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In questo Natale di crisi globale è capitato che un piccolo imprenditore catanese si sia tolto la vita per la disperazione di dover licenziare i suoi operai causa fallimento.
Nerino Rossi invece, il patron della Golden Lady, ha scelto il 27 dicembre, quindi un bel giorno di vacanza tra il Santo Natale e Capodanno, per comunicare la sua decisione definitiva riguardo al destino dello stabilimento OMSA di Faenza, da mesi in lotta per la difesa dei posti di lavoro. A mezzo fax ha annunciato il licenziamento collettivo per 239 operaie alla data di scadenza della cassa integrazione, il 14 marzo 2012.
Che andasse a finire così era nell’aria e nessuno, dalle mie parti, si faceva più tante illusioni. Pensare però che alle lavoratrici sia stata comunicata la decisione aziendale definitiva proprio nel bel mezzo delle feste di fine anno dà l’idea della mostruosità di questo capitalismo metastatizzato di merda, della sua perdita definitiva di contatto con il concetto di umanità e utilità sociale. Un po’ come l’INPS che, sempre sotto Natale, va a chiedere 5000 euro di rimborso ad un pensionato che, preso dall’angoscia di non poter onorare le scadenze, si suicida per la disperazione.
Sembra che lo facciano apposta. Scelgono un periodo ad alto tasso di stress psicologico e ve ne aggiungono un altro ancora più fatale. Feste natalizie più perdita di lavoro. Tecnicamente si configura come tortura e tentato omicidio.
Insomma Nerino e gli altri della sua razza, quelli che non li licenzia nessuno, che non ricevono queste sentenze di morte sotto Natale, che hanno il culo ben protetto da quintali di morbidissima bambagia, hanno scelto non il bene della comunità ma il boia del loro dio profitto. Perché esistono imprenditori che considerano i loro operai come persone di famiglia e le imprese come mezzi di accrescimento del benessere generale ed imprenditori per i quali ogni mezzo è lecito per aumentare il proprio profitto personale, ci fosse anche da mandare in malora un’intero paese ed affossare non una ma dieci aziende dopo averle spolpate fino all’ultimo brandello di carne. Se tu lavoratore incontri uno di questi parassiti predatori sulla tua strada sei fottuto.
Mi scuserete ma è difficile scrivere di licenziamento, soprattutto se ci sei già passato, senza sentire un’onda di panico serrarti il respiro in gola e senza farti sopraffare dalla rabbia. Chi ha perso il lavoro capirà di cosa parlo, di tutta l’angoscia indescrivibile che ti dà l’essere messi da parte dalla società, l’essere privati della propria dignità, l’essere considerati un esubero, un qualcosa di inutile da gettare via, non importa se hai dei figli da mantenere o solo la necessità di sopravvivere tu solo. Sono crimini contro l’umanità ma li chiamano riforme necessarie per la crescita (dei loro profitti di merda).
Ci vorrebbe una legge che disincentivasse la delocalizzazione, magari sottoponendo merci prodotte all’estero in condizioni vantaggiose solo per il produttore, ma commercializzate con un marchio italiano e a prezzi italiani, a dazi pesanti. Un po’ come quelli che la Fiat pretendeva venissero applicati alle automobili asiatiche tanto tempo fa.
Non solo. E’ un’idea che avevo già esposto in un articolo precedente. Sarebbe necessaria una legge per la protezione dei marchi nazionali. Un marchio si è guadagnato prestigio nazionale ed internazionale ed è indissolubilmente legato alla realtà industriale italiana, per avere magari anche usufruito di aiuti di stato a suo tempo? Bene, se tu imprenditore vuoi andare a produrre le tue calze dove la forza lavoro si accontenta di quattro tozzi di pane ammuffito e ti ringrazia pure, allora se pretendi di vendere quelle calze in Italia non potrai più chiamarle con il marchio conosciuto in Italia. Se vuoi usare quei marchi famosi e storici, produci in Italia. Altrimenti, chiama i tuoi collant come ti pare ma non OMSA o Golden Lady. Dagli un bel nome serbo o bielorusso o turco o circasso ma non italiano.
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Io, anche io so cosa vuol dire " tutta l’angoscia indescrivibile che ti dà l’essere messi da parte dalla società, l’essere privati della propria dignità, l’essere considerati un esubero, un qualcosa di inutile da gettare via, non importa se hai dei figli da mantenere o solo la necessità di sopravvivere tu solo. Sono crimini contro l’umanità ma li chiamano riforme necessarie per la crescita (dei loro profitti di merda)."
E non solo per un licenziamento, ma anche per tutte le volte che mi sono sentita dire dalle ditte, dalle addette alle segreterie delle ditte che per avere anche solo un colloquio, bisognava avere un contatto, una persona che mi raccomandasse… questo, mi è successo anche con lo stabilimento in questione che sta facendo subire le stesse cose alle dipendenti, sito dalle mie parti…
Dove era la solidarietà delle lavoratrici, di quelle lavoratrici quando a me veniva rifiutato un colloquio perchè non volevo cedere alla raccomandazione? E per gli altri e le altre come me che nemmeno potevano permettersela una raccomandazione, dove era la loro solidarietà?
Io sono solidale con le operatrici, perchè non sono fatta così: non godo delle disgrazie altrui… Ma se noto una offerta per me vantaggiosa, fosse pure omsa, sìsì, o golden lady, perchè impedirmi di comprare? Volendo, però, si potrebbe boigottare anche l'acquisto di vetture fiat, perchè no? E di tantissimi altri prodotti.
La cosa che più mi delude in questa situazione schifosa che stiamo vivendo, è il notare come al solito, che c'è sempre il lottatore di serie A e quello di serie B; la dignità che vale pubblicizzare e quella di cui non glie ne mai importato nulla a nessuno!
“Perché esistono imprenditori che considerano i loro operai come persone di famiglia e le imprese come mezzi di accrescimento del benessere generale ed imprenditori per i quali ogni mezzo è lecito per aumentare il proprio profitto personale, ci fosse anche da mandare in malora un’intero paese ed affossare non una ma dieci aziende dopo averle spolpate fino all’ultimo brandello di carne.”
Qualcuno su questo sito ti risponderebbe: è il mercato, baby.
Lo metti anche a lui il 10 den attorno al collo?
@ Vincenzo
Il mercato dovrebbe offrire condizioni di parità di concorrenza per tutti. Quando però hai degli stati cialtroni che offrono alle nostre aziende di produrre sul loro territorio praticamente a costo quasi zero, è evidente che gli squali, quando sentono odore di sangue, non capiscono più niente e ci vanno a delocalizzare, fottendo i nostri lavoratori. La mia speranza è che i lavoratori dei paesi cialtroni, assaggiando lo stile di vita occidentale grazie all’immigrazione, prima o poi non si accontentino più dei tozzi di pane ammuffito ma pretendano anche loro l’i-Pad e il SUV.
Leggevo prima che i paesi dell’Est, tipo la Serbia, non sono già più convenienti per la produzione a livello schiavistico. Per quella è mille volte meglio l’Asia.
Per il momento. C’è tutta l’Africa in sala d’attesa.
Sul lungo termine la tua speranza è sicuramente fondata; sul breve ha detto bene Eduardo, qui sopra.
Di sicuro l’etica, finora, non è mai stata in grado di imbrigliare l’economia.
Vincenzo crede che per cambiare il mondo basti eliminare quelli che pensano che sia il mercato a regolare l’economia. Come se smettere di pensarlo fosse sufficiente per esorcizzarlo. Come se chiudere gli occhi bastasse per non essere visti. Come se il mercato, fin qui, non avesse spazzato via tutti i tentativi di farne senza. In questo senso abbiamo un secolo e mezzo di storia alle spalle, basta guardarla.
p.s
Non esistono paesi cialtroni, ma solo paesi poveri e paesi ricchi. Noi siamo ancora tra quelli ricchi, secondo me. Anche se indubitabilmente stiamo diventando ogni giorno un po’ meno ricchi.
non sono d' accordo con i dazi ma bensi con la creazione di un sistema che permetta alle aziende estere di venire in italia, la germania cresce e paga gli operai di più in quanto fanno eccellenza e non merci povere.Anche loro sono nati piccoli ma poi sono cresciuti noi abbiamo una mentalità ristretta.I dazi devono essere messi a livello europeo con un sistema fiscale e di tassazione europeo.
“Il mercato dovrebbe offrire condizioni di parità di concorrenza per tutti.”
Significa che il mercato non offre siffatte condizioni.
D’altra parte “eliminare quelli che pensano che sia il mercato a regolare l’economia” non è sufficiente, perchè bisognerebbe eliminare anche quelli che pensano che il mercato sia l’unica realtà, accecati dalle luci dei centri commerciali, il che non è praticabile.
Si può invece praticare la decrescita (crescita negativa del PIL, crescita positiva del FIL=Felicità Interna Lorda), rinunciando ai tabù sul lavoro:
-Via lo Statuto dei lavoratori?
-Via la Legge Biagi e le agenzie interinali
-Via l’articolo 41 della Costituzione?
-Salario minimo garantito
Ma voglio l’esercito via dall’Afghanistan ecc. a presidio costante qui, sul territorio italiano, perchè quello che denuncia un reddito di 4000 Euro l’anno o addirittura zero, e poi ha il Suv e una fabbrichetta in nero nascosta chissà dove, deve essere impalato.