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	<title>Commenti a: Un Pensiero sulla Legge 194</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Di: Marizzi</title>
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		<dc:creator>Marizzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 22:31:47 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito, la vignetta è veramente splendida! Ci siamo divertiti! Tanto che il mio compagno, per restare in linea, ha preparato la cena.... dicendomi che stasera è lui &quot;l&#039;angelo del focolare!Ma che domani si rientra nella &quot;normalità&quot; perchè lui cucina da &quot;schifo&quot; e non è logico mangiare male quando in casa &quot;serpeggia&quot; una cuoca capace di fare due uova al tegamino &quot;paradisiache&quot;. 
Alla prossima!
Carpe diem!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito, la vignetta è veramente splendida! Ci siamo divertiti! Tanto che il mio compagno, per restare in linea, ha preparato la cena&#8230;. dicendomi che stasera è lui &#8220;l&#8217;angelo del focolare!Ma che domani si rientra nella &#8220;normalità&#8221; perchè lui cucina da &#8220;schifo&#8221; e non è logico mangiare male quando in casa &#8220;serpeggia&#8221; una cuoca capace di fare due uova al tegamino &#8220;paradisiache&#8221;.<br />
Alla prossima!<br />
Carpe diem!</p>
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		<title>Di: Marizzi</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14750</link>
		<dc:creator>Marizzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 22:11:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ho scritto quel pensiero sulla 194, perchè lavoro in un ambiente che si confronta con il &quot;diverso&quot; anche apparentemente &quot;simili&quot; al sano. Vivo i drammi delle famiglie, certo indirettamente... Ma chi dice che l&#039;empatia sia fuori moda? Ho un figlio di 18 anni e una figlia di 12 anni e non ho dimenticato la mia &quot;puberta&quot;, la mia sessualità &quot;consapevole&quot;, non ho mai praticato IVG. Le mie sono state gravidenza &quot;desiderate&quot;, &quot;volute&quot;, e &quot;vissute&quot; con una &quot;emozione d&#039;amore&quot; che non avrà e non ha pari. Ho persino vissuto la &quot;sindrome&quot; della &quot;culla vuota&quot;! Ho scelto di fare la mamma e non mi sono mai pentita, malgrado le difficoltà anche economiche, malgrado ... tutto per tutte sono controcorrente; e mentre le mie amiche si laureavano in medicina, in lettere, io  abbandonavo legge e crescevo i miei figli ovviamente contro corrente: non sono battezzati, amano la vita...  malgrado tutto, la rispettano! Il rispetto che ho per la vita, per tutte le vite a prescindere dalla sola razza umana, non mi trova allineata con la compagine dei &quot;religiosi&quot;. Per me non esistono valori &quot;accettabili&quot; di rischio alla vita. A me preme (scusatemi se sono una mamma) tentare di dare a questi ragazzi la consapevolezza... la vaga possibilità di  recepire che il compagno &quot;diverso&quot; in realtà non è diverso da loro: è solo, per una ragione logica, scientifica, sociale e non legata al fato o al destino, fatto in altro modo?  E, perchè, noi sani, siamo tutti uguali?
Quale struttura dovremmo chiedere di &quot;costruire&quot;? Per rinchiuderli affinchè i nostri occhi non vedano e le nostre orecchie non sentano?
Non abbiamo abortito, li abbiamo fatti nascere, ma li abbiamo rinchiusi: la nostra coscienza sociale è a posto! Non abbiamo commesso il crimine:  possiamo andare in paradiso.
Ma non funziona così! Non può funzionare.... più. Dobbiamo prendercela la responsabilità sociale, tutti, a prescindere che siamo di destra o di sinistra, laici o cattolici... Oltretutto dobbiamo anche capire &quot;come&quot; prendercela questa responsabilità: non lo sappiamo, non l&#039;abbiamo ancora capito. Il nostro egoismo, la nostra indifferenza non la sentiamo, non la vediamo: ma di cosa ci preoccupiamo! Ogni tanto, come maghi, qualcuno tira fuori la soluzione magica! Ma sempre più spesso mi trovo da sola a parlare con questi ragazzi fuori dagli &quot;schemi&quot;della normalità condivisa, figli nostri a prescindere dal ceto sociale, che mettono su blog bellissimi, incazzati neri, disperati e fragili. Che giocano con una pallina fuori dalla scuola ( e dove potrebbero andare?) perchè sono stati sospesi: asociali, disturbati, bulli, violenti, dislessici, paraplegici, che ascoltano quella musica impossibile, tragicamente &quot;soli&quot; in ogni pensiero che formulano. Fanno &quot;giochi&quot; da &quot;grandi&quot;: non c&#039;è limite alla loro fantasia. Piangono e mi  chiedono &quot;perchè&quot;:  ed io non so rispondere ma sento che mi vogliono bene, senza che abbia fatto strane alchimie.
Ogni giorno i miei figli mi insegnano ed io imparo &quot;come sono ora loro&quot;, mi correggono ed io apprendo come &quot;avvicinarli&quot; per non perederli: ma io ho scelto, quante e quanti possono dire altrettanto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto quel pensiero sulla 194, perchè lavoro in un ambiente che si confronta con il &#8220;diverso&#8221; anche apparentemente &#8220;simili&#8221; al sano. Vivo i drammi delle famiglie, certo indirettamente&#8230; Ma chi dice che l&#8217;empatia sia fuori moda? Ho un figlio di 18 anni e una figlia di 12 anni e non ho dimenticato la mia &#8220;puberta&#8221;, la mia sessualità &#8220;consapevole&#8221;, non ho mai praticato IVG. Le mie sono state gravidenza &#8220;desiderate&#8221;, &#8220;volute&#8221;, e &#8220;vissute&#8221; con una &#8220;emozione d&#8217;amore&#8221; che non avrà e non ha pari. Ho persino vissuto la &#8220;sindrome&#8221; della &#8220;culla vuota&#8221;! Ho scelto di fare la mamma e non mi sono mai pentita, malgrado le difficoltà anche economiche, malgrado &#8230; tutto per tutte sono controcorrente; e mentre le mie amiche si laureavano in medicina, in lettere, io  abbandonavo legge e crescevo i miei figli ovviamente contro corrente: non sono battezzati, amano la vita&#8230;  malgrado tutto, la rispettano! Il rispetto che ho per la vita, per tutte le vite a prescindere dalla sola razza umana, non mi trova allineata con la compagine dei &#8220;religiosi&#8221;. Per me non esistono valori &#8220;accettabili&#8221; di rischio alla vita. A me preme (scusatemi se sono una mamma) tentare di dare a questi ragazzi la consapevolezza&#8230; la vaga possibilità di  recepire che il compagno &#8220;diverso&#8221; in realtà non è diverso da loro: è solo, per una ragione logica, scientifica, sociale e non legata al fato o al destino, fatto in altro modo?  E, perchè, noi sani, siamo tutti uguali?<br />
Quale struttura dovremmo chiedere di &#8220;costruire&#8221;? Per rinchiuderli affinchè i nostri occhi non vedano e le nostre orecchie non sentano?<br />
Non abbiamo abortito, li abbiamo fatti nascere, ma li abbiamo rinchiusi: la nostra coscienza sociale è a posto! Non abbiamo commesso il crimine:  possiamo andare in paradiso.<br />
Ma non funziona così! Non può funzionare&#8230;. più. Dobbiamo prendercela la responsabilità sociale, tutti, a prescindere che siamo di destra o di sinistra, laici o cattolici&#8230; Oltretutto dobbiamo anche capire &#8220;come&#8221; prendercela questa responsabilità: non lo sappiamo, non l&#8217;abbiamo ancora capito. Il nostro egoismo, la nostra indifferenza non la sentiamo, non la vediamo: ma di cosa ci preoccupiamo! Ogni tanto, come maghi, qualcuno tira fuori la soluzione magica! Ma sempre più spesso mi trovo da sola a parlare con questi ragazzi fuori dagli &#8220;schemi&#8221;della normalità condivisa, figli nostri a prescindere dal ceto sociale, che mettono su blog bellissimi, incazzati neri, disperati e fragili. Che giocano con una pallina fuori dalla scuola ( e dove potrebbero andare?) perchè sono stati sospesi: asociali, disturbati, bulli, violenti, dislessici, paraplegici, che ascoltano quella musica impossibile, tragicamente &#8220;soli&#8221; in ogni pensiero che formulano. Fanno &#8220;giochi&#8221; da &#8220;grandi&#8221;: non c&#8217;è limite alla loro fantasia. Piangono e mi  chiedono &#8220;perchè&#8221;:  ed io non so rispondere ma sento che mi vogliono bene, senza che abbia fatto strane alchimie.<br />
Ogni giorno i miei figli mi insegnano ed io imparo &#8220;come sono ora loro&#8221;, mi correggono ed io apprendo come &#8220;avvicinarli&#8221; per non perederli: ma io ho scelto, quante e quanti possono dire altrettanto?</p>
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	<item>
		<title>Di: Alfonso</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14657</link>
		<dc:creator>Alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 16:49:51 +0000</pubDate>
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		<description>Comandante Nebbia mi trovi d&#039;accordo sul fatto che sarebbe preferibile tenere il bimbo oppure partorire e lasciare il bambino anonimamente. Per il problema del rispetto per la vita non saprei, sono dell&#039;idea che il rispetto per la vita intrauterina &#232; una cosa che fa parte della personalit&#224; della quasi-forse-neomamma. Posto che non so di nessuna mamma che davvero si sia alzata una mattina con l&#039;idea di abortire (anche se sembra che succeda sempre, a sentire alcune persone parlare della 194 come una legge che legalizza l&#039;omicidio e/o il controllo delle nascite citando anche la Cina...). Chi ha vissuto una gravidanza (io sono maschio e l&#039;ho solo vissuta dall&#039;esterno) sa benissimo che questo non &#232; possibile nemmeno se la mamma ha malattie mentali. Chi ha vissuto un aborto (io sono sempre maschio ma ho vissuto anche questo, bench&#233; dall&#039;esterno e bench&#233; si trattasse di una sitazione esterna alla mia famiglia) sa che tipo di scelta &#232;. La non-mamma ha (e avr&#224; SEMPRE) in mano la foto tratta dall&#039;ecografia ostetrica che mostra inequivocabilmente un essere umano. Gli uomini tendono ad antropomorfizzare tutto, figurarsi una cosa simile. E&#039; una cosa che muove tutti. E conta poco quello che ne pensa lo stato in confronto a quello che passa la ragazza... Almeno si sappia che l&#039;aborto &#232; SEMPRE una tragedia, non &#232; affatto una liberazione.  
E visto che &#232; gi&#224; una tragedia, almeno non fatemi &quot;mettere in mezzo&quot; un avvocato e un notaio che certifichino i motivi inoppugnabili ed i termini azzeccati. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comandante Nebbia mi trovi d&#039;accordo sul fatto che sarebbe preferibile tenere il bimbo oppure partorire e lasciare il bambino anonimamente. Per il problema del rispetto per la vita non saprei, sono dell&#039;idea che il rispetto per la vita intrauterina &egrave; una cosa che fa parte della personalit&agrave; della quasi-forse-neomamma. Posto che non so di nessuna mamma che davvero si sia alzata una mattina con l&#039;idea di abortire (anche se sembra che succeda sempre, a sentire alcune persone parlare della 194 come una legge che legalizza l&#039;omicidio e/o il controllo delle nascite citando anche la Cina&#8230;). Chi ha vissuto una gravidanza (io sono maschio e l&#039;ho solo vissuta dall&#039;esterno) sa benissimo che questo non &egrave; possibile nemmeno se la mamma ha malattie mentali. Chi ha vissuto un aborto (io sono sempre maschio ma ho vissuto anche questo, bench&eacute; dall&#039;esterno e bench&eacute; si trattasse di una sitazione esterna alla mia famiglia) sa che tipo di scelta &egrave;. La non-mamma ha (e avr&agrave; SEMPRE) in mano la foto tratta dall&#039;ecografia ostetrica che mostra inequivocabilmente un essere umano. Gli uomini tendono ad antropomorfizzare tutto, figurarsi una cosa simile. E&#039; una cosa che muove tutti. E conta poco quello che ne pensa lo stato in confronto a quello che passa la ragazza&#8230; Almeno si sappia che l&#039;aborto &egrave; SEMPRE una tragedia, non &egrave; affatto una liberazione. </p>
<p>E visto che &egrave; gi&agrave; una tragedia, almeno non fatemi &quot;mettere in mezzo&quot; un avvocato e un notaio che certifichino i motivi inoppugnabili ed i termini azzeccati.</p>
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	<item>
		<title>Di: Comandante Nebbia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14636</link>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 13:20:59 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt; 
Se la futura mamma si alzasse una mattina e senza nessunissimo accenno a malformazioni, diagnosi ecc. manifestasse l&#8217;intenzione di abortire, uno stato civile dovrebbe comunque consentirglielo. 
&lt;/blockquote&gt; 
 
questa affermazione, fatta con onestissima chiarezza, mi fa porre una domanda: 
Anche se lo stato, come fa adesso, le consentisse di lasciare il bambino anonimamente in ospedale? 
Non credi che inizi a venir fuori un problema di rispetto per la nostra stessa vita, non solo per quella di coloro che verranno? </description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p>Se la futura mamma si alzasse una mattina e senza nessunissimo accenno a malformazioni, diagnosi ecc. manifestasse l&rsquo;intenzione di abortire, uno stato civile dovrebbe comunque consentirglielo.</p>
</blockquote>
<p>questa affermazione, fatta con onestissima chiarezza, mi fa porre una domanda:</p>
<p>Anche se lo stato, come fa adesso, le consentisse di lasciare il bambino anonimamente in ospedale?</p>
<p>Non credi che inizi a venir fuori un problema di rispetto per la nostra stessa vita, non solo per quella di coloro che verranno?</p>
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		<title>Di: Alfonso</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14631</link>
		<dc:creator>Alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 11:45:06 +0000</pubDate>
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		<description>Bell&#039;articolo, e stavolta prometto che vi risparmier&#242; tutta la storia del diritto naturale della mamma sulla vita :)  
Solo due cose brevi.  
Malgrado tutta la praticit&#224; intorno al problema delle malformazioni e dei cosiddetti &quot;handicap&quot;, secondo me non c&#039;&#232; scelta tra un invalido e un sano se porti a termine entrambe le gravidanze. Te li tieni tutti e due, anche ammettendo che ovviamente un bimbo malato porta al genitore la maggior parte del tempo e delle attenzioni. Ma la vita, a volerla accettare, &#232; anche questo. &quot;Purtroppo&quot;, dir&#224; qualcuno per il quale la vita &#232; cos&#236; ridotta: ampie poppate, &quot;pap&#224;, mamma&quot;, &quot;mi compri quello&quot;, &quot;ho preso 10 a educazione fisica&quot;, &quot;mi hanno fatto un buon contratto di lavoro&quot;, &quot;mamma, pap&#224;, questa &#232; Silvia, vogliamo sposarci&quot;, &quot;complimenti siete diventati nonni&quot;...  
Ma forse nemmeno l&#039;assunto che &quot;il bimbo sano non esiste, si vive INSIEME alle malattie&quot; funziona. E allora parliamo di &quot;libero arbitrio&quot;.  
Posto che non ci si metter&#224; mai d&#039;accordo su una definizione in se&#039; ma solo sulla quantit&#224; di voti in favore della stessa, la mia personale visione del &quot;libero arbitrio&quot; (tra virgolette, in quanto secondo me non esiste davvero il libero arbitrio) comprende sicuramente il suicidio di entrambi i tipi &quot;eclatante&quot; (buttarsi da un palazzo, tagliarsi le vene, ecc...) e &quot;funzionale&quot; (eutanasia).  
L&#039;unico limite del libero arbitrio &#232; in ambio lavorativo. Un medico non pu&#242; lavorare nell&#039;ambiente dove &#232; possibile ricorrere all&#039;aborto e dire &quot;sono contro l&#039;aborto&quot; cos&#236; come non potrebbe fare il/la chirurgo/a e dire &quot;non lo opero perch&#233; &#232; un fascista&quot;. 
E resta un fatto... che non &#232; mai successo nella storia dell&#039;aborto. Se la futura mamma si alzasse una mattina e senza nessunissimo accenno a malformazioni, diagnosi ecc. manifestasse l&#039;intenzione di abortire, uno stato civile dovrebbe comunque consentirglielo. 
Ok, l&#039;ho detto anche se avevo promesso di non farlo :) chiedo venia. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#039;articolo, e stavolta prometto che vi risparmier&ograve; tutta la storia del diritto naturale della mamma sulla vita <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>Solo due cose brevi. </p>
<p>Malgrado tutta la praticit&agrave; intorno al problema delle malformazioni e dei cosiddetti &quot;handicap&quot;, secondo me non c&#039;&egrave; scelta tra un invalido e un sano se porti a termine entrambe le gravidanze. Te li tieni tutti e due, anche ammettendo che ovviamente un bimbo malato porta al genitore la maggior parte del tempo e delle attenzioni. Ma la vita, a volerla accettare, &egrave; anche questo. &quot;Purtroppo&quot;, dir&agrave; qualcuno per il quale la vita &egrave; cos&igrave; ridotta: ampie poppate, &quot;pap&agrave;, mamma&quot;, &quot;mi compri quello&quot;, &quot;ho preso 10 a educazione fisica&quot;, &quot;mi hanno fatto un buon contratto di lavoro&quot;, &quot;mamma, pap&agrave;, questa &egrave; Silvia, vogliamo sposarci&quot;, &quot;complimenti siete diventati nonni&quot;&#8230; </p>
<p>Ma forse nemmeno l&#039;assunto che &quot;il bimbo sano non esiste, si vive INSIEME alle malattie&quot; funziona. E allora parliamo di &quot;libero arbitrio&quot;. </p>
<p>Posto che non ci si metter&agrave; mai d&#039;accordo su una definizione in se&#039; ma solo sulla quantit&agrave; di voti in favore della stessa, la mia personale visione del &quot;libero arbitrio&quot; (tra virgolette, in quanto secondo me non esiste davvero il libero arbitrio) comprende sicuramente il suicidio di entrambi i tipi &quot;eclatante&quot; (buttarsi da un palazzo, tagliarsi le vene, ecc&#8230;) e &quot;funzionale&quot; (eutanasia). </p>
<p>L&#039;unico limite del libero arbitrio &egrave; in ambio lavorativo. Un medico non pu&ograve; lavorare nell&#039;ambiente dove &egrave; possibile ricorrere all&#039;aborto e dire &quot;sono contro l&#039;aborto&quot; cos&igrave; come non potrebbe fare il/la chirurgo/a e dire &quot;non lo opero perch&eacute; &egrave; un fascista&quot;.</p>
<p>E resta un fatto&#8230; che non &egrave; mai successo nella storia dell&#039;aborto. Se la futura mamma si alzasse una mattina e senza nessunissimo accenno a malformazioni, diagnosi ecc. manifestasse l&#039;intenzione di abortire, uno stato civile dovrebbe comunque consentirglielo.</p>
<p>Ok, l&#039;ho detto anche se avevo promesso di non farlo <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  chiedo venia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Comandante Nebbia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14625</link>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 10:21:43 +0000</pubDate>
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		<description>Io dico solo che, oltre che a difendere la propria libert&#224;, si dovrebbe pretendere la creazione di istituti civili che rendano meno grave l&#039;handicap e pi&#249; serena la vita per chi ne soffre e per coloro che assistono queste persone. 
Immagino solo la disperazione di genitori consapevoli che la morte li allontaner&#224; dal figlio incapace di governare se stesso e uno stato, assente, che lascia le persone deboli abbandonate alla merc&#233; del destino. 
 
Tutto questo mentre si sprecano miliardi per progetti faraonici ed amministrazioni inefficienti. Questa cosa mi brucia. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io dico solo che, oltre che a difendere la propria libert&agrave;, si dovrebbe pretendere la creazione di istituti civili che rendano meno grave l&#039;handicap e pi&ugrave; serena la vita per chi ne soffre e per coloro che assistono queste persone.</p>
<p>Immagino solo la disperazione di genitori consapevoli che la morte li allontaner&agrave; dal figlio incapace di governare se stesso e uno stato, assente, che lascia le persone deboli abbandonate alla merc&eacute; del destino.</p>
<p>Tutto questo mentre si sprecano miliardi per progetti faraonici ed amministrazioni inefficienti. Questa cosa mi brucia.</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco Orsenigo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14624</link>
		<dc:creator>Francesco Orsenigo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 09:47:41 +0000</pubDate>
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		<description>@Comandante Nebbia: Per quanto sono abbastanza sicuro che la capacit&#225; di una persona di godere della vita non dipenda dalla condizione fisica o da una disabilit&#225;, queste condizioni sono comunque un fardello molto pratico per chi gli sta attorno e deve mantenerlo. 
Per una famiglia con reddito minimo, a prescindere dagli aiuti dello stato star dietro ad una persona non autosufficiente pu&#243; essere un problema serio. 
La questione &#233; ovviamente molto delicata, ma credo che una cosa simile, al di l&#225; delle questioni di principio, vada affrontata. 
 
Inoltre, la scelta non &#233; tra un invalido e nulla. 
La scelta &#233; tra un invalido e una successiva gravidanza che potrebbe portare ad un individuo sano. 
E &quot;sano&quot; e &quot;malato&quot;, entrambi hanno lo stesso identico diritto di viversi la vita, che siano concepiti o meno. 
A meno di non cominciare a battezzare anche gli ovuli che non si impiantano... 
 
 
Cmq, il libero arbitrio non permette l&#039;omicidio. 
I fautori della 194 parlano tanto di libert&#225; e di libero arbitrio, ma schivano sempre quello che &#233; il punto centrale per gli antiabortisti, non mi stupisce che non ci si riesca a mettere d&#039;accordo. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Comandante Nebbia: Per quanto sono abbastanza sicuro che la capacit&aacute; di una persona di godere della vita non dipenda dalla condizione fisica o da una disabilit&aacute;, queste condizioni sono comunque un fardello molto pratico per chi gli sta attorno e deve mantenerlo.</p>
<p>Per una famiglia con reddito minimo, a prescindere dagli aiuti dello stato star dietro ad una persona non autosufficiente pu&oacute; essere un problema serio.</p>
<p>La questione &eacute; ovviamente molto delicata, ma credo che una cosa simile, al di l&aacute; delle questioni di principio, vada affrontata.</p>
<p>Inoltre, la scelta non &eacute; tra un invalido e nulla.</p>
<p>La scelta &eacute; tra un invalido e una successiva gravidanza che potrebbe portare ad un individuo sano.</p>
<p>E &quot;sano&quot; e &quot;malato&quot;, entrambi hanno lo stesso identico diritto di viversi la vita, che siano concepiti o meno.</p>
<p>A meno di non cominciare a battezzare anche gli ovuli che non si impiantano&#8230;</p>
<p>Cmq, il libero arbitrio non permette l&#039;omicidio.</p>
<p>I fautori della 194 parlano tanto di libert&aacute; e di libero arbitrio, ma schivano sempre quello che &eacute; il punto centrale per gli antiabortisti, non mi stupisce che non ci si riesca a mettere d&#039;accordo.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Comandante Nebbia</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/un-pensiero-sulla-legge-194/informazione/democrazia-e-diritti/redazione/3235/#comment-14607</link>
		<dc:creator>Comandante Nebbia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 12:08:58 +0000</pubDate>
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		<description>Devo ammettere che accostare l&#039;aborto al problema della disabilità mi mette inquietudine.
Mi rendo conto che è difficilissimo se non impossibile, per quasi tutti noi, gestire la crescita di un bambino con handicap gravissimi ed invalidanti.

Però, ho raggiunto la personale convinzione di non essere all&#039;altezza di giudicare la qualità della vita di nessuno.
La vita è un&#039;occasione unica. In origine si è sospesi nel nulla, poi per un caso ci si ritrova a fare un brevissimo percorso di luce che conduce, inevitabilmente, di nuovo al nulla eterno.

Non so e non credo che sia possibile sapere se a un X qualsiasi, sospeso nel nulla, piacerebbe o meno fare comunque un giro nella luce, anche se in condizioni estreme e disagiate.

E&#039; per questo che, fermo restante il diritto all&#039;autodeterminazione, mi piacerebbe che un&#039;aliquota dell&#039;energia utilizzata per difendere questa opzione, fosse devoluta alla richiesta ferma e civile di strutture e servizi che rendano più semplice e piacevole il breve percorso di luce per coloro che sono chiamati a percorrerlo con un grave peso sulle spalle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che accostare l&#8217;aborto al problema della disabilità mi mette inquietudine.<br />
Mi rendo conto che è difficilissimo se non impossibile, per quasi tutti noi, gestire la crescita di un bambino con handicap gravissimi ed invalidanti.</p>
<p>Però, ho raggiunto la personale convinzione di non essere all&#8217;altezza di giudicare la qualità della vita di nessuno.<br />
La vita è un&#8217;occasione unica. In origine si è sospesi nel nulla, poi per un caso ci si ritrova a fare un brevissimo percorso di luce che conduce, inevitabilmente, di nuovo al nulla eterno.</p>
<p>Non so e non credo che sia possibile sapere se a un X qualsiasi, sospeso nel nulla, piacerebbe o meno fare comunque un giro nella luce, anche se in condizioni estreme e disagiate.</p>
<p>E&#8217; per questo che, fermo restante il diritto all&#8217;autodeterminazione, mi piacerebbe che un&#8217;aliquota dell&#8217;energia utilizzata per difendere questa opzione, fosse devoluta alla richiesta ferma e civile di strutture e servizi che rendano più semplice e piacevole il breve percorso di luce per coloro che sono chiamati a percorrerlo con un grave peso sulle spalle.</p>
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