Un Paese Perfetto 2


Bisogna essere onesti e riconoscere al nostro paese le qualità che merita. L’Italia è l’esempio che una democrazia compiuta e perfetta può esistere.
Nel nostro paese i cretini sono la maggioranza. Non una maggioranza risicata, ma una maggioranza solida, compatta, affidabile.
Per questo, il potere, dal governo alle altissime cariche incluse nello spoil system, è giustamente ed eticamente, nelle salde mani dei cretini. Così come la magistratura, alla quale inevitabilmente si accede solo su raccomandazione di cretini, il comando delle forze armate, la sanità pubblica, la previdenza sociale e la ricerca scientifica che, ovviamente, in un paese a maggioranza di cretini, non ha nessuna importanza.
I cretini, data anche la consistente numerosità, non si polarizzano in una sola formazione politica, ma sono maggioranza in ogni partito. Per cui, qualsiasi sia la coalizione che prende il potere, a governare sono sempre ed inevitabilmente i cretini.

Tutto questo risponde ad un altissimo criterio di equità morale secondo il quale la maggioranza determina il presente, il futuro ed il passato. Non è una forma di governo perfetta, ma, tutto sommato, è la migliore possibile. Certo, a uno poteva capitare di nascere in un paese dove i cretini sono minoranza, ma non è successo. È andata così. Va bene e basta.

Essendo un paese di cretini, in ItaIia non è possibile una reale, concreta e fattiva discussione sui fatti. Le opinioni si polarizzano intorno ai due estremi della linea cognitiva. La “scorreggia”, il pensiero intestinale che risulta da una digestione difficoltosa ed approssimativa dei fatti elementari e la “pugnetta intellettuale” dove l’esercizio consiste nel rendere fumose, complesse e teoretiche qualsiasi questione, anche quelle che richiederebbero una risposta semplice, immediata e fattiva.

Nell’intervallo tra questi due estremi di aggregazione si estende il deserto nel quale vaga la sparuta minoranza di questo paese. Quella che rifiuta di indignarsi e scorreggiare su tutto e che non ci pensa proprio a dedicarsi alla masturbazione mentale del “recupero dei valori sociali della socialdemocrazia occidentale declinata nella tradizione culturale mediterranea”.

Alla minoranza, premesso che in in Italia, e non a caso, si importa ignoranza, incompetenza e analfabetismo e si esporta alta preparazione universitaria, competenza e esperienza artigianale, non resta che adeguarsi o espatriare.
Questo è un paese di cretini e pensare di cambiarlo è da cretini. Quindi, se ci state pensando, fate un esame di coscienza e decidete da che parte stare.
Essere cretini vuol dire vincere lo scudetto tutti gli anni e non obbliga a preoccuparsi del futuro. A quello ci pensano Casalino, Renzi, Salvini, Di Maio o Berlusconi.
Se uno ci riesce ad entrare in questo ordine di idee campa felice. Finché dura. E questo è la cosa importante. A chi non sta bene vada a fare in culo, che se uno ha troppe pretese è giusto che si fotta e silenzio. Muti e rassegnati.


2 commenti su “Un Paese Perfetto

  • Antonello Puggioni

    Uno dei pezzi migliori, Comandante. Stampato e archiviato nella mia personalissima Bacheca dei Ricordi.

    “Il cretino è imperturbabile, la sua forza vincente sta nel fatto di non sapere di essere tale, di non vedersi né mai dubitare di sé. Colpito dalle lance nostre o dei pochi altri ostinati partecipanti alla giostra, non cadrà mai dal palo, girerà su se stesso all’infinito svelando per un istante rotatorio il ghigno del delirio, della follia.”
    (Da: “La prevalenza del cretino” F&L 1985)
    A me non resta che il misero conforto di essere uno dei pochi cretini che sospettano di esserlo.

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