo per nulla, perchè, ed è stato detto anche da altri, in Italia le brave persone, quelle oneste, quelle che lavorano, quelle che fanno il loro dovere con dignità e sacrificio, non sono gradite. Noi italiani amiamo le esagerazioni, i paradossi, la spazzatura. Io c’ero all’epoca del terrorismo. Che momenti brutti e terribili. Quei quattro imbecilli, tali solo anche se qualcuno li chiama intelligenti, volevano imporre vigliaccamente, alle spalle, la loro visione di società con la violenza e con l’arroganza a milioni di italiani, che si ritraevano impauriti e disgustati. Oggi le vittime di quegli assassini vigliacchi, si sono persi nei meandri della memoria (non ci ricordiamo nemmeno i nomi), mentre vengono a poco a poco alla ribalta i loro uccisori. Anche le vittime, anche se non tutte, avevano commesso degli errori, ma almeno affrontavano la realtà “de visu”. Altro che farli parlare, dovrebbero essere sommersi in un mare di m. Pentiti? Mah! Se lo fossero perchè vogliono “giustificare” il terrorismo? Il pentito rimane in silenzio, addolorato e costernato. Di che ci meravigliamo, se i partecipanti all’isola dei famosi imperversano nelle TV e fanno audience? Se in Parlamento e nelle istituzioni ci sono e ci restano fior di farabutti che, però, se li incontri per strada gli vuoi stringere la mano? Perchè? Perchè noi amiamo chi ci prende per i fondelli: è bravo!
    Chiedo scusa per un commento che non ha nè capo, nè coda, scritto più con il sengue negli occhi che con il cervello.
    P.S. Non troverò molti d’accordo con me, ma il no al Papa alla Sapienza mi sembra ridicolo e assurdo. Non sono papista! Ma i paragoni non reggono. Abbiate pazienza!

    • cruman scrive:

      ha sia capo che coda, se leggi il mio ultimo commento sul pezzo di koteko su morucci vedrai che abbiamo scritto quasi le stesse cose. hai dato uno spaccato perfetto della cultura italiana.

      • lupoalburnino scrive:

        Cruman, si. Io in modo molto più sanguigno, tu più razionalmente abbiamo detto le stesse cose: non vorrei averti copiato inconsapevolmente! Però, al di là delle analisi, mie, tue, degli altri, la situazione in Italia resta critica in tutti i sensi. Pensa che un sondaggio di Mannehimer (o come si scrive) dice che solo il 25% degli italiani vuole che il conflitto di interessi di Berlusconi si risolva. Il che significa che un problema che non dovrebbe neppure esistere e, se esiste, va assolutamente risolto come in tutti gli Stati democratici, agli italiani non fa una grinza.
        C’è qualcos’altro da aggiungere? E’ solo memoria corta?

    • Fully scrive:

      @lupo.
      C’ero anch’io, allora.
      E condivido la tua posizione, parola per parola.

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