Trento Facts/1 3


Su quella specie di budello che a Trento, pomposamente, chiamano Tangenziale si verificano SEMPRE due interessanti fenomeni di cui vale la pena raccontare.
Non vi parlerò di viadotti perché, con tutto il rispetto per chi ci ha lasciato la pelle, io non sono un ingegnere civile, non vado ispezionando infrastrutture e di cazzate senza senso ne sono sparate già tante. Questo sia dagli ingegneri laureatisi all’università di facebook, sia da parte degli ingegneri veri e sia dai politici che, però, in questo caso sono gli unici che hanno fatto ciò che ci si attende realmente da loro.

Partiamo dal fenomeno numero uno che, attingendo alla terminologia militare, ho identificato come “The Dropped Bag.”
Via Brennero, dopo la rotatoria dell’MD, direzione Bolzano, ingresso tangenziale direzione Verona-Padova, imboccata la direzione Padova inizia un curvone stretto, quasi senza visibilità, che si percorre ad una discreta velocità.

Con regolarità astrale, ogni due giorni, sulla destra della carreggiata viene lanciato un sacchetto di spazzatura che si sventra nell’impatto col terreno.
Non sto parlando di una piazzola, ma di una curva senza visibilità dove è impossibile fermarsi senza correre il rischio di ritrovarsi investiti da un autotreno. Per cui, analizzando anche la fenomenologia di impatto del sacchetto che non rimane appoggiato, ma è evidentemente ancora dotato di una notevole inerzia perché si spande sul terreno, è evidente che si tratta di un lancio fatto in corsa, sempre nello stesso punto, a considerevole velocità.
Da automobilista e pilota di aerei da turismo ho indugiato a lungo nella complessità della manovra che, concludendosi con un impatto opposto al posto di guida, prevede un lancio attraverso il finestrino passeggero di oggetto di considerevoli dimensioni da effettuarsi con una sola mano perché l’altra è impegnata a mantenere il volante in traiettoria di virata ed in opposizione alla forza centrifuga visto che il vettore, data la curva, ha sicuramente verso opposto al lancio. Il che induce una certa ammirazione tecnica per le doti del conducente il quale avrà perfezionato l’esercizio con lunghe e reiterate esecuzioni della complessa manovra.
Ovviamente, esiste l’eventualità che il lancio sia effettuato da altra persona, un secondo operatore di bordo che assume il ruolo di navigatore/addetto al lancio. Personalmente, per quanto più inquietante dal punto di vista dell’equilibrio mentale, propendo per l’ipotesi uno del lanciatore solitario. Darebbe a tutta la vicenda quel tocco di inspiegabile psicosi che, già da solo, giustificherebbe l’istituzione di una menzione speciale a livello comunale per l’eccezionalità dell’impresa e per la regolarità con la quale viene effettuata.
Qui non stiamo parlando di sorvolare Vienna a bordo di comodi biplani pilotati da altri e lanciare a cazzo volantini sui quali è scritto un ampolloso messaggio incomprensibile, qui parliamo di bombardamento di precisione, senza il supporto della tecnologia necessaria. Una roba artigianale, vecchia maniera e priva di qualsiasi scopo apparente. Un atto essenzialmente estetico, una performance che nella sua regolarità e nella sua assoluta mancanza di significato merita senz’altro di iscriversi nel vasto catalogo dell’Arte.

Ora sarebbe venuto il momento di parlare del secondo fenomeno, quello della pompa di benzina della Delta Energy e della convergenza gravitazionale sulla quale è situata, ma un po’ mi sono rotto il cazzo, un po’ sono assolutamente certo che il novantanove per cento di voi sono già passati a cercare culi, tette, cazzi duri che si intravedono in slip aderentissimi, dichiarazioni deliranti di Di Maio, Salvini e Renzi e loro sostenitori e io sono rimasto a parlare da solo, come spesso ormai mi accade anche durante il giorno, in quella decadenza che è insieme senile e convergenza verso una preoccupante forma di alterazione mentale. Per cui chiudo e vado sembrare una persona normale per qualche ora nella confortevole immagine che fornisco nella mia identità reale.
Sappiate che il lanciatore di sacchetti. da questo punto di vista, è solo un dilettante. In termini di divergenza sono un esperto che circola silenziosamente tra di voi.


3 commenti su “Trento Facts/1

  • fma

    Ogni paese ha il suo bombardiere, mica solo Trento.
    Da noi però sono più educati, li buttano sul ciglio del fosso. Addirittura qualcuno maligna che li lascino lì soltanto per dar modo agli ecologisti di organizzare la giornata di raccolta della plastica, che è sempre un bel momento di socializzazione.

  • Antonello Puggioni

    Sommando ciò che accade alle mie latitudini con il racconto del Comandante e il commento di Fma si può tranquillamente concludere che al vecchio motto “Italiani, popolo di poeti, di santi e di navigatori” andrebbe aggiunta la postilla “e di lanciatori di sacchetti dell’immondizia”.
    Con una menzione speciale riservata all’inesausta legione di “genieri” che si carica sul groppone lavatrici, materassi XL e pneumatici per minare il terreno intorno ai sacchetti di cui sopra.
    Una prece.

  • barbara

    In Trentino non so, ma in Alto Adige la tassa sui rifiuti non si basa sulla metratura dell’abitazione bensì sulla quantità precisa di rifiuti prodotti. Se in Trentino funziona allo stesso modo, lo scopo dei lanci – ferma restando l’ammirazione per l’estetica degli stessi – sarebbe semplicemente quello di risparmiare un bel po’ di soldi.

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