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Un Natale Mexicano

23 dicembre, 2007 - 7:00 di  
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nataleinmessico.jpgIn Messico, la gente tende ad interpretare le cose a modo suo. Siccome esiste una cultura prevalentemente cattolica (anche se liberamente interpretata), durante il mese di dicembre i messicani celebrano la “posada” che, tradotto in italiano, sarebbe “locanda”, vecchio locale dove si fermavano i viaggiatori per mangiare e dormire.



Questa tradizione celebra il viaggio di Giuseppe e Maria verso Betlemme durante il quale la coppia chiedeva alloggio nelle case dei diversi paesetti lungo il percorso. Il ricordo di questo evento (storico, almeno secondo la Bibbia) in Messico viene interpretato, piuttosto, come un classico baccanale in puro stile antica Roma.
Alcuni fanno risalire la festa a tempi precedenti alla dominazione spagnola, cioè al culto di Huitzilopochtli, dio azteco della guerra e del sole, figlio di Coatlicue (Madre Terra) il quale nel lanciare la testa della sua sorella Coyolxauhqui verso il cielo creò la Luna. Questa celebrazione fu successivamente “convertita” in una manifestazione cattolica dai frati Agostini .

huitzilopochtli.gif

I cattolici più osservanti ricevono gli amici e i parenti nella loro casa trasformata in “locanda” (posada) e gli invitati cantano una canzone (fuori della porta) chiedendo alloggio. Tutti portano una candela in mano. Quando finisce la canzone entrano nella casa, mangiano e bevono “Ad líbitum” e, in tarda mattinata, ritornano a casa. Al mattino si alzano, prendono dosi massive di prodotti contro l’”hangover” e si preparano per la successiva “celebrazione” in casa di qualche altro parente o amico.

Durante la festa si svolge anche il rito della “piñata” per i bambini. Si tratta di un bambolotto di carta pesta appeso nel soffitto che viene picchiato con un bastone fino a rompersi disperdendo dolci che, poi, i bambini raccolgono trasformando tutto in una battaglia campale. Questa tradizione, probabilmente, deriva dall’Italia dove ho visto celebrare la festa della “pignata” che, invece di essere un bambolotto, è una pentola di terracotta. Ho letto in giro che possiamo definirlo un gioco di puro simbolismo erotico; infatti la rottura della pignata appesa ad una corda sospesa rappresenta l’organo sessuale femminile ed il bastone il fallo maschile del giocatore di turno che, ad occhi chiusi, deve cercare di colpire e rompere la pignata che al suo interno cela una piacevole sorpresa o acqua o cenere che si riversa sulla testa dallo sfortunato giocatore. La rottura della pignata è l’iniziazione simbolica del giovane che entra a far parte del groppo di grandi di colui che è in grado di avere rapporti col sesso opposto, non a caso qualche tempo fa quando due giovani si sposavano era facile sentire l’indimenticabile frase di qualche buontempone: “Stasera n’ata pignata rotta!”.

posada1.jpg

Come potete immaginare, queste “celebrazioni” hanno un effetto nefasto sul prodotto interno lordo visto che la gente che riesce ad arrivare sul posto di lavoro non è in condizioni di lavorare. Questo, fino al giorno di Natale. Tutto ciò contornato da pattuglie di polizia armate di fucili d’assalto piazzate nelle strade principali che controllano il tasso alcolico dei guidatori. Il fenomeno spesso causa corruzione, ritiro della macchina, multe e/o “donazioni” che castigano pesantemente le spese natalizie.
In più, ci sono le “rimpatriate” dei messicani che vivono negli USA e tornano a trovare parenti e amici con le tasche temporaneamente piene di dollari. Parlano “spanglish“, un miscuglio orribile di messicano e americano e, siccome devono sfoggiare il loro “sogno americano” (spesso non realizzato. Alla fine quello che conta è l’apparenza), organizzano delle gigantesche feste scandalose senza un minimo di classe o “savoir faire“. Oltre alla mancanza di educazione originaria, ci si mette anche la contaminazione degli americani (sicuramente non eccellenti per quanto riguarda gusto e moderazione). A volte mi ricordano i gelatai italiani che tornavano dalla Germania con il Mercedes affittato per dimostrare ai paesani che avevano avuto successo. Una volta sono stato in casa di un gelataio che aveva una villa di tre piani con una cucina (40 metri quadri) in ogni piano. Ogni mondo è paese.

In ogni modo, generalmente i messicani tendono un po’ a vivere alla giornata e, in certe occasioni, se ne fregano di tutto. Il Natale viene celebrato con la massima allegria in un miscuglio di feste cattolico/pagane. Quelli che lavorano come dipendenti ricevono la tredicesima insieme a un fondo che viene accumulato durante l’anno dall’azienda e restituito a dicembre.

E’ l’unico momento dell’anno nel quale chi lavora da subordinato si sente ricco. Ovviamente spende tutto e, spesso, a gennaio non ha più un soldo, ma non importa. Ha vissuto, ha goduto, e domani è un altro giorno, qualcuno ci penserà.
È bello da vedere ed anche da vivere, ma per chi ha una cultura diversa risulta un spettacolo sconvolgente, credo che mi possiate capire.

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Un Natale Mexicano è di Miguel Pena

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Comments

6 Risposte a “Un Natale Mexicano”
  1. Virtualblog scrive:

    Piacevole questa lettura sulle tradizioni del Natale, interessante come viene festeggiato in Messico. Con l’occasione, i miei aguri di buone feste a te MC e per tutti i tuoi amici autori. ciao*

  2. Emanuele scrive:

    Fico però. Ottima testimonianza

  3. Fully scrive:

    grazie miguel, delizioso reportage

  4. GdA scrive:

    Caro Miguel,

    carino il natale Mexicano!

    Libera interpretazione della cultura cattolica?

    Non è poi così grave se pensi che in Italia siamo ormai giunti all'improvvisazione…

    Avrei da ridire qualcosa sulla "pignata", appesa ad una corda e a "disposizione"..

    Ma è Natale, provo ad essere buona..:)

    Saludos!

  5. Silent Enigma scrive:

    Bella, zio! nun te rovina', contieniti ;-)

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