Un Mondo Perfetto
2 marzo, 2007 - 11:38 di mc
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Immaginate di far parte della prima spedizione scientifica su Marte e di trovare un manufatto alieno. Supponiamo che non si tratti di un meccanismo banale, ma di una macchina complessa con centinaia di parti meccaniche ed elettroniche. Facciamo finta che sull’involucro ci sia un’elica e, sopra, un grosso bottone verde. Dopo aver collegato la macchina ad una fonte di energia idonea ed aver azionato il bottone, vi accorgete che l’elica non gira. Potete concludere che la macchina non funziona? La risposta è no. E dovete sperare di non doverlo venire a sapere dai vostri colleghi rimasti in orbita sulla nave madre che risulta essere stata colpita da un raggio verde di potenza inusitata. L’errore che e’ stato compiuto è quello di aver cercato di interpretare un fenomeno sulla base di pregiudizi culturali e di non essere stati in grado di compiere un esame obiettivamente scientifico. In pratica voi supponevate già di lavorare su un ventilatore e avete cercato di interpretare la macchina partendo dal suo fine ultimo e non dal suo effettivo funzionamento.
Il mondo nel quale viviamo è perfetto. L’asserzione deriva da un’osservazione condotta senza l’inutile influenza di pregiudizi culturali. Tutto è regolato dalla massima efficienza e i singoli elementi che compongono il sistema sociale ed ambientale interagiscono senza intoppi. Chi contesta questa affermazione compie l’errore di cui abbiamo parlato prima, cerca di definire un sistema attraverso il suo supposto fine. Il sistema di cui facciamo parte non ha lo scopo di affermare giustizia ed equità. Sono concetti, questi, che non hanno rilevanza alcuna nel nostro universo. Ho già spiegato in passato quanto e’ complesso a livello fisico . Provate voi a progettare un esperimento che distingua il giusto dall’ingiusto. Noi siamo inseriti in un sistema che privilegia lo sfruttamento efficiente ed inarrestabile delle risorse. Una sorta di immane tubo digerente col poco invidiabile compito di trasformare il cibo in a potenziale energetico più basso. In questo modo esplicitiamo il nostro piccolo contributo alla . Se guardate le cose da questo punto di vista viviamo in un mondo ideale e siamo meccanismi di una macchina stupefacente. Non esiste un’elite di uomini col cappuccio che guida lo sviluppo in funzione del proprio utile personale. A tenere il piede sull’acceleratore siamo tutti contemporaneamente. Molti di noi amano l’ambiente, ma nello stesso tempo lavorano per società che l’ambiente lo devastano. Altri investono i loro risparmi e si attendono, lecitamente, di riceverne un utile il piu’ consistente possibile. I consigli di amministrazione delle società in cui fluisce l’investimento non fanno altro che lavorare per questo obiettivo e se non lo raggiungessero gli azionisti pretenderebbero la loro sostituzione. Che poi il danaro investito finisca nella produzione di sigarette o di armi nessuno lo sa e, in fondo, poco interessa. L’acquisizione di maggiore ricchezza e’ il motore che spinge la quasi totalita’ delle transazioni funzionali della macchina di cui facciamo parte. Le trasformazioni non condotte in quella direzione sono l’inevitabile dispersione termica presente in ogni sistema di trasformazione che impedisce di avere 1 come valore di efficienza. La maggiore ricchezza prodotta serve per procurarsi altre risorse da consumare, in un continuo vortice di depotenziamento energetico.
E’ lecito interrogarsi sulla dignita’ di concetti come la Legge e la Religione in un sistema di siffatta concezione. Secondo la mia opinione questi, che si potrebbe piu’ operativamente definire regolamenti, esistono e si sono sviluppati perche’ un tubo digerente organizzato e’ piu’ efficiente di un tubo digerente anarchico e quindi una serie di guide ed ancoraggi sono necessari per evitare che ruote dentate e pulegge si muovano fuori sincrono. Non dimentichiamo, infatti, che piu’ che una macchina, il sistema di cui facciamo parte e’ un organismo vivente che ha la capacita’ di svilupparsi e configurarsi dinamicamente per meglio perseguire la sua funzione.
Questa visione delle cose puo’ apparire triste e senza speranza. Magari proprio a quelli che su queste pagine hanno proclamato la loro indipendenza da qualsiasi fede o religione. In effetti, un universo dal quale ogni ideale e’ bandito non e’ posto adatto per la speranza. Una volta rimossa l’ipotesi di un fine trascendente, quello che rimane e’ pura contingenza, con tutto quello che ne consegue.
Altri, quelli che invece in una fede ed in una religione si riconoscono, possono, a seconda dei casi, non condividere questa disamina o ritenerla incompleta.
Dal mio punto di vista, la mia Fede comprende ed accetta totalmente questa realta’. Io sono perfettamente consapevole della mia assoluta contingenza e questa considerazione non potra’ mai essere alterata da nessuna sostanza chimica, indipendentemente da quanto affermano i dottori. Per me la Fede si esplicita nel tentativo di sabotare la macchina riducendone l’efficienza, quella dispersione termica di cui ho parlato prima. Il fatto che amore, giustizia ed equita’ non siano necessarie al sistema per procedere, non vuol dire che non abbiano una funzione. Delle volte penso di essere come quello che ha un computer e non sa che farsene della potenza di calcolo. Quello che mi interessa e’ il calore e verso questo calore stendo le mani.
Un Mondo Perfetto è di mc

pronto prova
qualche annotazione:
1- non accetto l'assioma che non esistono questioni di principio, se ritieni di poterlo dimostrare fallo altrimenti sarebbe bene cancellarlo
2- non accetto l'assioma che se una cosa non si può conoscere mediante un esperimento allora non si può conoscere in generale, se ritieni di poterlo dimostrare fallo altrimenti ripensaci
3- non accetto la conclusione che il mondo visibile sia tutto ciò che esiste, in quanto parte dall'assioma di cui sopra che non condivido. una prova della sua falsità è la stessa esistenza della persona umana, e delle sue capacità di conoscere, volere, ecc.
4- attendo ancora la pezza a colori sulla spiegazione che in questa tua ottica daresti delle capacità della persona
5- se vuoi puoi dare un'occhiata al mio blog
6- "Supponiamo che non si tratti di un meccanismo banale, ma di una macchina complessa con centinaia di parti meccaniche ed elettroniche. Facciamo finta che sull’involucro ci sia un’elica e, sopra, un grosso bottone verde. Dopo aver collegato la macchina ad una fonte di energia idonea ed aver azionato il bottone, vi accorgete che l’elica non gira. Potete concludere che la macchina non funziona? La risposta è no".
è proprio questo il punto: se parti dal preconcetto di indagare il mondo mediante esperimenti e non ne trovi il principio, non puoi dedurre che il principio non esiste
l'approccio kantiano alla scienza (a differenza del metodo scientifico realista) parte da questa autolimitazione e pertanto non vi arriva, ma l'accettazione di tale metodo è in kant semplicemente utilitarista, in te mi pare che sia dogmatica
o comunque mi pare che kant la proponeva da una prospettiva scettica di fondo e non positivista, comunque spero che il succo sia chiaro (e non parlo dell'aranciata)
saluti al gruppo, bentornati
Bart
1- non accetto il tuo assioma che nega il mio assioma. Se non puoi dimostrare che è valido in assoluto faresti bene a ritirarlo.
2- se conosci un modo alternativo alla sperimentazione per descrivere un fenomeno fallo, altrimenti ripensaci.
3- C'è stato un Darwin di troppo al mondo
4- Evoluzione e specializzazione
5- fatto, non male. Difficile che tu diventi una blogstar ma ti ammiro.
6- Non mi metto a fare la gara su Kant che la perderei. L'esperimento che tu hai citato ha un difetto di fondo, si svolge in un sistema non inerziale e quindi non può mai portare a conclusioni definitive. Diciamo che tirare in mezzo i sistemi inerziali è una piccola vendetta per Kant. Felice di averti ritrovato Bart, e sono sincero.
0- protesto perché oggi pomeriggio non si leggevano i commenti
1- se affermi che non esiste una verità assoluta, stai ponendo questa affermazione come assunto indimostrabile, cioè come verità assoluta; viceversa io non affermo alcuna verità assoluta, infatti non dico che esiste o non esiste, ma sono aperto a poterla trovare nel caso esista
2- certamente lo conosco, e un esempio lo poni tu stesso: la teoria di darwin sull'evoluzione biologica, che non si può sperimentare, eppure c'è anche chi ci crede. il metodo scientifico dovresti saperlo non si ferma all'esperienza ma parte da essa per arrivare a teorie (chi ha visto mai l'orbita della luna o la legge di gravità?)
3- darwin ha spiegato con molti forse l'evoluzione biologica, io mi riferisco a una cosa molto diversa, cioè alla coscienza e alla libera volontà: la descrizione fenomenica dei neuroni non spiega evidentemente la coscienza, in quanto pensare non è una proprietà di un sistema fisico (per definizione di fenomeno fisico, che è limitante rispetto alla totalità della realtà); e poi se sei determinato dal meccanicismo (o anche dalla legge del caso) come faresti ad avere una libera volontà?
4- forse non avevi capito il senso (vedi il punto 3). attendo ancora….
5- aspiro a dialogare, diventare una blogstar non mi interessa
6- non pensare che io sia un filosofo o cose del genere, se è per questo i miei studi hanno più a che fare con i sistemi inerziali che con kant, ma non capisco cosa c'entri un sistema inerziale con l'epistemologia