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Un Paese allo Specchio



Non spetta a me giudicare quello che è accaduto ieri a Clemente Mastella e a sua moglie. Non spetta a me perché non conosco i fatti e senza conoscere i fatti non posso farmi un’opinione degna di questo nome. Quello su cui posso e voglio ragionare è l’evoluzione di un sistema di cui faccio parte e che per formazione, cultura e ius sanguinis mi sento in grado ed in diritto di valutare e giudicare.

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Non so se Clemente Mastella e sua moglie Alessandrina Lonardo abbiano costituito un’organizzazione di famiglia allargata per gestire assegnazioni di incarichi, appalti ed affari in genere. Le carte sono nelle mani dei giudici, presto saranno nelle mani degli avvocati ed allora le cose faranno il loro corso.

Parliamo di quello che so.

  1. So che Clemente Mastella è un uomo la cui scelta non è tra famiglia e lavoro, ma tra famiglia e potere. Non giudico l’affermazione, ma ne prendo atto.
  2. So che Clemente Mastella è un uomo per il quale gli avversari politici non hanno opinioni diverse dalle sue, ma come ripetuto con ossessione maniacale, tentano di “fotterlo“. Un Maligno potrebbe supporre che anche lui, quando pone questioni politiche avverse, tenti di fottere qualcuno.
  3. So che Clemente Mastella è stato fino a ieri ministro della giustizia della Repubblica Italiana e conciliava il suo incarico con l’intima convinzione che nella magistratura della Repubblica esistessero frange estremiste. Resta da chiedersi cosa stesse facendo Clemente Mastella per smascherarle e punirle prima che queste frange lo colpissero personalmente.
  4. So che quando Clemente Mastella ha annunciato le sue dimissioni alla presenza dei deputati, ha ricevuto una rumorosa solidarietà dai suoi colleghi che hanno così dato l’impressione di accettare ed avallare le accuse alla magistratura espresse dal ministro.
  5. So che il presidente del consiglio della Repubblica Italiana ha ritenuto di rifiutare le dimissioni di Clemente Mastella. Penso che accettarle sarebbe stato doveroso, non per le accuse rivolte alla moglie del ministro o per quelle rivolte al ministro stesso, tutti sono innocenti fino a prova contraria, anche Clemente Mastella. Accettarle sarebbe stato doveroso per la pessima opinione che ha espresso il ministro per la struttura di che aveva il mandato politico di gestire. Come si fa a continuare a fare il ministro della giustizia, quando si esprimono giudizi di sfiducia e di sospetto nei confronti della magistratura?
  6. So che anche adesso che le dimissioni sono state confermate, la mia opinione sulla decisione del presidente del consiglio di respingerle non è cambiata.
  7. So che quando Berlusconi si proclamava un perseguitato per le accuse che riceveva dalla magistratura, ho pensato che fosse un sistema sleale, eversivo ed antidemocratico di difendersi.
  8. So che quando Clemente Mastella ha detto di essere nel mirino della magistratura, ho pensato le stesse cose.

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da Porca Eva

Ora, senza entrare nel merito della questione specifica che non conosco, vorrei riflettere sul quadro di squallore e desolazione che emerge, quando si legge che ogni incarico in strutture pubbliche, ogni appalto, ogni singola attività, persino l’annullamento delle multe è subordinato alla concessione di un favore politico, al rafforzamento di un sistema di potere il cui fine non è più l’amministrazione della società civile, ma solo la sopravvivenza del sistema stesso. Un sistema che all’iniziativa intelligente ed al merito personale, strumenti attraverso i quali la società civile si sviluppa e migliora, sostituisce il servilismo, l’associazione a gruppi di solidarietà reciproca. La versione disarmata (e non sempre) della cosca mafiosa.

Un sistema che non vale solo nelle sedi dei partiti e nelle aule barocche del parlamento, ma che vince e si afferma in tutto il nostro paese, permeando anche le organizzazioni private, fino a giungere addirittura alle assemblee di condominio.

Sì, perché in fin dei conti, anche se amiamo pensare di essere diversi, se ci guardiamo allo specchio, capiremo che Clemente Mastella e gli uomini che lo hanno applaudito e sorretto sono come noi. Sono figli della stessa cultura individualista, vittimista e rapace che come una malattia innominabile devasta e corrompe la nostra vita civile.

E’ ora che l’esperienza politica del centrosinistra si chiuda. E’ necessario che ciò avvenga perché all’evidente fallimento politico si sta aggiungendo una lenta, ma progressiva degenerazione morale della base. Una base che ha scoperto che i suoi rappresentanti non sono migliori di quella sostenuti dall’altra metà di questo paese. Una base che deve prima di tutto rigenerare se stessa, poi i propri rappresentanti.

E’ tempo che il centrosinistra compia l’estremo atto di responsabilità che, unico, può parzialmente redimerlo agli occhi dei suoi elettori e del resto del nostro paese. E’ necessario e fondamentale una nuova legge elettorale in modo che un uomo come Clemente Mastella, il cui seguito elettorale gli avrebbe al massimo consentito di fare il sindaco in un paese civile, non abbia più il potere di influenzare le strategie di un paese moderno. E con lui la nuova legge elettorale dovrebbe cancellare altre anomalie, come quelle rappresentate dalla particella politica che fa capo al senatore De Gregorio, altra creatura crepuscolare di questa notte tormentata della nostra storia politica.

E’ necessario e fondamentale una nuova legge elettorale senza andare al referendum. La legge attuale è mostruosa e non può essere corretta con i tre quesiti approvati dalla Consulta.

E’ necessario e fondamentale una nuova legge elettorale anche se questo volesse dire perdere il governo, nuove elezioni ed un’eventuale sconfitta per il centrosinistra.

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Questi anni di governo Prodi ci hanno fatto capire che non è vero che noi siamo i buoni e gli altri sono i cattivi. Abbiamo bisogno di ritornare a credere che possiamo fare qualcosa di diverso e di migliore per il nostro paese e se questo passa per il sacrificio del potere, facciamolo e sentiamoci di nuovo diversi.
Dopo, solo dopo, potremo ricominciare a pensare di essere migliori e lavorare per ricostruire la nostra identità dispersa e fornire di nuovo la civile spinta propulsiva ed innovatrice che la sinistra italiana non ha mai fatto mancare al proprio paese.

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Comandante Nebbia
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Comments

14 Risposte a “Un Paese allo Specchio”
  1. Fully scrive:

    Mi riconosco perfettamente in quello che scrivi.

    Ho di diverso solo lo scetticismo che questa classe politica sappia fare ancora qualcosa di buono per il Paese, fosse anche una stupida legge elettorale. Meglio il referendum, che come uno tzunami spazzi via tutta la munnezza che tutti abbiamo sotto il naso ed intorno, e non solo a Napoli.

  2. mc scrive:

    ahahah
    ma il referendum è solo su tre punti della legge elettorale e poi deve superare lo sbarramento del quorum, cosa alla quale, sinceramente, credo veramente poco.
    Come tzunami non mi sembra così temibile.

  3. Marco il buono scrive:

    Io non credo che la sinistra sia pronta ne capace a far quello di cui si parla, dietro l’angolo ci aspetta un certo Walter, nulla di nuovo sotto il sole.

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Aggiungo:
    9. So che Clemente Mastella nella sua vita non ha lavorato che per pochi mesi. Intendendo ovviamente l’attività politica non come un lavoro vero e proprio, ma un impegno al quale si dedica una parte del proprio tempo, sottraendolo, appunto, al lavoro.

  5. ilBuonPeppe scrive:

    Tranquilli.
    Questa maggioranza non farà il bel gesto di andare a casa. La legge elettorale con molta probabilità non verrà rifatta. Se dovessero riuscire a fare una nuova legge elettorale sarà probabilmente peggiore della precedente. Il referendum, ammesso e non concesso che vada in porto, non cambierà la sostanza del problema. Se Prodi cade si andrà ad un governo Dini, peggiore del precedente. In ogni caso si voterà nel 2009 e se vincerà Walter tutto continuerà come adesso. Se invece vincerà Silvio allora… buon per chi sta all’estero.

    PS: oggi mi sento ottimista

  6. mauro scrive:

    Invito a vedere la presentazione del libro Mani Sporche fatta da Roberto Scarpinato Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Palermo
    http://www.radioradicale.it/scheda/244322
    Illuminante per capire le logiche della classe dirigente in Italia.

  7. cruman scrive:

    “Questi anni di governo Prodi ci hanno fatto capire che non è vero che noi siamo i buoni e gli altri sono i cattivi. Abbiamo bisogno di ritornare a credere che possiamo fare qualcosa di diverso e di migliore per il nostro paese e se questo passa per il sacrificio del potere, facciamolo e sentiamoci di nuovo diversi.”

    coraggioso e onesto. che ci fai in questo paese?

  8. Annalisa scrive:

    Grazie comandante. Delle volte provo ad immaginare come andrebbero le cose se quello che scrivi accadesse davvero. Quelle volte mi emoziono.

  9. Adetrax scrive:

    Il personaggio ha frequentazioni da brivido, diciamo che ci va a nozze.

  10. Silent Enigma scrive:

    cruman, credo che dobbiamo fare del nostro meglio da qui, da dentro.

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