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Meglio Tornare ai Bordelli?



Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha proposto al Consiglio dei Ministri un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contrastare l’esercizio per le strade della professione più antica del mondo. La notizia è stata pubblicata su tutti i giornali, e il Messaggero.it ha raccolto alcuni commenti al riguardo.

Prostituta in mezzo alla strada

Tra i molti commenti, uno in particolare ha richiamato la nostra attenzione. E’ stato scritto da un non meglio identificato signore di Rieti, che si firma Roberto e si autodefinisce “vecchio”, come tale in grado di fornire una testimonianza – presumiamo diretta – che abbiamo trovato interessante sottoporre ai lettori di MC. Eccola:

CASE CHIUSE

Una delle leggi più inutili e dannose è stata la legge Merlin
A chi fa riferimento al Vaticano
[nel corso della discussione si era sostenuto che la chiusura delle "case di tolleranza", altrimenti dette "bordelli" o "casini" fosse stata sollecitata dal Vaticano n.d.r.], ricordo sommessamente che la Merlin era una senatrice comunista [in realtà era socialista, n.d.r.].
Per l’aberrante concezione che non era dignitoso che le prostitute fossero sfruttate (io direi “difese”) dallo Stato sono state sbattute sulla strada alla mercè di ignobili sfruttatori.
Ricordo. Già, ricordo perchè sono vecchio, che le case chiuse erano oasi di trasgressione discreta e controllata, igienicamente sicura. i clienti venivano accuramamente “lavati” prima della prestazione e ciò serviva anche per una sommaria verifica che non avessero infezioni sospette.
Tra un rapporto e l’altro
[le "prestatrici d'opera", n.d.r.] facevano accurati lavaggi con sostanze disinfettanti. Un medico dello Stato le visitava due volte la settimana ed i pericoli di malattie veneree erano ridotti ai minimi termini.
Venivano trasferite ogni due o tre mesi per disperdere le loro tracce.
Quando l’età sfioriva, passavano in bordelli più economici. Agivano nel più totale anonimato ed alla fine sparivano nel nulla.

Henri De Toulouse-Lautrec, alone

La testimonianza di questo sconosciuto lettore del Messaggero ci è sembrata meritevole di essere riportata per coloro (e ormai sono i più, per ovvi motivi anagrafici) che non hanno potuto conoscere direttamente quelle realtà e per le riflessioni che possono scaturire dalla descrizione dei luoghi e dei modi.

Inoltre essa ci ha dato l’occasione di conoscere un po’ della vita e dell’azione politica della senatrice Merlin (e fare i dovuti confronti con i protagonisti odierni della vita politica italiana).

Tornando all’intervento del signor Roberto, egli lo completa con un appello:

Oggi è un’orgia di sporcizia e focolaio di infezioni.
Che cosa aspetta il governo a ripristinare con criteri moderni ed igienicamente sicuri una situazione che sta degenerando ogni giorno di più?. Cosa ci vuole a creare cooperative circoscrivendole in opportune zone a luci rosse, oltretutto molto più facilmente controllabili dalla forze dell’ordine e con periodiche visite dell’igiene pubblica, e tutelare, non solo la dignità, ma molto spesso la stessa incolumità di queste sventurate ragazze?

Per quanto riguarda questo appello, giudicate voi: foste voi a dover decidere, riaprireste o no quelle case, “chiuse” mezzo secolo fa dalla Merlin?

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Comments

117 Risposte a “Meglio Tornare ai Bordelli?”
  1. missblue scrive:

    Devo dire che, da donna, ogni qualvolta in macchina soprattutto d’inverno vedo queste ragazze giovanissime ai margini della strada, semi nude, passeggiare e rabbrividire allo stesso tempo, mi senti stringere un nodo in gola.
    Poi, penso che oltra a quello che vediamo, dietro alla facciata c’è un risvolto ancora più agghiacciante: lo sfruttamento e l’induzione.

    Mi chiedo con che coraggio abbiano potuto disporre di chiudere “quelle case”, ottenendo come unica conseguenza un incremento dello sfruttamento della prostituzione, ma questa volta legalizzato.

    Il solito perbenismo bigotto.

    • Poi, penso che oltra a quello che vediamo, dietro alla facciata c’è un risvolto ancora più agghiacciante: lo sfruttamento e l’induzione.

      E’ solo retorica. Si continua a dire cio’ che tutti sanno ma che nessuno di quelli che governano da decenni ha realmente voglia di risolvere.

      Il traffico di ragazze destinate alla prostituzione ed al mercato del porno, incluse le perversioni come la pedofilia e gli snuff movies, sono alcune delle piaghe che nascono dalla grande divergenza fra Paesi poveri, con alta concentrazione di “manovalanza” (ragazze giovani e carine disperate) e Paesi troppo ricchi in cui esiste una elite in grado di pagare tutto: anche la dignita’ e la vita delle persone.

      Prima ancora del traffico c’e’ quindi una situazione di indigenza e di ignoranza alla base. Nessuna prospettiva di vita degna di essere vissuta, violenze subite fin da adolescenti, quindi disperazione e voglia di fuggire via, finanche con la morte.

      Molte scelgono la strada della prostituzione BEN SAPENDO che saranno sfruttate, ma accettando questo come il male minore, dato che, magari, a casa loro lasciano genitori e/o figli che non hanno altri mezzi di sostentamento. Per dirla in breve: si sacrificano.

      Altre invece vengono ingannate da chi propone loro dei lavori dignitosi ed invece le mandano poi a battere sulle strade per ripagare dei debiti contratti con la forza e dietro la minaccia di far del male alle famiglie rimaste nel Paese di origine. Debiti che le povere ragazzine, che hanno si e no 15-16 anni, credono di ripagare ma che non riusciranno mai a pareggiare restando per sempre imbrigliate nel giro fino a morire consumate dalle malattie oppure dalla droga, oppure ammazzate da un pazzo o da un pappone in un qualche regolamento di conti.

      Risolvere il problema significa agire alla fonte, nei Paesi d’origine, supportando le associazioni che si occupano di accogliere le ragazze orfane, che poi sono quelle fa le quali i trafficanti vanno maggiormente a pescare. Quando arrivano qui, ormai, e’ troppo tardi e lo Stato, le leggi, la polizia, la repressione, l’ostracismo dei perbenisti diventano, per queste povere ragazze, solo ulteriori nemici da combattere.

      Come se gia’ non ne avessero abbastanza di nemici.

      Un’ associazione che si occupa di queste problematiche e’ ad esempio Face to Face Bulgaria, di cui ho scritto qui:

      http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/03/just-new-link.html

      • missblue scrive:

        Chiara, scusa, non ritengo la mia “solo retorica”. Se così fosse, non perderei il mio tempo a scrivere qui. Tutti qui stiamo scrivendo, ogni giorno, cose che tutti sanno ma che il governo non ha voglia di risolvere… ma con la differenza, forse, che le scriviamo proprio in un posto come MC e allo scopo di denunciarle a squarcia gola.
        E’ già una differenza, credo.

        • Non intendevo la TUA come retorica, ma la MIA.

          Scusami se non sono riuscita a spiegarmi. :-)

          • missblue scrive:

            Sono entrata nel sito che hai consigliato tu, ho iniziato a farlo girare. Purtroppo è un “mondo” che mi rendo conto di conoscere pochissimo e, per quanto tenti d’immaginarmelo, è il caso in cui la realtà supera di mille volte la fantasia. In modo atroce.
            Il link che hai riportato tu mi sembra un buon strumento, ha pochi sponsor ho visto… . Vediamo che succede divulgandolo.

            • Grazie. :-)

              Il fatto e’ che quando si parla di questi problemi, esiste un’idea distorta ed ovviamente la colpa e’ (credo) di chi avrebbe l’obbligo di fare informazione.

              Molti servizi in TV , quando parlano di prostituzione, fanno emergere spesso l’aspetto “ricco” e cioe’ le escort che incassano 500-1000 euro a prestazione mentre non dicono che quelle ragazze rappresentano solo una sparuta minoranza e sono dei casi a se’.

              E’ come quando parlano (ad esempio) di calcio E’ ovvio che fa “scena” soffermarsi sugli aspetti magnificenti degli stipendi miliardari di alcuni calciatori d’elite, ma facendo cosi’ si dimenticano di tutto il resto che rappresenta il 99%.

    • Missblue, avevo scritto un lungo commento; purtroppo, ancora una volta, il sistema anti spam di MC l’ha bloccato. Si vede che mi riconosce :mrgreen:

      Se magari si facesse vivo un moderatore e lo sbloccasse gli sarei grata. :-)

  2. Giacomo scrive:

    Per coloro i quali sostengono che è scandaloso che uno stato possa ottenere introiti di natura fiscale dalla prostituzione (cosa che avverrebbe in caso di riapertura dei casini) ricordo che lo stesso stato trae introiti dal commercio delle sigarette che fa decine di migliaia l’anno di vittime per tabagismo soltanto in Italia.

  3. Alessandro scrive:

    mi associo. E’ assolutamente insostenibile il proibizionismo. E non mi limito solamente alla prostituzione. I vantaggi della liberalizzazione sono molteplici: 1. controlli 2. sicurezza 3. introiti fiscali 4.taglio incassi malavita organizzata 5. taglio spese pubbliche per il repressionismo

    • zippole scrive:

      E sopratutto il recupero della dignita’ della donna. Essa ha diritto a far uso del suo sesso come le pare, d’altro canto le violenze a cui viene sottoposta dai papponi e la vendita come merce sono veri motivi di sdegno. La Merlin credeva forse che non ci sarebbe piu’ stata domanda?

      • missblue scrive:

        Quoto!

      • Il Gobb scrive:

        Pensa che conosco gente che per “dignità della donna” intende completa avversione per la prostituzione: se ti prostituisci non hai dignità alcuna, la prostituzione è SEMPRE un male, anche fatta per scelta, e nessuno dovrebbe mai farlo. Neanche vi dico, perché è ovvio, di quale corrente religiosa fanno parte questi miei (e queste mie) conoscenti >_____<

  4. Lameduck scrive:

    Andrò controcorrente e suonerò leggermente fascista ma pazienza. Sulla questione “povere ragazze sfruttate”.
    Esistono indubbiamente ragazze sfruttate sul marciapiede ma se ancora esistono ragazze extracomunitarie o dell’Est che credono di venire in Italia a fare le “segretarie”, di chi è il problema?
    Il fatto che il settore alto bordo della prostituzione sia affollatissimo da ragazze che nessuno obbliga a darla via a pagamento ma che sono ben liete di farlo perchè così guadagnano un pacco di soldi, dimostra purtroppo che a) purtroppo è solo questione di tariffe; b) fare la mignotta è meno faticoso che lavorare in fabbrica, pulire i cessi o lavorare da precaria in un call center con migliaia di persone al giorno che ti mandano a darlo via metaforicamente.
    Siete sicuri che tutte quelle che vedete per strada siano obbligate a farlo?
    Il vero sfruttamento è quello nascosto della prostituzione infantile nei paesi del terzo mondo dove i nostri professionisti vanno a provare il brivido del colonialismo sessuale.
    Siete sicuri che, anche dovendo dare da mangiare a cinque bambini piccoli affamati, l’unica scelta per una donna sia la prostituzione?
    Non è che, anche costrette dal bisogno, quella è solo la strada più facile?

    Un’ultima cosa poi mi tolgo il fez. I vecchi nostalgici del casino dicono che allora c’era pulizia e maggiore controllo sanitario. Bene. Bisognerebbe sapere perchè allora i clienti pagano di più per farlo senza guanto. Forse che nel casino cambierebbero idea e userebbero il preservativo?

    • Fully scrive:

      Andrò controcorrente e suonerò leggermente fascista…

      Apperò! ;-)

      Scherzi a parte, sul fatto che tutte le prostitute siano schiavizzate anch’io nutro seri dubbi

    • missblue scrive:

      Mah…andando per gradi, e secondo me:

      1. Fare la mignotta è meno faticoso: probabilmente sì, ma concedo cmq un’attenuante per quelle donne che crescono in un regime di negazione quasi totale di ogni bene, anche superfluo per carità. Per loro non si tratta solo di “lavorare” ma, prima di tutto, di arrivare a mettersi in pari.. Alcune, arrivate ad un certo punto, smettono anche.

      2. Sono daccordissimo con te che la vergogna più GRANDE è di quei MAIALI schifosi che colonializzano sessualmente paesi stranieri, prendendosela con BAMBINE, non donne. Forse, per evitare anche di essere criticati nelle loro performance!!

      3. Il fatidico “guanto”: ma lo sai che molti degli scriteriati che non lo usano, sono poi anche quelli che tengono una famiglia?!!! A maggior ragione, controllo sanitario SI

    • alessandro scrive:

      Questione preservativo:
      immagino che in una casa chiusa sia più semplice avere/mostrare/richiedere analisi del sangue da chi desidera e da chi fornisce prestazioni sessuali senza preservativo.

    • Oris scrive:

      UNa inchiesta di report (se mi ricordo bee) mise in luce proprio quest aspetto.

      Non tutte vengono schiavizate, molte lo fanno per scelta.

      Infatti io non critico la scelta della carfagna, critico la mancanza di prendere atto del problema e farsene carico, come per altre cose.

    • E’ vero quello che tu dici. Una escort di livello puo’ arrivare ad incassare amche 30-40mila al mese, ma per ognuna di queste ce ne sono 1000 di disperate che vengono defraudate di tutto dall’organizzazione.

      Non si puo’ prendere ad esempio la super top per indicare che il problema in fondo e’ meno grande di quello che appare.

      E’ vero che molte SANNO cio’ che andranno a fare, ma moltissime lo fanno perche’ il loro sacrificio serve a risolvere in fretta situazioni disperate.

      Tieni conto che in Romania le ragazze assunte nelle fabbriche prendono di salario 80-100 euro al mese, con il costo della vita che i anche se non e’ alto come in occidente, non e’ comunque 1/10 ma si aggira su circa il 40-50%

      Per cui in proporzione e’ come se in Italia, con il costo della vita attuale, il salario medio fosse di 200 euro al mese invece di 1000.

      E tieni conto che in quei 100 euro molte ragazze, quelle carine, devono anche far contenti i capoccia.

      Per cui si capisce bene perche’ scelgono di vivere questo tipo d’avventura.

    • zippole scrive:

      Il preservativo sono un po’ cazzi (ehm pardon) di chi se lo vuol togliere. Il tuo discorso e’ ottimo contro chi fa vittimismo, non e’ il caso del mio post precedente. Sono daccordo che molte se lo scelgono, ma tu sottolinei che il livido fa parte del gioco. Io dico che se una vuole darla per soldi, lo faccia pure. Paghi le tasse ecc ecc, ma sopratutto siano rispettati i suoi diritti umani.
      Tu sei per la linea secondo cui un terrorista perda il suo diritto umano di non essere torturato? Dalla teoria alla pratica ce ne passa naturalmente, e una baldracca si trovera’ sempre il cliente problematico a prescindere dalla legge. La soglia tra “te la do per soldi” e lo stupro e’ sottile, ma e’ bene ricordarsi che c’e’ e puo’ verificarsi quotidianamente. A titolo di esempio, quello che ha fatto cronaca ma di sicuro e’ meno frequente, il caso di tempo fa di un transessuale violentato e poi ucciso. Violentato?? Qualcuno potrebbe dire che si stava vendendo. Ma tra vendere una performance e venir maltrattati verbalmente e fisicamente ci passa. Pensa ai casi quotidiani delle prostitute, e dei magnaccia. Una se la sceglie? Si come no, di iniziare. La passera e’ sua. Poi non ne esce piu’, casomai vien venduta a qualche altro pappone. La tua linea presa cosi’ com’e’ mi sembra del tutto fuori luogo.

    • tusaichi scrive:

      non mi è piaciuta una tua frase:
      “se esistono ragazze extracomunitarie o dell’Est che credono di venire in italia a fare le “segretarie”, di chi è il problema?”

      …noi siamo nel primo mondo, settima potenza mondiale e abbiamo un’Informazione da 153° posto nel mondo… forse nel paese di quelle “segretarie” non c’è abbastanza informazione, no? Poi non so, dubito che in moldavia leggano mentecritica.
      Inoltre vi sono prostitute poco più che maggiorenni e a quell’età direi che è d’obbligo essere un po’ fessacchiotti/e e credere al primo che ti propone un lavoro all’estero…

      poi certo, chi lo fa perché è meglio farsi il culo in senso letterale che metaforico c’è… però, visti i prezzi e la legge dell’offerta e della domana, son poche. :)

      • Lameduck scrive:

        Ci saranno sicuramente ragazze che avevano creduto alla favola della “segretaria” e si sono ritrovate sul marciapiede e in seguito un bel giorno sono ritornate al loro paese. Possibile, mi domando, che nessuna dica alle amiche di là: “oh ragazze, state attente che non è vero che andate a fare le segretarie ma le mignotte!” Non è questione di informazione ma di tam tam tra le persone.

        • Lameduck, scusami, io provengo da la’, anche se il mio percorso di vita e’ stato diverso ed in un certo qual modo privilegiato.

          Intendo dire che provengo da uno di quei Paesi e conosco benissimo la situazione anche in quelli limitrofi, fra cui la Moldovia, la Romania, la Bulgaria, l’Ucraina, la Slovacchia. Molte delle mie piu’ care amiche provengono proprio da li’. Ognuna ha una storia differente alle spalle ma comunque alla base c’e’ un disagio SOCIALE, non psicologico o legato a disturbi del comportamento sessuale come alcuni maschietti credono. Un disagio sociale, una scarsa informazione, l’ignoranza legata alla poverta’, il completo disinteresse per la “persona” in quanto tale.

          Un disagio sociale che produce anche incapacita’ di comunicare.

          Molte delle ragazze che sono “trafficate”, e quasi tutte quelle che sono minorenni, provengono dagli orfanotrofi. Sono ragazze senza una vera famiglia, che non hanno studiato. Molte non sanno neppure elaborare pensieri “complessi”, o analizzare una situazione. Il loro vivere e’ fatto di bisogni essenziali che devono soddisfare.

          • Angelika scrive:

            Chiara, sospettavo tutte queste cose. Dietro, per queste ragazze, ci devono essere proprio le situazioni che prospetti tu. E poi, a me non sembra un gran bel vivere stare per strada col sedere al vento, al freddo o sotto il sole cocente, obbligate (credo) a fatturare il più possibile. Penso che se una donna sceglie di prostituirsi, sia anche così intelligente da farlo in condizioni molto più confortevoli e allora, nulla di male. Ma così, per strada, alla mercè di chiunque, questa proprio non mi sembra una scelta.

            • L’ho scritto piu’ sopra (o piu’ sotto, non ricordo): per molte non e’ una scelta. Non lo e’ neppure se SANNO cosa vanno a fare esattamente. Saperlo non significa SCEGLIERE, significa a volte rassegnarsi, sacrificarsi, accettare il minore fra due mali.

              Accettare per paura o per ricatto o per bisogno rende comunque le persone schiave.

          • Lameduck scrive:

            Quindi mi stai dicendo che neppure il racconto diretto, l’esperienza raccontata da chi c’è passato riesce a mettere in guardia queste ragazze?

            • Spesso no. Anzi quasi mai.

              Ma e’ una cosa normale: quante volte i genitori danno ai figli dei consigli in base alle loro esperienze ed i figli non li seguono?

              L’essere umano crede sempre di essere “speciale” e che a lui/lei non accadano certe cose oppure accetta lo stesso quello che pensa sia il male minore.

  5. Lara scrive:

    Il problema è sempre il giochino del “se non lo vedo non c’è”, stesso gioco che si tenta con la legalità dell’aborto, la legalità delle droghe leggere e tant’altro.
    In poche parole viviamo in uno stato ipocrita, pieno di gente che preferisce ignorare i problemi piuttosto che risolverli.
    Aprire le case chiuse significherebbe ammettere due problemi: 1-ammettere l’esistenza di un degrado sociale che spinge le donne a vendersi e 2- ammettere l’esistenza dei clienti (che spesso provengono da alte classi sociali)

    E poi c’è un terzo problema: la parte “migliore del gioco” se ne andrebbe: gli introiti (per i papponi, eh, già, quelli hanno un bel legame con la mafia e non è bene disturbare la Signora…) e le prostitute minorenni (che purtroppo attirano molto più delle attempate di mestiere.)

    • missblue scrive:

      E poi c’è, il solito, quarto problema: dimostrare di essere contrari alla prostituzione, in quanto tale.

      E’ importante che i moralisti più bigotti e integralisti dimostrino di prendere un bel distacco da questo genere di tematiche, condannandole.

      Un pò come dire: “vogliono fare le prostitute? Allora che si arrangino!”.

      • Lara scrive:

        (mi ricorda molto il problema che incontro ogni volta a spiegare che sono cristiana ma favorevole alla legalità dell’aborto…)

        La gente non si rende conto che la prostituzione controllata sarebbe
        -più sicura per tutti (meno pappa in giro, più igiene, meno strade piene di lucciole)
        -più igienica
        -più controllata (e tassata)
        -più civile

        ed oltretutto toglieebbe introiti alla mafia, che è già un passo piccolo ma importante per la nostra Italietta…

        • La chiami italietta…

          Il Paese dove quando si parla di “legalizzare” una cosa sacrosanta si grida allo scandalo, ma poi si fanno indulti e lodi alfano per rendere impuniti ed impunibili coloro che appartengono alla casta. Quelli che non vanno “a puttane” per strada ma le puttane se le fanno arrivare direttamente negli hotel a 5 stelle insieme alla cocaina.

  6. Sara scrive:

    Ho appena sentito al tg che a Roma stanotte hanno dato le prime multe per “atti osceni in luogo pubblico” contro la prostituzione, secondo le nuove norme del sindaco (ma il reato “atti osceni in luogo pubblico esisteva già!). Sono 76 per le prostitute, 30 per i clienti, e il sindaco “si dichiara soddisfatto”.
    Ma come, oltre al danno dello sfruttamento anche la beffa della multa, a cui forse seguiranno violenze.
    Forse il sindaco si dichiara soddisfatto perchè di fatto non vuole punire i clienti…Cari loro ne hanno bisogno di un pò d’amore…
    Comunque a questo punto proponiamo o cioccolata per tutti i casi di carenze affettive o il referendum abrogativo della legge Merlin!

    • Il Gobb scrive:

      E pensa che sui free press di oggi sono riportate, con ampio risalto, i (presunti) commenti delle prostitute, tutti del tono “evvabbè, io non la pago. E anche se dovessi pagarla, sono solo 200 euro: io ne guadagno 700 a notte”.

      Vorrei sapere se sono veri, oppure stringere la mano allo schifoso che li ha inventati >__<

      • Secondo te una stradale che, a 30 euro a marchetta, per incassarne 200 si deve ciucciare (nel vero senso della parola) 7 clienti, non ha problemi?

        Inoltre gli sfruttatori pretendono dalle ragazze una certa “produttivita’” che’ spesso, se non la raggiungono, vengono pure menate.

        Quello che li ha inventati e’ davvero uno schifoso.

  7. Giacomo scrive:

    Comprendo perfettamente che una donna, come Mara ad esempio, possa vedere questo lato della medaglia ma credimi, non è il solito “occhio che non vede, cuore che non duole”: quello della prostituzione è un aspetto intrenseco alla società stessa, da sempre e praticamente in ogni cultura.
    Il degrado sociale di cui parli è quello che durante la guerra o negli anni immediatamente dopo questa spingeva le donne italiane a prostituirsi e che oggi (da diversi decenni) ha spinto derelitte dall’est Europa o dall’Africa a scegliere la strada piuttosto che la fame. Indubbio che esista lo sfruttamento, esecrabile e da condannare, ma altrettanto indubbio che moltissime prostitute lo abbiano fatto di loro iniziativa, per scelta, anche se dolorosa. Ho conosciuto, nella mia esperienza bosniaca, decine di ragazze che decidevano volontariamente di scegliere la via della prostituzione piuttosto che la fame in casa loro e che per anni hanno lavorato per loro stesse. Non facciamo il solito buonismo da parrocchia commuovendoci con lacrimuccia da coccodrillo di fronte alle soap del donbenzi di turno. Ecco perché meglio i bordelli che la strada.

  8. Oris scrive:

    Io credo che il problema si anche la posizione della chiesa…. sai che bomba tirerebbe il ratzinger.

    Credo che sarebbe una buona cosa che fossero gestite dallo stato le “case chiuse” a livello di infrastutture e regole e assistenza sanitaria e eche le professioniste si autoorganizzassero in consorzi o cooperative :D

    Inoltre ricordiamoci che molte professioniste del sesso lo fanno di propria volontà, per i forti guadagni, quindi prevedere anche una regolamentazione fiscale e sociale della professione.

  9. Simone scrive:

    Le case chiuse ci sono in tutta Europa. È una vergogna che in Italia ci siano ragazze sfruttate e costrette a prostituirsi con la forza in mezzo alla strada, col rischio di chissà quali malattie! Che riaprissero le case chiuse e chi vuole fare quel mestiere lo faccia al sicuro e in un posto pulito. La prostituzione poi non è un’arma, non è una droga, non uccide e non rovina nessuno. In germania ci sono le prostitute di 50 anni che fanno volontariato con i disabili, e se le chiami “puttane” c’è chi ti riprende perché per molti è un lavoro da libero professionista come il medico o l’ingegnere. Qui a Roma invece vedi ragazzine di 14 anni che stanno in mezzo ai cespugli a scaldarsi coi copertoni, e pensi che da qualche parte c’è qualcuno che se provano a scappare le ammazza di botte.

    Simone

  10. raffaele scrive:

    credo che sia importante evidenziare come Italia sia diventato sinonimo di “fare nulla”…bloccata la TAV, bloccato il ponte sullo stretto di messina, non facciamo qui non costruiamo il nucleare, non vendiamo alitalia..eppoi scopriamo che un Paese che, potenzialmente sarebbe RICCO se solo si sfruttasse il Turismo (ammesso che qualcuno pensasse prima di agire) si fa scrupoli a razionalizzare una attività fondamentalmente di scambio.Forse che il pizzaiolo non presta la sua opera in cambio di denaro..o che il posatore di mattonelle non faccia altrettanto..oppure il florovivaista od il batrman oppure anche il fonditore piuttosto che il tappezziere? Insomma, nessuno è obbligato a comprare le sigarette, come nessuno è obbligato a comprare e bere alcoolici, come nessuno è obbligato a fornire prestazioni sessuali se non gli piace siano esse in cambio di denaro o meno.Ecco che allora chiedo perchè perdere tanto tempo? Raffaele.

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