Tu l’hai Fatto il Back-up della Governance?
11 giugno, 2009 - 7:00 di la Donna Cannone
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Ore 21.59. Il treno entra a Termini. La gente è in fila nel corridoio pronta per scendere. Giubbotti, felpe, valigie e facce che non rivedrai. E anche un po’ chi se ne frega. Ma lui no, lui ti resta nella mente. Seduto al numero 19 della carrozza 6, continua a martellare «Tu l’hai fatto il back-up della governance? Bravo! E l’ultima mail? Leggimela tutta, vai! Ok Metto giù, la leggo e ti richiamo» – «Ecco, sì, l’ho letta. Allora senti, adesso tu mandi una mail a tutti, sia a noi che al pool della conference di domani, così ce la troviamo per tempo. Sì, no, io poi me la rileggo dopo, vado avanti stanotte. Ma non ti chiamo più. Senti, guarda, mi hai fatto proprio un regalone». Si crede anche simpatico.
Capelli corti e neri su faccia tonda e naso all’insù. Cornice a guance prominenti e pacioccone che non prenderesti sul serio. Forse per questo le ha trasformate in mantice di una lingua martellante. Batte, batte, batte, una parola dopo l’altra, finché ti stordisce.
Capelli corti e neri su faccia tonda e naso all’insù. Cornice a guance prominenti e pacioccone che non prenderesti sul serio. Forse per questo le ha trasformate in mantice di una lingua martellante. Batte, batte, batte, una parola dopo l’altra, finché ti stordisce.

Non so come lo reggano i tre colleghi con cui viaggia. Sono saliti a Bologna. Dalle 19.12 alle 21.59 non ci ha dato tregua. I suoi colleghi, però, sono pagati per ascoltarlo. Io no.
«Allora, scusa, che facciamo per la conference di domani? No, perché io glielo avevo detto a Gianni che mi doveva mandare l’update del saldo con il conteggio giusto. Se fai un calcolo approssimato su base mensile, alla fine del mese mi dovrai pure mandare l’update corretto, o no? No, perché quando gliel’ho detto io, a Gigi, lui mi ha detto di no. E adesso invece salta fuori che a te ti ha detto di sì? E che roba!! Ma allora è vero quello che ho detto io, o no?»
«No, senti, non va mica bene che qui non capisce un cazzo nessuno. Era come lo avevo detto io, ma anche a sto giro Gigi non ha capito. Non è possibile che l’unico che c’ha il grip della situazione qua sono io, o no?!»
«No, senti, non va mica bene che qui non capisce un cazzo nessuno. Era come lo avevo detto io, ma anche a sto giro Gigi non ha capito. Non è possibile che l’unico che c’ha il grip della situazione qua sono io, o no?!»

Sbircio tra i sedili – vorrei dirglielo che certi inglesismi non sono necessari: puoi dire «conferenza» in italiano. Vedrai che non ti licenziano. Davvero.
Magari gli lascio un bigliettino? «caro, perché questo uso gergale di anglicismi? Ma soprattutto, perché travi il tuo accento bolognese tendendo al milanese rampante?». Lapilli di ego debordano. Si prende sul serio, il ragazzo. Si identifica con il suo ruolo professionale.
Forse si è dimenticato chi è, senza maschera professionale. E allora parla, tanto e forte, perché nessuno intervenga a ricordaglielo. Per questo non smette di lavorare. Anche in treno, dopo le 19. E dopo le 20.15, e alle 21.05, alle 21.29 e alle 21.59. Anche quando il treno è in stazione e tutti stanno scendendo.
Magari gli lascio un bigliettino? «caro, perché questo uso gergale di anglicismi? Ma soprattutto, perché travi il tuo accento bolognese tendendo al milanese rampante?». Lapilli di ego debordano. Si prende sul serio, il ragazzo. Si identifica con il suo ruolo professionale.
Forse si è dimenticato chi è, senza maschera professionale. E allora parla, tanto e forte, perché nessuno intervenga a ricordaglielo. Per questo non smette di lavorare. Anche in treno, dopo le 19. E dopo le 20.15, e alle 21.05, alle 21.29 e alle 21.59. Anche quando il treno è in stazione e tutti stanno scendendo.
«Pronto? La slide numero 4 non va bene. Rimandamela al volo….». Finalmente me lo lascio alle spalle. Il codazzo di viaggiatori mi inghiotte e io sparisco, inosservata, nella notte.

Tu l’hai Fatto il Back-up della Governance? è di

Così ci riduce la jungla che spesso frettolosamente (e avventatamente) chiamiamo con altri nomi, più altisonanti (civiltà, società). Nel tragitto dalla stazione a casa mi piacerà immaginare cosà farà questo tizio rincasando, lontano dagli occhi dei colleghi, nella mezz’oretta di vita che si è guadagnato (e che gli resta) indossando la maschera e il costume.
Per un attimo, penso anche alla mia, di vita. Che non è poi tanto meglio…
Eh si, sono i tipi che si trovano in treno e si comportano come se fosse casa loro, senza che li sfiori neppure il sospetto che della governance, di quanti esami gli mancano alla laurea, di com’è andata la festa di Rudi, non te ne può fregare di meno.
Ci sono sempre stati, solo che una volta non parlavano inglese. Ma è solo un dettaglio.
uh come siete ipercritici!
questi personaggi sono un ottimo passatempo per le situazioni in cui sei solo e non hai nulla da leggere.
Sono fastidiosi certo, ma per fortuna hanno inventato i lettori mp3!
Io non ho ancora capito cosa significhi slot e hub, e perchè esiste un nuovo reato che si chiama stalking, tutte parole che credo in italiano non esistano altrimenti perchè non usare l’equivalente?
Ci sono giornalisti che ancora non hanno imparato a pronunciare corretamente Nùoro e poi leggono Airbius (airbus) oppure il ciclista Levi Leipheimer diventa Liivai Laaaipaimer etc etc.
Per me Falcao era Falcao e non Falcau Falcò Falcon come ogni domenica ognuno in tv cercava di interpretare la propria conoscenza del brasiliano. Non so argomentare però sarebbe opportuno che si parli in italiano e possibilmente essere comprensibili da tutti. Esiste, perlomeno mi sembra, una certa tendenza in tv ad essere portatori di novità linguistiche e quindi via libera alla creatività a partire dalle sciabolate calcistiche fino alle staccatone motociclistiche del Rossi c’è! Insomma sono forse prevenuto, però noto la tendenza a voler diventare personaggi a tutti i costi e questo messaggio buca il video diventando costume.
Però… come è che si diceva… parla come mangi?
Non farmici pensare…
Io domani mattina ho una riunione con alcuni colleghi, e quello che dovrà relazionare è proprio un tipo così. Uno che nelle mail si firma “IT system architect”