Un Bell’applauso per Paolo e Giovanni, se lo Sono Meritati
2 giugno, 2008 di Antonio Pagliaro
Archiviato in Cazzotti
Il 23 maggio del 2008 in via Notarbartolo a Palermo è il sedicesimo anniversario della strage di Capaci. Ci sono diecimila giovani, ma non sono palermitani: sono arrivati con la nave. Ci sono i maratoneti che arrivano correndo da Corleone. Ci sono alcuni palermitani, sempre le stesse facce, solo un po’ più vecchie. Poche, pochissime. Ci sono le strade chiuse, i vigili, e tutto intorno centinaia di automobilisti infuriati.
Quando la musica diffusa dal palco – a volume troppo alto, stupida, inutile – smette, si sentono i mille clacson di una città impaziente. Quando finisce ’sta camurria di sciopero? C’è Piero Grasso sul palco, Grasso che aveva l’età e Giancarlo Caselli no. C’è una presentatrice che per minuti sommerge i presenti di banalità: “un bell’applauso per Paolo e Giovanni. Se lo sono meritati“. E’ l’ombra lunga di Canale 5. Noi avremmo voluto silenzio. E invece canta anche Jovanotti, ed è un trionfo. Adesso mancano solo le telecamere di Lucignolo.

Il sindaco non c’è. Il sindaco di Palermo non c’è mai. Il presidente della Regione non c’è. Loro sono stati già eletti. Non c’è il presidente del Senato. Lui ha deposto una corona di fiori a Capaci. Lo ha fatto blindato. Lo ha fatto impettito a favore di telecamera, e il servizio va su tutti i canali. Ma non aveva parlato contro la mafia in Senato? Eh, ma lì c’è il dialogo. Qui non c’è. Qui non può esserci: qui c’è un pubblico, e non sono i senatori addomesticati dalla Finocchiaro, e nemmeno il pubblico di Retequattro. Il paese addormentato da Mediaset e consegnato alla mafia. Qui lo massacrerebbero di fischi. C’è però Giovanni Avanti, UDC, pupillo di Cuffaro, candidato presidente alla Provincia. Arriva timoroso con tre auto blu. Poi sale sul palco, ma rimane defilato. Il 15 giugno ci sono le elezioni, è in campagna elettorale, allora si fa vedere ma non troppo se no lo fischiano.

I ragazzi della nave – ripetono dal palco – dovranno riunirsi alla stazione Notarbartolo alle 18. Lo dicono tre, quattro volte, e la gente pensa: il silenzio per i morti di Capaci è alle 17,58, come faranno? Problema risolto: Piero Grasso annuncia il silenzio cinque minuti prima, così è più semplice: sarà stata un’idea di Calderoli. Un militare suona il silenzio alle 17,53. I ragazzi possono andare, saranno puntuali. Riaprono le strade, tornano le auto, i clacson sono più vicini. Cornuto, grida una ragazza sulla Smart all’uomo sul Suv che le taglia la strada.
MC Inserzione Locale
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Un pezzo veramente eccezionale. Grazie.
Condivido, bellissimo.
bel pezzo.grazie
sei stato bravissimo
Efficacissimo.
Complimenti.
Che cazzo d’Italia che “siamo”.
Intanto i “casalesi” hanno ammazzato un pentito eccellente (camorra-politica-monnezza). Ma forse e’ piu’ importante l’emergenza criminalita’ (mi riferisco agli zingari, non ai malavitosi). O Uomini e Donne.
il senso di manifestazioni ormai svuotate di ogni senso.
Tranne che per i pochi che ancora ricordano
Sono agghiacciato, inorridito, il tempo in questo caso non é un galantuomo, ha fatto dimenticare che quel sangue é stato versato veramente, non si tratta di una finzione, di uno sceneggiato… triste, troppo triste
utile e non banale.vai avanti
stupendo toccande e di una tristezza palpabile. Chissà se un giorno le persone si accorgeranno che la storia è fatta di persone che sono vissute realmente. E che è tempo di…