Tornate Indietro Appena Potete

Confermando la loro indole di terroni del Nord, gli irlandesi hanno bocciato il Trattato di Lisbona, la versione reloaded dei principali trattati dell’Unione, ed hanno così causato grave nocumento agli altri paesi europei che non vedevano l’ora di aderire all’unanimità a questa meravigliosa iniziativa, in alcuni casi senza nemmeno averne letto i contenuti. Oltretutto gli irlandesi mangiapatate si sono avvalsi, per esprimere la loro opinione, di un vetusto strumento democratico come il referendum, ohibò. Urge inserire al più presto la verde isola nel novero degli stati canaglia.

Questa è l’idea che uno si è fatto nei giorni scorsi ascoltando la notizia della bocciatura del Trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda, riportata dai telegiornali, leggendo le gazzette cartacee, sentendo gli alti lai che provenivano dal Quirinale (”un solo paese non può decidere per gli altri”), dal Popolo delle Libertà con l’esclusione di Calderoli e dei fratelli padani, dalla sinistra o sedicente tale con l’esclusione dell’ala radicale.
Siccome io, come penso molti altri milioni di cittadini europei, non avevo la più pallida idea di cosa fosse il Trattato di Lisbona, ho pensato che forse, a questo punto, avrei dovuto informarmi. Quando ho sentito anche Walter Veltroni accodarsi al coro delle prefiche e dire che gli irlandesi avevano sbagliato, pacatamente e serenamente, mi sono svaniti anche gli ultimi dubbi.

Il Trattato di Lisbona, che qui trovate in versione italiana, non è di facile lettura per i profani, come tutti i testi esoterici ufficiali. Bisogna farsi aiutare da chi è in grado di interpretarne il significato e non è facile perché ognuno, a seconda dei propri interessi ed opinioni politiche, ne dà una propria esegesi positiva o negativa.
In sintesi telegrafica: gli estremismi sia di destra che di sinistra sono contrari alle politiche economiche comuni e al centralismo finanziario. I partiti moderati di governo, invece, sono favorevoli al Trattato.

la bandiera europea

A parte l’Irlanda, che ha dato ai suoi cittadini la possibilità di esprimersi direttamente, gli altri paesi hanno aderito per via parlamentare o si accingono a farlo. Per completezza di informazione bisogna dire che la versione precedente del trattato, quello che istituiva la “Costituzione europea” e che si differenzia poco o nulla da questo, fu bocciato da olandesi e francesi in due precedenti referendum.
Sarkozy dovrebbe forse distrarsi un attimo dalle grazie di Carlà e pensare a questo antefatto, prima di dire che la Francia ha accettato senza riserve il trattato.
La Gran Bretagna, che deve ancora superare l’iter parlamentare (*), ha detto si ma a patto che nessun provvedimento europeo mettesse in discussione la Common Law. Allo stesso modo, la Gran Bretagna continua a poter rimanere fuori dall’Euro. Insomma, la legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale.
Oltre alla perfida Albione, devono ancora ratificare il trattato: Spagna, Repubblica Ceca, Cipro, Svezia e Italia. E qui ci sarà da ridere.
Non perché vedremo l’opposizione ectoplasmica del fantasmino Uolter materializzarsi nel si a strascico del governo ma perché, se i leghisti hanno una sola parola e sapevano ciò che dicevano quando hanno mandato Calderoli a dire che gli irlandesi avevano fatto bene a respingere il trattato, coerenza vorrebbe che usassero la loro forza elettorale per premere sul governo Berlusconi affinché l’Italia dica no. Insomma, Berlusconi deve approvare il trattato nonostante la Lega. Voglio proprio vedere, cantava Vasco. (**)

Cercando di mettere da parte le impuntature ideologiche e di principio, questo trattato di Lisbona contiene effettivamente norme dannose per i popoli che vi aderissero? Sono solo paturnie e paranoie oppure l’opposizione si basa su preoccupazioni reali?
I principali punti del trattato che ho identificato come controversi sono i seguenti:

  1. Tutte le politiche monetarie dovranno fare capo ad un’unica entità: la Banca Centrale Europea. Con vantaggi e svantaggi. L’euro diventerà definitivamente moneta unica su scala continentale (ma anche per Londra?);
  2. Si teme che l’idea di un mercato unico porti con sé anche unicità di regole sul welfare e sul lavoro, in senso svantaggioso per i lavoratori ma favorevole agli interessi di banche e capitale;
  3. La sovranità nazionale potrà essere messa in discussione da decisioni a livello europeo in determinati settori. Leggi approvate in Europa ma non da singoli paesi membri potrebbero essere imposte da Bruxelles ai recalcitranti;
  4. Le istanze di autonomia regionale sarebbero definitivamente contrastate;
  5. Verrebbe abolito il diritto alla neutralità per alcuni paesi: Austria, Finlandia, Malta, Svezia;
  6. In caso di attacco (terroristico, bellico, alieno) ad uno dei paesi membri, gli altri saranno obbligati a fornire aiuto militare al paese colpito, anche se nelle proprie costituzioni ripudiano la guerra;
  7. Sarebbero introdotte misure antiterrorismo e antisommossa che metterebbero in discussione la libertà dei cittadini e potrebbero persino rendere ammissibile la pena di morte. Una sorta di estensione del famigerato Patriot Act americano.

Per fare un esempio al punto 3, si è detto che l’Irlanda ha votato no perché, approvando Lisbona, sarebbe stata costretta a rendere legale l’aborto. Allo stesso modo in Polonia, altro paese ultracattolico, si teme che l’Europa possa imporre un domani il matrimonio gay e, di nuovo, leggi “contro la vita”. Ritengo più probabile la grande invasione aliena del 2012, ma andiamo avanti.

E’ sugli ultimi punti di controversia che non c’è proprio niente da ridere. Qualcuno dei burocrati che hanno scritto il trattato e dei politici che vanno in solluchero all’idea di approvarlo, ci spieghi che significano le seguenti parole:

“La morte, cioè l’uccisione nella pubblica via, “non viola” i principi se “è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario”. Quando si stia reprimendo “in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”. O per “eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta”. (art. 2, paragrafo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali).
“Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra”. (articolo 2 del protocollo n.6 della Carta dei Diritti Fondamentali). (fonte: Megachip)

Questo è il Patriot Act esportato in Europa. Una legge, lo ricordo, che i deputati americani furono costretti ad approvare senza nemmeno averlo letto, sotto la minaccia delle lettere all’antrace, nelle settimane appena successive all’11 settembre.
Abbiamo già l’esercito per le strade, non sono cose belle da pensare per il nostro futuro. Chi decide che è il caso assolutamente necessario di sparare? Pericolo imminente di guerra? Che vuol dire?

Forse è il caso veramente di chiedere spiegazioni e pretendere rassicurazioni ai nostri governi che saremo ancora in grado di difendere l’autonomia, la libertà e la democrazia nei nostri paesi. E forse è il caso di dare retta alla signorina del TomTom: tornare indietro appena possiamo.

(*) Londra ha ratificato Lisbona il 19 giugno scorso. (N.d.R.)

(**) La Lega non ha una sola parola e voterà il trattato di Lisbona. (N.d.R.)

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Lameduck Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

oltre al patrioct act all’europea mi ricordo di un’altra monnezza chiamta EUCD
ossia il DMCA americano versione europea.
molto furba la cosa : queste “direttive” sono state approvate in tempi non sospetti e ora vorrebbero imporle a tutti gli stati membri.
non so perche’ ma ho come l’impressione che tutto questo significhi unicamente un aumento del numero di organi genitali maschili che vogliono usufruire del mio didietro senza la mia approvazione . :-(

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Quando sento Fini, con l’impermeabile dell’ispettore Derrick e il tono del dentista del “Maratoneta”, dire che dobbiamo fare per forza qualcosa, so per certo che non è una cosa buona.

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Boh… l’Unione Europea mi sembra sempre più un caravanserraglio e sempre meno un’istituzione.

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Solo una precisazione. La pena di morte in caso di terrorismo, insurrezzione, guerra o sommossa, è prevista (come scritto giustamente) dalla carta dei diritti fondamentali e non dal trattato di Lisbona.
Carta che esiste ed è operativa dal 1950.

A parte questo, visto la classe politica che ci ritroviamo in Italia, dubito che uno spostamento di poteri e di sovranità verso Bruxelles, possa danneggiarci.

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Comandante Nebbia’s avatar

Comandante Nebbia reply on Giugno 24th, 2008 11:09:

Quoto alla grande.

L’attuale situazione politica italiana fa diventare accettabile anche l’idea di un clan di incappucciati che regola l’ordine planetario.

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Doxaliber’s avatar

Doxaliber reply on Giugno 24th, 2008 11:12:

Hai proprio ragione!

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Silent Enigma

Silent Enigma’s avatar

Lisbona è l’unica salvezza. E parlo da egoista.
Basta con sta puttanate nazionaliste, agli irlandesi hanno dato a bere che ci fosse lo spauracchio dell’aborto, e hanno votato NO in massa.
Ma se lo sono letto il trattato gli elettori? Ne dubito fortemente, per usare un eufemismo.

Gli assetti europei, è vero, cambierebbero un po’. Ma almeno l’Europa avrebbe una voce sola nello scacchiere internazionale. Su questo, non ho timore che l’UE si limiti a fare da altoparlante di bush o chi per esso.

Bollare la Carta di Nizza - che è del 2000, non del 1950 (quella è la CEDU) come PAtriot Act all’europea denota non poca ignoranza, anche perchè il testo riportato da giulietto chiesa, è errato.
Ne riporto da Eur-Lex i primi due articoli.

Articolo 1
Dignità umana
La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

Articolo 2
Diritto alla vita
1. Ogni individuo ha diritto alla vita.
2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.

Personalmente ritengo Eur-Lex un sito molto più attendibile di megachip.
Con tutto il rispetto

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