Un Caffè Amaro Politicamente Scorretto

espresso.jpgA tutti sarà capitato di vedere una di quelle interviste girate in un paese della Sicilia, della Campania o della Calabria dove il giornalista ferma le gente per strada e gli chiede: “Ma in questo paese c’è mafia, camorra, n’drangheta?”. Oppure: “Lei è stato mai minacciato, taglieggiato, ricattato?”. In genere, le persone a cui vengono rivolte queste domande nicchiano, nascondo il volto, danno risposte evasive. Insomma, fanno una gran figura di merda.

Il giornalista e la sua troupe, dopo aver girato il servizio, impaccano telecamere e microfoni e tornano a Milano, Torino, Roma, soddisfatti di aver dimostrato che, se esiste criminalità organizzata, è anche perché la gente del posto è complice e omertosa. Gli intervistati, invece, dopo che le luci delle telecamere si sono spente e la macchina della RAI di Canale 5 o di Studio Aperto si è allontanata, rimangono in quel paese dove devono continuare a vivere e a lavorare.

E’ molto semplice farsi belli facendo domande scomode ed indignandosi perché la gente non risponde. Deve essere più difficile vivere a fianco a fianco di chi ti avvicina e, dopo averti chiesto il pizzo, incomincia a guardare tua figlia e ti fa i complimenti perché sta per diventare un bel donnino.

Tutto questo per dire che non si può delegare completamente ai singoli una difesa della moralità e della legalità del territorio che è compito primario di quell’entità sempre più evanescente che ci ostiniamo a chiamare Stato.
Quindi, se si vuole che la gente faccia il suo dovere denunciando chi li taglieggia o li minaccia, occorre offrire un supporto militare che, in un paese moderno e civile, solo lo stato ha il diritto/dovere di mettere in campo.

Se proviamo ad allargare il discorso, finiamo col dire cose molto scomode e poco politicamente corrette, ma visto che MC non è un partito politico e qui nessuno è in lizza per un posto al parlamento o in una comunità montana, mi posso permettere di essere poco politicamente corretto.

La validità dei valori dell’accoglienza e della sussistenza dei deboli sono indiscutibili. Quando in televisione ci mostrano le persone che protestano per la presenza di rom e per la supposta attività criminale che gli viene imputata, il giornalista di turno, che poi è lo stesso che è appena tornato dalla Sicilia, Calabria, Campania, raccoglie dichiarazioni che immediatamente bolliamo come razziste o xenofobe.
Il giornalista e la sua troupe, dopo aver girato il servizio, impaccano telecamere e microfoni e tornano nei loro studi protetti da mura e guardie armate, soddisfatti di aver dimostrato che, in fin dei conti, molti italiani sono razzisti o xenofobi.
Gli intervistati, invece, dopo che le luci delle telecamere si sono spente e la macchina della RAI di Canale 5 o di Studio Aperto si è allontanata, rimangono in quello stesso quartiere di periferia dove devono continuare a vivere e a lavorare.

bimbirom.jpg

Il senso di tutto questo è che, in linea di principio, siamo tutti bendisposti e tolleranti nei confronti della diversità e di chi ha bisogno.
La prospettiva è soggetta a forte cambiamento quando la diversità ed il bisogno si accampano nel nostro cortile e chi dovrebbe tutelare il nostro diritto ad una vita serena, non lo fa.Il concetto è molto simile a quello che, in passato, un redattore di questo sito ha espresso con molta più eleganza, ma forse è utile ribadirlo.

Indipendentemente da ogni giudizio culturale su un certo stile di vita che non sono in grado di dare e non mi permetto di dare, sta di fatto che occupare suolo pubblico per vendere merce senza licenza, per i cittadini italiani è reato, per gli immigrati no. Campeggiare in luoghi pubblici senza strutture igieniche adeguate, per i cittadini italiani è perseguibile amministrativamente, per alti no. Non mandare a scuola i bambini in età dell’obbligo, ma sfruttarli esponendoli alla vita terribile del mendacio per strada, per i cittadini italiani è un gravissimo reato, per alti no.

Da un altro punto di vista, cittadino italiano o straniero, anche in presenza di gravi reati, la detenzione ed il controllo sono esercitati molto blandamente e annullati da provvedimenti di clemenza di cui è complesso comprendere il razionale.

E’ proprio questa disparità nell’applicazione della legge o la sua applicazione esclusivamente teorica che disorienta le persone e le induce ad i più tristi atteggiamenti discriminatori nei confronti di altre.

Le cose politicamente scorrette con cui voglio chiudere sono queste: a prescindere dall’etnia, se viene accertata la responsabilità di un reato, la persona che lo ha compiuto deve subirne le conseguenze previste dalla legge, fino in fondo.

Deve essere chiaro che la colpa è individuale, non legata all’origine. Stiamo parlando di legge, non di peccato originale. Ciascuno deve assumersi le sue responsabilità personali e non scaricarle sull’etnia di appartenenza.

Per questo, chi non persegue con la giusta efficacia e non fa scontare la giusta pena chi delinque, è il vero responsabile delle fobie razziali. Quando non si puniscono i singoli, la colpa diventa rapidamente di tutti.

Questo vale anche e soprattutto per chi schiavizza i bambini e gli toglie l’opportunità di studiare e scegliere il proprio destino. In questo paese non è consentito. La legge che impone la tutela dei minori ed il loro diritto allo studio è una sacrosanta conquista sociale. Oggi viene apertamente violata ad ogni angolo di strada ed ad ogni incrocio. Non credo che sarà un decreto a sanare questa situazione che mi offende come uomo e come italiano, visto che è sulla mia terra che avviene questo scempio.

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Indipendentemente da ogni giudizio culturale su un certo stile di vita che non sono in grado di dare e non mi permetto di dare, sta di fatto che occupare suolo pubblico per vendere merce senza licenza, per i cittadini italiani è reato, per gli immigrati no. Campeggiare in luoghi pubblici senza strutture igieniche adeguate, per i cittadini italiani è perseguibile amministrativamente, per alti no. Non mandare a scuola i bambini in età dell’obbligo, ma sfruttarli esponendoli alla vita terribile del mendacio per strada, per i cittadini italiani è un gravissimo reato, per alti no.

Ste cose di solito le dice Storace… tu hai prove che in magistratura si preferisce mandare al gabbio un italiano e lasciare libero un qualsiasi straniero? Intendo a parte i casi particolari tipo Cermis o uccisione di Calipari…

[Rispondi a questo commento]

Vedi Alessio,
sono proprio gli approcci come il tuo che rendono difficile discutere su questi argomenti.

Il fatto che tu, utilizzando un artificio semantico, mi paragoni a Storace è un giudizio sulla mia persona che, se permetti, non ti compete.

No non ho le prove che la magistratura italiana usi comportamenti diversi per cittadini extracomunitari e cittadini italiani.
Se con questo ritieni invalidata ogni mia considerazione, per me va bene.

Probabilmente tutti quelli che vedo ai semafori saranno maggiorenni affetti da qualche strana patologia che li fa somigliare a bambini.
In effetti non avevo considerato questa eventualità. Me ne scuso.

[Rispondi a questo commento]

“per i cittadini italiani è un gravissimo reato, per alti no.”

io penso che siano reati da chiunque siano commessi , la cui gravità è percepita soggettivamente e non oggettivamente : i magistrati applicano la legge oggettivamente solo che noi la recepiamo soggettivamente e le pene ci sembrano basse se a compiere un reato è uno straniero , e ci sembrano alte se a compierlo è un italiano coem se un italiano dovesse avere un bonus solo per il fatto di essere nato in italia.

[Rispondi a questo commento]

Antonella,
La tua interpretazione mi sembra giuridicamente e genericamente corretta.

Continuo a chiedermi, chi sono i genitori di quelle persone che somigliano a bambini che, invece di stare a scuola, lavano i vetri e/o chiedono l’elemosina?

Nel caso si trattasse di bambini, chi mi sa citare l’ultimo caso di genitore perseguito per non aver iscritto suo figlio alla scuola dell’obbligo e per aver sfruttato un minore?

Visto che mi sono preso la responsabilità di dire cose che mi rendono la bocca amara, vorrei che si uscisse un attimo dai personaggi e ci si chiedesse se, con la scusa di una tolleranza tutta teorica, non stiamo ignorando il patimento di chi vive con certe realtà sotto casa e di chi, come i presunti bambini, non vede tutelato il suo diritto naturale ad una crescita sana e senza lavoro.

[Rispondi a questo commento]

suppongo che ci siano persone, anche italiani, che non assolvano agli obblighi scolastici nei confronti dei loro figli , altrimenti non avremmo leggi in tal senso nè tanto meno delle sanzioni penali in tal senso.

solo che nel caso di persone italiane succede che se non mandi il figlio a scuola il direttore scolastico informa i servizi sociali che informano i carabinieri che denunciano i genitori a cui in seguito il figlio viene tolto per essere affidato a persone (possibilmente parenti) che se ne prendano maggior cura.

questo nello scenario italiano e non solo nell’ambito scolastico ma anche familiare , se il bambino ha delle privazioni gravi dovute al menefreghismo dei genitori ( e ce ne sono … oh se ce ne sono!!), o a situazioni di tossicodipendenza o altro.

quello che intendevo dire è che soggettivamente partiamo tutti dal presupposto che in italia i figli so’ piezz’e core, e che mai un italiano farebbe questo o quello , solo che non è vero.

e se mentre nel caso nostrano possiamo avere una “tracciabilità” del reato e tentare di risolvero, nel caso di persona straniera questo non possiamo farlo o perlomeno è tutto molto più difficile , tranne in alcuni casi di comunità rom dove i comuni e le scuole si allertano per consentire ai bambini un normale svolgimento scolastico anche in brevi periodi di tempo.

[Rispondi a questo commento]

Ok Antonella,
quello che dici è vero.
Il problema è che questi bambini non sono chiusi in sotterranei o nascosti nella foresta. Sono in strada, per noi, ormai, fanno parte del paesaggio.

In realtà sono inseriti in un sistema abbastanza organizzato che suddivide le zone di competenza, organizza turni, ne cura il trasporto sui luoghi di lavoro e ne fissa i target quotidiani di rendimento.

Stiamo parlando di decine di migliaia di minori per i quali non è predisposta alcuna tutela. E non stiamo parlando di bambini del Ruanda o di ninos de rua.
Stiamo parlando di gente che vive a 200 metri da noi, usa le nostre stesse infrastrutture e che, all’occorrenza e giustamente, ricorre ai nostri servizi sanitari.

Ci stiamo girando intorno, ma il problema c’è.

Vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dire che bisogna lasciarli fare perché se no non si rispetta la loro cultura.
Qualcuno c’è?

[Rispondi a questo commento]

ciao a tutti
io sono pienamente d’accordo con MC.Non mi sembra un discorso da fascisti dire che la legge deve essere uguale per tutti. In stazione centrale a Milano ogni giorno ci sono decine di bimbi che vivono scippando ignari viaggiatori, i poliziotti non ci possono fare niente, li fermano e li riconsegnano ai genitori che puntualmente li rispediscono lì. Io personalmente penso che sia solo buonsenso anche che un paese sovrappopolato come l’Italia abbia un minimo di controllo sull’immigrazione per il semplice motivo che è molto bello riempirsi la bocca di parole come solidarietà e uguaglianza ma nei fatti non siamo poi in grado di accogliere davvero queste persone in modo dignitoso.
Tutti i bei discorsi sui lavori che gli italiano non vogliono più fare sono str…. andate a vedere i reportage sui campi di pomodori in Puglia, certo che non assumono italiani, hanno a disposizione schiavi….sfruttano il fatto che quste persone non hanno permesso di soggiorno per ricattarle, le pagano due soldi (letteralmente), le fanno vivere e lavorare in condizioni inumane ma ciò è esteso a tanti altri settori.
Le persone che vengono nel nostro paese devono adeguarsi alle nostre leggi pur restando libere di mantenere la propria cultura ma devono anche godere dei nostri diritti, forse un bambino rom ha meno diritto all’istruzione o a condurre una vita decente di un bambino italiano? I media influenzano molto le nostre percezioni, è ovvio che adesso non si parla che di rom e romeni( facendo tra l’altro gran confusione tra nazionalità ed etnia) e quindi l’onda emotiva è tutta concentrata lì ma è anche vero che le persone sono influenzabili quanto più sono già sottoposte a incertezza e oggi, anche se l’ Italia non è mai stato un paese razzista, ci sono troppe tensioni sociali (tra l’altro chissà come mai tutta questa attenzione alla cronaca, non sarà mica che vogliono distoglierci da ben altre magagne? ) Bisognerebbe avere il coraggio di guardare le cose per quelle che sono senza nascondersi dietro alle ideologie perchè altrimenti si possono passare anni a discutere e non si concluderà mai niente.

[Rispondi a questo commento]

no. non c’è, e non pensare minimamente che io sia di quel parere.
come non lo è nessuna struttura comunitaria, nè mondiale.

e infatti io penso che il problema non sia di tipo nazionale ma comunitario e vada affronatato con leggi comunitarie che aiutino l’italia a provevdere per questi bambini.
singolarmente l’italia non può adoperarsi perchè non esistono leggi che non consentano ai genitori non italiani di ritornare a prendersi il bambino eventualemnte sottratto alla loro tutela e posto in una struttura di affidamento. non c’è, semplicemnte.

non puoi, a meno che tu non voglia far marcire un bambino in un brefotrofio sino ai 18 anni, come se fosse in galera lui stesso e quindi obiettivamente privandolo di tutto anche dei suoi affetti che tu consideri orrori.

[Rispondi a questo commento]

No Antonella, ma tra la strada ed il brefotrofio c’è un lunghissimo cammino che noi non abbiamo mai iniziato.

Io parlo di rendere certe pratiche poco convenienti.
Per esempio multare pesantemente tutti quelli che fanno elemosina a questi bambini giustificandone, nei fatti, l’impiego.

Poi se un genitore tratta male un bambino, noi abbiamo il dovere di assumerci la responsabilità di toglierglielo, come facciamo già con i nostri connazionali.

Interventi decisi e senza compromessi sarebbero utili a far capire che usare i bambini non è un buon affare.

Sul discorso della comunità europea permettimi di dissentire. Bruxelles e Strasburgo sono diventati i nuovi paraventi dietro i quali nascondere la nostra inazione.

Noi abbiamo delle leggi. Se ci limitiamo a farle rispettare a prescindere dall’etnia, non facciamo altro che la metà del nostro dovere e nessuno può dirci nulla.

Tollerare certe cose perché fatte da persone di etnie e provenienze diverse, è razzismo.

[Rispondi a questo commento]

@elf
grazie
è difficile trovare chi condivide apertamente posizioni difficili.

[Rispondi a questo commento]

@elf
non son discorsi da fascisti,
ma c’è una vena di insofferenza che permea questi discorsi,
insieme a un accenno velato a diverse culture in senso vagamente spregiativo.
inoltre sul fatto che l’italia non sia mai stato un paese razzista, glisserei.

mescola il tutto dentro lo shaker dei media e dimmi come si chiama il cocktail che ne esce.

[Rispondi a questo commento]

@antonella
è proprio quello che intendevo, , io non ho dato alcun giudizio di merito riguardo alle altre culture ma tu ci hai visto un velato accenno dispregiativo che assolutamente non c’era come non c’ era insofferenza.
Le tue argomentazioni spostano il dialogo sul personale perchè tu mi accusi di cose che sono lontanissime da me e dal mio modo di pensare
Ho abitato in diverse regioni d’Italia e ho vissuto sulla mia pelle cosa voglia dire andarsene dalla propria terra “per necessità” , penso di essere una persona abbastanza aperta e non ho mai avuto grossi problemi ad integrarmi nei vari luoghi in cui ho vissuto senza per questo rinnegare le mie radici.
Ho avuto il grosso privilegio di confrontarmi con tantissime persone provenienti dai più disparati paesi e dalla più svariate fedi e culture e tutte mi hanno arricchito in qualche modo ma non vedo come questo c’entri col discorso che facevamo prima.
Permettimi di dirti che sei tu in questo caso ad avere dei pregiudizi su chi ha posizioni differenti dalle tue
Per quanto riguarda i media non posso che essere d’accordo sul fatto che alimentino le tensioni ma devi comunque considerare che cavalcano un disagio che comunque esiste

[Rispondi a questo commento]

Ma siamo sicuri che il problema non sia, più in generale, l’applicazione delle leggi? L’Italia è un paese in cui il malcostume ed alcuni tipi di reato sono diffusi e raramente puniti. Aleggia un, per niente velato, senso di impunità, che non vale solo per gli stranieri, ma anche per gli italiani. Gli italiani, quelli onesti, si sentono oppressi da questa situazione, che ai loro occhi appare intollerabile, perché da una parte vedono persone che rubano, vivono di prepotenze, sfruttano la collettività, sono assenteisti al lavoro, che rimangono sempre impunite, spesso grazie a processi che ormai non vedono mai la fine, e dall’altra vedono persone che vivono onestamente ma vengono ulteriormente vessate, quasi che essere onesti sia, in questa nazione, un “errore” inaccettabile.

Il “mantra” che le istituzioni, in mille modi, ripeteno ai cittadini è: “sii furbo, ruba più che puoi, fatti i cazzi tuoi”. Chi non si adegua a tali dettami è costretto a vivere male. Insomma, per non uscire troppo dal seminato, probabilmente basterebbe far rispettare a “tutti” le leggi esistenti, far passare il messaggio che “chi sbaglia paga - e paga sempre”, per allentare un po’ la situazione “esplosiva” nella quale viviamo.

Poi, per quanto riguarda i cittadini stranieri, dovremmo preoccuparci di “alcune” situazioni esplosive prima che queste causino danni irreparabili e probabilmente dovremmo occuparcene in modo diverso.
La donna che ha consentito l’arresto dell’assassino era una rumena che abitava nella stessa baraccopoli poi smantellata, questa donna ora è senza casa ed alla mercè dei suoi connazionali, ancora una volta il messaggio che verrà recepito sarà: “fatti i cazzi tuoi”.

[Rispondi a questo commento]

Ho decisamente i miei dubbi!
Non ho capito se a noi (popolo italiano) dà più fastidio che un povero (mi sgorgano lacrime) bambino stia per la strada scippando, facendo elemosina, etc. etc., in nome di una legge che regna sovrana e che lo impedisce o perchè le conquiste sociali del nostro occidente ci vietano moralmente di permetterlo, o piuttosto siano altre le motivazioni che non riguardano semplicemente la Legge bensì la Norma (la quale regna ben più sovrana) per cui sporcano, hanno condizioni igieniche (per noi) discutibili, indossano il velo (per noi inaccettabile) etc. etc.

Le fobie razziali non nascono semplicemente dall’impunità ma nascono dall’orrore genetico e biologico delle altre etnie, dalla loro puzza, dalle loro (indecenti) abitudini e vengono poi esaltate dal fatto che un romeno faccia questo o quest’altro.
(io, abitando a Napoli, non posso che dire che a Napoli il problema sono i napoletani che in certi casi sono molto molto peggio dei romeni).

Non mi sembra, comunque, una posizione chissà quanto “scorretta” ma, anzi, di facile propaganda trasversale… e “democratica”…

[Rispondi a questo commento]

Doxa, meno male che ti sei offeso per l’accostamento azzardato! Se mi rispondevi che ti faceva piacere essere accostato a uno statista di tal calibro mi sarei suicidato :D

Ok, torno serio, mi scuso se ho criticato le tue parole con questo accostamento fuori luogo, ma del resto hai voluto scrivere un testo politicamente scorretto, quindi scorrettezza per scorrettezza ;)

Mi rendo conto che l’argomento deve essere analizzato con più calma e ora che sto in pausa, provo a farlo.

Prima di tutto però passo proprio da quello che ho detto più su: io non conosco le statistiche di quanti italiani e stranieri siano rilasciati a parità di reato. In secondo luogo, quando si parla di Rom o di Sinti non sempre si parla di stranieri, anzi credo che oltre il 70% delle popolazioni zingare residenti in Italia sono anche di cittadinanza italiana.

Ovviamente non sono cieco, anche io ai semafori vedo i bambini sfruttati per elemosinare e che siano italiani o stranieri poco mi cambia, vedo un tragico degrado. Quello che però mi chiedo è: quale può essere la soluzione migliore? Quella che nasconde la degradazione e la povertà senza aiutare i poveri o i degradati, oppure al contrario, la soluzione che aiuta i poveri e combatte la povertà? Immagino sia migliore la seconda, specialmente per uno come me che pensa di avere delle idee di sinistra. Ma nel concreto cosa fare?

Nei tuoi successivi commenti ho capito meglio dove volevi andare a parare e sicuramente la cosa che condivido maggiormente è stata scritta proprio nel tuo ultimo post: “Insomma, per non uscire troppo dal seminato, probabilmente basterebbe far rispettare a “tutti” le leggi esistenti, far passare il messaggio che “chi sbaglia paga - e paga sempre”, per allentare un po’ la situazione “esplosiva” nella quale viviamo.” Io aggiungere, senza il bisogno di inventarsi decreti d’urgenza che tanto (e per fortuna in questo caso) rimarranno inattuati per svariati milioni di motivi.

E poi magari diamo a tutti l’opportunità di vivere nella legalità con interventi mirati non contro ma a favore di.

[Rispondi a questo commento]

Alessio intervengo soltanto per chiarire che non sono io l’autore di questo articolo (quindi, anche volendo, non potevo offendermi per l’accostamento a Storace) e che l’unico commento scritto da me è quello che appare con questo nick, ovvero Doxaliber. ;-)

[Rispondi a questo commento]

@Doxaliber
E’ evidente che in un sistema di prevenzione/repressione della criminalità nelle condizioni del nostro, chi non è identificabile, non ha fissa dimora e non è tracciabile, ha una libertà d’azione ancora superiore ai cittadini.
Quindi il problema è più grave.

@Alessio
Ok, a questo serve discutere, si costruisce insieme un’opinione più condivisa. Grazie per il complimento che mi hai fatto scambiandomi per una persona che ammiro.

@SacerNaos
Non vedo opinioni da discutere. Avrei solo dei commenti personali. Quindi evito. Ognuno ha i suoi inferni personali. Non invidio i tuoi.

[Rispondi a questo commento]

Beh da Storace a Doxaliber, i progressi sono stati notevoli :D

A quanto pare nemmeno durante la pausa pranzo riesco ad essere completamente lucido, doh’…

Comunque confermo il mio essere d’accordo col commento di Doxaliber e di aver meglio inquadrato il pensiero di Mentecritica. Aggiungo anche che di solito intervengo malvolentieri quando si tratta di criticare strati sociali o popolazioni che non conosco. Ad esempio, non sono così sicuro che a tutti gli zingari piace rubare, elemosinare o vivere di vita nomade, e se i primi punti li ritengo deprecabili, il nomadismo non dovrebbe essere criticabile in sé, così come non dovrebbero essere criticabili quelli che si tingono i capelli o si fanno i tatuaggi. E concludo ricordando che, essendo la maggior parte degli zingari italiani, il problema non è il rapporto con gli stranieri che non vengono puniti, ma al massimo di una parte di italiani che ha problemi a rispettare la legge. Ma da questo punto di vista il loro sbaglio è quello di rubare portafogli, mandare a mendicare bambini e, *molto più raramente e al pari di altri italiani non nomadi*, uccidere e violentare donne. Si fossero fermati al falso in bilancio e alla corruzione, in parlamento sarebbero stati accolti a braccia aperte.

Ecco, era questo il testo di Mentecritica che volevo quotare (poi sono stato distratto dal lavoro ed è nato il lapsus…):
“Noi abbiamo delle leggi. Se ci limitiamo a farle rispettare a prescindere dall’etnia, non facciamo altro che la metà del nostro dovere e nessuno può dirci nulla.
Tollerare certe cose perché fatte da persone di etnie e provenienze diverse, è razzismo”
Giustissimo. L’importante è non reagire con le ruspe, così come non si demolisce la casa di un omicida, ma lo si manda *semplicemente* in galera senza far cadere in disgrazia l’intera famiglia.

[Rispondi a questo commento]

@elf
non era un commento specifico nei tuoi riguardi, ci mancherebbe!

era un condensato degli umori che avverto in generale e che nello specifico ho ritrovato in questo post in alcuni passaggi , anche nel tuo commento, ad esempio, quando giustamente ti risenti dei caporali che “assumono” per 4 soldi quei disgraziati, ma, forse mi sbaglio, ho notato un acredine più forte nei confronti di chi si sottomette a questo che contro chi sottomette, quasi che se non ci fossero loro magari gli italiani farebbero questi lavori ma pagati decentemente , come se fossero una forma di concorrenza sleale.

[Rispondi a questo commento]

@Alessio
Le ruspe sono quelle dei decreti e arrivano perché prima non si è svolto un regolare lavoro di indagine e prevenzione.

alla polizia abbiamo sostituito le forze corazzate, questo è un errore metodologico.

[Rispondi a questo commento]

@Antonella
Per quanto mi riguarda, io ho un’acredine evidente e non mistificata per chiunque, sottolineo chiunque, adopera la sopraffazione per i propri fini personali.

Questo mette sullo stesso piano il rapinatore, qualsiasi sia la sua etnia, ed il caporale di elf.

Poi sono i giudici, più preparati e competenti di me, a graduare le pene in funzione della gravità delle colpe.

[Rispondi a questo commento]

@ m.c.
non credo che questo sia in discussione, no?
infatti hai citato casi di reati .
ma come ha detto giustamente alessio :non si demolisce la casa di un omicida, ma lo si manda *semplicemente* in galera .

so che può sembrare strano chiamare casa quelle baracche abusive e terribili, ma vi rendete conto in che condizioni vive quella povera gente!

non voglio fare l’avvocato nè la buonista della situazione ma senza interventi per migliorare la situazione di vita di quelle persone non si otterranno risultati , così come non si otterranno radendoli al suolo.

vorrei ricordare agli italiani non razzisti che una volta eravamo noi all’estero gli sporchi brutti e cattivi e delinquenti della situazione,
e anche in italia non era meglio : per lo meno il loro arrivo ha distratto bossi dalle continue offese ai meridionali.
be almeno lui , visto che qua c’è sacer naos che è sempre vigile.

[Rispondi a questo commento]

@Antonella
Mai pensato che le ruspe siano la soluzione.
Un commento su dicevo:
Le ruspe sono quelle dei decreti e arrivano perché prima non si è svolto un regolare lavoro di indagine e prevenzione. Alla polizia abbiamo sostituito le forze corazzate, questo è un errore metodologico.

Semplice lavoro di polizia, niente leggi speciali.
E tutela per i bambini, accidenti, questo non dobbiamo dimenticarlo.

Poi ci indigniamo a telecomando per la pedofilia e lasciamo perdere altri fenomeni reputando lo sfruttamento meno grave.

[Rispondi a questo commento]

Magari, antonella, non ti sei chiesta se scelgono di vivere così?
Quanti di loro credi che paghino regolarmente le bollette? (con “loro” intendo i campi nomadi di cui ho diretta contezza) o mandino i figli a scuola? Queste cose sì - tra le altre - sono inaccettabili per me, altroché il velo. Fosse quello il problema, santiddio.
Dove abito anni fa intervenne la giunta di centrosx con un programma educativo per rom e sinti, sinceramente non stava andando male e c’era un certo avvicinamento anche fra genitori e operatori (di tutto il centro polifunzionale dove lavoravo, non solo gli educatori): insomma c’era un’aria distesa, nonostante la reciproca diffidenza.
Appena salito al trono il sindaco leghista tutto questo è scomparso.
Non sono scelte anche queste? L’errore di m etodo di cui parla mc non è anche forse quello di rifiutare tout court di affrontare certe questioni, o di affrontarle eliminandole?

[Rispondi a questo commento]

@ silent: “sinceramente non stava andando male ”

allora mi confermi che come ho detto prima c’è bisogno di interventi per migliorare la qualità della vita di quelle persone.

il fatto che la giunta leghista abbia interrotto il programma conferma che il razzismo c’è sempre in italia anche se tendiamo a camuffarlo con frasi fatte: la loro cultura è così … sono loro che scelgono di vivere così … etc etc

quello che io contesto è l’avversione a priori ,il non dare alle persone una chance, il fregarsene di avere accanto persone che vivono in condizioni da terzo mondo nella civilissima italia, tra cui bambini, gli stessi che ci indigna vederli per strada perchè ci scippano il portafoglio , ma che non indigna sapere che vivono fra lamiere e senza servizi .
si ma quando sono in casa non li vediamo, li vediamo solo per strada e ci ricordiamo che dovrebbero andare a scuola.
trovo ipocrita tutto questo.

e voglio fare un esempio, poi chiudo che non voglio né tediare né fare un dialogo tra sordi:

tempo fa a forum,un programma su rete 4, c’era una causa fra due signore che avevano bisticciato .
queste due signore erano mamme di due bambini che andavano a scuola assieme ,prima o seconda elementare, e accade che uno dei due bimbi perde un giochino : la sua mamma accusa l’altro bambino di aver rubato e gli strappa lo zainetto di dosso per riprendersi il gioco. solo che il gioco non c’era perchè il suo bimbo non l’aveva perso ma l’aveva lasciato in classe.
chiaramente sorge la lite fra le due mamme e vabeh vanno a forum a dirimere la causa perchè la seconda mamma vuole le scuse al bimbo e il risarcimento morale dei danni pari ad 1 €.
tutto regolare? giusto ? NOO
cioè, chiaro, la seconda signora vinse la causa , ci mancherebbe!
ma il pubblico le diede torto , ma torto marcio , persino quella becera conduttrice si scagliava contro la seconda mamma con un livore pazzesco accusandola di tutti i mali del mondo , come se fosse una pluripregiudicata.
vabè l’avrete capito… la seconda mamma era una rom.

quindi aveva torto a priori, perchè doveva offendersi visto che son tutti ladri son stati giustamente trattati da ladri, che poi se per sbaglio uno è accusato ingiustamente uno mica lo può sapere che è l’unico che manda i figli a scuol a e non ruba.

vedete voi.

[Rispondi a questo commento]

Antonella
non vedo ipocrisia nell’aver proposto il tema della legge super partes e quella dei bambini e del loro diritto vivere la loro età senza essere sfruttati.
No giudico culture che non conosco, ma certe cose non mi piacciono e lo dico senza timore di essere scambiato per ciò che so di non essere.

Non mi sembra di vedere in tv programmi lacrimosi sull’argomento, anzi nemmeno non lacrimosi.
Parlarne mi sembrava opportuno e non ipocrita.

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Deve essere chiaro che la colpa è individuale, non legata all’origine. Stiamo parlando di legge, non di peccato originale. Ciascuno deve assumersi le sue responsabilità personali e non scaricarle sull’etnia di appartenenza.

Il punto della situazione sta tutto qui, ed è estendibile anche a molti altri problemi che affliggono il nostro paese, non solo quelli derivanti dall’immigrazione.

Si permette che i bambini lavorino ai semafori o nei metrò.
Si permette che a reati gravi vengano applicate spesso attenuanti e/o pene alleggerite e/o domiciliari.
Si permette (nel pubblico) un’assenteismo sul luogo di lavoro al di fuori di ogni standard.

Si potrebbe andare avanti per ore.

La situazione l’ha riassunta bene una signora romena durante lo sfollamento della baraccopoli di Roma : “In Romania se uno compie certi reati rimane in carcere a lungo. Perchè voi li lasciate uscire subito?”

Sono le leggi che vanno riviste, e sono le leggi che devono essere adeguate alle nuove condizioni socio/culturali. E qui si ritorna al solito problema: abbiamo ministri e politicanti che si permettono di emanare “leggi porcata”, altri che approvano proposte legislative senza averle neanche lette, salvo poi “scusarsi” quando saltano fuori i cavilli: in un posto di lavoro normale le scuse te le infilano dove non batte il sole assieme alla lettera di licenziamento. E invece questa gente è ancora lì.

[Rispondi a questo commento]

Si permette che a reati gravi vengano applicate spesso attenuanti e/o pene alleggerite e/o domiciliari.

Questo è il lascito del nuovo codice di procedura penale. E non vale per i reati gravi, ma dal momento che “grave” è un attributo molto soggettivo potremmo discuterne ore.
Non che sia sbagliato prevedere patteggiamenti, sospensioni condizionali e riti abbreviati, ma una limatina sarebbe, come si dice, d’uopo

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@m.c.
la tua affermazione sui programmi lacrimosi è un tentativo non riuscito di far apparire il mio commento come emozionale e non razionale, con l’evidente intento di sminuirlo o di sminuire me come femmina piagnucolosa e umorale.

avevate ragione : questo blog ha poca partecipazione femminile
e con questi atteggiamenti maschilisti dubito che la incentiviate.

vi lascio a cose sane e maschie che più vi si confanno rispetto alle cose da donnicciole,
tipo gare di rutti et similaria

;-)

bye

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Mah …
certe volte viene voglia di chiudere baracca.

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Peccato, mi stava piacendo quello che scriveva antonella, sono fermamente convinto che MC non sia sessista ne razzista, se cosi fosse non sarei un redattore di MC.
Ogni tanto usando solo la scrittura non ci si capisce, ma non per questo dobbiamo catalogare persone che non conosciamo e sottrarci alla discussione, che mi sembrava pacata e molto istruttiva, almeno per me.

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Mah…a volte quando uno finisce le parole comincia a sparare……

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La suscettibilità dilaga oltremodo. Certo che se si misura il “polso” della tolleranza in italia giudicando da forum…
Certa spazzatura non dovrebbe essere mai presa ad esempio, imho.

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