Un poco di masochismo 7


Il momento più tragico della mattina è quello del risveglio, quando ancora non del tutto desta, prendo il mio secondo o terzo caffè davanti alle pagine dei giornali virtuali. Sfoglio, leggo i titoli, sorseggio e finisco sempre per domandarmi quale strana depravazione masochistica, mi conduca ogni giorno a far ciò.
A volte sorrido, ma è uno di quei sorrisi che si spezzano appena disegnati sul mio volto. “Non c’è nulla da ridere!” suona l’intimazione nella mia testa, che senza neppure accorgermi ha iniziato a scuotersi pian piano; dicendo no.
“Commovente discorso di Renata Polverini al Consiglio Regionale.” No, dai! Commovente? Oh sì, che dolore scoprire dei furti di Fiorito. Ma come è possibile che un suo uomo abbia potuto “distrarre” (Rubare è così plebeo!) del danaro per pagare ostriche, champagne e zoccolette travestite. Lei è affranta e minaccia le dimissioni (si usa così tra le persone perbene italiane. Dimettersi è plebeo, minacciare le dimissioni di gran classe) che assunse l’incarico per rimettere ordine soprattutto nella sanità. Commuove, poi quando parla del suo cancro che è stato estirpato così come estirperà quello del malaffare. La commozione aiuta a dimenticare i 30 posti letto e il reparto requisito per il suo intervento chirurgico. La commozione aiuta a scordare i suoi spostamenti in elicottero. E tutte le altre distrazioni effettuate dalla signora Polverini, l’arrogante fascista, che come molti di questi parassiti assunti alla corte dell’ex tizio Re, ha confuso la sua poltrona pubblica con un trono imperiale. Poi però leggo un altro giornale e cambia l’aggettivo: la seduta del consiglio non è più commovente, ma drammatica.

In realtà quel che cerco sui giornali è la sensazione di comprendere a che punto siamo, politicamente. Ma giorno dopo giorno sparisce dalle pagine virtuali anche il più vago accenno alla campagna elettorale presente. Nemmeno più ci è dato sapere chi abbia mandato a fare in culo chi, (che questa era la politica fino a qualche giorno fa) di certo non mi illudo di trovare dichiarazioni programmatiche, impegni per le riforme strutturali in materia di scuola o lavoro. Son spariti persino gli operai sopra i silos, i fumi di Taranto, i licenziamenti di massa, la negazione dei diritti dei lavoratori. C’è Marchionne, però: l’uomo che nel 2013, finiti i suoi impegni con lo stato italiano che lo ha foraggiato con danaro nostro chiuderà la FIAT. Questo lo affermo io, ovviamente, perché non so nulla di economia. Lui invece dice che terrà in vita la fabbrica italiana con i proventi ricavati in America. Mi viene il sospetto che non sappia nulla di geografia e che si sia confuso: voleva dire Serbia. Là è un bel posto per aprire le fabbriche di auto italiane. Lo stipendio di un operaio serbo equivale a una comoda rata per pagare la 500L che ovviamente, nessun operaio italiano potrà acquistare.

Il masochismo mi fa innervosire, e allora meglio spaziare con le notizie estere. L’America predispone una sorta di set cinematografico in mezzo a un deserto per addestrare un corpo speciale di soldati da dedicare alla guerra contro gli zombie. (Spè che la rileggo, che forse il terzo caffè non è bastato) Sì, un corpo speciale capace di affrontare un ipotetico virus che renda l’umanità degli zombie; avevo letto bene. Medici, ricercatori, scienziati a fianco dell’esercito per studiare strategie e armi non convenzionali. Per gli zombie. Sto quasi per ridere ma poi ci ripenso: se passata la fase di studio dovessero cercare un popolo sul quale testare le nuove discipline, indovinate un po’ chi sarebbero i primi zombi a crepare?


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