Un Provvidenziale “Aut-Aut” - Non Solo Gay Pride

In tempi miserrimi e calamitosi come gli attuali, su gay e lesbiche sembra essere piovuta una maledizione.

L’uomo medio - borghese - in senso pasoliniano, non marxista - l’uomo medio, reazionario, gretto, violento - d’una violenza sorda e lenta, esangue, torva, e quindi assoluta, rappresentato oggi dalla classe al potere, ha trovato un nuovo trastullo su cui riversare le proprie negligenze e irresolutezze. Nell’afasia di idee e nel bailamme di opinioni, che fluttuano disancorate in un torpore di maschere urlanti, l’ilota smarrito, da sempre abituato a guardare fuori di sé, si aggrappa ancora una volta all’ordine, al precostituito, alla crociata. Pronto a digrignare i denti, a dilaniare chi non si integra nel suo cieco orizzonte.

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Ermafrodito dormiente.

Ognuno si difende come può. Oggi nessuno, o molti meno, sono per fortuna disposti a offrirsi in olocausto. Del resto, è sufficiente ribattere al cieco muro con insipienti sciabordate in senso contrario? Pensiamo alla stolida e paradossalmente antiquata provocazione “artistica” bolognese (utilizzare lo sperma, derivato del sangue, come materia vile significa assumere, rovesciati, gli stessi parametri etici dei farisei), da cui hanno preso le distanze anche molti omosessuali; pensiamo ai cosiddetti, altrettanto vacui “Dieci comandamenti gay” . Tali manifestazioni, lungi dall’incentivare una seria riflessione, producono piuttosto reazioni di rifiuto su cui prontamente specula il populismo bigotto della destra e dei nostalgici censori dell’arte degenerata. E non potrebbe essere altrimenti, poiché si tratta di reazioni isteriche e incontrollate, quindi deboli e facilmente attaccabili. Inutile del resto nascondere che a certi estremisti, gay o clericali, l’immagine dell’omosessuale “libertino” non dispiace, perché costituisce un alibi per non mettersi in discussione, per non ragionare da adulti sui propri pregi e limiti.

Risulta quindi più adatto un linguaggio inattuale, e perciò sacro - ricorro ancora al lessico pasoliniano -, risolutivo e immutabile, per andare all’essenza delle cose. Un linguaggio dove alla parola “gay” non corrisponde necessariamente il vocabolo “laico”, o forse laicista, come si tende a fare oggi. I gay sono laici o religiosi né più né meno di tutti gli altri esseri umani; confinarli fuori degli steccati della religione è un’operazione cara ai fondamentalisti d’ogni tipo, ma del tutto priva di consistenza, veridicità e attualità.

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Saffo

E’ quanto devono aver pensato i ragazzi e le ragazze del gruppo Kairos di Firenze programmando, il 28 giugno scorso, la prima veglia ecumenica per le vittime dell’omofobia . Una domanda di senso che già racchiude, in sé, una risposta. E consiste nella integrità della profferta umana, nell’aspirazione all’alto e all’assoluto, nella preghiera fattasi carne. Gli omosessuali cristiani si presentano come uomini e donne completi, e dietro di loro c’è soltanto un cuore e un corpo, spesso ferito. Non sono, non vogliono essere sinonimi. Non incarnano, tutti indistintamente, la trasgressione, il materialismo, la frivolezza, lo sguardo terreno, come, per opposti motivi, vorrebbero il Papa e i militanti esacerbati.

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Per sorridere un po’: striscione al Pride romano (foto di Maura)

La loro iniziativa, estesasi alle maggiori città italiane - Firenze, Milano, Roma, Rimini, Napoli , Padova (Gruppo Emmanuele), e alla quale ha aderito anche l’Associazione culturale umanista Color Porpora assieme a molte altre, ha spalancato porte d’oro su un mondo minimo e sterminato, fervido e sommerso, vitale e trepido, anelante di offrire al mondo un cosmopolitismo d’etica. E’ più d’un orgoglio, travalica il semplice emozionalismo, supera la spontaneità irrazionale. E’ lirica, o forse soltanto poetica e ancestrale, tesa com’è verso l’ineffabile. Va alla radice del problema: “Ma tu, o uomo, e tu, o Dio, cosa puoi rispondermi? E cosa ho da donare io, in verità, al mio prossimo?“.

Dell’evento, che gli organizzatori vorrebbero trasformare in appuntamento annuale, i grandi media, tranne qualche lodevole eccezione, non si sono minimamente occupati. Anch’essi infatti, alla stregua di molti politicanti (si pensi ai De Corato, alle Moratti, ai Casini, ai Berlusconi…) considerano più spendibile, e probabilmente più lucrativa,l’immagine del gay in paillettes, edonista e amorale, provocatore e irreligioso, dedito a pratiche turpi. Si è trattato, invece, di un importante momento di fratellanza e sorellanza, d’un’occasione di scambio molto proficuo, oltre che di ecumenismo. E poiché la preghiera è dinamismo e non auto-commiserazione, c’è chi ha lodato Dio per il “talento” dell’omosessualità, che gli ha permesso di essere più concreto, più attento e altruista.

Un particolare importante: le veglie, pur se organizzate da cattolici, si sono tenute tutte in templi metodisti e valdesi. Per molti gay era importante ritrovarsi in un luogo di culto, specie se cattolico. Purtroppo non è stato possibile; e ciò dimostra la falsità di quella doppia morale per cui la gerarchia condannerebbe gli atti, ma non le persone. Questa leggenda metropolitana, alimentata ancora una volta da mons. Bagnasco sulle pagine di “Repubblica”, dev’essere smentita una volta per tutte. Fosse davvero così, visto che in questo incontro - animato a Milano da una pastora valdese e a cui hanno partecipato varie confessioni religiose, laici, etero e omosessuali - non si è discusso sui cosiddetti valori “non negoziabili”, ma semplicemente di dignità umana, le nostre chiese accoglierebbero senza indugio questi fratelli e sorelle in preghiera. Invece, l’ingresso resta loro precluso (non più di una settimana fa mons. Matarrese ha tuonato dal pulpito che i gay “non possono essere considerati cristiani” e non ci risulta sia stato richiamato da Bagnasco, secondo cui “nella Chiesa non c’è omofobia”. Evidentemente non ha mai letto una mezza riga dei tanti scritti del Papa in materia). Gli organizzatori sanno che solo col paziente lavorio degli innamorati - benché respinti - e con l’aiuto di gruppi diocesani amici potranno, in futuro, cambiare le cose.

Tuttavia poiché Bagnasco, incalzato dall’intervistatore, ha risposto che, davanti a una richiesta di incontro da parte degli omosessuali credenti, la Chiesa non respingerebbe nessuno, sarebbe opportuno prenderlo in parola: così si potrà verificare sul campo se alle buone intenzioni corrisponde la volontà. Finora non mi sembra che la gerarchia vaticana abbia mai accettato il minimo dialogo. Può darsi che ora abbia cambiato parere: mai dire mai. Bene, ci provino. E ci tengano informati.

Se intendiamo, tutti, lottare davvero contro l’omofobia, possiamo negare a questi ragazzi una preghiera, un aiuto, un pensiero? Sia il nostro parlare sì, sì; no, no. Senza inganni per nessuno.

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Daniela Tuscano Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo
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Ebbene si..
FIGLI SI NASCE.. non si diventa.
Nessuna ragione al mondo può portarti a togliere dal tuo “dentikit”; la qualita di “figlio” nel bene e nel male.

Eppure ci sono avvenimenti e situazioni che ti possono indurre a pensare che quel cordone ombelicale invisibile e inviolabile possa per un momento vacillare.
Tuo figlio è sempre tuo figlio anche se uccide una persona…vero ?
Madre lo accompagnerai in carcere con le lacrime agli occhi.
Tuo figlio è sempre tuo figlio anche quando provera a volare verso altri lidi paradisiaci chiamati "eroina"..
E tu madre .. proverai ad accompagnarlo in comunita dicendogli che tutto è salvabile.
Tuo figlio è sempre tuo figlio anche quando vinto dalla noia e apatia si lascera passare intorno l’intera vita..
E tu madre , lo spronerai con le buone o con le cattive duicendogli di nong ettare via una vita.
Ma se tuo figlio ti dice di essere gay …madre come reagisci ??
Proprio lì nella maggior parte dei casi ..quel cordone ombelicale sembra spezzarsi per difetto.
E non è per colpa del figlio..che poverino.. ha gia tanto a cui pensare.
Il futuro , una probabile quanto scongiurata solitudine.
La vecchiaia.. chi si accudira di lui.. ? se gli viene diagnosticato un futuro debole e in balia di mani sempre diverse.
Tutto il passato e presente sembra crollare…
Ma le fondamenta su cui avevi basato l’intera vita.. non sembravano indistruttibili ??
Può uno scherzo della natura infrangersi contro un legame di sangue che nessun altro male può mettere in discussione ?
Una risposta non c’è…
E’ forse questo il Santo Graal di noi comuni mortali ?

http://icaromessina.spaces.live.com/

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10 e lode Dani… 10 e lode. E’ vero che nessuno ha dato risalto alla cosa come meritava, ma la partecipazione per quello che so io è stata comunque ampia.

Sui giornali si continua a parlare solo di Bagnasco e di Luxuria, comunque sono d’accordo con quello che dice Mancuso: con la cei non si dialoga perchè comunque in questi anni non ha mai cambiato toni nei nostri confronti. Ma adesso l’hai detto tu, se davvero vogliono il dialogo devono dimostrarlo. Io non ci credo però. Un bacio
A.

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Non amo sentire solo dialoghi di acute frivolezze, amo sentire solo le verita’
della vita, qualunque esse siano.
Siano di natura gioiosa, siano di provanti amarezze.
Noi, abitanti di questo pianeta, dobbiamo essere in grado di combattere, e non solo a parole…gli insani gesti, orrendi ,incivili, che troppe persone
compiono.
Esistono tanti angoli belli della vita, non disprezziamoli….
amiamoli e insegnamo, non stanchiamoci di insegnare, al mondo…
che ogni giorno, ogni ora,ogni minuto in cui il nostro cuore batte, il nostro respiro e’ vivo, merita davvero, se sapra’ vivere questo percorso vitale.
Questo percorso vitale, puo’ avere un percorso solo…..se vissuto con
grande umanita’. Un abbraccio. Angioletta.

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Un giovane gay, che giunge da me per superare un periodo impegnativo della sua vita riguardo all’inizio di una relazione che si preannuncia difficile, si attarda a raccontarmi della sua spiritualità che continua ad agganciare al cattolicesimo (è l’unica forma di spiritualità che sente propria, probabilmente per educazione).
Lo guardo mentre parla, con il suo sguardo candido e il sorriso bellissimo, mentre esplicita la sua etica, profonda e rigorosa, mentre mi dice come ha risolto i dilemmi dottrinali e come vive il suo rapporto con Dio. Lo guardo mentre descrive il suo modo di vivere l’amore, in tutti i suoi aspetti: emotivi, fisici, affettivi.
Raramente scorgo nei volti delle persone tanta purezza come ho letto nello sguardo di questo ragazzo. Eppure non è difficile, basta avere gli occhi e un cuore ad essi collegato…

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Grazie ancora per questa perla Daniela… se ne leggessero più spesso, di notizie così, sui giornali “accreditati”…

:-)

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@tutti
grazie per le vostre testimonianze riguardo questa realtà complessa e, per me e per molti altri senza-dio, sconosciuta.

Sono andato a rileggere questo.
Articolo (di daniela) e commenti molti interessanti.

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Un abbraccio a tutti, in particolare a Uyulala il cui post mi ha davvero toccato! Mi sa che lo riporto nel mio blog. :-)

Quanto a Marco, non mi sembra molto “diabolico” dalle sue parole… In verità, io temo molto di più gli agnelli travestiti da lupi, che magari ripetono sempre “Signore, Signore”… e poi si sa come va a finire.

Poiché alcuni amici me l’hanno chiesto, trascrivo qui sotto il testo della veglia di giovedì scorso. La preghiera corale è bellissima.

Lettore 1:
Ho conosciuto Paolo Seganti al gruppo La Sorgente di Roma, durante i pochi mesi in cui ha frequentato le nostre riunioni. È stato grande lo stupore e la commozione quando abbiamo appreso della sua morte, grande l’incredulità che ci ha colti nell’apprendere i particolari della vicenda. L’omicidio avvenuto di notte, nel parco sotto casa dove Paolo, amante del giardinaggio, aveva piantato e curava alcuni alberi, il suo chiedere aiuto, il vano intervento di una volante della polizia, i particolari macabri delle ferite inferte e delle mutilazioni, la morte per dissanguamento, che lascia sempre un senso di ribellione, con quel suo tormentoso suggerimento che, forse, si sarebbe potuto fare qualcosa!
Uno di noi, nella testimonianza che abbiamo reso in Campidoglio, assieme ad altri amici di Paolo, ha ben sintetizzato il nostro sentire con queste parole:
non so se anch’io morirò di una morte simile, se mi troverò ad urlare in parco, se sbatterò impotente le sbarre di un cancello cercando di fuggire, se verrò anch’io spogliato di tutto, picchiato e ucciso.
Se dovesse succedere sono sicuro che Dio avrà pietà di me, se non altro perché gli ricorderò la passione di suo Figlio.
Spero che non mi succeda, ma se avrò mai la sventura di trovarmi così male e disperato, vorrei che le mie grida di dolore, il mio disagio, la mia angoscia riuscissero a rompere l’isolamento in cui sicuramente mi troverei, così che gli altri –voi- possiate venirmi in aiuto.
Paolo Seganti di Roma, Matteo di Torino suicidatosi appena sedicenne, Maurizio Oldani malmenato fino alla morte poche settimane fà a Milano, Alfredo Ormando, Ferruccio Castellano che tanto ha fatto per la nascita dei nostri gruppi prima che il suo coraggio gli costasse il lavoro e, in definitiva, la vita.
Mi chiedo cosa potrebbero dirci tutti questi fratelli, se potessero essere qui con noi stasera, a testimoniare di persona il loro vissuto.
Ci penso e mi vengono alle labbra parole già sentite eppure tanto disattese; prendetevi cura gli uni gli altri, portate il peso dei vostri fratelli, ascoltate le loro grida di aiuto.
Se riusciremo a prendere la decisione di essere davvero attenti gli uni gli altri, disposti a sostenere chi si trovi in situazione di disagio e bisogno, forse non ci saranno più altre morti assurde per cui ritrovarci in una sera come questa.

♪ Cantore e poi tutti:
Questa notte non è più notte davanti a te: il buio come luce risplende

Lettore1:
Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti il precetto: non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: amerai il prossimo tuo come te stesso. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore. (Rom 13, 8-10)

Lettore 2:
Matthew Shepard nasce in Colorado nel 1976. Dopo le superiori, si iscrive a Scienze politiche all’Università del Wyoming ed è uno studente universitario di 21 anni come tanti. Matthew è gay. La notte tra il 6 e il 7 ottobre del 1998 Matthew riceve un passaggio per tornare a casa da due coetanei incontrati in un bar. Matthew però viene condotto dai due in un luogo isolato, picchiato selvaggiamente, torturato, legato a una staccionata e lasciato morire lì.
La polizia arrestava i colpevoli poco dopo, trovando l’arma insanguinata, le scarpe e la carta di credito della vittima nel loro camion. Al processo gli avvocati hanno dimostrato che Matthew era stato torturato e ucciso esclusivamente a causa dell’odio degli assassini per l’orientamento sessuale della vittima. Poichè in Wyoming è tuttora prevista la pena di morte per l’omicidio volontario, i genitori di Matthew hanno rivolto alla giuria un appello alla clemenza che ha fruttato agli assassini due condanne all’ergastolo. I genitori di Matthew Shepard, riferendosi a uno degli imputati, hanno dichiararato «anche se è difficile farlo», «è il momento di mostrare misericordia verso colui che ha rifiutato di mostrare misericordia. [...] [Chiediamo che gli sia risparmiata] la vita in memoria di uno che non vive più».
Alla tragica storia si aggiunge un episodio su cui riflettere. Durante i funerali di Matthew e durante il processo, un gruppo di manifestanti omofobi protestava violentemente con picchetti al grido di “Matthew Shepard marcisce all’inferno” e altri slogan intrisi d’odio. Gli amici di Matthew allora organizzavano un gesto simbolico non-violento. Indossavano lunghe tuniche bianche e grandi ali bianche. Vestiti da angeli circondavano i manifestanti omofobi, simboleggiando il bene che non si lascia sopraffare dal male.
Il caso Shepard, grazie anche alla famiglia che ha scelto di non mettere a tacere l’episodio ma di parlarne in pubblico, è diventato un simbolo della lotta all’omofobia in tutto il mondo.
In particolare i genitori di Matthew hanno costituito una Fondazione intitolata al figlio che si propone di promuovere l’educazione al rispetto, in particolare nelle scuole. Abbracciare le diversità, cancellare l’odio, rimpiazzare l’odio con la comprensione e l’accettazione.

Lettore 2:
Brandon nasce in Nebraska nel 1972 di sesso biologicamente femminile. La bambina è chiamata Teena. Teena, diventata adolescente, non si sente a proprio agio nel corpo femminile. Ai tempi delle superiori capisce di identificarsi in un maschio e inizia ad usare il proprio cognome, Brandon, che è anche un nome maschile. Teena diventa Brandon, un ragazzo transessuale.
Nel 1993 Brandon ha 21 anni. Ad un party due ragazzi gli chiedono di dimostrare loro che è un maschio a tutti gli effetti. Al suo rifiuto, gli sfilano i pantaloni, lo picchiano e lo violentano. Nonostante la denuncia che segue, la polizia non interviene
Qualche giorno più tardi i due violentatori lo uccidono a colpi di pistola. In sede di processo gli assassini sono riconosciuti colpevoli di omicidio volontario.
Brandon non iniziò mai una terapia ormonale né si sottopose a un’operazione chirurgica di transizione di genere. Per questo motivo la stampa a volte ha erroneamente parlato di Brandon come di una lesbica. Per la stessa ragione, è improprio parlare di omofobia nel caso dei transessuali e si ritiene più corretto parlare di transfobia. Nel caso specifico, l’episodio di transfobia è tanto più grave perchè si associa a un caso di violenza sessuale perpetrato contro una donna biologica.

♪ Cantore e poi tutti:
Nada te turbe nada te espante; quien a Dios tiene nada le falta. Nada te turbe, nada te espante: solo Dios basta

Lettore 2:
Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, poiché sta scritto:
Come è vero che io vivo, dice il Signore,
ogni ginocchio si piegherà davanti a me
e ogni lingua renderà gloria a Dio.
Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.
Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello. (Rom 14, 10-13)

Lettore 3:
Una recente risoluzione del Parlamento Europeo recita: “ Il Parlamento condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi verso gli omosessuali. Nel chiedere di vietare questo tipo di discriminazione in tutti i settori, sollecita la Commissione a promuovere azioni giudiziarie contro gli Stati membri in caso di violazione. Invitando gli Stati UE a riconoscere le coppie dello stesso sesso, è chiesta la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità…”
Ma così non è stato nel secolo appena trascorso, ed in molti paesi del mondo ancora non lo è.

Lettore 3:
I rapporti omosessuali portano ufficialmente alla pena di morte in sette nazioni islamiche: Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Sudan, Somalia, Somaliland e Yemen. In molte nazioni musulmane, come il Bahrain, il Qatar, l’Algeria e le Maldive, l’omosessualità è punita con il carcere, con pene pecuniarie, o pene corporali.
Si chiamavano Mahmoud Asgari e Ayaz Mahroni. La loro colpa? Erano innamorati. L’uno dell’altro. Tutto qui. Già, avevano una relazione omosessuale… il 19 luglio 2005 a Mashad, nel nordest dell’Iran le autorità li hanno impiccati in Piazza della Giustizia. Avevano 16 e 18 anni, colpevoli di amarsi e di essere omosessuali. Prima di essere impiccati avevano già scontato 14 mesi di prigione e avevano ricevuto 228 frustate a testa. Negli ultimi 25 anni in Iran sono state uccise oltre 4.000 persone tra gay e lesbiche.

Lettore 3:
Un giorno gli altoparlanti ci ordinarono di presentarci immediatamente all’appello. Urla e grida ci spingevano là senza indugi. Circondati dalle SS, ho pensato stessero per picchiarci per l’ennesima volta; ma la prova in effetti era peggiore: un’esecuzione. Portarono un giovane al centro del quadrato. Inorridito ho riconosciuto Jo, il ragazzo che amavo, appena diciottenne. Le SS gli strappavano i vestiti lasciandolo nudo e ficcandogli un secchio in testa. Poi gli hanno aizzato contro i loro feroci Pastori Tedeschi… le sue grida di dolore erano distorte e amplificate dal secchio in testa. Ho pregato perché la morte del mio amore potesse essere una morte rapida. Pierre Seel. Deportato omosessuale.

Lettore 3:
Per eliminare ogni illusione sulla tolleranza dei diritti degli omosessuali durante l’era comunista in Unione Sovietica, basta citare il caso di Georgij Cicerin, omosessuale, che ricoprendo un’ alta posizione nella gerarchia del governo sovietico sotto Lenin, si affrettò a nascondere la sua omosessualità. Ma non passarono molti anni che Cicerin fù esonerato dai suoi doveri per “ragioni di salute”. Le memorie di un suo cugino, pubblicate in occidente rilevarono che la malattia in questione altro non era che la sua omosessualità.
Come ogni altra cosa nella società marxista-leninista, il destino degli omosessuali russi tra il 1917 e il 1923 dipese dai pregiudizi e dai capricci personali dell’oligarchia governante. Questi pregiudizi furono infine codificati nell’incriminazione ufficiale delle pratiche omosessuali con le leggi approvate nel 1933. A migliaia perirono nei GULAG staliniani; l’attuale omofobia virulenta della società sovietica, i problemi particolari che gli omosessuali sovietici affrontano: ecco tutto ciò che noi in occidente ancora oggi vorremmo davvero conoscere.

♪ Cantore e poi tutti:
Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est

Lettore 3:
Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
“Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
Ed essi saranno il suo popolo
Ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate”.
(Ap 21, 1-4)

Testimonianza della Pastora e introduzione alle preghiere spontanee

PREGHIERE SPONTANEE

♪ Cantore e poi tutti:
Veni Sancte Spiritus, tui amoris ignem accende

CONCLUSIONI

Tutti:
Padre nostro che sei in cielo,
fa’ che tutti riconoscano te come Padre,
che il tuo regno venga,
che la tua volontà si compia
anche in terra come in cielo.
Dacci oggi il nostro pane necessario.
Perdona le nostre offese
come anche noi perdoniamo a chi ci ha offeso.
Fa’ che non cadiamo nella tentazione,
ma liberaci dal Male
Tuo è il Regno, tua la potenza e la gloria nei secoli!

Ringraziamento finale di Gianni Geraci

PREGHIERA CORALE

Tutti:
Cristo non ha più le mani
ha soltanto le nostre mani
per fare il suo lavoro oggi.
Cristo non ha più piedi
ha soltanto i nostri piedi
per guidare gli uomini sui suoi sentieri.
Cristo non ha più voce
ha soltanto la nostra voce
per raccontare di sé agli uomini di oggi.
Cristo non ha più forze
ha soltanto il nostro aiuto
per condurre gli uomini a sé.
Noi siamo l’unica Bibbia
che i popoli leggono ancora;
siamo l’unico messaggio di Dio
scritto in opere e parole.

Benedizione Finale della pastora

CANTO FINALE

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Grazie Daniela,
una lettura interessante e istruttiva.
Mi unisco a Marco nel considerare che nel dibattito intorno a questi argomenti, si riuniscono sempre persone interessanti.

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Daniela: ciò che hai scritto mi ha commossa nel profondo. Quanta ricchezza perde una religione nel momento in cui decide di tagliar fuori un’intera categoria di persone…

[Rispondi a questo commento]

Silent Enigma

Silent Enigma’s avatar

mi unisco al coro, anche per la bellezza stilistica del pezzo.

@dM: cos’hai ripescato! mi è venuto in mente di chiedere: che fine ha fatto bart? :-) mi manca

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Quanto a Marco, non mi sembra molto “diabolico” dalle sue parole… In verità, io temo molto di più gli agnelli travestiti da lupi, che magari ripetono sempre “Signore, Signore”… e poi si sa come va a finire.

Mai fidarsi delle apparenze.
Saprai certo che i diavoli sono angeli che hanno seguito Satana nella sua caduta dal cielo. Saprai anche che non è tanto la cattiveria a contraddistinguere i demoni quanto la superbia. In questo sono diabolico fino al midollo. Dio non mi serve, dio non è mio padre, dio non esiste. Mi rendo conto ogni giorno di quanto io possa fare per molte persone più e meglio di questo dio che si nasconde e sfugge.
Si dice che i demoni non abbiano altro scopo che quello di corrompere gli uomini che sono nella grazia del signore per condurli nella loro medesima triste condizione. In questo non sono così. Non sono un demone militante ma solitario. Malvisto anche dagli altri.

Tornando in argomento: religione e sessualità sono fatti privati. Capisco e sostengo le battaglie di emancipazione degli omosessuali in ambito sociale, per tutto ciò che concerne diritti, libertà e rispetto. In ambito religioso non mi pronuncio. Ma se devo dire come la penso credo che sia una battaglia persa. Inoltre mi viene spontaneo chiedermi “perchè ostinarsi a seguire una chiesa che ti maltratta e respinge? “. La risposta me l’ha data Icaro. Io credo che il cordone si possa tagliare. Ma dobbiamo farlo da soli. Chi non ha la forza o i coraggio resta appeso. Per sempre.

[Rispondi a questo commento]

A parte il fatto che conosco Icaro e ho capito benissimo cosa intendeva con “tagliare il cordone ombelicale”, l’errore in cui tu cadi, ma ne abbiamo discusso varie volte, è pensare che i gay credenti chiedano a Bagnasco e al Papa il “permesso” di esistere. Sai come si dice… chi guarda il dito e chi guarda la luna.

Del resto, che superbo saresti se non ti ritenessi il centro dell’universo, che non ha bisogno di nessuno? ;-)

Io sono ben contenta di aver bisogno degli altri.

E non ti offendere, Oscar Wilde all’amatriciana, sto scherzando! A me, come sai, piace Renato Zero, di fronte alla cui vanità tu sembri un seguace di san Francesco. Teoria della relatività, anzi, del relativismo. Evviva. :-D :-D :-D

[Rispondi a questo commento]

Un po’ mi offendo invece. Io sono romano. “Amatriciana” fa troppo burino. Preferireri “Oscar Wilde de noantri”. ;-)

Come dicevo nessuno può convertirmi ed io non voglio convertire nessuno. Per questo raramente intervengo quando si parla di religione. Non vorrei essere superficiale (o peggio offensivo) parlando di cose che per me non hanno alcun valore mentre per altri sono tutto.

Sono intervenuto questa volta perché sinceramente credo che si possa imparare molto dalle esperienze degli altri. Forse si impara di più dalle esperienze di chi è molto distante da te che non dai tuoi simili. Per gli stessi motivi è anche più difficile comprendere. Ma non dispero.

Magari, invecchiando, farò anche io come Oscar e Renato. Mi convertirò in extremis approfittando delle benevolenza del signore :-D

Ciao
dM

[Rispondi a questo commento]

“Essere o non essere, questo è il problema.

E’ forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito,

le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi,

invece, contro il mare delle afflizioni, e, combattendo contro di esse metter loro una fine?”

( William Shakespeare – Amleto )

Come trascorre il tempo, trent’anni della mia vita sono passati come un soffio; eppure è come se il tempo per me si fosse fermato. Mi sento chiamato a fare un primo bilancio della mia vita, a pesare, proprio come su di una bilancia, la mia esistenza, tutto il mio passato. “Signore, insegnami a contare i miei giorni e giungerò alla sapienza del cuore” (salmo 90,12). Ed è normale che, voltandomi indietro, io riveda e rilegga tutti gli avvenimenti della mia vita e mi accorga che Ganimede vive lentamente i suoi giorni, come se fosse in ritardo, senza fretta; il tempo passa ma lui cammina piano, ha bisogno del suo tempo prima che proceda spedito sui suoi passi, verso la strada della vita, e sembra quasi fermo a volte, come ad aspettare che qualcosa accada ancora…

Si il mio cuore è fermo davanti ad uno specchio, la mia immagine vi si riflette ancora da quasi sei anni, da quando ho “scoperto” la mia “diversità”. Mi sono scoperto un’altra persona, la quale ha convissuto segretamente dentro di me. Una realtà che a tratti in tutti questi anni affiorava, ma che non osavo chiamare per nome: … Omosessualità!

La mia prima reazione fu di rifiuto: “non può essere!” mi dicevo. Eppure, quando chiamai per nome questa realtà che prima non sapevo definire, tutto mi era chiaro. Alcune domande ebbero subito una risposta, e dovetti ammetterlo a me stesso.

Ma altri interrogativi nacquero subito dentro di me, domande ancora più profonde, esistenziali. E mi rivolsi a LUI, a colui che solo poteva darmi le risposte. Ma LUI taceva e non capivo il perché. Più lo chiamavo e più “sentivo” il silenzio.

Ricordo ancora i pianti, i singhiozzi nella notte, le grida smorzate per non svegliare nessuno. Ma LUI continuava a non rispondermi …

Allora un giorno - lo ricordo ancora - lo “guardai” negli occhi e lo insultai, mi arrabbiai, lo offesi, perché LUI mi aveva fatto così, aveva permesso questo nella mia vita e non si degnava neanche di rispondermi!

Decisi allora di fare di testa mia, di ricominciare da capo, di capire per conto mio. Furono mesi di grande sofferenza, di travaglio interiore, fino ad arrivare sull’orlo di una crisi di nervi…

In questi mesi lessi molto, andai per le librerie della mia città per cercare sugli scaffali le risposte alle mie domande.

Ma non mi bastava, dovevo incontrare i miei simili e, chattando, iniziai ad incontrare qualcuno (loro forse non lo sanno, ma oggi posso dire che mi hanno aiutato tantissimo; alcuni di loro sono tuttora miei Amici). Mi sono confrontato con loro ed ho scoperto un mondo sconosciuto, fatto non solo di grande sofferenza, ma anche di colore, di sapore, di allegria. Ed ho scoperto anche che esistono tante omosessualità, come se si potesse “inventare” la propria identità.

Trascorsero così i primi mesi, tra libri ed incontri al buio.

Dopo qualche tempo, sentii il bisogno di dirlo ad alcuni dei miei Amici, sapevo che potevo contare su di loro e che non mi avrebbero giudicato o allontanato. E sentii ancora più forte il loro Amore.

Un giorno, mentre camminavo in centro, mi trovai davanti ad una Chiesa e, quasi come “chiamato”, entrai. Vidi un Sacerdote che confessava, allora mi inginocchiai davanti a lui e come un fiume in piena parlai … parlai … parlai … Al termine della Confessione sentii il mio cuore più leggero e percepii nuovamente la SUA Voce.

Compresi che LUI non aveva mai smesso di parlarmi e non mi aveva abbandonato: mi sentii nuovamente AMATO!

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Ho riscritto correttamente il mio Website. Grazie! :)

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Sono intervenuto questa volta perché sinceramente credo che si possa imparare molto dalle esperienze degli altri. Forse si impara di più dalle esperienze di chi è molto distante da te che non dai tuoi simili. Per gli stessi motivi è anche più difficile comprendere.

Uahuahuah… Certo, con Bart sarebbe stato tutto più facile. Ma non si parla degli assenti. Quanto a me, io informo, e scrivo perché mi piace. Stop.

Preferireri “Oscar Wilde de noantri”.

L’ho già appioppato al tuo concittadino Renato, cui però “amatriciano” non starebbe nemmeno male, dato che, davanti a un piatto di pasta, egli è sempre stato molto “ecumenico”. In altre parole, “basta che se maggna”. La “nazionalità” è relativa. Però, abbi pazienza, l’Oscar resta pur sempre lui. ;-) :-D

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ecco perché mi fischiano le orecchie… daniela, parla pure, sono tutto orecchione

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Bentornato Bartimeo.
Solo una curiosità: sei diventato un lurker o hai ricevuto una “soffiata”?

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“daniela, parla pure, sono tutto orecchione”

Più che altro, con questa battutaccia, è diventato splatter… anzi, no, proprio “ER TRUCIDO” dei film di Monnezza… DM mi capisce senz’altro (e scommetto che tiene un suo poster in camera). :-D

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Silent Enigma

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Bart!!!! :-)

Togli quel silent, non vorrai essere scambiato per me? :-P

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daniela, che ci vuoi fare, sono proprio grosso l ano

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Bart,
stai esagerando. Le battute sono di cattivo gusto.

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ok, scusate. una catechesi che mi ha aiutato a capire perché la Chiesa sia così esigente verso i suoi fedeli (etero e omo):
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1978/documents/hf_jp-ii_aud_19781122_it.html
se questa è sessuofobia (e omofobia nello specifico) vedete voi; a me pare offensiva invece l’argomentazione di quelli che dicono che una cosa è giusta per il fatto stesso che esiste in natura…
del tipo, se lo fanno i dugonghi… e che siamo bestie? questo sì che è un facile (e anche un po’ stupido) naturalismo…
ma per fortuna capiamo che ci sono gay e gay.. per esempio mi sembra particolarmente consapevole la risposta di ganimede a cate in questo post (che vi invito, sperando di fare cosa gradita anche all’autore, a leggere):
http://blog.libero.it/parolenondette/2919645.html
bah non so, io non la vedo tanto questa questione con i gay, perché anche per me è difficile essere fedele nella pratica all’insegnamento della Chiesa, però non penso che la Chiesa ce l’abbia con me, anzi che essa voglia salvarmi…comunque, vedete voi..
vado a mangiare ;-)

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Non capisco dove sia il problema. Per il vescovo di Frascati Matarrese rappresentante sul territorio della Chiesa di Roma gli omosessuali non sono Cristiani. Punto!

Il vescovo di Frascati Matarrese dice durante la lezione del catechismo: «i gay non possono essere considerati cristiani».

Ne ho scritto qualcosina qua: Cresima: Una ragazzina al catechismo dice al Vescovo non è giusto!

Il vecchio prelato risponde alla ragazzina che pensa e dice “non è giusto” con “scema” ed “hai la capoccia vuota”…

Che gli importa agli omosessuali di ciò che pensa la Chiesa di Roma? Mica sono obbligati a restarci. La Chiesa di Roma è quello: i gay non possono essere considerati cristiani… Oppure bisogna avvertire il vescovo di Frascati che non è così.

Il problema non esiste, se un omosessuale appartiene alla Chiesa di Roma, non è Cristiano, che aspetta ad andarsene? La Parusia?

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Mstatus: per essere cristiani non è necessaria la patente di eterosessualità! Bastasse solo quella…

Il cristianesimo è per TUTTI. Punto.

Nello specifico: ho diversi amici, alcuni dei quali omosessuali (Ganimede compreso), e tra questi ultimi, molti sono cristiani, anzi, ottimi cristiani!

Spero che Mstatus non ricominci con Matarrese (fra l’altro fratello del mitico presidente… bel modellino di cristiano, vero? Anche se “masculo”…) come ha fatto con Fanzaga. Le argomentazioni della Chiesa gerarchica sono omofobiche senza alcun dubbio (ed è sorprendente che adesso Bart sostenga “invalida” la tesi degli animali, perché era la stessa usata fino a poco tempo fa dai clericali per dimostrare che l’omosessualità era innaturale), ma quelle di Matarrese sono peggiori: sono anticristiane; perché da nessuna parte, nemmeno bel CCC, è mai affermato nemmeno alla lontana ciò che ha sostenuto lui.

Il vescovo Matarrese è un semplice uomo di Chiesa che ha pronunciato una blasfemia; e per questo meriterebbe come minimo un severo richiamo. Non avverrà, naturalmente, ma ciò non toglie che le cose stiano in questi termini.

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Silent Enigma

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Nemmeno nel CCC…P? ;-)

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daniela è sorprendente a volte scoprire la propria ignoranza, guarda qui
http://www.marforio.org/forumstud/topic.asp?TOPIC_ID=20852

un comportamento contro natura è tale non perché non esiste in natura (anche la pedofilia esiste in natura, se ti riferisci a quel discorso) ma perché osservando la natura, essendo esseri razionali, siamo capaci di riconoscere il progetto del Creatore per noi, la nostra vocazione (che è il fatto che non abbiamo deciso noi di essere in un certo modo ma lo abbiamo ricevuto dall’alto), e quindi abbiamo il dovere di restare conformi a ciò per cui Dio ci ha voluti.
ciò si può capire perfino senza la Parola di Dio, in quanto la legge morale è scritta in tutti i cuori (così che i pagani sono inescusabili ecc ecc…). su questo si fonda il laico diritto naturale a cui tendono tutti i popoli e tutte le persone dall’interno.. che non ha niente a che fare con le leggi di natura, ma con la coscienza di essere stati creati per qualcosa e di non essere frutto di un caso impersonale… è il fondamento non solo del cristianesimo, ma di tutte le religioni, di tutte le filosofie, della stessa empatia tra persona e persona…
se questa è omofobia, siamo proprio spacciati.

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poi per me è difficile giudicare la situazione di un gay non avendone esperienza, ma penso che non ci sia grande differenza su queste cose generali, o no?
domando, c’è differenza?

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@bart/trab
potresti evitare questi stupidi giochetti?
Non aiutano la discussione.

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E, aggiungo io, non c’azzeccano nulla col discorso. Qui si parla, caro (Silent)Bart-Trab ecc. ecc. di cosa realmente propone la Chiesa ai gay, come concretamente li aiuta, se li aiuta, e perché non riesce a fornir loro una risposta credibile e decente.

Che tendiamo a un fine puoi sostenerlo tu, posso sostenerlo anch’io, ma altri la pensano in modo affatto diverso (uno a caso - e la locuzione è quanto mai appropriata - Leopardi), pertanto partire da questo postulato per affermare che “la legge morale è inscritta in tutti i cuori” è inaccettabile.

Poi abbi pazienza, sarà che sono sensibile alle parole ma leggere ancora termini come “pagani”, “inescusabili” poi… ma che dici… nell’antica Roma persino il suicidio, almeno in certe circostanze, era considerato un atto altamente morale… Nei secoli “cristiani” i roghi si chiamavano nientemeno che autodafé, atti di fede… ma per favore…

San Tommaso d’Aquino considerava lecito l’aborto… Agostino (grande ex-tombeur de femmes, e non solo) dubitava che le donne avessero l’anima…

Ma, ripeto, in questo frangente il tema è un altro. O ci restiamo, o buonanotte ai suonatori.

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Daniela, menomale che certe cose le hai dette tu. Certe omelie da prete dell’Ottocento sono talmente desuete da scadere nel ridicolo.
Da inescusabile pagano dico che il problema della chiesa (che è fatta da uomini e non da angeli) sta qui. Alcuni ragionano altri…

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Silent Enigma

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Cos’è, devo registrare il mio nick per non vederlo accostato a bart? ;-)

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che alcune argomentazioni che non sono nel magistero possano cadere e molte siano cadute non mi sono sognato di negarlo, non perché la verità cambia ma perché la coscienza di essa si approfondisce nel tempo.
invece vorrei capire perché la risposta attuale non è credibile e decente. (quella dei pagani inescusabili era una quasi citazione di San Paolo, perciò ho usato quei termini)
immagino comunque che non debba essere il consenso di tutto l’ecumene a determinare la verità ma un ragionamento, e che quindi anche un’opinione laica debba essere motivata con riferimento al diritto naturale, figuriamoci quella di uno che vuole rimanere nella chiesa…

@Silent Enigma, guarda qui:
(nota la metamorfosi del nick…)

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bart ha scoperto il trucco per andare sempre in coda di moderazione. Attenzione, qualche altro cambio di nick e vieni classificato spam dall’algoritmo.

E quando sei spam i tuoi commenti non li vedremo proprio più

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… e ci dispiacerebbe proprio tanto non vederti più :-(

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che alcune argomentazioni che non sono nel magistero possano cadere e molte siano cadute non mi sono sognato di negarlo, non perché la verità cambia ma perché la coscienza di essa si approfondisce nel tempo.

Fin qui niente da eccepire…

invece vorrei capire perché la risposta attuale non è credibile e decente.

Fattelo spiegare dalle vittime dell’omofobia anche ecclesiastica, fattelo spiegare dai parenti di Alfredo Ormando, fattelo spiegare dalla ragazzina messa a tacere dal vescovo Matarrese (a proposito, cosa ne pensi? Ha dichiarato che il posto dei gay nella Chiesa è… fuori di essa), fattelo spiegare dalle Lettere di Ratzinger… Ma certo, i gay nella Chiesa sono accettati a braccia aperte, si può parlare del tema quando si vuole, trovano sempre pastori attenti e preparati, ma che scherziamo?…

Poi se ci riesci prova a spiegarmi anche cosa c’entrano i dugonghi, perché hai tirato fuori la pedofilia… così tanto per gradire.

immagino comunque che non debba essere il consenso di tutto l’ecumene a determinare la verità ma un ragionamento, e che quindi anche un’opinione laica debba essere motivata con riferimento al diritto naturale, figuriamoci quella di uno che vuole rimanere nella chiesa…

Buio totale. Le tesi di coloro che si discostano dal pensiero della Chiesa sono sostenute da ragionamenti . Ragionamenti che magari non condividiamo, né tu né io, ma ragionamenti. Per quanto mi concerne a me piace discutere con chi mi sta di fronte, purché da entrambe le parti ci sia reciproco rispetto. Mi è capitato di confrontarmi con persone distanti dalle mie idee e dalla mia sensibilità, su alcuni punti abbiamo concordato, su altri no, ma quando erano persone tolleranti non posso certo dire che le loro opinioni fossero irragionevoli. Erano semplicemente diverse. Ma avevano un fondamento e seguivano una loro logica interna. Diciamo piuttosto che se non si è dogmatici espressioni come “diritto naturale” suonano prive di significato. E le citazioni da san Paolo, per essere comprese, necessitano di un’esegesi. Egli parlava anche di “carne contro spirito”: ma se lo diciamo noi oggi, allo stesso modo, creiamo una babele esegetica. Con quel “carne” l’Apostolo designava quello che oggi si chiamerebbe egoismo, possesso; poi va contestualizzato nello spirito del tempo e nella personale sensibilità del santo. E questo proprio per capirlo meglio.

Però continuo a NON capire cosa acciderba c’entri ’sto discorso coi gay nella Chiesa. Misteri (non della fede).

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allora queste lettere omofobe del Papa? le cacciamo fuori oppure no?

sul discorso del vescovo, mi pare chiaro che, se essere gay è una condizione e non una scelta, questo non può implicare un’esclusione dalla salvezza, che è per tutti. se invece è una scelta, ha ragione il vescovo.
io non sono gay, e non lo so. visti i precedenti (es la quasi risoluzione contro bagnasco) tendo anche a dubitare dell’informazione.

il mio discorso era per inquadrare la posizione della Chiesa sul comportamento omosessuale all’interno della sua dottrina sull’uomo in generale. ovvio che chi non comprende la seconda troverà difficile accettare anche la prima, ma a questo punto il problema sorge indipendentemente dall’essere omosessuale, nasce dal non voler accettare il cristianesimo, non quella posizione specifica

ho trovato questo di Alfredo Ormando: “Spero che capiranno il messaggio che voglio dare; è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia.”
questa affermazione non nasce da un naturalismo che nega il peccato originale (la tendenza innata a peccare) e rende vana la redenzione e la grazia? se non è così, spiegami meglio

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o meglio neanche in quel caso avrebbe ragione (perché Gesù è venuto per i peccatori), ma in que