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Meglio Tornare ai Bordelli?

17 settembre, 2008 - 13:00 di  
Archiviato in Cazzotti, Meccanica delle Cose, Rassegna Stampa, Storia e Memoria




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Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha proposto al Consiglio dei Ministri un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe contrastare l’esercizio per le strade della professione più antica del mondo. La notizia è stata pubblicata su tutti i giornali, e il Messaggero.it ha raccolto alcuni commenti al riguardo.

Prostituta in mezzo alla strada




Tra i molti commenti, uno in particolare ha richiamato la nostra attenzione. E’ stato scritto da un non meglio identificato signore di Rieti, che si firma Roberto e si autodefinisce “vecchio”, come tale in grado di fornire una testimonianza – presumiamo diretta – che abbiamo trovato interessante sottoporre ai lettori di MC. Eccola:

CASE CHIUSE

Una delle leggi più inutili e dannose è stata la legge Merlin
A chi fa riferimento al Vaticano
[nel corso della discussione si era sostenuto che la chiusura delle "case di tolleranza", altrimenti dette "bordelli" o "casini" fosse stata sollecitata dal Vaticano n.d.r.], ricordo sommessamente che la Merlin era una senatrice comunista [in realtà era socialista, n.d.r.].
Per l’aberrante concezione che non era dignitoso che le prostitute fossero sfruttate (io direi “difese”) dallo Stato sono state sbattute sulla strada alla mercè di ignobili sfruttatori.
Ricordo. Già, ricordo perchè sono vecchio, che le case chiuse erano oasi di trasgressione discreta e controllata, igienicamente sicura. i clienti venivano accuramamente “lavati” prima della prestazione e ciò serviva anche per una sommaria verifica che non avessero infezioni sospette.
Tra un rapporto e l’altro
[le "prestatrici d'opera", n.d.r.] facevano accurati lavaggi con sostanze disinfettanti. Un medico dello Stato le visitava due volte la settimana ed i pericoli di malattie veneree erano ridotti ai minimi termini.
Venivano trasferite ogni due o tre mesi per disperdere le loro tracce.
Quando l’età sfioriva, passavano in bordelli più economici. Agivano nel più totale anonimato ed alla fine sparivano nel nulla.

Henri De Toulouse-Lautrec, alone

La testimonianza di questo sconosciuto lettore del Messaggero ci è sembrata meritevole di essere riportata per coloro (e ormai sono i più, per ovvi motivi anagrafici) che non hanno potuto conoscere direttamente quelle realtà e per le riflessioni che possono scaturire dalla descrizione dei luoghi e dei modi.

Inoltre essa ci ha dato l’occasione di conoscere un po’ della vita e dell’azione politica della senatrice Merlin (e fare i dovuti confronti con i protagonisti odierni della vita politica italiana).

Tornando all’intervento del signor Roberto, egli lo completa con un appello:

Oggi è un’orgia di sporcizia e focolaio di infezioni.
Che cosa aspetta il governo a ripristinare con criteri moderni ed igienicamente sicuri una situazione che sta degenerando ogni giorno di più?. Cosa ci vuole a creare cooperative circoscrivendole in opportune zone a luci rosse, oltretutto molto più facilmente controllabili dalla forze dell’ordine e con periodiche visite dell’igiene pubblica, e tutelare, non solo la dignità, ma molto spesso la stessa incolumità di queste sventurate ragazze?

Per quanto riguarda questo appello, giudicate voi: foste voi a dover decidere, riaprireste o no quelle case, “chiuse” mezzo secolo fa dalla Merlin?

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Comments

117 Risposte a “Meglio Tornare ai Bordelli?”
  1. missblue scrive:

    Devo dire che, da donna, ogni qualvolta in macchina soprattutto d’inverno vedo queste ragazze giovanissime ai margini della strada, semi nude, passeggiare e rabbrividire allo stesso tempo, mi senti stringere un nodo in gola.
    Poi, penso che oltra a quello che vediamo, dietro alla facciata c’è un risvolto ancora più agghiacciante: lo sfruttamento e l’induzione.

    Mi chiedo con che coraggio abbiano potuto disporre di chiudere “quelle case”, ottenendo come unica conseguenza un incremento dello sfruttamento della prostituzione, ma questa volta legalizzato.

    Il solito perbenismo bigotto.

    • Poi, penso che oltra a quello che vediamo, dietro alla facciata c’è un risvolto ancora più agghiacciante: lo sfruttamento e l’induzione.

      E’ solo retorica. Si continua a dire cio’ che tutti sanno ma che nessuno di quelli che governano da decenni ha realmente voglia di risolvere.

      Il traffico di ragazze destinate alla prostituzione ed al mercato del porno, incluse le perversioni come la pedofilia e gli snuff movies, sono alcune delle piaghe che nascono dalla grande divergenza fra Paesi poveri, con alta concentrazione di “manovalanza” (ragazze giovani e carine disperate) e Paesi troppo ricchi in cui esiste una elite in grado di pagare tutto: anche la dignita’ e la vita delle persone.

      Prima ancora del traffico c’e’ quindi una situazione di indigenza e di ignoranza alla base. Nessuna prospettiva di vita degna di essere vissuta, violenze subite fin da adolescenti, quindi disperazione e voglia di fuggire via, finanche con la morte.

      Molte scelgono la strada della prostituzione BEN SAPENDO che saranno sfruttate, ma accettando questo come il male minore, dato che, magari, a casa loro lasciano genitori e/o figli che non hanno altri mezzi di sostentamento. Per dirla in breve: si sacrificano.

      Altre invece vengono ingannate da chi propone loro dei lavori dignitosi ed invece le mandano poi a battere sulle strade per ripagare dei debiti contratti con la forza e dietro la minaccia di far del male alle famiglie rimaste nel Paese di origine. Debiti che le povere ragazzine, che hanno si e no 15-16 anni, credono di ripagare ma che non riusciranno mai a pareggiare restando per sempre imbrigliate nel giro fino a morire consumate dalle malattie oppure dalla droga, oppure ammazzate da un pazzo o da un pappone in un qualche regolamento di conti.

      Risolvere il problema significa agire alla fonte, nei Paesi d’origine, supportando le associazioni che si occupano di accogliere le ragazze orfane, che poi sono quelle fa le quali i trafficanti vanno maggiormente a pescare. Quando arrivano qui, ormai, e’ troppo tardi e lo Stato, le leggi, la polizia, la repressione, l’ostracismo dei perbenisti diventano, per queste povere ragazze, solo ulteriori nemici da combattere.

      Come se gia’ non ne avessero abbastanza di nemici.

      Un’ associazione che si occupa di queste problematiche e’ ad esempio Face to Face Bulgaria, di cui ho scritto qui:

      http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/03/just-new-link.html

      • missblue scrive:

        Chiara, scusa, non ritengo la mia “solo retorica”. Se così fosse, non perderei il mio tempo a scrivere qui. Tutti qui stiamo scrivendo, ogni giorno, cose che tutti sanno ma che il governo non ha voglia di risolvere… ma con la differenza, forse, che le scriviamo proprio in un posto come MC e allo scopo di denunciarle a squarcia gola.
        E’ già una differenza, credo.

        • Non intendevo la TUA come retorica, ma la MIA.

          Scusami se non sono riuscita a spiegarmi. :-)

          • missblue scrive:

            Sono entrata nel sito che hai consigliato tu, ho iniziato a farlo girare. Purtroppo è un “mondo” che mi rendo conto di conoscere pochissimo e, per quanto tenti d’immaginarmelo, è il caso in cui la realtà supera di mille volte la fantasia. In modo atroce.
            Il link che hai riportato tu mi sembra un buon strumento, ha pochi sponsor ho visto… . Vediamo che succede divulgandolo.

            • Grazie. :-)

              Il fatto e’ che quando si parla di questi problemi, esiste un’idea distorta ed ovviamente la colpa e’ (credo) di chi avrebbe l’obbligo di fare informazione.

              Molti servizi in TV , quando parlano di prostituzione, fanno emergere spesso l’aspetto “ricco” e cioe’ le escort che incassano 500-1000 euro a prestazione mentre non dicono che quelle ragazze rappresentano solo una sparuta minoranza e sono dei casi a se’.

              E’ come quando parlano (ad esempio) di calcio E’ ovvio che fa “scena” soffermarsi sugli aspetti magnificenti degli stipendi miliardari di alcuni calciatori d’elite, ma facendo cosi’ si dimenticano di tutto il resto che rappresenta il 99%.

    • Missblue, avevo scritto un lungo commento; purtroppo, ancora una volta, il sistema anti spam di MC l’ha bloccato. Si vede che mi riconosce :mrgreen:

      Se magari si facesse vivo un moderatore e lo sbloccasse gli sarei grata. :-)

  2. Giacomo scrive:

    Per coloro i quali sostengono che è scandaloso che uno stato possa ottenere introiti di natura fiscale dalla prostituzione (cosa che avverrebbe in caso di riapertura dei casini) ricordo che lo stesso stato trae introiti dal commercio delle sigarette che fa decine di migliaia l’anno di vittime per tabagismo soltanto in Italia.

  3. Alessandro scrive:

    mi associo. E’ assolutamente insostenibile il proibizionismo. E non mi limito solamente alla prostituzione. I vantaggi della liberalizzazione sono molteplici: 1. controlli 2. sicurezza 3. introiti fiscali 4.taglio incassi malavita organizzata 5. taglio spese pubbliche per il repressionismo

    • zippole scrive:

      E sopratutto il recupero della dignita’ della donna. Essa ha diritto a far uso del suo sesso come le pare, d’altro canto le violenze a cui viene sottoposta dai papponi e la vendita come merce sono veri motivi di sdegno. La Merlin credeva forse che non ci sarebbe piu’ stata domanda?

  4. Lameduck scrive:

    Andrò controcorrente e suonerò leggermente fascista ma pazienza. Sulla questione “povere ragazze sfruttate”.
    Esistono indubbiamente ragazze sfruttate sul marciapiede ma se ancora esistono ragazze extracomunitarie o dell’Est che credono di venire in Italia a fare le “segretarie”, di chi è il problema?
    Il fatto che il settore alto bordo della prostituzione sia affollatissimo da ragazze che nessuno obbliga a darla via a pagamento ma che sono ben liete di farlo perchè così guadagnano un pacco di soldi, dimostra purtroppo che a) purtroppo è solo questione di tariffe; b) fare la mignotta è meno faticoso che lavorare in fabbrica, pulire i cessi o lavorare da precaria in un call center con migliaia di persone al giorno che ti mandano a darlo via metaforicamente.
    Siete sicuri che tutte quelle che vedete per strada siano obbligate a farlo?
    Il vero sfruttamento è quello nascosto della prostituzione infantile nei paesi del terzo mondo dove i nostri professionisti vanno a provare il brivido del colonialismo sessuale.
    Siete sicuri che, anche dovendo dare da mangiare a cinque bambini piccoli affamati, l’unica scelta per una donna sia la prostituzione?
    Non è che, anche costrette dal bisogno, quella è solo la strada più facile?

    Un’ultima cosa poi mi tolgo il fez. I vecchi nostalgici del casino dicono che allora c’era pulizia e maggiore controllo sanitario. Bene. Bisognerebbe sapere perchè allora i clienti pagano di più per farlo senza guanto. Forse che nel casino cambierebbero idea e userebbero il preservativo?

    • Fully scrive:

      Andrò controcorrente e suonerò leggermente fascista…

      Apperò! ;-)

      Scherzi a parte, sul fatto che tutte le prostitute siano schiavizzate anch’io nutro seri dubbi

    • missblue scrive:

      Mah…andando per gradi, e secondo me:

      1. Fare la mignotta è meno faticoso: probabilmente sì, ma concedo cmq un’attenuante per quelle donne che crescono in un regime di negazione quasi totale di ogni bene, anche superfluo per carità. Per loro non si tratta solo di “lavorare” ma, prima di tutto, di arrivare a mettersi in pari.. Alcune, arrivate ad un certo punto, smettono anche.

      2. Sono daccordissimo con te che la vergogna più GRANDE è di quei MAIALI schifosi che colonializzano sessualmente paesi stranieri, prendendosela con BAMBINE, non donne. Forse, per evitare anche di essere criticati nelle loro performance!!

      3. Il fatidico “guanto”: ma lo sai che molti degli scriteriati che non lo usano, sono poi anche quelli che tengono una famiglia?!!! A maggior ragione, controllo sanitario SI

    • alessandro scrive:

      Questione preservativo:
      immagino che in una casa chiusa sia più semplice avere/mostrare/richiedere analisi del sangue da chi desidera e da chi fornisce prestazioni sessuali senza preservativo.

    • Oris scrive:

      UNa inchiesta di report (se mi ricordo bee) mise in luce proprio quest aspetto.

      Non tutte vengono schiavizate, molte lo fanno per scelta.

      Infatti io non critico la scelta della carfagna, critico la mancanza di prendere atto del problema e farsene carico, come per altre cose.

    • E’ vero quello che tu dici. Una escort di livello puo’ arrivare ad incassare amche 30-40mila al mese, ma per ognuna di queste ce ne sono 1000 di disperate che vengono defraudate di tutto dall’organizzazione.

      Non si puo’ prendere ad esempio la super top per indicare che il problema in fondo e’ meno grande di quello che appare.

      E’ vero che molte SANNO cio’ che andranno a fare, ma moltissime lo fanno perche’ il loro sacrificio serve a risolvere in fretta situazioni disperate.

      Tieni conto che in Romania le ragazze assunte nelle fabbriche prendono di salario 80-100 euro al mese, con il costo della vita che i anche se non e’ alto come in occidente, non e’ comunque 1/10 ma si aggira su circa il 40-50%

      Per cui in proporzione e’ come se in Italia, con il costo della vita attuale, il salario medio fosse di 200 euro al mese invece di 1000.

      E tieni conto che in quei 100 euro molte ragazze, quelle carine, devono anche far contenti i capoccia.

      Per cui si capisce bene perche’ scelgono di vivere questo tipo d’avventura.

    • zippole scrive:

      Il preservativo sono un po’ cazzi (ehm pardon) di chi se lo vuol togliere. Il tuo discorso e’ ottimo contro chi fa vittimismo, non e’ il caso del mio post precedente. Sono daccordo che molte se lo scelgono, ma tu sottolinei che il livido fa parte del gioco. Io dico che se una vuole darla per soldi, lo faccia pure. Paghi le tasse ecc ecc, ma sopratutto siano rispettati i suoi diritti umani.
      Tu sei per la linea secondo cui un terrorista perda il suo diritto umano di non essere torturato? Dalla teoria alla pratica ce ne passa naturalmente, e una baldracca si trovera’ sempre il cliente problematico a prescindere dalla legge. La soglia tra “te la do per soldi” e lo stupro e’ sottile, ma e’ bene ricordarsi che c’e’ e puo’ verificarsi quotidianamente. A titolo di esempio, quello che ha fatto cronaca ma di sicuro e’ meno frequente, il caso di tempo fa di un transessuale violentato e poi ucciso. Violentato?? Qualcuno potrebbe dire che si stava vendendo. Ma tra vendere una performance e venir maltrattati verbalmente e fisicamente ci passa. Pensa ai casi quotidiani delle prostitute, e dei magnaccia. Una se la sceglie? Si come no, di iniziare. La passera e’ sua. Poi non ne esce piu’, casomai vien venduta a qualche altro pappone. La tua linea presa cosi’ com’e’ mi sembra del tutto fuori luogo.

    • tusaichi scrive:

      non mi è piaciuta una tua frase:
      “se esistono ragazze extracomunitarie o dell’Est che credono di venire in italia a fare le “segretarie”, di chi è il problema?”

      …noi siamo nel primo mondo, settima potenza mondiale e abbiamo un’Informazione da 153° posto nel mondo… forse nel paese di quelle “segretarie” non c’è abbastanza informazione, no? Poi non so, dubito che in moldavia leggano mentecritica.
      Inoltre vi sono prostitute poco più che maggiorenni e a quell’età direi che è d’obbligo essere un po’ fessacchiotti/e e credere al primo che ti propone un lavoro all’estero…

      poi certo, chi lo fa perché è meglio farsi il culo in senso letterale che metaforico c’è… però, visti i prezzi e la legge dell’offerta e della domana, son poche. :)

      • Lameduck scrive:

        Ci saranno sicuramente ragazze che avevano creduto alla favola della “segretaria” e si sono ritrovate sul marciapiede e in seguito un bel giorno sono ritornate al loro paese. Possibile, mi domando, che nessuna dica alle amiche di là: “oh ragazze, state attente che non è vero che andate a fare le segretarie ma le mignotte!” Non è questione di informazione ma di tam tam tra le persone.

        • Lameduck, scusami, io provengo da la’, anche se il mio percorso di vita e’ stato diverso ed in un certo qual modo privilegiato.

          Intendo dire che provengo da uno di quei Paesi e conosco benissimo la situazione anche in quelli limitrofi, fra cui la Moldovia, la Romania, la Bulgaria, l’Ucraina, la Slovacchia. Molte delle mie piu’ care amiche provengono proprio da li’. Ognuna ha una storia differente alle spalle ma comunque alla base c’e’ un disagio SOCIALE, non psicologico o legato a disturbi del comportamento sessuale come alcuni maschietti credono. Un disagio sociale, una scarsa informazione, l’ignoranza legata alla poverta’, il completo disinteresse per la “persona” in quanto tale.

          Un disagio sociale che produce anche incapacita’ di comunicare.

          Molte delle ragazze che sono “trafficate”, e quasi tutte quelle che sono minorenni, provengono dagli orfanotrofi. Sono ragazze senza una vera famiglia, che non hanno studiato. Molte non sanno neppure elaborare pensieri “complessi”, o analizzare una situazione. Il loro vivere e’ fatto di bisogni essenziali che devono soddisfare.

          • Angelika scrive:

            Chiara, sospettavo tutte queste cose. Dietro, per queste ragazze, ci devono essere proprio le situazioni che prospetti tu. E poi, a me non sembra un gran bel vivere stare per strada col sedere al vento, al freddo o sotto il sole cocente, obbligate (credo) a fatturare il più possibile. Penso che se una donna sceglie di prostituirsi, sia anche così intelligente da farlo in condizioni molto più confortevoli e allora, nulla di male. Ma così, per strada, alla mercè di chiunque, questa proprio non mi sembra una scelta.

            • L’ho scritto piu’ sopra (o piu’ sotto, non ricordo): per molte non e’ una scelta. Non lo e’ neppure se SANNO cosa vanno a fare esattamente. Saperlo non significa SCEGLIERE, significa a volte rassegnarsi, sacrificarsi, accettare il minore fra due mali.

              Accettare per paura o per ricatto o per bisogno rende comunque le persone schiave.

          • Lameduck scrive:

            Quindi mi stai dicendo che neppure il racconto diretto, l’esperienza raccontata da chi c’è passato riesce a mettere in guardia queste ragazze?

            • Spesso no. Anzi quasi mai.

              Ma e’ una cosa normale: quante volte i genitori danno ai figli dei consigli in base alle loro esperienze ed i figli non li seguono?

              L’essere umano crede sempre di essere “speciale” e che a lui/lei non accadano certe cose oppure accetta lo stesso quello che pensa sia il male minore.

  5. Lara scrive:

    Il problema è sempre il giochino del “se non lo vedo non c’è”, stesso gioco che si tenta con la legalità dell’aborto, la legalità delle droghe leggere e tant’altro.
    In poche parole viviamo in uno stato ipocrita, pieno di gente che preferisce ignorare i problemi piuttosto che risolverli.
    Aprire le case chiuse significherebbe ammettere due problemi: 1-ammettere l’esistenza di un degrado sociale che spinge le donne a vendersi e 2- ammettere l’esistenza dei clienti (che spesso provengono da alte classi sociali)

    E poi c’è un terzo problema: la parte “migliore del gioco” se ne andrebbe: gli introiti (per i papponi, eh, già, quelli hanno un bel legame con la mafia e non è bene disturbare la Signora…) e le prostitute minorenni (che purtroppo attirano molto più delle attempate di mestiere.)

    • missblue scrive:

      E poi c’è, il solito, quarto problema: dimostrare di essere contrari alla prostituzione, in quanto tale.

      E’ importante che i moralisti più bigotti e integralisti dimostrino di prendere un bel distacco da questo genere di tematiche, condannandole.

      Un pò come dire: “vogliono fare le prostitute? Allora che si arrangino!”.

      • Lara scrive:

        (mi ricorda molto il problema che incontro ogni volta a spiegare che sono cristiana ma favorevole alla legalità dell’aborto…)

        La gente non si rende conto che la prostituzione controllata sarebbe
        -più sicura per tutti (meno pappa in giro, più igiene, meno strade piene di lucciole)
        -più igienica
        -più controllata (e tassata)
        -più civile

        ed oltretutto toglieebbe introiti alla mafia, che è già un passo piccolo ma importante per la nostra Italietta…

        • La chiami italietta…

          Il Paese dove quando si parla di “legalizzare” una cosa sacrosanta si grida allo scandalo, ma poi si fanno indulti e lodi alfano per rendere impuniti ed impunibili coloro che appartengono alla casta. Quelli che non vanno “a puttane” per strada ma le puttane se le fanno arrivare direttamente negli hotel a 5 stelle insieme alla cocaina.

  6. Sara scrive:

    Ho appena sentito al tg che a Roma stanotte hanno dato le prime multe per “atti osceni in luogo pubblico” contro la prostituzione, secondo le nuove norme del sindaco (ma il reato “atti osceni in luogo pubblico esisteva già!). Sono 76 per le prostitute, 30 per i clienti, e il sindaco “si dichiara soddisfatto”.
    Ma come, oltre al danno dello sfruttamento anche la beffa della multa, a cui forse seguiranno violenze.
    Forse il sindaco si dichiara soddisfatto perchè di fatto non vuole punire i clienti…Cari loro ne hanno bisogno di un pò d’amore…
    Comunque a questo punto proponiamo o cioccolata per tutti i casi di carenze affettive o il referendum abrogativo della legge Merlin!

    • Il Gobb scrive:

      E pensa che sui free press di oggi sono riportate, con ampio risalto, i (presunti) commenti delle prostitute, tutti del tono “evvabbè, io non la pago. E anche se dovessi pagarla, sono solo 200 euro: io ne guadagno 700 a notte”.

      Vorrei sapere se sono veri, oppure stringere la mano allo schifoso che li ha inventati >__<

      • Secondo te una stradale che, a 30 euro a marchetta, per incassarne 200 si deve ciucciare (nel vero senso della parola) 7 clienti, non ha problemi?

        Inoltre gli sfruttatori pretendono dalle ragazze una certa “produttivita’” che’ spesso, se non la raggiungono, vengono pure menate.

        Quello che li ha inventati e’ davvero uno schifoso.

  7. Giacomo scrive:

    Comprendo perfettamente che una donna, come Mara ad esempio, possa vedere questo lato della medaglia ma credimi, non è il solito “occhio che non vede, cuore che non duole”: quello della prostituzione è un aspetto intrenseco alla società stessa, da sempre e praticamente in ogni cultura.
    Il degrado sociale di cui parli è quello che durante la guerra o negli anni immediatamente dopo questa spingeva le donne italiane a prostituirsi e che oggi (da diversi decenni) ha spinto derelitte dall’est Europa o dall’Africa a scegliere la strada piuttosto che la fame. Indubbio che esista lo sfruttamento, esecrabile e da condannare, ma altrettanto indubbio che moltissime prostitute lo abbiano fatto di loro iniziativa, per scelta, anche se dolorosa. Ho conosciuto, nella mia esperienza bosniaca, decine di ragazze che decidevano volontariamente di scegliere la via della prostituzione piuttosto che la fame in casa loro e che per anni hanno lavorato per loro stesse. Non facciamo il solito buonismo da parrocchia commuovendoci con lacrimuccia da coccodrillo di fronte alle soap del donbenzi di turno. Ecco perché meglio i bordelli che la strada.

  8. Oris scrive:

    Io credo che il problema si anche la posizione della chiesa…. sai che bomba tirerebbe il ratzinger.

    Credo che sarebbe una buona cosa che fossero gestite dallo stato le “case chiuse” a livello di infrastutture e regole e assistenza sanitaria e eche le professioniste si autoorganizzassero in consorzi o cooperative :D

    Inoltre ricordiamoci che molte professioniste del sesso lo fanno di propria volontà, per i forti guadagni, quindi prevedere anche una regolamentazione fiscale e sociale della professione.

  9. Simone scrive:

    Le case chiuse ci sono in tutta Europa. È una vergogna che in Italia ci siano ragazze sfruttate e costrette a prostituirsi con la forza in mezzo alla strada, col rischio di chissà quali malattie! Che riaprissero le case chiuse e chi vuole fare quel mestiere lo faccia al sicuro e in un posto pulito. La prostituzione poi non è un’arma, non è una droga, non uccide e non rovina nessuno. In germania ci sono le prostitute di 50 anni che fanno volontariato con i disabili, e se le chiami “puttane” c’è chi ti riprende perché per molti è un lavoro da libero professionista come il medico o l’ingegnere. Qui a Roma invece vedi ragazzine di 14 anni che stanno in mezzo ai cespugli a scaldarsi coi copertoni, e pensi che da qualche parte c’è qualcuno che se provano a scappare le ammazza di botte.

    Simone

  10. raffaele scrive:

    credo che sia importante evidenziare come Italia sia diventato sinonimo di “fare nulla”…bloccata la TAV, bloccato il ponte sullo stretto di messina, non facciamo qui non costruiamo il nucleare, non vendiamo alitalia..eppoi scopriamo che un Paese che, potenzialmente sarebbe RICCO se solo si sfruttasse il Turismo (ammesso che qualcuno pensasse prima di agire) si fa scrupoli a razionalizzare una attività fondamentalmente di scambio.Forse che il pizzaiolo non presta la sua opera in cambio di denaro..o che il posatore di mattonelle non faccia altrettanto..oppure il florovivaista od il batrman oppure anche il fonditore piuttosto che il tappezziere? Insomma, nessuno è obbligato a comprare le sigarette, come nessuno è obbligato a comprare e bere alcoolici, come nessuno è obbligato a fornire prestazioni sessuali se non gli piace siano esse in cambio di denaro o meno.Ecco che allora chiedo perchè perdere tanto tempo? Raffaele.

  11. simona_rm scrive:

    Meglio Tornare ai Bordelli?
    SI. SI. SI. SI.

    La prostituzione non è un problema risolvibile. Ma si presta ad essere controllabile. Esiste da sempre ed ovunque. Quindi, o si diventa tutti mormoni, quaccheri o chissachè, o si accetta il fatto come un evento sociale naturale. Ad alcuni serve, come adare la domenica allo stadio o spaccarsi i timpani in discoteca. Anche queste sono cose che non capisco, ma non mi sento di proibirle.
    Si potrebbero togliere di mezzo tanti papponi e spacciatori, il vero schifo della prostituzione sono loro. Ma credo che molte prostitute non sarebbero d’accordo, se agli introiti devi togliere le tasse, l’affitto, le spese mediche……il gioco potrebbe non valere la candela. Penso che una quantità di “abusivismo” rimmarrà sempre.

    Mò, la Merlin avrà pure preso una cantonata chiudendo i bordelli (ma erano altri tempi), però il paragone con la carfagna non se lo meritava proprio. Povera Merlin.
    Quando ho visto la carfagna -tutta compostina nella sua giacchettina-parlare delle multe alle prostitute……ho pensato alle sue foto porno…..non lo faccio mai, giuro. Mi è sempre sembrato troppo facile attaccarla da “quel lato”, ma stavolta si meriterebbe che qualcuno le ricordasse di quando lei vendeva il suo corpo. Sarebbe proprio il caso.
    Quando le chiesero un commento in occasione del gay pride, disse: “ora io sono SOBRIA, LORO non lo saranno mai”………che avrà voluto dire? Che prima di posare nuda si era SBRONZATA? :D POVERACCIA

    • Sara scrive:

      Simo sei tornata! Ti quoto!
      Referendum?

      • simona_rm scrive:

        Referendum, magari! Ma questo governo non ci lascerà decidere mai più qualcosa. (Oggi, berlusca ha dichiarato che stanno confezionando la nuova legge elett. per le europee…tolgono la preferenze e sbarrano al 5%!)

        Ciao tesoro,
        sono tornata con un rimarchevole “riMmarrà” (l’ho visto ora!) non male. Latiterò ancora, sto intasata di lavoro.

        Qui come va? Fate i bravi?
        Approposito: ho sentito “the kitchen”, mi piace un sacco!

        • Sara scrive:

          Beh ma il referendum è un’azione popolare, basta essere 500mila! Io posso convincere almeno 50 amici…
          Sono felice che ti piaccia the kitchen, sarà il primo singolo! Gireremo il video non appena avremo qualche soldo…La difficile strada dell’autoproduzione…
          Qui tutto bene a parte il nostro paese, non lo prenderebbe da aggiustare nessun carrozziere! I francesi c’hanno provato con un pezzettino “volante”, ma gliel’hanno impedito e ora si stanno godendo la sit-com…

  12. Angelika scrive:

    Mah, sono molto combattuta. Tanto che do ragione a voi tutti, indistintamente, e a nessuno. Non posso farci niente, ma vorrei davvero che si trovasse il sistema per far sparire la prostituzione. Lo so, lo so la mia è una chimera: è nata con la notte dei tempi e sparirà quando finirà il mondo, però (e chiamatemi donbenzina!) a me quelle adolescenti mezze nude sulla Salaria mi fanno una pena infinita. Lo so, magari alcune (molte?) sapevano cosa venivano a fare qui, guadagneranno più di me (ah, poco ma sicuro), ma io continuo a restare senza parole davanti allo spettacolo dei loro corpi. Per finire, che voglio dire? Che la Carfagna è la solita ipocrita, con una tal faccia di tolla da mostrare riprovazione per le sfortunate che si trovano a esercitare il mestiere (ah, proprio lei!), che la sua legge non cambierà proprio nulla ma è la solita cassa mediatica che attirerà le simpatie e i voti dei soliti fessi. E allora le case chiuse? Mah, a me fa orrore che le donne debbano vendersi, in pubblico o in casa, e non riesco a prendere posizione. Non è che se non le vedo per strada, il problema non esiste. Mi ricorda tanto il vecchio sistema della cattiva casalinga che nasconde la polvere sotto il tappeto: tutto sembra pulito ma in fondo brulicano i vermi! No, non so decidermi…

  13. Fully scrive:

    Posso chiedere di evitare di cadere nel battutismo facile (“Carfagna, da che pulpito?”)? Qui non si voleva fare una digressione sulla moralità del ministro, bensì discutere sul merito e sulle conseguenze del suo provvedimento.
    Grazie

    • simona_rm scrive:

      Non ce l’ho fatta! Stavolta no.
      Però ho articolato un pensiero anche sulle probabili conseguenze del provvedimento e non ho usato la parola “pulpito”.
      Ciao caro.

    • Angelika scrive:

      Scusa Fully, immagino che la rampogna sia diretta a me. Ebbene, ma possibile che dobbiamo essere sempre così corretti verso questi soggetti e criticarne solo i provvedimenti? Io immagino che le azioni di una persona siano la totalità del suo essere e perciò non credo di fare peccato se penso che, nella faccenda in questione, il provvedimento della Carfagna sia ipocrita e malfatto anche e soprattutto perché discende da una persona quale lei è, e che proprio perché è così, fa parte di un governo che si ammanta di perbenismo, strombazzando a destra e manca allarme sociale, e promulgando decreti inefficienti se non dannosi in ogni settore? Spero di essermi espressa bene, ma vedete, ne ho abbastanza di questa gente e soprattutto delle sue ministre, che mi stanno facendo vergognare ogni giorno, e ogni giorno di più, di essere italiana e donna!

      • Concordo. Nel senso che se un provvedimento del genere fosse stato proposto da una persona irreprensibile, non vulnerabile anche a certe critiche di bassa lega, anche l’impatto sull’opinione pubblica sarebbe stato diverso. Preso piu’ seriamente.

        Cioe’ se a proporre una legge contro la droga e’ proprio chi fino a ieri si strisciava chilometri di cocaina (e forse continua pure a farlo), il tutto assume un alone di ridicolo e di ipocrisia.

        • fully53 scrive:

          La mia non voleva essere una rampogna (tantomeno personalizzata) bensì un invito (mi auguro non sgarbato).

          Che parte dalla considerazione che i provvedimenti di un governo, così come ogni azione della singola persona, dovrebbero essere valutati sulla base di elementi oggettivi, scindendoli dalla soggettività di chi li propone.
          Altrimenti si rischia di applicare una sorta di “doppia morale” (quello che dici/fai è corretto o scorretto a seconda che tu mi sia amico/simpatico o no) oppure di esprimere giudizi non sul provvedimento in sé bensì sulla coerenza tra questo e la storia di chi lo propone.

          Mi è parso giusto tentare di proteggere il dibattito da un tranello di scorrettezza metodologica. Niente altro.

          • oppure di esprimere giudizi non sul provvedimento in sé bensì sulla coerenza tra questo e la storia di chi lo propone.

            IL detto “predicare bene e razzolare male” non e’ stato inventato per nulla.

            Il comportamento di chi propone ed il provvedimento in se’ sono intimamente connessi.

            • missblue scrive:

              Sul detto del “razzolar..” sono più che daccordo.

              Però…Mi permetto un’ultima riflessione sulla Carfy e poi io chiudo: visto il suo passato, mi sarei aspettata proprio un comportamento diverso. Chiara dice: decreto anti droga da chi, fino a ieri, ne consumava. E perchè no?? Dico io. Proprio da persone “del mestiere” (NON sto dicendo che la Carfy è una battona MA che è più sul “pezzo” magari di me) che mi aspetto idee innovative. Perchè si sanno muovere meglio.
              E’ questo che mi fa incazzara di lei… cambia rotta sì ma per, con un colpo di spugna, pretendere proprio di cancellare le esperienze del suo passato..
              A cosa le sono servite, allora??

              E’ la risposta che tutti diamo a questa domanda che, credo, ci porti immancabilmente a ritrovarci a parlare male di lei..

              • Monica scrive:

                Si chiama “argomentum ad hominem”.
                E’ una delle fallacie dell’argomentazione; quando si parla dell’uomo o della donna proponente invece che dell’oggetto della proposta. (v. sotto)
                Per argomentare circa la correttezza di un provvedimento credo lo si debba fare concentrandosi su di esso, spersonalizzandolo in un certo modo per vederlo nella sua oggettività, per quanto possibile.

          • Monica scrive:

            Conosci anche tu le fallacie dell’argomentazione!
            Argomento interessante.

            Argomentum ad hominem o Tu quoque (anche tu): consiste nel confutare una tesi attaccando il proponente per il fatto di essere ipocrita, di avere una condotta ambigua, o di essere selettivo e quindi incoerente nell’affermare un certo principio.

            ESEMPIO: Il medico mi ha detto che dovrei smettere di fumare se voglio stare meglio, il medico fuma molto, quello che dice il medico non deve essere preso in considerazione. Oppure: Verdi sostiene che si dovrebbero pagare le tasse, verdi è un noto evasore fiscale, le tasse non devono essere pagate.

            (esempio tratto da wiki)

            • Oris scrive:

              Io lo traduco: fate come dico, non come faccio…. ma alla gente non piace, preferisce le questioni di principio…

              • 1) Io sono un legislatore
                2) faccio una legge contro la pedofilia.
                3) si viene a scoprire che sono un pedofilo.

                Mi spieghi come si fa a scollegare le due cose?

                Ok, la legge e’ una buona legge e resta in vigore, ma tu, caro mio, come minimo ti dimetti prima di andare in galera.

                Ma cosa avviene allorquando, ad un’analisi dei fatti si scopre che la legge non e’ buona ed invece di punire i pedofili punisce i bambini?

                A quel punto, oltre all’argumentum ad hominem, con conseguente sputtanamento del legislatore pedofilo, c’e’ anche l’accusa di malafede.

            • Se il medico fa una legge per vietare il fumo oppure Verdi fa una legge per punire duramente gli evasori oppure la Carfagna fa una legge che punusce chi va fuori nudo/a, e non si tratta solo di “consigli”, ma si tratta di stabilire degli obblighi che valgano per la collettivita’, cioe’ il medico, Verdi e la Carfagna intendono decidere cio’ che devo fare io mentre loro si ritengono esonerati perche’ fumano, non pagano le tasse e vanno fuori nudi, allora, nel tal caso, e’ lecito criticare le leggi rifacendosi all’ argumentum ad hominem (del resto se Caesar l’ha usato non vedo perche’ una semplice zingara non dovrebbe).

              Quando si hanno cariche pubbliche e si decide per la collettivita’, si deve dare l’esempio o i provvedimenti proposti perdono di forza e lasciano scoperti i fianchi a critiche come quelle che molti stanno facendo nei confronti della Carfagna

              • Scusa mi sono accorta di essere stata impulsiva… forse piu’ che criticare le leggi sono criticabili LORO come persone, e dovrebbero dimettersi.

                Fatto sta che la legge della Carfagna e’ una legge inutile e propagandistica. L’avesse fatta anche Rosi Bindi sarebbe comunque una schifezza.

                • Monica scrive:

                  E’ su questo punto che dovremmo confrontarci e credo che siamo già d’accordo.

                  • Infatti. Confrontiamoci sulla legge da una parte, e critichiamo le persone per la loro incoerenza. Che siano state loro a fare la legge oppure no.

                    Ma guarda caso l’hanno fatta loro…

                    Ed allora i due argomenti vengono inevitabilmente a sovrammettersi.

                    • Monica scrive:

                      Sono su due piani completamente diversi a mio avviso.
                      La legge è una legge che posso valutare a prescindere dalle persone che l’hanno emanata, il processo attraverso il quale si perviene ad una legge poi non è mai del tutto personalistico.
                      Non è stata certo la Carfagna a redigere il testo di legge, indipendentemente dal fatto che le sia stata attribuita per competenza. E non l’ha votata solo lei.

                      Per analizzare la legge potremmo vedere che effetto fa sulla società, da quali principi è ispirata, se risolve o aggrava la situazione nel breve e nel lungo periodo, se è accettata dalla cittadinanza, se è nel rispetto di altre leggi e di principi più universali, che impatto ha nel bilancio, ecc. ecc.

                      Le persone coinvolte nel processo le giudico a parte, come non ritengo che un figlio sia responsabile delle colpe di un genitore, QUASI (sottolineo quasi perché sono consapevole che l’esempio è un po’ tirato) allo stesso modo mi pongo verso questo problema.

                      La legge non mi piace.
                      La Carfagna è solo una pedina.
                      La sua moralità o etica mi interessano poco, ma se da lei venisse qualcosa di buono (per esempio sono ripartiti all’università i corsi Donne politica e istituzioni, fermi da anni) lo giudicherei per quello che è.
                      L’ha fatta la Carfagna? Se anche l’avesse fatto una porno star o un porno divo, se il provvedimento fosse giusto, in se e per se, non mi interesserebbe affatto e positivamente lo giudicherei.

                    • se il provvedimento fosse giusto, in se e per se, non mi interesserebbe affatto e positivamente lo giudicherei.

                      E’ proprio qui il punto, secondo me.

                      Se fosse giusto…

                      Il fatto e’ che non lo e’. E’ come se in una legge antipedofili si multassero i bambini.

                      E quando non lo e’, come in guerra ed in amore, pare che ogni mezzo sia lecito per smontarla.

                      Forse non sara’ un meccanismo completamente “razionale”, ma le persone non sono HAL9000 ed il fattore emotivo e’ importante, a volte, per far prevalere le proprie tesi.

                    • missblue scrive:

                      Rispondo qui ma per quotare l’ultimo post di Chiara.

                      Il provvedimento non è giusto, infatti, in più non mi sarei aspettata tanta intrasigenza da parte proprio di questa ministra.

                      Ma sono anche daccordo con Monica nel constatare che, la ministra, è solo una pedina.

          • Dato che hai citato una mia risposta per controbattere un mio commento altrove e’ bene specificare qui il senso del mio pensiero.
            Tu scrivi:

            Altrimenti si rischia di applicare una sorta di “doppia morale” (quello che dici/fai è corretto o scorretto a seconda che tu mi sia amico/simpatico o no) oppure di esprimere giudizi non sul provvedimento in sé bensì sulla coerenza tra questo e la storia di chi lo propone.

            In questa tua obiezione fai un errore di fondo perche’ unisci due aspetti diversi e cioe’:

            a) si contesta cio’ che dice una persona perche’ ci e’ antipatica
            b) si contesta un provvedimento di legge fatto da chi non aveva mostrato irreprensibilita’ sul tema proposto.

            Sul punto a) ovviamente sono d’accordo con te, e cioe’ non si possono giudicare le opinioni in base al sentimento di simpatia/antipatia che si prova per chi le espone.

            Sul punto b) invece, come cittadina tenuta a rispettare delle leggi, ho il diritto di contestare il legislatore qualora egli stesso abbia razzolato male riguardo tema esposto nella legge. Intendo dire che un super evasore fiscale puo’ anche legiferare per far pagare le tasse alla gente, ma la gente ha tutto il diritto di fischiarlo.

            Spero di essere stata Chiara. Almeno questa volta. :-)

            Che la Forza sia con te :-)

  14. vanda scrive:

    Ohhhh mi dovete scusare, ma non ci riesco a non cadere nel battutismo
    per cui:
    Sì alla riapertura dei casini a protezione di chi decide di vendere il proprio corpo, dato che sono persone che comunque assumono sulla loro pelle tutte le conseguenze delle loro scelte.

    Però, potremmo buttare in strada chi prostituisce il proprio cervello, riversando le conseguenze delle loro scelte sugl’altri.

    Perdono a tutti!!!!

    • Oris scrive:

      Il tuo concetto di democrazia (come quello di altri) è strano:
      si potrebbe riassumere con “chi non vota come me ha prostituito il cervello”.

      Oppure peggio ancora:”chi non vota come me m fa una violenza perchè usufruendo di un suo diritto mi fa danno, visto che non la pensa come me”.

      • vanda scrive:

        Eih!!! avevo anticipato che era una battuta, e mi sono pure scusata per questo. Comunque prostituisce il proprio cervello chi carpisce la buona fede altrui, per scopi personali; sapessi quanti ce ne sono anche tra quelli che ho votato io.
        Prostituti loro e stupida io!

  15. Ma sì, riapriamoli, ovviamente vietando la prostituzione in strada. Almeno ci sarà un minimo di controllo (anche se è improbabile che la prostituzione di strada sparisca del tutto, è anche questione di cultura, di accettazione da parte dei clienti di situazioni che ancor prima che tristi sono pericolose)

  16. ilBuonPeppe scrive:

    Sulla riapertura dei bordelli sono sostanzialmente d’accordo.
    Sul disegno di legge della Carfagna c’è da chiarire quali sono i veri obiettivi:
    1) dare un argomento di discussione a giornalisti e persone comuni
    2) raccontare ancora una volta la favola che si risolva un problema
    3) intasare ancora di più le aule dei tribunali
    Sul profilo tecnico è illuminante la spietata analisi fatta lunedì da Travaglio.

  17. Carlo Fronteddu scrive:

    Ciao a tutti.
    Penso che riaprire i bordelli sia solo affrontare un problema con un altro, forse più controllabile e gestibile ma che alla lunga, non risolve nulla.
    In primo luogo bisogna evitare il problema della prostituzione a monte, come già detto da Chiara, cercando di fare in modo che donne e bambine e le famiglie di queste non possano essere ricattabili con facili promesse di un mondo migliore altrove, e l’unico modo per farlo penso sia aumentare il livello di istruzione in quei paesi, far capire a loro cosa è il mercato della prostituzione e prepararle, in modo da riddurre ogni possibile attrattiva, migliorare le condizioni dei lavoratori con l’introduzione di diritti, con aumenti salarariari proporzionali al costo della vita in quei luoghi.
    Per secondo, non credo che con l’apertura dei bordelli si diminuiscano le entrate delle mafie ma anzi si finirebbe con l’istituzionalizzarle. Non mi ricordo chi tra Falcone o Borsellino disse questa frase “cosa nostra le tasse le paga, anzi ne paga molte di più di quelle che dovrebbe” questo per riciclare con più facilità il denaro sporco.
    Ora maledizione siamo in Italia! Le mafie saranno le prime a creare cooperative di case chiuse, società specializzate nella gestione di prostituzione etc.
    Grandi veramente grandi, il miglior modo per rendere legale ed invisibile il mercato degli esseri umani è istituzionalizzarlo!
    Non sarebbe meglio cercare in tutti i modi cercare di risolvere il problema alla fonte? Piuttosto che regolamentarlo in uscita? Lasciare che siano le donne poi a scegliere se vogliono fare le prostitute oppure no.

    • Tutte cose condivisibili, pur restando fermo il mio convincimento che per una donna che decide autonomamente di prostituirsi ad un livello tale da poter decidere della propria “politica aziendale”, compensi, servizi offerti, eccetera, la professione e’ sicuramente una delle migliori per poter assurgere ad un livello di vita economico oltre quello sperabile in altri campi.

      Ritengo quindi la prostituzione un’alternativa valida come quella di fare l’attrice, l’artista o la professionista in ogni altro campo, finanche la massaggiatrice o la manicurista.

      Se solo si iniziasse a pensare al sesso scollegato dalle implicazioni emotive, sentimentali e morali, ci si accorgerebbe che e’ un fatto naturale come mangiare o dormire per cui chi opera in tale settore potrebbe essere equiparata ad una locandiera che offre alloggio e cibo nella sua locanda.

      Credo che un po’ alla volta l’umanita’ ci arrivera’ a comprendere pienamente questo concetto che, ahime’, ancor oggi viene affrontato come fossimo ancora nel medioevo.

      Anzi nel medioevo erano addirittura piu’ tolleranti.

      • Carlo Fronteddu scrive:

        Cara Chiara, non sono stato chiaro(perdonami il bisticcio di parole). Quello che intendevo dire è che bisogna porre l’effettiva libertà dell’essere umano di prostituirsi se lo vuole, non accomunando le scelte(indiscutibili), le coercizioni, le truffe. Se si eliminanassero o si limitassero le situazioni che costringono una donna(o uomo) a non scegliere in libertà, allora da quel momento in poi si potrà discutere di case chiuse, bordelli, prostituzione di strada, intervento e regolamentazione statale, ma prima della risoluzione di questo problema la semplice creazione di case chiuse anche controllate dallo stato non risolveranno nulla.

  18. bibiebibo scrive:

    riaprire i bordelli? così sconfiggiamo la prostituzione o si calano le braghe?
    Io penso che la soluzione sia la regolamentazione della prostituzione, cosiderandola una professione come un’altra. Il ghettizzarla non funziona, se ne sono accorti anche ad Amsterdam che in quanto a sperimentazioni sono avanti anni luce. E cmq il problema non tanto la prostituzione in quanto tale ma lo sfruttamento. Sul favoreggiamento ho sempre avuto dei dubbi. Se è lecito fare pubblicità alla fiat visto che è lecito vendere macchine, perchè non è lecito fare pubblicità ad una prostituta se prostituirsi è legale? E’ il traffico di esseri umani che deve essere fermato e non penso che la riapertura dei bordelli risolva il problema, ci sarebbero comunque bordelli clandestini (ci sono già…figuriamoci dopo).
    a.y.s. Bibi
    P.S. detto tra noi non è che considerare la prostituzione una professione mi sembra una cosa di cui andare fieri e che il diritto di prostituirsi sia il massimo obbiettivo nella scala di valutazione dei diritti umani.

    • Caro Bibi, io posso tranquillamente andare a letto con un cliente, divertendomi o non divertendomi per soldi. Esattamente come un’autista affitta se stesso per accompagnare in giro persone che possono essere, durante il viaggio, piacevoli oppure no.

      E’ un mestiere come un altro ed io non ci vedo niente di male.

      Da un mestiere come la prostituta a vendersi un rene ce ne corre… anche se nel mondo ahime’ si vede anche questo.

      Pero’ a questi eccessi. la vendita di parti del proprio corpo amputate chirurgicamente, non hanno niente a che vedere con un pompino e chi ci arriva e’ assai piu’ disperato/a di una ragazza che sceglie di fare la vita.

      Mentre chi fa VERAMENTE schifo e’ chi vende il proprio cervello e la propria creativita’ per metterla al servizio di biechi individi che per il profitto ucciderebbero milioni di persone (ad esempio certe multinazionali farmaceutiche).

      Sono laureata in microbiologia, avrei potuto lavorare per una di queste aziende. Magari avrei potuto contribuire ad elaborare un farmaco in grado di proteggere dall’AIDS… il direttore mi avrebbe fatto i complimenti facendomi vedere i grafici delle vendite del farmaco, ad un prezzo inaccessibile per la povera gente veramente bisognosa, ma vendutissimo fra i miliardari con la passione di scopare senza condom.

      Oppure avrei potuto lavorare nell’industria militare dove avrei contribuito alla fabbricazione di armi battereologiche in grado di uccidere tutti gli esseri umani con un determinato carattere genetico. Avrei potuto far carriera. Avrei potuto andare ai ricevimenti di gente importante e per la mia dedizione al lavoro avrei ricevuto premi ed onorificenze…

      Sarei stata una “brava persona”, rispettabile…

      Invece, grazie ad alcuni percorsi di vita (e dico grazie) ho scelto l’avventura, la liberta’ e la mia coscienza. Una vita di cui non mi pento e non mi vergogno.

      Un certo mestiere, fatto per scelta, e’ la massima espressione di etica: non si ruba niente a nessuno e non si sfruttano altre persone. Non vedo perche’ debba essere classificato come “una cosa di cui non andar fieri”.

      • davide scrive:

        Distinta Chiara,

        “”Sono laureata in microbiologia, avrei potuto lavorare per una di queste aziende. Magari avrei potuto contribuire ad elaborare un farmaco in grado di proteggere dall’AIDS… il direttore mi avrebbe fatto i complimenti facendomi vedere i grafici delle vendite del farmaco, ad un prezzo inaccessibile per la povera gente veramente bisognosa, ma vendutissimo fra i miliardari con la passione di scopare senza condom.”"

        Sinceramente non è che amo le multinazionali, ma non lavorare per una casa farmaceutica perchè le medicine probabilmente sarebbero state comprate da gente benestante lo trovo molto ingenuo. Può darsi che all’inizio le medicine siano accessibili solo ad una minoranza della popolazione, ma se sono prodotti efficaci in genere vengono commercializzati fra gran parte della popolazione. Per quanto riguarda i paesi poveri dovrebbero essere gli stati più ricchi che aiutano finanziariamente gli stati più poveri a comprare le medicine. Pretendere questo dalle imprese, che vendano in perdita, non ha molto senso.

        Ciao

      • bibiebibo scrive:

        faccio fatica a districarmi tra questi incroci di commenti, vedrò di abituarmi quanto prima ma ogni tanto perdo un pò il filo.
        tornando all’argomento, io ho detto che non ritengo essere una cosa di cui andare fieri il considerare la prostituzione una professione perchè non la considero una “professione”. Questo non significa che chi esercita “il mestiere” (come viene comunemente detto) debba essere considerato di serie B ma anzi ha tutto il mio rispetto. E’ il considerare che il prostituirsi possa essere una forma “codificata” di vita che non mi sembra il masssimo. Dialogo immaginario: papà- allora sonia dì a paparino cosa vuoi fare da grande”, sonia- “la zoccola”, papà- “ah però..che bello!” Ecco non riesco a considerare un tale dialogo il massimo traguardo dell’evoluzione dell’uomo. Che poi i fatti della vita portino a scelte più o meno volontarie, più o meno drastiche, questa è un’altra storia. Che la prostituzione vada regolamentata, d’accordo, ma a sentire le voci in giro sembra che sia una cosa normale come fare il benzinaio. No, non è così e tu sai benissimo che ci vogliono palle quadre e doppie per poter esercitare questa “professione” e che per una che riesce, ce ne sono migliaia che vengono fagocitate.E’ sbagliato a mio avviso, il messaggio che sta passando e che cioè che sia un mestiere come un altro; la realtà è ben diversa.
        a.y.s. Bibi

  19. non è che considerare la prostituzione una professione mi sembra una cosa di cui andare fieri e che il diritto di prostituirsi sia il massimo obbiettivo nella scala di valutazione dei diritti umani.

    Questo e’ un concetto che molti esprimono, ma poi non proseguono dandone le motivazioni.

    Perche’ nella scala dei valori deve essere ritenuto inferiore (ad esempio) a chi fa il leccaculo del capo?

    C’e’ sempre questa leggera allusione al sesso come una cosa “sporca”. Voi italici non ve la toglierete mai questa concezione “paolina” del corpo, contenitore dell’anima e quindi inviolabile.

    Oppure del sesso che puo’ essere fatto in modo “pulito” solo per “amore” e per “procreare”.

    Cosa ha da vergognarsi chi invece lo fa per “divertirsi” o per guadagnare?

    Se mai la vergogna la si dovrebbe trovare negli aspetti della vita che ne vengono in qualche modo coinvolti, come ad esempio il tradimento di un partner che si fida di noi, oppure il distogliere risorse (soldi) che altrimenti sarebbero destinate ad un miglior tenore famigliare, non certo nell’atto di “copula” in se’ che e’ un fatto del tutto naturale. Ne’ piu’ ne meno di quello che facciamo quando ingurgitiamo cibo.

    • Kristalia scrive:

      Qui ti appoggio completamente, Chiara, anche perché ci si continua ad insabbiare trascurando gli sconcertanti numeri: 9 milioni di puttanieri sono una realtà incontrovertibile.
      E quanti fra questi fanno i moralizzatori in giro, fingendo sgomento per un problema-feccia della buona società?

      Un problema che si conosce solo attraverso le troppe fanta-inchieste confezionate alla rinfusa.

      Comprendo la reazione delle donne, ma sono alquanto perplessa rispetto agli uomini che predicano bene e razzolano male e tu sai quanti doppiogiochisti ci sono.

      Il fatto certo è che ogni professionista – bella, brutta, piacente, valida o criticabile, italiana e straniera – ha un “parco” clienti da reddito consistente. E questo conferma il dato di cui sopra.

      Allora questo bigottismo di facciata a me mette un po’ paura… perché è proprio la causa dell’immobilità legislativa.

  20. bibiebibo scrive:

    Non so se è una concezione “paolina”, potrebbe avere anche una deriva “marxista” (ma del resto…entrambe le ideologie sono oppio dei popoli…). Il concetto di base è che fare sesso per divertirsi non mi dispiace affatto, anzi. Il fare sesso per guadagnare ci può anche stare, in pratica si affitta il proprio corpo. Seguendo tale linea di pensiero non vedo grossi problemi al passo successivo e cioè passare dall’affitto alla vendita. La vendita potrebbe essere effettuata per l’intero o solo per parti. Ovviamente le cifre in gioco sarebbero diverse, molto più “pesanti”. Uno potrebbe decidere di vendersi un occhio (rif. cinematografico del mitico albertone nazionale) e quindi l’implicazione sessuale non sarebbe necessaria. Uno potrebbe decidere di diventare schiavo per poter garantire il futuro economico dei figli. Tutto è fattibile Chiara, io non posso certo scagliare la prima pietra ed inoltre non ho mai parlato di “vergogna” ma casomai di autostima e realizzazione. Certamente anche andare a “zoccole” non è il massimo in una ipotetica classifica delle cose per cui vale la pena di vivere. IMHO ovviamente.
    a.y.s. Bibi

  21. Francesca scrive:

    Alla vostra domanda rispondo SI’ senza alcun indugio.
    Quando i benpensanti e le finte verginelle si renderanno conto che la prostituzione non finirà mai?!

    • bibiebibo scrive:

      “Alla vostra domanda rispondo SI’ senza alcun indugio.”
      Io qualche indugio ce l’ho ma forse dipende dal fatto che di bordelli ne ho visti parecchi…
      a.y.s. Bibi

      • Francesca scrive:

        Il primo infatti è la compravendita sessuale e non solo nel nostro Parlamento e nella vita quotidiana di ognuno. La differenza fondamentale sta fra chi è costretto e chi ne è consapevole.
        I casini (nel vero senso della parola) sono il problema minore secondo me, senza contare il fatto che molti uomini possono sfogare la loro frustrazione pagando e comportandosi civilmente anzichè violentare ragazze indifese e picchiare le mogli a casa.

        • E’ un dato statistico incontrovertibile che laddove la prostituzione e’ fortemente ostacolata cresce la percentuale delle violenze a sfondo sessuale.

          • Francesca scrive:

            Purtroppo è una conseguenza “normale” nella psiche umana, soprattutto del sesso maschile.
            E’ inutile fare finta di niente.
            Prenderla come un dato di fatto sarebbe già metà dell’opera, credo.

        • bibiebibo scrive:

          scusa ma nn riesco a mettermi in quest’ottica: meglio picchiare una prostituta che la moglie…Perchè non castrare chimicamente chi violenta e sbattere in galera chi picchia la moglie, senza per questo mettere di mezzo qualche povera crista?
          a.y.s. Bibi

          • Io non so cosa, per un uomo, sia meglio picchiare, se la moglie, l’amante, una puttana o la propria figlia, ma dato che a quanto pare di picchiare le donne qualche uomo non ne puo’ fare a meno, prendo atto di quanto dici, bibi, e concordo sull’inasprimento delle pene.

            Ma cio’ che ho scritto e’ cosa leggermente diversa. Per violenza sessuale non intendo solo picchiare, ma violentare, abusare a scopo di libidine.

            Laddove la prostituzione non e’ vista con un’ottica proibizionista e quindi (di conseguenza) anche il sesso e’ considerato per quello che e’, come un piacevole massaggio ad una parte del corpo non diverso da da un massaggio alla testa, le violenze sessuali avvengono con minor frequenza.

            Ovviamente escludo dall’analisi quei Paesi in cui siano in corso guerre ove, si sa, le violenze sulle donne sono anche un modo per terrorizzare la popolazione nemica.

          • Francesca scrive:

            Forse è il caso che rileggi quello che ho scritto e cioè che è meglio che si sfoghino civilmente e pagando una prostituta che…..
            Un pò diverso da quello che hai scritto tu.

            • bibiebibo scrive:

              ho capito “meglio a lei che lo fa di mestiere che ad un’altra” che però non mi pare una soluzione “civile” come dici. E’ la questione dello “sfogo civile” che mi lascia perplesso, come se le violenze trovino quasi una giustificazione in un semplice eccesso ormonale. Sempre idea personale sia chiaro.
              a.y.s. Bibi

              • Francesca scrive:

                Non hai capito bene quello che ho scritto e quello che ho voluto intendere.
                La prostituzione non cesserà mai per una serie di motivi fra cui questo.
                Noi siamo donne e francamente certe cose abbiamo difficoltà ad intenderle ma lo sfogo anche sessuale è fondamentale per gli uomini.
                Meglio quindi se questo sfogo è fatto “sotto controllo” passami il termine, fatto con gente che sa cosa fa’ e si guadagna la pagnotta pagando le tasse e sottoponendosi a controlli fisici e mentali.
                O no?

                • Cio’ che non capisco, cara Francesca, e’ perche tanta gente (soprattutto uomini e quindi coloro che normalmente utilizzano un certo tipo di servizi), non riescano a vedere nella professione di prostituta un mestiere normale come (ad esempio) quello di una tautatrice oppure di una parrucchiera.

                  Io credo che questo aspetto “peccaminoso”, il gusto del nascosto, del proibito, dello “sporco” dia ai clienti un gusto sessuale aggiuntivo. Ed e’ su tale pulsione che si basano poi anche le aberrazioni come ad esempio la pedofilia.

                  • Francesca scrive:

                    Forse hai ragione ma credo che il problema di non considerarlo un lavoro, un mestiere fatto da professioniste sia più per le donne che per gli uomini….o no?
                    Secondo me ci sarebbero uomini contentissimi di andare in locali chiusi, puliti e accoglienti piuttosto che per la strada.

              • Caro Bibi, sul discorso legato alla violenza che nel maschio e’ generata spesso da istinti sessuali, abbiamo discusso a lungo altrove.
                Ritengo che sia un aspetto determinante di un aspetto ben chiaro che ci differenzia (in quanto donne).
                C’e’ chi, contrastando la tesi che attribuisce solo al maschio questa caratteristica di esercitare violenza ai fini puramente sessuali e libidici, oppone discorsi sulla diversa violenza, piu’ psicologica, che le donne eserciterebbero al posto di quella fisica, ma in questo contesto sarebbe come parlare di zucchine invece che di patate assumendo il fatto che ambedue appartengono al regno vegetale.

                Comunque la cosiddetta violenza psicologica (che comunque e’ anche esercitata dagli uomini) e’ tutta da dimostrare, mentre la violenza fisica e’ ben visibile.

                Io non voglio dire che le prostitute “servono” a soddisfare questo bisogno di sfogo di violenza. Non e’ il loro scopo anche se molti forse vanno con le prostitute proprio per questo. E cio’ indicherebbe perche’ laddove il sesso e’ piu’ libero e meno ghettizzato ci sono meno stupri.

                La lilberta’ sessuale passa anche dall’accettazione delle lavoratrici del sesso come se fossero normali lavoratrici in qualsiasi altro settore. Mentre il ddl Carfagna le indica come “il male” da espellere e punire o, quanto meno da nascondere agli occhi dei benpensanti che, pero’, nei salotti buoni possono fare di tutto compreso riempirsi di cocaina in compagnia di fanciulle compiacenti ancor piu’ prostitute di quelle sui viali cittadini.

                Solo se si arrivera’ a considerare l’atto sessuale come un normale atto fisiologico scollegato dalla morale e dai dettami integralisti religiosi, finalmente le prostitute saranno considerate per quello che sono: delle persone.

                Fino ad allora saranno per alcuni delle perfide approfittatrici delle pulsioni naturali del maschio, delle circi senza scrupoli, mentre per altri rappresenteranno le “povere ragazze da salvare”, sempre e comunque anche se non vogliono essere salvate ed intendono esercitare tranquillamente il mestiere.

                • bibiebibo scrive:

                  Chiara e francesca (che non “conosco” virtulmente parlando come chiara e quindi magari può equivocare il mio modo di scrivere e di porsi), andiamo con ordine. Sembra che entrambe siate arrivate alla conclusione che il tutto si risolve con un bel contratto collettivo di lavoro. Bene, allora invece di attaccare la carfagna (che ha già problemi di suo a tenere a bada il suo neurone…) facciamo un passo avanti e entriamo in ambito propositivo: iniziamo a mettere giù una bozza di quello che dovrebbe essere la prostituzione con un contratto collettivo di lavoro. Punto primo: il contratto di lavoro ..ma parliamo di lavoro autonomo o subordinato? ..cioè la prostituta può essere assunta o lavora solo in proprio?Ci potrebbero essere delle cooperative di prostitute ma anche società che assumono prostitute per lavorare in casini sul tipo tedesco? E la rappresentanza sindacale? Forse meglio solo lavoro autonomo perchè vedo già l’ombra di società di papponaggio legalizzato.Punto secondo: come la chiamiamo? nel senso se deve avere la pensione e l’assistenza sanitaria dovrà avere una posizione INPS e quindi bisognerà trovare un nome a questa “professionista”.E’ un problema che mi ero già posto nel mio blogghino, potremmo usare il generico “operatrice di servizi sessuali” perchè il classico “prostituta” o uno degli altri sinonimi che ho trovato non mi sembra consono. Punto terzo: aperta la posizione INPS bisogna aprire la partita IVA e rilasciare anche le fatture e poi essendo lavoratrice autonoma, pagare le tasse in base agli studi di settore… Io mi fermo qui, per i punti successivi lascio spazio ad altri.
                  a.y.s. Bibi
                  P.S. lo so che sembra irreale ma è quello che bisognerebbe fare per considerare la prostituta una “professionista” come la parrucchiera.

                  • Francesca scrive:

                    Perchè secondo te non si potrebbe?
                    Pensa a un elettricista o ad un idraulico: sono sia liberi professionisti che lavoratori dipendenti, non vedo il problema.
                    Se si vuole si può fare, il problema è che manca la volontà perchè siamo dei bigotti secondo me.
                    Io credo che le prostitute potrebbero offendersi sentendosi chiamate “operatrici” un pò come quelle dei call-center mentre loro della professione ne fanno un’arte. :mrgreen:

                    • bibiebibo scrive:

                      No, loro si chiamano già “operatrici del sesso” o meglio “sex workes”. in pratica a loro va molto bene la legge Merlin, quello che non vogliono è essere schedate (privacy??? ma non è la stessa cosa che fare la parrucchiera o l’idraulico?) e vogliono pagare le tasse in maniera molto …evasiva.E il lavoro dipendente non è gradito.. Per ulteriori info ecco dove puoi trovare la “posizione” (che battutaccia..!!!) delle prostitute sulla questione. http://www.lucciole.org/content/view/11/3/
                      Il documento risale al 1994 e nel sito ci sono i vari aggiornamenti ect ect.. e le varie ultime vicende.
                      a.y.s. Bibi

                    • Se le ragazze avessero tutti i diritti che ha (ad esempio) un lavoratore o una lavoratrice dello spettacolo, non vedo perche’ dovrebbe essere contraria alla legalizzazione.

                      Tornando ai punti toccati da Bibi:

                      - Lavoratrici dipendenti? Perche’ no. Basterebbe stabilire delle paghe adeguate, le ferie, i permessi, la maternita’, l’indennita’ di fine lavoro e tutte quante le cose che hanno anche le parlamentari o le veline di mediaset.
                      - Lavoratrici autonome? Certo. Anche qui con regole chiare, tariffe, albi professionali, e tutto il resto come hanno gli avvocati, o i commercialisti.
                      - Cooperative? Meglio! Con gli sgravi fiscali che ha la Coop.

                      Non vedo problemi, Bibi, e con me sfondi una porta aperta.

                      Se fossi stata io al posto della Carfagna, avrei voluto passare alla Storia introducendo una legge rivoluzionaria. Non si passa alla Storia con le solite “beghinate” di sempre e le leggine da 4 soldi bucati.

                      Zapatero, nella cattolicissima Spagna ha introdotto regole nuove per le coppie di fatto ed omosessuali, e certamente sara’ uno di quei primi ministri dei quali scriveranno nei libri di testo scolastici.

                      Una cosa che manca alla classe politica che oggi governa l’Italia e’ l’Ambizione (con l’iniziale maiuscola). Ambizione di essere ricordati per aver fatto qualcosa di epocale e non solo per il loro conto in banca e per quante ville o barche a vela hanno acquistato.

                      Per questo, in Italia, al momento non esiste alcun Statista degno di questo nome.

                  • Carlo Fronteddu scrive:

                    Assistenti sessuali di base?

                    • Questo comportamento di pensare prima alla forma (al nome politicamente corretto) invece che alla sostanza delle cose, e’ cio’ che piu’ mi rende perplessa sul fatto che la societa’ italica sia effettivamente matura per leggi importanti di tale portata.

                      Ci sono alcune societa’ che conseguono la laurea ed altre che resteranno perennemente all’asilo.

                    • Francesca scrive:

                      quoto, ri-quoto e stra-quoto ma tu sai che sfondi una porta aperta pure con me! :mrgreen:

                    • Carlo Fronteddu scrive:

                      Cara Chiara, scherzavo! Cercavo di rendere ridocola l’affermazione di biby che pone come questione di importanza primaria il nome. Per queto ho utilizzato assistenti sessuali di base, come quando si usa al posto di netturbino o spazzino, “operatore ecologico”. Sono stato frainteso! :mrgreen:
                      Sono d’accordo con quello che hai sottolineato qui sopra in risposta biby.
                      Hai il mio voto te l’ho già detto.

                    • bibiebibo scrive:

                      Sono un esperto a sfondare porte aperte…anche perchè ne trovo sempre di chiuse. Comunque:
                      problema n°1 – le prostitute, per quanto emerge dal sito del comitato (lo so che non rappresentano TUTTE ..però almeno una buona parte penso..) NON hanno nessuna intenzione di aderire al lavoro subordinato ma caso mai essere autonome e quindi libere professioniste.
                      problema n°2- cooperative sì? con sgravi fiscali…? alt ..per avere gli sgravi fiscali devi avere una fiscalità mentre quello che loro prospettano è una sorta di fiscalità basata sugli studi di settore e cioè “reddito presunto” con accertamento a posteriori..presunto da chi? E poi tariffe uguali per tutte? mmmm “la vedo male” disse la marchesa camminando sugli specchi..Con un tariffario prevedo una rivolta; il ritornello che ho sempre sentito da puttaniere era “io sono speciale, mica come le altre..”(al 90% non era un cxxxo diversa..ma lei ci credeva ed io lasciavo correre).
                      problema n°3 . denominazione..tu la prendi troppo sul ridere..loro ci tengono al nome “sex workers”, io ho già detto che preferisco “zoccole” perchè mi pare più giocoso. la denominazione non è importante per me.
                      Piuttosto, io vorrei sapere che succederebbe alle “abusive”; quelle che ora si dice “arrotondano” o a quelle che non aderiscono alla professionalità. Che facciamo? Le consideriamo alla stregua degli evasori fiscali e quindi manette? O possiamo liquidare il tutto con un’ammenda amministrativa?
                      a.y.s. Bibi

              • Francesca scrive:

                Ps. io non sto parlando di violenze…ma di un qualsiasi contratto di lavoro.
                Mi sa’ che non ci intendiamo…

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