Ualler Veltroni Diventa Tex Ualler 20


Lo hanno fatto incazzare? Ora sono cazzi loro. Ualler Velteroni getta la maschera e si mostra nella sua nuova identità: il terribile pistolero Tex Ualler.

Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani. Quella che noi chiameremo a raccolta, per un’azione di protesta e di proposta in tutto il Paese, che culminerà con una grande manifestazione nazionale […] lo strappo che è stato consumato dall’onorevole Berlusconi sul decreto sicurezza chiude l’occasione del dialogo forse definitivamente” (AdnKronos)

In autunno però, con calma, che ora viene il caldo e bisogna andare in vacanza.

Quel forse, soprattutto, ci dice tutto quello che abbiamo bisogno di sapere su Tex Ualler.

Walter Veltroni alias Tex Willer de' Noantri


20 commenti su “Ualler Veltroni Diventa Tex Ualler

  • Saint

    I PDioti (cit.) hanno già annunciato che ricorreranno alle primarie, ma anche ad un sorteggio se fosse necessario, per stabilire chi debba prendere ufficialmente il ruolo di Kit Cazzon. I pretendenti non si contano.

    • sara96

      molto carina la tua battuta su kit cazzon,e se vuoi un consiglio per chi debba prendere questo posto, potrei suggerirti alcuni pretendenti:
      prodi, oppure, perchè no, ci sta bene pure bladimir putin!!!

  • Oris

    Pena, terribile pena, il colpo di grazia a una speranza.
    speriamo in un nuovo inizio.

    Rimpiango le vecchie lotte radicali.

  • Vortexmind

    Hey … ma quel “forse” è una semplice evidenza empirica del principio “non esistono questioni di principio”

    😛

    (il raffreddore fa brutti scherzi)

  • daniela tuscano

    A me era venuto in mente un altro titolo: “Altrimenti ci arrabbiamo”. Ma almeno quelli qualche cazzotto glielo assestavano sul serio. Ualler, invece…

  • lupoalburnino

    Vedete, cari amici, dopo aver condotto una campagna elettorale all’insegna dell’entusiasmo e, non dico, della certezza di una vittoria, seppure striminzita, c’è stata una sconfitta così cocente, beh, non si può chiedere salti di gioia a nessuno. Bisognava limitare i danni e, forse, una certa compartecipazione agli “utili” avrebbe potuto dare qualche risultato positivo: non c’è stato, anzi…Non intendo difendere Veltroni anche perchè avrebbe dovuto conoscere le “tendenze egemoniche” di Berlusconi. Si fidò anche D’Alema che fesso non è. Aspettiamo ancora un poco. Forse è venuta l’ora del ravvedimento e forse ne vedremo delle belle. A me sembra che Berlusconi sia nervosetto. O no? Può significare qualcosa?

  • Iniquo

    “Altrimenti ci arrabbiamo… forse”.

    Veltroni ha il demerito di aver creato un fac-simile di Forza Italia prendendo dentro tutto ed il contrario di tutto, affermando di non essere di sinistra ma contemporaneamente facendo la corte agli elettori (delusissimi) della roba arcobaleno con la storiella del voto utile.
    Vorrebbe ricalcare i partitoni statunitensi che sono solo delle macchine elettorali per singole persone, non notando che quel sistema politico è tutto fuorchè imitabile visto che vanno a votare percentuali in presenza delle quali da noi si parlerebbe apertamente di crisi della democrazia.
    A questo si aggiunge il suo giochino di candidare delle figurine: l’operaio superstite, l’imprenditore di finmeccanica, la ragazzina che non sa far niente ma ha (udite udite) una laurea in scienze della comunicazione, l’ex prefetto di Forza Italia, un militare…
    Così come non si può esportare e trapiantare la democrazia non è nemmeno possibile prendere sistemi politici (fallimentari) esteri e copiarli pari pari in contesti diversi.

  • lupoalburnino

    Caro Iniquo, credi che i particolari che hai citato abbiano determinato la sconfitta del PD? Credi che le “figurine” di cui parli abbiano fatto pendere il peso dall’altra parte? Sei troppo intelligente per crederlo. I motivi sono più seri e vanno da un miscuglio di partiti che invece di governare si sono azzuffati e dall’ingordigia di “essere il primo della classe”. Gli italiani hanno ritenuto, a torto o a ragione, che così non è possibile governare. E poichè in Italia l’immagine conta più della sostanza hanno votato B. E poi il PD non ha raccolto tutto e il contrario di tutto a confronto del PDL. Come mai è andata bene a PDL e male al PD? Ma tu pensi che gli italiani sapessero che Calearo era il presidente della confindustria del Veneto? Lo sapevi tu, io e pochi altri, ma la maggioranza non sapeva neppure che Prodi non era candidato: esperienza personale! Facciamo un’analisi più approfondita, per cortesia, anche se sono del parere che molti errori siano stati commessi sia nella composizione delle liste, sia nella conduzione della campagna elettorale, ma non dimentichiamo anche la legge elettorale. Non sei d’accordo?

  • Iniquo

    Prima non ho ragionato sui motivi della sconfitta quasi certa, ma ho criticato l’impostazione data da Veltroni ad un partito che annovera fondamentalisti cattolici come Binetti, Madia (ha rilasciato un’intervista allucinante qualche mese fa) e simili ma anche radicali anticlericali comprati (letteralmente) per sembrare meno Partito Democristiano e più Partito Democratico.
    Una roba del genere da noi la può fare solo Berlusconi, perchè ha i soldi ed i media per ricomporre ogni dissenso e comunque quella che era Forza Italia è composta solo da yes men che hanno un culto della personalità del capo che farebbe invidia agli stalinisti.
    Veltroni ha messo su un comitato elettorale, ma alla lunga i dissensi interni saranno insanabili (voto di coscienza oggi, domani, dopodomani…) ed i fondamentalisti cattolici andranno dove è più giusto che vadano: da Casini.
    Non trascuriamo neanche che il PD non ha un gruppo parlamentare europeo in cui inserirsi.

    Però sicuramente rimprovero a questi politici una cosa fondamentale che ha permesso a Berlusconi di essere di nuovo il Presidente del Consiglio: non lo hanno dichiarato ineleggibile quando avrebbero dovuto farlo.

  • lupoalburnino

    Caro Iniquo, io ho più fiducia di te. Posso sbagliarmi, ma sono sicuro che all’interno del PD tutto si risolverà per il meglio: un pò di tempo ancora. Se la Binetti, Madia ed altri avessero voluto fare il passo da te temuto lo avrebbero già fatto come Dini, Mastella (gli è andata subito male!), Bordon ecc., che non sono persone serie, ma solo arrivisti. Tu non ci crederai, ma i cattolici convinti sono persone serie, non tradiscono facilmente. Ti meraviglierai, ma io li conosco abbastanza bene. Guarda caso, anche alcuni radicali sono più seri di tanti altri…Per il gruppo europeo troveranno la collocazione opportuna, forse non giusta, ma non sarà quella la ragione per un divorzio. Temo di più i soldi di Berlusconi. Abbi fede!

  • Iniquo

    Un partito non dovrebbe basarsi sulla sola fiducia, ma anche su un chiaro programma e su persone che non cozzino tra loro per convinzioni personali.
    Le correnti interne ai partiti sono fisiologiche (infatti quando si afferma che Forza Italia non era un partito si fa anche questo rilievo), però esse si identificano in sfumature spesso riguardanti il metodo dell’azione politica. Certamente non si differenziano tra fondamentalisti e anticlericali, laici e fedeli esecutori delle volontà d’Oltretevere.
    Ricordo vividamente i deliri della Binetti sull’omosessualità (secondo lei è una malattia) e sulle coppie di fatto (vorrebbe mettere in discussione la loro liceità). La Madia è la sua copia più giovane.
    I cattolici non vanno confusi con i fondamentalisti.
    Ci sono stati ottimi parlamentari cattolici che avevano a cuore la laicità dello Stato e la democrazia, ma mi pare che il meglio che abbiamo oggi sia la Bindi.
    Non credo neanche sia questione di opportunismo, ma di naturale collocazione politica in base ad una chiara identità che il PD non ha: hanno detto chiaramente di non essere di sinistra, non sono socialisti, non sono liberali (ce lo vedi un liberale a leccare la suola delle scarpe del Papa?).
    Quali sono i loro valori politici? E non mi si dica la democrazia, perchè quella è – o meglio dovrebbe essere – il punto di partenza in comune per tutti i partiti.
    Sicuramente la Madia non verrà mai cercata dagli altri partiti di centro, non porta voti. La Binetti e gli altri amanti del cilicio forse pesano un po’ di più, quindi sia per la questione discussa prima sia per eventuali vantaggi potrebbero fare il salto (mooolto corto).

  • lupoalburnino

    Nei momenti convulsi sia di un partito sia di un sindacato sia di un’organizzazione qualsiasi ci si può trovare in diffioltà e perdere la testa. Ho fatto sindacato per diversi anni e devo confessare che la testa l’ho perduta un sacco di volte. Ad uomini di provata freddezza ciò non dovrebbe succedere…e, quindi, gli errori non dovrebbero essere consentiti. Qualche volta il diavolo ci mette lo zampino e viene fuori un frittatone. Mettiamola così…Però, se mi dici che la “sinistra radicale” non ha alcuna responsabilità non mi trovi d’accordo. Ho partecipato, prima delle elezioni a qualche riunione dei “compagni radicali” della mia zona e, ti confesso, gli avrei sbattuto la testa contro il muro per la loro cocciutaggine e la loro miopia politica tanto erano spocchiosi e cocciuti: noi e solo noi conosciamo i bisogni della gente e solo noi sappiamo come soddisfarli. La risposta la conosciamo tutti…

  • lupoalburnino

    Vorrei aggiungere un altro pensierino non troppo simpatico. Chi pensa che la politica debba riguardare solo i Dico, l’aborto, l’eutanasia ecc.ecc., commette un grave errore di valutazione. La vita presenta tante di quelle sfaccettature che se per me contano di più i Dico (faccio per dire!) per un altro conta di più la sicurezza. Ed è così per tutto il resto. La vita è varia, anzi “avariata” alla Petrolini, perciò è bella o brutta a seconda dei punti di vista. Farsi paladino di una opzione piuttosto di un’altra è mera presunzione. La politica, anche quella cui assistiamo oggi, che sembra non esistere, si trova in un grave momento di difficoltà, per cui è facile dire: “Veltroni (faccio il nome del politico più vituperato oggi, non per difenderlo) è come un pesce lesso”. Al suo posto cosa fareste? Sbattereste i piedi per terra? Parisi, prodiano di ferro, è un grande politico? La battuta di Totò: “E che io non sono Pasquale'” è di Totò, adattabile a tutti, anche a me. Totò sì che era un grande. Gli schiaffi li hanno presi tutti quelli che non hanno votato Berlusconi, li prendono ancora, anzi li prendiamo. Anche Parisi che vive nel paese delle meraviglie. Che cosa ha fatto per evitare la catastrofe? Si è alzato un pò sulla punta dei piedi come Brunetta. Ripeto come Totò: “Ma mi faccia il piacere…”

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