Non vi parlerò del dito di Bossi. Certe fesserie le lascio a chi di mestiere fa il disinformatore e con queste cose ci si guadagna la pagnotta. Io ho un lavoro vero.
Se c’è qualcuno in questo paese (e sembra che siano tanti) che, grazie a un dito e a una maglietta, ha permesso ad un gruppo di opportunisti di sedere al lauto banchetto del potere per trent’anni senza produrre alcun risultato operativo, dovrebbe fermarsi un attimo e riflettere.
Poi, se e quando verrà il momento, vedremo se oltre al dito sanno usare tutta la mano. Io poco ci credo. Vedremo. Io sto qua e aspetto.
In realtà dita, pompini, visite fiscali e tutto l’ambaradan che si mette in scena ogni giorno sul carrozzone mediatico nazionale è un po’ come i cartoni animati per i bambini. Serve a farli stare buoni davanti alla televisione e non rompere i coglioni mentre i grandi fanno i fatti loro (stavo per scrivere cazzi loro, ma il tasso di volgarità di questo pezzo è già alto. Poi quelli di Repubblica si scandalizzano e non ci segnalano più su Repubblica Net Monitor. Dobbiamo fare i bravi). In realtà il discorso si svolge su un piano diverso. Ci penserà ilBuonPeppe a spiegarcelo per benino i nel pezzo che leggerete alle 13.00.
A me tocca parlarvi di quello che non leggete su Repubblica (e dalli … siamo segati per sempre), su Corriere e sulle altre corazzate mediatiche italiane che, anche se non amano che lo si ricordi, sono tenute a galla anche dai contributi pubblici e quindi devono fare le brave.
Sono cose che ormai viaggiano sul binario del passaparola. Nell’epoca della comunicazione globale, quando posso occuparmi di MC anche mentre sto in barca a vela a due miglia dalla costa, quando la televisione mi arriva anche sul telefono cellulare, per sapere certe cose ci vuole la segnalazione di un amico perché ne parlano i paria dell’informazione, quelli che nella divisione dei contributi all’editoria beccano le briciole e, forse proprio per questo, sono meno attenti a non creare intralcio al potere.
Bisogna collegarsi su Il Tempo on line (ma quello di carta esiste ancora?) dove si riprende una notizia dell’ADNKronos che è così breve che posso riportare integralmente:
Roma, 18 lug. - (Adnkronos) - “Mettiamo questa proposta sul tavolo del dibattito”. La Pdl accelera sulla riforma delle legge elettorale per le europee e, come ha spiegato Italo Bocchino, presenta una Pdl alla Camera che si propone come un “elemento utile di discussione. Questo e’ il frutto di un lavoro fatto, anche di interlocuzione con l’altra parte. Poi, vedremo le altre proposte e la commissione lavorerà a un testo unificato”, ha aggiunto il vice capogruppo vicario alla Camera. I punti forti della proposta sono l’aumento delle circoscrizioni da 5 a 15, la quota di sbarramento al 5%, la soppressione delle preferenze, l’alternanza di candidati di sessi differenti. Il riparto dei seggi e’ su base nazionale. Bocchino ha difeso le scelte più ‘coraggiose’, come quella delle preferenze: “In realtà, con questo sistema vengono presentate delle liste molto ‘corte’, e questa ristrettezza crea un maggior rapporto con il territorio”. Su questo, concorda anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: “Mai assolutizzare. Le preferenze hanno aspetti positivi, ma sono state anche una delle cause della crisi della prima Repubblica. Allora, poi, per quel che riguarda il Pci era il segretario che dava indicazioni sulle preferenze da esprimere. E questo lo dico a chi oggi fanatizza le preferenze”.
Sorvolando sul fatto che a parlare sia uno che si chiama Bocchino il che crea sconcertanti collegamenti alla Dan Brown, il punto nodale della questione è che è intenzione del Partito delle Libertà di applicare alle elezioni per il parlamento europeo lo stesso razionale utilizzato per le elezioni politiche.
La cosa più curiosa è la dichiarazione di Cicchitto. Un vero distillato di bispensiero. Il grande Eric Arthur Blair ne sarebbe andato fiero.
Le preferenze hanno aspetti positivi, ma sono state anche una delle cause della crisi della prima Repubblica. Allora, poi, per quel che riguarda il Pci era il segretario che dava indicazioni sulle preferenze da esprimere. E questo lo dico a chi oggi fanatizza le preferenze
Quindi, cari fanatici delle preferenze, “Le preferenze sono state una delle cause della crisi della prima Repubblica”, dice Cicchitto. Probabilmente perché i candidati per farsi eleggere cercavano consenso promettendo favori. Cosa che oggi, con l’abolizione delle preferenze, è assolutamente scomparsa come tutti sappiamo benissimo.
“Per quel che riguarda il Pci era il segretario che dava indicazioni sulle preferenze da esprimere”. Ah che orrore. I soliti comunistoni antidemocratici. Molto meglio oggi invece, che a decidere chi va in parlamento sono direttamente i segretari di partito, senza nemmeno bisogno di indicare la preferenza.
Anche se è un argomento tabù, l’attuale legge elettorale italiana è la principale responsabile del completo distacco tra le esigenze degli italiani e la loro “rappresentanza” parlamentare. Abolendo il voto di preferenza, la “Casta” ha creato un meccanismo attraverso il quale controlla in prima persona il ricambio dei propri effettivi. Con le preferenze, un parlamentare contava per il numero di tessere e di voti che riusciva a raccogliere e, se il suo peso era notevole, poteva anche mettersi in aperto contrasto con la politica della segreteria del proprio partito perché aveva nel suo elettorato personale un’arma potente. Oggi, l’unico requisito per entrare in politica è la fedeltà assoluta al Capo, che si chiami Walter con la sua Marianna o Silvio con la sua Mara le cose non cambiano. In questo modo noi, gli elettori, non contiamo più nulla e le elezioni si trasformano in meri sondaggi di opinione.
E’ vero. Le preferenze creavano il fenomeno del “clientelismo“. Se sono state abolite per questo motivo, la misura non ha funzionato. Oggi se avete un’ingiustizia da segnalare, un’attenzione da richiedere su un caso di solidarietà, un’istanza che volete sia riportata al parlamento, a chi potete rivolgervi? Chi è il vostro deputato? Chi fa politica sul territorio?
Nessuno. Perché nessuno ha la necessità di farlo. I giochi si svolgono solo ed esclusivamente nella ristrettissima cerchia del potere dove l’unica cosa che conta è la fedeltà assoluta al Leader Maximo.
E’ per questo che la legge elettorale è la prima cosa da cambiare in questo paese per consentire che la macchina democratica ricominci a funzionare di nuovo. Vi faccio osservare un’ultima cosa.
Nei due anni del suo governo, il centrosinistra ha iniziato a parlare di legge elettorale solo quando giaceva in sala di rianimazione. Questo, insieme al fatto che le uniche opposizioni alla modifica della legge elettorale europea vengono da un partito che si chiama “La Destra“, ce la dice lunga su quanto il Partito Democratico e Di Pietro siano parte del sistema oligarchico che controlla il nostro paese.
L’unica speranza siamo e rimaniamo noi, la gente comune. Non bisogna lasciare campo libero a queste persone distraendoci con le grazie delle ministre e con le uscite populistiche che vengono da destra e da sinistra. Riflettete sulla questione della legge elettorale. Fatelo al bar con gli amici, scrivetene nei vostri blog. Se non ne parliamo noi non ne parlerà mai nessuno. Sono troppo occupati a parlare di Veronica.
Ecco la lista dei contributi che sono stati pubblicati su MC sulla legge elettorale italiana.
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Tag: Antonio-Di-Pietro, bossi, centrodestra, centrosinistra, democrazia, di-pietro, dipietro, dittatura, elezioni-politiche, giornalismo, Giornalisti, Lega-Nord, legge-elettorale, media-e-comunicazione, Partito-delle-LIbertà, partito-democratico
Comandante Nebbia
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21 Luglio, 2008 a 10:31
Alessandro
Ho letto l’articolo, e condivido in larga parte quanto dici; purtroppo, ciò che fanno questi politici non mi stupisce, ma l’avevo già detto che sono ormai disilluso io.
Però, non mi sento minimamente di condividere la tua affermazione che l’IDV, Antonio di Pietro, è favorevole alla legge elettorale, quando è sempre stato tra i primi a criticare sia la vecchia leggere elettorale che la nuova, e quando l’IDV è forse il partito più al di fuori delle logiche di casta tra quelli presenti…
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Sara reply on Luglio 21st, 2008 10:39:
Ma un conto è criticare, un conto è pensare veramente quello che si dice.
Devi partire dal presupposto che una volta l’IDV era nato come un partito abbastanza “aperto”, poi Di Pietro l’ha reso una monarchia diventandone il capo supremo. E quindi a Di Pietro interessa il potere, come a tutti gli altri.
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Alessandro reply on Luglio 21st, 2008 10:47:
Monarchia? Dove la vedi una monarchia? Personalmente, bazzico sia il blog di Di Pietro, sia il sito di ItaliaDeiValori, e da quello che vedo, dallo spazio che hanno tutti sul sito, non mi sembra affatto una monarchia, anzi. Non confondiamo la visibilità che ha il “leader di partito”, semmai, con quella dei sottoposti.
Ricordiamoci, inoltre, che l’IDV stessa sta subendo, in questo periodo, una vera e propria fase di “rinnovamento”, proprio perché sta passando da partito piccolo “a conduzione familiare”, a realtà sempre più radicata sul territorio. E lo spazio per Di Pietro sarà sempre meno, fidati.
Sul fatto che a Di Pietro interessi il potere… forse può essere vero, ma non ho quest’impressione. In ogni caso, l’IDV ha sempre cercato di fare bene il suo lavoro; ovvio, ci sono stati errori di percorso (vedi De Gregorio), ma sia come ciò che hanno fatto al governo (vedi il ministero delle infrastrutture, sia a livello di come è stato gestito, sia soprattutto per gli interventi realizzati, i fondi stanziati), sia soprattutto a livello di proposte.
Ma sto finendo un pò OT rispetto all’articolo, chiedo scusa
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 10:52:
Infatti.
Cerchiamo di rimanere in tema, per favore.
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 10:52:
Peccato che quando è stato al governo per due anni non abbia fatto una grande battaglia per risolvere il problema.
Forse non lo ritiene prioritario.
Allora due sono le cose, o sono io ad esagerare o è Tonino a minimizzare.
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Alessandro reply on Luglio 21st, 2008 11:03:
Oddio, sui due anni potrei darti ragione, ma potrei anche ricordare, come diceva qualcuno, che in quei due anni Tonino, per Prodi e per tutta la sua marmaglia, contava meno di nulla, anzi, era un rompi*****. E, come ben sai, se sei in un gruppo dove tutti decidono, puoi tentare quello che vuoi ma se non ti ascoltano….
Comunque, tornando IT, la cosa interessante di questa legge porcellum 2 - il ritorno, sarà vedere la reazione di tutti: partiti, movimenti, e, sopratutto, cittadini.
Poiché se ancora i cittadini italiani premieranno chi avrà preparato o appoggiato questa legge elettorale (chiunque sia), allora davvero la popolazione italiana si merita ciò che ha (si, lo sto, sto facendo di tutta l’erba un fascio….)
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 12:36:
La gente va sensibilizzata su questo argomento.
E’ passato il messaggio che la legge elettorale è un bizantinismo per specialisti.
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21 Luglio, 2008 a 10:43
Michele
D’accordo su tutto, tranne su Di Pietro.
http://www.antoniodipietro.com/2008/05/il_parlamento_dellimpunita.html
Un link a caso, fra i tanti. Non mi sembra così accondiscendente verso la legge elettorale. Non sono obiettivo sull’argomento, lo ammetto. Sono dipietrista nel sangue, e mi crogiolo beato nella serenità di rispecchiarmi al 100% nel partito e nel leader. Ti ho sentito varie volte critico nei riguardi di Di Pietro. Ci può stare, sicuramente è lontanissimo dalla perfezione. Ma io penso che sia il leader politico più vicino alle esigenze di rinvigorimento della coscienza civile e morale del paese. E penso che ormai destra e sinistra siano concetti astratti, che distraggono la gente focalizzando tutto come conflitto bipolare mentre il catorcio affonda. Gaber docet. Conoscendo il tuo punto di vista, non riesco a capire perchè (o quando) Di Pietro non incontra il tuo consenso.
Ovviamente, sul fatto che questa legge elettorale sia una porcata… voglio dire, anche chi le ha dato il nome l’ha ammesso.
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 10:55:
Non è un dibattito su Di Pietro questo.
Se vuoi proporre una discussione in merito saremo felicissimi di prenderla in considerazione per la pubblicazione su MC.
Tornando al merito, seguendo il link che hai segnalato, ho solo letto una generica lamentela che non entra nel merito.
Metti il link alla battaglia che l’IDV ha lanciato per combattere l’attuale legge elettorale, per favore.
grazie.
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Michele reply on Luglio 21st, 2008 11:07:
Corretto. Una sola precisazione.
A mio parere, il link precedente basta e avanza, perchè riporta una posizione che si è dimostrata coerente in tutte le occasioni in cui si è parlato di legge elettorale. Mi sembra che entri nel merito, perchè dice che grazie alle liste blindate non sono più i cittadini ma i partiti a decidere che va in Parlamento. Ora stanno succedendo altre cose infime, e l’attenzione si è spostata altrove, ma la presa di posizione sulla legge elettorale mi pare abbastanza forte e inequivocabile. Detto questo, chiudo la parentesi Di Pietro (che era probabilmente un pò OT). L’idea di mandarvi qualcosa per la pubblicazione mi solletica da lungo tempo, ce l’ho sempre in canna
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 12:36:
ok grazie.
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21 Luglio, 2008 a 10:45
Sara
Per quanto riguarda il bispensiero, sono giornalieri gli esempi di tale manipolazione. Basta guardare tutto quello che dicono sui partigiani (lodando però nel frattempo gli americani che c’hanno liberato), o tutto quello che fanno dire ai politici senza fargli notare quando sbagliano o quando dicono una cosa, il suo contrario e ne stanno pensando un’altra ancora.
A Mantova per esempio basta che la Marcegaglia starnutisca e subito sulla gazzetta esce un articolo col titolone: “Marcegaglia ha starnutito improvvisamente mentre camminava sul lungolago. Per fortuna non era controvento.”
E non c’è mai nessuno che faccia notare ai cittadini mantovani (che in realtà sto scoprendo non essere per niente manipolabili) che certe cose che dice sono semplicemente aberranti.
E il problema per il futuro immediato è che il bispensiero funziona con un sistema binario, che quindi tenderà necessariamente ad essere superato con un sistema un pò più articolato e meno ripetitivo.
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21 Luglio, 2008 a 10:46
ilBuonPeppe
‘azz!
Adesso mi fai addirittura il traino (si dice così in termini giornalistici se non sbaglio).
Sono commosso, non lo merito (però mi fa piacere).
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 10:56:
E’ il minimo Pè.
Il minimo.
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21 Luglio, 2008 a 11:00
ilBuonPeppe
Nessuna sorpresa. Questo sistema elettorale è talmente perffetto (dal loro punto di vista) che va applicato in qualsiasi elezione. Forse presto lo avremo anche alle amministrative.
Quanto alla destra (confesso che soffro un po’ a doverlo dire) è l’unico partito che aveva messo nel programma elettorale il ripristino delle preferenze.
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Alessandro reply on Luglio 21st, 2008 11:22:
D’accordo sul fatto che PDL e PDmenoL adorino questo sistema elettorale, ci mancherebbe
Per i loro interessi, è perfetto: massimo risultato con il minimo sforzo.
Ma per citarmi da sopra, gli italiani se lo meritano, se votano chi propone ed appoggia questo.
Sul secondo, mi spiace contraddirti. Anche l’IDV (lo so, e ridaglie…) l’aveva tra i punti del suo programma:
http://www.italiadeivalori.it/elezioni/index.php, punto 7…
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ilBuonPeppe reply on Luglio 21st, 2008 12:07:
Che gli italiani meritino questo non c’è dubbio. Se il 96,5% degli italiani ha votato per i partiti che li hanno governati negli ultimi 15 anni, vuol dire che sono soddisfatti del servizio.
Quanto a IDV è necessaria una precisazione.
Che avesse nel “suo” programma la “Restituzione agli elettori della scelta dei candidati” è vero. Come è vero che, fatto l’accordo, il programma IdV è sparito per fare spazio a quello del PD. Nel programma del PD-IdV poi questo diventava un più preciso “maggioritario uninominale a doppio turno”.
Ed è una cosa talmente importante per loro che… in due anni non hanno fatto niente per risolverla.
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Alessandro reply on Luglio 21st, 2008 12:13:
sul secondo punto non rispondo, più che altro perché se vado ancora ot C.N (Comandante Nebbia) mi strozza
Sul primo…. più che soddisfatti del servizio, direi che gli italiani (lo so, sto facendo di nuovo di tutta l’erba un fascio) sono una popolazione che mangia pane e circo, che non ama pensare con la propria testa, che segue chi urla più forte, che non sa guardare al di là del suo naso, e che non ha minimamente memoria storica. Una popolazione ignorante, inteso come chi ignora molte cose… siamo figli del “panem et circensem” di romana memoria, in fondo…
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21 Luglio, 2008 a 11:59
Mr Kuzio
Sono di aver trovato finalmente le parole per descrivere quella brutta sensazione che ho quando vado a votare.
L’attuale legge elettorale italiana è la principale responsabile del completo distacco tra le esigenze degli italiani e la classe politica. Abolendo il voto di preferenza i parlamentari hanno creato un meccanismo attraverso il quale controllano direttamente chi va e chi non va in parlamento.
Noi cittadini non contiamo più nulla. E non abbiamo nessun strumento utile a far sì che le cose cambino.
Solitamente quando un popolo si trova in queste situazioni opta per la forma dell’affermazione di sé più diretta: la rivoluzione.
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Comandante Nebbia reply on Luglio 21st, 2008 12:03:
Le rivoluzioni si facevano una volta quando 100000 straccioni potevano assaltare la Bastiglia. Ora il numero non fa più potenza.
Basta un battaglione di uomini bene addestrati per tenere sotto controllo una città di panzoni il cui massimo dell’attività fisica è schiacciare i tasti del telecomando TV.
Lasciamo perdere e concentriamoci su quello che possiamo fare veramente. Comprendere la situazione fino in fondo e diffondere l’informazione alternativa.
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21 Luglio, 2008 a 17:14
Carlo Fronteddu
Domanda: ma a forza di parlar di Bocchini in ogni dove, al sior Italo non fischieranno un poco le orecchie?
Non sarebbe il caso di modificare la costituzione con la dicitura: L’Italia è una Repubblica fondata sull’applausometro, qualsiasi tipo di dissenso verrà bollato dai fischi e dalla cacofonia dei clacson?
Le elezioni verrano presentate da Iva Zanicchi, e i vari candidati prescelti da se stessi gireranno la ruota per avere il 50+1 dei voti. Oppure Una specie di giochi senza frontiere fra le varie gerarchie di partito, il sabato sera, intitolato “Chi sarà l’eletto?”, presentato da Bonolis e Laurenti.
Chi ha il coraggio e il pelo sullo stomaco di chiamare questo obbrobrio di caccole subumane “Governo Democratico”? Dovè il popolo? E’ rimasto solo il governo deciso non si sa da chi, ne perchè, ‘nà stegocrazia mi dice il macellaio sotto casa è quello che abbiamo.
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21 Luglio, 2008 a 20:19
Silent Enigma
questo mònito del comandante è da punto-vortex: eccolo
.
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21 Luglio, 2008 a 21:36
ugasoft
come si può non essere d’accordo…
su questo punto solo Beppe Grillo sta facendo una battaglia seria
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23 Luglio, 2008 a 0:50
Doxaliber
Io sono ancora troppo incavolato per esprimere un’opinione. Me ne sto zitto che è meglio.
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23 Luglio, 2008 a 2:37
Finazio
E’ scandaloso che costoro invece di cassare la legge porcata ne vogliano anche la versione europea. Ma perchè questo mio commento abbia un senso bisognerebbe che costoro conoscano il significato della parola “scandalosa”.
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