Un Tranquillo Week End con Guillain Barré
25 febbraio, 2009 - 9:00 di Marina Garaventa
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Non si tratta del titolo di un film comico demenziale, ma potrebbe essere, un altrettanto demenziale augurio a tutti quelli che, in questi giorni, stanno tentando di far approvare il disegno di legge Calabrò che, di fatto, esautora totalmente la volontà del paziente, lasciando la parola finale al medico.
Poco avvezza alle procedure parlamentari, arriverei persino a proporre un emendamento: “Un week-end con Guillain Barré per tutti coloro che vogliono togliere la libertà di scelta nell’ambio medico”. Naturalmente Guillain Barré non è né un medico né un illustre prelato: si tratta, semplicemente, del nome di , per fortuna reversibile, che produce una paralisi momentanea che, in certi casi, obbliga l’uso di presidi artificiali per la sopravvivenza!

Tanto per farla breve, il malcapitato paziente, attaccato ad un respiratore che lo tiene in vita, proverebbe la spiacevole sensazione che la sua vita dipenda totalmente da medici, infermieri, tecnici e, in ultima analisi, anche dall’ente erogatore dell’elettricità. Sono pronta a scommettere qualunque somma che a quel punto, scatterebbe, in coloro che vogliono il ddl Calabrò, un attaccamento spasmodico alla loro “spina” che, come dico sempre io, vorrebbero tener ben salda nelle proprie mani.
Pensate che vuoto ci sarebbe nelle nostre camere! La maggioranza che, a ben vedere, ragiona compatta con una “sola testa”, si troverebbe a riunirsi, tutta, al Policlinico Gemelli mentre la sinistra, con scoramento del suo elettorato, subirebbe sorti alterne: sani e salvi Ignazio Marino, relatore di un ddl esemplare ora disatteso, il Prof.Veronesi, e Massimo D’Alema che ha affermato «L’idea che una legge possa obbligare un cittadino a subire trattamenti che non desidera non esiste in alcuna legislazione civile. Speriamo che sia evitata agli italiani». Sotto osservazione Anna Finocchiaro, che ha presentato un emendamento che prevede l’eventualità che la “idratazione e la nutrizione possa essere sospesa, se espressamente anticipata dal diretto interessato” con un atto di propria volontà.Prognosi riservata per Dorina Bianchi che dice «Non ho firmato alcun emendamento perché preferisco tenere una posizione equilibrata e tenermi le mani libere in vista di un emendamento che raccolga maggiori consensi in tutto il Senato», e per Francesco Rutelli, che sta lavorando ad una “terza via” di sintesi, nella quale dovrebbero essere i medici curanti ed una“persona fiduciaria”del malato a decidere.
Con la speranza che il mio emendamento venga votato all’unanimità, resto nell’attesa di avere un accurato bollettino medico, pregando il neo-segretario del PD, che ci ha promesso la concordia all’interno del suo tribolato partito, di tenerci informati sul decorso dell’epidemia.
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Condannati a vita…
dai Marina, per la corrente elettrica tranquilla: faranno le centrali nucleari. Come dire ci avvelenano ma le cure non ce le fanno mancare.