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“Tutto Qui?” La Rivoluzione Sessuale in Due Parole

10 novembre, 2008 - 10:30 di  
Archiviato in Cazzotti, Vere Donne




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Perché le donne fingono l’orgasmo? Rispondete al sondaggio… Nell’attesa titilliamo la mente con vani interrogativi. Sulle cause storiche e religiose, che trasversalmente hanno forgiato il maschilismo, passando dal peccato di Eva alle veline desnude, solcando storia e stregoneria, additando le pazienti isteriche di Freud…



Niente sesso, siete inglesi.
Avevo un amante simpatico e divertente. Faceva lo spacciatore. Quando andavo a casa sua mi offriva costolette e guardavamo i video dei Talk Talk. La prima volta a letto insieme è stata conigliesca. Una roba tipo 4 salti in padella. Ma, nella miglior tradizione anglosassone, la mia delusione non lo ha scomposto: ‘What did you expect? A slow boat to China?’, mi ha chiesto.
Al che i nostri pomeriggi sono trascorsi snidando le palline antiumidità rotolate sotto il letto e chiacchierando amabilmente dell’arredamento delle celle inglesi.

Immagine anteprima YouTube

Lussazione della lussuria.

Niente vaporetto… Né con lui, né con D.
Né con A. Il cui pene era così piccolo da metterti in soggezione. Quantomeno imbarazzante. Come dire a un uomo dolce, simpatico, affascinante e attraente, che vederne il pene minuscolo smontava la panna delle più succulente fantasie goderecce? Ma a sentir lui, andava bene così: una magnifica intesa.
Ovviamente, non è questione di dimensioni – come testimoniava la negra prestanza leggendaria di C.
E non solo di cultura, come nel caso di F., portatore inconsapevole di dominio maschilista legittimo e scontato al suo Paese: si sentiva autorizzato a sentenziare della frigidità sulle sue donne senza porsi dubbi – su di sé o l’intesa di coppia.


Un cenno d’intesa.
Oggi, che sono più vecchia e acida, ed ho le membra stanche, poco tempo da perdere e una forte intolleranza alla stupidità, mi sono svegliata con un pensiero illuminante:
Donne, possiamo rivoluzionare il pianeta! E senza fatica; con solo due parole.

Tutto qui?

(forse basta anche solo un cenno della testa).

Sono certa che le occasioni non mancano. E smettiamola di sentirci in dovere di soddisfare un uomo, titillarne le fantasie, non minarne il senso di sicurezza ed autostima.

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Comments

57 Risposte a ““Tutto Qui?” La Rivoluzione Sessuale in Due Parole”
  1. pacatoegentile scrive:

    “Tutto qui?” piu’ che rivoluzione sessuale mi sembra trasformare il maschio in un oggetto; una specie di vibratore di carne “noleggiato” da qualche parte, che se non soddisfa abbastanza riceve il giudizio negativo.

    Capisco pero’ il senso di cio’, visto il trattamento che molte donne ricevono dai miei “colleghi” (donna apri le gambe e fammi godere) , e la mentalita’ che hanno le stesse donne (almeno molte di quelle che ho conosciuto) – io vivo per soddisfare il maschio,io sono un buco con della carne intorno – .

  2. Luigi scrive:

    Cara donna cannone,
    sento la tua amarezza per le prove subite, e mi dispiace.
    Credo che le prove che la vita ci pone davanti, siano per alzare lo sguardo verso il senso più profondo dell’esistenza.
    Ti auguro, per il tuo benessere, di trasformare, l’odio, il rancore, in pace misericordia(dall’ebraico il tipo di “amore per il figlio che si ha in grembo”) ed amore per l’esistenza.
    Maschilista=Femminista: sono parolacce da cancellare

    • caro Luigi, non c’è amarezza nè odio – mamma mia. gli uomini mi piacciono, mi divertono e non sono sessista. E’ una provocazione

      Ossequi cannonici

      • Luigi scrive:

        Cara donna(cannone),
        quello che traspare dalle tue parole e che io sento non sono parole ma un modo di essere e pensare.
        Il tuo atteggiamento nei confronti dell’uomo, che tu ne sia consapevole o no,
        è segno di un disagio femminile, di un femminile che ha perso la strada, un femminile che rifiuta di essere terra, ricettività, che vuole essere seme, cioè altro da sè. Questo significa, essere nulla.
        E’ questo atteggiamento che porta sempre più uomini a cercare altrove, anche dentro se stessi per fortuna(ma non sempre ahimè), il senso, la direzione, il significato più profondo e vero dell’esistenza, un alzare lo sguardo, dedicare la propria vita a qualcosa che non possa deludere: chi cerca trova, sempre.
        Non credo che quello che sta accadendo oggi sia colpa dell’uomo o della donna. Mi pare che sia guidato piuttosto da esigenze del mondo dei consumi.
        Per potersi attuare il consumismo doveva per prima cosa abbattere il primo e principale ostacolo: l’amministratore delegato del sistema famiglia, la donna.
        Oggi le multinazionali si pongono nuovi ed ambiziosi traguardi e fra tutti il più ambito e la vendita degli embrioni umani, la fecondazione artificiale.
        Allontanare uomo e donna è il passaggio fondamentale.
        La donna ha un orologio biologico, che è inesorabile, non ammette deroghe.
        Sapremo rispondere a tutti questi attacchi?
        sapremo ritrovare il nostro posto nella creazione, il rispetto reciproco, tornare a dare la vita uno per l’altra?
        E’ questa la sfida.
        Mi faccio e ti faccio gli auguri, chiedendo senz’altro l’aiuto di chi ci ha creato, senza di Lui, è una battaglia persa!
        Un abbraccio
        Luigi

        • Caro Luigi,

          ti ringrazio per il tempo e le parole che hai speso, tuttavia, innanzitutto, ripeto, si tratta di un articolo provocatorio – che attinge in parte a aneddoti personali, mettendoli in una luce specifica.
          Da qui a utilizzare il post come slancio per una indagine psicanalitica su di me, ce ne corre.

          Il tuo scritto
          “Cara donna(cannone),
          quello che traspare dalle tue parole e che io sento non sono parole ma un modo di essere e pensare.
          Il tuo atteggiamento nei confronti dell’uomo, che tu ne sia consapevole o no, è segno di un disagio femminile, di un femminile che ha perso la strada, un femminile che rifiuta di essere terra, ricettività, che vuole essere seme, cioè altro da sè. Questo significa, essere nulla.” puoi senz’altro applicarlo per altre donne che si rivolgono a te in cerca di definizione di ciò che sono.
          Non è questo il mio caso.
          Trovo offensivo e superbo il tuo arrogarti la pretesa di (saper) definire ciò che è maschile e ciò che è femminile e andare a dire agli altri ciò che sono.
          Godo di pienezza abbondante su più fronti esistenziali, puoi stare tranquillo.

          Infine, mi dispiace ma non posso accettare la tua chiusura ”evangelica” in quanto non la condivido e il pensiero di un ”dio” non lo accetto per trasmissione orale o scritta da altro essere umano.

          Se vorrai mantenere aperto il dibattito sulla questione in maniera personale, puoi proporre brani della tua esperienza.

          Distinti salumi, anzi
          Distanti saluti
          DC

          • Luigi scrive:

            Il tuo scrivere ti qualifica, che tu lo voglia o no, a meno che tu non apra bocca per darci fiato, o non sappia di cosa stai scrivendo.
            La tua aggressivatà parla, le tue battute parlano della tua sofferenza più di ogni discorso.
            La verità è umiltà.
            Buon cammino!
            Luigi

            • Caro Luigi, quando avrò bisogno di un padre spirituale, verrò a cercarti.
              Until then, I remain
              Cannon-ball-womanly yours,
              DC

              PS: dietro allo pseudonimo scrivo e traduco per professione
              Thank you anyway

  3. Oris scrive:

    E io cosa dovrei dire che se non suonavo ero vergine?
    :D

  4. Vortexmind scrive:

    Le dimensioni medie del pene si distribuiscono come una normale.

  5. Pinocchio scrive:

    Forse non si dovrebbe ridurre un rapporto alla sola dimensione del pene, come mi sembra che le donne pensano:- ) o sbaglio?
    Mentre noi uomini pensiamo più a prenderle per la testa:-)

    Perché quanto sarebbe la dimensione media del pene?

  6. Scusate… scusate… qualcuno di voi che commentate ha visto per caso l’ironia?

    La sto cercando da un po’ e non la trovo… uffa…

    Deve essersi perduta… :-)

  7. bibiebibo scrive:

    dimensioni del pene .. mah.. è passato il tempo in cui ce lo si misurava con il righello nei banchi di scuola. in effetti è riduttivo (oddio, parlando di dimensioni egoisticamente per supporto alla categoria dovrei usare un accrescitivo..) parlare solo di dimensioni, c’è ben altro: frequenza e velocità di spinta, forma, attitudine, fantasia ect ect. C’è una cosa di cui non si parla spesso però, dimensioni della vagina. spesso è corta e spessissimo larga (perfide…non è in correlazione con le succitate ipotetiche ridotte dimensioni del pene). la vagina è più corta normalmente del pene anche se molto elastica e questa sua elasticità alcune volte sembra trasformare un rapporto in una trivellazione del Monte Bianco, c’è da perdersi. e cmq son d’accordo è ora di finirla di prendersi sul serio sia come uomini che donne, oltre al pene ed alle gambe c’è di più.
    a.y.s. Bibi
    P.S. non avrei mai pensato di citare sabrina salerno e jo squillo..segno dei tempi.

  8. ma come? ovvio che è una provocazione. Che Donna Cannone sarei sennò?

    • Con la sceneggiata dell’ironia non mi riferivo a te… spero si sia capito. :-)

      Mi riferivo a tutti quei commenti che prendevano troppo sul serio le tue parole sulle dimensioni.

      Ma le dimensioni contano davvero?

      Ovvio che si’! :mrgreen:

      Ma oltre alle dimensioni di uno strumento ci vuole anche l’abilita’ di saperlo utilizzare.

      Una cosa che i maschietti, invece, non capiranno mai (secondo me) e’ che i capezzoli non sono dei ciucciotti come quelli dei bambini oppure delle manopoline per sintonizzare la radio. :-)

      • ….già Chiara, concordo in pieno sigh sob sniff!

      • Oris scrive:

        Azz… e io che continuavo a girarli e girarli aspettando di sentire qualcosa!!!

        Devo prendermi delle lezioni… :(

        • Tu scherzi… ma e’ una faccenda seria sai?

          Ti farei parlare con qualche mia amica che fa “il mestiere” ed allora sapresti cose incredibili.

          C’e’ un problema, del quale molti maschietti non si rendono conto: essendo il sesso un tabu’ per molte culture (fra cui quella bigotta italica), spesso viene affrontato come se fosse qualcosa di misterioso… arcano… segreto… quasi una massoneria.
          Non viene affrontato come gioco, spensierato e finalizzato al raggiungimento di un divertente piacere insieme a qualcun altro/a, ma e’ vissuto come un “vizio” oppure con sensi di vergogna, e di colpa. E questo fatto non porta ad un esercizio della pratica seguendo lo schema che essa dovrebbe avere per essere “sana”.

          Gli uomini, nonostante ne parlino tanto, e quindi si suppone siano piu’ “liberi”, sono in realta’ i piu’ inesperti. Il loro machismo e’ quasi sempre “finto” e serve solo per stemperare la loro imbranataggine.

          Certo che nel “branco” questo non viene ammesso. Si senton tutti “maschi dominanti”, ma chi per mestiere ha fatto sesso ed ha incontrato un numero altissimo di uomini, anche e soprattutto sposati, con figli, apparentemente “a posto” sa che moltissime volte e’ solo apparenza e che quasi tutti hanno problemi. Molto piu’ delle donne.

          Perche’ e’ il ruolo stesso che gli uomini si sono scelti a porre loro i problemi. Un ruolo di chi dovrebbe “guidare” e che sempre piu’ spesso si rende conto di non esserne in grado.

          So che e’ difficile da ammettere e da accettare, ma e’ (sigh) cosi’.

          Think about it! :-)

          • Pinocchio scrive:

            pensa che sfortuna…..a me si allunga il naso quando dico le bugie, non poteva allungarsi qualcos altro!!!!!

            Non si può paragonare l’esperienza di qualcuno che lo fà per professione, e quindi ha la possibilità di sperimentare molto, e chi ha solo un compagno/a o, magari, non ha nessuno, e dire che non è capace oppure ha problemi.

            Il sesso viene dopo, il bello è donare alla persona che desideri il più possibile, più dai e più ricevi ma non perchè deve ritornare qualcosa ma perchè la soddisfazione è quella di dare, non so se mi sono spiegato bene(:

            • Il sesso viene dopo, il bello è donare alla persona che desideri il più possibile, più dai e più ricevi ma non perchè deve ritornare qualcosa ma perchè la soddisfazione è quella di dare, non so se mi sono spiegato bene

              Spiegato benissimo e sono certa che qualsiasi fatina concorderebbe con te, ma nello specifico mi pare che in questo post si parli, anche se in modo provocatorio, di sesso e di dimensioni e non di sentimenti. :-)

            • Non si può paragonare l’esperienza di qualcuno che lo fà per professione, e quindi ha la possibilità di sperimentare molto, e chi ha solo un compagno/a o, magari, non ha nessuno, e dire che non è capace oppure ha problemi

              Appunto.

              Ma talvolta, anzi spesso, sono coloro che non sono mai entrati in sala operatoria a voler insegnare, a chi ha esercitato chirurgia, come operare. :-)

              Perche’ l’argomento “sesso” e’ un argomento che racchiude significati che vanno al di la’ della semplice erudizione. Un maschietto non ammettera’ mai (se non gigionando fintamente ma facendo supporre tutto l’opposto) che e’ un imbranato nel sesso. Ogni uomo, di fronte ad una platea, per non sentirsi sminuito o inferiore difficilmente mostrera’ sinceramente i propri limiti.
              Ma posso dirti che moltissimi uomini questi limiti li hanno. Limiti fisici, limiti psicologici, limiti comportamentali…
              E’ talmente radicata l’idea stereotipata dell’uomo “maschio” (o forse e’ il bombardamento di pornografia al quale e’ sottoposto ormai fin da bambino) che credono che solo per il fatto di “avercelo” ed “infilarlo” significhi per una donna “gradire” il loro modo di far sesso. Basano quasi tutto sulle dimensioni quando in realta’, anche se le dimensioni hanno importanza come ce l’ha l’abitacolo di una bella auto. Ma se quell’auto non ha il motore diventa completamente inutile, e cosi’ lo diventa “lo strumento” se non c’e’ dietro una testa capace di suscitare desiderio e fantasia che spesso si ottengono scambiando i ruoli.
              Ho trovato amanti assai piu’ fantasiosamente erotiche spaziando nel genere femminile che in quello maschile il quale, come ho detto, e’ troppo legato ad uno stereotipo indotto che alla fine diventa noioso.

              • Pinocchio scrive:

                Avrò un limite psicologico, allora, perché non ho mai raccontato a nessuno i fatti miei di sesso, sia per tutelare la persona , sia perché mi ha sempre dato fastidio quando qualcuno mi ha mostrato foto o altro in posizioni particolari. L’idea era che non la rispettava .
                E non credo di essere l’unico, anzi, non lo sono.

          • Oris scrive:

            Concordo in quasi pieno!

      • Neottolemo scrive:

        - l’importante è saperlo usare
        - l’importante è avercelo

        (cit.)

          • Pinocchio scrive:

            Tempo fà, mi sembra su libero, vi era una statistica sul maschio ingleseche metteva:
            1 posto uomini
            2 posto birra
            3 posto donna
            mi sa che con gli inglesi si gioca poco:-)

            • Mah…dipende. Ovviamente, come ho già detto, la questione è posta in maniera provocatoria. In realtà, ho anche esperienze divertenti e positive e devo dire che il tempo trascorso in the UK mi ha fatto conoscere molti inglesi belli, simpatici, teneri, affettuosi – il contrario, insomma, dell’uomo medio inglese che popola in ns immaginario collettivo.
              Non posso dire se fosse la norma o l’eccezione, ma questo è impossibile (e insensato) per tutte le nazionalità ;-p

              distinti salumi
              DC

              • Pinocchio scrive:

                le statistiche trovano il tempo che trovano.
                Il pro e contro è dovunque

                • Le statistiche non valgono in tutto cio’ che e’ “personale”. Ed il sesso ne e’ la quintessenza.
                  Nel sesso pero’ valgono le esperienze e ogni persona sa cio’ che puo’ piacergli e cio’ che effettivamente non sopporta. L’importante e’ trovare partner che siano combacianti con quelli che sono i nostri desideri.

                  • Pinocchio scrive:

                    Alcuni la pensano così altri no….

                    • Cioe’?

                      - L’importante non e’ trovare un/a partner combaciante?
                      - Oppure nel sesso non valgono le esperienze?
                      - Oppure le statistiche valgono in tutto cio’ che e’ personale ed il sesso non ne’ e’ la quintessenza?

                    • Pinocchio scrive:

                      A volte si crede di trovare la persona giusta per poi accorgersi di aver sbagliato.
                      Le esperienze servono sempre e anche le statistiche, approposito, sono andato a guardare le statistiche in questione:-)))
                      Il sesso è una di quelle cose che penso sia difficile farne a meno, poi ci sono quelli che lo fanno bene e quelli che lo fanno male…..

                    • Le esperienze servono sempre e anche le statistiche

                      Allora ti contraddici:

                      Pinocchio reply on Novembre 11th, 2008 17:41:

                      le statistiche trovano il tempo che trovano.

                    • Pinocchio scrive:

                      Per niente, è giusto avere un paragone, e le statistiche servono a questo, ma trovano il tempo che trovano essendo riferite al generale.

                      Mi chiedo chi hai conosciuto per avere una statistica ferma a media 12 (cioè 30):- ))

  9. Oris scrive:

    Questa è una discussione del casso…

    :D

  10. Gunnar scrive:

    Ho frequentato Helene. Non nascondeva nulla, non chiedeva pretendeva, non aspettava, mi saltava addosso, anche quando ero palesemente “incapace di intendere e di volere”. Ho incontrato Sara e per tre notti, in un ostello greco ho sublimato la sessualità in una forma quasi ancestrale. Mai più provato. Al liceo ho inseguito invano Laura (le Laura sono tutte un po’ bislacche ma non lo sanno) che ha preferito il mio compagno di banco che però nemmeno se la filava di striscio, del genere usa e getta e la Laura si è gettata nelle mie braccia per un po’, ma appena un po’. Nel collettivo universitario di pazzi semianarchici ho incontrrato e frequentato pazze e semianarchiche, spesso più di testa che di fatto, con tanto sesso, tanto tanto ma quasi sempre cerebrale e non godereccio in senso proprio. E Matilde che si eccitava soprattutto quando sentiva catare Bobby Solo (quando si dice di perversioni!). Una lontanissima cugina è stata una vera e incredibile rivelazione, la nottre dello sbarco sulla luna ero il solo a tenerle compagnia e lei, più grandicella, nell’impeto emotivo mi fece conoscere un altro tipo di sbarcoproprio mentre una telecamera inquadrava il piede fatale di Neil Armstrong che affondava nellla polvere lunare… Nessun grande amore tranne forse Jole con cui si era persino deciso di convolare a giuste nozze con tutti i crismisacramentali di rito. Ma al ritorno dalla leva le promesse e i confetti e gli inviti rimasero accantonati nelle ceste di un salotto. Grandi passioni, quelle che ti restano attaccate addosso per millenni, niente. Grandi arrabbiature si, furori passeggeri, scambi impropri nulla di più.
    La verità è che non esiste una verità. Poi se non è proprio piccolo da essere inguardabile certo aiuta. Ma solo un po’. E se lei non è proprio una cretina incoffessabile anche.
    La verità è che non c’è alcuna verità.
    Meglio non fingere ma le donne a volte fingono per non essere maternamente brutali e hanno ragione a farlo.
    Gunnar trova incantevole il post della LaDonnaCannone e la saluta con simpatia.

    • Caro Gunnar, ecco brani di rivelazioni personali – solo ”titoli” di storie –
      Si aprono spunti meravigliosi. La ”sublimazione ancestrale” – è fra quelli che più mi colpisce, (sono più affascinate dai trascorsi preistorici dell’umanità che dall’aridità tecnologizzata odierna).

      La passione – che frse è indefinibile – può sbocciare in ogni momento, ma forse, come l’amore, ed altri misteri, è una di quelle cose in cui dobbiao credere perchè si avverino.

      A volte, dietro la sezione chirurgia, l’autopsia di un orgasmo, si può celare il contrario: paura, di lasciarsi andare, di farsi percorrere dalle maree ancestrali che ci scuotono dagli intestini della terra.

      Ossequi E osselì
      DC

  11. Gunnar scrive:

    Dolcissima Donna Cannone, convengo con te quasi in tutto. Il quasi è d’obbligo per l’inerzia che la mia sessualità maschile m’induce a mantenere in forma indipendente dalla mia volontà. Da cui discende una naturalissima differenza che fisicamente diventa incolmabile quantunque cerebralmente colmabilissima e, direi, anche condivisibile.
    Resto dell’idea tuttavia che la forma non deve necessariamente corrispondere alla sostanza. Un piccolo organo non deve necessariamente portare un flebile suono. E un grande organo non basta a riempire da solo gotiche navate. Occorrono altre cose. Occorrono melodie armoniose, trasporto creativo, poesia nei modi e nei movimenti. Insomma occorre arte e sensibilità.
    Non credo che ciò sia connaturato a ciò che si ama definire (sic) amore. Che altro forse vuol dire.
    Ma sono certo che lo sai anche tu.
    Gunnar

    • Non e’ detto che “l’amore” giovi al sesso. Le due cose sono collegate ma distinte ed in tutto occorrono le dosi giuste, che sono diverse da persona a persona.

      L’amore indubbiamente (soprattutto nella fase nascente e che quindi non e’ ancora amore) e’ un colore che offre una percezione diversa del sesso, ma sicuramente se l’intensita’ cromatica e’ troppo forte potrebbe anche, per alcune personalita’, sviare l’attenzione da quella che e’ l’immagine.

      • apprezzo davvero la condivisione delle vostre riflessioni.
        Non credo mi sia possibile avere delle ”risposte” definitive, proprio perchè molta parte delle nostre convinzioni deriva dall’esperienza diretta, suscettibile di continui mutamenti.
        Quel che più mi piace è che si è riusciti ad aprire un dialogo trasversale,
        fra donne e uomini e sensibilità affini o diverse.

        In parte, mi ritrovo in ciò che scrive Chiara di Notte -”sulle dosi di amore che possono più o meno giovare alla sessualità”.

        I piani fra amore e sessualità possono essere anche lontanissimi. Non so perchè, ma viene in mente in questo momento l’articolo di tanto tempo fa che raccontava di una donna accanto al compagno totalmente paralizzato e privato dell’uso dell’organo genitale – che raccontava che non avevano rinunciato però alla fisicità, ”sublimandola” addirittura in uno sfiorarsi delle mani, una carezza lasciva che si poteva intrufolare nelle zone del corpo apparentemente meno erogene (o sessualmente meno inflazionate).

        Where there’s a will there’s a way – anche questa capacità di aprire squarci e volute, farsi strada – più o meno poeticamente – fra le emozioni e i confini fra pelle e anima, è uno degli aspetti che può far sentire ”privilegiati di essere vissuti”

        Ossequioni
        DC

        • bibiebibo scrive:

          ma allora non si parlava seriamente di dimensioni varie? era solo una provocazione?…azzo ed io che mi stavo attrezzando con lo speculum per iniziare una ricerca sulle implicazioni “dimensioni e sesso anale”…
          pazienza, sarà per la prossima volta.
          a.y.s. Bibi
          P.S. seriamente..amore e sesso sono una miscela le cui proporzioni variano a seconda di una infinita serie di variabili. IMHO e quindi non posso che concordare con CdN.

  12. Carlo Fronteddu scrive:

    :mrgreen:
    @Donna Cannone:
    Bellissimo post!
    @ Chiara di Notte:
    Mi fai sbellicare :mrgreen:

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