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Tributi Italia: Un Discreto e Silenzioso Scandalo Italiano

4 dicembre, 2009 - 10:08 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, latest, Storie Italiane




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Leggermente defilato e mediaticamente ignorato, si sta definitivamente dipanando in questi giorni il caso di Tributi Italia, la società di riscossione controllata dal Gruppo San Giorgio-Saggese che, nel generale silenzio dell’informazione, sta andando verso il fallimento dopo aver trattenuto impropriamente centinaia di milioni di ICI, TARSU ed altri balzelli che avrebbe dovuto versare a 585 comuni.

I comuni coinvolti lamentano ammanchi notevoli. Spicca Pomezia con 140 milioni, ma in caso di fallimento di Tributi Italia, 150 comuni rischiano la bancarotta a causa di cifre riscosse e non percepite.

Coinvolta anche Bologna, che ha già sospeso la convenzione e studia come recuperare le somme impropriamente trattenute.




La società è stata sospesa solo il 30 novembre dall’Albo dei riscossori dal ministero dell’Economia e delle finanze. Da quel giorno non può più incassare neppure un centesimo delle entrate patrimoniali e tributari dei Comuni che attualmente gestisce in molte regioni. Eppure il caso è noto da mesi, anzi da anni come si evince dalla reiterazione di un’interrogazione parlamentare presentata da Rita Bernardini il 24 settembre scorso. Pomezia ha aperto il fronte nel 1999, quindi, per ben 10 anni, Tributi Italia ha continuato a pretendere dai cittadini il saldo delle cartelle esattoriali, ma non ha versato i corrispettivi dovuti ai comuni.

pickpocket

La cosa appare ancora più paradossale quando si apprende che l’aggio per la riscossione, almeno nel caso di Pomezia, ammonta al 30%. Cioè, per ogni dieci euro di tributi riscossi, Tributi Italia trattiene tre euro. Come è possibile rinunciare al 30% dei tributi per il solo servizio di riscossione?

Eppure, nonostante il grande flusso di cassa e i consistenti introiti, Tributi Italia non paga gli stipendi da tre mesi e 1200 lavoratori rischiano il licenziamento.

Ciliegina sulla torta. Sembra che Tributi Italia goda dei consigli professionali di Niccolò Ghedini, avvocato, ma anche senatore della Repubblica. A quanto pare, questo sostegno è a titolo gratuito.
Peggio mi sento.

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