Un Caffè Amaro Come il Fiele: Arrendiamoci all’Evidenza e Facciamogli Fare i Fatti Suoi. Almeno Limitiamo i Danni. Che ne dite? Se po fa? 13


Premessa: un principio fondamentale vigente in qualsiasi paese democratico è che la legge dispone erga omnes, ovvero vale per tutti. Questo significa che tutti ne sono destinatari, sono tenuti a rispettarla e in caso contrario vedranno applicarsi nei loro confronti una sanzione.
Ovviamente alcune leggi si applicano a tutti senza distinzione alcuna, tipo il divieto di commettere reati comuni (furti, rapine, omicidi, etc.), mentre altre si rivolgono a tutti coloro che ricoprono un determinato status (ad es. alle persone sposate si applica il divieto di bigamia, a chi percepisce un reddito l’obbligo di dichiararlo e pagare le relative imposte etc.).


In ogni caso le leggi sono sempre erga omnes, cioè si rivolgono a tutti o a tutti coloro che si trovano in una situazione simile. Questo è esplicazione del principio costituzionale di eguaglianza.
Ciò distingue le leggi, che riconoscono a tutti in generale gli stessi diritti e doveri, dai provvedimenti amministrativi, che invece regolano situazioni concrete e per questo possono avere uno specifico destinatario; ovvero essi possono disporre non erga omnes, ma in personam. Si pensi a un provvedimento della Regione che mi proclama vincitore di un concorso o che emette una sanzione contro di me per violazione del Codice della Strada. Non c’è dubbio che quel provvedimento è destinato a me e solo a me.

Tornando alle leggi, quanto detto sopra significa che, anche se la legge contro i clandestini la facciamo pensando ai senegalesi o agli ucraini che vengono in Italia nottetempo in barcone o dentro un TIR, alla fine essa si applica anche ai norvegesi. Pure loro, come noto, non sono cittadini della UE e quindi se entrano in Italia senza visto sono clandestini pure loro a tutti gli effetti. Quindi, dal momento che la legge opera erga omnes, essa “pesca” nella sua rete non solo quelli che il legislatore vorrebbe pescare, ma tutti quelli che condividono con il target ideale alcuni tratti comuni, nell’esempio fatto l’essere cittadini extra-comunitari.
Nel caso di alcune leggine fatte, tò, durante lo scorso governo Berlusconi, o proposte, tò, durante l’attuale, capita qualcosa di simile.

Esempi sparsi: si riduce l’operatività della norma che punisce il falso in bilancio, e le male lingue dicono che ciò avviene pensando a un caso concreto, ma tale modifica ha effetto su tutti coloro che falsificano bilanci. Si cerca di garantire l’immunità alle cinque più alte cariche dello Stato, e così se il Presidente della Corte Costituzionale impazzisce e fa una strage di innocenti pure lui è intoccabile, anche se non lui, ma altra Alta Carica dello Stato, si fa per dire, era il beneficiario ideale della leggina. Si introduce il legittimo sospetto, dando a ciascuno il diritto di ricusare il proprio giudice, e alla fine di tale norma se ne avvalgono, oltre all’ipotetico beneficiario ideale, pure i camorristi e i mafiosi.
Ciò comporta un caos costituzionale, cieco e (apparentemente) insensato. Si introducono nuovi reati, se ne aboliscono altri, si diminuiscono le pene per altri, si garantisce l’immunità ad alcuni soggetti e si sospendono alcuni processi.

2008, AD. Oggi si propone la sospensione di tutti i processi su base nazionale, con l’eccezione di quelli che destano particolare allarme sociale. Di nuovo, le male lingue dicono che ciò viene proposto per sospendere UN processo, UNO SOLO, CAZZAROLA.
Proposta: ma allora perché non facciamo un bell’atto amministrativo, magari un decreto ministeriale, con nome e cognome del suo beneficiario ideale, e blocchiamo proprio quel processo?
E lasciamo che tutti gli altri “che non destano particolare allarme sociale” vadano avanti spediti (si fa per dire)?

dal nostro lettore Pierluigi


13 commenti su “Un Caffè Amaro Come il Fiele: Arrendiamoci all’Evidenza e Facciamogli Fare i Fatti Suoi. Almeno Limitiamo i Danni. Che ne dite? Se po fa?

  • Comandante Nebbia

    Sì, ma Alitalia è una società.
    Secondo me stante così le cose, meglio fare veramente leggi su misura. Almeno il resto del paese continua a funzionare nello stesso modo.

    Ovviamente scherzo. O no?

  • Fully

    L’idea mi piace.
    Come definizione sintetica della legge, invece del troppo colto “legge ad personam” proporrei il più sobrio: “legge sartoriale”.

  • Sara

    Si tanto chi lo vota è contento comunque anche se lui si fa i fatti suoi, chi non lo vota almeno non deve subire ripercussioni per le sue speculazioni! …Dove siamo arrivati…
    @ Fully bello “legge sartoriale”!

  • Francesca

    A questo punto, why not? Come dice il sempre pacato Uolter.
    Tanto alla fine le leggi salvalatobpremier vengono approvate lo stesso quindi alla fine cos’è peggio?

  • Iniquo

    Siamo arrivati alla fine dello Stato: ognuno pensa solo al proprio orticello e gli va bene qualsiasi cosa purchè non lo danneggi direttamente, che tanto se il danno non è evidente e diretto neanche se ne accorge.
    A questo punto o la società si incivilisce o tutto va in merda.

  • Francesca

    Secondo me, e lo dico a malincuore, Iniquo, è la seconda quella ad avere più possibilità.

  • Oris

    Sì, anche io sono straconvinto che non si possa più incivilire una società così.

    Anche perchè molti la civiltà la conoscono bene, in via teorica, fino a quando non sono costretti a metterla in pratica, ma quando lo dovrebbero fare fanno molto peggio di altri…

  • Marco Bastianello

    Dobbiamo ricordarcele tutte queste storture, tutte queste leggi questionabili:
    -il segreto di stato sull’ energia
    -l’invio di soldati anzichè di poliziotti nelle città
    -la proposta di considerare le prostitute offesa alla morale pubblica
    -il fatto che Rete 4 non sia ancora sul satellite
    -la proposta di limitazione alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, nonchè, mi sembra, alle intercettazioni stesse
    -la legge elettorale “porcellum”, che non consentendo di votare singoli candidati sancisce l’inizio della partitocrazia
    -il tentativo di sospensione dei processi “minori”
    -l’aggravante di clandestinità, che sottopone i clandestini ad una giustizia più severa rispetto a tutti gli altri, che pure sono come loro sul suolo italiano
    -la legge ancora “in cammino” per l’approvazione Levi-Prodi, che regolamenterebbe l’editoria, anche in Internet in modo restrittivo, obbligando, secondo alcune interpretazioni, anche siti e pubblicazioni amatoriali a sostenere alcune incombenze burocratiche (e eventuali spese correlate) sottoponendo così la facilità di esprimersi in Internet ad a burocrazie varie, in tutto o in parte (non ho capito bene) simili a quelle a cui sono tenuti i giornali veri e propri (imprenditoriali).

    Ne ho dimenticato qualcuna? Mala tempora

  • Oris

    L’ultima che hai detto sarebbe il colpo di grazia.

    P.S:

    Si vede che stasera non ho molto da fare? 😀

  • lupoalburnino

    Ho letto da qualche parte che solo se non si fa si sbaglia. Ho sempre saputo, invece, che non si sbaglia solo se si fa bene. A proposito del decreto sulla sicurezza, che il PD era disposto a votare, ma anche l’UDC, ha visto scappare i parlamentari del centrosinistra sull’Aventino in segno non tanto di sfida, ma di sdegno: non si possono mettere insieme il diavolo e l’acqua santa. Non si possono abbinare misure sulla sicurezza e la difesa per legge del premier senza incontrare resistenza e opposozione. Occorre decoro e dignità a tutti i livelli, specialmente ai livelli massimi. Chi non lo capisce significa che giustifica tutto ciò che fa Berlusconi anche quello che un cittadino con un minimo di dignità non farebbe mai. Voglio raccontarvi un episodio della mia vita di tanti anni fa. Ho fatto il servizio militare a Trieste. Un giorno ero di servizio come ufficiale di picchetto nella caserma Rossetti ed ero andato a controllare, come da prassi, la cucina. Sulla strada del ritorno sentii delle grida al posto di guardia, cioè all’ingresso della caserma. Era la voce del colonnello comandante che sgridava un sottoufficiale per non so che cosa. che poi venni a sapere. Conoscendo il carattere spigoloso del colonnello avrei potuto facilmente svicolare tra camerate, casermette, viali, armerie, ecc. Però, ero l’ufficiale di servizio e non mi sentii di lasciare nelle grinfie del comandante il povero sottoufficiale. Mi presentai e il colonnello mi apostrofò: “Guarda, guarda” e mi indicava le scarpe del sottoufficiale, “ha le scarpe fuori ordinanza. Ritieniti punito”. Io non ero stato presente alle consegne dei due sottoufficiali, impegnato com’ero in altri compiti, ma se lo fossi stato forse non mi sarei accorto delle sue scarpe fuori ordinanza. Se mi fossi tenuto alla larga non avrei subito alcuna punizione. Ma se non mi fossi presentato mi sarei sentito un verme…

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