E’ Tremonti il Nuovo Leader (…Anche della Sinistra?)

Qualcuno sostiene che sia simpatico come può esserlo un riccio nelle mutande. Certo non a tutti piacciono  quei suoi modi da fighetto primo della classe, ma che Giulio Tremonti stia affinando le doti di grande leader mi pare indiscutibile. Quello che sorprende è che ogni giorno di più le mostri non solo operando con forte personalità nella gestione equilibrata di un momento drammatico per l’economia e la finanza mondiali, ma anche sfilando sotto il naso gli argomenti che dovrebbero essere propri dell’attuale opposizione.

Tremonti è stato l’artefice di una lungimirante analisi dello scenario post-globalizzazione. Due anni fa prediceva così quello che stiamo vivendo in questi giorni di angoscia per il sistema finanziario mondiale e per milioni di famiglie.

È finita in Europa l’«età dell’oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro.
I prezzi — il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari — invece di scendere, salgono.
[...] La squadratura che si sta così determinando, tra offerta che resta fissa e domanda che cresce, ha avuto e avrà nel mondo un effetto strutturale sostanziale: la salita globale dei prezzi. E dunque del costo della vita.
[...] Può essere che recessioni economiche o nuove scoperte minerarie o invenzioni rallentino questa salita, ma sarà solo nel breve periodo, solo per un po’ di tempo. Poi, se il funzionamento del meccanismo non sarà rallentato, la forza crescente della domanda tornerà a prevalere sulla quantità limitata dell’offerta.
Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l’inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo.
È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza. Nuove tensioni si sviluppano lungo linee di forza che vanno oltre i vecchi luoghi della storia, oltre i vecchi passaggi strategici. Dalla superficie terrestre fino all’atmosfera, dal fondo del mare fino alle calotte polari, le «nuove» esplorazioni strategiche, fatte sul fondo marino o ai poli, le conseguenti pretese di riserva di proprietà «nazionale», non sono già segni sufficienti per capirlo?
Quando la storia compie una delle sue grandi svolte, quasi sempre ci troviamo davanti l’imprevedibile, l’irrazionale, l’oscuro, il violento e non sempre il bene.[...]

Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale.

Queste parole, così drammaticamente attuali che aprono il suo saggio “La paura e la speranza”, sono state scritte nel 2006, due anni fa, quando pochi altri avevano una sia pur vaga idea dello tsunami a cui stiamo assistendo, impotenti, in queste ore.

Ma Tremonti non si è dimostrato solo un fine analista socio-economico. Egli ha ormai acquisito una statura politica propria. Non è un caso che negli ultimi mesi sia riuscito a battere sul tempo una smarrita opposizione su temi che sarebbero dovuti essere colti al volo per farne la punta di diamante della propria contrapposizione politica.

Prima la critica del liberismo monetaristico, con la richiesta di una nuova Bretton-Woods. Poi lo “scandalo”di certe sue sparate assai poco liberali – a detta di custodi del liberismo mondiale come Bersani e Giavazzi – sul protezionismo. Quindi la “Robin Hood Tax” (c’è qualcosa più di sinistra che prendere ai ricchi per distribuire ai poveri?). Oggi il “Via il decreto salva-manager o me ne vado io” un’affermazione forte di autonomia politica e superiorità morale, un monito di serietà alla propria maggioranza, che è anche uno sberleffo ad un’opposizione “stranamente” addormentata.

Ho l’impressione che il Popolo della Libertà abbia trovato il nuovo condottiero, pronto a montare sul bianco destriero non appena l’ingombrante Berlusconi si toglierà di mezzo (magari per salire al Colle).

Per intuito ed intelligenza politica, Tremonti, secondo me, si pone una buona spanna al disopra del miserevole ceto politico che affligge i giorni del nostro povero Paese. E sembra un leader diverso da quello della finanza creativa di anni fa: oggi guida l’economia avendo ben presenti i ceti meno abbienti e le nuove povertà. Un uomo di destra che sa guardare a sinistra.

Forse non è un caso che anche lui, di nome, faccia Giulio.

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Comments

16 Risposte a “E’ Tremonti il Nuovo Leader (…Anche della Sinistra?)”
  1. Vote -1 Vote +1F.Maria Arouet
    scrive:

    Ho avuto la tua stessa sensazione, dal riccio nelle mutande a tutto il resto.

    [Rispondi a questo commento]

  2. Vote -1 Vote +1Adetrax
    scrive:

    La sensazione che sia un riccio non l’ho mai avuta (a parte il fatto che ascoltare la sua voce richiede parecchia pazienza), però credo che si sia legato a un dito il fatto di essere stato indicato, circa 5 anni fa, come il capro espiatorio di una politica fallimentare insostenibile.

    E’ stato anche definito come un:

    un leghista con la tessera di Forza Italia

    e questo potrebbe spiegare quel voler proteggere quel nocciolo duro che secondo lui non deve essere nemmeno scalfito dalla politica tradizionale; oltretutto lui un lavoro vero, alternativo alla politica, ce l’ha.

    Detto questo non è che sia quello stinco di santo che si suppone, perchè quando c’è da far miracoli e applicare o inventare cose che fanno storcere il naso, tipo le cartolarizzazioni o i debiti a patrimonio del caso Alitalia, non si tira certo indietro (tutti effetti speciali si intende).

    Infine ci sono stati un paio di minuti nel programma in mezz’ora dell’Annunziata di circa 7 mesi fa in cui mi è parso che la conduttrice non fosse ingrugnita come suo solito, anzi ho intravisto parecchie lisciate e occhiate quasi complici.

    Se ora Silvio dice che è molto amico di Putin e ci manca poco che dica che ci vorrebbe un po’ di comunismo, dobbiamo preoccuparci ?

    [Rispondi a questo commento]

    Vote -1 Vote +1Chiara di Notte - Klára reply on 13 ottobre, 2008 16:52:

    a parte il fatto che ascoltare la sua voce richiede parecchia pazienza

    Piu’ che altro richiede una buona dose di caffeina per tenersi svegli :D

    [Rispondi a questo commento]

  3. Vote -1 Vote +1Sara
    scrive:

    A me sta bene, l’ho quasi odiato ai tempi della finanza creativa ma adesso mi sembra molto migliorato, quindi penso che sia solo un bene!
    Però penso che la robin hood tax sia un’idea un tantino populista perchè irrealizzabile dalla maggioranza di cui fa parte…E non ho molti mezzi per capire l’economia. Cioè secondo me io capisco l’economia ma non capisco la schizofrenia che c’è dietro.
    Ad esempio: ma perchè c’è crisi, tutti sono pieni di debiti e la banca centrale europea immette denaro? Lo immette dove? nelle mie tasche non è entrato niente…
    E poi: se tutti hanno debiti con tutti non si può fare una semplice sottrazione?

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  4. Vote -1 Vote +1prefe
    scrive:

    Di questi tempi c’è molto “revisionismo” sulla figura di Tremonti, e io non lo condivido.
    Sta pur sempre con FI da un bel po’, certe cose non vanno dimenticate, e uscite come quella del “mi dimetto se quella norma non va via” ne esemplificano la falsità.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Vote -1 Vote +1francy68
    scrive:

    è sicuramente uno che la sa lunga…e che possa essere una spanna superiore agli altri politici non lo rende comunque alto…

    Io non dimentico la finanza creativa e i 5 anni di condoni che hanno ridotto le finanze dello stato a un buco nero che neanche il CERN…

    Poi che sia più intelligente di Veltroni/Fassino/nonhocapitochialtro..beh anche questo non ci dice se sia poi sta cima o solo il proverbiale orbo.

    [Rispondi a questo commento]

    Vote -1 Vote +1Chiara di Notte - Klára reply on 13 ottobre, 2008 16:53:

    e che possa essere una spanna superiore agli altri politici non lo rende comunque alto…

    Soprattutto se gli altri politici hanno la statura di Berlusconi e Brunetta. :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

  6. Vote -1 Vote +1luciano bubbola
    scrive:

    Non mi sembra un nuovo Colbert l’attuale Ministro Tremonti (famoso per la Sua ‘finanza creativa’)… anche se ha scoperto (solo oggi) che il mercato senza etica non può esistere.
    Peccato che siamo in un’epoca di pura finanza speculativa, senza mercato e senza alcun reale plusvalore (e si vedono le catastrofiche conseguenze nelle Borse mondiali).
    I tempi di Luigi XIV sono passati, anche se qualche Premier si crede il novello ‘Re Sole’ con il proprio seguito di cortigiani.
    Saluti
    Luciano Bubbola
    p.s.- interessante il Vostro blog, grazie ad un amico l’ho scoperto oggi.

    [Rispondi a questo commento]

  7. Vote -1 Vote +1F.Maria Arouet
    scrive:

    C’è un vecchio proverbio veneto che dice:”Meio i cativi che i mone, parchè i cativi ogni tanto i se riposa”

    [Rispondi a questo commento]

    Vote -1 Vote +1Il Gobb reply on 13 ottobre, 2008 18:00:

    Saggezza pura :D

    [Rispondi a questo commento]

  8. Vote -1 Vote +1Adetrax
    scrive:

    Comunque c’è qualcosa di strano in queste prese di posizioni quasi pregevoli, oggi Fini mi ha quasi stupito.

    A questo punto temo il prossimo discorso Veltroniano, non vorrei che le parti si fossero invertite.

    [Rispondi a questo commento]

    Vote -1 Vote +1Carlo Fronteddu reply on 14 ottobre, 2008 18:22:

    Ma allora è stato Fini ad avere un ictus e non Bossi :mrgreen:

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  9. Vote -1 Vote +1ilBuonPeppe
    scrive:

    In mezzo ad un gruppo di nani, uno un po’ basso diventa un gigante.
    Senza nulla togliere alle sue capacità, delle quali non dubito, il soggetto ha già dimostrato di che pasta è fatto; può fare il comunista fin che vuole, ma quello che conta sono i fatti. E i fatti dicono che sta massacrando tutto il settore pubblico, a partire dalla scuola e dall’università.
    E, a proposito, la robin hood tax è una presa per il sedere.

    [Rispondi a questo commento]

  10. Vote -1 Vote +1Carlo Fronteddu
    scrive:

    Tremonti si appresta a sostituire Bossi alla guida della Lega?
    Meno male che era solo il commercialista del Presidente del Consiglio

    [Rispondi a questo commento]

  11. Vote -1 Vote +1pacatoegentile
    scrive:

    sara’.. io me lo vedo ancora nella caricatura di guzzanti :-)

    [Rispondi a questo commento]

  12. Vote -1 Vote +1Marcoilbuono
    scrive:

    Si a pensarci bene questo è esattamente quello che l’italia si merita.
    Far finta che la robin hood tax sia una cosa utile, non accorgersi che in senato quelli dell’idv avevano sollevato ben prima di tremonti il problema della salva manager,far finta che questa gente non abbia mai governato con esiti ben noti, far finta che questa gente non sia responsabile del fatterello alitalia, prestito ponte compreso(la UE potrebbe farci il culo a strisce, anche se il commissario europeo ai trasporti è di FI).
    Si si questo nuovo condottiero come premier e berlusconi al colle è un bel quadretto che gli italiani si appenderanno in salotto.
    Grazie a tutti i conniventi, confusi e felici.

    [Rispondi a questo commento]

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